Corriere dei Piccoli

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Corriere dei Piccoli
Logo di Corriere dei Piccoli
Abbreviazione Corrierino
Stato Italia Italia
Lingua Italiano
Periodicità settimanale
Fondazione 1908
Chiusura 1995
Editore Rizzoli
 

Il Corriere dei Piccoli anche noto come Corrierino o CdP, è stata la prima rivista settimanale di fumetti dell'editoria italiana, pubblicata dal 1908 al 1995.

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo numero uscì in edicola il 27 dicembre 1908 come supplemento del Corriere della Sera, al prezzo di 10 centesimi.

Il fondatore e primo direttore responsabile fu il giornalista e romanziere Silvio Spaventa Filippi, che ne rimase il direttore fino alla sua morte nel 1931. Tuttavia, il progetto della pubblicazione è da attribuire all'educatrice Paola Lombroso Carrara, figlia del più noto Cesare Lombroso.

Nell'editoriale di quel primo numero, titolato "Come fu e come non fu...", il direttore tracciò le linee guida del piano editoriale del giornale ed esortò il giovane lettore a leggere la rivista sotto la luce più chiara, imitando il genitore che legge con aria di importanza il Corriere della Sera. Il pubblico cui il giornale si rivolgeva era dichiaratamente quello dei figli della nascente borghesia, fedele lettrice del "Corriere", ma non soltanto, tanto che di quel primo numero furono tirate ben 80.000 copie.

Il "Corrierino", come venne soprannominato, riuscì addirittura in alcuni numeri degli anni sessanta a superare le 700.000 copie di tiratura (complice, secondo l'allora direttore Guglielmo Zucconi, una forte epidemia di influenza; cfr. If n.7, vedi bibliografia).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il "Corriere dei Piccoli" divenne subito una lettura di riferimento per diverse generazioni di bambini e ragazzi italiani. Quando nacque, le storie per bambini riflettevano l'impronta pedagogica dell'epoca, patriottica e risorgimentale.

Come tutte le riviste per l'infanzia europee del primo Novecento le storie non avevano quasi mai i "fumetti" o "nuvolette" (in inglese: balloon), giudicati scovenienti e diseducativi. Si pubblicavano, infatti, in prevalenza racconti, poesie, brevi copioni teatrali. Tuttavia, ciò per cui il Corriere dei Piccoli, come le analoghe riviste straniere, è rimasto famoso è la prima pagina, invaribilmente dedicata ad una storia di una sola tavola a colori, quasi sempre suddivisa in quattro strisce di due vignette ciascuna. Generalmente vi erano due distici sotto ogni vignetta; le strofe erano ottonari in rima baciata, secondo il modello dei cantastorie e dei fogli volanti dell'Ottocento.

Il giornale si distinse nel panorama dell'editoria per l'infanzia pubblicando la versione italiana di numerosi fumetti americani distribuiti dal King Features Syndacate di William Randolph Hearst:

Le tavole delle storie non avevano le nuvolette originali, ma erano sottotitolate da filastrocche in rima baciata.

Accanto alle storie importate dagli Stati Uniti fiorì una notevole produzione italiana di storielle con una filastrocca come didascalia. Fra i più famosi personaggi di quest'epoca sono Bilbolbul di Attilio Mussino e Quadratino di Antonio Rubino, tuttora apprezzati per l'elegante disegno liberty e per il fantasioso surrealismo delle storie, che scherzano le une con la lingua le altre con la matematica.

Dopo la prima guerra mondiale arriverà una nuova generazione di disegnatori italiani che creerà una serie di "macchiette" destinate ad entrare nel "lessico" dell'epoca: Carlo Bisi inventa Sor Pampurio, caricatura del borghese nevrotico, mentre Bruno Angoletta disegna Marmittone, caricatura del soldato oppresso dai superiori.
Ma il più famoso personaggio di questa generazione è il "Signor Bonaventura" di Sergio Tofano, apparso il 28 ottobre 1917, che iniziava ogni avventura con la fatidica frase: "Qui comincia l'avventura del Signor Bonaventura...", e terminava invariabilmente ricevendo in premio un assegno da un milione.
Da ricordare anche Pier Cloruro de' Lambicchi e la sua Arcivernice, il Prode Anselmo.

Lettura sicura e affidabile per i genitori, che tornavano a casa dall'edicola con il Corrierino insieme con il Corriere "dei grandi", il giornale continuò con gli stessi contenuti e la stessa grafica almeno fino alla direzione di Giovanni Mosca negli anni 1952-1961, che diminuì le storie a vignette a favore dei racconti e delle letture. Si badi che fino a quest'epoca sul "Corrierino" (come lo si chiamava familiarmente) non erano mai stati pubblicati veri fumetti con le nuvolette.

Con la direzione di Guglielmo Zucconi, dal 1961 al 1963, avvenne la svolta: apparvero i primi fumetti e si puntò di più a pubblicare storie adatte ad un pubblico di ragazzi, tanto da introdurre un inserto, il Corriere dei Piccolissimi dedicato ai fratellini minori.

Fumetti a parte, notevoli furono anche i racconti a puntate e in epoca successiva le storie di Gianni Rodari. Ad esempio, uscirono sul "Corrierino" prima di essere stampati in volume due famose opere: La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati nel 1945 e Marcovaldo di Italo Calvino nel 1965.

Uno dei punti di forza del settimanale fu poi il Corrierino Scuola, inserto che per molti anni, durante il periodo scolastico, pubblicò schede (da utilizzare per le ricerche), atlanti geografici e storici, scenari naturalistici da completare e altri utili sussidi. Un altro punto di forza furono i soldatini o i calciatori, le bamboline di carta coi vestiti e gli accessori e tutta una serie di giochi e di ambientazioni in carta tutti da incollare su cartoncino e ritagliare.

Tra le rubriche meritano una citazione: "La palestra dei lettori", "Corrierino-club" e "Corrierino Sport".

Copertina di un Corriere dei piccoli del 1911

Il Corrierino uscì ininterrottamente per quasi 90 anni, tranne un periodo di circa un anno, alla fine della Seconda guerra mondiale, quando quasi tutte le testate giornalistiche furono costrette a cambiare nome e il Corriere dei Piccoli divenne Giornale dei Piccoli, con direttore responsabile Arnaldo Sartori.

Un altro grande direttore del "Corrierino" fu Carlo Triberti, che lo guidò dal 1964 al 1972. Fu soprattutto Triberti a imprimere una seconda giovinezza al settimanale, a partire dal n.11 del 1968, cambiando radicalmente formato ed impostazione alla rivista, ora tutta a colori, ed introducendo i fumetti della scuola franco-belga: I Puffi, Ric Roland, Luc Orient, Michel Vaillant, Dan Cooper, Bruno Brazil, Bernard Prince, Poldino Spaccaferro, Gaston Lagaffe, pur senza dimenticare la vocazione divulgativa del settimanale. Celebri le famose schede per le ricerche scolastiche e seguitissimi i romanzi a puntate (ad esempio Efrem o Tommy River di Mino Milani), pubblicati settimanalmente.
Il periodo della direzione Triberti può essere considerato il più fecondo per quanto riguarda i contenuti, specie per la pubblicazione di ottimi fumetti e la valorizzazione di prestigiosi autori e disegnatori, non soltanto stranieri, ma anche e soprattutto italiani; ad esempio Hugo Pratt con Una ballata del Mare Salato e Benito Jacovitti con i suoi personaggi Cocco Bill, Zorry Kid e Jak Mandolino.
Non vanno poi dimenticati Leone Cimpellin e il suo "Tribunzio", Grazia Nidasio con "Valentina Mela Verde", e disegnatori del calibro di Toppi, Battaglia, Uggeri, Di Gennaro. Anche la giornalista Lea Maggiulli Bartorelli, che firmava con lo pseudonimo di Zietta Liù, fu collaboratrice della testata.
Nel 1970, proprio per ampliare lo spazio dedicato ai fumetti, il direttore Triberti aumentò il numero di pagine, da 52 a 68, anche se a discapito del colore. Infatti ora le pagine erano per metà a colori e per l'altra metà in b/n e rosso.
La testata acquistò le caratteristiche di un vero e proprio "familiare d'informazione" per ragazzi, per le rubriche di sport, attualità, musica, cinema, scienza, curate da esperti del settore. A questo punto, però, l'unica pecca del giornale era il nome, non più adatto al pubblico cui si rivolgeva.

Nell'estate 1970 un referendum durato tre settimane, svolto tra i lettori per mezzo di cartoline postali da inviare alla redazione e denominato (Scegli Tu), decretò che i giovani lettori preferivano un cambio di testata, passando da Corriere dei Piccoli a Corriere dei Ragazzi. Ci vollero quasi due anni prima che il risultato del referendum fosse pubblicato e la fatidica decisione di cambiare nome venisse presa. Questo fatto decretò un piccolo terremoto interno alla redazione, visto che Carlo Triberti fu affiancato da Mario Oriani (direttore responsabile dei periodici per ragazzi), a partire dal n.33 del 1971, proprio per gestire il cambio di testata, cosa che avvenne dal n. 1 del 1972.
Per ammortizzare l'impatto sui lettori il Corrierino fu allegato in versione ridotta di 16 pagine ai primi 16 numeri del CdR, diretto da Luigi Boccacini a partire dal n. 11-inserto/1972. Uscì poi un diciassettesimo numero (speciale, del 7/5/1972), allegato ad Amica 17/1972, allora diretta da Oriani, e dalla settimana successiva il Corrierino ritornò in edicola a 48 pagine metà a colori e metà in bianco/nero, al prezzo di 100 lire, con contenuti per bambini; mentre il Corriere dei Ragazzi, diretto magistralmente da Giancarlo Francesconi, con contenuti per adolescenti, proseguì la sua avventura lasciando un ricordo indelebile nei giovani lettori di quegli anni, per la ricchezza e lo spessore dei contenuti e per la carica innovativa del periodo 1972/1975, tanto da essere ancor oggi ricordato come una delle migliori espressioni dell'editoria per ragazzi di sempre.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Il Corriere dei Piccoli ha subito molte modifiche e adeguamenti ai tempi. Dal 1972 in poi si sono avvicendati molti direttori che hanno, ad ogni cambio di direzione, stravolto formula, formato e foliazione al giornalino, passando da un formato rivista ad un tabloid in cartoncino e di nuovo al formato rivista, e cambiando pure nome da Corriere dei Piccoli a Corrierino, nel 1993, durante la direzione di Maria Grazia Perini.

Nonostante le continue mutazioni di formula, il CdP anche dopo il 1972 ha pubblicato ottimi fumetti di grandi autori, basti pensare al "Gianconiglio" di Carlo Peroni, "RediPicche" di Luciano Bottaro, "Walkie Talkie" di Giorgio Pezzin e Giorgio Cavazzano, i divertenti "Ronfi" di Adriano Carnevali, Gennarino Tarantella di Carlo Squillante ed altri.

In seguito, l'avvento della tv commerciale ha spinto il settimanale a modifiche nei contenuti, come pubblicare a fumetti le serie animate più in voga. Tuttavia, anche in questi anni apparvero sul "Corrierino" delle storie popolari che sarebbero continuate su altre riviste, come "La Pimpa" di Francesco Tullio Altan e "Diario di Stefi"' di Grazia Nidasio.
Il giornale ha superato anche momenti molto critici, legati alle vicende, soprattutto politiche, che hanno interessato i suoi editori (nel periodo della gestione Rizzoli, all'epoca dello scandalo P2), che di fatto lo hanno lasciato navigare verso tirature sempre più basse, fino a farlo passare dalla RCS alla scandinava Egmont (nel 1994[1]). È uscito in edicola senza interruzioni fino al 15 agosto 1995.

Un ultimo numero è stato distribuito nelle edicole lombarde nel gennaio 1996 per non perdere i diritti sulla testata.[2]

Sul sito web del Corriere della Sera è presente una versione del corriere dei piccoli on line, un po' più ridotta rispetto all'originale cartaceo, comunque composta da diverse rubriche.

Celebrazioni e mostre[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 dicembre 2008 il Corriere dei Piccoli ha compiuto 100 anni e le Poste Italiane hanno pubblicato l'8 novembre 2008 un francobollo celebrativo da Euro 0,60.[3] L'Anafi ha allestito all'interno della 41ª Mostra mercato del Fumetto di Reggio Emilia svoltasi l'8 e il 9 novembre 2008 una mostra di disegni originali avente come tema proprio il francobollo celebrativo.[4]

Cartoomics 2008, che si è svolto a Fieramilanocity dal 28 al 30 marzo 2008, ha allestito una mostra dedicata espressamente al Corrierino e ai 100 anni del fumetto in Italia.

Un'altra mostra, Caricaaa! Gli eserciti di carta del Corriere dei piccoli, tenuta dal 12 luglio al 21 settembre 2008 presso il Museo del Fumetto a Lucca, curata da Angelo Nencetti, ha riproposto ai visitatori diverse tavole di soldatini da ritagliare affidate a grandi firme del disegno italiano. Tra queste: la Campagna d'Italia 1859-1959 e le tavole del West di Giorgio Trevisan, gli eserciti degli Stati italiani pre unità d'Italia di Dino Battaglia, le figurine del Concilio ecumenico disegnate da Sergio Toppi, e le truppe africane disegnate da Hugo Pratt, creatore di Corto Maltese.

Ancora, dal 6 al 28 settembre 2008 la mostra "Bonaventura. I casi e le fortune di un eroe gentile" allestita nella Pinacoteca Bellini a Sarnico, (Bg).

Dal 22 gennaio 2009 alla Rotonda della Besana la Fondazione Corriere della Sera ha allestito una grande mostra per ripercorrere i 100 anni del Corrierino attraverso tavole e disegni originali.

Riedizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2008 Rizzoli ha pubblicato "Il secolo del Corriere dei Piccoli" (a cura di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli), antologia dedicata alla ristampa integrale di 8 numeri del Corriere dei Piccoli, un numero del Giornale dei Piccoli e il primo numero (del 1972) del Corriere dei Ragazzi. In Appendice presenta una selezione di brevi storie natalizie, disegnate da Antonio Rubino e Carlo Bisi; in Appendice alla nuova edizione, aumentata, nel 2011, è presente una sezione dedicata a "i grandi personaggi del CdP", con le tavole delle prime apparizioni di personaggi celebri come il Signor Bonaventura, Bilbolbul, Marmittone e altri.

Tra il 2009 e il 2011 sono usciti in libreria tre dei quattro volumi dedicati a Valentina Mela Verde, di Grazia Nidasio, contenenti la ristampa integrale delle storie a puntate pubblicate prima dal CdP e poi dal Corriere dei ragazzi dal 1969 al 1974.

Nel 2009 Rizzoli/BUR ha pubblicato un'ampia raccolta di storie della Stefi di Grazia Nidasio, nel volume "Stefi, ci si rivede, eh?". Sempre nel 2009 è uscita l'antologia "Antonio Rubino. Gli anni del Corriere dei Piccoli" (curata da Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli, Black Velvet Edizioni), che ha ristampato alcune serie complete tra le più conosciute dell'autore, come Quadratino, Pino e Pina, Lio e Dado. Quest'ultimo libro è stato tradotto anche in Francia, dall'editore Actes Sud, presentando per la prima volta ai lettori francesi i fumetti di Rubino.

Illustratori[modifica | modifica wikitesto]

L'illustratrice Chiara Bigatti ha collaborato pubblicando i suoi lavori su diversi numeri del Corriere dei Piccoli nel 1990.

Le strisce più importanti[modifica | modifica wikitesto]

Tra le strisce più importanti pubblicate la testata annoverava:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere dei Piccoli in Fondazione Franco Fossati - Museo del fumetto e della comunicazione, 2003. URL consultato il 10-01-2010.
  2. ^ Giornali(ni)smo a fumetti, Editore IF, collana If.Immagini & Fumetti n. 7- 1998
  3. ^ Corriere dei Piccoli. URL consultato il 02-06-2010.
  4. ^ il catalogo della mostra. URL consultato il 02-06-2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Carabba, Corrierino, Corrierona. La politica illustrata del Corriere della Sera, Guaraldi, Rimini-Firenze, 1976, rist. Baldini Castoldi Dalai Editore, 1997
  • Claudio Bertieri, Fumetti all'italiana. Le fiabe a quadretti 1908-1945, Comic Art, Roma, 1989
  • Leonardo Gori, Storia e gloria del Corrierino. If Immagini e fumetti n. 7, 1998
  • Marco Candellone, Le metamorfosi di un giornale, in If - Immagini e fumetti n. 7, 1998
  • Associazione Franco Fossati "La grande avventura del Corriere dei piccoli" Libreria dell'immagine, Milano, 2003
  • Giovanni Scillitani, Corriere dei Piccoli parte I e II, www.Pagine70.com, maggio 2004.
  • Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli, Il secolo del Corriere dei Piccoli, Rizzoli, 2008.
  • Giovanna Ginex (a cura di), Corriere dei Piccoli. Storie, fumetto e illustrazione per ragazzi, catalogo della mostra "Corriere dei Piccoli", Skira, 2009

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]