Ossitocina
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L'ossitocina è un ormone peptidico prodotto dai nuclei ipotalamici e secreto dalla neuroipofisi.
L'azione principale dell'ossitocina è quella di stimolare le contrazioni della muscolatura liscia dell'utero. Nell'ultimo periodo della gravidanza la responsività dell'utero all'ossitocina aumenta notevolmente e l'ormone esercita un ruolo importante nell'inizio e nel mantenimento del travaglio e del parto.
Altro fondamentale ruolo è quella di stimolo delle cellule dei dotti lattiferi delle mammelle. In tal modo l'ossitocina provoca una contrazione delle cellule muscolari e l'eiezione del latte. Ciò avviene in risposta allo stimolo della poppata.
[modifica] Fisiopatologia
Durante la gravidanza il progesterone iperpolarizza le cellule del miometrio, sopprimendone l'attività contrattile spontanea. Ciò determina una relativa ineccitabilità e una quiescenza elettrica e meccanica.
Durante il parto l'utero ha un aumento di recettori dell'ossitocina indotto dagli estrogeni e sviluppa la sua massima sensibilità all'ossitocina.
Al momento del parto il fondo uterino espleta la funzione di pacemaker e induce delle contrazioni regolari e coordinate che giungono alla cervice.
L'ormone esogeno viene utilizzato per indurre o aumentare il travaglio in caso di scarsa funzionalità della muscolatura uterina, previa amnioressi: in caso di membrane integre si preferisce il dinoprostone.
Dosi elevate di ossitocina esogena interferiscono col flusso ematico attraveso la placenta e possono determinare ipossia del feto e morte.
Le prostaglandine invece sono vasoattive con azione costrittrice, causano cioè necrosi ischemica, e sono uterotoniche, aumentando, quindi, il tono della muscolatura uterina. In Italia non sono commercializzate se non per l'interruzione di gravidanza.
[modifica] Curiosità
I recettori dell'ossitocina si trovano anche nel cervello, nel sistema limbico.
Esperimenti su animali hanno dimostrato l'importanza di tale ormone nell'accoppiamento e nel comportamento nei confronti della prole. Risultano inoltre interessanti recenti studi scientifici che avrebbero dimostrato una correlazione tra maggiore e più efficiente funzionalità dell'encefalo; essa è responsabile per esempio della capacità di empatia e di comprensione dello stato d'animo altrui e di un migliore rapporto con sè e con gli altri con fenomeni di stima ed autostima incrementati, oltre che un agente biologico dell'innamoramento[1]. Per la donna essa regola la funzione uterina e del ciclo mestruale.
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