Jim Starlin

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James P. Starlin

James P. Starlin, detto Jim (Detroit, 9 ottobre 1949), è un fumettista statunitense, noto per il suo lavoro come sceneggiatore e disegnatore presso la Marvel Comics in storie di genere "cosmico" e space opera, per il suo rilancio di personaggi come Capitan Marvel e Adam Warlock, nonché per la creazione di Thanos e la co-creazione di Shang-Chi. Occasionalmente firma le sue opere con gli pseudonimi di Gemini[1] e Steve Apollo[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Detroit, nel Michigan, durante l'infanzia frequenta una scuola privata cattolica, ricevendo poi un'istruzione pubblica alle scuole superiori. Dal 1968 al 1971 ha prestato servizio nella U.S. Navy come fotografo militare in Vietnam.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Anni '70[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver scritto e disegnato storie per alcune pubblicazioni amatoriali, Starlin esordì nell'industria del fumetto nel 1972, lavorando con Roy Thomas e John Romita alla Marvel Comics. Introdotto dall'amico disegnatore Rich Buckler, Starlin faceva parte della generazione di artisti cresciuti come estimatori della Silver Age dei fumetti Marvel. Nel 2008 ebbe a dichiarare:

« Tutto ciò che ho imparato sullo storytelling lo devo a Steve Ditko o Jack Kirby. Ditko realizzava i migliori layouts[3] »
Capitan Marvel muore tra le braccia di Morte, in una posa ispirata alla Pietà di Michelangelo. Disegni di Jim Starlin.

Il primo incarico di Starlin fu rifinitore di matite sulle pagine di The Amazing Spider-Man[4]. Quindi disegnò tre numeri di Iron Man, in cui veniva presentato il personaggio di Thanos[5]. Gli fu data l'opportunità di disegnare il numero 25 della serie "cosmica" Capitan Marvel. Starlin subentrò come autore delle trame dal numero successivo e iniziò a sviluppare un elaborato arco di storie incentrato sul malvagio Thanos, con ripercussioni su altre testate della casa editrice[6]; ciò produsse una complessa cosmologia che rimase parte integrante della continuity dell'universo Marvel[6]. Starlin lasciò Captain Marvel un episodio dopo aver concluso la saga di Thanos[7].

Parallelamente, a metà degli anni settanta, Starlin contribuì alla rivista antologica di fantascienza Star Reach, dove poté sviluppare le sue concezioni di divinità, morte e infinito, al di fuori delle restrizioni del Comics Code Authority, organo di autoregolamentazione degli editori mainstream. Starlin disegnò la storia The Secret of Skull River, inchiostrata dal frequente collaboratore Al Milgrom, per il quinto numero di Savage Tales.

Dopo Captain Marvel, co-creò il personaggio di Shang-Chi, Maestro di Kung Fu, lavorandoci però solo per pochi episodi[8].

In seguito prese le redini della serie Warlock[9], dedicata a una creazione di Stan Lee e Jack Kirby, reimmaginata in quella decade da Roy Thomas e Gil Kane come una figura messianica su una Terra alternativa. Rappresentando il personaggio come filosoficamente ed esistenzialmente tormentato, Starlin scrisse e disegnò una complessa space opera con implicazioni teologiche e psicologiche. Warlock veniva fatto confrontare con la militarizzata Chiesa Universale della Verità, in seguito rivelata come creata e guidata dal Magus, alter ego malvagio dell'eroe[10]; Starlin coinvolse Thanos anche nella parte finale di questa storia[11].

Quando la Marvel Comics decise di utilizzare il nome di Capitan Marvel per un nuovo personaggio, a Starlin venne concessa l'opportunità di produrre una storia autoconclusiva in cui uccidere il personaggio principale, La morte di Capitan Marvel, che divenne il primo graphic novel ufficialmente pubblicato dalla casa editrice, con successo commerciale e di critica[6].

Occasionalmente Starlin ha lavorato per il principale concorrente della Marvel, la DC Comics, disegnando fill-in per Legion of Super-Heroes e Batman alla fine degli anni Settanta.

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Il successivo decennio vide la creazione di Metamorphosis Odyssey, storia che vede l'introduzione di Vanth Dreadstar, sul terzo numero di Epic Illustrated, inizialmente dipinta in tonalità di grigio; la storia conteneva molti marchi distintivi dell'autore, tra cui un respiro cosmico, la morte, il sacrificio, la politica e la religione[12][13]. La storia venne sviluppata in altre sedi, tra cui la serie Dreadstar, pubblicata prima da Epic Comics e successivamente da First Comics[12][13].

Alla fine degli anni ottanta, aumentò la mole di lavoro per la DC Comics, soprattutto sul personaggio di Batman, tra cui la nota saga Una morte in famiglia con la morte del secondo Robin. Nella stessa casa creò Hardcore Station.

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Copertina dell'edizione Panini Comics Marvel Gold de Il Guanto dell'infinito. Testi di Jim Starlin, disegni di George Pérez e Ron Lim.

Di ritorno presso la Marvel, Starlin sceneggiò un revival di Silver Surfer, coinvolgendo ancora Thanos, in una storyline sfociata nel crossover Il guanto dell'infinito; in questa saga, Starlin riportò in vita Adam Warlock, da lui stesso ucciso nel finale del proprio ciclo, nel 1976[14], Marvel Comics. La saga ebbe abbastanza successo ed ebbe due seguiti, La Guerra dell'Infinito e La Crociata dell'Infinito.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003, Starlin scrisse e disegnò la miniserie Marvel: The End, sull'ipotetica fine dell'universo Marvel. Gli venne affidata una serie di Thanos, interrotta dopo pochi numeri per «inconciliabili divergenze creative»[15]. Nella storia, Starlin aveva alluso a un parallelismo tra la filosofia del divoratore di mondi Galactus e la politica estera degli Stati Uniti d'America. A questo proposito, nel 2006 dichiarò:

« A questo punto non mi ci vedo a lavorare con la Marvel su qualsiasi progetto[15] »

Starlin iniziò a lavorare per compagnie indipendenti, creando Cosmic Guard (in seguito, reintitolata Kid Cosmos), pubblicata da Devil's Due e Dynamite Entertainment[16].

Ritornò alla DC Comics nel 2006 e scrisse la miniserie Mystery in Space con Capitan Comet e una sua precedente creazione, the Weird. Rivisitò Hardcore Station e lavorò su altre miniserie come Death of the New Gods[17] La guerra Rann-Thanagar[18][19]. e Strange Adventures[20].

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 torna a lavorare sui personaggi cosmici della Marvel (in particolare su Thanos) in collaborazione con Ron Lim, prima con la miniserie Thanos: Un dio lassù ci ascolta, poi con la graphic novel Thanos: La Rivelazione dell'Infinito[21][22], che andrà a comporre una trilogia insieme ad altre due graphic novel: Thanos: The Infinity Relativity (2015) [23] e Thanos: Infinity Finale (2016)[24].

Altri lavori[modifica | modifica wikitesto]

Starlin ha co-scritto quattro romanzi con sua moglie Daina Graziunas, sposata nell'ottobre del 1980: Among Madmen (1990), Lady El (1992), Thinning the Predators (1996) e Prey (1989, serializzata tra gli albi 42 e 54 del fumetto di Dreadstar).

Nel novembre 2010, la IDW pubblicò The Art of Jim Starlin, una retrospettiva di 312 pagine, scritta dallo stesso Starlin e curata da Joe Pruett[25].

Nel febbraio del 2015 viene annunciato un adattamento televisivo di Dreadstar, del quale Starlin sarà sceneggiatore e produttore esecutivo[26][27].

Stilemi e motivi ricorrenti[modifica | modifica wikitesto]

La morte e il suicidio sono temi ricorrenti nell'opera di Starlin: personificazioni della Morte appaiono nel suo Capitan Marvel[6] e in una storia di Ghost Rider, in cui Johnny Blaze sfida la morte ad una corsa motociclistica[28]. Adam Warlock, nel ciclo scritto da Starlin, si uccide tramite il suo alter ego futuro[14][10].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con la colorista Daina Graziunas, conosciuta negli anni ottanta nel periodo in cui entrambi lavoravano su Dreadstar.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Captain Marvel (Vol. 1) #31, marzo 1974
  2. ^ Superboy and the Legion of Super-Heroes #250
  3. ^ Comic Book Resources, The World of Steve Ditko.
  4. ^ The Amazing Spider-Man (vol. 1) n.113, Marvel Comics, ottobre 1972.
  5. ^ The Invincible Iron Man n.55-57, Marvel Comics, febbraio 1973.
  6. ^ a b c d Super-Eroi: Le grandi saghe n.19, La vita e la morte di Capitan Marvel, Panini Comics, giugno 2009.
  7. ^ Captain Marvel (vol. 1) n.34, Marvel Comics, settembre 1974.
  8. ^ Special Marvel Edition (Vol.1) nn.15-17, Marvel Comics, dicembre 1973 - aprile 1974.
  9. ^ Strange Tales (vol. 1) n.178, Marvel Comics, febbraio 1975.
  10. ^ a b Super-Eroi - Il Mito n.30, Warlock: La minaccia di Thanos, Panini Comics, giugno 2014.
  11. ^ Warlock n.9, Marvel Comics, ottobre 1975.
  12. ^ a b Dreadstar: Definitive Collection 1 HC, Dynamite Enterteinment
  13. ^ a b Dreadstar, cartonato, Planeta DeAgostini
  14. ^ a b Warlock #11, the Strange Death of Adam Warlock!
  15. ^ a b Comic Book Resources, STARLIN OUT.
  16. ^ Dynamite - The Official Site, JIM STARLIN'S KID KOSMOS: COSMIC GUARD
  17. ^ La Morte dei Nuovi Dei, Planeta DeAgostini, 2008 ISBN 978-84-674-7522-7
  18. ^ Jim Starlin on the Coming Holy War, Newsarama, 5 marzo 2008
  19. ^ Jim Starlin: Hawkman - The Special and Beyond?, Newsarama, 31 luglio 2008
  20. ^ Strange Adventures ISBN 9781401226176
  21. ^ ANTEPRIMA – Marvel: Thanos The Infinity Revelation OGN
  22. ^ JIM STARLIN HAS AN "INFINITY REVELATION" FOR THANOS.
  23. ^ Marvel, Nuovo Original Graphic Novel per Jim Starlin: Thanos – The Infinity Relativity.
  24. ^ Marvel: nel 2016 “Thanos: Infinity Finale” di Starlin & Lim.
  25. ^ IDW Publishing, Art of Jim Starlin Out This Week!
  26. ^ Comingsoon, '"Jim Starlin porta in TV il suo celebre fumetto Dreadstar"
  27. ^ COMIC BOOK RESOURCES. "THANOS CREATOR JIM STARLIN TO BRING "DREADSTAR" TO TELEVISION".
  28. ^ Ghost Rider (vol. 1) n.35, Deathrace, Marvel Comics, aprile 1979.
  29. ^ comic-con.org, "Bob Clampett Humanitarian Award"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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