Ano

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Tavola raffigurante in alto l'apertura anale di un riccio di mare. Nei protostomi come gli echinodermi, l'ano non si origina dal blastoporo come nei vertebrati. Dal blastoporo si origina la bocca

L'ano (dal latino anus: cerchio, orifizio), o apertura anale, negli animali che ne sono provvisti, detti proctodeati è lo sbocco secondario verso l'esterno dell'apparato digerente, opposto alla bocca attraverso il quale vengono espulse le feci durante la defecazione, ove la bocca non ne assolva le funzioni, come negli aprocti. La sua funzione è di espellere e eventualmente controllare l'espulsione delle feci, la materia prodotta durante la digestione, che, a seconda del tipo di animale, possono essere materiali che l'animale non può digerire, come le ossa, materiale rimanente dopo che tutti i nutrienti utilizzabili dall'organismo sono stati estratti, ad esempio cellulosa, chitina o lignina, sostanze ingerite che sarebbero tossiche se permanenti nel tubo digerente, batteri intestinali morti o in eccesso, endosimbionti, ecc.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo dell'ano è stata una tappa importante nell'evoluzione di animali pluricellulari. In effetti, sembra avere avuto successo almeno due volte, seguendo percorsi diversi nel protostomi e deuterostomi. Questo è stato accompagnato da altri importanti sviluppi evolutivi: il piano a simmetria bilaterale del corpo; il celoma, una cavità interna che ha fornito lo spazio per un sistema circolatorio e, in alcuni animali, formato uno scheletro idrostatico; metamerismo, in cui il corpo è stato costruito di ripetuti "moduli" che potrebbe in seguito specializzarsi, eccetera.

Nei deuterostomi[modifica | modifica wikitesto]

Ano nel cane

Tra i deuterostomi, i vertebrati anfibi, rettili e uccelli usano l'orifizio stesso per espellere i rifiuti liquidi e solidi, per l'accoppiamento e la deposizione delle uova; questo orifizio è conosciuta come cloaca.

Anche i monotremi hanno una cloaca, una caratteristica ereditata dai primi amnioti via terapsidi.

I marsupiali hanno due orifizi inferi: uno per espellere entrambi, solidi e liquidi, l'altro per la riproduzione, che appare come una vagina in femmine e un pene nei maschi.

Femmine di mammiferi euteri hanno orifizi completamente separati per la defecazione, minzione, e la riproduzione, i maschi hanno un'apertura per la defecazione e un altro sia per la minzione sia per la riproduzione, anche se i canali sono quasi completamente separati.

Nella specie umana[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Anatomia umana[modifica | modifica wikitesto]

Ano femminile
Ano maschile

L'ano è la porzione più distale del tubo digerente, funzionalmente preposto all'espulsione di feci e gas. È un canale di forma grossolanamente cilindrica, lungo circa 4 cm, con decorrenza dall'alto verso il basso e dall'avanti all'indietro, angolato rispetto al retto con un angolo di ampiezza di circa 90 gradi. È in rapporto anteriormente con l'uretra membranosa e bulbare nel maschio e con il terzo inferiore della vagina nella femmina, dai quali è separato dal muscolo trasverso del perineo. Lateralmente è in rapporto con le fosse ischio-rettali, da cui è separato dai due muscoli elevatori dell'ano.

Canale anale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi canale anale.

La configurazione interna mostra alcune linee chiamate una il solco intermuscolare (o linea bianca di Hilton) e l'altra linea ano-rettale (detta anche pettinata o linea dentata), che è costituita dalle papille anali, in rapporto verso l'alto con le colonne rettali (del Morgagni). All'interno di tali papille si apre per ognuna di loro una cripta anale, in numero variabile da 10 a 15, di rilevanza fondamentale per l'origine della patologia degli ascessi anali. La mucosa è costituita da epitelio ghiandolare nella porzione più prossimale, che a partire dalla linea dentata progressivamente, mediante epitelio di transizione, diviene epitelio piatto. La vascolarizzazione arteriosa è fornita dalle arterie emorroidarie inferiori, rami delle pudende.

Vene e arterie[modifica | modifica wikitesto]

Il drenaggio venoso è assicurato dalle vene emorroidarie inferiori, tributarie, mediante le vene pudende interne, del sistema cavale. Peraltro è necessario ricordare la relazione anatomica tra le vene emorroidarie inferiori e le vene emorroidarie superiori, che assicurano il drenaggio venoso del retto: i due sistemi venosi comunicano grazie al plesso emorroidario. Per questi fondamentali rapporti vascolari è possibile che si verifichino ectasie delle vene emorroidarie inferiori (emorroidi esterne) nei casi di ipertensione portale. Il drenaggio linfatico avviene secondo tre principali direttrici: verso l'alto attraverso i linfatici lungo l'arteria emorroidaria superiore che si origina dall'arteria mesenterica inferiore; lateralmente attraverso i linfatici che decorrono a ridosso delle aa. ipogastriche; in basso, verso i linfonodi inguinali superficiali, attraverso i linfatici della cute del perineo.

Muscolatura[modifica | modifica wikitesto]

La continenza è assicurata dall'apparato sfinteriale, costituito dal muscolo sfintere anale interno e dal muscolo sfintere anale esterno. Il primo è formato da fibre muscolari lisce, il secondo, più sviluppato nelle donne, da fibre muscolari striate disposte in tre strati: strato sottocutaneo, strato superficiale e strato profondo; tale muscolo, posto sotto il controllo motorio volontario, è innervato dalla branca perineale del IV nervo sacrale e dai nervi emorroidari inferiori.

Altri muscoli interessati sono il muscolo elevatore dell'ano, che si suddivide in pubo-coccigeo, pubo-rettale e ileo-coccigeo e il muscolo corrugatore della cute dell'ano.

Patologia umana[modifica | modifica wikitesto]

Sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Esami diagnostici[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'esame obiettivo, che viene completato attraverso l'anoscopia diversi sono gli esami strumentali specifici utilizzati:

Patologie correlate[modifica | modifica wikitesto]

Istogenesi dell'ano[modifica | modifica wikitesto]

L'invaginazione ectodermica, separata dal canale alimentare dalla membrana cloacale, costituisce il proctodeo, che diviene l'apertura anale dopo la degenerazione della membrana stessa. La cloaca, a partire dalla V settimana, viene separata da un setto in una porzione anteriore, il seno urogenitale, in cui sboccano il peduncolo allantoideo e i dotti escretori mesonefrici, e in una porzione posteriore, in cui sbocca il tubo digerente. Dal setto si originerà il perineo, mentre dalla parte interna del seno urogenitale si differenzierà la vescica urinaria e da quella esterna l'uretra. Il tratto terminale dell'intestino, il retto, terminerà nell'apertura anale, circondata dagli sfinteri muscolari dotati di muscolatura striata e liscia

Sessualità umana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sesso anale.

L'ano è ritenuto da molte culture una zona del corpo tabù, così come le pratiche sessuali a esso collegate, definite col termine di sesso anale.

Tali pratiche possono essere considerate una fonte di piacere sessuale, in quanto l'ano può essere considerato una zona erogena, tenendo conto dell'importante innervazione sensitiva della regione.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frank H. Netter, Atlante di anatomia umana, terza edizione, Elsevier Masson, 2007, ISBN 978-88-214-2976-7.
  • Tullio Barni, Palumbo Carla, Manzoli Lucia, Toni Roberto, Guida alla lettura dell’atlante di anatomia umana, seconda edizione, Elsevier Masson, 2008, ISBN 978-88-214-3042-8.
  • Renzo Dionigi, Chirurgia basi teoriche e Chirurgia generale, Milano, Elsevier-Masson, 2006, ISBN 978-88-214-2912-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]