Image Comics

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« La Image è la Marvel come la faremmo noi artisti...cioè meglio »
(Rob Liefeld[1])
Image Comics
Logo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 1992
Fondata da
  • Rob Liefeld
  • Erik Larsen
  • Jim Lee
  • Jim Valentino
  • Todd McFarlane
  • Marc Silvestri
  • Whilce Portacio
Sede principale Berkeley California
Persone chiave
  • Todd McFarlane, presidente
  • Jim Valentino, vice-presidente
  • Robert Kirkman, redattore e responsabile operativo
  • Erik Larsen, direttore finanziario
  • Marc Silvestri, direttore esecutivo
  • Eric Stephenson, editore
Settore editoriale
Prodotti
  • Fumetti seriali (o comics in originale)
  • Graphic novels
  • Raccolte in edizione cartonata (Hardcover)
  • Raccolte in edizione brossurata (Trade Paperbacks)
  • Merchandising e action figures
Sito web www.imagecomics.com

La Image Comics è una casa editrice di fumetti statunitense, che contende con la IDW Publishing e la Dark Horse Comics il ruolo di terzo più grande editore di fumetti statunitense dietro la Marvel Comics e la DC Comics[2]. Nasce come etichetta della Malibu Comics il 23 gennaio 1992 su iniziativa di Rob Liefeld.

Contesto e creazione[modifica | modifica sorgente]

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

Il 13 settembre 1991 la Marvel Comics minaccia di licenziare Rob Liefeld dopo che questi voleva pubblicare un fumetto di sua creazione per la casa editrice indipendente Malibu Comics. La serie si chiama The Executioners e l'autore ne vuole detenere i diritti di pubblicazione[3]. Questo tipo di azione viene vista negativamente dalla dirigenza Marvel che detiene un contratto in esclusiva con l'artista. Rob subisce delle minacce di licenziamento dal redattore Marvel Bob Harras ma rimane però fermo sulla sua posizione e continua ad avere l'appoggio di Dave Olbritch alla Malibu[4]. Arriva anche a creare un suo logo personale contraddistinto della I di Image, destinato a diventare il logo stesso della futura Image Comics. Negli ultimi mesi del 1991 Rob si confronta spesso con l'autore Jim Valentino che è stato già coinvolto in passato nell'editoria indipendente e con Todd McFarlane che dopo l'enorme successo del suo Spider-Man si sta prendendo un anno sabbatico dal mondo dei fumetti[4]. Il senso di frustrazione di Rob che si sente ingabbiato dalla Marvel, trova appoggio in McFarlane che si trova in un momento di svolta della sua carriera. Non è chiaro se i due avessero realmente l'intenzione di rompere definitivamente con la Marvel ma si ritrovano a discutere sulla possibilità di lasciare l'editore per tentare la strada del fumetto indipendente riscuotendo l'appoggio di altri celebri artisti. A McFarlane viene riconosciuto il merito di voler creare un fronte comune tra i migliori artisti della Marvel e di aver organizzato la riunione del 17 dicembre 1991 nell'ufficio del presidente della Marvel Terry Stewart[4]. Il suo obiettivo è quello di abbandonare la Marvel contemporaneamente agli altri futuri fondatori della Image. McFarlane sostiene che lasciarla uno alla volta non avrebbe lo stesso impatto e di fatto riesce nel suo intento. A quella riunione erano presenti Liefeld, McFarlane e sua moglie (con il figlio appena nato), Jim Lee, il presidente Marvel Terry Stewart e quasi per caso il redattore capo della Marvel Tom DeFalco[4]. Non bisogna sottovalutare il fatto che i tre artisti presenti cioè Liefeld-McFarlane-Lee sono i disegnatori che hanno realizzato gli albi più venduti dalla Marvel nel corso del 1991[5]. L'incapacità della dirigenza di saper affrontare e gestire la situazione esaspera il confronto-scontro e porta ad una frattura insanabile (ed evidentemente comunque inevitabile) con i suoi artisti di punta. Ormai è solo questione di settimane prima della nascita della Image come terzo polo del mercato fumettistico statunitense.

Situazione del mercato fumettistico[modifica | modifica sorgente]

Tral il 1990 e il 1993, la Marvel Comics (così come l'intero mercato fumettistico) va incontro alla pìù grande espansione delle vendite mai avuta dalla sua fondazione e i titoli più venduti sono legati ad artisti quali Jim Lee sulle serie degli X-Men, Rob Liefeld su The New Mutants che poi diviene X-Force, Todd McFarlane su Spider-Man[6]. Si tratta di disegnatori che riescono a vendere milioni di copie per albo e la cui popolarità presso i lettori rivaleggia quella degli stessi personaggi da loro disegnati. La Marvel però non vuole concedere molta importanza all'apporto di questi artisti all'Universo Marvel e li continua a trattare come semplici dipendenti. L'allora presidente della Marvel Terry Stewart ritiene che la vera forza motrice del mercato siano i personaggi (di proprietà Marvel) e non gli autori che ne realizzano le storie. Per lui sono rimpiazzabili come qualunque altro dipendente e rimane celebre la sua frase:«Ci sarà sempre qualcuno per raccogliere il cotone»[4]. Il presidente della Marvel crede quindi che se dei disegnatori se ne vanno ce ne saranno sempre altri pronti a prenderne il posto, ben felici di poter lavorare su icone come l'Uomo Ragno o gli X-Men. Di conseguenza la Marvel non vuole trattare migliori condizioni di lavoro con i suoi disegnatori, ne aumentarne la libertà creativa o i guadagni sulle opere e i personaggi creati. Chiunque lavori sui fumetti in questo periodo si sente quindi in parte intrappolato e tagliato fuori dal grosso business quale è diventato il mercato fumettistico dei primi anni novanta. Questo vale anche per autori non di punta quali Erik Larsen, Marc Silvestri, il già citato Jim Valentino e molti altri.

Fondazione della Image[modifica | modifica sorgente]

« Ringrazio la Marvel e la DC per avermi dato l'occasione di mantenere la mia famiglia e mettermi in evidenza ma non mi importa quanto mi pagassero bene. In molti lavori, i dirigenti chiedono ai propri dipendenti opinioni e consigli su come migliorare le condizioni di lavoro: questo non mi è mai accaduto nel mondo dei comics...Non che io sia un grande pensatore ma visto che ho avuto un notevole successo con i miei lavori, mi sembrava ragionevole che si sarebbero dovuti interessare alle mie idee...A causa del modo in cui sono strutturate, però, alle grandi compagnie (cioè Marvel e DC Comics) non sembra importare quello che un autore pensa. »
(Todd McFarlane[7])

Sfruttando un malcontento diffuso, Rob Leifeld riesce nell'impresa di dare inizio ad una casa editrice con l'ambizioso progetto di creare un nuovo Universo di supereroi indipendente da contrapporre all'Universo Marvel. I presupposti sono chiari: rispetto per gli artisti, i diritti dei personaggi creati rimangono degli autori, libertà creativa e un maggior guadagno grazie alla maggiorazioni delle royalties sui fumetti venduti. Non mancano i rischi visto che viene a cadere il contratto di lavoro con un grosso gruppo editoriale come la Marvel e svanisce la possibilità di lavorare su personaggi di successo come l'Uomo Ragno e gli X-Men. Insieme a Rob Leifeld, il più convinto sostenitore della necessità di compiere questo passo è da sempre stato Todd McFarlane. Questa determinazione rimarrà costante nel corso degli anni e McFarlane rimane l'unico fondatore della Image a non essere mai tornato sui suoi passi. Rispetto agli altri sei co-fondatori Todd non torna più a lavorare per quelle che lui chiama le piantagioni (o The Plantation in originale), cioè il duo Marvel-DC. Sul primo numero della sua serie Spawn, Todd esprime le sue ragioni sottolineando la mancanza di rispetto della Marvel per il suo ruolo di artista e per il contributo da lui avuto nello sviluppo e successo di diversi personaggi del suddetto editore. Questo atteggiamento è una costante nella politica del duopolio degli editori DC-Marvel, che da sempre (secondo Todd) danno più importanza ai personaggi che non agli autori che ne realizzano le storie[8]. Come emblema dello snobbismo della Marvel nei confronti degli artisti, McFarlane cita Jack Kirby che all'epoca si batteva legalmente con la stessa Marvel la quale non gli riconosceva la creazione (o co-creazione insieme a Stan Lee) di personaggi quali i Fantastici Quattro, gli X-Men, Hulk, Thor, Silver Surfer e decine di altri supereroi o supercriminali dell'Universo Marvel[9].

La prima riunione ufficiale dei fondatori della Image avviene il 1º febbraio 1992[10]. Si tratta di Todd McFarlane, Jim Lee, Jim Valentino, Marc Silvestri e Erik Larsen (qualche settimana dopo si unisce anche Whilce Portacio). Sono tutti convinti della necessità di creare una casa editrice diretta dagli stessi autori, un luogo in cui i creatori avrebbero potuto pubblicare il loro materiale mantenendo i diritti d'autore dei personaggi creati (serie creator-owned) e il controllo delle loro storie. Comincia ad emergere un nuovo tipo di organigramma editoriale in cui intorno ad uno stesso marchio (cioè la Image) si strutturano studi creativi indipendenti ma uniti a livello promozionale e distributivo. Inizialmente gli studi creativi di riferimento sono:

Nuova era del fumetto[modifica | modifica sorgente]

La fondazione della Image è uno degli avvenimenti della storia del fumetto americano che segna l'inizio della Modern Age (o Epoca moderna) per i comics statunitensi. Tale periodo dura tuttora ed è segnato da una maggiore notorietà e celebrità degli autori e artisti, da una integrazione con gli altri media (quali cinema e televisione) e da un nuovo ruolo del mercato diretto come cardine della distribuzione del fumetto negli USA[11]. Il periodo precedente viene identificato come Copper Age e si snoda tra il 1984 e il 1991[12]. Bisogna inevitabilmente sottolineare che in alcune fonti o testi la durata, così come la data di inizio e di fine di quest'epoca può leggermente variare. Questo diviene inevitabile in ogni tipo di classificazione di un periodo storico di breve durata e ancora relativamente vicino al nostro presente. Le basi che rendono possibile la nascita della nuova casa editrice hanno proprio nella Copper Age le loro fondamenta. Tra queste vi sono da segnalare almeno quattro fattori[9]:

  • Il successo ottenuto da una casa indipendente come la Dark Horse, che viene fondata nel 1986 e riesce a crescere e a ritagliarsi un piccolo ma significativo spazio nel mercato del fumetto. Con questa iniziativa si comincia ad intravedere la possibilità di creare realmente un terzo polo indipendente nell'editoria dei comics.
  • Le possibilità sempre crescenti offerte dal Mercato Diretto (o Direct Market). Con il diffondersi dei negozi specializzati nella vendita dei fumetti, una nuova casa editrice può lanciare sul mercato un albo già sapendo in anticipo il quantitativo prenotato dalle fumetterie o librerie. In questo modo si elimina il rischio della resa del materiale invenduto, una perdita finanziaria non sostenibile per una casa editrice indipendente.
  • In questi anni c'è un notevole miglioramento nella qualità della stampa, nella colorazione delle tavole e nella qualità della carta utilizzata dall'editoria a fumetti. Questo renderà possibile dare pieno valore ai virtuosismi grafici di Leifeld, McFarlane e soci.
  • Non ultimo è nella seconda metà degli anni ottanta che un trio di artisti al soldo della Marvel riesce a impressionare i lettori dell'epoca con tecniche di disegno innovative, dagli eroi ipertrofici di Liefeld (tra i quali Deadpool e Cable, dei quali è creatore), ai tratti gotici dell'Uomo Ragno di McFarlane e al dinamismo degli X-Men di Jim Lee. L'enorme successo ottenuto dai loro lavori li rende delle stars del fumetto e la loro fama adombra la popolarità dei personaggi Marvel da loro disegnati.

Debutto editoriale (1992)[modifica | modifica sorgente]

Il primo albo con il simbolo Image è Youngblood n.1, distribuito il 16 aprile 1992[13], scritto e disegnato da Rob Leifeld. Nella storia moderna del fumetto, con questa data si segna la nascita del supereroe indipendente nel fumetto americano[14]. Per la prima volta gli artisti creano una serie di supereroi i cui diritti e la cui distribuzione non rientra sotto il controllo dei due colossi Marvel e DC (o di altri gruppi editoriali del passato). Nell'anno del debutto ogni grande autore-fondatore della Image lancia una sua serie originale che segna la nascita del proprio Studio creativo e che di fatto diventa una sorta di brand per questi artisti. Le pubblicazioni di riferimento sono le seguenti:

  • Youngblood (Vol.1) n.1: presenta un super-gruppo creato da Rob Liefeld. Segna la nascita della casa editrice e serve da apripista per una moltitudine di nuovi personaggi pubblicati dagli Extreme Studios. Già nel corso dell'anno Rob lancia altre due sue creazioni quali la miniserie Brigade (agosto 1992) e la serie regolare Supreme (novembre 1992). È l'unico dei tra i 7 fondatori a lanciare più di una serie nell'anno del debutto Image.
  • Spawn n.1 (maggio 1992) : Introduce l'omonimo personaggio creato da Todd McFarlane ed è l'unica serie regolare che è stata pubblicata ininterrottamente fino ad oggi tra quelle nate nell'anno del debutto della Image.
  • Savage Dragon n.1 (luglio 1992): è una miniserie di 3 numeri che introduce il personaggio creato da Erik Larsen. Viene seguita da una serie regolare a partire da giugno 1993.
  • Shadowhawk (Vol.1) n.1 (agosto 1992): il personaggio protagonista è creato da Jim Valentino. Si tratta di una miniserie che diviene in seguito serie regolare.
  • WildC.A.T.s: Covert Action Teams n.1 (settembre 1992): serie regolare dedicata al team di supereroi creato da Jim Lee. La serie viene pubblicata per la Image fino al n.50 (giugno 1998) più un n.0 (giugno 1993). Il titolo della testata ispirerà anche il nome dello studio creativo di Jim Lee, cioè Wildstorm.
  • Cyberforce n.0 (settembre 1992): questo n.0 precede la miniserie di 4 numeri che vede la nascita di un team formato da esseri umani modificati ciberneticamente. Prima creazione di Marc Silvestri alla quale viene dedicata una serie regolare l'anno successivo.
  • I Wetworks di Whilce Portacio sono un gruppo di mercenari potenziati con armi ipertecnologiche che fa la sua prima apparizione su WildC.A.T.S. n.2 (ottobre 1992) e la cui serie regolare è già stata annunciata per la fine dell'anno. L'autore filippino è però colpito da un grave lutto familiare che gli provoca una crisi personale[15]. Di conseguenza lascia la sua attività per oltre un anno e rinuncia ad avere il ruolo di partner come gli altri fondatori Image[15]. La serie Wetworks esce solo nel 1994[16], diventando uno dei fumetti più attesi del mercato fumettistico americano[15].

Accoglienza nell'anno del debutto[modifica | modifica sorgente]

Le vendite degli albi Image vanno oltre più audaci aspettative, raggiungendo i vertici delle classifiche di vendite e portando i suoi creatori al ruolo di rock-stars del fumetto. La serie Spawn al suo debutto riesce ad essere l'albo più venduto del mese (maggio 1992), il numero 1 della serie Wildcats di Jim Lee si piazza al secondo posto degli albi più venduti in quell'anno, superata solo da Superman n.75, l'albo-evento della morte di Superman, uno degli albi di maggior successo di tutti i tempi[17]. Tra gli albi Image più venduti di quell'anno vi sono anche Pitt n.1 di Dale Keown[18] e Wetworks di Portacio[17](anche se il primo numero della serie sarà effettivamente distribuito quasi due anni dopo). Grazie a queste incredibili vendite la Malibu che (in questo periodo) distribuisce ancora gli albi della Image raccoglie l'8,73% del mercato e si piazza immediatamente dietro ai due colossi Marvel e DC e surclassa Dark Horse e Valiant[17]. Molto buono anche il debutto di Shadowhawk di Jim Valentino e della miniserie The Savage Dragon, entrambi tra i cento albi più venduti del 1992. Rob liefeld, oltre a Youngblood, riesce ad inserire altre due sue creazioni nella top 100 dell'anno, si tratta della miniserie Brigade e di Supreme[17], una versione di Superman all'interno dell'universo Image. Questo personaggio diverrà un'icona del fumetto anni novanta grazie alla versione che ne darà l'autore Alan Moore, diventando l'unica creazione di Liefeld a ricevere un plauso unanime da parte della critica.

Ascesa e declino (1993-1998)[modifica | modifica sorgente]

Apice delle vendite (1993)[modifica | modifica sorgente]

Al suo secondo anno di vita la Image raggiunge l'apice assoluto delle vendite della sua storia e sino ad ora non replicherà o supererà tale risultato. Bisogna però sottolineare che il 1993 è l'anno del record di vendite di tutta la storia del fumetto statunitense dal 1935 in poi[19]. In quell'anno tutti gli editori presenti sul mercato hanno un picco di vendite e questo permette una raccolta di circa 850 milioni di dollari di cui il 14,79% è preso dalla vendita di albi Image[19]. I meriti di questo successo non sono però ascrivibili ad una reale tendenza del mercato fumettistico o ad un allargamento comprovato di lettori di fumetti. Questo è infatti il risultato di una bolla speculativa che ha portato lettori e rivenditori specializzati (che raggiungono la cifra record di 11000 comics shopos) a comprare molti numeri di uno stesso albo nella speranza di rivenderlo a prezzo maggiorato[19]. A questo si aggiunge l'eccessiva esposizione sul mercato della Marvel Comics che tra il 1990 e il 1993 aumenta indiscriminatamente il numero delle serie proposte e la loro eccessiva tiratura, il tutto supportato dai due principali distributori presenti cioè i Diamond Comic Distributors e la Capital City Distribution. In questo periodo sembra esserci la reale convinzione che si possano vendere anche milioni di copie di un albo a fumetti. La realtà è ben differente e lo dimostra il collasso del mercato fumettistico del 1996[20], dal quale l'intero settore non si è ancora ripreso[21]. Nel 1993 la Image sembra però essere il vero motore del mercato e riesce a piazzare al vertice delle vendite 6 albi nei seguenti mesi (con riferimento al distibutore Diamond Comic)[19]:

  • Gennaio: Darker Image n.1
  • Febbraio: Stormwatch n.1
  • Maggio: Spawn n.13
  • Luglio: Spawn n.14
  • Ottobre: Spawn n.17
  • Dicembre: Spawn n.19

A questo si aggiunge il successo ottenuto dal lancio di nuove serie tra cui Maxx di Sam Kieth, tre nuove serie dello studios di Rob Liefeld quali Youngblood: Strikefile, Brigade (come serie regolare) e Bloodstrike. A queste si aggiungono Tribe n.1 e 1963 di Alan Moore[19]. Tutte le pubblicazioni sopracitate rientrano tra i cinquanta albi più venduti nell'arco dell'intero 1993[19].

La Image ovviamente approfitta del momento e comincia una notevole espansione del suo parco testate che continua inesorabile fino al biennio 1995-1996. Questo apparente successo non è però supportato da un reale aumento dei lettori o a particolari meriti della stessa Image che invece risulta essere co-responsabile del declino del mercato degli anni a venire. Questo è dovuto a due fattori quali:

  • Il proliferare di albi venduti in diverse versioni con copertine variant o caratterizzati da particolari effetti grafici o venduti incelofanati magari con all'interno card da collezione. Questo spinge subito i collezionisti a voler acquistare più numeri dello stesso albo per averne poi tutte le possibili variazioni, anche le più rare. La speranza è quella di speculare sull'aumento del prezzo che queste edizioni speciali avranno nel corso del tempo. In ogni caso bisogna sottolineare che la Image non farà mai un uso eccessivo di albi proposti in diverse edizioni con copertine variant (o differenti) per incrementarne la vemdita. Basti dire che Youngblood n.1 e Spawn n.1 escono in sole due versioni nel 1992. Per l'albo di Liefeld vi è una prima versione standard e poi una seconda con bordo color oro. Per Spawn n.1 vi è una versione per il mercato diretto delle fumetterie e una per quello delle edicole (cioè Newsstand edition). Chi invece controbuisce ad un uso smodato di questo stratagemma commerciale è la Marvel Comics che con l'albo Spider-Man n.1 del 1990,distribuisce 9 differenti versioni dello stesso albo tra le quali una Platinim version e una Gold version[22]. L'albo vende milioni di copie (molte inglobate dai rivenditori diretti) ma non si tratta di un numero reale di acquirenti e un conseguente aumento dei lettori di comics. Le cifre sono gonfiate dalla speculazione e l'effetto a marea trascinerà in alto e poi in basso la stessa Image.
  • La Image comincia a distribuire con notevole ritardo gli albi sollecitati ai distributori. Questa pratica tipica della Image dei primi anni contribuisce ad accelerare il collasso del mercato. In inglese prende il nome di Schedule Slip e riguarda la mancanza di rispetto dei tempi di consegna degli autori (soprattutto dei fondatori stessi della Image). Questo porta un albo ad arrivare nelle fumetterie con mesi di ritardo rispetto a quando è avvenuta la prenotazione ma a quel punto l'interesse del pubblico è svanito e quindi il materiale rimane invenduto procurando enormi danni alla vendita diretta che è proprio il cardine dell'espansione del mercato fumettistico tra gli anni ottanta e gli anni novanta. Ne è un esempio la serie regolare Youngblood di cui nel 1993 vengono consegnati ai disrtributori due soli numeri[23]. Questa mancanza di regolarità nel consegnare gli albi dopo averli messi in prevendita porta i lettori a perdere interesse verso le serie e sempre più spesso dopo aver atteso un albo per mesi, lo lasciano in mano alle fumetterie che lo avevano già ordinato, spesso eccedendo nei quantitativi secondo una logica distorta di questo periodo. L'evento che segna questa situazione e che viene indicato come l'inizio del collasso del mercato fumettistico la miniserie-evento Deathmate.

Deathmate: l'inizio del declino(1994)[modifica | modifica sorgente]

Durante gli anni novanta si diffondono rapidamente i crossover tra diversi editori, albi nei quali si fanno incontrare personaggi di case editrici differenti come per esempio Batman (DC) che condivide una o più storie con il Punitore (Marvel). Questa pratica sembra accentuarsi maggiormente con l'inizio della crisi del mercato ma paradossalmente è proprio un crossover tra due case editrici in espansione come la Valiant e la Image a segnare l'inizio della fine del boom del mercato fumettistico dei primi anni novanta.

Il progetto nasce da un'idea di Jim Lee e Steve Massarsky i quali vogliono creare una miniserie nella quale far incontrare i personaggi delle due neonate case editrici[24]. Il tutto viene pubblicizzato come il più grande evento fumettistico della storia, un'opera che vedrà incontrarsi personaggi che hanno rivaleggiato nelle classifiche di vendita con i personaggi Marvel e DC[24]. Il tutto viene dato in gestione a Bob Layton il quale deve supervisionare la realizzazione di una miniserie che presenta un albo di prologo e uno di epilogo, mentre i quattro numeri centrali sono leggibili singolarmente e ne vengono realizzati 2 da artisti Image e due della Valiant, per un totale di tre ciascuno se si contano l'epilogo e il prologo. Inizialmente l'evento suscita un notevole interesse e gli ordini sono molto alti ed arrivano a superare il mezzo milione di copie ma, mentre gli albi realizzati dalla Valiant sono tutti consegnati più o meno in tempo entro la fine del 1993, la Image non riesce a finire i suoi[24]. Difatti questi albi usciranno con 5 o 6 mesi di ritardo quando ormai i lettori e gli stessi speculatori di mercato hanno perso interesse alla miniserie[24]. Il danno più grande viene fatto ai negozi specializzati come i comic shop, che spinti dalle grande attese ne avevano ordinano copie in eccesso e che ora si ritrovano nei magazzini migliaia di fumetti invenduti e senza alcun mercato secondario dove smerciarli[25]. All'improvviso ci si comincia a rendere conto che gli albi Image potrebbero non avere quel bacino di utenza che ci si aspettava e che soprattutto, senza l'acquisto massiccio di albi da parte di singoli speculatori, le stime di vendita vanno riviste. Il punto è che anche il mercato dell'usato è ormai saturo e non si riesce più a guadagnare rivendendo un albo di cui esistono centinaia di migliaia di copie[25]. Il contraccolpo è durissimo per i rivenditori e migliaia di comic shops chiudono tra il 1994 e il 1995. La crisi è ormai generale, anche se la miopia dei distributori e degli editori porta il mercato ad una espansione ancora per un paio di anni fino al 1996.

La colpa di ciò non è certo imputabile alla Image o al nefasto Deathmate crossover ma gli elementi in gioco sono diversi e colpiscono tutti indifferentemente, portando la stessa Marvel a dichiarare bancarotta nel 1997. Da questo punto in poi per la Image inizia un declino irreversibile che porterà ad un drastico ridimensionamento nelle aspettative di guadagno per chi decide di realizzare i fumetti sotto tale logo.

Il caso Rob Liefeld[modifica | modifica sorgente]

Il successo ottenuto nell'anno del debutto fa presagire una storia di trionfi per il nuovo fumetto indipendente e si comincia a credere alla possibilità di rompere il dominio sul mercato del duopolio Marvel-DC. Le vicende della Image prendono però una piega per certi versi inaspettata in quanto da un lato viene travolta dal crollo del mercato fumettistico (1995-1996) e dall'altro si ritrova ad affrontare i capricci e l'incapacità gestionale dei suoi artisti e fondatori[26]. L'esempio emblematico si ritrova nella storia del suo fondatore principale e cioè Rob Liefeld. Questi sembra perdere progressivamente di vista il suo ruolo di fumettista e comincia a frequentare certi ambienti di Hollywood dove spera di fare un mucchio di soldi grazie alla trasposizione cinematografica delle sue opere[26]. Con una mossa clamorosa e alquanto contestata arriva a creare nel 1994 una nuova etichetta editoriale denominata Maximum Press (indipendente dalla Image) e dedicata alla pubblicazione delle sue nuove creazioni[26]. Come se non bastasse viene accusato dai suoi soci fondatori di aver sottratto alla cassa comune della Image dei soldi poi utilizzati per promuovere delle serie Maximum Press e addirittura per aver risanato dei debiti personali. Rob aveva infatti la facoltà di firmare assegni per la Image dal momento che ricopriva le cariche di direttore esecutivo, direttore finanziario e responsabile di segreteria dell'azienda[26]. Il 4 settembre 1996 Rob viene cacciato all'unanimità dagli altri partner della casa editrice, anche se tecnicamente consegna le dimissioni pochi minuti prima dell'annuncio della loro decisione[26]. Questo è però solo l'inizio di una causa legale che vede la Image accusare Liefeld di aver rubato e lo stesso Liefeld fare causa per danni alla Image chiedendo 7600000 dollari. Non si è mai saputo chi avesse torto o ragione in quanto la causa viene chiusa nel 1997 con un accordo privato i cui dettagli non sono resi pubblici[26].

Situazione interna[modifica | modifica sorgente]

Il caso Rob Liefeld, primo fondatore ad abbandonare, non è in ogni caso che il capro espiatorio di una situazione interna di difficile gestione. Il primo e più grande problema rimane l'inacapacità degli artisti di rimane focalizzati sui loro progetti di lavoro come fumettisti. Basti dire che a due anni dal debutto solamente Erik Larsen realizza i disegni della sua serie The Savage Dragon. Gli altri fondatori sono distratti da altri aspetti del business e non riescono a mantenere fede alle date di consegna delle loro serie. Questo fa perdere interesse ai lettori e crea una pericolosa situazione nel mercato che si vede saturato da una quantità sempre maggiore di materiale annunciato dai distributori e poi di fatto distribuito con diversi mesi di ritardo.

Bisogna sottolineare che Todd McFarlane perde presto interesse nella realizzazione dei disegni di Spawn e preferisce dedicarsi alla fondazione e ampliamento della sua linea di giocattoli e merchandising incentrata sulle Action Figures. Allo stesso tempo rimane sempre più coinvolto nei contratti e nella realizzazione dei cartoni animati e di un film cinematografico sulla sua creazione. Marc Silvestri non è da meno e comincia a diradare fin dall'inizio la frequenza delle uscite delle serie a fumetti del suo studio, attratto anche lui dalle sirene di Hollywood. Marc arriva a dire che non ha senso produrre una serie a fumetti se poi non riesci a ricavarne un guadagno vendendone i diritti a qualche casa cinematografica.

Jim Valentino riesce a rimanere più sobrio e cerca di convincere i suoi soci a puntare sulla ricerca di nuovi talenti e nuove idee senza necessariamente inseguire la moda dei supereroi o cercando a tutti costi un'idea che sia vendibile a qualche casa di produzione cinematografica o a qualche network televisivo. Come contrappunto delle sue decisioni arriva a smettere di disegnare il suo personaggio Shadowhawk e si dedica ad un'opera in bianco e nero dal titolo A touch of Silver, molto lontana dai canoni Image visti sino ad allora.

Come si può notare la situazione interna della Image è alquanto caotica e ormai difficilmente gestibile, anche dopo il crollo delle vendite dell'intero settore a metà degli anni novanta. Il colpo più duro da incassare è però quello assestato dalla dipartita di Jim Lee che vende i suoi Wildstorm Studios alla DC Comics nel 1999. Con lui se ne vanno oltre che fumettisti del calibro di Warren Ellis e Garth Ennis anche alcuni dei personaggi di maggior successo di pubblico e critica mai prodotti dalla Image e a questi va aggiunta la sotto-etichetta Homage Comics e la sua pluripremiata serie Astro City. Questa mossa sembra contraddire quanto fatto e rivendicato dagli stessi fondatori della Image appena cinque anni prima. Da sottolineare che lo stesso anno vede il direttore esecutivo Larry Mader lasciare la Image Central per lavorare in esclusiva per Todd McFarlane. La fine degli anni novanta vede quindi una Image in crisi di vendite e abbandonata da tre dei suoi fondatori (Liefeld, Lee e Portacio). A questo manca un piano di rinascita e la consapevolezza che un universo di supereroi in grado di contrastare quello Marvel e DC non è che un'utopia. Bisogna tentare altre strade ed è proprio ciò che accade con la nomina di Jim Valentino al ruolo di Editore della Image nel 1999.

Tra i fumetti, i personaggi e i gruppi più noti ci sono Spawn, Haunt, Pitt, Savage Dragon, Shadowhawk, Youngblood, Supreme, WildC.A.T.s, Gen¹³, Wetworks, Cyberforce, Witchblade, Darkness e Invincible. Inoltre pubblica anche manga (es. Compass).

L'epoca di Jim Valentino (1999-2004)[modifica | modifica sorgente]

« Whilce ha lasciato. Rob ha lasciato. Jim è ritornato alla Piantagione (DC Comics). Ma la Image Comics continuerà per sempre. Abbiamo costruito un'entità che va oltre il singolo individuo[27] »
(Todd McFarlane)

Nel 1999 Jim Valentino viene scelto come Editore della Image[28], ruolo che di fatto non è mai stato assegnato a nessuno prima. Sostituisce Larry Mader che però è stato designato come direttore esecutivo (e non editore) tra il 1993 e il 1999[26]. Tra i suoi incarichi vi è la direzione della Image Central, l'organo preposto alla pubblicazione di tutti quei fumetti che non rientrano sotto la produzione-supervisione degli studios dei fondatori rimasti e cioè la Todd McFarlane Productions, la Top Cow di Marc Silvestri e la Highbrow di Erik Larsen. Secondariamente ha anche il delicato ruolo di mantenere l'armonia tra lui e i tre partner, cercando di ridare credibilità alla Image attraverso un maggior impegno nel mantenere le date di consegna del materiale sollecitato. Per rispetto e dedizione al suo nuovo incarico Valentino riniuncia a dirigere e pubblicare nuovi albi per la sua etichetta Shadowline che riprenderà le pubblicazioni nel 2005[28].

La casa editrice si trova in un momento delicato e il mercato fumettistico è ancora in declino dopo la bolla speculativa dei primi anni novanta. Il compito di Valentino è arduo ma sia lui che Todd e Erik sono i più convinti sostenitori della necessità di mantenere la Image come il terzo editore del mercato fumettistico statunitense. Ciò che è singolare è il fatto che inizialmente Todd McFarlane si era fortemente opposto a farlo partecipare alla fondazione della Image nel 1992[4]. Secondo quanto riportato da Rob, Todd riteneva Valentino un artista mediocre, non all'altezza dei nuovi standard richiesti ai disegnatori della Image[4]. Tra l'altro Jim è l'unico a non aver lavorato su un titolo Marvel di grande successo, di fatti prima di diventare partner Image realizzava la serie Guardians of the Galaxy[29], con risultati di vendita non certo eclatanti. Nonostante ciò Rob lo vuole tra i fondatori per la sua esperienza nel mercato indipendente dei fumetti[4] e a questo si aggiunge la sua capacità di guardare oltre l'orizzonte del fumetto supereroistico e individuare artisti con nuove idee e progetti che non siano legati ad eroi in calzamaglia. Questo nuovo approccio cambia in pochi anni il volto della casa editrice tanto da arrivare a rivedere completamente l'approccio Image Style. Se negli anni novanta la Image è stata ben riconoscibile sia per i suoi eroi di nuova generazione e l'approccio grafico innovativo e ipertrofico, ora Valentino mette al centro del suo programma editoriale lo sviluppo di progetti alternativi e la ricerca di nuovi autori[28]. Le sue capacità in questo tipo di selezione fanno sì che alla Image arrivi una nuova generazione di autori che si imporranno al grande pubblico negli anni duemila. I due più celebri sono Robert Kirkman e Brian Michael Bendis[28]. Il primo lancia tra il 2002 e il 2003 diversi nuovi personaggi e serie regolari quali Tech Jacket, Capes, Brit, Invincible e nell'ottobre del 2003 viene pubblicato il primo numero della serie regolare The Walking Dead. Nessuno sembra aspettarsi molto da questa ennesima storia sugli zombie peraltro disegnata in bianco e nero da Tony Moore ma nel corso degli anni diventa il simbolo della rinascita della Image, diventandone la serie più venduta e ispirando l'omonima serie televisiva di grande successo trasmessa dal canale statunitense AMC.

Per quanto riguarda Bendis, la sua importanza nella storia recente del fumetto è legata alla Marvel, specialmente per il suo lavoro su Daredevil, la creazione di Ultimate Spider-Man e l'innumerevole quantità di albi realizzati sugli Avengers e i vari spin-off. La sua ascesa inizia però proprio alla Image nel 1999 quando realizza i testi per la serie Sam and Twitch, uno spin-off di Spawn[30]. L'anno successivo arriva la serie regolare di sua creazione (insieme a Michael Avon Oeming) dal titolo Powers,pubblicazione che gli garantisce un notevole successo della critica e le attenzioni dei grandi editors tra cui Joe Quesada della Marvel[31]. La serie viene pubblicata per la Image fino al 2004[32] ma a partire da quell'anno Bendis firma un contratto in esclusiva con la Marvel e la serie viene trasferita alla neonata etichetta Icon Comics. Si tratta di un Imprint con il quale la Marvel garantisce anche la distribuzione dei fumetti i cui diritti rimangono agli autori. Si tratta evidentemente di una mossa tramite la quale il redattore in capo Quesada vuole assicurarsi le prestazioni lavorative dei migliori scrittori e artisti creandogli uno spazio nel quale possano continuare a pubblicare le opere di loro creazione a patto che poi si cimentino anche sui personaggi dell'Universo Marvel quali i Vendicatori, Spider-Man e via dicendo.

Oltre a Bendis e Kirkman, Valentino riesce a portare alla Image numerosi altri autori del mercato indipendente anche se molti non raggiungono il successo sperato. Nonostante questo nasce però la convinzione che la Image possa dare supporto e visibilità ad una nuova generazione di autori indipendenti, anche se (o nonostante) le loro creazioni si rivolgono ad un pubblico di nicchia. Ne è esempio l'artista britannico Paul Grist (nominato due volte per il Will Eisner Award) , che tramite la Image lancia negli Stati Uniti il suo personaggio Jack Staff, pubblicato nel Regno Unito dal 2000. La serie debutta nel 2003[33] e non riesce a riscuotere grande successo nonostante venga rilanciata nel 2010 con il titolo The weird world of Jack Staff. Nel 2011 Paul Grist lancia la nuova serie regolare Mud Man (sempre per la Image), incentrata sulle avventure di un improbabile supereroe i cui poteri sono quelli di trasformarsi in fango.

Erik Larsen come editore (2004-2008)[modifica | modifica sorgente]

Nonostante gli sforzi e le iniziative di Jim Valentino, l'Image subisce un crollo nelle vendite e nella sua posizione di mercato. Nel 1999 poteva ancora contare sul 10,22% di quota di mercato (sulle vendite totali espresse in dollari)[34], mentre nel 2004 la quota si riduce intorno ad un misero 3,94%[35]. Esemplificativa è la situazione del titolo Spawn, il più longevo e continuativo dalla fondazione della casa editrice, il quale si ritrova a raccogliere 30000 copie vendute mentre nel 1999 era più o meno stabile sulle 100000. Larsen dovrebbe rappresentare il tentivo di ritornare alle origini e aumentare una quota di mercato ai minimi storici per la Image. Nonostante le aspettative, il nuovo editore si limita a portare avanti i progetti già avviati dalla gestione precedente e non si distingue per una convincente ristrutturazione della casa editrice e un rinnovamento a livello artistico e creativo. L'unica serie regolare di un certo interesse (iniziata in tale periodo) e che dura tuttora è Godland dell'autore Joe Casey, opera di ispirazione Kirbyana[36]. A questa si aggiunge la miniserie Fell di Warren Ellis e il ritorno a crossover con altri editori, moda esplosa durante la crisi degli anni novanta. Particolarmente attivo su questo fronte è la Top Cow di Marc Silvestri che vede la pubblicazione di The Darkness/Superman, The Darkness/Vampirella, Magdalena/Daredevil, Cyberforce/X-Men, Withcblade/Wolverine, Witchblade/Punisher e altri ancora.

Larsen cerca di lanciare nuovi autori (anche se con meno successo di Jim Valentino) e tra questi quello che si distingue maggiormente per le sue storie e il successo riscosso è Jonathan Hickman. Questi debutta come autore di fumetti nel 2006 con la miniserie The Nightly News[37], seguita nel 2007 da un'altra miniserie dal titolo Pax Romana[38]. L'abilità di Hickman viene subito notata dalla Marvel Comics che dal 2009 gli affida i testi di una nuova serie regolare Secret Warriors[39] e il prestigioso ruolo di scrittore della serie storica Fantastic Four[40] (e questo a meno di tre anni dal suo debutto nel campo dei comics). Hickman rimane però sempre fedele all'editore che lo ha lanciato e tuttora realizza per la Image le opere con personaggi da lui creati e non percorre la strada di altri autori Marvel che invece decidono di pubblicare le loro creazioni per l'imprint Icon Comics (di proprietà della stessa Marvel).

Uno degli obbiettivi principali di Larsen sembra essere quello di riunire i soci fondatori della Image. Ormai è impossibile convincere Jim Lee a tornare visto che i suoi studios sono di proprietà della DC Comics ma Erik si adopera per il ritorno del principale ispiratore della Image e cioè Rob Liefeld. Il ribelle Rob è ormai una stella cadente del panorama fumettistico americano, soprattutto dopo i numerosi fallimenti delle etichette da lui create quali Maximum Press, Awesome Entertainment e Arcade Comics. Nei primi anni novanta era il disegnatore di riferimento per un'intera generazione ma ora i suoi albi non fanno più presa sul pubblico degli anni duemila e i tempi sembrano maturi per una riconciliazione con McFarlane e Silvestri. Larsen riesce a mediare e i personaggi degli Extreme Studios rientrano sotto l'ombrello della Image anche se Rob deve accettare un ruolo subalterno. Di fatti le sue serie saranno pubblicate per l'Image Central e non potrà più essere Partner della casa editrice. Il ritorno (dopo quasi 12 anni dalla rottura) avviene con il lancio di Youngblood (Vol.3/terza serie) i cui testi vengono affidati però a Joe Casey e i disegni a Derec Donovan, Liefeld realizza delle variant covers (o copertine alternative) per la serie. Il suo primo lavoro ai disegni avviene con il n.8 (marzo 2009), albo che vede la copertina dedicata al neoeletto presidente Barack Obama. Con Youngblood (Vol.3) n.9 (luglio 2009) Rob realizza testi e disegni (togliendo la serie a Casey) ma si tratta dell'ultimo albo dell'ennesima serie fallita sul rilancio dei suoi personaggi. Difatti Youngblood (Vol.3) n.1 si piazza solo al 140º posto della classifica di vendite dei distributori Diamond con appena 14361 copie vendute e non ottengono più successo gli albi seguenti[41]. Bisogna ricordare che al debutto nel 1992 Youngblood era stato l'albo di un editore a fumetti indipendente più venduto nella storia sino a quel momento.

Larsen nella sua posizione di editore non riesce a risollevare la quota di mercato della Image, che si indebolisce ulteriormente portandosi al 3,73% (sulle vendite di mercato espresse in dollari)[42]. Non riesce quindi a sfruttare la crescita del mercato fumettistico avvenuto in questo periodo (passato da 450 milioni di dollari circa a oltre 700 milioni tra il 2004 e il 2008)[42]. Difatto questa espansione è soprattutto spinta dalle vendite della Marvel Comics che supera il 40% di quota del mercato[42]. Tra gli editori indipendenti ne esce vincitore la Dark Horse Comics che sale quasi al 6,50% (davanti alla Image e terza dopo il duopolio Marvel-DC) e la IDW che si porta a ridosso della stessa Image[42]. Bisogna sottolineare che in termini di fatturato, la Image riesce ad aumentare gli introiti rispetto alla gestione precedente ma continua il declino in termini di proposte vincenti e rinnovo delle serie storiche della casa editrice. In questi anni non riesce infatti a pubblicare nessuna serie che riesca ad entrare stabilmente tra i cento albi più venduti secondo il distributore unico Diamond Comic Distributors[42].

Nuovo assetto editoriale (2008-2012)[modifica | modifica sorgente]

L'attuale struttura della Image e un nuovo rilancio editoriale prende corpo nel 2008 quando viene nominato Editore Eric Stephenson, mentre viene preso come nuovo partner artistico e direttore creativo lo scrittore Robert Kirkman. Questi affianca a livello creativo e menageriale i quattro fondatori tra quelli rimasti e cioè T.McFarlane, J.Valentino, E.Larsen e M.Silvestri[43]. Percorrendo la strada già inaugurata durante la gestione di Jim Valentino, la Image cerca di sfidare il duopolio DC-Marvel puntando sulla qualità artistica, i fumetti indipendenti con idee originali e la ricerca di nuovi autori da proporre sul mercato[9] anche andandoli a "rubare" alle due major, come nel caso di Brian K. Vaughan che per la Image pubblica con successo il fumetto Saga o precedentemente con Mark Millar che per la Top Cow ha realizzato la miniserie Wanted da cui è stato tratto l'omonimo film. A questo si aggiunge anche la possibilità offerta ad autori già affermati di poter pubblicare opere che difficilmente sarebbero distribuite da editori interessati prevalentemente al genere mainstream dei comics (e quindi a storie di supereroi) avendo al contempo la sicurezza sulla proprietà delle proprie opere cosa da sempre offerta dalla Image. Si può quindi notare che la linea editoriale differisce marcatamente da quella che si era impostata nei primi anni novanta. All'epoca l'Image era nata creando decine di nuovi supereroi da contrapporre a quelli dell'Universo Marvel e dell'Universo DC ma ora le testate dedicate a questo genere divengono la minoranza e si punta invece su progetti alternativi e più vicini al mercato del fumetto indipendente americano (o indie comics in originale) curando maggiormente la qualità delle opere. Questo indirizzo lo si vede anche nelle vendite dove le serie di Invincible e The Walking Dead scritte dallo stesso Kirkman divengono le pubblicazioni Image più vendute tra il 2010 e il 2011[44]. La seconda si tratta di una serie horror in bianco e nero alla quale viene dedicata una serie televisiva. L'importanza acquisita dall'autore lo porta a creare un nuovo studio creativo che si va ad affiancare a quelli diretti dai creatori storici della casa editrice. Di fatto è la prima volta che la Image acquisisce un nuovo partner dai tempi della sua fondazione nella prima metà degli anni novanta. Il nuovo studio si chiama Skybound e diviene attivo nel 2010. Di conseguenza, a partire da quell'anno si ha uno nuovo organigramma che vede la funzione di Editore e supervisore generale che rimane a Eric Stephenson. Questi dirige le operazioni editoriali della casa editrice e insieme a Erik Larsen (e in parte anche agli altri tre partner) opera le scelte editoriali che cadono sotto il controllo della Image Central. Questo organo editoriale supervisiona di fatto tutte quelle pubblicazioni che non rientrano sotto la direzione dei singoli studi creativi e che sono quindi semplicemente distribuiti come albi Image. A sua volta intorno alla Image Central orbitano i seguenti studi creativi formati dai quattro partner ufficiali che con Kirkman formano la seguente base della Imagine:

Adattamenti in altri Media[modifica | modifica sorgente]

Animazione[modifica | modifica sorgente]

  • WildC.A.T.s: la prima serie animata dedicata ad un fumetto Image si basa sul titolo Wildcats creato da Jim Lee e debutta il 1º ottobre 1994 sulla CBS[45]. La serie viene presentata con il titolo esteso Jim Lee's WildC.A.T.s Covert-Action-Teams e dura solo tredici episodi, terminando il 21 gennaio 1995[45]. A partire dal 1998, questi personaggi appartengono alla DC Entertainment così com tutti i personaggi creati dai Wildstorm Studios di Jim Lee, ma all'epoca della creazione e trasmissione della serie d'animazione erano pubblicati dalla Image.
  • The Maxx: serie d'animazione prodotta e trasmessa dal canale MTV tra l'8 aprile e il 19 giugno 1995. Si compone di 13 episodi della durata di 11 minuti ciascuno. I singoli episodi sono trasmessi come parte del programma Oddities di MTV e la serie è anche conosciuta come MTV Oddities presents The Maxx o MTV's The Maxx o Sam Kieth's The Maxx[46]. La trama riprende fedelmente quanto narrato nei fumetti e copre le storie pubblicate su Darker Image n.1, The Maxx n.1/2, e i primi 11 numeri della serie regolare The Maxx di Sam Kieth. La tecnica d'animazione vede un ampio uso di CGI e di inquadrature riprese direttamente dalle tavole originali realizzate per le storie a fumetti[47].
  • The Savage Dragon animated series: serie d'animazione prodotta e trasmessa dal canale statunitense USA Network. Debutta il 21 ottobre 1995 e dura due stagioni di 13 episodi ciascuna. La prima stagione termina 17 gennaio 1996 mentre la seconda inizia il 18 settembre 1996 e termina il 18 dicembre dello stesso anno[48]. Il protagonista è Savage Dragon di Erik Larsen a cui si aggiungono altri comprimari visti anche sulla serie a fumetti. La trasposizione animata non riscuote molto successo e risulta avere un tono alquanto infantile. Riesce però a cogliere in parte gli aspetti umoristici e grotteschi dei personaggi di Larsen[49].
  • Todd McFarlane's Spawn: serie d'animazione prodotta e trasmessa dal canale statunitense HBO. Debutta il 16 maggio 1997 e dura tre stagioni per un totale di 18 episodi. Termina il 22 maggio 1999. La serie è supervisionata dallo stesso McFarlane (in veste di produttore esecutivo) e riprende fedelmente le vicende narrate sul fumetto. La trama vede il soldato Al Simmons ucciso a tradimento da un sicario. Lo spirito di Simmons non si dà pace e stringe un patto con il diavolo Malebolgia, vuole tornare a vivere per vendicarsi e rivedere la propria famiglia. Da qui la trasformazione in Spawn che gli permette di tornare sulla terra ma non più come essere umano ma come un soldato infernale o Hellspawn nell'esercito degli Inferi in continua lotta con le armate del Paradiso per l'anima dell'uomo. La serie animata non solo rispecchia gli avvenimenti e i personaggi del fumetto ma riesce a mantenere i toni cupi e le scene violente (talvolta brutali) della serie Image[50]. Di fatti il programma è indirizzato ad un pubblico adulto e non viene realizzato per compiacere un'audience adolescenziale (fatto abbastanza raro nei cartoons statunitensi degli anni novanta). La serie vince un Emmy Award come miglior serie d'animazione (o Emmy for Outstanding Animated Program in originale)[9].

Film[modifica | modifica sorgente]

  • Spawn: il primo lungometraggio cinematografico tratto da un fumetto Image esce il 1º agosto 1997 e si basa sull'ormai celebre personaggio di Todd McFarlane. Il film è diretto da Mark A.Z. Dippè e viene distribuito dalla New Line Cinema[51]. A fronte di un budget stimato di 40 milioni di dollari, l'incasso totale è di $87.949.859[51].
  • Witchblade: la Top Cow Productions insieme agli Halsted Studios e la Warner Bros produce un film per la TV sulla supereroina dell'omonima serie a fumetti creata da Marc Silvestri con il contributo grafico di Michael Turner. Il lungometraggio, diretto da Ralph Hemecker, viene trasmesso il 27 agosto 2000 dal canale statunitense TNT e riscuote un discreto successo. Data l'accoglienza positiva, la TNT commissiona la realizzazione di una serie televisiva da mandare in onda a partire dal 2001. La protagonista è Yancy Butler, nel ruolo di Witchblade e del suo alterego Sara Pezzini. L'attrice viene riconfermata anche nel cast della serie TV. In Italia il film viene trasmesso da Italia 1 il 14 giugno 2004[52].
  • Wanted: film diretto da Timur Bekmambetov e distribuito a partire dal 27 giugno 2008. Il soggetto si basa liberamente[53] sulla miniserie Wanted di Mark Millar (testi) e J.G.Jones (disegni), realizzata per la Image sotto l'Imprint Top Cow Productions. Il cast vanta attori quali James McAvoy come Allan Gibson, Angelina Jolie come Fox e Morgan Freeman come Sloan. Si rivela essere un successo commerciale che incassa globalmente $ 341.433252 e ottiene due nominations ai premi Oscar[54]. In Italia esce il 2 luglio 2008 con il titolo Wanted - Scegli il tuo destino, incassa € 3.850.000[53] e rimane a tuttora il film cinematografico di maggior successo realizzato su un fumetto Image. Difatti supera di quasi quattro volte l'incasso del precedente film cinematografico Spawn e si pone al 31º posto(come incassi) nella classifica dei film basati su opere a fumetti (realizzati dal 1978 ad oggi)[55].

Serie TV[modifica | modifica sorgente]

  • Witchblade: Dopo il film trasmesso nel 2000, il canale TNT commissiona una serie televisiva sulla supereroina di Marc Silvestri. La serie mantiene invariato il cast che vede sempre Yancy Butler nel ruolo della protagonista. La prima stagione debutta negli Stati Uniti il 12 giugno 2001 per un totale di 11 episodi e si conclude il 21 agosto dello stesso anno[56]. La serie viene rinnovata per una seconda e ultima stagione composta di 12 episodi trasmessi tra il 16 giugno e il 26 agosto 2002[56]. In Italia i 23 episodi totali vengono trasmessi da Italia 1 nel 2004[56].
  • The Walking Dead: serie trasmessa dal canale televisivo AMC a partire dal 31 ottobre 2010 e che debutta in Italia il giorno dopo sul canale Fox. Si basa sul fumetto The Walking Dead di Robert Kirkman il quale partecipa alla realizzazione del programma realizzando anche le sceneggiature di alcune puntate. La fedeltà alle vicende del fumetto entusiasma i lettori della serie Image ma soddisfa anche la critica e gli ascolti televisivi. Di fatti The Walking Dead riesce addirittura ad aumentare il numero dei telespettatori tra la prima e la seconda stagione (in programma tra il 2011 e il 2012)[57]. Il successo della serie e la cura nell'adattamento del fumetto alla produzione televisiva segna un apice mai raggiunto nelle trasposizioni precedenti (sia di pubblicazioni dei due colossi Marvel e DC che di altri editori minori) e questa porta The Walking Dead ad essere considerata la miglior serie televisiva tratta da un fumetto mai trasmessa prima[9]. A questo si aggiunge anche il riscontro positivo a livello di vendite in quanto il fumetto di Robert Kirkman ha aumentato le vendite nel corso del 2011 e rimane in quell'anno il comic book più venduto tra quelli prodotti dalla Image[58]. La terza stagione viene trasmessa a partire dal 14 ottobre 2012 con l'episodio Seed che segna un record di ascolti assoluto per la stagione 2012 sia tra i grandi broadcaster che i cable network (di cui la AMC fa parte)[59]. I dati di ascolto superano i 15 milioni di ascolti (tra diretta e repliche in serata) e la serie diviene un punto di riferimento per l'intrattenimento televisivo seriale[59]. La quarta stagione debutta negli Stati Uniti il 13 ottobre 2013 e viene trasmessa in Italia il giorno dopo su Fox[60]. Il primo episodio della quarta stagione non ha deluso le aspettative, totalizzando più di 16 milioni di ascolto (record per la serie finora)[61].

Opere in gestazione[modifica | modifica sorgente]

Il secondo film su Spawn: è dall'uscita del primo film che ci sono voci di un possibile sequel al lungometraggio del 1997[62]. Lo stesso McFarlane non ha mai taciuto il suo interesse per la realizzazione di un film che sapesse riprendere meglio i temi e i personaggi della sua serie a fumetti[62]. La sua intenzione è quella di scrivere e autoprodursi il nuovo film in maniera tale da avere il pieno controllo sul suo personaggio e il tipo di storia che vuole trasporre sul grande schermo[62]. Al momento Todd McFarlane sta lavorando ad uno script che intende completare entro la fine del 2013 per poter poi realizzare il film nel 2014[62]. La storia non è un sequel del primo film ma un reboot che permetterebbe a Todd di rilanciare cinematograficamente Spawn senza vincoli narrativi e con la possibilità di attirare nuovo pubblico[62]. Per quanto riguarda il ruolo di protagonista si parla di Jamie Foxx, molto interessato alla parte, ma non è da escludere un attore sconosciuto[62].

Pax Romana: a fine aprile del 2014 il canale statunitense SyFy ha annunciato di voler produrre una serie televisiva sulla miniserie Pax Romana[63] di Jonathan Hickman, pubblicata dalla Image tra il dicembre 2007 e il novembre 2008[64]. Il tema trattato riguarda un viaggio nel tempo compiuto dal 2054 ai tempi dell'Impero Romano per cambiare il corso della storia[64]. Nella realizzazione saranno coinvolti la casa di produzione Circle of Confusion (già coinvolta nell'adattamento televisivo di Walking Dead), Matthew Federman e Stephen Scaia (già autori di Warehouse 13 sempre per Syfy)[63].

In Italia[modifica | modifica sorgente]

L'edizione italiana dei fumetti Image parte da novembre 1993 con l'uscita della serie mensile dal titolo Image, pubblicata da Edizioni Star Comics Srl di Perugia. La serie è inizialmente supervisionata e curata da Marco Marcello Lupoi e Luca Scatasta e raccoglie le prime serie Image Comics a distanza di poco più di un anno dal loro debutto negli Stati Uniti. Bisogna sottolineare che l'edizione italiana proposta dalla Star Comics è la prima edizione al di fuori degli USA degli albi Image[65]. Questo primo albo presenta in copertina la cover originale di Spawn n.1 mentre il contenuto raccoglie i seguenti numeri delle serie originali:

  • Spawn n.1 di Todd MacFarlane (testi-disegni)
  • WildC.A.T.S. (Vol.1) di Jim Lee - Brandon Choi (testi), J.Lee (matite), Scott Williams (chine)
  • Youngblood n.0 di Rob Leifeld (testi-disegni), Dan Fraga (matite aggiuntive), Danny K. Miki (chine). Questo albo non è il primo della serie che è servita da apripista alla nuova casa editrice ma è un prequel pubblicato in USA qualche mese dopo. Il debutto in edizione italiana di Youngblood n.1 (primo albo Image Comics) avviene su Image n.2 (dicembre 1993). La cover originale disegnata da Rob Leifeld è proprio quella utilizzata per la seconda uscita della serie della Star Comics.

Il periodo Star Comics (1993-1999)[modifica | modifica sorgente]

Il debutto italiano della Image lo si deve quindi alla Star Comics di Perugia. Questa casa editrice si è già fatta un nome presso gli appassionati di fumetti americani per aver avuto il merito di riprendere la pubblicazione italiana di buona parte delle serie Marvel Comics a cavallo degli anni ottanta e anni novanta. La lungimiranza del suo editore la porta anche ad acquisire i diritti dei principali personaggi di Liefeld,McFarlane e soci. Questa mossa si rivela vincente dal momento che nel 1994 viene fondata la Marvel Italia che porta sotto un unico editore tutti i diritti dei personaggi Marvel. La Star Comics perde quindi i suoi personaggi più popolari tra i quali l'Uomo Ragno e i Fantastici Quattro, per non dimenticare l'abbandono del suo storico redattore Marco M. Lupoi, fautore del progetto Marvel Italia e quindi passato a quella concorrenza che ha svuotato il parco testate Star Comics. La casa editrice di Perugia punta per forza e necessità sul nuovo terzo polo del mercato dei comics statunitensi cioè la Image (ma anche sui manga)[66]. La prima serie si intitola proprio Image e (come già visto sopra) raduna inizialmente le creazioni di Liefeld,McFarlane,Lee alle quali si aggiunge dal terzo numero la Cyberforce di Silvestri. Nell'aprile 1994 nasce Spawn & Savage Dragon dove si spostano la serie di Spawn (a partire dal n.6 della collana originale) e la miniserie e poi la serie The savage Dragon di Erik Larsen. Da segnalare il debutto di Pitt di Dale Keown su Image n.7 (maggio 1994) mentre sul n.9 (Luglio 1994) debutta un nuovo supergruppo di mercenari denominati Brigade, ennesima creazione degli Extreme Studiosdi Liefeld qui coadiuvato alla parte grafica dal suo assistente Marat Mychaels. L'intersse per i personaggi dello Extreme Studios di Leifeld è notevole anche in Italia e questo porta la Star Comics a lanciare la serie Extreme (gennaio 1995) curata da Paolo Accolti Gil e che vede qui confluire le creazioni dell'irrefrenabile Liefeld quali Youngblood (e vari spin-off quali Team Youngblood), Prophet e Supreme.

Un ulteriore espansione delle testate Image della Star comics avviene nel biennio 1995 quando in seguito al successo negli Stati Uniti delle pubblicazioni Wildstorm di Jim Lee, tra le quali non spicca solo la serie WildC.A.T.s ma anche la rivelazione Gen 13, serie incentrata su un supergruppo di teenegers. A questi viene intitolata una serie italiana che dura 31 numeri, dal giugno 1996 al dicembre 1998, alla quale si affiancano tre albi speciali dal titolo Gen 13 Extra. Lo studio di Jim Lee si vede anche intitolata la serie Wildstorm di 12 numeri (dal settembre 1997 all'agosto 1998). Ovviamente la Star Comics ha anche lanciato una serie mensile dal titolo WildC.A.T.s a partire dal maggio 1995 e che vede chiudere la sua pubblicazione nel gennaio 1999 con il numero 44. Da sottolineare che questo numero segna la fine delle pubblicazioni Image da parte della Star Comics che ne ha curato l'edizione italiana per 6 anni, contribuendo a far conoscere per prima questi nuovi personaggi al di fuori del mercato statunitense.

Nel corso degli anni i diritti dei vari personaggi Image passeranno ad altre casa editrici come la Panini Comics (es. Witchblade, Wanted) o la Magic Press (Maxx).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Extreme n.1, v. editoriale di Carmine A., Edizioni Star Comics Srl, Perugia, novembre 1994, p.terza di copertina. Trad. it. a cura delle Edizioni Star Comics Srl
  2. ^ 2010 Comic Book Sales Figures. URL consultato il 02 ottobre 2011.
  3. ^ Extreme n.1, v. editoriale di Carmine A., Edizioni Star Comics Srl, Perugia, novembre 1994, p.seconda di copertina.
  4. ^ a b c d e f g h Rob the recruiter. URL consultato il 10 aprile 2012.
  5. ^ Comic Book Sales for 1991. URL consultato il 04 maggio 2012.
  6. ^ Don & Maggie Thompson, Marvel Comics Checklist & Price Guide, 1961 to Present, Krause Publications, Iola WI, 1993, pp.25-26
  7. ^ Image n.1, v. Immaginiamo di Luca Scatasta, Edizioni Star Comics Srl, Perugia, Novembre 1993, p.36. Trad. it. a cura delle Edizioni Star Comics Srl
  8. ^ Image n.1, v. Immaginiamo di Luca Scatasta, Edizioni Star Comics Srl, Perugia, novembre 1993, p.36
  9. ^ a b c d e Ibidem
  10. ^ Extreme n.1, v. editoriale di Carmine A., Edizioni Star Comics Srl, Perugia, novembre 1994, p.seconda di copertina
  11. ^ Modern Age of Comics. URL consultato l'11 settembre 2011.
  12. ^ Copper Age of Comics. URL consultato l'08 settembre 2011.
  13. ^ Extreme n.1, v. editoriale di Carmine A., Edizioni Star Comics S.r.l., Bosco(Perugia), novembre 1994, p.seconda di copertina
  14. ^ Ibid., p.terza di copertina
  15. ^ a b c Image n.18, v.Introducendo Wetworks di Carmine A., Edizioni Star Comics S.r.l., Bosco(Perugia), aprile 1995, p.68
  16. ^ Brandon Choi e Whilce Portacio (testi), Whilce Portacio (matite), Wetworks n.1, Image Comics, Berkeley (CA), luglio 1994
  17. ^ a b c d Comic Book Sales for 1992. URL consultato il 04 maggio 2012.
  18. ^ Brian Hotton e Dale Keown (testi), D.Keown (disegni), Pitt n.1, Image Comics, Barkeley (CA), gennaio 1993. L'albo viene annunciato e quindi messo in prenotazione dai distributori nel 1992 ma esce con data di copertina gennaio 1993.
  19. ^ a b c d e f 1993 Comic Book Sales Figures. URL consultato il 18 maggio 2012.
  20. ^ The great comics crash of 1996. URL consultato il 18 maggio 2012.
  21. ^ Nel 2011 il mercato fumettistico non ha generato nemmeno la metà del ricavato del 1993. Siamo a poco più di 400 milioni di dollari contro 850 del 1993. Overall del 2011. URL consultato il 18 maggio 2012.
  22. ^ Wizard: The Guide To Comics n.71, Gareb Shamus Enterprises Inc., New York, luglio 1997, p.191
  23. ^ Rob Liefeld e AA.VV. (testi-disegni), Youngblood nn.4-5, Image Comics, Berkeley(CA), 1993
  24. ^ a b c d Deathmate Crash. URL consultato il 01 luglio 2012.
  25. ^ a b The comic book apocalypse. URL consultato il 01 luglio 2012.
  26. ^ a b c d e f g The Image Story:What Went Wrong. URL consultato il 09 maggio 2012.
  27. ^ «Whilce left. Rob left. Jim went back to the Plantation. But Image Comics is going to go on forever. We have built an entity that's beyond the individual», Todd McFarlane su The Image History. URL consultato il 01 giugno 2012.
  28. ^ a b c d About Shadowline. URL consultato il 09 maggio 2012.
  29. ^ Jim Valentino, Guardians of the Galaxy nn.1-29, Marvel Comics, New York, 1990-1992
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