Melatonina
| Melatonina | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| N-[2-(5-metossi-1H-indol-3-il)etil]etanammide | |
| Identificatori | |
| Numero CAS | |
| Codice ATC | N05 |
| PubChem | |
| DrugBank | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula | C13H16N2O2 |
| MM | 232,278 |
| Dati farmacologici | |
| Categoria farmacoterapeutica | |
| Teratogenicità | |
| Modalità di somministrazione |
|
| Dati farmacocinetici | |
| Biodisponibilità | 30 – 50% |
| Metabolismo | epatico via CYP1A2 mediato dal 6-idrossilatione |
| Emivita | 35 - 50 minuti |
| Escrezione | urine |
La melatonina, chimicamente N-acetil-5-metossitriptammina, è un ormone prodotto da una ghiandola posta alla base del cervello, la ghiandola pineale (o ipofisi), agisce sull'ipotalamo ed ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia.
Indice |
[modifica] Avvertenze
Patologie autoimmuni: poiché i dati di letteratura relativi all’impiego della melatonina in pazienti con malattie autoimmuni (es. artrite reumatoide, sclerosi multipla, morbo di Crohn) sono insufficienti, l’uso dell’ormone non è raccomandato [1].
Insufficienza renale: somministrare la melatonina con cautela in pazienti con insufficienza renale (non sono disponibili studi di letteratura relativi a farmacocinetica ed efficacia clinica dell’ormone in pazienti con nefropatia) [1].
Insufficienza epatica: l’impiego di melatonina nei pazienti con insufficienza epatica non è raccomandato. I pazienti con insufficienza epatica presentano infatti elevati livelli di melatonina endogena nelle ore diurne per ridotta metabolizzazione [1].
Attività che richiedono attenzione e coordinazione: i pazienti che assumono la melatonina devono svolgere con cautela attività che richiedono attenzione e coordinazione costante e prolungata, perché per la sua stessa attività di promozione del sonno, l’ormone potrebbe diminuire la capacità di attenzione o indurre sonnolenza [1].
Età pediatrica: data l’insufficienza di dati di letteratura relativi all’impiego della melatonina nei bambini, non è raccomandata la somministrazione dell’ormone in questa classe di pazienti [1].
Gravidanza: non sono disponibili sufficienti dati di letteratura relativi all’esposizione di melatonina esogena in donne in gravidanza. Sebbene in vivo non siano stati riscontrati effetti tossici in studi su gravidanza, sviluppo embriofetale, parto e post-parto, la somministrazione di melatonina in gravidanza non è raccomandata [1].
Allattamento: poiché la melatonina viene escreta nel latte materno, non è raccomandato il suo uso nelle donne che allattano [1].
Lattosio: la presenza di lattosio come eccipiente rappresenta una controindicazione in caso di problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lapp lattasi, sindrome di malassorbimento glucosio-galattosio [1].
[modifica] Storia
La melatonina è coinvolta nel meccanismo con il quale alcuni anfibi e rettili cambiano il colore della propria pelle e pertanto fu scoperta in relazione a questo suo ruolo biologico[2][3] Già nel 1917, McCord e Allen avevano notato (J Exptl Zool, 1917) che l'estratto delle ghiandole pineali delle mucche schiariva la pelle delle rane[4]. Il professore di dermatologia Aaron B. Lerner con i colleghi della Università di Yale, nella speranza che la sostanza presente nella ghiandola pineale potesse essere utile nel trattamento delle affezioni della pelle, isolarono l'ormone dall'urina di topo[5] e lo chiamarono melatonina nel 1958[6].
Verso la metà degli anni Settanta Lynch et al. dimostrarono[7] che la produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale umana segue un ritmo circadiano. La scoperta delle proprietà antiossidanti della melatonina è del 1993[8]. Il primo brevetto per il suo impiego a basse dosi nel trattamento dell'insonnia fu accordato a Richard Wurtman del MIT nel 1995[9]. Nello stesso periodo la melatonina apparve frequentemente sulla stampa, anche e soprattutto non settoriale, come possibile trattamento per varie malattie[10]. La melatonina faceva parte della discussa terapia Di Bella. Su un editoriale del 2000 apparso sul New England Journal of Medicine si sosteneva che "l'enfasi ed i cosiddetti poteri miracolisi attribuiti alla melatonina alcuni anni fa hanno reso un grande disservizio alla ricerca scientifica in un campo di reale importanza per la salute umana. [...] La nostra società, con i suoi ritmi caotici e la mancanza di luce naturale potrebbe comunque trarne benefici sostanziali"[11].
[modifica] Definizione
Propriamente, la melatonina non sarebbe un ormone perché, diversamente dagli altri ormoni e organi di secrezione:
- è secreta anche da altri organi (quali ipofisi, tiroide, surrenali, gonadi) e non solo dalla pineale;
- se si asporta la ghiandola pineale, la melatonina circolante non scompare, come invece accade quando sono rimosse le ghiandole endocrine citate al punto precedente;
- non esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina;
- provoca effetti da sovradosaggio pressoché nulli.
[modifica] La melatonina come regolatore sonno-veglia
La melatonina viene sintetizzata o secreta di notte dalla ghiandola pineale; poco dopo la comparsa dell’oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino. L’esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente.
A dosi farmacologiche la melatonina sembra poter risincronizzare l’orologio biologico interno in caso di variazioni indotte da repentini cambi di fuso orario.
A conferma di questo ruolo dell’ormone un recente editoriale del British Medical Journal ha preso in considerazione una metanalisi di 10 trial randomizzati controllati in cui la melatonina è stata messa a confronto con un placebo in viaggiatori di lunghe percorrenze. Ben 8 di questi studi hanno rilevato che questo ormone si dimostra realmente efficace nell’alleviare gli effetti del jet lag.
Bastano – secondo i ricercatori – dai 2 ai 5 milligrammi di questa sostanza, quando si va a letto il primo giorno dopo il viaggio e nei successivi due-quattro giorni, per assestare i propri ritmi sul nuovo fuso orario.
[modifica] Effetti antiossidanti
Dal 1992 furono avviate ricerche per dimostrare anche un altro effetto importante della melatonina, ovvero la forte riduzione dei radicali liberi. Date le proprietà della melatonina di essere sia idrosolubile che liposolubile (proprietà rara in natura), la molecola è in grado di diffondere in ogni parte dell'organismo, superando persino la barriera ematoencefalica del cervello e quella placentare, proteggendo dunque qualsiasi cellula del corpo. Ciò la rende di gran lunga versatile ed è la più potente rispetto agli antiossidanti conosciuti.
Non è dimostrato che la molecola generi radicali liberi (come invece farebbe la vitamina C, noto antiossidante idrosolubile, se esposta a ferro allo stato libero).
Inoltre, la melatonina è presente in concentrazioni relativamente elevate nel nucleo cellulare, associandosi strettamente alla molecola di DNA: pur non conoscendosi la modalità di questo legame, si è scoperto che la melatonina possiede una capacità senza pari di proteggere le molecole di DNA dai radicali liberi. Risulta dunque essere un fattore chiave nella prevenzione del cancro.[12]
[modifica] Legislazione
Anche per i bassi effetti collaterali da sovradosaggio, la melatonina in Italia è venduta in erboristeria e al supermercato, senza prescrizione medica.
La melatonina fino alla dose di 5mg/die in Italia è considerata integratore alimentare. A livello comunitario la legislazione non è univoca, in Francia per esempio è considerata farmaco. La legislazione sui brevetti di vari stati europei (fra i quali l'Italia), in cui vige il principio per il quale le sostanze naturali non sono brevettabili , rende poco remunerativa la registrazione come farmaco della melatonina, dato che chiunque potrebbe copiarlo immediatamente. La mancata registrazione nel prontuario farmaceutico per il principio della libertà di cura non ne vieta la prescrizione medica, ma ne rende assente il mercato e concretamente difficile il reperimento.
[modifica] Effetti collaterali
Anche se erroneamente ritenuto il contrario, gli effetti collaterali della melatonina non sono propriamente nulli: negli ultimi anni vari culturisti professionisti e svariate riviste d'informazione sportiva credono nella possibilità, supportata da alcuni studi scientifici, che dosi fra 0,5 mg e 3 mg di melatonina assunta di giorno 30-60 minuti prima dell'allenamento, aumentino i livelli di ormone della crescita, senza dare effetti collaterali, che di solito vengono riconosciuti in irritabilità e sonnolenza. Eventuali benefici sono visibili se un medico determina dosi e tempi di assunzione della sostanza.
La melatonina diminuisce il rilascio di GnRH, per questo motivo diminuisce la sintesi di testosterone e quindi la libido.
Assunta per periodi prolungati, la melatonina può avere effetto depressivo nei soggetti predisposti[13]; inoltre può inibire l'ovulazione proprio a causa della sopressione del rilascio di GnRH che essa causa [14].
[modifica] Note
- ^ a b c d e f g h Pharmamedix: Melatonina http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Melatonina&vo=Avvertenze
- ^ Filadelfi, Ana Maria Caliman, Castrucci, Ana Maria de Lauro (1996). Comparative aspects of the pineal/melatonin system of poikilothermic vertebrates. Journal of Pineal Research 20 (4): 175–86. DOI:10.1111/j.1600-079X.1996.tb00256.x.
- ^ Sugden, David, Davidson, Kathryn; Hough, Kate A;Teh, Muy-Teck (2004). Melatonin, Melatonin Receptors and Melanophores: A Moving Story. Pigment Cell Research 17 (5): 454–60. DOI:10.1111/j.1600-0749.2004.00185.x.
- ^ Paul M. Coates; Marc R. Blackman; Gordon M. Cragg; Mark Levine; Joel Moss; Jeffrey D. White, Encyclopedia of dietary supplements, CRC Press, 2005, pp. 819. 9780824755041 URL consultato il 16 febbraio 2012.
- ^ Hing-Sing Yu; Russel J. Reiter, Melatonin: Biosynthesis, Physiological Effects, and Clinical Applications, CRC Press, 1993, pp. 550. 9780849369001
- ^ (1960). Isolation of melatonin and 5-methoxyindole-3-acetic acid from bovine pineal glands. The Journal of biological chemistry 235: 1992–7 (in inglese).
- ^ Lynch, H., Wurtman, R. Moskowitz, M. Archer, M. Ho, M. (1975). {{{titolo}}}. Science 187 (4172): 169–71. DOI:10.1126/science.1167425.
- ^ Tan, D. X., Chen, L. D. Poeggeler, B. Manchester, L. C. Reiter, R. J. (1993). Melatonin: a potent, endogenous hydroxyl radical scavenger. Endocrine J 1: 57-60 (in inglese).
- ^ Methods of inducing sleep using melatonin Brevetto USA #5449683
- ^ "There is very little evidence in the short term for toxicity or undesirable effects in humans. The extraordinary “hype” of the miraculous powers of melatonin in the recent past did a disservice to acceptance of its genuine benefits." Arendt, J. (2005). Melatonin: Characteristics, Concerns, and Prospects. Journal of Biological Rhythms 20 (4): 291-303. DOI:10.1177/0748730405277492.
- ^ "The hype and the claims of the so-called miraculous powers of melatonin several years ago did a great disservice to a scientific field of real importance to human health. (...) Our 24-hour society, with its chaotic time cues and lack of natural light, may yet reap substantial benefits." Arendt (2000). Melatonin, Circadian Rhythms, and Sleep. New England Journal of Medicine 343 (15): 1114–6. DOI:10.1056/NEJM200010123431510.
- ^ Dal libro "Melatonina: l'ormone cha allunga la vita" di Russel J.Reiter
- ^ Force RW, Hansen L, Bedell M - Psychotic episode after melatonin; Ann. Pharmacother., 1997; 31: 1048; Physicians' Desk Reference, 340;
- ^ Voorduow BC, Euser R, Verdonk RE et al., Melatonin and melatonin-progestin combinations alter pituitary-ovarian function in women and can inhibit ovulation; J. Clin. Endocrinol. Metab. 1992; 74:108-117
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