Grant Morrison

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Grant Morrison

Grant Morrison (Glasgow, 31 gennaio 1960) è un fumettista scozzese. Appartiene alla New Wave degli scrittori di fumetti britannici degli anni ottanta e novanta[1]. Diviene famoso a livello internazionale per la sua opera Batman: Arkham Asylum (del 1989) e per aver rilanciato la Justice League of America della DC Comics (dal 1997) e gli X-Men della Marvel Comics (dal 2001)[1]. Nel corso degli anni si è guadagnato un seguito di fan che lo considerano una rock star dei fumetti, questo grazie al suo stile innovativo e anticonvenzionale, emerso soprattutto nelle sue opere con personaggi meno conosciuti quali Zenith, Animal Man, Doom Patrol e The Invisibles[1]. Negli ultimi anni ha lavorato quasi esclusivamente per la DC Comics dove ha avuto il compito di rigenerare il personaggio di Superman all'interno del progetto The New 52[1].

La sua popolarità l'ha portato all'attenzione degli studios di Hollywood, interessati ai possibili adattamenti cinematografici delle sue opere a fumetti (tra le quali la miniserie We3)[1]. Su di lui è stato inoltre realizzato un documentario ed esiste una convention di fumetti da lui creata e patrocinata[1].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Debutto (1978-1986)[modifica | modifica wikitesto]

Si appassiona sin da bambino ai comic book statunitensi di cui diviene accanito lettore[2]. Dopo un periodo di incertezza adolescenziale, Grant decide di tentare la strada di scrittore e disegnatore di fumetti[3]. Si rende però subito conto che è quasi impossibile eccellere in entrambi i campi e qunindi si dedica alla scrittura che sembra permettergli un maggior controllo sulle storie e sul tipo di personaggi che desidera creare. Il suo debutto avviene nel 1978 sul magazine Near Myths per poi proseguire con collaborazioni con diversi editori britannici[3]. Il primo lavoro per una Major dei fumetti gli viene offerto dalla divisione inglese della Marvel Comics. Si tratta di una serie ispirata dalla serie di giocattoli Zoids[3]. Grant prende il lavoro molto seriamente, ma non è soddisfatto del risultato e i vincoli imposti dal franchise non gli permettono di esprimersi al meglio. Nonostante questo viene notato da Alan Grant che gli offre un lavoro a tempo indeterminato per la rivista 2000 AD[3]. Si tratta del primo vero impiego per Grant che per la prima volta nella sua vita può fare a meno del sussidio dell'assistenza sociale[3]. In questo periodo vive ancora con la madre ed un patrigno con il quale non vi è grande intesa[3]. Dopo i primi due anni durante i quali realizza storie per la serie Future Shocks (interna a 2000 AD), Grant decide di lanciare il suo personaggio Zenith[3], uno dei primi esperimenti decostruzionisti di Morrison. Racconta le avventure di una rockstar che diventa un supereroe suo malgrado quando vien reclutato per lottare contro una pandimensionale cospirazione aliena.

Affermazione[modifica | modifica wikitesto]

Morrison poi comincia a lavorare per la casa editrice DC Comics che dopo Alan Moore stava cercando sceneggiatori in Inghilterra. Il suo primo incarico è rivitalizzare un vecchio personaggio chiamato Animal Man. Morrison lo trasforma in un manifesto per i diritti degli animali (scrive storie molto dure contro la vivisezione e la caccia) e comincia a sperimentare la sua concezione metatestuale (il fumetto che parla di fumetto) del fumetto: infatti negli episodi finali Animal Man incontra il suo creatore, Grant Morrison in persona appunto, che gli spiega che lui non esiste realmente ma è solo un personaggio destinato ad intrattenere il pubblico amante dei comic.

La sua versione del vecchio gruppo di supereroi della Doom Patrol è la serie che gli dà la fama per il trattamento inconsueto che riesce ad infondere nella sceneggiatura di un fumetto di supereroi. Morrison riesce a mischiare con naturalezza l'azione con una visione onirica e decisamente surreale, caratterizzata da vari elementi (dada, supereroismo, magia nera, cospirazioni governative, strutturalismo, ecc).

Scrive anche varie miniserie per la DC come Arkham Asylum con una versione allucinata e psicotica di Batman e dei suoi nemici, Kid Eternity, la mini steampunk Sebastian O, Kill your boyfriend una sorta di storia d'amore punk. Scrive anche due numeri della serie Hellblazer (il 25 e il 26) e il romanzo grafico The Mystery Play (tratto da una sua vecchia piece teatrale).

Diventa nel 1996 il nuovo scrittore della Justice League of America, trasformando il titolo in un best-seller dopo anni in cui il titolo era surclassato da X-Men e Spawn. Morrison vede la Jla come una moderna reincarnazione del pantheon degli dei greci descrivendone quindi le gesta come fossero delle divinità.

Insieme all'amico fraterno Mark Millar scrive anche Aztek the Ultimate Man, quattro numeri della serie Swamp Thing (n. 140-143), proseguita poi dal solo Millar, e 8 numeri di Flash (n. 130-138) riuscendo così a realizzare il suo sogno di scrivere le storie del suo personaggio preferito (in una vecchia intervista raccontò che la madre gli aveva cucito una tutina rossa sulla falsariga di quella del lampo scarlatto).

A metà anni novanta esce la sua summa narrativa condensata nella serie The Invisibles, pubblicata sotto l'etichetta Vertigo (una divisione della DC specializzata in fumetti "alternativi"), che è una miscellanea di politica, sub culture, lisergia, fantascienza, fisica quantistica, gnosticismo, anarchismo, situazionismo, complotti governativi e magia. Morrison narra le avventure di un gruppo di anarchici situazionisti che lottano segretamente contro gli Arconti, un gruppo di alieni che da anni manipolano la realtà grazie all'aiuto dei governi di tutto il mondo.

Dopo il divorzio con la DC, secondo lui colpevole di non avergli accettato il progetto rivoluzionario per il rilancio di Superman e di aver manomesso alcune sue idee per la JLA tra cui il concetto di Ipertempo che doveva tappare tutti i buchi di continuity della DC, approda quindi alla Marvel Comics, per cui aveva scritto nel 1994 Skrull Kill Krew insieme a Mark Millar, miniserie che rientrava nel progetto Marvel Edge. Al suo ritorno alla Casa delle Idee, dal 2001 al 2004, dà il suo contributo più conosciuto scrivendo un controverso e cupo ciclo per la serie New X-Men (dal numero 114 al 154, numero in cui Morrison distrugge letteralmente il Marvel Universe) e le miniserie Marvel Boy e Fantastic Four 1234.

Il suo ciclo degli X-Men è osannato da pubblico e critica, sebbene Morrison spesso riproponga temi già sfruttati. Evidente il debito di Morrison verso lo storico ciclo di Claremont e Byrne, soprattutto per l'inizio e la fine della sua lunga run. La prima saga, infatti, dura 13 numeri, come la prima dei succitati autori, e anche questa presenta la razza aliena degli Shi'Ar, anche se Morrison di suo aggiunge "solo" il genocidio di 16 milioni di mutanti; nelle sue ultime due saghe, invece, Morrison ripropone la sua versione della saga della Fenice Nera, con la nuova morte di Jean Grey, e di "Giorni di un futuro passato", coadiuvato alle matite da Marc Silvestri.Tra i più grandi meriti da riconoscere allo scrittore scozzese per la sua gestione mutante, ci sono sicuramente il fatto di aver riportato linearità nelle storie e aver rivalutato Emma Frost e i mutanti freak, cioè quelli che hanno avuto mutazioni orrende anche nell'aspetto esteriore.

Infine, il lavoro dello scrittore scozzese ha avuto influenze pesanti sulle successive vicende mutanti, nonostante la politica di "controriforma" applicato nella Casa delle Idee, come il ritorno di Claremont su Uncanny X-Men. Tra gli sceneggiatori maggiormente influenzati dal lavoro di Morrison sui mutanti, spicca Joss Whedon, per la serie di grande successo Astonishing X-Men.

Fantastic Four: 1 2 3 4 è una miniserie in quattro parti disegnata da Jae Lee e che si fregia dei colori di Josè Villarubia ed è inserita nella linea Marvel Knights. Ogni capitolo è dedicato a un membro diverso del quartetto e le caratteristiche principali della storia sono l'ambiguità di fondo dei personaggi, oltre a elementi di magia, esoterismo, fantascienza e simbolismo. Tutto ciò si innesta su una trama semplice: il Dottor Destino si è alleato con Namor e l'Uomo Talpa per separare i membri del quartetto e distruggerli una volta per sempre. In realtà, partendo da questi elementi quasi scontati, Morrison realizza una storia ben riuscita sotto tutti i punti di vista: dal ritmo dell'azione all'introspezione psicologica dei personaggi. L'autore scozzese, inoltre, realizza la cosiddetta regola del "Più le cose cambiano, più restano le stesse", dato che alla fine del racconto, dopo che Ben Grimm aveva "rischiato" di tornare umano, dopo che Susan Storm aveva accarezzato l'idea di tradire Reed con Namor, dopo che Johnny aveva dato l'impressione di essere infelice e frustrato, tutto sembra riportarci alla famiglia felice e che combatte coraggiosamente il male.

Uno dei difetti che alcuni hanno imputato a questa mini è quella di aver caricato di troppi elementi "cerebrali" una serie da sempre pregna di fantascienza, ma anche di elementi popolari come i FQ. Sta di fatto che Morrison ha preso alcuni stilemi di questo gruppo e li ha ribaltati per mostrarli in modo originale, ma non ha stravolto nulla della storia del quartetto, tant'è vero che, subito dopo Fantastic Four: 1 2 3 4, gli altri scrittori delle storie di Reed e soci (tra questi, da citare soprattutto Mark Waid) hanno continuato a portare avanti le classiche atmosfere supereroistiche, molto lontane da quelle oscure della linea Marvel Knights, a parte Roberto Francisco Aguirre Sacasa e Mark Millar, che hanno preso spunto dalle idee di Morrison, rispettivamente nella serie Marvel Knights 4 e in alcune storie di Wolverine.

Tra gli apporti cosiddetti "minori" del folle genio scozzese, da ricordare le idee per l'Universo Ultimate e una breve storia di Nick Fury per la miniserie Double Shots, inserita anch'essa nella linea Marvel Knights. Nel racconto, disegnato da Manuel Gutierrez, alcuni terroristi alieni preparano un attacco devastante alla Terra addestrando un volontario che si offre di sostituire Nick Fury. Le prove a cui viene sottoposto quest'uomo falliscono miseramente, anche per alcuni particolari ridicoli (come quando il falso Nick dice che deve andare urgentemente al bagno a causa di quello che ha mangiato) e il culmine dell'inettitudine arriva quando gli alieni cavano l'occhio sbagliato (destro) all'uomo per dargli la benda di Nick Fury (sinistra) e questo non se ne avvede. È troppo lontano da essere anche solo lontanamente l'ombra di Fury. Alla fine, gli alieni si rivelano essere uomini S.H.I.E.L.D., e tra questi c'è anche il buon Nick che con un calcio in culo si sbarazza del presunto impostore, assolutamente incapace e inoffensivo. Si trattava dunque di un piano organizzatissimo per smascherare, valutare e eliminare un potenziale nemico del "mondo libero" come lo definisce Nick. Fantomatica la frase finale del racconto, che rivela molto della natura di Fury, pronunciata da un soldato S.H.I.E.L.D. mentre Fury si prepara ad una nuova missione di spionaggio: «Ehi, è il mondo di Nick. Noi ci moriamo e basta».

Nei suoi brevi ma intensi anni alla Marvel, Morrison scrive Marvel Boy ed aiuta Mark Millar nella definizione degli Ultimates, dando spunti per i personaggi, tra i quali Thor. Tuttavia, proprio dal versante Ultimate Morrison riceve molte delusioni: si propone per sostituire Brian Michael Bendis sulla serie Ultimate Marvel Team–Up, ma come risposta Joe Quesada chiude la serie; attende forse di prendere il posto di Millar sugli Ultimates, ma i ritardi di Bryan Hitch allungano notevolmente i tempi; infine, dopo mesi di trattative, il progetto per il lancio di Ultimate Fantastic Four viene bocciato. A questo punto, evidentemente chiuso alla Marvel da Millar e Bendis, che pian piano stanno scrivendo sempre più serie, Morrison nell'estate del 2003, insieme a Jeph Loeb, Tim Sale, Greg Rucka e Geoff Johns firma in esclusiva per la DC Comics.

Nel 2004 Morrison scrive prima The Filth (dove ritorna sulla sua ossessione per i mondi di finzione che si intersecano con quelli reali nella miglior tradizione di Borges e Philip K. Dick) e poi Seaguy, We3 e la storia fantascientifica islamica Vimanarama. Sono tutte opere Vertigo dove Morrison sperimenta nuove soluzioni narrative mettendo le basi per quel nuovo stile fumettistico che Morrison ha chiamato western manga) e scrive i primi numeri della nuova serie JLA:Classified con disegni di Ed McGuinnes.

Nel 2005 sottoscrive un contratto di due anni in esclusiva con la DC e dà alla luce la miniserie Sette soldati della vittoria, che riscuote un grande successo di critica[senza fonte] per la sua capacità di riplasmare oscuri personaggi della DC e di inaugurare una narrazione modulare inedita nel mondo dei comics.

Verso la fine dell'anno esce anche All Star Superman la nuova serie dell'Uomo d'Acciaio disegnata da Frank Quitely, che promette di reimpostare le coordinate del primo supereroe per il pubblico del nuovo millennio. Insieme a Mark Waid, Geoff Johns e Greg Rucka viene reclutato da Dan DiDio anche per scrivere 52 una maxiserie settimanale di cinquantadue numeri che narra gli eventi dell'universo DC successivi a Crisi Infinita.

Numerosi i progetti che lo coinvolgono nel 2006: viene chiamato da Jim Lee per il rilancio della Wildstorm Productions, la casa editrice acquistata nel 2002 dalla DC. In particolare, insieme a Jim Lee si occupa di rinnovare la serie Wildcats, e con Gene Ha si occupa della serie The Authority, di questa serie escono solamente i primi due numeri e al momento sembra che il progetto sia passato ad altri autori.

Oltre a ciò, Morrison scrive uno story arc di Batman Detective Comics, in cui compare Damian, un fantomatico figlio dell'uomo pipistrello e Talia al Ghul, della realizzazione della sceneggiatura cinematografica tratta da We3 e altri progetti tra cui uno pensato per Ridley Scott ed è in programma l'uscita della sua biografia scritta da Craig McGill.

Nel 2008 uscirà Final Crisis miniserie disegnata da J.G. Jones che reimposterà le fondamenta dell'universo DC in maniera definitiva. Morrison ha definito questa saga come:

(EN)
« [...] the apocalypse. (laughs) [...] This is doomsday for the DC Universe.[4] »
(IT)
« [...] l'apocalisse. (risate) [...] È il giorno del giudizio per l'Universo DC.[5] »

Per la Vertigo ha pubblicato Seaguy (Seaguy 2: The Slaves of Mickey Eye e Seaguy 3: The End).

Il suo prossimo progetto sarà Multiversity. Una metaserie di 9 one-shots ambientati in alcuni dei nuovi 52 mondi del Multiverso Dc Comics che dovrebbe uscire nel 2014.

Stilemi e motivi ricorrenti[modifica | modifica wikitesto]

Morrison gioca volentieri con il motivo dell'autoreferenzialità e della metareferenzialità, come in Animal Man o in Flex Mentallo, dove alcuni personaggi scoprono di essere personaggi di fumetti.

In Doom Patrol compaiono dipinti autoreferenziali, burattini mossi da marionette e giochi logici. Alcuni personaggi fanno affermazioni che si prestano anche ad essere lette in un contesto metatestuale, come riferiti alla storia stessa.

Un altro motivo che ricorre in Morrison è quello dei ricordi e dei racconti infantili. In Doom Patrol, ricorrono le filastrocche di Heinrich Hoffmann, ci sono «giocattoli abbandonati e desiderosi di vendetta», ricordi di scuola e di vecchi giochi. Mr. Nobody raccoglie vecchi fumetti e «tutte quelle cose stupide che noi gettiamo via». In Invisibles, una delle guardie del riformatorio ricorda il "trombone peloso", un mostro immaginario dei suoi primi anni, prima di incontrare King Mob vestito in un modo che si potrebbe ben descrivere con quelle parole. In Sette soldati della vittoria, la lotta furibonda di Zatanna e Zor è inframmezzata da battute decisamente (e volutamente) infantili.

Apparizioni fumettistiche[modifica | modifica wikitesto]

Grant Morrison è l'unico autore di comic che ha un alter ego di proprietà della DC Comics che è apparso, oltre che nei numeri finali di Animal Man, anche in Suicide Squad numero 58 (scritto da John Ostrander) dove è chiamato "lo scrittore".

In uno degli episodi a fumetti dei Simpsons, Morrison combatte contro Mark Millar.

Nelle note dell'edizione "Absolute" di DC: The New Frontier l'autore Darwyn Cooke spiega che il personaggio di Captain Cold è stato modellato sulla figura di Morrison.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 è stato insignito dell'Eisner Award per Sette soldati della vittoria (Migliore Serie Limitata) e All Star Superman (Miglior Nuova Serie).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

DC Comics[modifica | modifica wikitesto]

Vertigo[modifica | modifica wikitesto]

Marvel Comics[modifica | modifica wikitesto]

Altri editori statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fast Forward n. 1: Phobias (Piranha Press, 1992)
  • Vampirella (Harris Comics)
    • Ascending Evil (scritta con Mark Millar, 1997)
    • Holy War (scritta con Mark Millar, 1997)
    • "Queen's Gambit" (scritta con Mark Millar, 1997)
  • Spawn: Reflections (nn. 16-18) Image Comics/Todd McFarlane Productions
  • The Authority nn. 1-2 Wildstorm (2006)
  • Wildcats (Wildstorm, 2006, per ora è uscito solo il primo numero)
  • Supergods (2011)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Rich Johnson, The Top 100 Power List of Comic Books, in AA.VV. (testi e disegni), Bleeding Cool n.1, Avatar Press Inc., Rantoul (Il), p.72
  2. ^ Grant Morrison, Super-Pop, in Supergods, Milano, Bao Publishing, 2013, pp.119-126
  3. ^ a b c d e f g Grant Morrison, Zenith in op.cit., pp.230-253
  4. ^ (EN) Grant Morrison on Final Crisis, Newsarama, 14 febbraio 2008. URL consultato il 28 aprile 2008.
  5. ^ Si avvicina la Final Crisis di Grant Morrison, Fumetti di Carta Blog, 18 febbraio 2008. URL consultato il 25 febbraio 2008.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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