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Marchese de Sade

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« Sfortunatamente devo descrivere due libertini; aspettati perciò particolari osceni, e scusami se non li taccio. Ignoro l'arte di dipingere senza colori; quando il vizio si trova alla portata del mio pennello, lo traccio con tutte le sue tinte, tanto meglio se rivoltanti; offrirle con tratto gentile è farlo amare, e tale proposito è lontano dalla mia mente. »
(Marchese de Sade, Aline e Valcour - Ventitreesima lettera: Déterville a Valcour)
Il Divin Marchese a circa 20 anni di età, ritratto da Charles Amédée Philippe van Loo. Si tratta dell'unico ritratto contemporaneo pervenuto.

Il conte Donatien-Alphonse-François de Sade, (pronuncia francese [dɔna'sjɛ̃ al'fɔ̃s frɑ̃'swa də sad]), conosciuto anche come D.A.F. de Sade, Marchese de Sade, Divin marchese, o semplicemente De Sade o Sade (Parigi, 2 giugno 1740Charenton-Saint-Maurice, 2 dicembre 1814), è stato uno scrittore, filosofo, poeta, drammaturgo, saggista, aristocratico, criminale e politico rivoluzionario francese, delegato della Convenzione nazionale.

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Autore di tutta una serie di classici della letteratura erotica, ma anche di drammi teatrali, testi vari e saggi filosofici, molti dei quali scritti mentre si trovava in prigione, la sua opera e il suo pensiero lo hanno fatto considerare un esponente dell'ala estremista del libertinismo, nonché dell'Illuminismo più radicale e materialista.

Il suo nome è all'origine del termine sadismo, atteggiamento che emerge dai suoi romanzi, incentrati sulla descrizione di comportamenti sessuali trasgressivi e perversi, quelli che saranno chiamati sadomasochismo, oltre che su scene di esplicita violenza e sui temi filosofici della ricerca del piacere, consistente nel soddisfare gli istinti naturali (in Sade spesso derivanti dall'esercitare la crudeltà a fini sessuali), dell'ateismo e del rifiuto verso ogni forma di autorità costituita.[1]

Durante la sua vita Sade venne accusato (con l'assenso della sua famiglia) di vari reati, come pratiche di violenza sessuale, sodomia, tentativi di avvelenamento e condotta immorale (legati alle vicende dette "affare di Arcueil" o caso di Rose Keller, e "affare di Marsiglia"), ma venne riconosciuto colpevole solo di "libertinaggio" (cioè condotta sessuale illegale) e produzione di materiale pornografico. Fu perseguito prima dal regime monarchico, poi, in quanto nobile, dalla Rivoluzione francese (a cui aveva aderito) e infine anche dal governo napoleonico.

Passò molti anni della sua vita, a causa di una lettre de cachet e di varie disposizioni successive, prima in carcere - tra cui alla Bastiglia per qualche anno - ed infine all'"albergo dei pazzi", dove scrisse molte delle sue opere più celebri. Per molto tempo ritenuto un autore immorale o di scarso valore, e quindi dimenticato, è stato rivalutato e riscoperto solo nel XX secolo a opera del surrealismo, della psicoanalisi e dell'esistenzialismo.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« Donathien-Alphonse-Francois , marchese de Sade, famoso per le sue disgrazie e per il suo genio, che avrà l'onore di illustrare l'antica casata col più nobile dei titoli, quello delle lettere e del pensiero, e che lascerà ai suoi discendenti un nome veramente insigne[3].. »
Il blasone dei Sade con l'aquila imperiale a due teste, ottenuto da Elzéar de Sade su concessione dell'imperatore Sigismondo nel 1416.

La nascita e la giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Marie Eleonore de Maille de Carman, madre del Marchese.

De Sade nacque nell'palazzo dei Condé a Parigi, residenza dei principi Borbone-Condé . La casata è una delle più antiche della Provenza, suo padre era Jean-Baptiste François Joseph de Sade, che annoverava fra i suoi antenati Laura de Noves, la bella cantata da Francesco Petrarca nel suo Canzoniere (Petrarca), moglie di Hugues III de Sade e morta di peste nel 1348 (è sepolta ad Avignone).

Sua madre, Marie Elénore de Maillé de Carman, di sangue borbone e nipote del cardinale Richelieu, era gentildonna di camera, damigella d'onore e dama di compagnia di Carolina d'Assia-Rotenburg Principessa di Condé. Un primo figlio, una femmina, era già nato nel 1737, Caroline, ma vivrà solo due anni; nel 1746 nascerà una sorella, Marie-Francoise, che però morrà poche settimane dopo la nascita[4].

Essendo assenti sia il padre, lontano per un'ambasceria a Colonia, sia i padrini designati - nonno materno nonna paterna - viene a tenuto a battesimo da due domestici, nella chiesa di Saint-Sulpice[5], con dei nomi non conformi ai desideri di famiglia; la madre aveva difatti ordinato di chiamarlo Louis-Aldonse-Donatien, ma il primo fu dimenticato e sostituito con uno dei nomi del padre, Francois, mentre Aldonse si tramutò in Alphonse[6].

Il Conte Jean-Baptiste de Sade, padre del Marchese

Donatien trascorse la sua primissima infanzia fino al 1744 a casa Condé, dove venne allevato insieme con il principino Luigi-Giuseppe di Borbone-Condé, di quattro anni maggiore. Quando Donatien ha quattro anni Marie Eleonore dovette lasciare l'impiego presso la principessa per accompagnare il marito in viaggio a cui lo costringe il suo status diplomatico al servizio del principe elettore di Colonia[7]. Il bambino verrà pertanto inviato dapprima nel palazzo avignonese di famiglia - al castello di Saumane-de-Vaucluse - ove risiedette presso la nonna paterna, per poi trasferirsi presso lo zio paterno Jacques-Francois-Paul-Alphonse de Sade.

Il "bambino biondo", unico erede maschio della famiglia, viene a quel punto di volta in volta conteso anche dalle cinque zie paterne, tra cui v'erano due badesse di convento e due monache semplici; ma lo zio, un signore curioso di storia ed antichità riuscirà infine ad imporsi sulle sorelle. Questi, amico del filofoso Voltaire, oltre che storico e letterato - scrittore e commentatore delle opere petrarchesche - era anche un famoso libertino nonché abate di Ébreuil; egli subentrò dunque dell'educazione del nipote incaricandosi di assicurargli i primi rudimenti dell'istruzione, nel monastero benedettino di Saint-Léger d'Ebreuil[8]. Senza alcuna certezza sulla data esatta, verso il 1746-7 la madre entra in un convento a Parigi.

Nel 1750 Donatien si trasferì a Parigi per proseguire gli studi presso il prestigioso collegio gestito dai gesuiti Louis-le-Grand, affiancato da un precettore particolare appartenente al clero regolare ginevrino[9], Jacques Francois Amblet; in qualità di tutore (educazione) lo indirizza nelle opere da leggere e commentare, oltre che a dargli i propri consigli letterari. Fin dalla più tenera età il futuro Marchese diede prova di amare la lettura; lesse difatti nel corso della vita tutti i tipi di libri, con una preferenza verso le opere di filosofia e storia, con una spiccata predilezione nei riguardi delle storie di viaggio, che gli hanno fornito le informazioni sui costumi dei popoli più lontani utilizzate poi nelle sue descrizioni.

All'epoca la popolazione scolastica raggiungeva i tremila alunni, di cui la maggior parte esterni: il programma giornaliero iniziava con la sveglia alle 5.30, poi preghiera, studio, colazione, ricreazione, scuola, messa, pranzo fino alle 12; studio, merenda, scuola, cena, preghiera e silenzio fino alle 21. Durante i quattro anni che passa frequentando la scuola dai gesuiti il nome del giovane marchese non risulta neppure una volta nell'elenco dei premiati come miglior studente[10].Al "Louiss le Grand" imparò la musica, la danza, la scherma e la scultura; egli mostrò molto interesse anche per la pittura, trascorrendo molte ore nelle "gallerie di quadri" che erano allora aperte al pubblico nel Louvre. Ha anche imparato abbastanza bene la lingua italiana, la lingua provenzale e la lingua tedesca.

Nel suo romanzo Aline e Valcour, scritto durante la sua prigionia nella Bastiglia, troviamo gli unici passaggi considerati autobiografici, che fanno con dovizia di particolari riferimento alla sua infanzia e prima adolescenza:

« Nato fra il lusso e l'abbondanza credetti che la natura e la sorte si fossero data la mano per colmarmi dei loro doni... questo ridicolo pregiudizio mi rese altezzoso, dispotico e collerico. Credevo... che mi bastasse concepirli [i miei capricci] per vederli realizzati. »

L'ingresso nella vita pubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 maggio 1754, quando non aveva ancora compiuto quattordici anni, ricevette un certificato di nobiltà che gli consentì di accedere ala scuola preparatoria di cavalleria, annessa al reggimento della guardia reale di Versailles; rinomati, i suoi membri facevano concorrenza alla scuola dei moschettieri, in un ambiente di ferrea disciplina e rigida preparazione militare[11]: entrò a far parte in tal modo all'élite dell'esercito francese.

Tenente onorario nel 1755, sottotenente nel "Reale reggimento di fanteria" nel 1756, alfiere (ufficiale della bandiera) nel 1757, partecipò a partire dall'anno seguente alla guerra dei sette anni contro la Prussia; distintosi per il suo valore, raggiunse infine nel 1759 il grado di capitano della cavalleria borgognese. Il battesimo del fuoco lo riceve durante l'episodio della presa di Mahon agli inglesi.

Successivamente trasferito nella zona anteriore del territorio prussiano, fece il portabandiera nel reggimento dei carabinieri del re. La sua carriera non gl'impedì di condurre una vita dissoluta, della quale sembrò pentirsi in una lettera di quel periodo scritta allo zio:

« Ogni mattina mi levavo per ricercare il piacere. Quest'idea mi faceva dimenticar tutto. Appena credevo di averlo trovato, mi stimavo felice, ma tale pretesa felicità svaniva con la rapidità dei miei desideri ed in me rimaneva nient'altro che rimpianto... capivo di aver torto, ma... il mattino seguente i desideri risorgevano, ed io di nuovo correvo al piacere[12]. »
Ritratto di Renée-Pélagie de Sade, moglie del marchese.

Il matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1763, al termine della guerra, ottenne il congedo - pur tornando in servizio altre due volte tra il 1767 e il 1770 - e torna a Lacoste. Nei mesi successivi, il padre negozia il suo matrimonio combinato con la figlia maggiore dei Montreuil, famiglia appartenente alla nuova nobiltà, con un'ottima posizione economica e notevole influenza a corte.

L'uomo, preoccupato per la sua difficile situazione economica e per la dispendiosa e già relativamente dissoluta vita mondana del figlio il quale non perde né un ballo né uno spettacolo: la prescelta è Renée-Pelagie Cordier de Launay de Montreuil, figlia di un ricco magistrato. Il giovanotto ha intanto acquistato velocemente la pessima reputazione di "scioperaggine": gioca, sperpera il denaro, frequenta con assiduità e sommo scandalo i camerini delle attrici e le case delle prostitute, se ne infischia del futuro e trascura i primi doveri pubblici ufficiali assegnatigli.

Donatien era inoltre in realtà innamorato di mademoiselle de Lauris di Vacqueyras, d'illustre casato provenzale, e avrebbe voluto scegliere la strada che gli indicava il cuore; il padre però non vide di buon occhio la rinunzia alla ricchezza che gli avrebbero procurato i Montreuil. Il giovane marchese, probabilmente dando prova di terribile gelosia spaventò la Lauris la quale si decise a troncare il rapporto, pur dopo aver ricevuto poesie in stile trobadorico di pugno dell'amato inconsolabile[13].

La chiesa di San Rocco a Parigi dove il marchese de Sade si è sposato nel 1763 a ventitré anni non ancora compiuti.

Il 1º maggio a Versailles otterrà l'approvazione del re alla presenza delle due famiglie ma con l'assenza evidente di Donatien. Il 15 il contratto di matrimonio viene firmato ed il 17 maggio si ritroveranno uniti nel sacro vincolo con la cerimonia svoltasi nella chiesa di San Rocco; avranno tre figli, Louis-Marie, nato l'anno seguente, Donatien-Claude-Armand e Madeleine-Laure.

Le esperienze libertine e i problemi con la giustizia[modifica | modifica wikitesto]

I novelli sposi andranno ad abitare inizialmente al castello Échaffars, in Normandia, di proprietà della famiglia di lei; ma dopo cinque mesi, il 29 ottobre di quello stesso 1763 ecco il primo incidente che causerà la reclusione nella prigione di Vincennes con l'accusa di libertinaggio. Sade stava viaggiando in direzione di Parigi quando venne arrestato e portato alla fortezza per ordine del re. Le ragioni sarebbero state legate ad uno o più giorni di dissolutezze sfrenate, ma anche ad un misterioso manoscritto ritrovato in suo possesso (forse un primissimo tentativo letterario). Sade trascorrerà 15 giorni bloccato sino a quando la famiglia della moglie non si prenderà cura di lui per farlo tornare ad Échaffars con l'ordine di non lasciare la provincia senza permesso reale.

Nel 1764 de Sade inaugurò un teatro da camera al castello di Evry, da lui stesso diretto, dove saranno rappresentate le opere di artisti contemporanei e che lo videro impegnato anche come attore in alcune commedie da lui composte. Contemporaneamente venne nominato luogotenente generale del Re per le provincie di Bresse, Bugey, Valromey e Gex davanti al parlamento di Digione, carica che era già appartenuta al padre fino a quattro anni prima. Nel luglio dello stesso anno iniziò una relazione con la signorina Colette, attrice presso il Teatro Italiano, durata circa sei mesi.

L'11 settembre venne revocato l'ordine reale di confinamento[14]; alla fine del 1764 s'installerà a Parigi in casa dei Montreuil. Nei due anni successivi collezionò avventure galanti con donne disposte a soddisfare i suoi gusti sessuali "eterodossi": assume diverse amanti e regolarmente utilizza i servizi di prostitute. Ai rimproveri epistolari di una zia badessa rispose affermando di continuare la tradizione familiare (con chiaro riferimento allo zio abate).

La vita licenziosa di Sade figura in quell'epoca nei diari dell'ispettore Marais, dipendente direttamente dall'ispettore generale di polizia Antoine de Sartine; egli era addetto a seguire con scrupolo le attività sessuali dei membri della corte, compresi quelli di sangue reale, per poi riferire tutto ad intrattenimento di sua maestà il re Luigi XV di Francia e a Madame de Pompadour[15]. Vi si possono trovare i riferimenti all'avventura con l'attrice Colette, che è costretto a condividere con un altro nobile in quanto egli non ha fondi bastanti per mantenerla[16]; seguiranno altre attrici e ballerine e continuerà per diverso tempo ad apparire nei diari di Marais[17]..

Nel 1765 prende come amante "madame Beauvoisin", una delle cortigiane più ricercate della Corte. Sade lascerà la sua casa coniugale per portarsela a Lacoste, dove trascorrerà con lei un paio di mesi ed ove viene talvolta confusa dai cittadini con la legittima moglie. Questo gli farà meritare le critiche più dure della sua famiglia. Mme. Montreuil, da Parigi, si metterà in contatto con lo zio l'abate nel tentativo di farlo ragionare[18], ma la relazione adulterina continuerà per almeno due anni.

Alla morte del padre, avvenuta il 24 gennaio del 1767, assunse il titolo di Marchese de Sade (la famiglia deteneva sia il titolo di Conte, usato in via ufficiale da Sade, sia quello di Marchese, con cui divenne noto) ed eredita diversi feudi. Il 16 aprile dello stesso anno fu promosso comandante del reggimento e maestro di campo di cavalleria, ma chiese il congedo per potersi al più presto ricongiungere con la sua amatissima Beauvoisin[19]. Il 27 agosto nacque a Parigi il primo figlio, Louis-Marie.

La casa di Arcueil, dove de Sade condusse Rose Keller e la sottopose a fustigazione.

L'affare di Arcueil[modifica | modifica wikitesto]

Il 1768 vide il de Sade coinvolto in una delle sue più celebri avventure. Il giorno di Pasqua dello stesso anno, 3 aprile, incontrò in Place des Victoires una giovane mendicante e prostituta occasionale[20], Rose Keller, vedova Valentin, di circa 37 anni[21]; la indusse con un pretesto ad accompagnarlo ad Arcueil. Qui la rinchiuse in una camera, la spogliò e la fustigò a più riprese, minacciandola di morte. La Keller riuscì tuttavia a fuggire e lo denunciò, affermando di essere stata accoltellata e torturata, ma l'autorità rilevò solo segni di una frusta.[21]

In seguito ottenne una forte somma per ritrattare le accuse, ma nel frattempo de Sade era stato incarcerato, dapprima a Saumur e poi a Pierre-Encise nei pressi di Lione, ove rimase sino al 16 novembre (assistito dalla moglie che nel frattempo si era trasferita a Lione). Il processo si risolse con una condanna molto lieve, consistente in una piccola donazione in favore dei carcerati. Dopo la scarcerazione, si stabilì nel castello di La Coste, ove rimase fino all'aprile del 1769. La reale responsabilità di Sade (il quale negò le accuse come risulta da una lettera), e se la donna fosse consenziente o meno, rimane non completamente chiarita, anche se questo episodio rimase negli annali come il fatto più controverso della carriera libertina del marchese.[22]

Il castello che domina il borgo di Lacoste

L'affare di Marsiglia e altri scandali[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio di quell'anno tornò a Parigi, dove nacque il secondogenito Donatien-Claude-Armand. Visse un momento di tranquillità al fianco della famiglia, contribuendo all'educazione dei figli e colmando la moglie di attenzioni. Nel 1771 la moglie diede alla luce Madeleine-Laure, terzogenita. Nell'estate dello stesso anno venne imprigionato temporaneamente per debiti.

La sua passione teatrale intanto continuò e lo vide montare un teatro all'interno del castello, formare una compagnia professionale ed iniziare a dare regolari rappresentazioni; alla fine del 1769 si recò anche in viaggio attraverso i Paesi Bassi[23].

Scarcerato dopo l'affare di Arcueil, ritornò nel castello di La Coste con la famiglia e la cognata Anne-Prospere, con la quale iniziò una relazione tormentata. Nel 1772 si recò a Marsiglia, dove, il 27 giugno di quell'anno, fu protagonista di un'altra avventura sui generis. Ricevette quattro ragazze alle quali offrì confetti afrodisiaci; in seguito le frustò e le sodomizzò, costringendo loro stesse a frustarlo ed ebbe sporadici rapporti con il servo Latour. La sera stessa s'intrattiene con la prostituta Marguerite Coste, alla quale fece ingoiare un'intera scatola di dolci alla cantaridina, sottoponendola poi a pratiche sessuali di ogni tipo.

Marguerite in seguito accusò sintomi di grave avvelenamento, divenendo la sua più implacabile accusatrice, spinta anche dalla suocera di Sade. Il marchese, colpito da ordine di cattura il 4 luglio per i reati di sodomia e avvelenamento (che all'epoca comportavano la decapitazione e il rogo del cadavere), riuscì a fuggire in Italia con la cognata - che era appena riuscito a sedurre - e il servo Latour, mentre nel frattempo venne giustiziato in effigie ad Aix-en-Provence il 12 settembre, dopo aver subito la condannato a morte in contumacia. L'8 dicembre fu arrestato a Chambéry, in Savoia, allora parte del regno di Sardegna e rinchiuso presso il forte di Miolans, direttamente per ordine del re sotto la spinta dell'influente suocera.

Anne-Prospére de Launay de Montreuil, cognata e amante del marchese, futura canonichessa secolare benedettina.

La moglie cercò inutilmente di vederlo, travestendosi da uomo per eludere i controlli della madre; de Sade veniva comunque trattato con riguardo vista la sua condizione sociale. Il 30 aprile 1773 riuscì tuttavia ad evadere in maniera rocambolesca assieme ad altri prigionieri dalla fortezza, grazie alla complicità di persone inviate appositamente dalla moglie. Lasciò in ogni caso una lettera al comandante, assolvendolo da ogni responsabilità o manchevolezza per la loro fuga, elencando gli oggetti da lui lasciati nella prigione e i debiti non saldati. Si rifugiò quindi a La Coste.

Tra il 1775 e il 1776 de Sade, nonostante le difficoltà finanziarie, assunse a Lione una domestica, cinque ragazze e un giovane segretario, tutti futuri partecipanti alle orge che il Marchese organizzava in una stanza segreta del castello e alle quali partecipava anche la moglie. Ciò sfociò in un nuovo scandalo, il cosiddetto "caso degli adolescenti", che indusse de Sade a fuggire nuovamente in Italia, ove si trattenne per un anno, durante il quale ebbe modo di visitare tutto il paese: Torino, Parma, Firenze, Roma, Napoli e Venezia. Il ricordo di questo tour ci è stato trasmesso dalla narrazione redatta dallo stesso de Sade durante il viaggio. Il libro è intitolato Viaggio in Italia.

Il testo non fu pubblicato dall'autore ma da Maurice Lever, il quale curò l'opera incompiuta a causa dell'arresto e della successiva prigionia di De Sade. Lo zio abate nel frattempo ne chiese l'internamento per pazzia. Ritornato a La Coste Donatien-Alphonse sfuggì ad un attentato compiuto da un certo Tellier, padre di una delle ragazze assunte dal Marchese, ribattezzata al castello col nome di "Justine", e che questi non intendeva restituire alla famiglia.

Durante tutto questo periodo, Renèe non abbandona l'intenzione già intrapresa di difendere a tutti i costi il marito al processo che si sta per avviare in quel di Marsiglia. Compirà diversi viaggi a Parigi per richiedere il processo di appello, e nel 1774 solleva una causa in tribunale contro la madre; si lamenta che ella, l'influente signora Montreuil, che ha già in suo possesso una lettre de cachet per bloccare Sade, lo insegue ingiustamente, "non inseguendo un criminale, ma un uomo che crede solo di ribellarsi contro i suoi ordini e volontà[24].

Il castello di Vincennes in cui De Sade fu rinchiuso nel 1777, rimanendovi ininterrottamente dal 1778 al 1784.

La lettre de cachet e la nuova detenzione: prima Vincennes, poi la Bastiglia[modifica | modifica wikitesto]

La madre della moglie, Presidentessa di Montreuil, divenuta la sua più acerrima nemica, riuscì come detto ad ottenere una lettre de cachet, coinvolgendo quindi il re con un ordine immediato d'arresto[25]; Sade rimane in questi anni un latitante fino a quando, ricevuta la notizia che la madre stava morendo, non tornò a Parigi con Renèe. La notte del 13 febbraio 1777 poté così venir imprigionato di nuovo, questa nei sotterranei del castello di Vincennes:

« Di tutti i modi possibili che la vendetta e la crudeltà potevano scegliere, convenitene signora, hanno voluto scegliere il più orribile di tutti. Sono andato a Parigi per raccogliere l'ultimo respiro di mia madre; non avevo altro scopo che di vederla e baciarla un'ultima volta, se esisteva ancora, o piangere, se avesse cessato di esistere. E quel momento è stato quello scelto per me... Lettera a Madame de Sade Montreuil da Vincennes, febbraio 1777 »

Lì incontrò il compagno di prigionia Conte di Mirabeau, anch'egli scrittore di racconti erotici; nonostante questa affinità, i due si detestavano intensamente. Rimase a Vincennes per 16 mesi di dura prigionia, pur senza subire processi. Nel giugno del 1778 venne condotto a Aix-en-Provence, dove fu assolto dal parlamento locale circa l'affare di avvelenamento - la procedura venne annullata in quanto dimostrò avere numerose irregolarità - che lo aveva visto coinvolto a Marsiglia, venendo invece condannato ad una pena minore sotto forma di ammenda per libertinaggio.

Legalmente libero, rimase comunque in carcere poiché la lettre de cachet non era stata ancora annullata; durante il trasferimento a Parigi, in luglio, evase presso Valence, per essere nuovamente catturato a La Coste dopo 39 giorni e riportato a Vincennes. Qui rimase per i successivi cinque anni e mezzo, intrattenendo una fitta corrispondenza con la moglie e iniziando a comporre, nell'ordine Le 120 giornate di Sodoma, Dialogo tra un prete e un moribondo, Aline e Valcour, oltre alla prima versione di Justine, ovvero le disavventure della virtù e ad alcune opere teatrali, storie e racconti di vario genere.

L'interno della cella di De Sade a Vincennes.

La lunga prigionia a Vincennes[modifica | modifica wikitesto]

« In oltre 65 giorni che sono stato qui, ho respirato aria pura e fresca per appena cinque volte, per non più di un'ora ogni volta, in una sorta di cimitero di circa quattro metri quadrati circondato da mura alte quindici metri. [...] Appena per dieci o dodici minuti al giorno l'uomo che mi porta cibo mi fa compagnia. Il resto del tempo è trascorso nella solitudine più assoluta, piangendo.[...] Questa è la mia vita. Lettera alla moglie[26] »

Sade ha goduto di una cella tutta per sé, avendo il diritto a forniture regolari di legna da ardere, per il resto le condizioni di reclusione si dimostrarono deplorevoli; rimase in isolamento pressoché totale per i primi quattro anni e mezzo. Mirabeau scrisse: "queste camere sarebbero immerse nella notte eterna se non per alcuni pezzi di vetro opaco che di tanto in tanto permettono il passaggio di un debole raggio di luce"[27]. Durante tutti gli anni di reclusione il suo quasi unico contatto col mondo esterno furono Renèe e poche altre persone per via epistolare; ci è rimasta la corrispondenza col servo Martin, il precettore padre Amblet ed un'amica della moglie, mademoiselle Rousset.

Lettera autografa del Marchese alla moglie.

Tutti gli sforzi di Renèe, fin dal primo giorno, furono quelli di riuscir a farlo liberare, tentando anche di pianificare la fuga per l'amato sposo e mantenendo una continua corrispondenza per i successivi tredici anni. Nella prima di queste, inviata due giorni dopo il suo arresto, gli scrive: "Come hai passato la notte, mio dolce amico? Sono molto triste, ma dimmi che stai bene. Sarò felice solo quando t'avrò veduto. Mantieni la calma, ti prego". La risposta è del seguente tenore:

« Dal terribile momento in cui mi strapparono tanto ignominiosamente dal tuo fianco, sono stato vittima della sofferenza più crudele. Sento che è totalmente impossibile sopportare più a lungo un tale stato crudele. La disperazione mi assale. Vi sono momenti in cui non mi riconosco. Mi sento come se stessi perdendo la testa. Il sangue ribolle in me troppo da poter sopportare una situazione così terribile. Se io non sono fuori in quattro giorni, sono sicuro che rivolterò tutta la rabbia che provo contro me stesso spaccandomi la testa contro i muri. Lettera datata di Sade a Renèe dell'8 marzo 1777 »

Renée è in questi anni il suo principale e quasi unico sostegno. Si trasferì a Parigi e si stabilì nel convento delle Carmelitane, lo stesso in cui si era ritirata a suo tempo la madre di Sade, poi ad una più modesta pensione in compagnia di Mademoiselle Rousset. Sua madre nel frattempo le ritira tutti i fondi, ma le difficoltà non le impediscono di soddisfare tutti i bisogni e desideri del marito; invia cibo, vestiti, tutto ciò che gli chiede, tra cui molti libri, e diventa la sua documentarista, amanuense e lettrice delle sue opere.

De Sade comincia a dedicarsi freneticamente alla lettura e alla scrittura, riuscendo a raccogliere una libreria di oltre 600 volumi che comprendeva Petrarca, La Fontaine, Boccaccio e Cervantes ma anche D'Holbach, Voltaire e Rousseau; non è però interessato solamente alla letteratura, cerca difatti anche libri scientifici come la Storia naturale (Buffon)

La Bastiglia è presa il 14 luglio, due settimane dopo che De Sade ne fu trasferito.

La prigionia alla Bastiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1784, dopo un ennesimo tentativo di fuga, De Sade venne trasferito alla Bastiglia di Parigi, ove completò la stesura di varie opere, elencate in un catalogo da lui stesso stilato il primo ottobre 1788. Si lamenta subito di essere stato forzatamente trasferito e di ritrovarsi improvvisamente in un luogo mille volte peggiore e più stretto di quello che ha appena lasciato: "sono in una stanza che è metà di quella di prima e se solo mi azzardo ad uscir per qualche minuto nel cortile interno le guardie mi riportano indietro col le baionette sguainate come se avessi cercato di detronizzare Luigi XVI"[28].

Fu un prigioniero decisamente anticonformista; si racconta che il 2 luglio 1789 abbia urlato con tutto il fiato che aveva in gola, utilizzando a mò di megafono il tubo che serviva a far evacuare le feci dalla cella, dalla finestrella alla folla radunata fuori: «Qui stanno sgozzando i prigionieri!» ed incitando all'assalto; avrebbe in tal modo causato una sorta di prima timida rivolta. Venne trasferito al manicomio di Charenton due giorni dopo: la presa della Bastiglia, che segna l'inizio della Rivoluzione francese, avvenne il 14 luglio.

Raffigurazione immaginaria di de Sade risalente al XIX secolo.

La vita dopo la Rivoluzione[modifica | modifica wikitesto]

La scarcerazione e l'attività teatrale[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 marzo del 1790 de Sade ricevette a Charenton la visita dei suoi due figli maschi, che non vedeva da circa quindici anni. Questi lo informarono di un decreto approvato il 13 marzo dall'Assemblea Costituente volto ad annullare il valore legale delle lettres de cachet relative ai casi di prigionia (con eccezioni per i condannati a morte, coloro sotto inchiesta e coloro giudicati insani mentalmente). Il 2 aprile venne infine liberato: era tuttavia in grosse difficoltà economiche e si recò immediatamente dal suo curatore M. de Mailly, avvocato presso il tribunale di Chatelet. Questi gli procurò un letto dove dormire e gli diede sei luigi.

La moglie si rifiutò di vederlo e, decisa ad ottenere la separazione dal marito, si rivolse al tribunale di Chatelet per avviare il processo. De Sade, resosi conto del mutato atteggiamento della donna nei suoi confronti, lo attribuì all'influenza del di lei confessore. Il 9 giugno il tribunale stabilì la separazione e ordinò al Marchese de Sade di restituire alla moglie le somme da essa portate in dote al momento del matrimonio (pari a 160,842 livre).

« Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito, ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai.
Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino. »
(Marchese de Sade, Lettera alla moglie, 20 febbraio 1791)

Il 3 agosto il Théâtre Italien accettò di rappresentare un suo testo, in atto unico, intitolato Le Suborneur. Il 17 dello stesso mese diede una lettura alla Comédie-Française di una sua opera in atto unico in versi liberi, Le Boudoir ou le mari credule. Una settimana dopo l'opera venne rifiutata per una rappresentazione, in seguito però fu accettata con alcune rettifiche. Il 25 agosto Sade conobbe una giovane attrice, Marie-Constance Renelle, con la quale iniziò una relazione, da lui stesso definita "meno che platonica", basata su reciproco amore e affetto, che durò per il resto della sua vita. Il 16 l'opera teatrale in cinque atti di Sade, Le Misanthrope par amour ou Sophie et Desfrancs fu accettata all'unanimità dalla Comédie-Française per essere rappresentata. Il 1º novembre de Sade, ritrovata una certa tranquillità economica, si trasferì in una abitazione con giardino in rue Neuve-des-Mathurins, in zona Chaussée-d'Antin. Il 22 ottobre 1791 ebbe luogo, al Théâtre Molière in rue Saint-Martin, la rappresentazione dell'opera teatrale di Sade Le Comte Oxtiern ou les effets du libertinage. Una seconda rappresentazione, svoltasi due settimane dopo, diede luogo a problemi di ordine pubblico e indusse de Sade a sospendere ulteriori messe in scena. Il 24 novembre dello stesso anno de Sade diede lettura, alla Comédie-Française del suo scritto Jeanne Laisne ou le Siege de Beauvais, che fu tuttavia rifiutata.

La collaborazione con il nuovo regime[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto moderno del Marchese de Sade

Il 5 marzo del 1792, al Théâtre Italien, la rappresentazione de Le Suboneur venne disturbata da uno spettatore e infine interrotta dopo la quarta scena a causa del baccano provocato da questi. La motivazione di questo gesto va ricercata nel fatto che l'autore era un aristocratico. Tuttavia due notizie, ben più gravi per de Sade, si verificarono di lì a qualche mese: in maggio il figlio Donatien-Claude-Armand, aiutante di campo del Marchese di Toulongeon, disertò dal servizio ed emigrò dalla Repubblica. De Sade, per non subire le conseguenze di tale gesto, fu costretto a fare pubblica ammenda (avendo la Repubblica decretato la responsabilità genitoriale in simili casi).

De Sade collaborava attivamente con il nuovo governo repubblicano, divenendo segretario della sua sezione locale il 3 settembre del 1792. Tra il 17 e il 21 agosto il suo castello di Lacoste venne saccheggiato da cittadini locali, con la collaborazione della guardia municipale. Esso fu privato di quasi tutti i suoi arredi e oggetti, sebbene le autorità locali riuscissero a mettere in salvo una parte dei beni, immagazzinandoli nella sede del vicario. Questi beni furono in seguito sequestrati da due emissari provenienti da Apt, che, abusando del loro potere, si appropriarono dei beni di maggior valore e li portarono via, nonostante le proteste della municipalità di Lacoste. De Sade per il momento non venne a conoscenza di quanto accaduto.

Si arruolò nell'8ª compagnia della sezione Piques, venendo nominato anche commissario per l'organizzazione della cavalleria nella medesima sezione. Nello stesso mese redasse un pamphlet politico intitolato Idees sur le mode de la sanction des Loix, che fu stampato e distribuito nelle sezioni di Parigi per essere studiato e discusso. Il suo nome fu inserito (non si sa se per errore o per deliberata malignità, a causa delle sue origini aristocratiche) nella lista dei nobili emigrati del dipartimento delle Bocche del Rodano.

Il 26 febbraio del 1793 redasse, assieme con i cittadini Carre e Desormeaux, un rapporto sulle condizioni igieniche di cinque ospedali parigini, che inviò alla relativa commissione che lo aveva incaricato di redigere il rapporto. In una lettera datata 13 aprile, de Sade informava Gaufridy della sua nomina a membro della corte di giustizia. Nel giugno dello stesso anno il cittadino de Sade fu scelto, nella sua veste di segretario dell'assemblea delle sezioni di Parigi, a far parte del gruppo di quattro delegati chiamati a esprimersi presso la Convenzione nazionale per chiedere l'annullamento del decreto di legge che stabiliva l'istituzione di un esercito di seimila uomini da mantenere stabilmente a Parigi. Il 26 giugno venne creato un nuovo dipartimento, la Vaucluse, a partire dal precedente delle Bocche del Rodano.

De Sade, che era stato depennato dalla lista precedente di nobili emigrati, comparve nuovamente sulla lista del nuovo dipartimento: questo fatto avrà conseguenze gravi per lui in seguito. Egli, all'oscuro di tutto, venne nominato presidente della sua sezione il 23 luglio, salvo poi dimettersi e rifiutare il posto di vicepresidente a causa dell'inasprimento della situazione politica, che di lì a poco sfociò nel Terrore. Ciononostante l'assemblea generale della sezione di Piques plaudì e approvò entusiasticamente un pamphlet redatto da de Sade, stampato sotto il titolo Discours aux manes de Marat et de Le Peletier e inviato all'Assemblea Nazionale. Il 15 novembre de Sade fu posto a capo di una delegazione che lesse dinanzi alla convenzione nazionale la Petizione della Sezione di Piques, della quale egli era l'autore.

L'arresto, la detenzione e l'insperata salvezza[modifica | modifica wikitesto]

L'8 dicembre venne spiccato un mandato di arresto per de Sade sulla base di alcune lettere (risalenti a due anni prima) giudicate compromettenti dal regime repubblicano. Egli fu dunque arrestato, prelevato dalla sua abitazione di rue Neuve-des-Mathurins e condotto alla prigione delle Madelonnettes. Il 13 gennaio 1794 venne trasferito al convento carmelitano di rue de Vaugirard e il 22 condotto alla prigione di Saint-Lazare. De Sade redasse in sua difesa, inviandolo al comitato di salute pubblica, un rapporto nel quale descriveva le sue attività di sostegno al nuovo regime e la sua fedeltà ad esso, negando altresì le sue origini nobili. In marzo fu trasferito per ragioni di salute nell'ospizio di Picpus. Quattro mesi dopo il suo nome fu inserito in una lista di elementi pericolosi da processare sommariamente ma, per cause non pienamente spiegabili, il cancelliere del tribunale omise alcuni nomi, trascrivendo la lista (23 al posto dei 28 originari). Dei 23 tutti, eccetto due, furono in seguito ghigliottinati.

Il 28 luglio terminava, con l'esecuzione di Robespierre, il Terrore. Il 15 ottobre de Sade fu scarcerato e riammesso, grazie alle sue benemerenze, nelle posizioni occupate in precedenza ed autorizzato a tornare nella sua abitazione. Trascorse il 1795 in relativa tranquillità. Vendette nel 1796 alla famiglia Rovere il castello di Lacoste con annesso mobilio per la somma di 58,000 livre, che tuttavia non gli venne mai pagata interamente. Si trasferì a Clichy e poi a Saint-Ouen presso M.me Quesnet, con la quale si recò tra il maggio e il giugno del 1797 in Provenza. In novembre, appresa la sua inclusione nelle liste degli emigrati, con le possibili conseguenze dell'arresto e della confisca dei beni, si recò dalla polizia, recando la documentazione delle sue attività svolte per la Repubblica.

Nuove difficoltà economiche: Beauce, Parigi e ritorno a Saint-Ouen[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 settembre del 1798, a causa di difficoltà economiche, lasciò Saint-Ouen, trovando ospitalità presso uno dei suoi fattori a Beauce. In novembre, i venditori delle proprietà di Malmaison e Grandvilliers (che aveva acquistato con il denaro ottenuto dalla vendita di Lacoste), non essendo stati pagati interamente ottennero un'ingiunzione di trasferimento delle suddette proprietà. De Sade fu costretto a lasciare Beauce e solamente nel gennaio del 1799 trovò una sistemazione stabile presso il figlio di M.me Quesnet, che abitava in una piccola stanza non riscaldata in una casa parigina. Scrisse a Gaufridy di questa esperienza, descrivendo i magri pasti a base di carote e fagioli e lo scarso riscaldamento offerto da poca legna secca comprata a credito. In febbraio trovò un lavoro miseramente retribuito (40 soldi al giorno) presso il teatro di Versailles, con la quale sostenere sé stesso e il suo giovane coinquilino.

In giugno giunse, devastante, la notizia dell'emanazione di un decreto che vietava l'eliminazione dei nomi dei nobili dalle liste degli emigrati. Ad agosto la sua posizione giuridica migliorò, in quanto ottenne dalla municipalità di Clichy un certificato di residenza e cittadinanza, controfirmato dal membro della Commissione Cazade. In dicembre tornò sulle scene, rappresentando Oxtiern ou les malherus de libertinage presso la Société Dramatique di Versailles. Al volgere del nuovo anno (1800) de Sade languiva nell'infermeria di Versailles, malato. Qui ricevette in febbraio la visita di Cazade che lo informò dell'eventualità di un suo arresto per debiti, qualora non avesse potuto pagarli entro il 1º marzo. Cazade lo rassicurò, affermando ch'egli aveva l'autorità per impedire che questo avvenisse, finché risultava sotto la sua responsabilità.

Ad aprile Sade tornò a Saint-Ouen: qui entrò in contrasto con Gaufridy, la cui condotta nella gestione degli affari del marchese era ritenuta da questi immorale e profittatrice. Gaufridy, dinnanzi alle accuse mosse contro di lui, lasciò il suo incarico di amministratore, posizione che venne assunta da M.me Quesnet. In giugno venne pubblicato il pamphlet anonimo Zoloé, violentemente critico nei confronti di Tallien, Barras e delle loro consorti e di Bonaparte. Sebbene si sia a lungo ritenuto questo scritto opera di de Sade, oltre che la motivazione principale del suo arresto del 1801, è ormai certo che si è trattato di un'attribuzione erronea. A ottobre il Journal de Paris pubblicò un articolo del critico Villeterque, che attaccava pesantemente l'opera sadiana Les Crimés de l'Amour, recentemente pubblicata.

L'arresto definitivo e l'incarcerazione: Sainte-Pélagie, Bicêtre e Charenton[modifica | modifica wikitesto]

Il 1801 si aprì sotto buoni auspici per de Sade: il Ministero della Polizia fece un'amnistia, che rese possibile il dissequestro dei beni del Marchese. Il 6 marzo de Sade venne tuttavia arrestato con il suo editore Nicolas Massé nell'ufficio di questi. La perquisizione effettuata nel locale rivelò numerosi manoscritti e stampati redatti da de Sade, incluse le opere Juliette e La Nouvelle Justine. Altre perquisizioni effettuate presso un'abitazione di amici di de Sade e presso la sua stessa abitazione a Saint-Ouen, comportarono il sequestro di altro materiale compromettente, compreso un arazzo sul quale erano presenti raffigurazioni a carattere osceno, ispirate al libro Justine.

De Sade e Massé furono interrogati, ma non vennero processati, per evitare il crearsi di uno scandalo di enormi dimensioni, né tanto meno furono puniti troppo duramente. Massé fu liberato subito, de Sade fu rinchiuso (il 5 aprile) nella prigione di Sainte-Pélagie, colpevole della realizzazione di opere a carattere osceno. Il 20 maggio del 1802 de Sade inviò una petizione al Ministro della Giustizia André Joseph Abrial, chiedendo di essere processato o liberato e ribadendo la propria estraneità alla realizzazione di Justine. Il marzo dell'anno successivo de Sade fu invece trasferito nella durissima prigione di Bicêtre, salvo poi venire condotto, su pressione della famiglia, all'ospizio di Charenton, dove già era stato in passato.

Gli ultimi anni a Charenton[modifica | modifica wikitesto]

Bonaparte rappresentato in una incisione mentre getta il libro Justine nel fuoco (attribuita a P. Cousturier)

Il 20 giugno 1804 de Sade inviò alla neocostituita commissione senatoriale per le libertà individuali una missiva nella quale lamentava la sua detenzione arbitraria, dal momento che erano passati quattro anni dalla sua incarcerazione senza che si fosse celebrato alcun processo a suo carico. Sei settimane dopo, il 12 agosto, in una lettera a M. Fouché, ministro della polizia, scriveva:

« Le leggi e i regolamenti riguardanti le libertà individuali non sono mai state così chiaramente disattese come nel mio caso, dal momento che è senza alcuna sentenza o atto che continuano a tenermi chiuso e segregato. »

L'8 settembre il prefetto della polizia Dubois fece rapporto al ministro della polizia su de Sade, descrivendolo come una "persona incorreggibile" che versa in uno stato di "costante pazzia licenziosa", dal carattere "ostile ad ogni forma di costrizione". Nelle sue conclusioni ribadiva la necessità di lasciare de Sade a Charenton, dal momento che la sua stessa famiglia desiderava la sua permanenza nella struttura. Il prefetto Dubois tornò ad esprimersi nuovamente su de Sade, inviando il 17 maggio del 1805 una severa reprimenda al direttore dell'ospizio di Charenton, reo di aver consentito al marchese di poter ricevere il giorno di Pasqua la comunione presso la locale chiesa. Il 24 agosto dello stesso anno de Sade redasse e sottoscrisse un memorandum nel quale accordava l'acquisto da parte dei suoi famigliari di tutte le sue proprietà (ad eccezione di Saumane) in cambio di una rendita vitalizia. Nel gennaio del 1806 fece testamento. Tra il marzo 1806 e l'aprile del 1807 de Sade fu impegnato nella composizione della Histoire d'Emilie, che nella sua forma finale andava a completare una serie di 10 volumi, intitolata Les Journées de Florbelle, ou la Nature dévoilée, suivies des Mémoires de l'abbé de Modose et des Aventures d'Emilie de Volnange. Di lì a poco (5 giugno) la polizia sequestrò, a seguito di un'ispezione della sua stanza, numerosi manoscritti, tra i quali lo stesso Les Journées de Florbelle, che verrà bruciato poco dopo la sua morte.

Alla compagna Constance venne permesso di vivere con lui. Il direttore liberale di Charenton, Coulmier, gli permise, anzi lo incoraggiò, a mettere in scena diverse delle sue commedie, con gli internati come attori, per essere viste dal pubblico parigino. L'opera di Peter Weiss intitolata La persecuzione e l'assassinio di Jean-Paul Marat è un resoconto di fantasia su questo periodo. Questa posizione estremamente tollerante di Coulmier, che approcciava la psicoterapia, gli avrebbe attratto molte critiche da parte delle autorità più retrive. Il 14 giugno del 1808 il figlio del marchese Louis-Marie de Sade venne ferito a Friedland. La sua valorosa condotta gli fece guadagnare una menzione d'onore nei dispacci militari. Il 17 giugno de Sade scrisse a Napoleone, dicendo di essere il padre del valoroso soldato distintosi in battaglia alcuni giorni prima e chiedendo di essere liberato. Il 2 agosto l'ufficiale medico capo di Charenton, Antoine Athanase Royer-Collard, inviò una missiva al ministro della polizia, lamentando gli svantaggi che comportava la presenza presso la loro struttura ospedaliera di de Sade. «Quell'uomo non è pazzo" - affermava - la sua sola follia è quella derivante dal vizio... inoltre è stato reso noto il fatto che egli vive nell'ospizio con una donna che cerca di far passare per sua figlia» (si trattava di M.me Quesnet, che si era spostata a Charenton di sua iniziativa per rimanere insieme a de Sade). Egli inoltre raccomandava nella lettera la soppressione del teatro che de Sade aveva organizzato a Charenton, reputandolo di un elemento di disturbo per i pazienti (che erano chiamati dal marchese ad interpretare ruoli sotto la sua regia), suggerendo altresì il trasferimento del prigioniero in una struttura più restrittiva.

Nonostante il supporto di Coulmier a de Sade il ministro ordinò il trasferimento di quest'ultimo alla prigione di Ham. Coulmier si appellò personalmente al ministro contro tale decisione, chiedendo quantomeno di posporre tale atto fin tanto che la famiglia del marchese avesse pagato le spese dovute alla struttura dove il marchese era stato rinchiuso. Il dr. Deguise, chirurgo a Charenton, appoggiò Coulmier nelle sue richieste, affermando che un eventuale trasferimento avrebbe messo in pericolo la vita del prigioniero. L'11 novembre, dinanzi alle richieste fatte anche dalla famiglia di posporre il trasferimento, il ministro accettò infine di spostarlo al 15 aprile del 1809. Il 21 aprile di quell'anno il trasferimento fu posticipato indefinitamente. De Sade iniziò nel 1810 una relazione con la dodicenne Madeleine Leclerc a Charenton. Questa relazione sarebbe durata per quattro anni, sino alla sua morte, avvenuta nel 1814. Il 28 agosto 1810 de Sade vendette i suoi possedimenti a Mazan a Calixte-Antoine-Alexandre Ripert per 56,462.5 franchi, somma che passò ai suoi figli. Il 18 ottobre dello stesso anno il conte di Montalivet, ministro dell'Interno, rilasciò una dura ordinanza, nella quale scriveva:

« Considerando che M. de Sade è affetto dalla più pericolosa forma di pazzia, che ogni contatto tra lui e gli altri prigionieri può dar luogo a pericoli incalcolabili e i che i suoi scritti sono parimenti folli così come la sua parola e la sua condotta io ordino quanto segue: quel signor de Sade deve essere fornito di un alloggio completamente separato in modo da risultargli interdetta ogni comunicazione con gli altri... la massima precauzione inoltre deve essere presa nell'impedirgli di usare penne, matite, inchiostro o carta. Il direttore dell'istituto è personalmente responsabile dell'esecuzione di questo ordine. »

M de Coulmier riconobbe la validità delle direttive del ministro, ma fece notare che non era suo obbligo mantenere presso la sua struttura un'area isolata come gli si richiedeva: fece perciò richiesta di trasferimento per de Sade. Egli fece inoltre notare a Montalivet che, nelle sue vesti di responsabile di un ente umanitario e rieducativo, si sentiva umiliato dall'essere utilizzato come un carceriere o un persecutore di uno dei suoi stessi pazienti.

Il 6 febbraio 1811 la polizia redasse un rapporto su due librai, Clémendot e Barba, accusati di aver distribuito copie di Justine a Parigi e nelle provincie francesi, oltre ad aver stampato e venduto incisioni ispirate al libro. De Sade, a seguito di tale denuncia, venne sottoposto ad un duro interrogatorio a Charenton il 31 marzo. Lo stesso Napoleone, in una seduta del consiglio privato, si pronunciò sul marchese, decidendo di prolungare la sua detenzione (confermando tale decisione anche in seguito). Il 14 novembre de Sade fu nuovamente interrogato, questa volta dal conte Corvietto: a differenza della volta precedente, venne trattato in maniera cortese. Il 31 marzo del 1813 ebbe luogo un altro, breve interrogatorio. Un ordine ministeriale vietava a de Sade la continuazione degli spettacoli teatrali a Charenton; il marchese si dedicò alla stesura finale della Histoire secrète d'Isabelle de Bavière, completata nel settembre del 1813. Nello stesso anno fu pubblicato (anonimo) il libro La Marquise de Gange.

Sade interrogato dalla polizia

La malattia e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Il 1814 vide l'abdicazione di Napoleone e l'ingresso trionfale a Parigi di Luigi XVIII. A Charenton il direttore Coulmier venne sostituito da M. Roulhac de Maupas. Questi, nel settembre dello stesso anno, fece richiesta al ministro degli interni, l'Abbé de Montesquiou, di spostare il marchese in una struttura più idonea a causa della sua salute malferma che ne impediva la carcerazione. Riportò inoltre che il figlio del marchese, nonostante le discrete condizioni economiche, si rifiutava di pagare ulteriormente i costi del ricovero nell'ospizio (ammontanti a 8.934 franchi). In ottobre il ministro degli interni invitò il conte Beugnot, direttore generale della polizia, a prendere provvedimenti circa la sistemazione futura di de Sade. In dicembre, tuttavia, le condizioni di salute di de Sade peggiorarono al punto dal rendergli impossibile camminare.

Il 2 dicembre il marchese ricevette la visita del figlio Donatien-Claude-Armand, che chiese al giovane medico L. J. Ramon di assisterlo durante la notte. Recatosi nella stanza dov'era chiuso il marchese, Ramon si accorse che il respiro del prigioniero era rumoroso e difficoltoso, simile ad un rantolo. Mentre gli stava preparando un tè per cercare di alleviare la congestione polmonare di cui de Sade era sofferente da tempo, l'anziano marchese morì silenziosamente. Secondo quanto riportato nel rapporto ufficiale del direttore alla polizia, la causa del decesso fu, oltre alla congestione polmonare, anche una «febbre adinamica gangrenosa».

Lasciò scritte le sue ultime volontà, nelle quali aveva espresso il desiderio di essere esposto dopo la morte nella sua stanza per 48 ore senza che alcuno lo toccasse, in seguito messo, nudo, in una semplice cassa e sepolto senza alcun segno di riconoscimento nella profondità della foresta nella sua proprietà di Malmaison presso Épernon. Nonostante le sue disposizioni testamentarie, de Sade venne sepolto nel cimitero di Charenton. Il costo della sepoltura ammontava a 65 livre, così ripartite: 20 per la croce, 10 per la bara, 6 per la cappella mortuaria, 9 per le candele, 6 per il cappellano, 8 per i portatori e 6 per il becchino. Il suo cranio venne in seguito rimosso dalla bara per investigazioni scientifiche. Suo figlio maggiore fece bruciare tutti i manoscritti del padre non pubblicati; questi comprendevano anche l'immensa opera in più volumi Les Journees de Florbelle.

De Sade e la critica[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto immaginario del Marchese de Sade di H. Biberstein in L'Œuvre du marquis de Sade, Guillaume Appolinaire (Edit.), Bibliothèque des Curieux, Parigi, 1912

Numerosi studiosi e scrittori, in particolare coloro che si sono interessati allo studio della sessualità, sono stati attratti e al contempo respinti dalla produzione di de Sade. Simone de Beauvoir (nel suo saggio Dobbiamo bruciare Sade?, pubblicato su Les Temps modernes, nel dicembre del 1951 e nel gennaio del 1952) e altri scrittori hanno ravvisato negli scritti del "divin marchese" componenti riconducibili alla filosofia radicale della libertà, in qualche modo anticipatrici dell'esistenzialismo moderno. De Sade è stato accostato anche a Sigmund Freud, laddove focalizza la sua attenzione sulla sessualità come fattore scatenante delle azioni umane. Il Surrealismo lo ammirò parimenti come uno dei suoi precursori: lo stesso Guillaume Apollinaire definì de Sade come «...lo spirito più libero mai esistito».[29]

Pierre Klossowski, nel suo libro del 1947, Sade prossimo mio (intitolato anche Sade il mio vicino e in originale Sade Mon Prochain), reputò la filosofia sadiana come precorritrice del nichilismo, negante sia i valori cristiani quanto quelli del materialismo propri dell'Illuminismo. Uno dei saggi contenuti nella raccolta redatta da Max Horkheimer e Theodor Adorno Dialettica dell'illuminismo (1947), intitolato Juliette o illuminismo e morale, interpreta l'atteggiamento senza scrupoli e profondamente calcolatore della protagonista de L'Histoire de Juliette come una vera e propria incarnazione della filosofia posta alla base dell'Illuminismo materialista. Analogamente lo psicanalista Jacques Lacan, in un suo saggio del 1966 dal titolo Kant avec Sade giudicò l'etica sadiana un complemento dell'imperativo categorico originariamente postulato da Immanuel Kant.

In un suo libro del 1988 intitolato Political Theory and Modernity, William E. Connolly analizza la Filosofia nel boudoir, reputandolo un elemento di rottura rispetto alla tradizionale posizione dei filosofi politici, in primis Rousseau e Hobbes, e ai loro tentativi di riconciliazione tra natura, ragione e virtù, fondamento e condizione necessaria di una società razionalmente strutturata.

Nel saggio The Sadeian Woman: And the Ideology of Pornography (1979), Angela Carter fornisce invece una lettura di taglio femminista, giudicandolo positivamente come un "pornografo morale" che nei suoi scritti ha lasciato ampi spazi all'azione di personaggi femminili, rovesciando la posizione di un'altra femminista, Andrea Dworkin, che aveva criticato de Sade come misogino, facendo propria l'idea che la pornografia porti inevitabilmente alla violenza sessuale.[30] Susie Bright ha trovato sorprendenti parallelismi tra il primo racconto della Dworkin, Ice and Fire, incentrato sulla violenza e sull'abuso, reputandolo una riscrittura in chiave moderna del libro sadiano Juliette.[31]

Pensiero politico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pensiero politico del Marchese de Sade e Francesi, ancora uno sforzo se volete essere Repubblicani.

Nei suoi scritti politici de Sade condanna il potere, la nobiltà, la religione, lo schiavismo, lo Stato, la morale sessuale e famigliare e tutte le consuetudini del suo tempo, esaltando unicamente il libertinismo, proclamandosi repubblicano, individualista e, al tempo stesso, socialista. Spesso è considerato un precursore anche dell'anarco-individualismo. Il pensiero politico di Sade non fornisce un sistema coerente e realistico, limitandosi ad essere spesso la trasposizione provocatoria del suo stile di vita e della sua arte. Alla Convenzione nazionale fu infatti abbastanza moderato, al punto di dimettersi poiché in contrasto con i giacobini e poi con il Direttorio.

Stile, filosofia e influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Opere e poetica di Donatien-Alphonse-François de Sade.
« La distruzione, quindi, come la creazione, è uno dei mandati della Natura. »
(La filosofia nel boudoir)

Nella cultura troviamo numerosi riferimenti al marchese de Sade, con influenze in ambito letterario, teatrale, cinematografico e pittorico. Il termine "sadismo" deriva dal suo nome, venendo impiegato per designare violenza, fisica o verbale di natura sessuale e no, con analogie ai contenuti presenti nei racconti del marchese. Nella cultura moderna le opere sadiane sono allo stesso tempo considerate capolavori sociologici (nella loro analisi delle dinamiche del potere e della sopraffazione) ed erotici. Il linguaggio esplicito che si ritrova in esse ha una finalità ben precisa: quella di mettere sotto accusa i valori ipocriti e la corruzione morale dell'élite a lui contemporanea, risultando inoltre una manifestazione di lotta per la libertà di parola; in alcune opere si ritrova una velata critica sociale.

Sade imprigionato

Alla critica e alla provocazione hanno fatto riferimento gli intellettuali moderni, che in una riscoperta delle opere di de Sade hanno messo al centro della loro analisi anche l'estremo individualismo dell'autore, ritenuto un antesignano della cultura liberale e anarchica dei secoli a lui successivi. Nella seconda metà del XX secolo si è assistito ad una crescita notevole dell'interesse nei confronti di de Sade, un ritorno in auge che si deve all'opera di studio - dopo l'interesse dei surrealisti come Guillame Apollinaire e André Breton - iniziata da Roland Barthes, Jacques Derrida e Michel Foucault negli anni cinquanta e sessanta.

De Sade, attraverso le perversioni e analizzando se stesso e le proprie fantasie, giunge all'idea che le vere motivazioni umane scaturiscano dal profondo, anticipando la teoria delle pulsioni sessuali, distruttive e conservative di Sigmund Freud (Eros e Thanatos), il padre della psicoanalisi. Il marchese usa mettere una morale nei propri scritti che sia essa l'ateismo, la libertà, o la sua convinzione sulla malvagità intrinseca dell'uomo, una legge della giungla umana (Homo homini lupus). Egli, inseguendo l'Eros e la distruzione, giunge al Nulla, una sorta di nichilismo ateo ed esistenzialista, che verrà approfondito da molti intellettuali successivi in maniera completamente diversa, ma giungendo a conclusioni simili. La felicità per de Sade è breve e illusoria, ed egli è in fondo un pessimista.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • L'opera di Peter Weiss intitolata The Persecution and Assassination of Jean-Paul Marat o brevemente Marat/Sade, è una descrizione immaginaria della vita di Sade a Charenton. In questa trasposizione, il marchese è dipinto come un cinico, che in ogni sua azione è guidato dai sensi. La sua figura viene posta in contrasto con quella di Jean-Paul Marat, simboleggiante lo spirito della rivoluzione.[32]
  • Lo scrittore giapponese Yukio Mishima scrisse un'opera teatrale intitolata Madame de Sade.
  • Lo scrittore e attore canadese Barry Yzereef ha scritto il testo di una rappresentazione intitolata Sade, un monologo del marchese ambientato nella prigione di Vincennes.
  • Doug Wright ha realizzato una commedia, Quills, surreale descrizione dei tentativi di censura attuati contro Sade a Charenton; la rappresentazione teatrale è stata adattata per la realizzazione di un film omonimo.
  • La Fura dels Baus hanno messo in scena una loro produzione, XXX, basata sulle opere e sul pensiero di Sade.
  • Lost Cherry Orchard è un dramma interpretato dalla compagnia teatrale ceca Depressed Children Long for Money (Depresivní děti touží po penězích) ed è basato sulla La filosofia nel boudoir di Sade e su Il giardino dei ciliegi di Anton Pavlovič Čechov.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La vita e gli scritti di De Sade hanno ispirato numerose pellicole. Fra i registi che hanno lavorato su Sade spiccano in particolare i nomi di Luis Buñuel (il primo cineasta a citare Sade in un film), Peter Brook, Jesus Franco e Pier Paolo Pasolini[33]. Rappresentazioni delle opere di Sade cominciarono ad apparire a partire dal periodo surrealista. Ecco una lista di alcuni film (tralasciando gli innumerevoli a carattere esclusivamente pornografico) basati sulla sua vita e sulle sue opere letterarie:

Titoli di testa di Salò o le 120 giornate di Sodoma, film di Pier Paolo Pasolini, tratto da Le 120 giornate di Sodoma di De Sade
  • L'âge d'or (1930), nato dalla collaborazione tra il regista Luis Buñuel e l'artista surrealista Salvador Dalí. La scena finale, ispirata alle 120 giornate di Sodoma, mostra una conclusione, non presente nel libro, con i libertini, accompagnati da una figura cristologica, impersonata dall'attore Lionel Salem, che emergono dal loro rifugio nel castello di Silling. La figura di De Sade ritornerà, interpretata da Michel Piccoli, nel successivo film La via lattea, diretto da Buñuel nel 1969.
  • Il teschio maledetto (1966), film horror britannico basato sul racconto di Robert Bloch intitolato The Skull of the Marquis de Sade. Peter Cushing interpreta un collezionista il cui corpo viene posseduto dallo spirito del Marchese quando entra in possesso del cranio di questi. Il marchese appare nel prologo come un corpo in decomposizione dissepolto da un saccheggiatore di tombe. In un'altra scena un personaggio fa un breve racconto della vita di Sade, enfatizzandone le reputazione di "uomo nero".
  • Don't Lose Your Head, nel film, nella serie comica Carry On, (1966), Charles Hawtrey interpreta un certo "Duc de Pommfrit", mentre legge un libro di de Sade prima di essere portato alla ghigliottina.
  • Marat-Sade, Il film del 1966, (titolo originale Marat/Sade) diretto da Peter Brook, che diresse anche la prima produzione in lingua inglese su questo soggetto. Patrick Magee interpreta il Marchese.
  • Justine ovvero le disavventure della virtù (in francese Marquis de Sade: Justine) , diretto da Jesus Franco (1968). Klaus Kinski assume le vesti del Marchese, apparendo nella cella mentre scrive il romanzo cui fa riferimento il titolo.
  • La via lattea
  • De Sade 70 (conosciuto anche con il titolo La filosofia nel boudoir; titolo per Germania e Spagna: Eugenie... The Story of Her Journey into Perversion; titolo per il mondo anglofono: Philosophy in the Boudoir) (1969). Un altro film di Franco, con Christopher Lee nel ruolo di Dolmancé.
  • De Sade (1969), versione romanticizzata della vita di de Sade, scritto da Richard Matheson e diretto da Cy Endfield. Al momento della sua proiezione ebbe grande notorietà e vari contenuti sessuali in esso presenti vennero ripresi da Playboy per una serie di pubblicazioni ad essi ispirata. Keir Dullea interpreta il Marchese (che nel film viene chiamato con il nome Louis-Aldonze-Donatien) in un cast che include tra gli altri Lilli Palmer, Senta Berger, Anna Massey, e John Huston.
  • De Sade 2000 (Eugénie, conosciuto anche con il titolo Eugénie de Sade), un altro adattamento di Jesus Franco (1970). Questa volta Franco ripropone il testo "Eugénie de Franval", collocandolo nel XX secolo.
  • Justine de Sade, diretto da Claude Pierson (1972).
  • Salò o le 120 giornate di Sodoma, diretto da Pier Paolo Pasolini (1975). Il romanzo sadiano viene collocato nell'Italia fascista.
  • Cruel Passion (1977), una riproposizione di De Sade's Justine, con Koo Stark nelle vesti dell'eroina vittima di innumerevoli sevizie.
  • Waxwork - Benvenuti al museo delle cere (1988), un horror. In questo film le persone, una volta disegnate su dei tableaux in una camera degli orrori, entrano nelle vite di coloro che erano originariamente rappresentati. Due personaggi son così trasportati nel mondo del Marchese, dove vengono torturati da Sade (J. Kenneth Campbell) e da un Principe, interpretato da Anthony Hickox.
  • Marquis (1989), una produzione franco-belga che combina l'utilizzo di pupazzi e l'animazione per descrivere la vita del Marchese (doppiato da Francois Marthouret) mentre è imprigionato nella Bastiglia.
  • Night Terrors (1993), un film horror di Tobe Hooper, che pone l'accento sulla natura malvagia del Marchese. La rappresentazione degli ultimi giorni del marchese viene intercalata con la vicenda di un suo discendente contemporaneo, un serial killer. Tobe Hooper è il regista, mentre l'icona horror Robert Englund interpreta de Sade e il suo discendente.
  • Marquis de Sade (1996). Il Marchese (Nick Mancuso) seduce una giovane vergine dalla sua cella ove è rinchiuso.
  • Sade - Segui l'istinto (2000), diretto da Benoît Jacquot. Daniel Auteuil interpreta Sade, imprigionato in una villa in campagna con altri nobili a causa della rivoluzione. Troviamo il Marchese impegnato nell'educazione sessuale di una giovane.
  • Quills - La penna dello scandalo (2000), un adattamento dell'opera teatrale di Doug Wright fatta dal regista Philip Kaufman. Si tratta di una versione romanticizzata degli ultimi giorni di Sade, che si interroga sulla questione della pornografia e della responsabilità sociale. Troviamo Geoffrey Rush nel ruolo di Sade in un cast che include anche Kate Winslet, Joaquin Phoenix, e Michael Caine. Il film ritrae Sade come un paladino della libertà di espressione, in un'ottica più ampia di critica alla censura dei giorni nostri.[34]
  • Lunacy o Šílení (2005): produzione ceca diretta da Jan Švankmajer. Trae ispirazione sia dai racconti del terrore di Edgar Allan Poe sia dalle opere del marchese de Sade.

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Markisinnan De Sade: telefilm di Ingmar Bergman del 1992.
  • Jack of All Trades, serie tv del genere commedia-avventura ambientata nell'Ottocento con Bruce Campbell. Nell'episodio "X Marquis the Spot" (2000), Jack visita il luogo di villeggiatura del marchese de Sade su un'isola e gareggia in una gara di resistenza, in una parodia di Survivor.
  • Troviamo un'interpretazione di de Sade nelle vesti del cattivo in un episodio della serie televisiva Fantasy Island.
  • Nel telefilm Gossip Girl, uno dei protagonisti Chuck Bass considera De Sade uno dei suoi autori preferiti.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • Il pornografo Restif de la Bretonne contemporaneo di de Sade e suo rivale pubblicò nel 1793 un romanzo intitolato Anti-Justine.
  • Anon., Le Marquis de Sade, ses aventures, ses œuvres, Fayard, 1885. Pubblicato originariamente su L'Omnibus.
  • Rachilde, La Marquise de Sade, 1887, nuova edizione Gallimard, 1996
  • Georges Bataille utilizzò le tecniche di scrittura di Sade applicate per descrivere trasgressioni sessuali al fine di scioccare e provocare il lettore.
  • Nella raccolta fantascientifica curata da Harlan Ellison Dangerous Visions (1967), troviamo un racconto di Robert Bloch intitolato Un giocattolo per Juliette (A Toy For Juliette), che fa riferimento al personaggio sadiano Juliette e utilizza espedienti narrativi tipici di de Sade.
  • Bloch ha scritto anche un racconto intitolato The Skull of the Marquis de Sade, nella quale si racconta di un collezionista il cui corpo viene impossessato dallo spirito del marchese dopo essere entrato in possesso del cranio di questi. La storia è stata adattata nel film The Skull (1966), con Peter Cushing e Patrick Wymark.
  • Lo scrittore polacco Stanisław Lem ha scritto un saggio nel quale analizza gli argomenti della teoria dei giochi esposti nella novella di Sade Justine.
  • Nel libro di Thomas Pynchon Vineland "The Marquis de Sod" è il nome di una società.
  • The Marquis Doll Adventures, una novella di Paula Hopkins, delinea un mondo futuro abitato da personaggi dai tratti sadiani.
  • Serge Bramly, Sade, La Terreur dans le boudoir, Grasset, 2000
  • Isabella Santacroce "V.M.18"
  • Nel 2013 Sasha Grey ha pubblicato The Juliette Society, romanzo erotico il cui titolo viene spiegato in relazione al personaggio di Juliette, una delle protagoniste di diversi romanzi del Marchese. Nel libro, inoltre, il Marchese è più volte citato e l'autrice l'ha inserito nei ringraziamenti finali tra gli scrittori che più l'hanno ispirata.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • La canzone del 1990 Sadeness (così come la raccolta di cui è parte, Principles of Lust), creata dal "musical project" Enigma, è un omaggio al marchese de Sade, che ne è anche il tema ispiratore.
  • Nella canzone Babalon AD (So Glad For The Madness) dalla band metal Cradle of Filth, presente nell'album Damnation and a Day, il narratore (il diavolo) afferma che "dictated to de Sade in the dark entrails of the Bastille" (dettò a Sade nelle viscere della Bastiglia).
  • Il DJ e produttore olandese Dov J. Elkabas, noto come The Prophet, ha usato il nome "MarQuiz De Sade" per la pubblicazione del vinile MarQ 1. Tale disco contiene le tracce Sadizm, The Brother MarQuiz e S.O.A.B.
  • De Sade è menzionato nel musical di Alan Menken Little Shop of Horrors nella canzone Dentist.
  • Nel video musicale "Hurricane" dei 30 Seconds to Mars viene citata "La Philosophie dans le boudoir (1795)" con il passaggio: "abandonnez tous vos sens au plaisir; qu'il soit le seul dieu de votre existence; c'est à lui seul qu'une jeune fille doit tout sacrifier, et rien à ses yeux ne doit être aussi sacré que le plaisir."
  • Nell'album "Le aristocrazie mentali dell'età contemporanea" del cantautore Giuseppe Cutrò, l'ottava traccia, dal titolo "Donatien Alphonse François De Sade" ,canta della vita e del pensiero del marchese De Sade.

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Marchese de Sade è stato il protagonista di un omonimo fumetto avventuroso ed erotico italiano, De Sade, pubblicato negli anni settanta dalla Ediperiodici, casa editrice specializzata nella fumetteria per adulti a sfondo sadico e horror.
  • È anche uno dei personaggi della serie a fumetti The Invisibles di Grant Morrison. In particolare, i protagonisti della serie compiono un viaggio "psico-temporale" nella Francia del Terrore allo scopo di riportare con loro nel presente lo spirito di de Sade. Tuttavia, a causa dell'interposizione dei loro nemici rimangono intrappolati in un mondo fittizio in cui le 120 giornate di Sodoma sono la realtà. Alla fine però riescono nel loro intento e il marchese, ambientato ai giorni nostri, finisce per costruire un colossale accumulatore orgonico grazie a tutte le sue conoscenze nel campo della sessualità distorta.
  • Guido Crepax, nelle sue "graphic novels", traspone in forma attenuata il romanzo di Justine.
  • Nella serie manga Kingdom Hearts, Larxene è raffigurata in un episodio mentre legge un libro del marchese de Sade. Questo personaggio è inoltre sadico.
  • Nella serie limitata del 2007 rilasciata dalla Marvel Comics "Penance Relentless" il personaggio principale, Penance (Robbie Baldwin), è raffigurato con una copia di un libro intitolato "Pain & Pleasure: The Life and Times of the Marquis de Sade". Questo personaggio inoltre è in grado di attivare i suoi poteri solamente quando è sottoposto a indicibili sofferenze.
  • Il personaggio della DC Comics Desaad, creato da Jack Kirby in Nuovi Dei #2 (1971), è ispirato a De Sade. La sua assistente, Lady Justeen, creata da Walter Simonson in Orion #1 (2000), è analogamente ispirata alla sadiana Justine.
  • Nella serie a fumetti scritta da Garth Ennis ed edita dalla linea Vertigo della DC Comics, Preacher, appare un personaggio chiamato Gesù De Sade, un ricco magnate che pratica festini orgiastici a base di droga e pratiche sessuali di ogni tipo, anche con animali.
  • L'eroina western Djustine creata da Enrico Teodorani è una fusione tra il pistolero Django protagonista dell'omonimo film di Sergio Corbucci e la Justine del marchese de Sade. Inoltre il titolo di una delle prime storie della pistolera, Le 120 Giornate di Djustine, è un chiaro rimando al romanzo Le 120 giornate di Sodoma di Sade.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Marchese de Sade è presente nel videogioco Assassin's Creed: Unity, titolo multipiattaforma prodotto da Ubisoft uscito il 13 novembre 2014[35]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Opere e poetica di Donatien-Alphonse-François de Sade.

Le opere sono ordinate in ordine cronologico di pubblicazione.

Monumento eretto in onore del Marchese de Sade di fronte al castello di Lacoste (Vaucluse)

Romanzi e novelle[modifica | modifica wikitesto]

  • 1791: Justine o le disavventure della virtù (Justine ou les Malheurs de la vertu), manoscritto datato 1788, versione originaria poi ampliata del 1787.
  • 1795: Aline e Valcour, ovvero Il romanzo filosofico (Aline et Valcour, ou le Roman philosophique), manoscritto datato 1788.
  • 1795: La filosofia nel boudoir (La Philosophie dans le boudoir)
  • 1799: La nuova Justine, ovvero Le sciagure della virtù (La Nouvelle Justine, ou les Malheurs de la vertu), continuazione di Justine ou les Malheurs de la vertu
  • 1800: I crimini dell'amore, novelle eroiche e tragiche, intitolato anche I criminali dell'amore. Sadismo e crudeltà di un amore impossibile (Les Crimes de l'amour, Nouvelles héroïques et tragiques)
    • Prefazione
      • Un'idea sui romanzi (Une Idée sur les romans)
    • vol. I:
      • Juliette e Raunai, ovvero La cospirazione d'Amboise (Juliette et Raunai, ou la Conspiration d'Amboise)
      • La doppia prova, intitolato anche La doppia prova ovvero La rivale di sua figlia (La Double Épreuve)
    • vol. II:
      • Prefazione
        • Lettera della Nelmours
      • La contessa di Sancerre ovvero La rivale di sua figlia (La Comtesse de Sancerre, ou la Rivalle de sa fille)
      • Miss Henriette Stralson, ovvero Gli effetti della disperazione (Miss Henriette Stralson, ou les Effets du désespoir)
      • Faxelange, ovvero I torti dell'ambizione (Faxelange, ou les Torts de l'ambition)
      • Florville e Courval, ovvero Il fatalismo, intitolato anche più brevemente Florville e Courval o anche Le sciagure di Florville. Quando l'assurdo diventa realtà (Florville et Courval, ou le Fatalisme)
    • vol. III:
      • Rodrigue, ovvero La torre incantata (Rodrigue, ou la Tour enchantée)
      • Laurence e Antonio (Laurence et Antonio)
      • Ernestine (Ernestine)
    • vol. IV:
      • I criminali dell'amore. Eugenia di Franval (Eugénie de Franval)
        • I storia
      • Dorgeville, ovvero Il criminale per virtù (Dorgeville, ou le Criminel par vertu)
        • II storia
  • 1801: Storia di Juliette, ovvero La prosperità del vizio (Histoire de Juliette, ou les Prospérités du vice), continuazione de La Nouvelle Justine, ou les Malheurs de la vertu.
  • 1813: La marchesa di Gange (La Marquise de Gange)
  • 1881: Dorci, ovvero La stranezza della sorte (Dorci, ou la Bizarrerie du sort), manoscritto datato 1788.
  • 1904: Le 120 giornate di Sodoma, ovvero Le scuola di libertinaggio (Les 120 journées de Sodome, ou l'École du libertinage), manoscritto datato 1785.
  • 1926: Dialogo tra un prete e un moribondo (Dialogue entre un prêtre et un moribond), manoscritto datato 1782.
  • 1926: Storie, racconti e favole, intitolato anche Histoirettes. Storielle piccanti del XVIII secolo (Historiettes, Contes et Fabliaux), manoscritto datato 1788.
    • Prefazione
    • Histoirettes:
      • Prologo
      • Il serpente (Le Serpent)
      • La battuta del guascone (La Saillie Gasconne)
      • La felicità finta, rititolato Una finzione felice (L'Heureuse Feinte)
      • Punizione di un ruffiano ( Le M... puni )
      • Il vescovo impantanato (L'Évêque embourbé)
      • Il redivivo, rititolato Il fantasma (Le Revenant)
      • Gli oratori provenzali (Les Harangueurs Provençaux)
      • Imbrogliatemi sempre in questo modo (Attrapez-moi toujours de même)
      • Il coniuge compiacente, intitolato anche Lo sposo compiacente (L'Époux complaisant)
      • Avventura incomprensibile, intitolato anche Un'avventura incomprensibile, attestata da un'intera provincia (Aventure incompréhensible)
      • Il fiore di castagno, intitolato anche Il fiore del castagno (La Fleur de châtaignier)
    • Contes et Fabliaux:
      • L'istitutore filosofo, intitolato anche Il filosofo istruttore (L'Instituteur philosophe)
      • La prudenza, ovvero L'incontro imprevisto, intitolato anche La pudica o l'incontro inatteso (La Prude, ou la Rencontre imprévue)
      • Émilie de Tourville, ovvero la crudeltà fraterna, intitolato anche Emilia di Tourville o la crudeltà fraterna o anche La storia della signorina di Tourville (Émilie de Tourville, ou la Cruauté fraternelle)
      • Augustine de Villeblanche, ovvero Lo stratagemma dell'amore, intitolato anche Agostina di Villeblanche o lo stratagemma dell'amore (Augustine de Villeblanche, ou le Stratagème de l'amour)
      • Sia fatto secondo la richiesta (Soit fait ainsi qu'il est requis)
      • Il signore di Fontanis. Uno sconosciuto De Sade umorista-piccante, intitolato anche più brevemente Il signore di Fontanis, o anche Il signore di Fontanis ovvero Il presidente burlato, o anche Il giudice beffato (Le Président mystifié)
        • Prefazione del "Signore di Fontanis"
      • La marchesa di Thélème, ovvero Gli effetti del libertinaggio (La Marquise de Thélème, ou les Effets du libertinage)
      • Il taglione (Le Talion)
      • Il cornuto di se stesso ovvero La riconciliazione prevista (Le Cocu de lui-même, ou le Raccommodement imprévu)
      • C'è posto per due (Il y a place pour deux)
      • Lo sposo emendato (L'Époux corrigé)
      • Il marito prete. Racconto provenzale (Le Mari prêtre)
      • La castellana di Longeville o la donna vendicata (La Châtelaine de Longeville, ou la Femme vengée)
      • I ladri (Les Filous)
    • Appendice:
      • Les Dangers de la bienfaisance
  • 1930: Le disavventure della virtù (Les Infortunes de la vertu), manoscritto datato 1787, versione originaria di Justine (1788).
  • 1953: Storia segreta di Isabella di Baviera, regina di Francia (Histoire secrète d'Isabelle de Bavière, reine de France), manoscritto datato 1814.
  • 1964: Adelaide di Brunswick, principessa di Sassonia (Adélaïde de Brunswick, princesse de Saxe), manoscritto datato 1812.
  • Le giornate di Florebelle o la natura disvelata (Les Journées de Florbelle ou la Nature dévoilée), opera distrutta.
  • Les Delassements du libertin, ou la Neuvaine de Cythere, opera distrutta.
  • La Fine Mouche, opera distrutta.
  • L'Heureux Echange, opera distrutta.
  • Les Inconvenients de la pitié, opera distrutta.
  • Les Reliques, opera distrutta.
  • Le Curé de Prato, opera distrutta.

Opere teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • 1781: L'incostante (L'Inconstant)
  • 1783: La doppia prova, ovvero Il prevaricatore (La Double Épreuve, ou le Prévaricateur), tragedia.
  • 1783: Il marito credulone, ovvero La folle prova (Le Mari crédule, ou la Folle Épreuve), commedia.
  • 1800: Oxtiern, ovvero Le sfortune del libertinaggio (Oxtiern, ou les Malheurs du libertinage), prima rappresentazione del 1791.
  • 1967: Il filosofo autoproclamato (Le Philosophe soi-disant)
  • 1970: Gli antiquari (Les Antiquaires), manoscritto datato 1790.
  • 1970: La stanza da letto (Le Boudoir)
  • 1970: La capricciosa (Le Capricieux)
  • 1970: La raffigurazione della sfortuna (L'Égarement de l'infortune), andato parzialmente perduto.
  • 1970: Fanni, ovvero gli effetti della disperazione (Fanni, ou les Effets du désespoir), manoscritto datato 1790.
  • 1970: Le feste dell'amicizia (Les Fêtes de l'Amitié), manoscritto datato 1790.
  • 1970: Immunità e tradimento (Franchise et trahison), manoscritto datato 1790.
  • 1970: Henriette e Saint-Clair (Henriette et Saint-Clair), andato parzialmente perduto.
  • 1970: Jeanne Lainé, ovvero L'assedio di Beauvais (Jeanne Lainé, ou le Siège de Beauvais)
  • 1970: Le gemelle, ovvero La difficile scelta (Les Jumelles, ou les Choix difficile)
  • 1970: Sophie e Desfrancs, il misantropo per amore (Sophie et Desfrancs, le Misanthrope par amour)
  • 1970: Tancredi (Tancrède), andato parzialmente perduto.
  • 1970: La torre incantata (La Tour enchantée)
  • 1970: L'unione delle arti (L'Union des arts ou les Ruses de l'amour), in due parti, parzialmente perdute: Divertissement e La Fille malheureuse.
  • Henriette, ovvero La voce della natura (Henriette, ou la Voix de la nature)
  • Lo stratagemma dell'amore, ovvero I sei spettacoli (La Ruse d'amour, ou les Six Spectacles)
  • Il mutante, ovvero L'uomo cangiante (Le Métamiste, ou l'Homme changeant)
  • Lo spergiuro (Le Suborneur)

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

  • 1961: La verità (La Vérité), manoscritto datato 1787.

Scritti politici[modifica | modifica wikitesto]

  • 1791: Discorso di un cittadino di Parigi al re dei Francesi (Adresse d'un citoyen de Paris, au roi des Français)
  • 28 ottobre 1792: Sezione di Piques. Osservazioni presentate all'Assemblea amministrativa degli ospedali (Section des Piques. Observations présentées à l'Assemblée administrative des hôpitaux)
  • 2 novembre 1792: Sezione di Piques. Proposte sulle modalità di punizione di Luigi, da un cittadino di questa sezione (Section des Piques. Idée sur le mode de la sanction des Lois, par un citoyen de cette section)
  • 1793: Sezione di Piques. Discorso pronunciato alla festa di premiazione della sezione di Piques, al cospetto di Marat e Le Pelletier, da Sade, cittadino di questa sezione e membro della Società popolare (Section des Piques. Discours prononcé à la Fête décernée par la Section des Piques, aux mânes de Marat et de Le Pelletier, par Sade, citoyen de cette section et membre de la Société populaire)
  • 1793: Petizione della sezione di Piques ai rappresentanti del popolo francese (Pétition de la Section des Piques, aux représentants du peuple français)
  • Progetto di modifica dei nomi delle vie della circoscrizione della sezione di Piques (Projet tendant à changer le nom des rues de l'arrondissement de la Section des Piques)
  • 1795: Francesi, ancora uno sforzo se volete essere Repubblicani (Français, encore un effort si vous voulez être républicains), pubblicato unitamente a La filosofia del boudoir.
  • Les Caprices, ou un peu de tout, perduto.

Appunti sparsi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il portafogli di un uomo di lettere (Le Portefeuille d'un homme des lettres)
  • 1952: Il fanatico, racconto morale e filosofico (Séide, conte moral et philosophique), Mercure de France n° 1070.
  • 1956: Centoundici note sulla Nuova Justine (Cent onze Notes pour la Nouvelle Justine), manoscritto datato 1791.
  • 1964: Appunti sulle Giornate di Florbelle, o la Natura rivelata (Notes pour les Journées de Florbelle, ou la Nature dévoilée)

Altri scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Corrispondenza (Correspondance)
  • 1801: L'autore de "I crimini dell'amore" a Villeterque, un resoconto (L'Auteur des « Crimes de l'amour » à Villeterque, folliculaire)
  • 1953: Carteggi personali (Cahiers personnels), datati 1803-1804.
  • 1967: Viaggio in Olanda (Voyage en Hollande)
  • 1967: Viaggio in Italia (Voyage d'Italie)
  • 1967: Opuscoli sul teatro (Opuscules sur le théâtre)
  • 1967: Assortimento di prosa e versi (Mélanges de prose et de vers)
  • 1970: Diario (Journal), datato 1807-1808-1814

Opere varie di attribuzione incerta[modifica | modifica wikitesto]

  • 1787: La prostituta vergine o La cortigiana anafrodita (La Courtisane anaphrodite, ou la Pucelle libertine)
  • 1949: L'aquila, signorina (L'Aigle, Mademoiselle), corrispondenza.
  • 1953: Il carillon di Vincennes (Le Carillon de Vincennes), corrispondenza.
  • 1954: Signor le 6. Lettere inedite (Monsieur le 6), corrispondenza 1778-1784.
  • 1959: Strenne filosofiche (Étrennes philosophiques)
  • Lettera al cittadino Gaufridy (Lettre au citoyen Gaufridy)
  • Quarto quaderno di appunti o riflessioni (Quatrième cahier de Notes ou reflexion)
  • L'orco Minski seguito da Il papa Braschi (L'ogre Minski-Le pape Braschi)
  • Discorso contro Dio (Discour contre Dieu)
  • Il mio arresto del 26 agosto (Mon arrestations du 26 Août), corrispondenza.
  • La vaniglia e la manilla (La Vanille et la Manille), corrispondenza.
  • Assortimento di prosa e di versi (Mélanges de Prose et de vers), manoscritti del 1758-1765 (Cercle du Livre Précieux).

Opere scritte con altri autori[modifica | modifica wikitesto]

  • Pauline e Belval, ovvero le vittime di un amore criminale (Pauline et Belval, ou les Victimes d'un amour criminel): autore incognito (M. R***), testo corretto da Sade, che probabilmente redasse la prefazione.
  • Zoloé e le sue due compagne, ovvero alcune decadi della vita di tre bellezze (Zoloé et ses deux acolythes ou Quelques Décades de la vie de trois jolies femmes): anonima, attribuita erroneamente a Sade.

Sade in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, Sade è stato pubblicato con traduzioni di Gianni Nicoletti, Claudio Rendina, Adriana Klingly, Adriano Grande, Giuseppe De Col, Giorgio Vorstein, Luigi Baccolo, Aurelio Valesi, Vito Romaniello, Emilio Carizzoni, Angelo Fiocchi, Nico De Rentis Marra, Paolo Caruso, Lanfranco Binni, Elémire Zolla, Enrico Badellino, Daniele Gorret, Flaviarosa Nicoletti Rossini, Gian Piero Brega, Marisa Vassalle, Pino Bava, Giancarlo Pavanello, Adriano Spatola, Giorgio Varchi, Paolo Guzzi, Luisa Collodi, Riccardo Reim, Angelo Fiocchi, Raffaello Delfino, Pietro Citati, Gianna Manzini, Lucia Tozzi, Marella Sampietro, Giorgio Celli, Giovanni Mariotti, Lucio Chiavarelli, Giuseppe Recchia, Maurizio Grasso, Antonietta Cavalca, Gianni Frati, Nicoletta Dudan, Giancarlo Pontiggia, Walter Mauro, Elena Grillo, Francesco Saba Sardi, Alfredo Maria Bonanno, Anna Maria Lobina Corno, Benito Iezzi, Pietro Bartalini Bigi, Armando Marchi, Piero Ferrero, Riccardo Benedettini, Marina Premoli, Stefano Lanuzza, Francis Cecosk e Marco Cavalli; e con prefazioni di Andrea Calzolari, Alberto Moravia, Guido Piovene, Mario Praz, Virginia Finzi-Ghisi, Carlo Pasi, Bruno Cagli, Martino Conserva, oltre ad alcuni già citati e a traduzioni di pagine di Pierre Klossowski, Roland Barthes, Gilbert Lély, Simone de Beauvoir, Maurice Blanchot, Jean-Jacques Pauvert o Jean Paulhan.

Oltre alle scelte di Zolla (1961, presso Longanesi), Gian Piero Brega (1962 presso Feltrinelli) o Paolo Caruso (1976 e successive, ne «I Meridiani» Mondadori), l'unica traduzione integrale di tutte le opere è quella a cura di Gianni Nicoletti per Newton Compton; singole opere sono sparse per molte case editrici.

La bibliografia critica, piuttosto ampia, include anche monografie di Giuseppe Conte, Esio Benedetti, Valerio Cantafio Casamaggi, Fausto Curi, Roberto D'Amato, Umberto Galimberti, Luigi Baccolo, Vincenzo Barba, Ruggero Campagnoli, Marco Palladini, Carlo Pasi e Roberto Imperoli; e biografie di Giancarlo Ottani, Carlo Palumbo, Alberto Arcioni e Luigi Baccolo (anche le biografie di Octave Béliard e di Jules Janin sono state tradotte dal francese).

Bibliografia su de Sade[modifica | modifica wikitesto]

  • 1834 - Jules Janin, Le marquis de Sade, traduzione e cura di Giorgio Leonardi, Roma: Salerno, 2006
  • 1858 - Paul Lacroix (con lo pseudonimo di P. L. Jacob), Le Marquis de Sade, Adolphe Delahays, trad. in appendice al precedente
  • 1899 - Iwan Bloch, Marquis de Sade: his life and works (Testo in PDF)
  • 1903 - Émile Laurent, Le Sadisme et la littérature: le marquis de Sade, Vigots frères
  • 1906 - Henri d'Alméras, Le Marquis de Sade: l'homme et l'écrivain, Albin Michel
  • 1909 - Guillaume Apollinaire, L'Eubre du Marquis de Sade, Bibliothèque des Curieux
  • 1928 - Octave Béliard, Le Marquis de Sade, Éditions du Laurier, trad. di Nicola De Aldisio, Roma: OET, 1945
  • 1939 - André Breton, D.A.F. de Sade, in Anthologie de l'humour noir, trad. a cura di Mariella Rossetti e Ippolito Simonis, Torino: Einaudi, 1970
  • 1947 - Pierre Klossowski, Sade Mon Prochain, trad. di Gaia Amaducci, Milano: SugarCo, 1970, poi Milano: ES, 2003
  • 1949 - Maurice Blanchot, Lautréamont et Sade, trad. di Vincenzo Del Ninno, Bari: Dedalo, 1974, poi Milano: SE, 2003
  • 1950 - Maurice Heine, Le Marquis de Sade, Ed. Lilac
  • 1950 - Gilbert Lély, Le marquis de Sade
  • 1951 - Jean Paulhan, Le Marquis de Sade et sa complice, Gallimard, trad. di Dora Bienaime, Ravenna: Longo, 1992
  • 1952-1957 - Gilbert Lély, Vie du marquis de Sade, trad. di Gian Piero Brega, Sade profeta dell'erotismo, Milano: Feltrinelli, 1960
  • 1957 - Georges Bataille, Sade et l'homme normal et L'homme souverain de Sade, in L'érotisme, trad. di Adriana Dell'Orto, Milano: Mondadori, 1957
  • 1961 - Gilbert Lély, The Marquis de Sade, a biography
  • 1962 - Walter Drummond, Philosopher of Evil: The Life and Works of the Marquis de Sade
  • 1963 - Geoffrey Gorer, The life and ideas of the Marquis de Sade
  • 1965 - Jean-Jacques Pauvert, Sade. Un'innocenza selvaggia 1740-1777, trad. di Elena De Angeli, Torino: Einaudi, 1988
  • 1971 - Roland Barthes, Sade, Fourier, Loyola, trad. di Lidia Lonzi, Torino: Einaudi, 1971, nuova ed. a cura di Gianfranco Marrone, ivi, 2001
  • 1972 - Simone de Beauvoir, Faut-il brûler Sade?, trad. di Giuseppe Grasso, Roma: Lucarini, 1989; Milano: Iota Libri, 1973
  • 1974 - Alice M. Laborde, Sade romancier, Éditions de la Baconnière
  • 1976 - Philippe Roger, Sade: la philosophie dans le pressoir, Grasset
  • 1977 - Donald Thomas, Le marquis de Sade: biographie illustré, Seghers
  • 1978 - Chantal Thomas, Sade, l'œil de la lettre, Payot
  • 1978 - Marcel Hénaff, Sade, l'invention du corps libertin, PUF
  • 1978 - Ronald Hayman, De Sade: A Critical Biography
  • 1979 - Angela Carter, The Sadeian Woman, trad. di Patrizia Carella, Milano: Feltrinelli, 1986
  • 1982 - Annie Le Brun, Les Châteaux de la subversion, J-J Pauvert
  • 1984 - Henri Fauville, La Coste – Sade en Provence, Édisud
  • 1986 - Maurice Blanchot, Sade et Restif de La Bretonne, Complexe
  • 1986 - Annie Le Brun, Soudain un bloc d'abîme, Sade, J-J Pauvert
  • 1986 - Colette Verger Michael, The Marquis de Sade: the man, his works, and his critics: an annotated bibliography
  • 1987 - Jean Paulhan, Le Marquis de Sade et sa complice ou les Revanches de la pudeur, Complexe
  • 1988 - Colin Wilson, The Misfits: A Study of Sexual Outsiders
  • 1989 - Colette Verger Michael, Sade, his ethics and rhetoric
  • 1989 - Annie Le Brun, Sade, aller et détours, Plon
  • 1989 - Annie Le Brun, Petits et grands théâtres du marquis de Sade, Paris Art Center
  • 1990 - Alice M. Laborde, Les Infortunes du marquis de Sade, Champion-Slatkine
  • 1990 - Jean-Louis Debauve, D.A.F. de Sade, lettres inédites et documents, prefazione e cronologia di Annie Lebrun, Éditions Ramsay/Jean-Jacques Pauvert
  • 1991 - Maurice Lever, Donatien Alphonse Francois, marquis de Sade, Fayard
  • 1993 - Octavio Paz, Un más allá erótico: Sade ([1])
  • 1994 - Roger Shattuck, Forbidden Knowledge: From Prometheus to Pornography
  • 1995 - Thomas Moore, Dark Eros: The Imagination of Sadism
  • 1995 - Timo Airaksinen, The Philosophy of the Marquis de Sade
  • 1996 - Philippe Sollers, Sade contre l'Être suprême, Quai Voltaire
  • 1998 - Laurence L. Bongie, Sade: A Biographical Essay
  • 1998 - Octavio Paz, An Erotic Beyond: Sade
  • 1999 - Neil Schaeffer, The Marquis de Sade: A Life
  • 1999 - Francine de Plessix Gray, At Home With the Marquis de Sade: A Life
  • 1999 - Isabel Brouard, Prefazione a Justine o le sfortune della virtù, Edizioni Catedra
  • 1999 - Valerio Cantafio Casamaggi, Il Marchese de Sade a Firenze nel 1775, Bollettino Società Studi Fiorentini n. 5
  • 2000 - Alice M. Laborde, Le Mariage du marquis de Sade, Ed. Champion
  • 2000 - Alice M. Laborde, Sade authentique, Slatkine
  • 2002 - Caroline Warman, Sade: from materialism to pornography
  • 2002 - Maurice Nadeau, Sade, l'insurrection permanente
  • 2003 - Ronald Hayman, Marquis de Sade: The Genius of Passion
  • 2005 - John Phillips, How to read Sade, Granta
  • 2005 - Giuseppe Conte, Il processo di comunicazione secondo Sade, Pequod
  • 2006 - Norbert Sclippa, Pour Sade
  • 2007 - Michel Delon, Les Vies de Sade, tomo I: Sade en son temps et Sade après Sade, tomo II: Sade au travail, Textuel
  • 2008 - Riccardo De Benedetti, La chiesa di Sade, una devozione moderna, Milano: Medusa
  • 2008 - Paolo Mottana, Antipedagogie del piacere: Sade e Fourier e altri erotismi, Milano: Franco Angeli
  • 2010 - Armelle St-Martin, De la medecine chez Sade: dissequer la vie, narrer la mort, Champion
  • 2010 - Valerio Cantafio Casamaggi-Armelle St-Martin, Sade et l'Italie, Desjonquères
  • 2010 - Didier Foucault, Histoire du libertinage: des goliards au marquis de Sade, Perrin
  • 2011 - Preziosa Salatino, Sade. L'ultimo dei libertini, Roma: Castelvecchi
  • 2011 - Jean Van Win, Sade philosophe et pseudo franc-macon ?, Éditions de la Hutte
  • 2012 - Stefano Lanuzza, Nel boudoir del Gran Maledetto, in D.A.F. de Sade, Ancora uno sforzo... Rivoluzioni e profanazioni del Gran Maledetto, Roma-Viterbo: Stampa Alternativa
  • 2012 - Jacques Chessex, L'ultimo cranio del marchese di Sade (romanzo), Fazi. ISBN 978-88-6411-209-1
  • 2012 - Michel Onfray, Sade, déconstruction d'un mythe, Vincennes: Frémeaux & Associés
  • 2013 - Gonzague Saint Bris, Marquis de Sade - L'ange de l'ombre, Télémaque
  • 2014 - Alberto Brodesco, Sguardo, corpo, violenza. Sade e il cinema, Milano-Udine, Mimesis

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marta Sambugar, Gabriella Salà - Letteratura italiana ed europea modulare, vol I, pag. 65, "Il romanzo del Settecento"
  2. ^ Introduzione a La filosofia del boudoir, edizione Garzanti, 2004: «Confinata nell'oblio per più di un secolo, per l'argomento scabroso e il linguaggio ardito, la controversa opera di Sade è stata riscoperta nel Novecento e indagata con nuovi strumenti filosofici-letterari e soprattutto psicologici».
  3. ^ Gilbert Lely Il profeta dell'erotismo. Vita del marchese e Sade PGreco 2012, pag.15
  4. ^ Gilbert Lely op. cit, pag.17
  5. ^ Copia del certificado de bautismo (Museo Calvet. Avignon).
  6. ^ Gilbert Lely op cit, pag.21
  7. ^ Ronald Hayman, Marqués de Sade: El genio de la pasión, Tauris Paperbacks Parke, 2003, pp.3 y 5
  8. ^ Ronald Hayman, id, p. 4
  9. ^ Gilbert Lely op cit, pag.23
  10. ^ Gilbert Lely op cit, pag.23-24
  11. ^ Gilbert Lely op cit, pag.26
  12. ^ Gilbert Lely op cit, pag.29
  13. ^ Gilbert Lely op cit, pag.33-38
  14. ^ Lever, pág. 120
  15. ^ Marais podía cubrir funciones de vigilancia para determinadas familias influyentes de la Corte. La presidenta Montreuil, conocedora de las andanzas de Sade, podría estar informada por él. En Pauvert, pág. 148, y Du Plessix, pág. 82.
  16. ^ In Pauvert, pag. 154
  17. ^ In Pauvert, pag. 191
  18. ^ Corrispondenza familiare. El Lever, pag. 132.
  19. ^ In Pauvert, pag. 186.
  20. ^ The Marquis de Sade. A Life. The definitive biography by Neil Schaeffer Home : Life & Times : Marriage (1763 - 1771)
  21. ^ a b Biografia di Sade in: Dialogo tra un prete e un moribondo: e altri testi politici e letterari, LIT, 2015
  22. ^ Vera storia e bizzarre leggende di un sadico perbene
  23. ^ In Pauvert, pag. 241
  24. ^ Lever, p. 225
  25. ^ La presidente ha ottenuto la lettre de cachet da Luigi XV; dopo la sua morte avvenuta il 10 maggio 1774, ha perso la sua validità, così si affrettò a ottenerne un'altra firmata dal suo successore, Luigi XVI. Per ottenere il nuovo ordine di custodia ci sono voluti diversi mesi. Du Plessix, 2000, p. 167
  26. ^ In Du Pelssix, 2000, p. 201
  27. ^ Du Plessix, 2000, p. 200
  28. ^ Lever, 1994, pag. 320
  29. ^ Joe Queenan, Malcontents, Philadelphia, Running Press, 2004, p. 519, ISBN 0-7624-1697-1.
  30. ^ Andrea Dworkin, Pornography. Men Possessing Women, 1979.
  31. ^ Andrea Dworkin has Died, dal Susie Bright's Journal, 11 aprile 2005.
  32. ^ Dancyger, Ken, 2002, The Technique of Film and Video Editing: History, Theory, and Practice, Focal Press, ISBN 0-240-80225-X.
  33. ^ Alberto Brodesco, Sguardo, corpo, violenza. Sade e il cinema, Milano-Udine, Mimesis, 2014, p. 11. ISBN 978-88-575-2305-7.
  34. ^ Raengo, Alessandra, and Stam, Robert, 2005, Literature and Film: A Guide to the Theory and Practice of Film Adaptation, Blackwell, ISBN 0-631-23055-6.
  35. ^ Napoleone e il Marchese de Sade protagonisti del nuovo trailer di Assassin's Creed Unity.

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