Restif de la Bretonne

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Restif de la Bretonne (1785)

Nicolas-Edme Rétif detto Restif de la Bretonne (Sacy, 23 ottobre 1734Parigi, 3 febbraio 1806) è stato uno scrittore francese, dal cui nome deriva il termine retifismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sotto l'Ancien Régime[modifica | modifica wikitesto]

Era l'ottavo figlio di un ricco fattore della Yonne. Di salute delicatissima, era destinato a diventare uomo di chiesa, ma pare che fu costretto a rinunciare a questa aspirazione a causa della sua fama di donnaiolo.

Nel 1751, i suoi genitori lo mandarono come apprendista stampatore ad Auxerre, dove si innamorò della moglie del suo datore di lavoro. Diventato operaio tipografo, si recò a Parigi dove condusse una vita irregolare. Nel 1767 pubblicò la sua prima opera importante, La Famille vertueuse, seguita poi da Le Paysan perverti (1776), La vie de mon père (1779), Les Contemporaines (1780) che lo rese famoso, La Paysanne pervertie (1784), Les Parisiennes (1787) e Ingénue Saxancourt (1789).

Amava andare a spasso per le stradine di Parigi e dell'île Saint-Louis di notte, scrivendo sui ponti e sui muri.

Lavorò presso varie stamperie: si trasferiva regolarmente per sfuggire ai suoi creditori. Accettò forse di fare la spia per la polizia reale (nello specifico, svolgeva un servizio di pedinamento) ma non se ne hanno prove. Lui stesso si faceva chiamare «il gufo». I suoi libri erotici sono spesso illustrati da immagini di donne dai piedi minuscoli e dalla bocca arrotondata. Il libro sulle prostitute del Palais-Royal è presentato come una guida ma è piuttosto una serie di conversazioni (quasi interviste, alla maniera del moderno giornalismo).

Sotto la Rivoluzione[modifica | modifica wikitesto]

L'avvento dell'assegnato lo rovinò: rischiò l'arresto sotto il Terrore e la scrittura gli permetteva di vivere a stento. Fu testimone degli eventi della Rivoluzione; pubblicò Le Palais-Royal (1790), Les Nuits de Paris (1793). Nel 1794, decise di scrivere la propria autobiografia: Monsieur Nicolas in otto volumi scaglionati tra il 1794 e il 1797. Nel 1795, la Convenzione di Termidoro gli venne in aiuto versandogli la somma di duemila franchi. Benché le sue dichiarazioni fossero orientate a favore del nuovo potere, le sue amicizie aristocratiche e la sua reputazione lo fecero cadere in disgrazia. Entrò al ministero della Polizia, ma la sua cattiva salute lo costrinse a ritirarsi. Morì poco dopo, in miseria.

Molto criticato dai puristi come La Harpe (gli venne dato il soprannome di «Voltaire delle massaie» o di «Rousseau dei poveri»), fu ammirato dai surrealisti, i quali lo riscoprirono. Poligrafo, autore di romanzi ma anche di testi teatrali, di una grande autobiografia nella tradizione di quella di Rousseau e altrettanto avvincente, di un'utopia e di numerosi progetti di riforma, è stato oggetto di una riconsiderazione da parte della critica universitaria che vede in lui uno dei rappresentanti più esemplari del Secondo Illuminismo (fine del secolo).

Il marchese de Sade e lui avevano punti di vista praticamente opposti e si detestavano. Bretonne espresse queste sue diverse visioni nel libro Anti-Justine, pubblicato nel 1798 in contrapposizione a "Justine" di de Sade. Tra gli autori invece che lo apprezzarono, si possono annoverare Benjamin Constant e Friedrich Schiller.

Da lui nacque il termine retifismo.

Altre opere degne di menzione sono:

  • Le Pied de Fanchette (1769).
  • Le Pornographe (1769).

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

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