Feticismo (sessualità)

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Feticismo delle scarpe

Per feticismo si intende la parafilia consistente nello spostamento della meta sessuale dalla persona viva nella sua interezza ad un suo sostituto; ciò che la sostituisce può essere o una parte del corpo stesso, o una qualità, o un indumento, o qualsiasi altro oggetto inanimato. In sostanza, quindi, il feticista è colui che prova attrazione sessuale per qualcosa che fuoriesce dai canoni della sessualità tradizionale che presuppone i genitali quali oggetti libidici primari.

Il feticismo è normalmente caratterizzato da una supervalutazione psicologica dell'oggetto sessuale che si estende ad ogni cosa ad esso associato. Un certo grado di feticismo rientra abitualmente nell'ambito della sessualità normale, specialmente quando il desiderio di intrattenere un rapporto sessuale con la persona amata non è immediatamente esaudibile (così, ad esempio, chi si trova lontano dalla persona amata può assurgere a feticcio un indumento intimo di colei/colui). La condizione diventa patologica solo quando il feticcio arriva a sostituirsi completamente al coito, o a maggior ragione, quando esso si distacca da qualsiasi determinata persona e diventa per sé solo l'oggetto sessuale.[1]

La preferenza dettata dai gusti personali, invece, per quanto apparentemente bizzarra o inconsueta, nel caso di una relazione sessuale, non toglie al soggetto la consapevolezza che si sta relazionando con una persona e quindi non toglie nel soggetto la sensibilità, l'empatia, la comunicazione con l'altra persona.

Il feticismo è largamente prevalente negli uomini rispetto alle donne. Dopo un lungo studio sulle fantasie erotiche e sul comportamento sessuale, lo psichiatra Robert Stoller concluse che per gli uomini "feticizzare è normale": essi risultano molto più propensi ad associare una certa carica erotica a una particolare zona prediletta del corpo della donna.[2]

Feticismo del piede. La Comtesse au fouet (1926), Martin van Maele

Origine del termine[modifica | modifica sorgente]

L'etimo della parola viene dalla lingua portoghese;[3] i mercanti di schiavi usavano questo termine per riferirsi agli indigeni africani che adoravano "feticci", ovvero oggetti ritenuti sacri dalle popolazioni locali.

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Il feticismo può manifestarsi in una persona in varie forme; Alfred Binet, uno psicologo e ipnotista francese che asserì come l'"amore normale" sia il risultato di una complicata forma di feticismo,[4] suggerì la classificazione dei feticismi o come "amore spirituale" o come "amore plastico". La prima categoria occupava la devozione per specifici fenomeni mentali, come i comportamenti, le classi sociali o i ruoli, mentre la seconda si riferiva alla devozione verso oggetti materiali come animali, parti del corpo od oggetti inanimati. Il concetto di "amore plastico" è quello più conosciuto: per alcuni feticisti, vedere, sentire, annusare, inghiottire o palpare l'oggetto della propria attrazione è importante almeno quanto il coito ordinario. Il concetto di "amore spirituale" non è globalmente accettato perché è impossibile darne una definizione esaustiva. Comportamenti, classi sociali e attitudini sono tutte cose verso le quali è possibile essere ossessionati, ma è difficile da provare che l'ossessione in questione sia a sfondo sessuale. È anche difficile incorporare una "idea" all'interno di un atto sessuale. Tuttavia, l'ossessione mentale può progredire verso l'"amore plastico". Per esempio, l'ossessione verso un dato comportamento sociale potrà introdurlo al gioco delle parti.

Il feticcio può anche essere determinato da un'associazione simbolica inconscia, non sempre indipendente dalle esperienze sessuali dell'infanzia. Ad esempio il piede è un antichissimo simbolo sessuale che compare perfino nella mitologia, la pelliccia contiene un'associazione con la peluria del monte di Venere e così via.[1]

Il feticismo può essere concettualizzato attribuendo vari gradi di intensità al suo manifestarsi:[2]

  • Livello 1: esiste una leggera preferenza per certi tipi di partner, stimoli o attività sessuali. Il termine fetish non dovrebbe essere usato a questo livello.
  • Livello 2: esiste una forte preferenza per i casi citati nel primo livello (si tratta della più bassa intensità di feticismo).
  • Livello 3: sono necessari degli stimoli speciali per consentire l'eccitazione e la prestazione sessuale (moderata intensità di feticismo).
  • Livello 4: gli stimoli specifici prendono il posto dell'amante (alto livello di feticismo).

Forme di feticismo[modifica | modifica sorgente]

Esistono svariate pratiche feticistiche raggruppabili in base al canale sensoriale coinvolto principalmente oppure in base alla natura del feticcio. Il canale visivo ha molto spesso un ruolo primario: si pensi ad esempio al diffuso feticismo del piede o della scarpa (in particolare al dangling, cioè quando si fa dondolare al piede una calzatura parzialmente indossata, oppure al crush fetish), ma anche ad altre forme di feticismo che riguardano altre parti del corpo come le natiche. La visione entra anche in gioco procurando piacere nell'assistere ad alcuni atti corporei quali l'urinare, defecare, starnutire oppure in altri atti come il fumare. L'olfatto e il gusto sono più direttamente implicate nell'urofilia, coprofilia, o nell'adorazione di varie parti del corpo umano. Il canale tattile svolge un ruolo principale in alcune forme di feticismo come quello che porta a indossare abiti in latex o PVC (seconda pelle), ha un ruolo anche nelle pratiche di schiacciamento come il trampling.

Riguardo alla natura del feticcio, si distinguono innanzitutto tre diverse categorie da cui questo può derivare: da specifiche parti del corpo umano (parzialismo), da fluidi o escreti biologici, e da alcuni oggetti inanimati quali possono essere gli indumenti. Le parti del corpo umano assunte come feticcio sono comunemente il seno, le natiche, i piedi, le gambe ma anche altre parti meno consuete tra cui le ascelle, il naso, i peli, l'ombelico e le mani. Tra i fluidi ed escreti biologici figurano il sudore, la saliva, l'urina e le feci. Tra indumenti classicamente associati al feticismo figurano la biancheria intima, le calze, scarpe e stivali.

Il feticismo può essere inoltre legato ad alcune caratteristiche fisiche particolari quali la donna incinta, la presenza di mutilazioni, oppure il sovrappeso (BBW).

Il feticismo può consistere in una pura fascinazione immaginaria, come nel caso della macrofilia o della vorarefilia, oppure sfociare in un atto pratico. Tutte le tipologie di feticisti possono agire secondo tre diverse modalità: una modalità attiva in cui il feticcio viene attivamente usato dal feticista, una modalità passiva in cui è un'altra persona a usare il feticcio sul feticista, e una modalità contemplativa in cui il feticista si limita a trarre piacere dalla contemplazione dei feticci collezionati.[5]

Il feticismo in letteratura[modifica | modifica sorgente]

Restif de la Bretonne (Sacy 1734 - Parigi 1806) si sofferma in diverse sue opere su temi feticisti e in particolare sul feticismo dei piedi, che proprio in riferimento alla sua opera viene talvolta chiamato "retifismo". In Le notti di Parigi (1788-1791), per esempio, Bretonne narra dell'insana passione che porta alcuni uomini a rubare le scarpe di signore sorprese a passeggiare lungo le strade della capitale francese; in Le Pied de Fanchette (1768, opera che non conosce ancora traduzione italiana) protagonista è una donna che si serve del fascino delle sue estremità per avvantaggiarsi socialmente.

Un altro autore che ha lasciato opere considerevoli su questi temi è lo scrittore Tanizaki Junichiro, maestro della letteratura giapponese del Novecento. Il giovanile, primissimo racconto Il Tatuaggio (1909 Shisei (Irezumi) esprime chiaramente, in poche righe, la centralità dei piedi nel simbolico erotico dello scrittore: piedi che hanno un'anima e si impongono come strumento di sottomissione dell'uomo nei confronti dell'onnipotente ricca carica sessuale ed esistenziale femminile. Nel romanzo I piedi di Fumiko un giovane aspirante artista scopre la smodata passione di un parente per i piedi di una ragazza che egli mantiene nella propria casa. Perfino negli ultimi giorni della propria vita non rinuncia ad assorbire il poco cibo che è in grado di mangiare dalle estremità di Fumiko. La figura dell'anziano folle di passione ritorna nel libro che è considerato tra i maggiori capolavori di Tanizaki: Diario di un vecchio pazzo. Un uomo, al termine della propria esistenza, tra ricordi e riflessioni, vive e racconta la propria debolezza per i piedi della nuora. Tokusuke arriverà a fare incidere l'impronta dei piedi della donna sulla sua tomba. Con la scusa di riprodurre un Bussokuseki (impronte di Buddha), egli stesso farà una litografia dei piedi della giovane Satsuko usando inchiostro rosso. L'operazione con la verniciatura, la manipolazione, l'asciugatura dei piedi, costituisce un'occasione per avvicinare l'oggetto desiderato. "Poi, quando sarò morto, non potrà non pensare: Quello stupido vecchio dorme sotto questi piedi bellissimi. Sto ancora calpestando le ossa di quel povero vecchio sotto terra".

Spiegazione psicoanalitica[modifica | modifica sorgente]

La psicoanalisi freudiana spiega il feticismo ricorrendo alla teoria dello sviluppo psicosessuale. Secondo Sigmund Freud il bambino nella fase edipica, per superare l'angoscia di castrazione derivante dalla paura del padre e soprattutto dalla vista dei genitali femminili privi del pene, si crea un feticcio, ovvero un oggetto volto a sostituire il pene mancante nelle bambine. Se queste ultime sono prive di fallo, infatti, significa che sono state punite (evirate) per qualcosa che hanno commesso, quindi anche il bambino rischia l'evirazione a causa dei suoi desideri incestuosi verso la madre. Il piede, la scarpa e qualsiasi oggetto feticistico permettono così al bambino, fungendo da "fallo femminile", di attenuare la sua angoscia derivante dalla constatazione che le bambine non hanno il pene.

Da parte sua Donald Woods Winnicott considera il feticcio alla stregue di un oggetto transizionale, il quale però viene investito di libido.

Sempre secondo le teorie psicoanalitiche, il feticismo è un disturbo derivante dalla scissione dell'Io e dalla proiezione, talvolta derivante anche dal diniego (meccanismo di difesa che consiste nel rifiuto di riconoscere qualcosa di traumatizzante avvenuto nella realtà).

Subcultura fetish[modifica | modifica sorgente]

Esibizione fetish burlesque

La subcultura fetish, che estende la propria influenza nella moda e nell'arte, prende spunto dall'interesse verso le varie forme di feticismo. Al riguardo esistono riviste specializzate, blog, forum e siti internet che permettono di mettere in contatto la gente che presenta gli stessi gusti. Tra i pionieri della divulgazione del fetish, a partire dagli anni 1940 figurano i nomi di Irving Klaw, che con la sua rivista Movie Star News lanciò diversi illustratori e fumettisti divenuti poi celebri in questo campo, e John Willie che nel 1946 vendette tutte le prime 5.000 copie del suo Bizarre nell'arco di due settimane.[6]

Appositi locali organizzano spesso degli eventi a tema a cui partecipare o assistere, dedicati comunemente all'adorazione del piede o di particolari calzature come nel caso degli "sneaker party".[7] Esiste anche un relativo filone pornografico e un florido commercio di immagini e video via web, anche di natura amatoriale, che testimonia un certo interesse verso il fetish nelle sue varie forme. Solitamente le pratiche fetish sono inserite all'interno di un più ampio contesto di umiliazione e sottomissione. Un ristretto mercato rivolto agli appassionati permette di acquistare tipici "feticci" quali calze, biancheria intima e scarpe usate.

La moda fetish, abbastanza comune anche nel mainstream, è classicamente costituita da abiti appariscenti realizzati con materiali quali la pelle, latex o PVC, calze in nylon e scarpe con tacco molto alto o stivali di vario tipo. Il colore predominante è il nero, in minor misura viene anche utilizzato il rosso. Viene riscontrato anche l'utilizzo del corsetto, e talvolta di uniformi o divise varie. Una delle più note modelle fetish è stata Bettie Page, divenuta celebre grazie alla raccolta fotografica realizzata da Irving Klaw. Il fotografo Helmut Newton è invece noto per avere "reso il feticismo chic",[8] introducendo gli elementi e temi caratteristici del fetish nella moda mainstream con le sue serie fotografiche pubblicate su Vogue durante gli anni 1970.

Una delle icone dell'immaginario fetish collettivo, con il suo abito aderente in pelle di colore nero e armata di frusta, è il personaggio di Catwoman.[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Sigmund Freud, Tre saggi sulla sessualità, 1905, Vol. 1: "Le aberrazioni sessuali"
  2. ^ a b Steele, op. cit., p.26
  3. ^ feticcio, etimo.it. URL consultato il 21 agosto 2013.
  4. ^ Steele, op. cit., p.25
  5. ^ Feticismo. URL consultato il 20 marzo 2013.
  6. ^ (EN) 2009 Leather Hall of Fame Inductee - John Alexander Scott Coutts (1902 –1962) known as John Willie in Leather Hall of Fame. URL consultato il 22 dicembre 2013.
  7. ^ Simone Morano, Erotismo, si diffonde il feticismo del piede, Lettera 43, 30 gennaio 2013. URL consultato il 22 dicembre 2013.
  8. ^ Steele, op. cit., p.61
  9. ^ Dominique Mainon, James Ursini, Modern Amazons: warrior women on screen, Hal Leonard Corporation, 2006, p.119, ISBN 0-87910-327-2.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Valerie Steele, Fetish. Moda, sesso e potere, Roma, Meltemi editore, 2005, ISBN 88-8353-374-7.
  • Ayzad, BDSM - Guida per esploratori dell'erotismo estremo, Castelvecchi, 2004. ISBN 8876150250
  • Alfred Binet, Il feticismo in amore, introduzione e cura di Paolo Savoia, ETS, Pisa 2011. ISBN 9788846729101

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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