Insonnia

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L'insonnia, tacuinum sanitatis casanatensis (XIV secolo)

L'insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato dall'impossibilità di addormentarsi o di dormire per un tempo ragionevole durante la notte.

Coloro che soffrono di insonnia di solito lamentano di non essere in grado di dormire che per pochi minuti alla volta o di agitarsi nel letto durante la notte. Se l'insonnia continua per più di alcune notti di seguito può divenire "cronica" e causare un deficit nel sonno che è estremamente nocivo per la salute dell'insonne. L'insonnia altera il naturale ciclo del sonno, ciò può risultare difficile da restaurare. Alcuni insonni non saggiamente continuano a lamentarsi sebbene cerchino di dormire nel pomeriggio o nella prima serata col risultato di ritrovarsi all'ora di dormire molto vigili aggravando l'insonnia. Altri spingono il loro corpo fino ai propri limiti, sin quando la mancanza di sonno causa gravi problemi fisici e mentali.

Indice

[modifica] Le più comuni forme di insonnia cronica

[modifica] Apnea durante il sonno

Per approfondire, vedi le voci Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e Apnea centrale nel sonno.

Ciò accade quando durante il sonno la respirazione si interrompe, interrompendo il sonno. Con la forma ostruttiva dell'apnea durante il sonno alcuni muscoli dell'apparato respiratorio perdono il loro tono e collassano. I malati di Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) spesso non ricordano quanto avviene, ma lamentano una forte sonnolenza diurna. L'apnea centrale avviene quando il sistema nervoso centrale interrompe lo stimolo a respirare, allora l'individuo è costretto a svegliarsi per ricominciare a respirare. Questa forma di apnea è spesso collegata a condizioni cerebro-vascolari, collasso cardio-circolatorio e invecchiamento precoce.

[modifica] Restless Leg Syndrome (RLS) e Periodic Limb Movement (PLM)

Per approfondire, vedi la voce Sindrome delle gambe senza riposo.

Sindrome della gamba irrequieta e Movimenti periodici dell'arto - I sintomi di RPS e PLM sono spesso descritti come un formicolio o un brivido avvertito alle gambe che creano un forte necessità di muoverle. L'individuo si muove continuamente nel letto nel tentativo di alleviare questa sgradita sensazione, causando veglia e di conseguenza mancanza di sonno. Fortunatamente le terapie per questi disordini sono efficaci in oltre il 90% dei casi. è un disturbo psichiatrico che va trattato

[modifica] Phase Shift Disorder

Questo avviene quando l'orologio biologico di una persona non obbedisce al normale ciclo del sonno notturno e veglia diurna. Spesso avviene in soggetti che effettuano regolarmente viaggi lungo diversi fusi orari, poiché il sorgere e tramontare del sole non coincide più col concetto interiore del soggetto, ed è riscontrabile in soggetti che lavorano essenzialmente di notte. Vedi anche: Ritmo circadiano e jet lag.

[modifica] Parasonnia

Questo include un numero di disordini di sveglia improvvisa che includono incubi, sonnambulismo, comportamento violento durante il sonno e disturbi della fase R.E.M., nel quale una persona muove il proprio corpo per assecondare ciò che sta sognando. Queste condizioni, eccetto il sonnambulismo, possono essere curate con successo attraverso interventi medici o di uno specialista del sonno.

[modifica] Meteoropatia

Disturbo psicosomatico per eccellenza è la meteoropatia, che si manifesta sia con la depressione che con l’ansia[1]. Pare legato alla concentrazione di ioni negativi e positivi nell'atmosfera, specialmente prima di un temporale[2]. I soggetti che riescono ad avvertire tale cambiamento di concentrazione atmosferica di cariche elettriche si sottostima siano almeno il 20 % della popolazione (1 uomo su 5)[3]. Alternativamente potrebbe dipendere da una variazione di pressione atmosferica. Oppure potrebbe essere una combinazione delle cause testè citate. Esistono aree dell'ipotalamo, del mesencefalo, dell'ippocampo e del sistema limbico sensibili sia ai campi magnetici, che ai campi elettrici, nonchè alla pressione atmosferica. Geneticamente, alcuni soggetti possono aver un numero di questi neuroni maggiore, oppure più ricco di connessioni sinaptiche, tali da rendere l'intero sistema nervoso vegetativo maggiormente sensibile alle variazioni atmosferiche[4]. Il sintomo tipico di chi non sopporta il cambio di stagione autunnale è quello di svegliarsi con un senso di stanchezza e incapacità ad affrontare la giornata. Nel dettaglio, generalmente, i metereopatici soffrono di una specie di sonnolenza e di torpore dai caratteri simili ad una narcosi improvvise quando il tempo atmosferico volge al peggioramento (Bassa pressione). Viceversa, tendono all'ipereccitabilità ed all'insonnia quando il tempo atmosferico volge al miglioramento (alta pressione)[5]. L'influenza del tempo atmosferico sulle cellule nervose ed i suoi neurotrasmettitori potrebbe quindi essere intesa come stimolo esterno dato da temperatura, umidita', pressione, luce, etc. che in un certo modo influenzano il metabolismo dei neurotrasmettitori. Lo sbilanciamento di queste sostanze chimiche è anche alla base dei sintomi legati al momento depressivo, quali mal di testa, fatica ed insonnia, per citare i più comuni[6].

[modifica] Eziologia

L'insonnia è un comune effetto collaterale di alcuni farmaci, e può essere causata da stress, sconvolgimenti psicologici, malattie fisiche o mentali, allergie alimentari e scadente igiene del sonno (andare a letto nei momenti sbagliati, uso di eccitanti, visione di film particolarmente "forti" prima di andare a dormire, etc. etc.). L'insonnia è caratteristica nelle persone affette da disturbo bipolare, e può essere un sintomo di iper-tiroidismo, depressione o uso di alimenti con effetti stimolanti (caffè, cacao, etc. etc.). Inoltre una rara condizione genetica causata da un prione conduce ad una forma letale di insonnia chiamata Insonnia familiare fatale. Tale sindrome è simile al morbo di Creutzfeldt-Jakob, cioè alla malattia indotta dall'ingestione di carni di bovini affetti dal morbo della mucca pazza.


[modifica] Trattamenti per l'insonnia

Esiste un grande numero di rimedi per l'insonnia, alcuni dei quali derivanti da tradizioni popolari antiche, altri frutto delle moderne ricerche farmacologiche o psichiatriche.

[modifica] Trattamenti naturali

Molti insonni si affidano a sonniferi o altri sedativi per cercare di riposare. Altri usano erbe quali: valeriana, camomilla (anche se da studi di omeopatia risulta essere un eccitante), lavanda, luppolo, passiflora, escolzia, biancospino.

Alcuni rimedi tradizionali per l'insonnia includono il bere latte tiepido prima di andare a dormire, fare un bagno caldo nella sera, un forte esercizio fisico per mezz'ora nel pomeriggio, mangiare molto a pranzo e fare una cena leggera tre ore prima di addormentarsi, evitare attività stimolanti nelle ore serali e, paradossalmente, svegliarsi presto al mattino e andare a letto in un orario consono.

Nella medicina popolare cinese i medici hanno curato l'insonnia per migliaia di anni. Un approccio tipico può essere l'agopuntura, una dieta e un'analisi dello stile di vita, l'erboristeria o altre tecniche, con lo scopo di ribilanciare le energie del corpo per risolvere il problema in maniera delicata. Sebbene possano apparire dalla dubbia scientificità, molti di questi rimedi si sono dimostrati nel tempo, sufficienti ad interrompere il ciclo di insonnia evitando l'utilizzo di sedativi o sonniferi. Il latte tiepido contiene alti livelli di triptofano, un sedativo naturale. L'olio di lavanda ed altri olii essenziali possono aiutare ad indurre uno stato di rilassamento.

I soggetti che soffrono di insonnia non correlabile ad alcun disturbo organico o neurologico specifico, riescono a trovare un trattamento valido nella psicoterapia, andando ad affrontare quelle cause di stress, ansia o depressione che provocano tale disturbo, anche senza l'ausilio di farmaci ipnotici o, nello specifico, delle benzodiazepine, che possono indurre ad una forte dipendenza e che provocano un peggioramento generale dei sintomi in caso di brusca sospensione.[1]

  • Coloro che soffrono di insonnia dovrebbero evitare del tutto la caffeina. Essa è spesso causa di insonnia, a causa degli effetti eccitanti sul sistema nervoso periferico, nonché di quelli sul sistema cardiocircolatorio. La caffeina è presente in tè, caffè, yerba mate (Ilex paraguaiensis), guaranà, cacao, noce di cola (quindi tutte le bevande a base di cola come Pepsi Cola, Coca-Cola, Virgin Cola etc. etc.) è presente, perlopiù come sostanza aggiunta, nei cosiddetti energy-drink quali la Red Bull e simili, nelle barre di cioccolato ed altri dolciumi.
  • L'ambiente in cui si dorme dovrebbe essere idoneo al riposo. Molta gente è molto sensibile alla luce, alcuni altri ai rumori. La camera da letto dovrebbe essere al buio e silenziosa.
  • Adoperarsi per una corretta igiene del sonno. Non usare il letto per altre attività oltre al sonno. Leggere, scrivere o guardare la televisione o altre attività nel letto, diminuiscono l'associazione letto-sonno. Allo stesso modo bisognerebbe mantenere un orario regolare del ciclo sonno veglia andando a letto sempre allo stesso orario e non dormire durante il giorno.
  • L'apnea notturna può essere causa di insonnia. Una visita medica aiuterà nella diagnosi o cura dell'apnea notturna, una risposta definitiva si può ottenere da un esame presso i laboratori del sonno.
  • Talvolta la mancanza di sonno è sintomo di un problema emotivo non trattato. Se una persona è infelice del proprio stile di vita, o sta rimandando problemi la cui soluzione è inderogabile, ciò può determinare disturbi del sonno. Come il corpo necessita di nutrimento, ognuno ha delle necessità sociali ed ambientali. Talvolta delle attività sociali possono aiutare.
  • Pazienti depressi possono soffrire di insonnia. A volte i medici possono curarli cambiando o aggiungendo farmaci.
  • Nella tradizione Buddista, ai sofferenti di insonnia o di incubi viene suggerita la pratica della meditazione o di gentilezza (Mettā). La pratica di essere amorevoli e bendisposti nei confronti di ogni essere può avere un effetto lenitivo e calmante nella mente e nel corpo. Nella Mettā Sutta, il Budda afferma che addormentarsi facilmente è uno degli undici benefici di tale forma di meditazione.
  • Allergie latenti, quale quella ai latticini, possono produrre disturbi del sonno. Altri sintomi possono essere molto leggeri come il naso chiuso. Un nutrizionista può creare una dieta adatta insieme ad ulteriori consigli.
  • Se una sveglia è stata puntata bisogna evitare di guardarla, eventualmente coprendone il display. Ciò evita calcoli mentali sulla quantità di sonno perduta sino a quel momento e sulla quantità di sonno rimasta prima del suono della sveglia. Accettare che la quantità di sonno può essere ottenuta solo dormendo e non mentre si aspetta di dormire può essere benefico.

[modifica] Trattamenti farmacologici

Esistono diverse categorie di farmaci e psicofarmaci che, a causa del loro forte effetto tranquillante vengono prescritte per la cura sintomatica dell'insonnia, specialmente nei casi più gravi.

I farmaci ipnotici più comunemente prescritti per l'insonnia sono le benzodiazepine. Queste includono farmaci come il diazepam (presente in Italia sotto diversi nomi, tra i quali Valium), il lorazepam (venduto in Italia col nome Tavor), il nitrazepam (Mogadon) ,il temazepam (Normison) e il flunitrazepam (Roipnol)

Negli anni '90 sono stati introdotti nel mercato farmaceutico i cosiddetti Farmaci Z (tra cui Zolpidem, Zoplicone) ovvero imidazopiridine che non hanno le controindicazioni delle benzodiazepine (sonnolenza diurna) e sembrano indurre un sonno più fisiologico e più simile al sonno naturale. Inoltre sembra che possano essere usati senza creare spiacevoli assuefazioni, non creando dipendenza e tolleranza (ovvero la necessità di aumentare la dose del farmaco nel tempo)[senza fonte].

Di più recente arrivo sul mercato farmaceutico le pirazolopirimidine che sembra possano essere utilizzate per lunghi periodi di tempo, nella cura di insonnia cronica. Uno studio presentato a Londra durante il recente Congresso Europeo di Neuropsicofarmacologia ha dimostrato che ad esempio lo Zaleplon continua ad essere efficace anche dopo un anno senza dare sintomi d'astinenza alla sospensione del farmaco.

Studi medici recenti hanno confermato l'utilità dell'ormone melatonina nel ripristino di un sonno regolare nelle sue fasi [2]. In Italia esso non è considerato propriamente un farmaco, bensì un integratore, in quanto la sostanza è già prodotta dall'ipofisi nel nostro organismo, proprio per regolare il ritmo sonno-veglia. Allo stato attuale degli studi sulla sostanza non sono stati rilevati effetti collaterali o da overdose, presenti in gran parte dei farmaci ansiolitici, anche in seguito a somministrazioni nell'ordine delle migliaia di volte la dose ottimale.[3] In particolare, la melatonina non provoca lo stordimento e il calo di attenzione al risveglio, tipici di altre categorie di farmaci. Il prof. Luigi Di Bella è stato uno dei maggiori studiosi di melatonina a livello mondiale.[4]


[modifica] Note

  1. ^ http://www.benessereblog.it/tag/metereopatia
  2. ^ http://www.faqmedicina.com/2008/11/ciclonopatia-detta-anche-metereopatia.html
  3. ^ Roberto Gualtierotti: "Elementi di idrologia medica per il corso di idrologia e climatologia medica"; 1974; Edizioni della Libreria dello studente (Milano);LCCN: 75596122; LC: RM811 .G92
  4. ^ http://counseling.forumattivo.com/link-avvisi-esterni-f18/la-metereopatia-t141.htm#219
  5. ^ http://www.medicina33.com/articolo-304-disturbi-metereopatia-depressione-psichica-fisica-astenia-ipotensione-cefalea.html
  6. ^ http://www.itb.it/piazzanapoli/ambulat/metereo.htm

[modifica] Bibliografia

  • Block V, Hennevin E, Leconte P., In Sleep, dreams and memory, NY Spectrum 1981. pp 1-18
  • Drucker-Colin R., The function of sleep, Academic Press NY 1979
  • Jouvet M., Handbook of Psychobiology, Academic press, NY 1975
  • Bruni O., Principi di medicina del sonno in età evolutiva, Mediserve 2000
  • Dement W., Il sonno e i suoi segreti, Baldini Castoldi Dalai, MILANO 2004
  • Charles M.Morin, Colin A.Espie, Insonnia - Guida alla valutazione e all'intervento psicologico, McGraw-Hill ,MILANO 2004
  • Gerard T.Lombardo, Dormire per vivere -Un manuale pratico per combattere i disturbi del sonno, Casa Editrice Corbaccio - Milano 2007
  • Eluned Summers-Bremner, 'Insonnia -Una storia culturale, Donzelli virgola - Roma 2008

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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