Marvel Comics

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Marvel Comics
Logo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 1939 come Timely Comics
Fondata da Martin Goodman
Sede principale New York, NY
Gruppo The Walt Disney Company
Filiali Marvel UK
Persone chiave
Settore Editoriale
Prodotti
  • Cartoni animati
  • Film
  • Fumetti
Fatturato Green Arrow Up.svg 125,7 milioni di USD (2007)
Sito web www.marvel.com

Marvel Comics è una casa editrice statunitense di proprietà della Marvel Entertainment, gruppo sussidiario di The Walt Disney Company. Conosciuta anche come "La Casa delle Idee", è una delle principali compagnie d'intrattenimento al mondo fondate sui personaggi dei fumetti: la sua biblioteca ne conta oltre 8000[1]. Tra i personaggi di punta vi sono l'Uomo Ragno, gli X-Men, Capitan America, i Fantastici Quattro, Iron Man, Hulk, Thor, i Vendicatori e Devil. La Marvel ne utilizza i franchise nei media di intrattenimento, nell'editoria e nel merchandising[1].

L'azienda è stata fondata nel 1939, ed è stata acquisita dal gruppo Disney nel corso del 2009[2][3][4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Era il 1939 quando, a New York, Frank Torpey, editore, decise di dare alle stampe una pubblicazione a fumetti dal nome Motion Picture Funnies Weekly. La rivista, però, non ebbe un grande successo: uscì, infatti, solo quel primo numero, al cui interno c'era una storia di otto pagine, realizzata da William Blake Everett, il cui protagonista era un superuomo in costume da bagno, con le orecchie a punta, principe della città sommersa di Atlantide e nemico giurato del mondo di superficie. Si trattava del Principe Namor, meglio noto come Sub-Mariner. L'iniziativa, però, non passò completamente inosservata. In quel periodo, infatti, un altro editore, Martin Goodman, proprietario della Western Fiction Publishing, che stava proponendo ai lettori americani una serie di riviste sportive, ludiche, sul cinema e la narrativa e che aveva intenzione di proporre anche una rivista a fumetti. Goodman, colpito dall'iniziativa, contattò Torpey, per rilevare la sua attività: prese tutto il materiale da lui prodotto e riprese la pubblicazione della sua rivista, che questa volta cambiò nome, divenendo Marvel Comics: era il 31 agosto del 1939 e il marchio sotto cui usciva questa storica rivista era Timely Comics.

Per molti anni a seguire questo fu il marchio che presentava i fumetti editi da Goodman, che presentava il già citato Sub-Mariner, affiancato dal bislacco Angel, dal selvaggio Ka-Zar, dall'androide Torcia Umana, in grado di infiammare la parte esterna del suo corpo. A questi, successivamente, si affiancò Capitan America e quindi altri personaggi minori, ma ancora non si poteva parlare del vero e proprio Universo Marvel.

La cosa accadde alcuni anni dopo: un nipote acquisito di Goodman, un certo Stanley Lieber, iniziò a lavorare per lo zio, dapprima come galoppino per i cartoonist che lavoravano alla Timely, quindi come scrittore delle storie, dapprima con lo pseudonimo di Lee Nats, quindi con il nome con cui tutti oggi lo conoscono: Stan Lee. Il sempre sorridente Lee arrivò, quindi, anche a dirigere l'azienda dello zio, che sotto le sue capaci mani prima divenne la Atlas Comics e quindi, nel 1961, Marvel Comics. Fu anche il periodo in cui, soprattutto insieme a Jack Kirby, creò la maggior parte dei personaggi che popolano questo fittizio universo narrativo.

Dal simbolo dell'azienda, l'Uomo Ragno, a Devil, Hulk, gli X-Men e i Fantastici 4, il cui primo numero viene anche fatto coincidere con l'inizio ufficiale dell'Universo Marvel propriamente inteso: inizia così anche la cosiddetta Silver Age dei comic, che riportò di moda i supereroi, caduti in disgrazia alcuni anni prima a causa della crociata di Fredric Wertham, che in pratica pose fine alla gloriosa Golden Age, l'epoca d'oro.

Negli anni settanta la Marvel comincia a pubblicare altri tipi di fumetti come il fantasy di Conan il barbaro, quelli horror (con titoli quali Man-Thing, La Tomba di Dracula e Ghost Rider) e di arti marziali (con la serie Shang-Chi) cercando di uscire dalla crisi che stava attanagliando il mercato americano.

Nel decennio successivo sotto l'egida di Jim Shooter la casa editrice entra in una nuova fase di rinnovamento artistico pubblicando opere rivoluzionarie come il Devil di Frank Miller o l'Hulk di Peter David. Inoltre viene creata la Epic Comics una divisione creator owned in cui gli autori potevano sperimentare storie diverse dai soliti canoni dell'avventura supereroistica più vicina ai canoni europei e i cui diritti rimanevano ai legittimi creatori.

Con l'arrivo degli anni novanta la Marvel viene acquistata dal miliardario Ron Perelman e passa dai 5 milioni di copie degli X-Men di Jim Lee alla chiusura di ben sedici testate in pochi mesi tra il 1993 e il 1994, sostituite sotto la criticata gestione di Tom DeFalco prima e di Bob Harras da collane di durata effimera come quella dedicata al supergruppo Force Works (nuova versione più "aggressiva" dei Vendicatori della Costa Ovest), la linea futuristica Marvel 2099 e la linea Ultraverse, che non riescono ad entrare in sintonia con i nuovi gusti del pubblico abituato ai manga e ai nuovi fumetti pubblicati dalla Image Comics.

Oggi la Marvel, dopo aver sfiorato il fallimento nel 1996, fa parte di un grande colosso industriale nel campo dell'intrattenimento (la Walt Disney Company) e continua a pubblicare albi a fumetti con i suoi eroi più importanti, ben gestita dall'editor-in-chief Joe Quesada, ex-cartoonist indipendente, che ha anche varato diverse nuove iniziative editoriali come l'universo Ultimate, dove sono presentate delle versioni rinnovate degli eroi classici, o il Marvel Manga, dove gli eroi Marvel sono interpretati in chiave manga da artisti che hanno acquisito uno stile simile a quello giapponese. Ha poi partecipato, come cartoonist, al varo della linea editoriale Marvel Knights, nata per realizzare storie di supereroi senza i limiti imposti dal Comics Code Authority, che è stato in seguito totalmente abbandonato su tutte le testate Marvel in favore di un sistema interno di valutazione degli albi, e quindi la linea Max Comics, dove vengono convogliate tutte le iniziative più violente della casa editrice di New York.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

La casa editrice di Martin Goodman non assunse il nome Marvel Comics fino al 1961. I primi fumetti distribuiti con un piccolo riquadro con le lettere MC (marvel comics) sulla copertina sono datati luglio e agosto 1961. Si tratta di serie che trattano storie di genere western (Rawhide Kid), romantico per adolescenti (teen-age romance), d'orrore (Tales to Astonish) e d'avventura (Amazing Adventures). Tuttavia l'idea di lanciare una linea di fumetti di genere supereroistico denominata Marvel Comics fu di Stan Lee. L'iniziativa si concretizza con l'uscita di The Fantastic Four (prima serie) n.1 del novembre 1961 (data di copertina). Il progetto si inserisce nel nuovo contesto editoriale che attraversa l'industria del fumetto in quegli anni. La DC Comics, la casa editrice più importante degli USA in quel momento, ha iniziato dal 1956 a proporre versioni moderne dei suoi supereroi del periodo Golden Age. Il primo è stato Flash (Barry Allen) in Showcase n.4 (ottobre 1956). L'operazione ha successo e quindi seguono altri personaggi come il nuovo Lanterna Verde (Hal Jordan) in Showcase n.22 (ottobre 1959) fino ad arrivare alla creazione della Justice League in The Brave and the Bold n.28 (febbraio-marzo 1960). Questa fase di rinascita del genere è denominata Silver Age ed è a questo punto che gli autori Marvel cercano di inserirsi in questo nuovo mercato.

1961[modifica | modifica wikitesto]

Stan Lee e Jack Kirby creano i Fantastici Quattro su The Fantastic Four numero 1. I componenti sono: Mister Fantastic (Reed Richards), la Cosa (Ben Grimm), la Ragazza Invisibile poi diventata Donna invisibile (Sue Storm) e la Torcia Umana (Johnny Storm). Pur imitando altri supergruppi del passato questo nuovo team ha due evidenti diversità rispetto alle consuetudini narrative del genere: nessuno dei quattro ha un'identità segreta o indossa maschere e tra di loro c'è un legame che ricorda da vicino quello di una famiglia. Infatti Sue e Johnny sono fratelli, Ben è il migliore amico di Reed e ben presto lo stesso Mister Fantastic si sposerà con Sue. La stessa casa editrice indicherà successivamente che i Fantastici Quattro non sono eroi nel senso tradizionale del termine e non combattono il crimine nelle strade. Loro sono innanzitutto astronauti ed esploratori, guidati dalla più brillante mente scientifica della Terra e cioè Reed Richards. Per loro si conia il termine Imaginauts (immaginauti) e sono l'alba della Age of Marvels (Era delle Meraviglie).[5] Gli altri albi pubblicati lo stesso mese non riflettono ancora il cambiamento verso il genere dei supereroi che invece sarà graduale. Tali serie sono: Strange Tales, Journey into Mystery, Tales to Astonish, Tales of Suspense, Amazing Adventures, Kid Kolt, Gunsmoke Western, Millie, Love Romances, Teen-age romance, Linda Carter. Sarà proprio su alcune di queste serie che si proverà a creare nuovi supereroi senza dover rischiare di lanciare delle nuove pubblicazioni regolari.

1962[modifica | modifica wikitesto]

Questo è l'anno del debutto dell'Uomo Ragno su Amazing Fantasy n.15 (agosto). In questo caso è un'adolescente a ritrovarsi con super-poteri e, suo malgrado, diventa un supereroe. Diventerà un personaggio simbolo per la casa editrice e con lui si introduce il principio: Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Nasce il concetto che non si diventa eroi per scelta ma perché scelti dal destino. Questo stesso anno Lee e Kirby creano un altro personaggio al di fuori dei soliti canoni supereroistici, si tratta di Hulk-Banner. Il golia grigio (e poi verde) debutta su una sua serie personale: The Incredible Hulk n.1 (maggio) che però non riscuote molto successo e chiude con il numero 6. La trasformazione del Dottor Banner in una versione distorta e mostruosa di sé stesso in seguito ad un incidente in un test militare è comunque vincente e sarà ripresa con successo. La prolifica coppia Lee-Kirby si ispira anche alla mitologia e sulle pagine di Journey into Mystery n.83 crea Thor (agosto). L'altro supereroe ad essere creato è Ant-Man. Si tratta dello scienziato Henry Pym che scopre delle rare particelle subatomiche in grado di diminuire notevolmente le sue dimensioni. Debutta su Tales to Astonish n.27 (gennaio) ma il nome Ant-Man gli verrà dato solo dal n.35 (settembre). Altri personaggi degni di nota:

  • Gli Skrull su The Fantastic Four (Vol. 1) n.2 (gennaio), la prima razza di alieni della Marvel.
  • Namor The Sub-Mariner su The Fantastic Four (prima serie) n.4 (maggio), è lo stesso personaggio creato nel 1939 su Marvel Comics n.1. Non si tratta di una nuova versione del supereroe creato nella Golden Age così come avviene con i protagonisti degli albi DC Comics. Lo stesso principio lo si adotterà per altri personaggi del passato come lo stesso Capitan America.
  • Rick Jones su The Incredible Hulk (Vol. 1) n.1 (maggio), è solo un ragazzo senza poteri ma avrà un grande sviluppo narrativo nella continuity della Marvel.
  • Dottor Destino (Victor Von Doom) su The Fantastic Four (prima serie) n.5 (luglio). Nemesi intellettuale e morale di Reed Richards.
  • Loki Laufeyson su Journey into Mystery n.85 (ottobre). Fratellastro di Thor e sua principale nemesi.

1963[modifica | modifica wikitesto]

Anno fondamentale e di svolta. Due sono i fattori che lo caratterizzano[6]:

  1. si decide sul piano editoriale di puntare sul genere dei supereroi, abbandonando progressivamente gli altri generi;
  2. si introduce nella narrazione il concetto di Marvel Universe. Stan Lee decide di far incontrare i supereroi apparsi in serie differenti ma non usa il sistema finora adottato dalla DC Comics. Questa casa editrice li faceva riunire su serie apposite quali All-Star Comics o la più recente Justice League of America. La Marvel invece crea incroci narrativi (crossover) sulle serie già esistenti. Un esempio è proprio il numero di debutto della serie regolare dell'Uomo Ragno. Su The Amazing Spider-Man (Vol. 1) n.1 (marzo), l'alter-ego di Peter Parker si reca dai Fantastici Quattro per chiedere di farne parte. Lo stesso mese lo stesso supergruppo si reca alla caccia di Hulk su The Fantastic Four (Vol.1) numero 12.

Come conseguenza del primo punto la Marvel aumenta il numero di serie di supereroi. Quell'anno debuttano:

  • i Vendicatori su The Avengers (prima serie) n.1 (settembre), la risposta Marvel alla Justice League della DC Comics. Si tratta di un gruppo di supereroi, che però ha la peculiarità di non essere composto necessariamente dai personaggi Marvel più famosi, a differenza della Justice League dell'epoca;
  • Iron Man su Tales of Suspense n.39 (marzo), l'industriale Tony Stark usa la tecnologia per crearsi un'armatura che gli consente azioni sovrumane;
  • i mutanti X-Men su The X-Men (prima serie) n.1 (settembre), si introduce il concetto di essere dotato di superpoteri perché mutato geneticamente fin dalla nascita (homo superior). Tale mutazione ne fa una razza diversa da quella umana e quindi temuta;
  • il Dottor Strange su Strange Tales n.110 (luglio), si tratta di un maestro di arti magiche creato da Stan Lee e Steve Ditko.

Altri personaggi degni di nota:

  • Sgt.Fury and his Howling Commandos n.1 (maggio), a differenza delle altre nuove serie si tratta di una serie a fumetti che si ispira al genere di guerra (War Comics). La realizza il duo Lee-Kirby.
  • Henry Pym ha al suo fianco una nuova supereroina (Wasp) a partire da Tales to Astonish n.44 (giugno), mentre lui cambia nome in Giant-Man dal n.49 (novembre).
  • Magneto su The X-Men n.1 (settembre). Mutante malvagio il cui scopo è portare i mutanti con superpoteri a divenire esseri dominanti sull'umanità.

1964[modifica | modifica wikitesto]

Sulle pagine di The Avengers (prima serie) n.4 (marzo) ritorna il personaggio di Capitan America, supereroe patriottico del periodo bellico (prima apparizione: Captain America Comics n.1 del 1941). Come per Namor, non si tratta di un nuovo personaggio ma dello stesso supersoldato che ha combattuto contro i nazisti[7]. Il mese successivo inizia la serie Daredevil (aprile) che racconta le vicende di un supereroe cieco. S.Lee ci propone per la seconda volta un supereroe portatore di handicap. Il primo è stato Charles Xavier, il mentore degli X-Men. Hulk viene pubblicato regolarmente (insieme alle storie di Giant-Man) su Tales to Astonish (prima serie) dal n. 60 (ottobre). In novembre Capitan America ottiene una pubblicazione regolare su Tales of Suspense (prima serie) n.59 (la serie continua a presentare anche le avventure di Iron Man).

Altri personaggi degni di nota:

  • L'originale Goblin su The Amazing Spider-Man (prima serie) n.14 (luglio). Nemesi di Spider-Man e supercriminale che darà origine a numerosi successori e imitatori.
  • Kang (nella sua versione più conosciuta) su The Avengers (prima serie) n.8 (settembre). Manipolatore della linea temporale e nemico dei Vendicatori.

Quell'anno debuttano diversi supercriminali destinati a passare poi dalla parte del bene:

  • I gemelli mutanti Quicksilver e Scarlet su X-Men (prima serie) n.4 (marzo) come alleati di Magneto. In seguito appoggieranno la causa degli X-Men e dei Vendicarori.
  • La Vedova Nera/Natasha Romanov debutta su Tales of Suspense (prima serie) n.52 (aprile) come spia del KGB e nemica di Iron Man. In seguito abbandona le sue ideologie e decide di lavorare nel controspionaggio americano al servizio dello S.H.I.E.L.D.
  • Occhio di Falco su Tales to Astonish (prima serie) n.57 (settembre) si ritrova a combattere contro Iron Man per poi allearsi con la Vedova Nera in una serie di crimini. Alla fine si ravvede ed entra nei Vendicatori.
  • Wonder Man/Simon Williams su The Avengers (prima serie) n.9 (ottobre), Simon si allea con il Barone Zemo, il quale lo sottopone ad un raggio ionico che gli dona volo e superforza. I due tentano di distruggere i Vendicatori ma Simon si ravvede e si sacrifica per salvare il gruppo di supereroi. Sarà poi riportato in vita.

1965[modifica | modifica wikitesto]

Lee-Kirby portano una nuova svolta nel mondo dei supereroi: il matrimonio Tra Reed Richards (Mister Fantastic) e Sue Storm (la Donna invisibile) su The Fantastic Four Annual n. 3. Per quanto un matrimonio possa essere un avvenimento comune nel mondo reale, non lo era affatto nei fumetti dei supereroi (i lettori non avevano visto in trent'anni neppure un tentativo di fidanzamento tra Lois Lane e Clark Kent)[8]. L'unico supereroe introdotto quell'anno è una versione moderna di Ka-Zar su The X-Men (prima serie) n.10 (marzo), è la ripresa di un personaggio Golden Age.

Avvenimenti degni di nota:

  • Il primo scontro X-Men contro Vendicatori su The X-Men (prima serie) n.9 (gennaio).
  • In Tales of Suspense (prima serie) n.63 (marzo), Lee-Kirby raccontano per i nuovi lettotri le origini di Capitan America. Si stabilisce il canone narrativo Retold Origins (cioè rinarrazione delle origini di un personaggio), fondamentale e distintivo dell'Universo Marvel. Nel ripresentare la trasformazione dell'esile Steve Rogers in Capitan America, gli autori mantengono intatti tutti gli elementi narrativi e i personaggi della storia degli anni quaranta. Si limitano ad aggiungere qualche elemento nuovo e ad adattare la narrazione ai lettori moderni. Non avviene come alla DC Comics dove le origini di un personaggio possono cambiare totalmente dando vita di fatto ad un soggetto del tutto nuovo (es: Lanterna Verde/Alan Scott diventa Lanterna Verde/Hal Jordan[9]). D'ora in poi gli autori Marvel seguiranno questa indicazione e le origini dei personaggi non saranno mai stravolte ma solo leggermente modificate o adattate al periodo storico.[10]
  • Daredevil (prima serie) n.7 (aprile), Devil indossa il suo costume definitivo di colore rosso.
  • Jack Kirby lascia la serie The Avengers (prima serie) dal n.16 (maggio), con questo numero cambia anche totalmente la formazione del gruppo. I membri originali lasciano e Capitan America prende il comando. Assembla una formazione di ex-supercriminali: Quicksilver, Scarlet e Occhio di Falco. Invece Iron Man, Giant-Man, Wasp e Thor non sono più parte del gruppo ma rimangono a disposizione di Cap per situazioni di estrema emergenza o pericolo.
  • Su Tales of Suspense (prima serie) n.66 (giugno), Lee-Kirby reinntroducono la minaccia del Teschio Rosso nella continuity Marvel. Utilizzando lo stesso principio visto per Capitan America nel n.63, ne rinarrano le origini.
  • Strange Tales n.135 (agosto), Nick Fury viene introdotto nella continuity moderna dei fumetti Marvel. Nel periodo della Guerra Fredda, Fury diventa un agente segreto del governo americano a capo dell'organizzazione di controspionaggio S.H.I.E.L.D.. Si tratta dello stesso personaggio che combatteva nella Seconda Guerra Mondiale e le cui storie di quel periodo sono pubblicate su Sgt.Fury and his Howling Commandos.
  • The X-Men (prima serie) n.14 (novembre), Lee-Kirby introducono le Sentinelle, robot umanoidi programmati per dare la caccia ai mutanti. Inizia a prendere forma la sottotrama (subplot) della fobia dei mutanti che caratterizzerà nei decenni a venire gli albi Marvel.

1966[modifica | modifica wikitesto]

Lee-Kirby riducono la loro quantità di lavoro, lasciando progressivamente alcune serie a nuovi autori. Stan Lee lascia i testi di The X-Men (prima serie) e The Avengers (prima serie) a Roy Thomas. Jack Kirby comincia ad essere affiancato da altri disegnatori nel completare e rifinire le tavole. Per esempio Jim Steranko collabora ai disegni delle storie di Nick Fury da Strange Tales n.151 (dicembre), mentre su The X-Men (prima serie), Kirby viene aiutato alle matite da Jay Gavin, che lo sostituisce definitivamente dal numero 18 (marzo). Questi cambiamenti danno la possibilità al duo Lee-Kirby di concentrarsi creativamente sulla serie The Fantastic Four. Le conseguenze sono un ciclo di storie che introduce diversi nuovi personaggi destinati a entrare nella storia del Marvel Universe:

  • Gli Inumani su The Fantastic Four (prima serie) n.45, 46 e 47 (dicembre 1965, gennaio 1966 e febbraio 1966)
  • Galactus e Silver Surfer su The Fantastic Four (prima serie) n.48 (marzo)
  • Pantera Nera su The Fantasic Four (prima serie) n.52 (luglio), primo supereroe afroamericano della storia del fumetto.

Altri avvenimenti degni di nota:

  • Il disegnatore e co-creatore dell'Uomo Ragno, Steve Ditko lascia The Amazing Spider-Man (prima serie) al n.33 (febbraio). Lo sostituisce John Romita Sr.
  • La serie Journey into Mystery (prima serie) la testata diventa in The Mighty Thor (prima serie) dal n.126 (marzo). La numerazione rimane invariata e quindi con data di copertina aprile esce The Mighty Thor (prima serie) n.127

1967-1968[modifica | modifica wikitesto]

In quel biennio la Marvel conosce il periodo di massima espansione editoriale tra gli anni sessanta e gli anni settanta. Le conseguenze si vedono nella ristrutturazione del parco testate:

  • Viene lanciata la serie Ghost Rider (prima serie), il protagonista è Carter Slade. L'ambientazione è di genere western ma il personaggio Slade acquista dei poteri di origine soprannaturale. Il numero 1 ha data di copertina (febbraio 1967).
  • The Avengers (prima serie) dal n.41 (maggio 1967) vede ai testi Roy Thomas e alle matite John Buscema.
  • Stan Lee decide di pubblicare una serie umoristica con i supereroi Marvel. Si chiama Not Brand Echh (agosto 1967). Durerà 13 numeri.
  • Si inaugura un nuovo formato editoriale dal nome King-Size Special. Le pagine sono in genere doppie rispetto a quelle di un normale albo mensile e non contiene alcuna ristampa ma una storia-evento coadiuvata da contenuti speciali come Pin-ups, Biografie dei personaggi e resoconti vari sul Marvel Universe. Il primo King-Size Special è dedicato ai Vendicatori. Roy Thomas e Don Heck raccontano un'avventura in cui i membri originali dei Vendicatori si uniscono alla recente formazione guidata da Capitan America[11].
  • Captain Savage and His Leatherneck Raiders n.1 (gennaio 1968), nuova serie regolare ispirata ai fumetti di guerra (War Comics). Il personaggio di Captain Savage è stato creato da Stan Lee e Dick Ayers su Sgt. Fury and His Howling Commandos n.13 (gennaio 1965).
  • Tales of Suspense (prima serie) la testata diventa in Captain America (prima serie) dal numero 100 (aprile 1968). Le storie sono del duo Lee-Kirby.
  • Con data di copertina maggio 1968 vengono lanciate tre nuove serie: The Invincible Iron Man (prima serie), Captain Marvel (prima serie), Prince Namor, The Sub-Mariner (prima serie).
  • La serie Strange Tales (prima serie) la testata diventa in Doctor Strange (prima serie) dal n.169 (giugno 1968).
  • Jim Steranko realizza testi e disegni della nuova serie Nick Fury, Agent of S.H.I.E.L.D. (prima serie) dal n.1 (giugno 1968)
  • Debutta la serie regolare Silver Surfer (prima serie) n.1 (agosto 1968) realizzata da Stan Lee e John Buscema.

Cambio di proprietà della Marvel Comics: Alla fine del 1968 (l'apice delle vendite dei fumetti di supereroi dall'inizio della Silver Age), Martin Goodman sfrutta il momento favorevole e vende la Marvel alla Perfect Film and Chimical Corporation (poco dopo rinominata Cadence Industries). Nominalmente rimase Presidente della casa editrice. La mossa di Goodman risulterà vincente per i suoi affari dal momento che a partire dal 1969 le vendite di fumetti cominceranno a scendere.

Fine del periodo Silver Age (1969-1971)[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1969 l'editoria dei fumetti di supereroi si trova ad affrontare un altro periodo di svolta. Gli elementi caratterizzanti sono[12]:

  • Riduzione delle vendite e/o incapacità del mercato di assorbire l'espansione dell'offerta di albi di supereroi che aveva caratterizzato la politica Marvel e DC Comics nella seconda metà degli anni sessanta.
  • Riduzione della vena creativa degli autori che avevano riportato in auge il genere supereroistico dieci anni prima. Stan Lee lascia il ruolo di redattore capo (Editor in Chief) della Marvel nel 1972. Julius Schwartz è costretto a lasciare progressivamente le redini creative degli albi DC Comics. Non a caso l'evento principale (o quantomeno il più accreditato) che segna la fine della Silver Age è l'albo Green Lantern (prima serie) n.76 (aprile 1970), il primo della gestione Dennis O'Neil (testi) - Neal Adams (matite), l'apporto di Julius Schwartz rimane solo nominale come supervisore della serie.
  • Per la Marvel Comics però l'evento che segna realmente la fine di un'epoca è il polemico abbandono di Jack Kirby. L'ultimo numero di Fantastic Four (prima serie) del duo Lee-Kirby è il 102 (settembre 1970).

1969[modifica | modifica wikitesto]

Il calo nelle vendite si concretizza con la cancellazione di due serie:

  • Doctor Strange (prima serie) con il n.183 (novembre).
  • Nick Fury, Agent of S.H.I.E.L.D. (prima serie) con il n.15 (novembre)

Nel tentativo di riprendere lettori la Marvel cerca di puntare ancora sul genere romantico per adolescenti (teen-age romance) con la serie My Love (settembre). Inoltre rispolvera l'Horror con due serie quali: Tower of Shadows (settembre) e Chamber of Darkness (ottobre). Quest'ultimo tentativo darà spazio ad una precisa tendenza su cui la Marvel punterà nei primi anni settanta.

Avvenimenti degni di nota:

  • Captain America (prima serie) n.117 (settembre): debutta Falcon, secondo supereroe afroamericano dell'Universo Marvel.
  • Captain Marvel (prima serie) n.17 (ottobre): Gil Kane cambia il costume di Mar-Vell dandogli l'impostazione grafica definitiva.

1970[modifica | modifica wikitesto]

Finisce il ciclo di storie del disegnatore Jack Kirby su Fantastic Four (prima serie) con il n.102 e su The Mighty Thor (prima serie) con il n.179 (agosto). Inoltre realizza l'ultimo albo di Silver Surfer (prima serie) che chiude con il n.18 (settembre). Prima di lasciare la Marvel per la rivale DC Comics, Kirby contribuisce a lanciare due nuove serie antologiche (ognuna contenente due storie diverse):

Avvenimenti degni di nota:

  • The X-Men (prima serie) n. 66 (marzo): è l'ultimo numero contenente una storia inedita. Dal n.67 (dicembre) la serie contiene solo ristampe. I Supereroi mutanti non sono riusciti a raccogliere consensi neppure con l'ultimo ciclo di storie realizzate dall'artista Neil Adams concluso con il n.65 (febbraio). Al momento la Marvel è indecisa su cosa farne della serie ma decide di non chiuderla e opta per delle ristampe.
  • Inizia L'era di Conan il barbaro alla Marvel. Questo è l'anno in cui la Casa delle Idee decide di realizzare una serie a fumetti sul personaggio di Robert E. Howard nato sulle riviste Pulp degli anni trenta. Quella che inizia come una semplice scommessa editoriale si rivelerà il successo editoriale più longevo partorito dalla Marvel negli anni settanta[13]. Il primo numero vede come autori Roy Thomas (Testi), Barry Windsor-Smith (matite) e Dan Adkins (chine). Il titolo è Conan The Barbarian (prima serie) (ottobre). Il successo è tale che il personaggio di Conan raggiunge il suo apice di popolarità proprio grazie ai fumetti[6]. La conseguenza si ripercuote a livello cinematografico con il film realizzato nel 1982 avente come protagonista Arnold Schwarzenegger.

1971[modifica | modifica wikitesto]

Ultimo anno di Stan Lee come Redattore-Capo (Editor in Chief). La Marvel tenta di conquistare anche il pubblico adulto lanciando la prima Etichetta editoriale (Imprint) con la linea Curtis Magazines. Si tratta di un progetto che prevede la realizzazione di riviste di 64 pagine in Bianco e Nero con diverse storie scritte e disegnate da autori differenti. Il primo albo è Savage Tales (prima serie) n.1 (maggio). Sulla copertina non è presente il simbolo dell'Autorità per il codice del fumetto (Comics Code Authiority) ma il simbolo M (Mature Reader) cioè pubblicazione destinata ad un lettore maturo. Il contenuto presenta tra l'altro una storia di Conan il Barbaro, la prima apparizione di Man-Thing (versione Marvel della creatura della palude Swamp Thing della DC Comics) di Gerry Conway - Roy Thomas (testi) e Gray Morrow (matite), e una storia di Lee-Romita sulle Femizons un gruppo di guerriere di un futuro alternativo in cui le donne sono il genere dominante. Queste amazzoni del futuro sono di fatto l'ultimo contributo creativo di Stan Lee a livello di personaggi creati per i fumetti per tutto il decennio e fino agli anni novanta. L'esperimento editoriale non ha successo immediato e la serie Savage Tales è sospesa per più di 2 anni[14].

Avvenimenti degni di nota:

  • Su richiesta del Dipartimento della Salute e dell'Istruzione Americano, Stan Lee realizza una storia in tre parti dell'Uomo Ragno che tratta del problema della tossicodipendenza. Viene pubblicata sui numeri 96-97-98 di The Amazing Spider-Man (maggio-giugno-luglio). Dal momento che si accenna all'uso di stupefacenti, il Codice per l'autorità sul Fumetto non passa la sua approvazione ma gli albi vengono distribuiti ugualmente senza il marchio del Comics Code Authority.
  • Kull the Conqueror (prima serie) n.1 (giugno): nuova serie dedicata ad un personaggio dello scrittore Robert E. Howard dopo quella di Conan il barbaro.
  • Marvel Feature (prima serie) n.1 (dicembre): prima apparizione del nuovo supergruppo i Difensori, creati da Roy Thomas (testi) - Ross Andru (matite). La copertina è di Neil Adams e mette in evidenza i tre membri fondatori del gruppo: Hulk (che era stato anche tra i membri originali dei Vendicatori), Dottor Strange, Silver Surfer e Namor il Sub-Mariner.

Periodo di transizione (1972 - 1978)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 Stan Lee passa le redini di Redattore Capo a Roy Thomas. Nel frattempo inizia per la storia del fumetto il periodo denominato Bronze Age, caratterizzato da una crisi di vendite e di idee che porterà alla grande implosione di vendite di fumetti di supereroi del biennio 1977-1978. La casa editrice che ne risente maggiormente è la DC Comics e non a caso il 1978 viene ricordato come l'anno della Implosione DC[15]. La stessa Marvel non riesce efficacemente a far fronte al nuovo panorama editoriale e a peggiorare la situazione emerge la difficoltà interna dell'editore a trovare un degno successore a Stan Lee. Difatti i sette anni che vanno dal 1972 al 1978 vedono l'alternarsi di sei diversi Redattori Capo (tutti incapaci di dare una direzione creativa vincente agli autori e allo staff redazionale):

  • Roy Thomas: dal 1972 al 1974.
  • Len Wein: dal 1974 al 1975.
  • Marv Wolfman: dal 1975 al 1976.
  • Gerry Conway: solo qualche mese nel 1976.
  • Archie Goodwin: dal 1976 al 1978. Da notare che nel 1976 abbiamo tre diversi Redattori Capo.
  • Jim Shooter: subentra nel 1978 e finalmente darà stabilità alla Marvel fino al 1987. Con Shooter inizia per l'editore un nuovo periodo di crescita.

Il genere Horror[modifica | modifica wikitesto]

La Marvel cerca nuovi lettori attraverso la distribuzione di serie basate sul genere horror:

  • Tomb of Dracula (Vol.1/prima serie) n.1-70 (aprile 1972 - agosto 1979).
  • Werewolf by Night (prima serie) n.1-43 (settembre 1972 - marzo 1977).
  • The Monster of Frankenstein n.1-18 (gennaio 1973 - settembre 1975).
  • Ghost Rider (prima serie) n.1-81 (settembre 1973 - giugno 1983): la serie è dedicata al nuovo Ghost Rider dal nome Johnny Blaze. Non si tratta più del cowboy Carter Slade ma di uno stuntman motociclista dei nostri giorni. Il personaggio viene creato da Roy Thomas, Gary Friedrich e Mike Ploog su Marvel Spotlight n.5 (agosto 1972) ed è una delle idee più longeve e di successo partorite da questa direzione creativa intrapresa dalla Marvel nei primi anni settanta.

A fianco di queste serie pubblicate nel fornato standard di 32 pagine e con l'approvazione del Comics Code Authority la Marvel, sotto l'etichetta Curtis Magazines lancia tre nuove riviste in bianco e nero da 74/76 pagine e senza il marchio del Codice per l'Autorità sui Fumetti:

La linea prende il nome Marvel Monster Group e non ha grande longevità ma il problema non risiede nella qualità del materiale ma piuttosto nel tipo di distribuzione. Diventa sempre più evidente la difficoltà di inserire materiale innovativo e diretto ad un pubblico adulto nel circuito di distribuzione delle edicole.

Marvel Entertainment Group (1986-1997)[modifica | modifica wikitesto]

Marvel Enterprises (1997-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Proprietà Disney (dal 2009)[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 agosto 2009, The Walt Disney Company ha annunciato un accordo per acquisire genitore società Marvel Comics, Marvel Entertainment per 4 miliardi dollari o 4,2 miliardi dollari, con gli azionisti Marvel a ricevere 30 dollari e 0,745 azioni Disney per ogni azione Marvel in loro possesso. A partire dal 2008, la Marvel e il suo principale concorrente di lunga data DC Comics condivisi oltre l'80% del mercato del fumetto americano. A partire da settembre 2010, la Marvel acceso la sua società di distribuzione nelle librerie dal diamante Book Distributors di Hachette Distribution Services.


Marvel ha rilanciato l'impronta CrossGen, di proprietà di Disney Publishing Worldwide, marzo 2011. Marvel e Disney Publishing ha iniziato pubblicando congiuntamente Disney / Pixar Presents rivista che maggio.


Marvel interrotto la sua Marvel Adventures impronta nel marzo 2012, e li ha sostituiti con una linea di due titoli collegati al blocco TV Marvel Universe. Sempre a marzo, la Marvel ha annunciato la sua iniziativa Marvel ReEvoultion che comprendeva Infinite Comics, una linea di fumetti digitali, Marvel AR, un software applicativo che offre un'esperienza di realtà aumentata per i lettori e Marvel NOW!, Un rilancio della maggior parte dei principali titoli della società con diversi team creativi. Marvel NOW! ha visto anche il debutto di nuovi titoli di punta, tra cui Uncanny Avengers e All-New X-Men.


Un paio di progetti congiunti di fumetti sono stati annunciati da Marvel e altri componenti conglomerato Disney nel 2013. Con ABC, un "Once Upon a Time" romanzo grafico è stato annunciato nel mese di aprile sarà pubblicato il 4 settembre. Con Disney, la società ha annunciato in ottobre 2013 che nel gennaio 2014 il suo primo titolo con loro "Disney Regni" impronta "Cercatori di strano" comuni, a cinque miniserie problema, sarebbe stato rilasciato. Il 3 gennaio 2014, Disney, tramite fratello aziendale di Marvel Lucasfilm Ltd, LLC (proprietari di Star Wars e Indiana Jones franchising), ha annunciato che a partire dal 2015, Star Wars fumetti sarebbero ancora una volta pubblicati dalla Marvel.

2011-2012[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 gennaio 2011, Axel Alonso diviene il nuovo Editor-in-Chief della Marvel, prendendo il posto di Joe Quesada che mantiene comunque un ruolo fondamentale all'interno dell'organigramma aziendale. Difatti quest'ultimo diviene Chief Creative Officer, cioè responsabile creativo della casa editrice[16]. I primi albi supervisionati da Axel Alonso come Editor-in-Chief portano la data di copertina aprile 2011[17] e sono distribuiti tra il 2 e il 23 febbraio 2011[18]. Si tratta di un mese cruciale per la Marvel in quanto prende il via l'evento che porterà alla morte dell'Uomo Ragno della linea Ultimate Comics. Questo porterà poi ad una ristrutturazione e rilancio dell'intera etichetta Ultimate. Questo mese vede anche l'uscita dell'ultimo numero della più longeva serie Marvel e cioè Fantastic Four che chiude con il n.588 e l'inizio del crossover tra serie con protagonisti dei mutanti denominato Age of X[19]. Vengono realizzati anche il tentativo di rilancio di Silver Surfer e Dottor Strange con due miniserie che fanno da preludio ad una prossima rinascita dei Difensori[20].

Architetti Marvel[modifica | modifica wikitesto]

Axel Alonso decide di affidare le sorti narrative dell'Universo Marvel a degli autori che sia lui che Quesada reputano all'altezza di ringiovanire e rivitalizzare il parco testate della Marvel[21]. Si tratta di cinque scrittori che vengono denominati Marvel Architects (ovvero architetti Marvel) e sono: Brian Michael Bendis a cui sono affidate le sorti dei Vendicatori e lo Spider-Man versione Ultimate, Matt Fraction che prende le redini di Thor, Iron Man e dell'ambizioso marvel-evento Fear Itself, Ed Brubaker che si trova a gestire Capitan America in prossimità del lungometraggio a lui dedicato, Jonathan Hickman a cui tocca riportare in auge i Fantastici Quattro e Jason Aaron ai testi di Wolverine[21] e del rilancio di Hulk con una nuova serie disegnata da Marc Silvestri.

Etichette (Imprints)[modifica | modifica wikitesto]

Per meglio differenziare ed evidenziare le proposte editoriali la Marvel propone sin dai primi anni settanta degli Imprints (o Etichette editoriali) che raccologono dei gruppi di serie, miniserie e/o pubblicazioni varie che si distinguono per tematiche, target di pubblico e politiche editoriali (tra le quali gestione degli autori, marketing e diritti dei personaggi pubblicati). Nel corso degli anni ne sono nate diverse e altrettante hanno visto la chiusura. Attualmente quelle operanti e attive nelle iniziative editoriali sono:

  • Marvel Knights: creata nel 1998 da Joe Quesada e Jimmy Palmiotti per rilanciare personaggi all'epoca ai margini dell'Universo Marvel e in calo di interesse presso i lettori. Un nuovo tipo di approccio tematiche più mature permisero di riportare alla ribalta personaggi come Devil, Punisher, Pantera Nera e molti altri. Negli ultimi anni ha diradato notevolmente il numero di albi pubblicati in quanto tali supereroi sono rientrati nella distribuzione mainstream dell'Universo Marvel.
  • Max Comics: nasce nel 2001 come etichetta che distribuisce gli albi adatti ad un pubblico adulto. Sulla copertina non è mai presente il logo Marvel e si precisa la dicitura explicit content: 18+ years old. Con ciò si indica che il contenuto, le tematiche e il linguaggio usato sono indirizzati ad un pubblico adulto.
  • Icon Comics: nasce come Imprint dove gli autori pubblicano personaggi di cui detengono i diritti. La politica è molto simile a quella adottata alla Image Comics. Infatti la serie Powers di Bendis, inizialmente pubblicata dalla Image, è ora distribuita con l'etichetta Icon.
  • Ultimate Comics: viene lanciata nel 2011 al termine del marvel-evento che vede la morte dello Spider-Man versione Ultimate. Difatti anche se cambia il marchio, le collane proseguono i personaggi e le situazioni dell'Imprint Ultimate Marvel.

I grandi crossover[modifica | modifica wikitesto]

Succede spesso che i molti eroi di un universo narrativo unitario come quello Marvel si incontrino, per richiesta dei lettori o per esigenze degli sceneggiatori. Nascono così le storie corali dette crossover, storie di più numeri, articolate in testate differenti, caratterizzate da incontri e scontri inusuali.

Tra i crossover più importanti della Marvel si ricordano:

Esistono anche incontri significativi con altri universi narrativi, che presentano il confronto con eroi della Top Cow, studio grafico fondato da Marc Silvestri e affiliato alla Image Comics, e sfide e confronti con gli eroi della rivale di sempre, la DC Comics tra cui la miniserie Vendicatori/JLA realizzata da Kurt Busiek e George Pérez, e che hanno visto il loro culmine nella miniserie di 4 numeri Marvel contro DC.

Editor-in-Chief[modifica | modifica wikitesto]

La Marvel ha sempre avuto una figura di riferimento nel cosiddetto Editor-in-Chief, una sorta di direttore editoriale con funzioni di supervisione su tutte le pubblicazioni.

Nel corso degli anni si sono avvicendati diverse persone, quasi tutti autori, in questo ruolo:

La Marvel in lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Editoriale Corno, Marvel Italia, Play Press, Panini Comics, Star Comics, Comic Art, MBP, Labor Comics e RCS.

Negli anni settanta e nella prima metà degli anni ottanta fu quasi esclusivamente l'Editoriale Corno a tradurre i fumetti Marvel in italiano. Con la sua chiusura, e dopo la spartizione dei diritti fra vari editori nella seconda metà degli anni ottanta e nei primi anni novanta, dal 1994 le edizioni italiane della Marvel sono curate da un unico editore, la Panini Comics, che gestisce tutti i suoi marchi e sottomarchi e linee editoriali tramite l'etichetta Marvel Italia, che ogni mese pubblica una decina di testate, tra albi regolari e speciali.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fumetti Marvel Comics in altri media.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Martin Goodman, primo editore della futura casa editrice Marvel Comics (ai tempi Timely Comics), inizialmente aveva bocciato categoricamente l'idea di Stan Lee di un personaggio come Spiderman, giudicando la creazione di questo personaggio come "pessima" perché i lettori odiano i ragni. Spiderman è poi diventato il personaggio più famoso della Marvel Comics.
  • Stan Lee è arrivato al vertice della Marvel nel 1941 a soli diciotto anni di età. È rimasto a capo della casa editrice fino al 1972.
  • La Marvel è stata proprietaria della parola "zombie", detenendo i diritti di copyright del personaggio omonimo, Zombie, creato da Stan Lee e Bill Everett e apparso per la prima volta nel 1953.
  • Il codice etico della Marvel vietava di inserire nelle storie l'archetipo del licantropo. Per aggirare questo divieto Roy Thomas e Neal Adams crearono il personaggio di Sauron (apparso nel n. 60 di X-Men (Vol. 1) del 1969), uno pterodattilo vampiro.
  • Luke Cage, personaggio della Marvel che è apparso per la prima volta nel 1972 (creato da Archie Goodwin e John Romita Sr.) è stato il primo personaggio afro-americano ad essere protagonista di una serie a lui dedicata.
  • Ad interpretare sugli schermi per primo il personaggio di Spiderman non fu l'attore Tobey Maguire, bensì Nicholas Hammond, protagonista della serie TV omonima prodotta e mandata in onda dalla CBS fra il 1977 e il 1979.
  • I lettori della Marvel che avvisavano la casa editrice di eventuali errori di continuity erano premiati con il famoso "No-Prize": una busta vuota con un messaggio stampato nell'esterno della busta che recitava "Congratulations, this envelope contains a genuine Marvel Comics No-Prize which you have just won!". Nel 1982 la Marvel ha pubblicato anche un volume intitolato "No-Prize Book", contenente i più clamorosi errori della continuity Marvel. L'uso dei No-Prize, dopo una fase altalenante, è stato ufficialmente ripreso nel 2006 in formato digitale e nel 2011 anche in formato "cartaceo".
  • Il n.1 della serie X-Men, pubblicato nel 1991, è il fumetto che detiene il record di vendite mondiali; si parla di una cifra vicina alle 8 milioni di copie vendute.
  • Il cantante Michael Jackson, secondo le risultanze del procedimento a carico di Peter F. Paul (ex-socio di Stan Lee nella Stan Lee Media e ora in carcere per aver violato le regole della SEC alterando dolosamente le quotazioni della stessa Stan Lee Media) sarebbe stato vicino a comprare la Marvel Comics nel 1999/2000.[23]
  • Per la Marvel hanno scritto le storie anche personaggi legati al mondo del cinema e della televisione come Kevin Smith (regista di Clerks), Allan Heinberg (sceneggiatore delle serie The O.C. e Sex and the City), Brian K. Vaughn e Damon Lindelof (sceneggiatori e produttori della serie Lost), Jeph Loeb (produttore della serie Heroes) e J. Michael Stracynski (ideatore della serie Babylon 5 e sceneggiatore del film Changeling).
  • La Marvel ha ospitato nelle sue pagine (precisamente nell'albo Alpha Flight n. 106 del 1992) il primo supereroe dichiaratamente omosessuale: si tratta di Northstar, un mutante appartenente al gruppo degli X-Men.
  • Stan Lee si era preparato a dover eliminare subito il personaggio di Devil, aspettandosi che le prerogative del personaggio avrebbero offeso i non-vedenti.
  • Nella sua lunga storia, la Marvel è stata dichiarata in bancarotta nel 1996; nel 1989 era stata comprata dal finanziere Ron Perelman per un valore di 82,5 milioni di dollari, che però ne aveva investiti soltanto 10,5 milioni di tasca propria, mentre per il resto aveva indebitato la stessa società editoriale causandone il futuro dissesto.
  • I nomi dei Transformers Optimus Prime e Megatron sono stati creati da un ex capo della Marvel (Jim Shooter) e da due scrittori della stessa casa editrice (Denny O'Neil e Bob Budiansky).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Corporate Information, Marvel.com. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  2. ^ La Disney acquisisce la Marvel affare da 4 miliardi in titoli e azioni
  3. ^ Walt Disney divora la Marvel: 4 miliardi per i fumetti più letti
  4. ^ Topolino si mangia Spiderman - La Marvel passa alla Disney
  5. ^ Marvel Encyclopedia Vol.1, Marvel Comics, 2002.
  6. ^ a b Marvel Comics Checklist & Price Guide 1961 to present, Krause Publications, 1993.
  7. ^ Marvel Masterworks: The Avengers Vol.1 TPB
  8. ^ Vedi i fumetti Action Comics e Superman del periodo Golden Age e Silver Age pubblicati da DC Comics
  9. ^ Showcase n.22,settembre 1959,Editore: DC Comics
  10. ^ Marvel Comics in The 1960's / Editore: TwoMorrows Publishing
  11. ^ King-Size Special n.1 The Avengers, settembre 1967
  12. ^ The Comic Book Heroes: The First History of Modern Comic Book, Prima Lifestyles, 1996
  13. ^ La serie dura 275 numeri, fino al dicembre 1993. Nessuna altra serie Marvel degli anni settanta raggiunge una tale numerazione o supera il periodo degli anni '80
  14. ^ Savage Tales n.2 esce con data di copertina ottobre 1973
  15. ^ La Dc Comics chiude venti serie in quell'anno.
  16. ^ Axel Alonso editor-in-chief dal 2011. URL consultato il 21 gennaio 2012.
  17. ^ Vedi i credits di Avengers n.10, Marvel Comics, aprile 2011.
  18. ^ Marvel Previews n.88, Marvel Worldwide INC., New York, gennaio 2011, p.106.
  19. ^ Mike Carey (testi), Clay Mann (matite), X-Men Legacy n.245, Age of X Part One, Marvel Comics, aprile 2011.
  20. ^ Marvel Previews n.88, Marvel Worldwide INC., New York, gennaio 2011, pp.46-47.
  21. ^ a b Marvel Previews n.89, Marvel Worldwide INC., New York, febbraio 2011, p.11
  22. ^ Interview: Carl Potts, PopImage.com, maggio 2000. URL consultato il 2 febbraio 2012 (archiviato il 5 febbraio 2010).
  23. ^ The Comics Journal: Newswatch

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]