Varicella
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici – Leggi le avvertenze |
| Varicella | |
| Un bambino affetto da varicella | |
| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 052 |
| ICD-10 | (EN) B01 |
La varicella è una malattia esantematica, infettiva ed epidemica causata dal virus varicella-zoster (VZV o HHV-3) appartenente al gruppo degli Herpes-virus.
Questa malattia, nota fin dal XVI secolo, venne nettamente distinta dal vaiolo soltanto intorno al 1800. Per lungo tempo il virus era stato erroneamente catalogato come un paramyxovirus.
Indice |
[modifica] Cause
Il contagio avviene mediante le goccioline di saliva disperse nell'aria e il contatto con le eruzioni cutanee. L'incidenza è più elevata nei nuclei familiari o in assembramenti permanenti, come le scuole o la popolazione di un carcere.
[modifica] Decorso
Il periodo di incubazione della malattia (nel quale il virus non risulta contagioso) varia dalle 2 alle 3 settimane, in seguito appare un esantema cutaneo (rash), accompagnato da febbre non elevata e malessere generalizzato, a volte con mal di testa.
Per 3 o 4 giorni piccole papule pruriginose di colore rosaceo compaiono a ondate sulla testa, sul viso, sul tronco e sugli arti e col tempo evolvono in piccole vesciche che si trasformano poi in croste destinate a cadere.
La contagiosità cessa quasi completamente dopo 3-5 giorni con la fine della febbre e la cessazione dei sintomi generali; il liquido delle lesioni cutanee può però ancora veicolare la malattia in caso di rottura delle bolle.
[modifica] Complicazioni
A differenza dei virus che causano le altre infezioni infantili e contrariamente a quanto supposto fino a pochi anni or sono, il virus della varicella varicella-zoster rimane attivo anche dopo il suo manifestarsi nell'individuo, il virus, una volta esaurita la fase di invasione primaria come comune varicella si ritira nelle terminazioni nervose e può manifestarsi nuovamente sotto forma di herpes zoster più comunemente denominata come Fuoco di Sant'Antonio. Questa malattia in genere può insorgere in soggetti più deboli, infatti la sua incidenza si concentra su soggetti non più giovani la cui età è in genere superiore ai 50-55 anni, e può provocare herpes dolorosissime che non guariscono mai completamente. E' provato che il prurito che si avverte con l'esantema varicelloso è dovuto alla prima e più blanda sollecitazione del virus nelle terminazioni nervose. Ogni individuo che ha contratto la varicella può essere in futuro un ammalato di herpes zoster. Una rara, ma gravissima complicazione della varicella, che si presenta più frequentemente nell'adulto, è la polmonite interstiziale. Studi recenti hanno rilevato che le vescicole hanno finito per lasciare con sempre maggiore frequenza sgradevoli lesioni cutanee. Questa complicazione, un tempo limitata ai malati che rompevano le bolle prima del tempo, è oggi occorsa anche in soggetti che avevano rispettato le indicazioni mediche di non toccare le lesioni. Si ipotizza che il problema sia dovuto all'eccessiva aggressività di alcuni preparati per attenuare il prurito, ma non è da escludere una evoluzione "aggressiva" del virus Zoster.
[modifica] Terapia
La terapia è volta ad alleviare i sintomi: con antipiretici come il Paracetamolo (l'Acido Acetilsalicilico è controindicato per il rischio d'insorgenza della Sindrome di Reye), con talco mentolato (attualmente sconsigliato perchè aumenta le possibilità di infezioni delle vescicole) ed antistaminici per via orale per mitigare il prurito e quindi il riflesso di grattamento; è anche utile far indossare ai bambini guanti di cotone. La profilassi prevede un periodo di isolamento di durata variabile (di solito 2 settimane per i soggetti colpiti da forme più aggressive, 1 settimana per quelli con forme lievi). Una volta esaurite la febbre e la tosse un malato può anche uscire, ma deve fare molta attenzione a evitare la rottura accidentale delle vesciche per evitare di contagiare altre persone. Un buon sistema per proteggere eventuali vescicole "a vista" può essere la loro copertura con cerotti oppure garze, applicati con la dovuta cautela. Il ricambio d'aria delle stanze va effettuato solo dopo disinfezione, preferibilmente con un vaporizzatore, onde evitare di disperdere nell'atmosfera un ingente quantitativo di virus.
[modifica] Prevenzione
A causa dell'elevata contagiosità e del lungo periodo di incubazione della malattia, risulta difficile la prevenzione. A differenza di morbillo, rosolia e parotite, la cui incidenza è stata pesantemente ridimensionata su gran parte del territorio nazionale, questa malattia non è mai stata contenuta adeguatamente in modo attivo ed ha finito per diventare la malattia infettiva infantile preponderante in Italia, nonostante con il passare degli anni abbia mostrato alcuni caratteri pericolosi che suggerirebbero una politica di profilassi più decisa. La vaccinazione antivaricella, di importanza fondamentale nel bambino immunodepresso o in terapia antitumorale, non è stata mai resa obbligatoria e viene venduta a prezzi più elevati rispetto alla media europea. Solo di recente è stata introdotta in forma sperimentale nei piani vaccinali di alcune regioni italiane. Un'epidemia verificatasi nella popolazione carceraria femminile del carcere di Rebibbia nel 2005, che causò la morte di una detenuta sieropositiva, aveva fatto ipotizzare la possibilità di una campagna vaccinale per i detenuti, ma al momento questa possibilità è rimasta solo sulla carta.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali sulla Varicella
Wikizionario contiene la voce di dizionario «Varicella»

