Tickling

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Un ragazzo immobilizzato e solleticato fra le dita dei piedi.

Il tickling, termine della lingua inglese ormai entrato a far parte della nostra dizione grazie alla sua esportazione ed ampia diffusione nel gergo mondiale (la cui traduzione letterale significa "fare solletico", "solleticando"), è un gioco erotico che consiste nel farsi legare e solleticare, solitamente sulle zone del corpo quali: lungo la pianta e fra le dita del piede, all'interno delle cosce, sulla pancia e nell'ombelico, lungo i fianchi, sulle ascelle, ecc. con lo sfregamento delle dita o mediante l'uso di oggetti come piume, spazzole, spazzolini da denti, od altri strumenti adatti allo scopo.



Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Storicamente il tickling trova una prima affermazione come "forma di tortura", praticato in virtù del fatto che non lascia segni o ferite ma un insopportabile fastidio ai soggetti sensibili al solletico. In alcuni momenti storici fu legalizzato come pena corporale leggera.

Donna sottoposta "in pubblico" alla tortura del solletico

Nell'antico Giappone, coloro che occupavano posizioni di autorità potevano infliggere punizioni ai fuorilegge. Queste punizioni erano chiamate shikei, che si traduce come 'punizione privata.' Una di queste punizioni era "kusuguri-Zeme" letteralmente "solletico spietato" [1]

Nel XVII secolo, durante le guerre di religione in Germania tra riformanti e cattolici (1618-1648), a Rotenburg ed a Fulda, alcuni uomini "bollati" come eretici furono torturati mediante l'utilizzo di una tortura detta "lingua di capra".[2] (già nota ai tempi dell'Antica Roma). Questo tortura consisteva nell'imprigionare alla gogna[3] i piedi nudi della vittima, cospargerli "accuratamente" sotto le piante e tra le dita di un liquido ricavato da una miscela di acqua e sale o miele, per poi farli leccare da due o più capre, tenute a "digiuno" e assetate, in modo tale che la lingua degli animali provocasse una sgradevole sensazione di solletico. In alternativa si poteva legare la vittima in posizione di croce di Sant'Andrea.

Heinz Heger, un uomo perseguitato nel campo di concentramento di Flossenbürg durante la seconda guerra mondiale, ha visto le guardie carcerarie naziste eseguire la tortura del solletico su un suo compagno di prigionia, seguita da varie altre torture che provocarono la morte del ragazzo. Egli descrive questo episodio nel suo libro "Gli uomini con il triangolo rosa":[4]

« Un giorno, un altro detenuto omosessuale, di Innsbruck, quindi anche lui austriaco, fu torturato a morte nel bunker. Lo avevano spogliato nudo e lo avevano legato per le mani ad un gancio appeso alla parete, in modo tale che con i piedi non toccasse il pavimento. Gli spalancarono le gambe e gliele legarono strette al muro. Due o tre SS in servizio al bunker, se ne stavano lì intomo in attesa che iniziasse lo "spettacolo", la tortura del giovane tirolese. Innanzitutto l'ufficiale delle SS presentò lo "spettacolo" detto il "gabinetto delle risate". In sostanza gli aguzzini delle SS facevano il solletico alla vittima con delle penne d'oca, sfiorandolo sotto la pianta dei piedi, sotto le ascelle, tra le cosce e in altre parti del corpo. All'inizio il detenuto restò forzatamente muto e con gli occhi pieni di paura e di dolore fissava i suoi torturatori. Ma dopo un po' iniziò a ridere dal solletico, e questa risata diventava sempre più simile a un grido, a un urlo di dolore, mentre le lacrime gli scorrevano sulle guance e il suo corpo si contraeva, cercando di sottrarsi al supplizio. Dopo questa tortura del solletico lo lasciarono appeso per un po' senza occuparsi di lui, a piangere e singhiozzare. »
(Heger, Heinz.)

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel suo innovativo libro "Sibling Abuse" , Vernon Wiehe ha pubblicato i suoi risultati di ricerca sui 150 adulti che sono stati abusati dai loro fratelli durante l'infanzia. Diversi riportato il solletico come un tipo di abuso fisico, e sulla base di tali relazioni è stato rivelato che il solletico è in grado di suscitare reazioni fisiologiche estreme come vomito e perdita di coscienza.[5]
  • Il 18 maggio 2011, la trasmissione di Italia1, le Iene, dedica all'argomento Tickling un servizio[6] curato da Andrea Agresti.
  • Durante la rievocazione storica dell'assedio della città piemontese di Canelli (1613), in provincia di Asti, le "vittime" vengono imprigionate alla gogna e solleticate in pubblico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Schreiber, Mark. The Dark Side: Infamous Japanese Crimes and Criminals. Japan: Kodansha International, 2001. Page 71
  2. ^ Giovanni Laterra, Storia della tortura, 2007, Olimpia.
  3. ^ Michael Kerrigan, Gli strumenti di tortura, 2008, L'airone (Roma).
  4. ^ The Men With the Pink Triangle. Boston: Alyson Publications, 1980.
  5. ^ Wiehe, Vernon. Sibling Abuse: Hidden Physical, Emotional, and Sexual Trauma. New York: Lexington Books, 1990.
  6. ^ Andrea Agresti, Il Tickling. URL consultato l'8 novembre 2011.

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