Tex Willer

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Tex Willer
Copertina di un albo stampato della Panini Comics come inserto per i quotidiani
Copertina di un albo stampato della Panini Comics come inserto per i quotidiani
Lingua orig. Italiano
Alter ego Aquila della Notte (nome indiano)
Autore Gian Luigi Bonelli
Disegni Aurelio Galleppini
Editore Sergio Bonelli Editore
1ª app. 30 settembre 1948
Sesso Maschio
Professione Texas Ranger
Abilità
  • Tiratore micidiale
  • Intuito infallibile
  • Ottimismo incrollabile
  • Esperto cavalliere
  • Imbattibile nel combattimento corpo a corpo
  • Abile stratega
  • Esperto cercatore di piste
Parenti
  • Ken Willer (padre, ucciso)
  • Mae Willer (madre, deceduta)
  • Sam Willer (fratello, ucciso)
  • Kit Willer (figlio)
  • Lilyth (moglie, deceduta)
  • Freccia Rossa (suocero, deceduto)
« Per tutti i diavoli, che mi siano ancora alle costole? »
(Prima frase di Tex ne Il totem misterioso)

Tex Willer è il protagonista del fumetto Tex, uno dei più famosi, venduti e amati fumetti italiani di sempre, creato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini nel 1948 e tuttora pubblicato da Sergio Bonelli Editore[1].

Il personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Tex Willer è un Ranger[2] del Texas non inquadrato formalmente. Come tale si qualifica frequentemente, esibendo, se occorre, la stella simbolo del corpo, ma la sua attività di rappresentante della legge non è a tempo pieno, svolgendo missioni, sia su richiesta del Comando, che spontaneamente. Tex è anche il capo supremo di tutte le tribù Navajos, con il nome di Aquila della Notte. Inoltre assume su di sé anche l'incarico governativo di agente indiano della stessa nazione pellerossa.

Nelle sue avventure è di solito accompagnato dai suoi tre pards[3]: Kit Carson (probabilmente ispirato all'omonimo personaggio del Far West, ma non alla sua biografia, i cui episodi non sono mai citati nel fumetto), anch'esso ranger; Kit Willer, figlio di Tex e di Lilyth, una squaw navajo; Tiger Jack, guerriero navajo e fratello di sangue dell'eroe.

Insieme percorrono deserti e praterie a protezione degli onesti cittadini, qualsiasi sia il colore della loro pelle, contro gli assalti dei fuorilegge. I criminali in compenso li considerano puro veleno, dei veri satanassi e dei tizzoni d'inferno con la morte che li accompagna.

A proposito dell'assenza di ogni pregiudizio, l'autore affermava che Tex[4]:

« ...quando vede un torto, il povero cristo che soffre ingiustamente, lui si ribella e prende le sue parti. Che poi sia negro, che sia bianco, che sia indiano, che sia un contadino, che sia una persona colta, non gliene frega niente »
(Gian Luigi Bonelli)

Classico esempio di eroe positivo senza macchia e senza paura, pur di far trionfare la giustizia è disposto anche a violare la legge, cosa molto frequente, specie nei racconti del cosiddetto periodo d'oro (all'incirca fino al n. 200 della serie regolare). Anche i suoi rapporti con i tutori dell'ordine (es: sceriffi) e le autorità costituite sono tutt'altro che idilliaci. Tex ha dalla sua una caratteristica precipua: nervi d'acciaio che gli consentono in ogni circostanza e in ogni pericolo di valutare la situazione e trovare una via di uscita. Questa particolare capacità gli permette di mettere in inferiorità psicologica l'avversario di turno, tanto da indurlo a sbagliare mira o, a volte, ad abbandonare la partita. Memorabile la roulette russa da lui ingaggiata in un saloon con il cattivo di turno Oswald Brenton[5].

Aspetto grafico[modifica | modifica wikitesto]

L'attore statunitense Gary Cooper cui si ispirò Galep per dare un volto a Tex

Per il volto di Tex, Galep si ispirò inizialmente alle fattezze dell'attore Gary Cooper, per poi prendere a modello se stesso[6]. I vari disegnatori che si sono avvicendati nel corso degli anni ad illustrarne le gesta hanno dato un'interpretazione molto personale del personaggio: è possibile ravvisare, di volta in volta, i lineamenti larghi e bonari di un John Wayne o duri e impenetrabili di un Clint Eastwood. A detta di Sergio Bonelli, con i suoi tratti marcati e le mascelle squadrate Tex ricorderebbe molto Charlton Heston.

Fisicamente Tex viene descritto come uomo ben piantato, dell'apparente età di 40-45 anni, si immagina alto sui 180 cm per circa 75 kg di peso, forte e muscoloso, con un'elevata resistenza ed un fisico eccezionale, anche se va detto che si mostra di corporatura più o meno massiccia a seconda dell'interpretazione dei singoli disegnatori.

Tex si presenta quasi sempre con gli stessi capi d'abbigliamento: un cappello tipo Stetson, una camicia di colore giallo (nelle copertine e negli albi a colori), fazzoletto nero annodato al collo, pantaloni stile jeans, un paio di stivali con annessi speroni ed, alla vita, il cinturone. Solo quando si trova presso la riserva o nelle avventure che hanno per protagonisti i nativi americani indossa abiti differenti: giacca indiana (che riporta su lato anteriore l'immagine di un'aquila nera), pantaloni a frange, mocassini indiani e una fascia Wampum alla testa decorata con simboli indiani che lo identifica come Sakem dei Navajo. In alcune occasioni indossa una camicia rossa (si nota soprattutto nelle copertine dei primi numeri).

Il passato di Tex[modifica | modifica wikitesto]

Il passato di Tex viene narrato in momenti di flashback, quando il gruppo dei pards si ferma a parlare seduto di fronte a un fuoco nella riserva Navajo. Tex era un semplice cowboy e gestiva un ranch insieme al padre Ken e al fratello Sam nel sud del Texas, presso Rock Springs e le sorgenti del Nueces[7]. La madre non compare mai, ma ci è dato sapere che il suo nome era Mae[8].

Inizialmente ha anche un mentore: il pistolero Gunny Bill, anziano ma ancora molto svelto a maneggiare la colt, che insegna a Tex molti trucchi per estrarla velocemente e migliorare la mira[7].

Durante una razzia, il padre di Tex viene ucciso dai banditi e Tex giura di vendicarlo, pur sapendo di andare contro la legge, sconfinando in Messico[7]. Il fratello Sam non condivide il proposito. Dopo una lunga caccia ai banditi, guidata dal loro leader John Coffin, uno scontro fatale con i Rurales causa la morte di Gunny. Tex uccide la maggior parte dei rurales e seppellisce il povero Gunny in Texas, vicino al suo ranch. Al ritorno, decide di lasciare il ranch al fratello per cercare miglior fortuna altrove. Trova lavoro al ranch dei Corlis come cavaliere per i rodei, guadagnandosi anche il fedele cavallo Dinamite[9].

In seguito viene a sapere che Sam è stato ucciso da un certo Tom Rebo per il possesso del ranch. Per vendicarne la morte, Tex dà la caccia al bandito, che ha termine solo con la sua uccisione. Tex diviene un fuorilegge: ma, dopo aver distrutto la banda chiamata Mano Rossa, incontra Jeff Weber, un agente del Servizio Segreto, che lo convince a mettersi al servizio della legge come ranger[10], presentandolo al capo del West Department, il maggiore Herbert Marshall, e al futuro pard Kit Carson[10]. Rimarrà nei Rangers, nonostante alcuni dissapori iniziali con il maggiore.

Tex sposa Lilyth[11], figlia del sakem dei Navajos Freccia Rossa, entrando a far parte della tribù, con l'appellativo di Aquila della Notte (nome che discende dal travestimento usato in quel periodo da Tex). Dalla loro unione nasce il suo unico figlio, Kit, che i Navajos chiamano Piccolo Falco. Lilyth muore prematuramente per un'epidemia di vaiolo[12] fatta scoppiare per vendetta da due loschi affaristi di Denver, Fred Brennan e Jim Teller, che Tex aveva fatto arrestare, distruggendo la loro organizzazione, che smerciava armi ai nativi americani allo scopo di provocare una guerra. Tex scampa al flagello, perché porta il figlio Kit malato alle missioni di Taos, al fine di sottoporlo alle cure necessarie a farlo ristabilire. Alla morte di Freccia Rossa, Tex eredita il comando del popolo Navajo[13].

Tex in gioventù partecipa, in qualità di esploratore, alla guerra che contrappone l'Unione agli Stati Confederati d'America assieme al suo amico Damned Dick. Al termine della Battaglia di Shiloh, da lui definita un"inutile macello", durante la quale muore un loro caro amico che combatteva sul fronte opposto per l'esercito confederato, Tex decide assieme a Dick di abbandonare il servizio attivo per ricoprire il ruolo di porta-ordini o azioni di sabotaggio, evitando ove possibile conflitti armati con i soldati nemici.

Le armi di Tex[modifica | modifica wikitesto]

Pur non avendo superpoteri al pari di altri celebri eroi dei fumetti, le armi convenzionali che impiega sono altrettanto letali:

  • Due Colt .45, maneggiate con ugual destrezza (Tex è ambidestro), che utilizza nei duelli e negli scontri a fuoco ravvicinati[14]. Pur essendo praticamente invincibile, anche Tex è stato battuto una volta in un duello, da Ruby Scott[15], Va ricordato però che in quella storia l'avversario ricorreva ad un trucco, Infatti aveva la fondina in grado di ruotare (lo "swivel") e perciò poteva sparare senza dovere estrarre la pistola. Il primato di Tex e la sua aura mitica pertanto non ne vengono sminuiti;
Colt Peacemaker in uso nel periodo in cui è ambientato il fumetto
  • la carabina Winchester 1873, che adopera per colpire nemici e bersagli a grande distanza e, all'occorrenza, a mo' di clava;
  • il coltello, sempre presente nei combattimenti corpo a corpo e che scaglia con notevole precisione. Per ogni evenienza, come recidere le corde che legano i polsi, custodisce una lama nel tacco degli stivali;
  • la dinamite, usata a piene mani quando l'eroe si trova ad affrontare una moltitudine di avversari o per costruire sbarramenti improvvisati o per distruggere ponti. Viene innescata anche in maniera non ortodossa, con la miccia accesa con una sigaretta o sparando direttamente sui candelotti da lontano;
  • l'arco, nel cui uso, seppur sporadico, dimostra abilità ben prima del suo incontro con i Navajos, da cui ha appreso anche a lanciare il tomahawk;
  • il fuoco: in talune circostanze è usato come arma, appiccato con indubbia maestria e sicuro effetto, per risolvere situazioni critiche, come nel caso in cui Tex sia inseguito da forze preponderanti. La tecnica è sempre la stessa: dar fuoco all'erba della prateria, ovviamente secca, trovandosi sopravvento rispetto agli inseguitori, attendendo che il vento, forte e favorevole, alimenti le fiamme dirigendole come una muraglia verso gli avversari. Il ranger e i suoi pards in diverse occasioni si sono serviti del fuoco anche per distruggere le proprietà (es: ranch, saloon, ecc.) del cattivo di turno.

Altre abilità[modifica | modifica wikitesto]

Un cosplayer che interpreta Tex alla ventesima edizione di Torino Comics.

Tex ha una tempra eccezionale, che gli permette fra l'altro di sopportare stoicamente la tortura senza alcun lamento. È stato colpito innumerevoli volte, principalmente ferite di striscio alla testa ed agli arti superiori, senza riportare gravi conseguenze e ristabilendosi di solito in brevissimo tempo.

Il ranger è naturalmente un cavaliere eccezionale, le cui doti sono state affinate dall'apprendimento di tecniche navajo: può cavalcare e sparare contemporaneamente (anche in posizioni circensi) con estrema disinvoltura e sa domare qualsiasi cavallo. Uno di questi, Dinamite, diverrà la sua fedele cavalcatura per parecchi anni.

Tex ha anche delle mani d'acciaio ed è un ottimo boxeur. Affronta spesso avversari molto più dotati fisicamente, anche pugili professionisti, che inesorabilmente mette al tappeto. Si serve di questa abilità nelle furibonde risse che scoppiano nei saloon, frequentemente provocate da lui o dai suoi avversari, e per estorcere testimonianze ai complici del cattivo di turno. Anche nel corpo a corpo non ha praticamente rivali: tra gli scontri sono degni di nota i cosiddetti "duelli apache", combattimenti all'ultimo sangue in cui Tex e lo sfidante (un nativo americano), si affrontano con una mano legata per il polso a quella dell'avversario e nell'altra solitamente un coltello.

Oltre alla bravura nell'uso delle armi, Tex è anche un asso nel gioco del poker. In tutte le occasioni in cui il ranger si cimenta con le carte dimostra di essere praticamente imbattibile, riuscendo immancabilmente a ripulire gli sfortunati giocatori, anche professionisti, che osano sfidarlo. Carson spesso si domanda se l'amico qualche volta non aiuti la dea bendata barando, ma il dubbio non è mai stato fugato. Una delle rare volte in cui ci viene dato sapere che Tex ha perso una partita a poker è nella storia "I giustizieri di Vegas" (albo 601), dove Aquila della Notte rivela ai suoi pards di essere stato battuto anni prima da Hoodoo Brown (anche se Tex sospetta che Hoodoo abbia barato). Altro avversario capace di battere Tex è stato il ricco possidente Don Diego Navarrete nell'albo 225 "Uccidere o morire".

Tex è inoltre un abile stratega militare. Pur non avendo frequentato accademie stile West Point, da cui provengono molti ufficiali con cui viene in contatto, in diverse situazioni mostra una notevole competenza nel predisporre piani strategici che si dimostrano molto efficaci. Più che tattiche militari, tende ad affidarsi alle tecniche di guerriglia che ha assimilato sul "campo" dai suoi amici pellerossa, di cui loda in diverse occasioni le capacità e l'astuzia combattiva.

In sintonia con il suo essere Navajo, Tex si destreggia agilmente nel riconoscimento delle tracce lasciate sul terreno da cavalieri, carri e addirittura indiani (queste tuttavia con più rarità). Sa riconoscere i versi degli animali della prateria e quando questi versi sono imitati da guerrieri nemici (ad esempio in "Gli eroi del Texas", albo 499, da parte dei Comanche).

Infine, Tex in più occasioni dimostra di disporre di notevoli capacità analitiche, basate sulla deduzione logica. Questa facoltà lo assimila in talune circostanze a una sorta di detective, attento a leggere e interpretare anche dettagli a prima vista insignificanti per risolvere un caso.

Tex e le donne[modifica | modifica wikitesto]

Il rapporto tra Tex e le donne è decisamente peculiare. Nei primissimi albi compaiono diversi avvenenti personaggi femminili, verso i quali Tex mostra un certo interessamento. Dopo il matrimonio con Lilyth, la sua morte e la conseguente vedovanza, qualunque coinvolgimento emotivo di Tex verso le altre donne che vada oltre la cortesia nei confronti del gentil sesso cessa. Le donne escono praticamente dalla vita di Tex e, quando compaiono, assumono il ruolo della persona da proteggere oppure della nemica. Comunque nessuna avversaria è stata uccisa da Tex e la loro eventuale morte è sempre frutto di suicidio, opera di terzi o di incidenti fortuiti.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda dedicata al personaggio sul sito della Sergio Bonelli Editore. URL consultato il 3 giugno 2014.
  2. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Galep (disegni), La Mano Rossa, in Tex n. 1, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1958. [A Tex nell'episodio intitolato El Diablo, dopo il giuramento, viene consegnato ufficialmente il distintivo n. 3 dei ranger.]
  3. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Guglielmo Letteri (disegni), Odio senza fine, in Tex n. 152, Sergio Bonelli Editore, Milano, giugno 1973. [Tex parla di pards (con il plurale all'inglese) in diverse occasioni e tra queste si può ricordare l'ultima vignetta di pag. 8 di questo albo.]
  4. ^ Ferruccio Alessandri (a cura di), Anatomia di un cow-boy, Man Only, n.3-4, pag. 26, marzo-aprile 1974
  5. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il villaggio fantasma, in Tex n. 36, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1963.
  6. ^ La dichiarazione rilasciata in forma di intervista dallo stesso Aurelio Galleppini è reperibile in: Fuorilegge, in Tutto Tex n. 3, Sergio Bonelli Editore, febbraio 1986.
  7. ^ a b c Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il passato di Tex, in Tex n. 83, Sergio Bonelli Editore, Milano, settembre 1967.
  8. ^ Claudio Nizzi (testi); Fabio Civitelli (disegni), Ritorno a Culver City, in Tex n. 511, Sergio Bonelli Editore, Milano, maggio 2003.
  9. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il re del rodeo, in Tex n. 84, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1967.
  10. ^ a b Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), La mano rossa, in Tex n. 1, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1958.
  11. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il patto di sangue, in Tex n. 7, Sergio Bonelli Editore, Milano, gennaio 1960.
  12. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il giuramento, in Tex n. 104, Sergio Bonelli Editore, Milano, giugno 1969.
  13. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il fuoco, in Tex n. 16, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 1961.
  14. ^ Secondo una curiosa statistica considerando gli albi della serie regolare fino al n. 566, i primi 21 "Texoni, 14 Almanacchi del West e 11 Maxi Tex, il ranger avrebbe ucciso ben 2.783 nemici! vedi Claudio Paglieri, Non son degno di Tex. Vita morti e miracoli del mitico ranger, 2ª ed., Venezia, Marsilio, 2008, p. 137, ISBN 88-317-9204-0.
  15. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), La sconfitta, in Tex n. 99, Sergio Bonelli Editore, Milano, gennaio 1969.
  16. ^ Paglieri, Claudio, op. cit., Paglieri, 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Denny Cecchini, Tex: dalla a alla zeta, Salerno, Alessandro Tesauro Editore, 1993.
  • Gianni Brunoro, Alberto Gedda; Giovan Battista Verger, Tex e il sogno continua, Torino, Edizioni d'Arte Lo Scarabeo, 1994, ISBN 88-86131-11-9.
  • Ermanno Detti, Daniela Parolai, Storia e storie di Tex, Edizioni Anicia, 1994, ISBN 88-7346-098-4.
  • Andrea Plazzi, Edoardo Rosati, Al servizio dell'Eroe. Il Tex di Magnus, Bologna, Editrice Punto Zero, 1996, ISBN 88-86945-00-0.
  • Lillo Gullo, Profumi trentini nell'America di Galep, in AA.VV., I cinquant'anni di Tex, Omaggio ad Aurelio Galleppini (Presentazione di Sergio Bonelli), Trento, Comune di Trento, 1998
  • Raffaele Mantegazza, Brunetto Salvarani, Io sparo positivo. Istruzioni per l'uso di Tex Willer, Milano, Unicopli, 1998, ISBN 88-400-0473-4.
  • Carlo Scaringi, Tex Superstar, Napoli, Gremese Editore, 1998, ISBN 88-7742-258-0.
  • Aurelio Sangiorgio, In viaggio con Tex. La geografia del Far West in cinquant'anni di avventure del più famoso personaggio del fumetto italiano, Il Minotauro, 1998, ISBN 88-8073-041-X.
  • Gianni Bono, Leonardo Gori, Tex - Un eroe per amico, Milano, Federico Motta Editore, 1998, ISBN 88-7179-166-5.
  • Giuseppe Pollicelli, CinquanTex, Torino, Edizioni Lo Scarabeo, 1998, ISBN 88-86131-53-4.
  • Maurice Horn, Sotto il segno di Tex, Alessandro Tesauro Editore, 1998.
  • Domenico Mercuri, Tex, i miei primi 50 anni, San Giovanni in Persiceto, Editoriale Mercury, 1998-2006. (9 volumi).
  • Moreno Burattini; Francesco Manetti; Giovanni Battista Verger; Cavalcando con Tex. Cinquant'anni di personaggi e ambienti nelle avventure di Aquila della Notte, Torino, Edizioni Little Nemo, 1999-2001. (5 volumi)
  • Aurelio Sangiorgio, Atlante di Tex, Roma, Il Minotauro, 2001, ISBN 88-8073-063-0.
  • Antonio Tentori, Silenzio! Parla Tex. Massime, pensieri e filosofia del più amato ranger del West, Roma, Castelvecchi, 2003, ISBN 88-8210-103-7.
  • Claudio Paglieri, Non son degno di Tex. Vita morti e miracoli del mitico ranger, 2ª ed., Venezia, Marsilio, 2008, ISBN 88-317-9204-0.
  • Sergio Bonelli, Fausto Busatta, Come Tex non c’è nessuno, Milano, Arnoldo Mondadori, 2008, ISBN 88-04-58378-9.
  • Adolfo Fattori, Per il West, oltre il tramonto. Tex Willer e il suo immaginario, a cura di Carmine Treanni, Cassino, Cagliostro ePress, 2008, ISBN 88-95114-10-8.
  • Antonio Mondillo, Tex tra mito e storia, Battipaglia, Alessandro Tesauro Editore, 2008, ISBN 88-95479-15-7.
  • Renato Genovese, L'avventurosa storia del fumetto italiano. Quarant'anni di fumetti nelle voci dei protagonisti, Roma, Alberto Castelvecchi Editore, 2009, ISBN 978-88-7615-346-4.
  • Pier Luigi Gaspa, et al., L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano., Napoli, Comicon, 2010, ISBN 88-88869-23-9.
  • Mauro Boselli, Tex Willer. Il romanzo della mia vita, Milano, Arnoldo Mondadori, 2011, ISBN 978-88-04-60856-1.

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