Sesso anale

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Un uomo ed un giovinetto dell'antica Roma (tazza d'argento con immagine in rilievo, I sec. d.C., ritrovata in Bittir, Palestina)
Sesso anale, dipinto erotico di Paul Avril

Il sesso anale (in alcuni casi chiamato anche sodomia, in riferimento al racconto biblico della distruzione di Sodoma) è una particolare pratica sessuale che consiste nell'inserzione nell'ano e nel retto, del pene o di altre parti anatomiche o di oggetti.

La presenza nella regione peri anale, nel canale anale e nel retto di terminazioni nervose sensoriali, ha portato nel tempo a considerare erogena questa zona del corpo umano. La sensazione di piacevolezza percepita verso uno stimolo esterno in questa zona, varia da una persona all'altra e può risultare piacevole sia per chi penetra sia per chi viene penetrato. Nei maschi, può essere ulteriore fonte di piacere la stimolazione della prostata durante la penetrazione. Spesso la donna, nel ruolo di soggetto passivo, associa alla penetrazione anale la masturbazione clitoridea e/o vaginale, la quale, oltre ad incrementare la sensazione di piacere, contribuisce a rilassare la muscolatura anale, agevolando la penetrazione. Alcuni maschi la preferiscono rispetto alla vaginale, la forte stretta sul pene del muscolo dello sfintere può offrire una sensazione di maggior piacere, solitamente i "partner" tendono a raggiungere l'orgasmo contemporaneamente, così che quello attivo possa godere delle ripetute contrazioni anali del passivo.

D'altra parte, specialmente per il soggetto passivo della penetrazione e in particolare le prime volte in cui lo si pratica, la penetrazione può risultare molto dolorosa e addirittura provocare lesioni all'ano.

Generalmente il soddisfacimento che deriva da questo tipo di rapporto non è solo conseguenza di sensazioni fisiche ma anche del piacere psicologico di infrangere un tabù, spesso riconducibile all'educazione religiosa o di tipo repressivo e sessuofobico, la quale, in genere, considera tale pratica sessuale una perversione contro natura collegata con entità maligne, pertanto vietata. Il sesso anale è ancora un tabù in alcune culture ed è illegale sotto alcune giurisdizioni.

Il sesso anale viene spesso praticato tra due individui maschili ed in genere denota un orientamento sessuale di tipo omosessuale, ma è diffuso anche all'interno delle coppie eterosessuali, in cui in genere il partner passivo è la donna, ma nelle quali, mediante l'utilizzo di uno strap-on dildo, anche la donna ha la facoltà di effettuare la penetrazione a carico del maschio.

Indice

[modifica] Rischi e precauzioni

Sesso anale dal Fanny Hill di Édouard-Henri Avril.

Il rapporto anale praticato senza precauzioni, ovvero senza profilattico, espone ad un alto rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (come l'AIDS o la sifilide). Alcuni patologi hanno inoltre ritenuto opportuno definire una sintomatologia nota come "gay bowel syndrome" o sindrome viscerale, collegata con questa pratica sessuale, che ingloba varie patologie come condilomatosi genitale, emorroidi, proctite infettiva batterico-micotica, fistole anali, ascessi rettali, ragadi anali croniche, amebiasi, gonorrea, sifilide, ulcere anali e linfogranuloma venereo di Nicholas - Favre e congestione prostatica[1] [2].

Ad esempio il rischio di contrarre il virus HIV in un rapporto anale è valutato dallo 0.01% allo 0.185% nel caso di rapporto anale insertivo, e dallo 0.5% al 3% nel caso di rapporto anale ricettivo, che è un rischio molto più alto rispetto a rapporti vaginali[3].

L'ano, non essendo biologicamente destinato alla penetrazione, non è in grado di lubrificarsi autonomamente come avviene nella vagina, e dunque generalmente, per chi pratica il sesso anale diviene indispensabile, prima della penetrazione, prestare molta attenzione alla lubrificazione della zona interessata, in genere ricorrendo a lubrificanti specifici, quali gel a base d'acqua (lo stesso usato per visite ginecologiche o per lubrificazione vaginale) reperibili in farmacia o nei sexy-shop.

È meno frequente l'uso, allo scopo, di pomate a base di vaselina, oli cosmetici o alimentari, burro alimentare; sebbene questi prodotti appaiano sul momento efficaci, rispetto al gel oltre sono sconsigliabili perché determinano la rottura del profilattico con un'elevata frequenza, ed inoltre potrebbero essere fonte di irritazioni e reazioni allergiche.

Occorre altresì consigliare, sopratutto ai neofiti che vogliono iniziare questa pratica, un approccio graduale; non sono rari i casi in cui il soggetto passivo, nonostante sia disposto a sottoporsi al rapporto, dopo i primi tentativi non riusciti, si convinca di non essere in grado, per conformazione fisica o per soglia di resistenza al dolore, di sostenere la penetrazione del partner. Il muscolo anale è dotato di elevata elasticità ma richiede una preparazione graduale e progressiva, in alcuni casi protratta anche per giorni o settimane. Il partner, con l'ausilio di un buon lubrificante, dovrebbe iniziare con l'uso delle dita, a massaggiare delicatamente l'ano internamente con moto rotatorio e lento, prima un dito, poi due e così via, sempre adeguando i propri movimenti sulle sensazioni percepite dal partner. In questo modo, dilatandolo in modo graduale e progressivo, si predispone il muscolo anale a rilassarsi completamente in previsione della penetrazione; un valido ed ulteriore ausilio tecnico può essere costituito dai butt-plug.

Taluni, proprio per ridurre gli effetti dolorosi della forte stretta sul pene, fanno ricorso a profilattici ritardanti presenti in commercio sulla cui superficie interna è presente una blanda soluzione anestetica generalmente a base di lidocaina.

La pratica del sesso anale non comporta, in teoria, il rischio di gravidanze; tuttavia, in pratica, perdite di sperma dall'ano possono raggiungere la vagina e causare la fecondazione.[4] Viene quindi consigliato comunque di usare il preservativo, anche perché il suo uso riduce drasticamente il rischio di contagio da malattie veneree, e perché è psicologicamente rassicurante dal punto di vista meramente igienico.

Un comportamento rude e brusco, insufficiente lubrificazione, o l'uso di oggetti non adatti a questo uso, potrebbero causare lacerazioni alla muscolatura e/o alla mucosa rettale con conseguenti lesioni sfinteriali che devono essere tempestivamente valutati da un medico. Queste lesioni aumentano di molto il rischio di contagio di diverse malattie.

Escludendo questi comportamenti a rischio per l'incontinenza, non sembrano esistere casi documentati di perdita della continenza fecale procurati da sessualità anale. Uno studio dell''American Journal of Gastenerology non ha individuato differenze significative nel livello di incontinenza (in un campione di 58 persone) fra individui omosessuali analmente ricettivi ed eterosessuali senza esperienze di sesso anale [5]. La questione è comunque controversa e restano necessarie ulteriori indagini prima di escludere tale complicanza.

Un'altra fonte di rischio per contagio di malattie a trasmissione fecorale è la pratica di sesso orale dopo sesso anale.

[modifica] Altre forme di sessualità anale

Al sesso anale sono associate numerose ulteriori pratiche erotiche, tra le quali:

Un "butt-plug"
  • l'uso delle dita
  • l'uso di clisteri sia a fini igienici sia come gioco di ruolo nell'ambito sottomissione/umiliazione;
  • l'uso di "butt-plug" (letteralmente: tappi anali) di varie grandezze e forme, si indossano sotto la biancheria intima per archi di tempo più o meno lunghi, anche durante il disbrigo dei lavori domestici o sul posto di lavoro; sono anche utilizzati per il "training anale", una tecnica per aumentare gradualmente l'elasticità del muscolo anale per rendere più agevole la penetrazione con il pene;
  • il cosiddetto "fisting" cioè l'introduzione dell'intera mano nell'ano del ricevente. Tale pratica può risultare molto pericolosa, tenuto conto della conformazione dell'anatomia umana in prossimità dell'intestino.

[modifica] Note

  1. ^ (EN) The gay bowel syndrome: clinico-pathologic correlation in 260 cases, Annals of Clinical and Laboratory Science, Vol 6, Issue 2, 184-192 (1976)
  2. ^ (EN) Clinical features and diagnosis - Inflammatory Bowel Disease, part 1 Glen E. Hastings, Richard J. Weber, American Family Physician, (1993)
  3. ^ (FR) Tratto da sante.gouv.fr
  4. ^ F.A.Q.
  5. ^ (EN) Effect of anoreceptive intercourse on anorectal function, Journal of the Royal Society of Medicine, Vol 86, Issue 3 144-14 (1993)

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