Vaiolo

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Vaiolo
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Malattia rara
Codici di esenzione
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Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 050
ICD-10 (EN) {{{ICD10}}}
Sinonimi
Eponimi

Il vaiolo è una malattia infettiva contagiosa. Grazie all'uso delle vaccinazioni è l'unica malattia infettiva che è stata dichiarata eradicata.

Era causata dal Variola major, un virus appartenente alla famiglia dei Orthopoxvirus. Esisteva anche la variante provocata dal Variola minor, che però risultava meno grave, con un indice di mortalità dell'1%, contro il 50% del V. major.

L'OMS-WHO ha dichiarato il pianeta esente dal vaiolo nel maggio del 1979, sebbene l'ultimo caso si fosse verificato in Africa nel 1977 (in Europa nel 1972).

Ceppi del virus sono ancora mantenuti presso due laboratori, il Centers for Disease Control and Prevention ad Atlanta, USA, e il Laboratorio di Ricerche Virologiche e Biotecnologiche di Koltsovo, a Novosibirsk, Russia.

Indice

[modifica] Caratteristiche

Il virus era patogeno solo per l'uomo (per le scimmie invece c'è il Vaiolo delle scimmie, denominato "Monkey Pox")

La trasmissione della malattia si verifica per veicolo aereo.

[modifica] Sintomi e segni

Il quadro generale che possiamo fare del decorso della malattia è che essa evolve in diversi periodi o stadi:

  1. Periodo di incubazione
  2. Periodo di invasione
  3. Periodo di eruzione (esantema ed enantema)
  4. Periodo di suppurazione
  5. Periodo di essicazione

[modifica] Periodo di incubazione

Il periodo di incubazione della malattia dura dai 7 ai 17 giorni, durante i quali non si manifesta alcun sintomo. Penetrato per via respiratoria, il virus si moltiplica nei linfonodi regionali e quindi nel midollo osseo, nella milza, nel fegato e nel rene, dove ha luogo una più intensa moltiplicazione.

[modifica] Periodo di invasione

I primi sintomi occupano mediamente i primi tre giorni della malattia.
In maniera brusca compaiono brividi intensi e prolungati cui seguono febbre che arriva ai 40 °C, malessere intenso, cefalea o emicrania, dolori muscolari e talvolta vomito che, quando presente, può durare per un paio di giorni.
Nel 20% circa dei casi possono insorgere già al primo giorno anche dei rash morbilliformi o scarlattiniformi o anche una petecchiosi di solito distribuiti ad ascelle, regioni sottomammarie ed inguini. Quando presenti essi scompariranno all'inizio del periodo di eruzione.
Completano il quadro clinico un ingrossamento del fegato e della milza e una leucocitosi con mononucleosi che perdurano durante tutta la malattia.

[modifica] Periodo dell'eruzione

Dopo questa fase avviene un apparente miglioramento dello stato generale. Si tratta del periodo di eruzione o periodo esantematico appare un'eruzione cutanea molto caratteristica detta esantema che dapprima interessa il viso e via via finisce con l' interessare tutta la cute o quasi, fino ai genitali e alle gambe. Contemporaneamente la colonizzazione da parte del virus interessa anche le strutture interne (enantema): le mucose orofaringee, le vie respiratorie, l'apparato digerente.
Queste manifestazioni compaiono circa al terzo giorno di malattia e sono caratteristicamente evolutive: tutte contemporaneamente passano dallo stadio di macule a quello di papule ed infine a quello di vescicole e ogni stadio evolve nel successivo all' incirca in 24 ore.

[modifica] Periodo di suppurazione

Dopo circa 3 giorni, dopo questi tre stadi, si arriva al periodo di suppurazione (o di pustolazione) che avviene di solito tra il quinto ed il settimo giorno di malattia e perdura per altri due o tre giorni: le vescicole evolvono in pustole a causa della loro infezione e della necrosi delle cellule epiteliali. A questo punto si ha un notevole aumento della febbre e nuovo aggravamento della sintomatologia generale, fino ad arrivare alla morte per complicanze polmonari o cardiologiche.

[modifica] Periodo di essiccazione

Al nono o decimo giorno dall'inizio dell'eruzione le pustole cominciano a essiccarsi. Quelle presenti sulla faccia e su parti di cute più sottile si rompono e poi si essiccano mentre quelle presenti su tratti di cute più spessa (la schiena per esempio) si essiccano direttamente, senza rompersi. L'essiccazione procede per quindici o venti giorni con la formazione di croste giallastre o brunastre.
Entro trenta giorni circa le croste si staccano: in alcuni punti residuano delle macchie rosso brunastre che scompaiono in qualche mese. Ma specie nelle parti a cute sottile le croste lasciano delle deturpanti cicatrici escavate che diventano bianco splendenti e che rappresentano le stimmate del vaiolo.
Dall'inizio del periodo di essiccazione la sintomatologia migliora e la febbre cade gradualmente, per lisi, fino alla completa apiressia entro quattro o cinque giorni dall' inizio dell'ultima fase del vaiolo.

[modifica] Terapia

Lo scienziato arabo al-Razi fornì la prima descrizione scientifica del vaiolo e fu il primo a prospettare la possibilità di immunizzare i sani attraverso le secrezioni dei malati.

Non esistono trattamenti specifici per il vaiolo; l'unica prevenzione è la vaccinazione. In Italia, questa vaccinazione è stata sospesa nel 1977 e definitivamente abrogata nel 1981.

Il vaiolo è una malattia debellata a livello mondiale. In Europa, gli ultimi episodi di infezione sono stati segnalati nel 1972; in India è scomparsa sin dal 1975 e in Africa l'ultimo caso è stato segnalato in Somalia nel 1977. Ceppi del virus del vaiolo vengono attualmente mantenuti presso due laboratori (Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, USA, e nel Laboratorio di Profilassi del vaiolo in Russia, sotto la diretta responsabilità nazionale e dell'OMS).

[modifica] Il vaccino

Dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, il governo degli Stati Uniti si è allertato contro il rischio di un attacco bioterroristico. Sono stati prodotti un gran numero di nuove dosi di vaccino per essere in grado di immunizzare la popolazione americana nel caso di una nuova epidemia di vaiolo e, nel dicembre 2002 il presidente statunitense George W. Bush offrì la possibilità, a qualunque cittadino lo desiderasse, di vaccinarsi contro il virus del vaiolo.

L'Italia possiede cinque milioni di dosi di vaccino che, in caso di estrema necessità, possono essere diluite con la possibilità di vaccinare 25 milioni di persone.

[modifica] Cenni storici

Nel corso dei secoli, la più famosa epidemia si sviluppò nel periodo della conquista spagnola in America (secolo XVI), causando la morte di quasi tre milioni di indigeni.
L'Europa conobbe il vaiolo verso la fine del secolo VI e l'abate svizzero Marius d'Avenches, lo battezzò con il nome latino vanus (maculato) o anche varus (pustola). In seguito, il vaiolo si diffuse soprattutto nei grandi agglomerati urbani, colpendo in prevalenza gli adolescenti, con una mortalità compresa tra il 20 ed il 40 per cento dei casi.
Per evitare di contrarre la forma letale della malattia, i medici del tempo ricorrevano alla vaiolizzazione, una pratica probabilmente importata dalla Cina intorno al 1000 d.C. La vaiolizzazione consisteva nell'inoculazione, nella persona sana, di polveri essiccate di croste o altre sostanze prelevate da un malato in forma lieve.
Poiché questa tecnica utilizzava il virus umano vivo, spesso risultava molto pericolosa, se non addirittura letale come la stessa malattia, però contribuì ad arrestare varie epidemie in atto nel corso dei secoli nel vecchio continente.
La vera svolta nella lotta contro il vaiolo si ebbe nel 1796, quando Edward Jenner inoculò in un bambino materiale estratto dalla pustola di una mucca colpita da vaiolo vaccino.
L'esperimento di Jenner si è dimostrato una grande intuizione clinica: il medico inglese aveva infatti notato che le persone a stretto contatto di mucche e i cavalli colpiti dalle forme di cow-pox e horse-pox (mungitori, stallieri ed allevatori, nonché truppe di cavalleria) rimanevano immuni al vaiolo umano. L'esperimento ebbe successo ed al bambino, dopo un mese e mezzo, fu inoculato materiale prelevato da una pustola di una persona infettata dal vaiolo umano. Il bambino non ebbe alcuna reazione né accusò i sintomi della malattia.

[modifica] Voci correlate


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