Alessandria

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Alessandria
comune
Alessandria – Stemma Alessandria – Bandiera
Facciata di Palazzo RossoMunicipio di Alessandria (particolare)
Facciata di Palazzo Rosso
Municipio di Alessandria (particolare)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Maria Rita Rossa (PD) dal 21 maggio 2012
Territorio
Coordinate 44°54′48″N 8°37′12″E / 44.913333°N 8.62°E44.913333; 8.62 (Alessandria)Coordinate: 44°54′48″N 8°37′12″E / 44.913333°N 8.62°E44.913333; 8.62 (Alessandria)
Altitudine 95 m s.l.m.
Superficie 203,97 km²
Abitanti 93 805[2] (30-6-2013)
Densità 459,9 ab./km²
Frazioni Astuti
Cabanette
Cantalupo
Casalbagliano
Cascinagrossa
Castelceriolo
Gerlotti
Litta Parodi
Lobbi
Mandrogne
San Giuliano Nuovo
San Giuliano Vecchio
San Michele
Spinetta Marengo
Valmadonna
Valle San Bartolomeo
Villa del Foro
Comuni confinanti Bosco Marengo
Castellazzo Bormida
Castelletto Monferrato
Felizzano
Frugarolo
Montecastello
Oviglio
Pecetto di Valenza
Pietra Marazzi
Piovera
Quargnento
Sale
San Salvatore Monferrato
Solero
Tortona
Valenza
Altre informazioni
Cod. postale 15121 (città)
15122 (sobborghi)
Prefisso 0131
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006003
Cod. catastale A182
Targa AL
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 559 GG[3]
Nome abitanti alessandrini (lissandren)
Patrono Madonna della Salve
san Baudolino (Sòn Baudulen)
Giorno festivo 10 novembre
PIL procapite (nominale) € 27.726[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alessandria
In rosso il territorio comunale circoscrittoall'interno della provincia di Alessandria
In rosso il territorio comunale circoscritto
all'interno della provincia di Alessandria
Sito istituzionale
« Alessandria non è stata fondata da un giorno all'altro come vuole la leggenda. È stata una impresa collettiva, lenta, faticosa, risultato di collaborazione da parte di genti diverse. »
(Umberto Eco da ...La cittadella da riciclare, in AA.VV., Alessandria è una comoda poltrona: ti siedi e ti addormenti?!, pag.9)

Alessandria [a-les-sàn-dria] (Lisandria in piemontese, Lisòndria in dialetto alessandrino) è un comune italiano di 93.805 abitanti[4], capoluogo dell'omonima provincia. – È il terzo[5] comune della regione per popolazione e il primo[6] per superficie. La città è collocata al centro del triangolo Torino-Milano-Genova, costituendo quindi un nodo di interscambio importantissimo per le tre città e per le regioni di cui queste fanno parte.

Geografia Fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il fiume Tanaro

Sorge nella pianura alluvionale formata dai fiumi Tanaro e Bormida, in prossimità del loro punto di confluenza. Grazie alla sua posizione al centro del triangolo Torino-Genova-Milano, la città costituisce un importante nodo autostradale e ferroviario con scalo di smistamento di testa, situato nel sud-ovest della stazione viaggiatori. È servita dall'autostrada A21 e dall'autostrada A26. È una città caratterizzata da lunghi e ampi viali a più corsie e da grandi ed ariose piazze.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Alessandria.

Alessandria è caratterizzata da un clima tipicamente padano, con inverni freddi e nebbiosi ed estati calde ed afose. Le piogge non sono molto abbondanti (circa 600 mm), e cadono prevalentemente in autunno ed in primavera. Alessandria ha un clima più continentale rispetto al resto del Piemonte. Gli inverni, a causa del maggior numero di giorni nebbiosi, tendono ed essere più rigidi (media di +0,4 gradi a gennaio), mentre le estati sono afose ma molto più soleggiate e secche: il mese più caldo, luglio, ha una temperatura media di +24 gradi ed è anche il più siccitoso, con 32 mm di pioggia spesso concentrati in uno o due temporali (al culmine dell'estate le perturbazioni atlantiche tendono a scorrere molto più a nord).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Alessandria e Assedio di Alessandria.
Gonfalone civico

Fondazione[modifica | modifica sorgente]

La città nacque nella seconda metà del XII secolo con il toponimo di Civitas Nova su un nucleo urbano già esistente costituito dall'antico borgo di Rovereto. La città fu fondata ufficialmente nel 1168 e in quell'anno assunse il nome attuale in onore di Papa Alessandro III, che promulgò in quel periodo le azioni contro il Sacro Romano Impero e che aveva scomunicato Federico Barbarossa.

Il 29 ottobre 1174 Alessandria subì un attacco delle forze imperiali che avevano già espugnato nei mesi precedenti Susa ed Asti e che però rimasero bloccate di fronte al fossato che circondava la città: cominciò così un lungo assedio che terminò il 12 aprile 1175, Venerdì santo, con la resa degli uomini del Barbarossa. Nel 1183 dopo la Pace di Costanza e su ordine dell'Impero, la città assunse il nome di Cesarea, mantenendolo però per un breve periodo. Nel 1198 divenne Libero comune.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nel Medioevo Alessandria per oltre due secoli mantenne la condizione di libero comune entrando in conflitto con le vicine Casale, che era ancora parte del Marchesato del Monferrato, con Asti e con Pavia, le quali temevano una sua possibile espansione. La città, conosciuta allora con il nome di Alessandria della palude, passò in seguito sotto la protezione dei Visconti e successivamente sotto il Ducato di Milano. Fu probabilmente sul principio del XIII secolo che si stabilirono nella città i giudei, dove vi fondarono con l'andare del tempo una sinagoga.

Settecento e Periodo Napoleonico[modifica | modifica sorgente]

Nel 1707 fu conquistata dal Principe Eugenio, finendo così, dopo il trattato di Utrecht del 1713, nelle mani dei Savoia. Alla fine del Settecento l'intero Piemonte fu colpito dalle battaglie conseguenti alle mire espansionistiche di Napoleone Bonaparte e se già dopo l'armistizio di Cherasco l'influenza dell'imperatore corso era tangibile, nel 1802, dopo la battaglia di Marengo (vinta dalle truppe napoleoniche), Alessandria fu ufficialmente annessa alla Francia assieme a tutta la regione, diventando capoluogo del Dipartimento di Marengo. Successivamente, nel 1814, la città venne conquistata dagli austriaci e il 30 maggio di quello stesso anno, dopo i trattati di Parigi, entrò a far parte del Regno di Sardegna in quanto fu restituita ai Savoia.

Risorgimento[modifica | modifica sorgente]

Medagliere del Magg. Tito Giuseppe Viazzi, decorato alla Battaglia di S. Martino del 1859

Il 10 marzo 1821 l'insurrezione partì da Alessandria. La città per la sua importanza strategica, era il perno intorno a cui dovevano ruotare le operazioni della congiura ed è lì che i patrioti iniziarono a convergere da ogni parte. La scintilla partì proprio dai dragoni del re sabaudo. Promotore del moto costituzionale, Giacomo Garelli, un ex ufficiale dell'esercito napoleonico. Il comandante Isidoro Palma comandante della Brigata Genova, occupò la cittadella nella notte tra il 9 e il 10 marzo con Dragoni del Re, insieme alla Brigata Genova e a un gruppo di volontari armati; il capitano delle porte fu costretto a consegnare le chiavi e venne arrestato il comandante. Guglielmo Ansaldi, comandante in seconda della Brigata Genova, proclamava la liberale Costituzione di Spagna, e sul pennone si innalzò la bandiera tricolore. All'alba del giorno seguente le artiglierie annunciarono la vittoria della libertà: la bandiera tricolore sventolava sulle torri del forte e si creò un comitato governativo provvisorio.

È l'episodio che Giosuè Carducci descrive nei versi di Piemonte, in Rime e Ritmi: «Innanzi a tutti, o nobile Piemonte, quei che a Sfacteria dorme e in Alessandria diè a l'aure primo il tricolore, Santorre di Santarosa»[7]. Durante il Risorgimento, Alessandria fu un importante centro liberale. Nell'ottobre 1859 fu scelta come capoluogo di provincia di una delle prime quattro province piemontesi, per una fetta di territorio che comprendeva anche l'astigiano. Il 25 luglio 1899 diventò la prima città italiana capoluogo di provincia ad essere governata da una Giunta a maggioranza socialista: quel giorno venne infatti eletto sindaco della città l'orologiaio Paolo Sacco.

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

La Cittadella Militare

La nascita delle Ferrovie e l'incremento dei commerci nel Nord-Italia, alla fine dell'Ottocento trasformarono Alessandria in uno dei punti nevralgici per il mercato italiano. Per la sua posizione, al centro dei collegamenti tra Torino, Milano e Genova, in questo periodo la città conobbe un grande incremento demografico. Sotto il Fascismo Alessandria mantenne la sua importanza; negli anni trenta furono eretti importanti edifici pubblici e opere architettoniche, come il Dispensario Antiturbercolare, progettato da Ignazio Gardella e il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi, progettato dall'architetto Franco Petrucci e decorato dai mosaici di Gino Severini.

Nel corso della seconda guerra mondiale, la città subì ripetuti e pesanti bombardamenti aerei e la sua Sinagoga fu saccheggiata e parzialmente distrutta dai fascisti nel dicembre del 1943. Nel dopoguerra Alessandria seguì le sorti del Nord-Italia, conoscendo inizialmente quello sviluppo e quella forma di benessere che si diffuse nel Settentrione nel corso degli anni sessanta con il boom economico, conoscendo anche l'immigrazione della gente proveniente dalle regioni del Sud e arrivando a superare i 100.000 abitanti nel 1970.

Successivamente, quando gli effetti del boom economico rientrarono, Alessandria conobbe un calo demografico. La città venne anche scossa dai fatti di cronaca a sfondo politico che insanguinarono l'Italia degli anni settanta: il 9 e il 10 maggio 1974, una rivolta interna al carcere si risolse tragicamente, con 7 persone morte e 14 ferite: quest'episodio fu ricordato come la "Strage di Alessandria". Inoltre, fu in una cascina nei pressi della città piemontese che si tennero le prime riunioni del gruppo delle Brigate Rosse ed ebbe luogo il sequestro Gancia.

Il 6 novembre 1994 Alessandria fu pesantemente colpita da una grave alluvione che la investì per buona parte sommergendo ampie zone residenziali (specialmente i quartieri Orti, Rovereto, Borgoglio, Borgo Cittadella, Astuti e San Michele) e varie frazioni. L'alluvione, che fu causata dallo straripamento del fiume Tanaro, provocò anche la morte di undici persone oltre a danni ingentissimi sia alle abitazioni private che alla struttura economica cittadina. Nel 1998 diventò sede, assieme a Novara e Vercelli, dell'Università degli studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro".

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il centro della città è caratterizzato dalla vastità di piazza della Libertà, anticamente Platea Maior. La piazza d'armi voluta da Napoleone fu ottenuta mediante la demolizione, avvenuta nel 1803, dell'antica cattedrale del XIII secolo opera dell'architetto Ruffino Bottino. Agli inizi degli anni 2000 sono stati portati alla luce i resti delle fondamenta per studi di approfondimento e poi ricoperti. Al centro di essa sorge la statua di Urbano Rattazzi, opera di Ferruccio Pozzato, che sostituisce la fusione più antica di Giulio Monteverde, demolita per ricavarne metallo nel 1943, durante la seconda guerra mondiale.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo del municipio
Palazzo Ghilini
Palazzo Cuttica di Cassine
  • Palatium Vetus. Il palazzo, nella centrale piazza della Libertà, venne costruito intorno al 1170. Ha avuto funzione di Broletto, nei secoli XIII e XIV, quindi centro della vita politica, amministrativa e giudiziaria del comune medioevale. Dopo molte vicissitudini nel 1856 il Comune di Alessandria lo cede allo Stato che ci sistema il corpo di guardia del Comando di Divisione. Fino al 1995 l'edificio ha ospitato il Presidio e il Distretto Militare e, dal 2012, è sede della Fondazione cassa di risparmio di Alessandria che ne ha completamente finanziato il restauro.
  • Palazzo del Municipio o Palazzo Rosso (dal colore della facciata). Eretto nel XVIII secolo è dotato di un particolare orologio a tre quadranti (da notare sulla sommità il galletto sottratto dagli alessandrini ai casalesi nel 1225); distrutto dai bombardamenti di guerra nel 1944 l'edificio che si presenta attualmente è il risultato di un successivo intervento di ricostruzione.
  • [[Palazzo Ghilini]], oggi sede dell'Amministrazione Provinciale e della Prefettura, progettato da Benedetto Alfieri nel 1733, di pregevoli forme barocche, considerato il più bello e monumentale della città.
  • Palazzo Cuttica di Cassine. Futura sede del Museo Civico e già sede del Conservatorio Statale di Musica "Antonio Vivaldi" e precedentemente del liceo musicale.
  • Palazzo Guasco. Situato nell'omonima via Guasco la sua storia risale ai primi secoli dalla fondazione della città. L'attuale conformazione è del secolo XVIII. L'ala destra del palazzo è, oggi, sede di alcune sezioni dell'Amministrazione Provinciale: la Direzione Economia e Sviluppo della Provincia di Alessandria (che comprende l'Assessorato alla Cultura e l'Assessorato al Turismo), la Biblioteca Provinciale di Editoria locale, l'Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea e la Galleria d'Arte Moderna. In attesa di restauro di alcuni saloni del palazzo che conservano la struttura architettonica settecentesca. L'ala sinistra del palazzo, invece, è tuttora proprietà privata. Degno di nota il piccolo teatro, non aperto al pubblico, presente all'interno dell'ala privata.
  • Palazzo dal Pozzo. Situato in piazzetta Santa Lucia, risalente al XVIII secolo di stile prettamente barocco. È stato sede della Società del Casino dal 1862 al 1868, per alcuni decenni dell'Archivio Notarile e dal 1962 al 1982 nuovamente della Società del Casino.
  • Arco di trionfo. Situato al termine di via Dante fu eretto nel 1768 a ricordo della visita di Vittorio Amedeo III e di Maria Antonia di Spagna. È un raro esempio di arco settecentesco.
  • Palazzo Prati di Rovagnasco. Costruito verso la metà del Settecento per volontà del marchese Carlo Giacinto Prati, l'edificio attuale è stato ristrutturato e in parte alterato dopo la Seconda Guerra Mondiale ed è distribuito su tre piani che si snodano con una pianta ad U intorno a un cortile centrale: un corpo principale che si affaccia su via XXIV maggio e da due ali laterali lungo le vie Giuseppe Verdi e San Giacomo della Vittoria. I tipici elementi decorativi dello stile barocco sono ridotti secondo un gusto ormai orientato come in edifici coevi verso forme di austerità classicheggiante, tanto che il palazzo può essere considerato la più severa fra le dimore signorili del Settecento alessandrino.[8].
  • Villa Guerci.
  • Ponte Cittadella. Il ponte detto appunto "Cittadella" è, per la sua storia e la sua importanza strategica, il principale ponte di Alessandria che unisce le due sponde cittadine del fiume Tanaro. Nell'agosto del 2009 è stato demolito il terzo ponte della storia della città dalla sua fondazione inaugurato nel 1891[9]. Il ponte del 1891 rimpiazzò un più antico ponte in pietra coperto, inaugurato nel 1455 che a sua volta sostituì un originario ponte in legno. Il Comune di Alessandria incaricò nel 1996 l'architetto Richard Meier di progettare un nuovo ponte a campata unica che sarà consegnato entro la fine del 2014.
  • Dispensario antitubercolare e Laboratorio provinciale di igiene e profilassi. Opere di Ignazio Gardella, realizzate tra il 1934 e il 1939, sono considerate capolavori dell'architettura del Razionalismo italiano.
  • Palazzo delle Poste. Edificato tra il (1939 e il 1941) di stile schiettamente razionalista è decorato con un bel mosaico lungo 38 metri di Gino Severini sulla facciata.
  • Casa Borsalino. Opera dell'architetto Ignazio Gardella progettata tra il 1949 e il 1951 e realizzata nel 1952.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa del Carmine
Chiesa dei santi Barnaba e Rocco
Chiesa di san Giuseppe
  • Chiesa Cattedrale. Quasi adiacente a piazza della Libertà è la piccola ed elegante piazza del Duomo, con la nuova cattedrale neoclassica del (1810-1849) che conserva al suo interno la statua lignea della Madonna della Salve; sul lato sinistro della facciata spicca Gagliaudo che regge una formaggetta lodigiana, scultura romanica raffigurante l'eroe alessandrino che secondo la leggenda si distinse nel corso dell'assedio del Barbarossa. Da notare sul fianco destro della Cattedrale l'altissimo e imponente campanile di gusto eclettico, costruito a più riprese fra l'ultimo decennio dell'Ottocento e il 1922; con i suoi 106 metri di altezza è il terzo più alto d'Italia dopo il Campanile di Mortegliano e il Torrazzo di Cremona. Il campanile contiene un concerto di 5 campane in do3 maggiore.
  • Santa Maria di Castello. La più antica della città (XV secolo), situata presso l'antico borgo Rovereto e che fonde nella sua struttura stili di epoche diverse, come quello tardo - romanico della costruzione con il portale rinascimentale e, al suo interno, diverse opere di epoche successive (il crocefisso, l'altare, la fonte battesimale, la sacrestia); inoltre nei sotterranei, da qualche tempo riaperti al pubblico, si possono osservare i resti di due precedenti chiese. Nonostante una fase di decadenza, negli ultimi anni sono stati notevoli i lavori di ristrutturazione e consolidamento statico (contributi Regione Piemonte, arch. Piero Teseo Sassi)
  • Chiesa di San Gaudenzio martire, chiesa cattolica di Rito greco-bizantino costruita nel 1994 per le comunità romena, moldava, serba, montenegrina, greca, bulgara e per la minoranza serba della Croazia
  • Chiesa della Beata Vergine Assunta
  • Chiesa della Beata Vergine Maria delle Grazie
  • Chiesa di San Giovanni Evangelista
  • Chiesa del Cimitero urbano
  • Chiesa di Maria Santissima della Misericordia
  • Chiesa di Nostra Signora del Carmine
  • Chiesa di Nostra Signora del Monserrato
  • Chiesa di san Giovannino
  • Chiesa di san Giuseppe
  • Chiesa di san Lorenzo
  • Chiesa di san Rocco
  • Chiesa di santa Lucia
  • Chiesa di santo Stefano
  • Chiesa dei santi Alessandro e Carlo
  • Chiesa dei santi Antonio e Biagio
  • Chiesa dei santi Sebastiano e Dalmazzo
  • Santuario Beata Vergine Maria di Loreto
  • Santuario Nostra Signora di Lourdes
  • Santuario del Sacro Cuore
  • Santuario di san Giacomo
  • Ex complesso monumentale di san Francesco
  • Sinagoga di Alessandria

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Cittadella Militare. Sorge sulla sponda sinistra del fiume Tanaro. È un'imponente costruzione militare innalzata su progetto di Ignazio Bertola, una delle principali al mondo per importanza. La costruzione, voluta da Vittorio Amedeo II di Savoia nel XVIII secolo, comportò l'evacuazione e la demolizione dell'intero quartiere di Borgoglio. Di proprietà dell'Agenzia del Demanio, è oggi visitabile grazie alle guide preparate dal FAI: è a pianta stellare, con sei bastioni attorniati da fossati. Di notevole interesse architettonico-militare i quartieri militari con gli edifici settecenteschi e ottocenteschi.
  • Caserma Valfré di Bonzo.
  • Forte Bormida.
  • Forte Ferrovia.
  • Forte Acqui.

Alberi monumentali[modifica | modifica sorgente]

  • Platano di Napoleone. Lungo la ex statale n. 10 che collega Alessandria a Spinetta Marengo svetta il cosiddetto Platano di Napoleone, uno dei più grandi alberi monumentali d'Italia. La leggenda vuole che sia stato messo a dimora nel 1800 a seguito della vittoria sugli austriaci alla battaglia di Marengo. Il Platano, della specie Platanus occidentalis, è alto quaranta metri e ha una circonferenza alla base del tronco di quasi otto metri. Sembra che fino agli inizi del XX secolo fossero rimasti ancora cinque esemplari superstiti di un viale completo che dalle porte di Alessandria giungeva sino a Marengo[10]. Qui di seguito le coordinate del platano: +44° 54' 28.17", +8° 38' 23.70".

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 marzo 2013, risultano residenti ad Alessandria 13.332 immigrati, il 14,02% della popolazione, suddivisi in 3.638 europei comunitari e 9.694 stranieri non comunitari ed extra-europei. I gruppi più numerosi sono i seguenti:[senza fonte]

  1. Albania, 3211
  2. Romania, 3137
  3. Marocco, 2588
  4. Cina, 680
  5. Ecuador, 451
  6. Ucraina, 363
  7. Tunisia, 262
  8. India, 206
  9. Repubblica Dominicana, 190
  10. Russia, 177

Religione[modifica | modifica sorgente]

Sinagoga di Alessandria

La religione più diffusa tra gli abitanti di Alessandria è il cristianesimo, soprattutto con la sua confessione cattolica. Tuttavia sono presenti molteplici minoranze sia di antica origine, come quella giudaica, sia come diretta conseguenza della recente immigrazione. Le minoranze più diffuse sul territorio sono:

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Biblioteca Civica, ingresso

Università[modifica | modifica sorgente]

Insieme a Novara e Vercelli, Alessandria è sede dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro". Qui infatti sono dislocati due dei sette Dipartimenti che compongono l'Ateneo: il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica ed il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali. Ad Alessandria vi è inoltre una sede del Politecnico di Torino.

Sistema museale[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Alessandria è sede del Conservatorio Statale di Musica "Antonio Vivaldi".

Teatro[modifica | modifica sorgente]

La tradizione teatrale alessandrina è stata nei secoli molto florida.

Teatro di Palazzo Guasco[modifica | modifica sorgente]

L'interno del teatro di Palazzo Guasco come si presenta oggi.

Nel nuovo clima politico creatosi all'indomani del Trattato di Utrecht, la città di Alessandria trovò nuovi spunti e nuovi stimoli per la vita sociale cittadina. In questo contesto il Marchese Don Filippo Guasco Gallarati di Solerio decise di incorporare un piccolo teatro pubblico nel suo palazzo Guasco. Nasceva così il primo teatro cittadino. Il 27 marzo 1729 il re di Sardegna Vittorio Amedeo II consegnò al marchese Guasco le regie patenti per l'apertura e la gestione del suo teatro.

Nel settembre dello stesso anno, alla presenza del principe ereditario Carlo Emanuele, il teatro venne inaugurato ufficialmente con una rappresentazione d'opera di rilievo. L'unica testimonianza di quel periodo è la cosiddetta "Cronaca Bolla" che così commenta l'evento musicale dell'inaugurazione del teatro: "Oh quanto meno avrebbe egli contribuito al pubblico bene della città, se avesse impiegato il di lui contante (!!) ed il bel talento, ond'è fornito, in qualche più proficuo ritrovamento!".

Nel 1766 la sorda avversione della borghesia e del clero contro il teatro finì per stancare i marchesi di Solerio. In quell'anno ebbe luogo l'ultima recita della Semiramide di Pietro Metastasio, quindi il teatro venne chiuso definitivamente e i marchesi consegnarono le regie patenti ai decurioni perché venissero riutilizzate per il teatro Municipale di futura nuova costruzione.

Teatro Municipale[modifica | modifica sorgente]

L'interno del Teatro Municipale nel 1942

Il teatro municipale venne costruito all'interno del palazzo di città o palazzo rosso (il palazzo del municipio). Oggi si può ancora notare il foyer del teatro che ospita l'Ufficio per le relazioni con il pubblico.

Le regie patenti ed i privilegi che furono propri del teatro Guasco vennero trasferiti per il teatro Municipale. La posa della prima pietra avvenne il 6 settembre 1772, e tre anni più tardi l'architetto Giuseppe Caselli consegnò alla città le chiavi del nuovo teatro. La sera del 17 ottobre 1775 per la prima volta il sipario del municipale venne alzato. Dal palco si poteva ammirare il perfetto emiciclo della sala disposta a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e sopra di essi un piccolo loggione. Il teatro aveva circa 1500 posti a sedere. L'opera scelta per la sera di inaugurazione fu l'opera seria Antigona su libretto di G. Roccaforte e musicato da Giuseppe Ferdinando Bertoni.

Interessante notare che i palchi furono acquistati dalle famiglie alessandrine più importanti per censo, posizione sociale e politica. Il 28 giugno 1775 gli 88 palchi disponibili vennero estratti a sorte e assegnati dal governatore della città ai 60 acquirenti. Qui di seguito si riporta un elenco[13] dei proprietari dei palchi del teatro Municipale, conservato presso l'Archivio di Stato di Alessandria.

n. 1º ordine 2º ordine 3º ordine
1 Il Municipio Conzani Emanuele Conzani Ferdinando
2 Civaglieri Pietro Castellani Laura Fratelli Sali
3 Chenna Felice Parvopassu G. Batt. Avvocato Adorni
4 Prati-Capriatta Eredi Canefri Eredi di S. Barberis
5 Conzani Emanuele Castellani Sebast. Il Municipio
6 Castellani Pietro Guasco-Castelletto Il Municipio
7 Massola Angelo Colli Vittorio Il Municipio
8 Inviziati Carlo Ferrari-Castelnovo Il Municipio
9 Il Municipio Zani avv. Giovanni Il Municipio
10 Il Municipio Il Municipio Il Municipio
11 Deporzelli Giovanni Calcamuggi Ottavio Faà di Bruno
12 Faà di Bruno En. Ghilini Vittorio Piola Michelangelo
13 Melazzi Giovanni Eredi Andrea Agosti Ferrero Felice
n. 1º ordine 2º ordine 3º ordine
14 Il Municipio Il Municipio Ferrero Giovanni
15 Olivazzi Paolo Ferrari Luigi Avite Carlo
16 Lazzari Bartolomeo Margiocchi Carlo Guasco di Castelletto
17 Gavigliani Giuseppe Ghilini Ambrogio Ghilini Vittorio
18 Il Municipio Il Municipio Il Municipio
19 Il Municipio Il Municipio Il Municipio
20 Faà di Bruno Luigi Castiglione Luigi Il Municipio
21 Arnuzzi Giordano Figarolo-Gropello Il Municipio
22 Antona Pasquale Dalpozzo Claudio Il Municipio
23 Bagliani Raimondo Famiglia Aulari Il Municipio
24 Bolla Filippo Famiglia Scatti Gilli Avvocato
25 Famiglia Pertusati Boidi-Ardizzone Eredi Gius. Casella
26 Guasco di Bisio Basiglio Gaspare Zuccotti Vincenzo
27 Il Municipio Sappa Luigi Il Municipio

La vita del municipale terminò nel 1944 quando, durante il bombardamento del 1º maggio, il teatro e la relativa ala del palazzo del municipio vennero irrimediabilmente compromesse da un incendio.

Teatro Comunale[modifica | modifica sorgente]

La struttura di maggiore interesse risulta, oggi, essere il Teatro Comunale che costruito tra il 1969 e il 1978 dispone di circa 1200 posti a sedere nella sala principale. Sono presenti anche 2 sale secondarie: la sala Ferrero e la sala Zandrino.

Il Teatro Comunale venne chiuso in via precauzionale il 2 ottobre 2010 a causa dell'inquinamento da polvere d'amianto. Esso era presente nell'impianto di riscaldamento, nei rivestimenti delle poltrone e in grande quantità nella stessa aria del Teatro. I lavori di bonifica vennero sospesi dopo pochi mesi e ripresero solo nel 2013 grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Il Teatro risulta attualmente chiuso.

Altri teatri cittadini[modifica | modifica sorgente]

Qui di seguito l'elenco degli altri teatri cittadini che si sono nei secoli susseguiti:

  • Arena Bellana, 1856-1879. Teatro pubblico scoperto che ospitò spettacoli equestri, presentazioni di animali feroci, acrobati e funamboli, pagliacci. In seguito anche spettacoli lirici e di prosa. L'arena era molto amata dal pubblico. La quindicenne Virginia Vasino conobbe proprio in questo teatro pubblico il suo futuro marito, l'attore fiorentino Giovan Battista Marini. L'Arena Bellana fu distrutta da un incendio.
  • Politeama Gra, 1882-1902. Sulle ceneri dell'Arena Bellana il signor Gra, parente del Bellana, costruì il modesto teatro popolare coperto. Il teatro ospitò spettacoli di prosa, lirici e di operetta. Anche al Politeama Gra spettò la stessa sorte dell'Arena Bellana e fu distrutto da un incendio.
  • Arena Garibaldi, poi Arena-Teatro Verdi, 1881-1916. Strutture temporanee attive, nell'attuale piazza Garibaldi, nei mesi estivi dal 1 giugno al 3 agosto. L'Arena Garibaldi offriva principalmente spettacoli di marionette organizzati dal burattinaio veneto Zane. Dal 1903 l'Arena intitolata a Verdi e ristrutturata in un modesto teatro in legno con una birreria annessa. Le attività stagionali in questa area terminarono a causa dello sviluppo urbanistico della città.
  • Circo Pollarolo, 1890-1892. Struttura in ferro, tessuto e legname con spettacoli di prosa, arte varia ed equestri.
  • Teatro Finzi, poi Teatro Verdi, poi Teatro del Popolo, 1906-1922. Il teatro ospitò spettacoli di opera, prosa e negli anni successivi alla prima guerra mondiale venne organizzata una scuola di cultura. Dopo l'inaugurazione il teatro rimase chiuso per parecchio tempo riaprendo in seguito con il nuovo nome dedicato a Verdi. Dal 1920 mutò ancora il nome in Teatro del Popolo. Anche questo teatro venne distrutto in parte da un incendio nel 1922. Nell'aprile del 1944 un bombardamento terminò l'opera dell'incendio di qualche decennio prima.
  • Teatro Virginia Marini, 1917-1965. Il teatro dedicato all'attrice alessandrina ospitò numerose compagnie drammatiche, spettacoli d'opera e di musica sinfonica. Venne demolito nel 1965 per lasciare spazio alla costruzione dell'attuale Teatro Comunale. Si ricorda un grande concerto sinfonico dell'orchestra del Teatro alla Scala nel 1956 diretta da Guido Cantelli.
  • Teatro San Francesco. 1920 circa. In attività.
  • Teatro Arnoldi. Chiuso.
  • Cinema Teatro Alessandrino, 1966. In attività.
  • Cinema Teatro Ambra. In attività.
  • Teatro Parvum. In attività.
  • Teatro Laboratorio Sociale, 2008. In attività. Ricavato in alcuni locali della dismessa caserma dei pompieri.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

I piatti più rappresentativi di Alessandria, oltre alle portate di tipica matrice piemontese come gli agnolotti e il brasato, sono:

  • i rabatòn (rotolini di spinaci, ricotta ed erbette bolliti in acqua calda e successivamente gratinati al forno con formaggio, burro e salvia);
  • il pollo alla Marengo (pollo condito con gamberi di fiume e uova, il cui nome deriva dalla famosa battaglia di Marengo);
  • la farinata (chiamata anche bela cauda, è una torta di ceci di antica origine genovese, qui sviluppatasi per merito degli intensi rapporti tra la pianura e il mare).

Fra i dolci tipici, che hanno ricevuto la denominazione comunale d'origine, si trova il Lacabòn, a base di miele e albume, venduto durante la festa di santa Lucia e sant'Antonio; cannoncini e bignè, tartufata ed amaretti, polenta dolce di Marengo, meardini, e gallinotti al rum, mandrugnin, nugatelli, torta albanese e farciò[14].

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

  • Concorso Internazionale di Chitarra Classica "Michele Pittaluga".
  • Festival Internazionale di Musica Echos "I Luoghi e la Musica".
  • Settimane pianistiche internazionali in Monferrato "PianoEchos".

Arte e letteratura[modifica | modifica sorgente]

  • Biennale di Poesia di Alessandria. La Biennale di Poesia di Alessandria dal 1981 raduna i più importanti poeti italiani, dal 1996 anche quelli internazionali. L'evento conclusivo, che vede anche una sezione dedicata ai giovani autori, si tiene ad anni alterni nel periodo autunnale; negli intermezzi si svolgono attività di produzione editoriale e di varia proposta culturale nei campi della letteratura. Come fonti, si possono consultare: il sito ufficiale e il blog della Biennale di Poesia[15]; i cataloghi di Joker, editore "storico" della Biennale; la letteratura giornalistica costituitasi negli anni.
  • Rievocazione Storica della Battaglia di Marengo. Rievocazione della battaglia di Marengo vinta da Napoleone a Spinetta il 14 giugno del 1800. Battaglioni austriaci, francesi e italiani, provenienti da tutta Europa, tornano a fronteggiarsi. Manifestazioni, incontri e mostre trovano spazio in città e al Castello di Marengo. Periodo: prima metà di giugno.

Enogastronomia[modifica | modifica sorgente]

  • Salone del Biscotto. Il Salone del Biscotto Piemontese è la principale manifestazione regionale del settore. La terza edizione della rassegna ha avuto luogo, come nel 2006, presso la ex "Caserma Leopoldo Valfrè di Bonzo" di Alessandria. L'evento è dedicato alla scoperta dei sapori del Piemonte attraverso l'opera di grandi e piccoli artigiani del settore. Presso gli stand del Salone oltre cinquanta espositori hanno distribuito e offerto assaggi ai visitatori. Nell'ambito della terza rassegna dolciaria si sono susseguiti talk show dedicati ai dolci piemontesi. Tra gli ospiti hanno partecipato Iginio Massari, pasticciere e Paolo Massobrio, giornalista enogastronomico. Il Salone è organizzato dalla Provincia di Alessandria in collaborazione con la Regione Piemonte, le Province di Cuneo, Novara, Torino, Vercelli e il Comnune di Alessandria. La prima edizione si è svolta nel 2005 a Novara.
  • Alè Chocolate. Manifestazione annuale organizzata dal Comune di Alessandria (Assessorato al Commercio) in collaborazione con diversi enti ed associazioni, per promuovere e rilanciare il cioccolato dell'industria dolciaria e dell'artigianato locale. L'obiettivo della festa è quello di interessare i visitatori e sviluppare il settore ormai secolare per questa provincia. Eventi collaterali di notevole interesse sono stati la mostra di sculture di cioccolato presso il Palazzo Asperia (ora Palazzo Monferrato) ed i massaggi al cioccolato, eseguiti a scopo dimostrativo da personale esperto. Periodo: ottobre.
  • Salone del Dolce e Salato. Il Salone del Dolce e Salato è una manifestazione provinciale del settore alimentare. La prima edizione ha avuto luogo presso la ex caserma Leopoldo Valfrè di Bonzo nei giorni 17 - 18 e 19 novembre 2008. L'evento è dedicato alla scoperta dei sapori della provincia di Alessandria e della Provincia di Genova, insieme promotrici, attraverso l'opera di grandi e piccoli artigiani del settore. Presso gli stand del Salone gli espositori hanno offerto assaggi delle loro specialità ai visitatori. Il Salone è organizzato dalla Provincia di Alessandria in collaborazione con la Provincia di Genova.

Feste popolari[modifica | modifica sorgente]

  • Capodanno alessandrino. Nato da qualche anno per opera di alcuni gestori di locali ha, ora, assunto dimensioni extra cittadine coinvolgendo anche altre realtà locali. Il Capodanno alessandrino viene festeggiato la notte del 31 agosto e in tutta la città si svolgono eventi, concerti, feste in piazza.
  • Festa del Borgo Rovereto. Nata dalla volontà di pochi privati e continuata grazie all'iniziativa privata degli abitanti del più antico borgo alessandrino, è oggi una delle manifestazioni più sentite e partecipate della città. Dura due giorni di musica, bancarelle, "cortili aperti", poesie dialettali e spettacoli di strada.
  • E Ben Vena Magg. È una rassegna di eventi dedicati alla cultura popolare del Piemonte che ha come palcoscenico piazze, teatri, biblioteche, scuole, musei e circoli ricreativi di Alessandria e dintorni. La cultura popolare piemontese è stata analizzata in molte sue espressioni: il patrimonio dei canti di tradizione orale, le danze etniche, gli strumenti musicali, la poesia popolare, il teatro dialettale. Particolare rilievo hanno avuto le tematiche riguardanti le minoranze linguistiche del Piemonte (la provenzale, la franco-provenzale, la walser), la cultura collinare ed alpina e le influenze che la musica di tradizione orale ha avuto nell'ambito della musica colta. Dalla sua nascita la manifestazione è stata curata dall'Associazione Culturale Trata Birata/Tre Martelli.

Motori[modifica | modifica sorgente]

  • Motoraduno Internazionale Madonnina dei Centauri. Storico motoraduno organizzato dal Moto Club Madonnina dei Centauri Internazionali di Alessandria a partire dal 1946 senza interruzioni. Ogni anno, nella seconda domenica di luglio, convergono ad Alessandria migliaia di motociclisti provenienti da ogni parte d'Italia e d'Europa con l'intento di rendere omaggio alla protettrice dei motociclisti, la Madonnina dei Centauri nel Santuario di Castellazzo Bormida. Caratteristica unica di questo evento è l'ingresso dei "Primi Centauri" con le loro moto, a motore acceso, all'interno del Santuario durante la funzione religiosa della domenica, officiata dal vescovo di Alessandria, chiamato "Vescovo dei Centauri Internazionali".

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Alessandria è suddivisa in cinque differenti circoscrizioni:

Circoscrizione Nord

Circoscrizione Centro

  • Borgo Rovereto (quartiere)
  • caserma Valfrè (rione)
  • corso Roma
  • piazza Carducci
  • piazza Garibaldi
  • piazza Matteotti
  • piscina comunale
  • stazione FF.SS.

Circoscrizione Sud

Circoscrizione Europista

  • Europa (quartiere)
  • Pista Vecchia
  • piazza Mentana (rione)
  • spalto Gamondio
  • c.so IV novembre

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Piazzale della vecchia stazione ferroviaria (1913 circa)
Tram elettrico e carrozze a noleggio in attesa di passeggeri in piazza Vittorio Emanuele II (ora piazza della Libertà)

Alessandria si trova esattamente al centro del cosiddetto triangolo industriale composto da Torino, Milano e Genova. I servizi di trasporto per raggiungere la città sono molti e ben articolati.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Autostrada A21 e Autostrada A26.

Due sono gli snodi autostradali che passano da Alessandria[16]:

Alessandria è raggiunta da alcune strade statali, Fra le più importanti:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Alessandria e AutoZug.

Alessandria è un importante nodo ferroviario con scalo merci di smistamento di testa, situato nel sud-ovest della stazione viaggiatori e vede transitare 6,5 milioni di passeggeri all'anno. La stazione ferroviaria è posta sulla linea Torino-Genova e capolinea delle linee per Piacenza, per Novara, per Pavia, per Cavallermaggiore, per Ovada e per San Giuseppe di Cairo. Per quanto concerne la categorizzazione delle stazioni[18] RFI la considera di categoria gold ed è gestita dalla società Centostazioni. Alessandria è uno dei principali terminal per l’Italia (insieme a Bolzano e Livorno) di DB AutoZug e di Autoslaap Trein. Sono rispettivamente i servizi tedesco e olandese di auto e moto al seguito che hanno scelto Alessandria come terminal strategico. Circa 30.000 turisti all'anno si fermano ad Alessandria. La stazione è anche il nodo di interscambio con le linee di autobus urbane e sub-urbane e con le linee extra-urbane.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Alessandria.

L'Aeroporto di Alessandria[19] è situato a nord della città, è intitolato alla memoria del comandante Massimo Bovone ed è dotato di una pista in erba lunga 640 m. Non effettua servizi passeggeri di linea.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Alessandria.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Alessandria è gemellata con:

Esiste inoltre un rapporto di collaborazione con Alba Iulia

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Alessandria fu una delle prime città a vedere la nascita di squadre calcistiche già sul finire del XIX secolo. La maggiore squadra di calcio cittadina è l'U.S. Alessandria, nata nel 1912, dalla caratteristica maglia grigia. Gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Giuseppe Moccagatta, in Spalto Rovereto. Attualmente la squadra, dopo un periodo economicamente poco felice, si trova in Lega Pro Seconda Divisione, ma vanta un passato onorevole: tra le altre cose, sfiorò la vittoria dello scudetto nel 1927-1928 e partecipò, nel 1929-1930, al primo campionato di Serie A, giungendo sesta; nel vivaio della squadra crebbero campioni come i campioni del mondo Luigi Bertolini e Giovanni Ferrari, oltre al Pallone d'oro Gianni Rivera. Nella stagione 2007-2008, l'Alessandria Calcio, prima in classifica del girone A della Serie D, ha raggiunto l'obiettivo della promozione in C, vincendo il campionato con 6 giornate di anticipo. Nella stagione 2008-2009, pur non avendo superato i play off, dopo un lungo periodo alla testa della classifica di C2, si è avvantaggiata di un ripescaggio ed ha ottenuto una nuova promozione. Alessandria ha anche una squadra di calcio femminile, che ha militato nel campionato di Serie B, ottenendo matematicamente, con giornate d'anticipo, la promozione in Serie A2.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

La città ha una grande tradizione ciclistica: Il primo velocipede venne portato in Italia proprio ad Alessandria dall'industriale birraio Carlo Michel, proveniente dalla Esposizione internazionale di Parigi del 1867. Nel 1876 il numero degli appassionati al nuovo mezzo di locomozione era così cresciuto da consigliare la costituzione di una Società Velocipedistica poi C.V.A. (Circolo Velocipedisti Alessandrino). Venne organizzato il Gran Premio Città di Alessandria e numerose corse su pista. La nuova pista con curve rialzate fu costruita nel 1890 a Porta Savona. In seguito al piano regolatore dei primi anni del Novecento la pista venne eliminata. Rimase però, all'intero quartiere, il nome "Pista". Ad Alessandria crebbero grandissimi campioni come Costante Girardengo, Fausto Coppi, Giancarlo Martini e Giorgio Zancanaro. Per 6 volte Alessandria è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia: la prima nel 1929, l'ultima nel 1984. Nel 1956 e nel 1967 vi giunse la prima tappa della "corsa rosa". In altre due edizioni, nel 1979 e nel 2006, Alessandria ha ospitato il Giro come sede di partenza di tappa.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Alessandria

Football americano[modifica | modifica sorgente]

La prima formazione del 1983 è stata quella dei Saint George Knights. In seguito il nome è stato cambiato in Knights; ed infine dal 2001 il nome attuale, quello dei Centurions Alessandria. La squadra attualmente milita in Serie B.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Pallacanestro Superga sport Alessandria 1977-78.[20]

La Delta Basket 92, squadra di pallacanestro femminile, partecipò nel 2002 all'Eurocoppa, diventando così la prima squadra di Alessandria a disputare una competizione europea di alto livello. La storia della società si concluse però nel 2004, con il fallimento. Sul finire degli anni settanta anche il basket maschile aveva vissuto esperienze di qualche rilievo con l'approdo in Serie A2 della Superga Alessandria (1978) allenata da Massimo Mangano. Al tempo mancava ad Alessandria un adeguato palasport, e la squadra avrebbe dovuto "giocare in trasferta" almeno 3 o più stagioni (in attesa dell'approvazione e poi costruzione del palasport). Fu visitato anche il nuovo palasport Taliercio di Mestre appena realizzato, nonché la squadra ed il fortissimo settore giovanile, il numerosissimo pubblico al seguito e gli altri vantaggi di detta formazione mestrina, che invece era appena retrocessa in B dopo uno spareggio, pertanto la società alessandrina optò per la fusione con tale società, trasferendo la squadra ed i diritti alla partecipazione al campionato di serie A2 al Basket Mestre. Attualmente la maggiore realtà cestistica alessandrina milita nel campionato di DNB, il quarto livello della pallacanestro nazionale.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Alessandria ha anche un sua tradizione pallavolistica; ospitò la prima gara interna della Nazionale maschile, il 16 luglio 1948 e l'esordio assoluto della Nazionale femminile, il 7 aprile 1951. Per diversi anni la città fu la sede centrale della Lega Nazionale Pallavolo Serie B. Nei primi anni cinquanta la Borsalino Pallavolo sfiorò più volte la conquista del campionato maschile. Anche la squadra femminile, la Saves mancò di poco lo scudetto nei primi anni sessanta. È di Alessandria Matteo Martino, pallavolista della nazionale italiana.

Rugby[modifica | modifica sorgente]

L'Alessandria Rugby, fondata nel 1946, milita in Serie C con la storica maglia grigia. Inoltre vi sono molte categorie giovanili come Under 8,10,12,14,16,18,20 molto promettenti

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Sole 24 Ore - "Qualità della vita 2011"
  2. ^ Dato Istat
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Comune di Alessandria (AL) - CAP e Informazioni utili
  5. ^ Comuni piemontesi per popolazione
  6. ^ Comuni piemontesi per superficie
  7. ^ Il sogno della Libertà - I moti del marzo 1821 in Alessandria, a cura di G. Massobrio, Alessandria 1991
  8. ^ Palazzi e dimore storiche - pagina 2, Comune di Alessandria. URL consultato il 04 gennaio 2013.
  9. ^ La demolizione è stata finalizzata con la firma di un protocollo d'intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile, l'Autorità di bacino del fiume Po, la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria, il Comune di Alessandria, l'Agenzia Interregionale per il fiume Po - Il protocollo d'intesa sul sito della Protezione Civile.
  10. ^  Incontro sotto il platano di Napoleone, 7 Gold. YouTube. URL consultato in data 22 agosto 2013.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Giuseppe De Meo, Granel di sale. Un secolo di storia della Chiesa Cristiana Avventista del 7º Giorno in Italia (1864-1964). Claudiana, Torino. 1980
  13. ^ L'elenco è databile a seguito della battaglia di Marengo durante il periodo napoleonico
  14. ^ Scheda dei prodotti a denominazione comunale di Alessandria
  15. ^ http://www.biennpoesia.it/
  16. ^ e relativi tre caselli autostradali: Alessandria Est (Km 76), Ovest (Km 66) e Sud (Km 61,5)
  17. ^ Tracciato dell'antica centuriazione romana. Vedi Il reticolo centuriale
  18. ^ Le categorie delle stazioni ferroviarie, sul sito di RFI SpA
  19. ^ (EN) ECCAIRS 4.2.8 Data Definition Standard (PDF), Organizzazione internazionale dell'aviazione civile, 17 settembre 2010.
  20. ^ all. Massimo Mangano, tra i giocatori: 20 Francesco Kunderfranco 12 Ernesto Cima 15 Tony Valentinetti

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., Alessandria è una comoda poltrona: ti siedi e ti addormenti?!, Ugo Boccassi - Cesarino Fissore partner editori, Alessandria, 1997
  • Piero Angiolini, Compendio di storia municipale dalle origini ai tempi nostri, Tipografia Ferrari Ocella & C. Alessandria, 1956.
  • Alberto Ballerino, a cura di, 80 anni di storia alessandrina - 1925-2005, Il Piccolo, Alessandria, 2005
  • Alberto Ballerino, Ottant'anni di "Piccolo" - Un giornale e la sua città, Rassegna Economica della Provincia di Alessandria, Alessandria, 2/2005
  • Nicola Basile, La città mia, Ferrari-Occella & C., II edizione, Alessandria, 1959
  • Lucio Bassi, Tony Frisina - Album Alessandrino - Maxmi Editore, Castelnuovo Scrivia, 1992, Pagine 216, in "La Provincia di Alessandria", pp. 41–43, Editore Provincia di Alessandria, Alessandria, gennaio 1993
  • Fausto Bima, Storia degli Alessandrini, Tipografia Ferrari - Occella, Alessandria, 1965
  • Ugo Boccassi, Viaggio fantastico in una Alessandria che fu, WR Editoriale e commerciale, Alessandria, 1979
  • Ugo Boccassi, Il Giro d'Italia e Alessandria, Nuova Alexandria, Alessandria, 2006
  • Franco Castelli, Tony Frisina, Album Alessandrino, Cartoline e Cronache d'epoca, Castelnuovo Scrivia, Maxmy Editore, 1992, pp. 216, in "Quaderno di Storia Contemporanea", Alessandria, 1993
  • Tiziano Fratus, Terre di Grandi Alberi. Alberografie a Nord-Ovest, Edizioni Nerosubianco, Cuneo, 2012
  • Tony Frisina, Andrea Canestri - Poesie e rubriche dialettali nel centenario della nascita, Maxmi, Castelnuovo Scrivia, 1996
  • Tony Frisina, Album Alessandrino - Cartoline e Cronache d'Epoca, Maxmi, Castelnuovo Scrivia, 1992
  • Francesco Gasparolo, Monumenta Alexandrina. Carte Alessandrine dell'Archivio di Stato di Milano edite a spese del Municipio di Alessandria, Stabilimento Cromo-Tipografico-Librario ditta G. M. Piccone. Alessandria, 1903.
  • Carlo Gilardenghi, Canton di rus e dintorni, Le Mani - Isral, Recco, 2004
  • Roberto Livraghi, Alessandria, Electa, Milano, 1997
  • Sandro Locardi, La Sghiarola, Edizioni Maxmi - Dieffe, Castelnuovo Scrivia, 1989
  • Mario Marchioni, Autore Tony Frisina, prefazione del prof. Sisto - Cartoline e cronache d'epoca in un "Album Alessandrino", recensione in Notes pag. 95, Alessandria, marzo 1993
  • Antonella Perin, Carla Solarino, Chiese, conventi e luoghi pii della città di Alessandria/schede per la conoscenza degli edifici censiti nel Catasto sabaudo, (per la Collana Biblioteca Civica di Alessandria - Studi e ricerche), Edizioni dell'Orso, 2007
  • Aldo Perosino, Gli ebrei di Alessandria - una storia di 500 anni, Le Mani - Isral, Recco, 2002
  • Manrico Punzo, Storia minima della fondazione di Alessandria, in "Nuova Alexandria" Anno III N°10, Ugo Boccassi Editore, Alessandria, 1997
  • Giovanni Sisto, Alessandria - Una provincia diversa, Sagep Editrice, Genova, 1990
  • Gustavo Strafforello, La Patria - Geografia d'Italia - Provincia di Alessandria, Unione Tipografico-Editrice, Torino, 1890
  • Rino Tacchella, Artisti alessandrini tra Ottocento e Novecento. Dizionario bio - bibliografico, Edizioni dell'Orso, Alessandria, 1992
  • Andrea Tafuri, La vita musicale di Alessandria. Ferrari-Ocella & C. In Alessandria, 1968
  • Francesco Trisoglio, Straordinario nell'ordinario, in "La Provincia di Alessandria", pp. 43–44, Editore Provincia di Alessandria, Alessandria, gennaio 1993
  • Nicola Vassallo, Il territorio tra Tanaro e Bormida nei documenti d'archivio, Archivio di Stato di Alessandria, Ugo Boccassi Editore, 1997.
  • Claudio Zarri, Alessandria da scoprire, WR Editoriale e Commerciale, Alessandria, 1986
  • Paolo Zoccola, Tony Frisina ha raccolto in volume le sue cartoline d'epoca - Album dedicato alla nostalgia - Le immagini di un'Alessandria elegante e gentile insieme con le cronache dell'epoca, Il Piccolo pag. 8, Alessandria, 24 dicembre 1992
  • Paolo Zoccola, a cura di, Enciclopedia alessandrina Vol. I, I Personaggi, Soged - Il Piccolo, Alessandria, 1990

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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