Parafilia

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Parafilia
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Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano {{{RaraIT}}}
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 302.0
ICD-10 (EN) F65
Sinonimi
Eponimi

In ambito psichiatrico, psicopatologico e sessuologico, con parafilia (dal greco para παρά = "presso", "accanto", "oltre" e filia φιλία = "amore", "affinità") si intende quell'insieme di manifestazioni della sessualità umana, rivolte a comportamenti o situazioni non direttamente connessi al fine riproduttivo tipico del sesso tradizionale.

Solitamente tali attività vengono considerate soltanto inusuali, senza necessariamente implicare che esse siano "sbagliate" o "malate", al contrario se si manifestano in forme di violenza fisico/psicologica, che comportano la pratica di tali perversioni su soggetti non consenzienti e/o caratterizzati dall'aspetto di dipendenza ossessiva-compulsiva, vengono attribuite ad un quadro patologico.[1][2]

In mancanza di questi due specifici elementi, Il termine parafilia è stato coniato per sostituire, all'interno di una classificazione scientifica più rigorosa, la vecchia definizione di perversioni o deviazioni sessuali, fra le quali erano state incluse anche l'omosessualità e altre forme di sessualità.

Indice

[modifica] Classificazione

Le parafilie possono essere classificate in base all’atto che sostituiscono o all’oggetto verso cui si indirizzano. Una ulteriore suddivisione riguarda il canale sensoriale che viene sollecitato.[3][4]

  • Nella parte dell'atto vi è una sostituzione del coito o dell’attività sessuale, con pratiche di altro tipo.
  • Nella parte d'oggetto vi è una surrogazione dell'oggetto normativo o uno spostamento della meta:
    • l'oggetto normativo è costituito dal partner sessuale (eterosessuale o omosessuale).
    • la meta è rappresentata dal raggiungimento del piacere sessuale (orgasmo).
  • I canali sensoriali implicati nelle parafilie:[3]
    • canale visivo, l'eccitazione sessuale viene ricercata nell'esibizione del corpo o parti di esso (esibizionismo), nell'osservazione di altri soggetti impegnati in attività sessuali (voyeurismo, mixoscopia) o di funzioni corporee fisiologiche (coprofilia, urofilia);
    • canale acustico/verbale, l'eccitazione è ottenuta mediante la pratica del turpiloquio, l’ascolto o il pronunciamento di parole scurrili o volgari attinenti alla sessualità (scatologia telefonica, coprolalia, pornolalia, mixacusi);
    • canale olfattivo, esistono collegamenti neurofisiologici tra l’organo vomero-nasale e determinate aree del cervello, quali il sistema limbico (emozionale) e il nucleo BNST (nucleo della stria terminale); l'eccitazione sessuale è data dalla percezione di odori, anche sgradevoli, come l’urina, le feci, le flatulenze (flatulofilia), il sudore (ospressiofilia), ciò può essere connesso ai feromoni escreti con queste sostanze;
    • canale gustativo, l’eccitazione sessuale è perseguita tramite l’ingestione/irrorazione di escrezioni corporee (coprofagia, spermatofagia, pissing);
    • canale tattile, il piacere sessuale è dato dalla pratica di attività corporee inusuali: stuffing (penetrazione con oggetti), percossofilia, spanking (sculacciare con violenza), clismafilia (pratica del clistere), nasofilia, rinolagnia, uretrolagnia (stimolazione di parti del corpo non classicamente erogene, come le narici o l'uretra).

[modifica] Forme clinicamente riconosciute

Clinicamente sono riconosciute otto maggiori forme di parafilia.[5][6] Secondo l'ultima edizione del DSM-IV, per essere considerata effettivamente come patologia, tale condizione deve ricorrere per almeno sei mesi e devono manifestarsi come la forma di sessualità esclusiva o prevalente del soggetto, interferendo in modo rilevante con la sua normale vita di relazione e causandone un disagio clinicamente significativo.

  • Esibizionismo: il bisogno o il comportamento che porta all'esposizione dei propri genitali ad una persona ignara;
  • Feticismo: l'uso esclusivo di oggetti non direttamente attinenti alla sessualità (es. scarpe, indumenti) o parti del corpo di una persona, al fine di innescare o aumentare l'eccitamento sessuale;
  • Frotteurismo: il bisogno o il comportamento che porta a toccare o palpeggiare il corpo di una persona non consenziente;
  • Pedofilia: l'attrazione sessuale per bambini in età infantile e prossimi a quella prepuberale;
  • Masochismo: bisogno o comportamento sessualmente eccitante ricercato nel voler essere umiliati, provare dolore o soffrire in altri modi;
  • Sadismo: bisogno o comportamento sessualmente eccitante nel produrre dolore o umiliazione della vittima;
  • Feticismo di travestimento: eccitazione e/o piacere sessuale nell'indossare abiti del sesso opposto;
  • Voyeurismo o scopofilia (più raro scoptofilia): il bisogno o il comportamento che porta a spiare persone ignare mentre sono nude, in intimo o impegnate in attività/rapporti sessuali;

Altre forme meno comuni sono raggruppate sotto la dizione Disordini Sessuali o Parafilia Non Altrimenti Specificata, quali:[3][7][8]

  • acrotomofilia (attività sessuali con persone artrolese o con handicap),
  • apotemnofilia (desiderio sessuale di avere uno o più arti amputati o di apparire come se così fosse),
  • candaulesimo (piacere nel mostrare la propria partner nuda, arrivando a proporre atti sessuali con terzi).
  • catafilia (sottomissione al partner),
  • cateterofilia (uso di cateteri),
  • clismafilia (clisteri),
  • coprofilia (feci),
  • cuckold (sottomissione dell'uomo alla donna, che intrattiene rapporti con altri partner, fino all'auto imposizione dell'astinenza sessuale)
  • dendrofilia (attrazione sessuale per gli alberi)
  • efebofilia (adolescenti o soggetti efebici),
  • efefilia (feticismo della stoffa),
  • flatulofilia (flatulenze),
  • fobolagnia (situazioni di paura),
  • gerontofilia (persone anziane),
  • incesto (tra parenti)
  • iconolagnia (immagini pornografiche),
  • mixacusi (ascoltare rumori di una coppia impegnata in attività sessuali),
  • necrofilia (cadaveri),
  • ospressiofilia (sudore),
  • parzialismo (attenzione esclusiva per una parte del corpo), ad esempio:
    • crurofilia (osservare o accarezzare gambe nude),
    • rinofilia (eccitazione esclusiva da contatti con il naso),
    • tricofilia (feticismo del capello, eccitazione esclusiva nel toccare peli o capelli altrui),
  • patofilia o nosofilia (persone portatrici di malattie, anche trasmissibili come le MST, v. Sindrome di Samo),
  • pluralismo o partouze in francese (orgia o sesso di gruppo),
  • scatologia telefonica (telefonate oscene),
  • triolismo o triolagnia (partecipare con il proprio/a partner in attività sessuali con un'altra persona),
  • saprofilia (attrazione verso cibi o sostanze organiche putrefatte o marcescenti),
  • urofilia o pissing (urina),
  • zooerastia o zoofilia erotica (animali).
  • Vitofilia: Provare eccitazione sessuale nella povertà e/o nel fallimento

L'omosessualità era precedentemente elencata come parafilia nel DSM-I e DSM-II. E' stata tolta nelle edizioni successive (in ogni caso il DSM è tuttora sottoposto a numerose critiche per alcune categorizzazioni, quali questa della parafilia, ritenute non sufficientemente comprovate e circoscritte come forme di disturbo mentale). Un disordine clinico dell'ansia causata dalla repressione dell'omosessualità fa ancora parte del manuale.

«Infine, è opportuno precisare che, nonostante la tendenza a credere che le parafilie siano un disturbo prettamente maschile, la realtà clinica contraddice questa convinzione. Infatti, anche alcuni casi di disturbo parafilico hanno riguardato il sesso femminile come, ad esempio, il feticismo di travestimento (si riporta il caso di una coppia la cui partner era solita, durante i rapporti sessuali, indossare abiti maschili “costringendo” l’uomo ad indossare biancheria intima propria dell’altro sesso).»[9]

[modifica] Note

  1. ^ (EN)Cf. DSM-IV & DSM-IV-TR, Paraphilias.
  2. ^ Cf. Manuale Merck di diagnosi e terapia, Parafilie.
  3. ^ a b c Cf. Emmanuele A. Jannini, Andrea Lenzi, Mario A. Maggi, Sessuologia medica. Trattato di psicosessuologia e medicina della sessualità, Milano, Elsevier, 2007, pp. 192ss. ISBN 88-214-2911-3; ISBN 978-88-214-2911-8. Anteprima disponibile su books.google.it.
  4. ^ Cf. Boccadoro L., Carulli S., (2009) Il posto dell'amore negato. Sessualità e psicopatologie segrete (abstract). Edizioni Tecnoprint, Ancona. ISBN 88-955-5403-5; ISBN 978-88-955-5403-7.
  5. ^ (EN)Cf. http://psyweb.com/Mdisord/jsp/sexd.jsp#par.
  6. ^ (EN)Cf. ICD-10, F65.
  7. ^ Cf. DSM-IV, p. 615. Anteprima disponibile su books.google.it.
  8. ^ Cf. Marco Baranello, Parafilie o Perversioni Sessuali, in psicologiapsicoterapia.com. URL consultato il 20-08-2011.
  9. ^ Gargiullo B.C., Damiani R., Gargiullo S., Le parafilie. Nuove categorie diagnostiche. In Italian Journal of Sexual and Reproductive Medicine. Vol. 12, Giugno 2005.

[modifica] Voci correlate

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