Testosterone

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Struttura del testosterone

Il testosterone (Nome IUPAC: (8R,9S,10R,13S,14S,17S)-17-idrossi-10, 13-dimetil-1,2,6,7,8,9,11,12,14,15,16, 17-dodecaidrociclopenta[a]fenantren-3-one)

è un ormone steroideo del gruppo androgeno prodotto principalmente dalle cellule di Leydig situate nei testicoli e, in minima parte, sintetizzato nella corteccia surrenale. È presente anche nella donna, come prodotto intermedio della sintesi degli estrogeni. La desinenza -one è dovuta alla presenza di un gruppo chetonico CO sull'atomo C3 del primo anello del carbonio [A] dello steroide. Nell'uomo è deputato allo sviluppo degli organi sessuali (differenziazione del testicolo e di tutto l’apparato genitale) e dei caratteri sessuali secondari, come la barba, la distribuzione dei peli, il timbro della voce e la muscolatura. Il testosterone, nell'età puberale, interviene anche sullo sviluppo scheletrico, limitando l'allungamento delle ossa lunghe ed evitando, in questo modo, una crescita spropositata degli arti.

Nell’uomo adulto, i livelli di testosterone hanno un ruolo fondamentale per quanto riguarda la fertilità, la buona salute e la vitalità; contribuisce a garantire la fertilità, in quanto agisce sulla maturazione degli spermatozoi nei testicoli. Inoltre influenza qualità e quantità dello sperma prodotto, poiché opera sulle vie seminali e sulla prostata, deputate alla produzione di sperma. La produzione giornaliera di testosterone nell'uomo varia dai 5 ai 7 milligrammi ma, superati i 30 anni, tende a diminuire annualmente dell'1%.

Il testosterone regola anche il desiderio, l'erezione e la soddisfazione sessuale: ha, infatti, la funzione di "mettere in sincronia" il desiderio sessuale con l’atto sessuale vero e proprio, regolando l'inizio e la fine dell’erezione del pene. Un deficit di libido (desiderio sessuale) è spesso associato a una disfunzione del testosterone. Ciò è stato evidenziato anche per il desiderio sessuale femminile a seguito della sua diminuzione nel periodo post-menopausale. Il testosterone è utilizzato farmacologicamente sia in uomini che in donne, qualora vi siano alterazioni nei suoi livelli.

Indice

[modifica] Funzioni, variazioni, regolazione del testosterone

Il testosterone è il principale ormone maschile e viene:

  • sintetizzato maggiormente nelle cellule di Leydig interstiziali dei testicoli a partire da molecole di colesterolo.
  • poi trasformato nel fegato in altre sostanze ormonali o decomposto e smaltito tramite i reni.
  • In collaborazione con altri ormoni e neurotrasmettitori regola funzioni metaboliche e sessuali.
Funzioni fisiologiche del testosterone
  • La sintesi testosteronica è notevolmente variabile con l'età:
    • dalla nascita fino all'età di dieci anni è a un livello basso,
    • nell'adolescenza maschile tra i dieci e vent'anni aumenta a scatto
    • mentre diminuisce lentamente tra i trent'anni e la fine della vita.
  • Inltre, a causa di "sfasamenti" di processi metabolici di sintesi e di smaltimento, c'è una grande variazione giornaliera (circadiana)
    • con un marcato minimo verso le ore 1.00 e
    • un massimo tra le ore 6.00 e 13.00
  • Il testosterone ha delle funzioni fisiologiche (assieme ad altri ormoni e fattori) prevalentemente metaboliche e sessuali. I dettagli sono elencati nella tabella accanto.

[modifica] Variazione con l'età

Il testosterone viene sintetizzato già dal feto (a partire dalla sesta settimana di gestazione) in quantità intorno a 0.5 mg/dì. In questo stadio promuove la crescita ossea e muscolare ed è responsabile della differenziazione sessuale.

Sintesi di testosterone ed età
Testosteronemia ed età
  • Aumenta lentamente fino a ca. 1 mg/dì entro i dieci anni di età.
  • Entro i dieci e vent'anni di età (adolescenza maschile) la sintetizzazione aumenta rapidamente fino a raggiungere 5 ... 7 mg/dì per rimanere a questo livello fino a ca. trent'anni.
  • Dopo i trent'anni, la sintetizzazione diminuisce di ca. 2% all'anno fino a raggiungere 3 ... 4 mg/dì all'età di ottant'anni.

Si nota delle differenze individuali di ±15% tra individui poco o molto virili: un maschio poco virile raggiunge a vent'anni una produzione testosteronica → pari a quella che un maschio molto virile dispone ancora a sessant'anni.

Le sieroconcentrazioni non sono "parallele" alla sintesi, perché oltre alla quantità di testosterone sintetizzato subentrano altrettanto complessi meccanismi di trasformazione e di smaltimento metabolico sulla concentrazione ematica.

[modifica] Variazione circadiana

Testosteronemia circadiana

Il testosterone è sintetizzato dalle cellule di Leydig nell' interstizio testicolare a partire dal colesterolo. La maggior parte si lega poi all'albumina e al SHGB (sex hormone-binding globulin) ematica.

La metabolizzazione è caratterizzata da due meccanismi:

  • conversione periferica (negli organi di mira) in DHT (di-hydro-testosterone) ed estradiolo
  • decomposizione nel fegato in diversi metaboliti; congiunzione e smaltimento renale (p.es. come 17-keto-steroide).

Inoltre, a causa di "sfasamenti" di processi di sintesi e di conversione / smaltimento c'è una grande variazione giornaliera (circadiana):

la testosteronemia raggiunge un minimo verso la 1:00 di notte. Poco dopo, la regolazione causa un notevole aumento di sintetizzazione mentre la decomposizione diminuisce, il che fa rapidamente aumentare la testosteronemia fino alle 6:00 ... 12:00. Il pomeriggio prevalgono i processi metabolici decompositori e la testosteronemia si abbassa lentamente fino alla 1:00 di notte.

[modifica] Regolazione della testosteronemia

Regolazione endogena del testosterone

Le cellule di Leydig, stimolate dall'ormone luteo LH proveniente dall'ipofisi, producono il testosterone a partire dal colesterolo nell'interstizio dei testicoli e lo forniscono ai tubuli seminiferi per la regolazione della spermatogenesi.

Una parte viene usata per la sintesi periferica di di-hydro-testosterone e estradiolo, un' altra viene metabolizzata per essere smaltita.

Il testosterone e l'estradiolo in circolazione "frenano" a monte la produzione di ormone luteo LH, ormone follicolostimolante FSH e l'ormone di rilascio di gonadotropine.

Tramite questo circuito regolativo si instaura un ritmo circadiano (giornaliero) di concentrazione di testosterone nel siero ematico.

[modifica] Testosteronemia

[modifica] Metodi di determinazione

Ci sono diversi test ematici per determinare il testosterone totale nel siero, ma i valori sono da usare con prudenza, perché non includono testosterone metabolicamente attivo.

Di contrasto, il testosterone libero è sintomaticamente e diagnosticamente più affidabile. La misurazione diretta è molto costosa e varia notevolmente tra laboratorio e laboratorio. Esiste però una determinazione indiretta tramite un calcolo tra testosterone totale, albumina e SHBG (sex hormone binding globuline).

C'è un piccolo calcolatore sul sito della ISSAM in merito che calcola il testosterone libero e biodisponibile dai valori per testosterone totale e SHBG:

testosterone libero, biodisponibile = f(testosterone totale, albumina, SHBG)

[modifica] Valori di referenza

Non è stato (ancora) stabilito un limite inferiore "normale", bensì è stato raggiunto il seguente accordo tra specialisti:

Visto le forti variazioni circadiane, è presumibile che i campioni siano rilevati in mattinata (anche se non è definito nella letteratura a cui si è fatto riferimento).

Testosterone totale Testosterone libero
> 12 nmol/l (346 ng/dl) > 250 pmol/l (72 pg/ml) Abbondanza
< 8 nmol/l (231 ng/dl) < 180 pmol/l (52 pg/ml) Mancanza

[modifica] Cura di ipotestosteronemia

risp. di ipogonadismo in maschi

La sostituzione di testosterone ha una triste fama perché fu (ed è) usata come "doping" da sportivi di competizione e "body-builder", perché aumenta i globuli rossi (e quindi la capacità respiratoria) e il tessuto muscolare. Gli effetti collaterali a lungo si dimostrarono devastanti, perché venne somministrato inutilmente, a massicci sovradosaggi, orale o per iniezione e senza rispettare i ritmi circadiani. Questo portava sì agli effetti muscolari desiderati ma anche ad una marcata effeminazione e impotenza / infertilità (perché l'eccedente testosterone viene trasformato in estradiolo) e al cedimento di sintesi testosteronica da parte delle cellule di Leydig con tutti sintomi di una testosteronpenia (depressioni, ...) irrevocabile.

Una sostituzione a regola d'arte invece può portare beneficio a uomini con un basso livello di testosterone (come si incontra frequentemente in età avanzata). Sono da rispettare le seguenti regole:

  1. prescrizione da un medico dopo una chiara diagnosi di ipotestosteronemia e la determinazione di un dosaggio ragionevole (normalmente tra 25 ... 100 mg/dì)
  2. uso di un gel transdermico. Cave! niente pastiglie o iniezioni!
  3. applicazione mattutina sul basso ventre e testicoli per disturbare il meno possibile la sintesi naturale.

[modifica] Cenni storici

Già gli antichi egizi effettuarono studi sugli effetti terapeutici e sui poteri procurati dai testicoli;[1] Plinio il Vecchio definì utile per un rafforzamento sessuale, il pene di asino intriso di olio; non solamente nel bacino mediterraneo gli studi medici e fisiologici prosperavano dato che anche in India, intorno al II secolo a.C. il noto medico Susruta nei suoi testi ayurvedici consigliò per la cura dell'impotenza, l'ingestione di sostanze testicolari. Il medico persiano del VIII secolo d.C. Johannes Mesuè il Vecchio indicò un peculiare estratto testicolare per migliorare il desiderio sessuale.

Facendo un balzo in avanti e arrivando ai tempi moderni, dapprima il fisiologo francese Claude Bernard, nel 1855 e soprattutto il suo connazionale Charles Brown-Sequard, nel 1889, formularono l'ipotesi della secrezione endogena integrativa per consentire una organoterapia; non è un caso se Brown-Sequard viene considerato uno dei padri della endocrinologia moderna, dato che intuì l'esistenza di sostanze in grado di svolgere il compito di controllori e di regolatori fisiologici, per di più secrete dall'organismo stesso.[1] Brown-Sequard diffuse gratuitamente vari campioni di liquido estratto dai testicoli di cani e di altre cavie e grazie a questo impulso l'ambiente medico-scientifico in tutto il mondo si attivò in ricerche che portarono il futuro Nobel Fritz Pregl, verso la fine del XIX secolo, a esperimenti atti a verificare il miglioramento delle prestazioni fisiche indotto da sostanze testicolari.

I primi trapianti testicolari vennero effettuati intorno al 1913 e nel 1918 il chirurgo Loe L. Stanley incominciò una lunga serie di interventi sui suoi particolari pazienti, i detenuti del carcere di San Quentin in California arrivando a favorevoli conclusioni sul benessere apportato ai suoi malati.[1]

Negli anni trenta vari gruppi di ricerca si impegnarono nella scoperta dei fattori androgenici presenti nei testicoli: tra i primi vi furono, nel 1935 l'équipe di Ernst Laqueur che pubblicò Sull'ormone maschile cristallino dei testicoli, quella di Leopold Ruzicka (Nobel) con l'articolo Sulla preparazione artificiale dell'ormone testicolare testosterone, e quella di Adolf Butenandt (Nobel) con il resoconto Un metodo per preparare il testosterone dal colesterolo.[1]
Da questo momento iniziò l'era dell'utilizzo del testosterone sintetico.

[modifica] Note

  1. ^ a b c d "La storia del testosterone", di John M.Hobermann e Charles E.Yesalis", pubbl. su "Le Scienze (American Scientific)", num.320, aprile 1995, pag.72-79

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

  • hmseuro: Georges Debled: MALADIES DU VIEILLISSEMENT ET MAINTENANCE DE LA SANTÉ
  • tulane.edu: The Hormones : Androgens
  • urologycentre: Measurement of Testosterone level
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