Thor (Marvel Comics)

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Thor
Il Mitico Thor, disegnato da Alan Davis
Il Mitico Thor, disegnato da Alan Davis
Universo Universo Marvel
Nome orig. Thor
Lingua orig. Inglese
Alter ego
  • Donald "Don" Blake
  • Sigurd Jarlson
  • Jake Olson
  • Siegfried
  • Eric Masterson
Autori
Editore Marvel Comics
1ª app. agosto 1962
1ª app. in Journey into Mystery Vol.1[1], n. 83
Editore it. Editoriale Corno
app. it. gennaio 1971
app. it. in Il Mitico Thor n. 1
Interpretato da Chris Hemsworth
Sesso Maschio
Abilità
  • Forza, resistenza e velocità sovrumane
  • Immunità a malattie, invecchiamento e morte naturale
  • Volo
  • Emissione d'energia elettrica e fulmini
  • Controllo completo sugli agenti atmosferici
  • Potere delle Rune e Saggezza di Odino
  • Capacità unica di sollevare e usare Mjolnir
  • Grande combattente all'arma bianca e con le armi da lancio
Parenti
  • Odino (padre)
  • Gaea (madre)
  • Loki (fratellastro adottivo)
  • Buri (bisnonno da padre)
  • Bolthorn (bisnonno da madre)
  • Bor (nonno)
  • Bestla (nonna)
  • Vili (zio)
  • Ve (zio)
  • Sigyn (ex-cognata)
  • Hela (nipote)
  • Jormungand (nipote)
  • Fernis (nipote)
  • Magni (figlio nel futuro de il Regno)
  • Torrun (figlia nel futuro dei Next Avengers)
(EN)
« For Asgard! »
(IT)
« Per Asgard »
(Esclamazione tipica di Thor)

Thor, il cui vero nome è Thor Odinson (detto anche Il Tonante), è un personaggio dei fumetti, creato da Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni), pubblicato dalla Marvel Comics. È apparso la prima volta nel 1962 sulla rivista Journey into Mystery (Vol.1[1]) n. 83. Il personaggio è basato sulla figura dell'omonimo dio del lampo e del tuono della mitologia norrena.

Il titolo originale The Mighty Thor è stato tradotto in maniera non fedele con Il Mitico Thor: in effetti in inglese mighty significa possente, non mitico (che si traduce mythical).

Tra gli autori più importanti che hanno scritto e disegnato le storie del dio del tuono dopo Lee e Kirby ricordiamo: John Buscema, Walter Simonson, Warren Ellis, Mike Deodato, Scott Kolins, John Romita Jr., Mike Oeming, Dan Jurgens.

Biografia del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Thor è il figlio di Odino e Gea, la madre terra, cresciuto nel reame di Asgard. La patria di Thor è Asgard, la città dell'Arcobaleno, difesa da Heimdall, il guardiano. All'interno di questa fantastica città risiede il dio Odino, il padre di Thor e di tutti gli dei, barbuto, anziano ma non vecchio, irascibile e avvolto in armature e vesti elaboratissime. La bella Sif è la compagna di tante battaglie del Dio del tuono. Balder è l'eroe puro, con la sua spada, Svadren, sempre al servizio del bene; la sua morte, causata da un complotto di Loki, sarà il preannuncio di Ragnarok, l'ultima battaglia degli dei Aesir e Vanir. Heimdall, talvolta indicato come fratello di Sif, è l'incrollabile guardiano del ponte Bifrost, l'Arcobaleno, che collega Asgard a Midgard (la Terra); il guerriero capace di udire il rumore dell'erba in crescita o di una piuma portata dal vento come di vedere a distanza di miglia il volo di un insetto, la sentinella incaricata di suonare il corno Gjallarhorn per segnalare agli dei Aesir l'arrivo del nemico per il fatale scontro di Ragnarok e, al culmine della battaglia finale, l'uccisore del perfido Loki. Esistono anche altri personaggi minori, ma questi sono i principali, ricavati dalla mitologia nordica. La città di per sé è costituita da costruzioni elaboratissime. Le armi sono pure straordinariamente complesse, dal disegno elaborato, spesso quasi contorto. Esistono armi bianche, ma anche cannoni veri e propri, catapulte e altri arnesi, talvolta di straordinaria potenza.

Il linguaggio di Thor, degli altri asgardiani e di altri personaggi delle avventure, è volutamente arcaico e solenne, infarcito di termini enfatici, tanto che, nella versione originale, il personaggio usa il pronome di seconda persona singolare thou ("tu"), che nell'inglese contemporaneo è stato sostituito da you ("voi"). I dialoghi sono lunghi ed elaborati, simili ad un poema nordico o alle atmosfere wagneriane, con un gran numero di parole disegnate nelle varie tavole. Thor stesso è solito parlare in modo colto ed epico, con forme shakespeariane, ma soprattutto è famoso per le sue grida di battaglia quali "Have at thee!" (tradotto in italiano come "in guardia") oppure "I say thee nay!" ("Dicoti no!"). L'autore Walt Simonson optò invece per un mixaggio del suo parlare arcaico con espressioni del linguaggio moderno e fu un grande successo. I lineamenti dei personaggi sono duri, le forme fisiche massicce.

Le storie della fanciullezza di Thor sono narrate nella collana "Tales of Asgard": vediamo un Thor giovane ma già desideroso di vivere grandi avventure e dimostrarsi all'altezza del suo rango, combattere contro mostri di ogni sorta: giganti della Bruma, streghe del fato, draghi e lupi famelici.[2] Con la sua forza, ma soprattutto grazie al suo coraggio, già allora riusciva a cavarsela, sebbene avesse ancora molto da imparare. Egli doveva crescere per diventare il più grande guerriero di tutta la mitologia. Già ambiva a brandire Mjolnir, il martello incantato del tuono e del lampo.

Divenuto adulto, Thor riuscì infine a sollevare Mjolnir, ma divenne arrogante tanto da attaccare i giganti del ghiaccio, che erano in pace con gli asgardiani. Thor venne esiliato sulla Terra (Midgard) dal padre Odino, re degli dei di Asgard, che con l'intento di insegnargli l'umiltà lo trasformò nel mite dottor Donald Blake, un giovane medico zoppo. Egli stesso perse memoria della sua identità precedente.

In Norvegia Blake apprende gradualmente il suo retaggio dal momento in cui trova un vecchio bastone in una grotta. Un'astronave atterra infatti poco distante, occupata da rocciosi abitanti di Saturno, più precisamente, pare, di Titano. Per scappare dalle loro intenzioni ostili Blake si rifugiò nella caverna e là, quasi per caso, scoprì il potere segreto che esso possiede; quando il bastone veniva battuto in terra, si scatenava una tempesta di fulmini e nel bagliore esso si mutava nel mitico martello Mjolnir e trasformava il suo possessore nel potente Thor. Con questa straordinaria trasformazione egli acquisiva grande potere e forza, da ricacciare gli invasori sulla loro nave spaziale e costringerli alla ritirata. Questi poteri non erano però privi di limiti. Il martello doveva essere sempre a contatto fisico con l'eroe per fare in modo che questi non tornasse, dopo soli sessanta secondi, alla sua fragile forma umana (la maledizione viene poi rimossa dopo che un guerriero alieno, di nome Beta Ray Bill, provò d'essere altrettanto degno di Mjolnir, sconfiggendo il Dio del Tuono in battaglia e ricevendo una variante del martello in cui venne trasferita la maledizione della trasformazione). Per tornare umano, invece, gli era sufficiente colpire con il manico del martello a terra.

Thor, grazie alla sua natura divina e al suo inseparabile martello fatato, è considerato uno dei supereroi più potenti. Mjolnir gli permette di volare, lanciato verso la direzione desiderata e tenendosi ben saldo alla sua cinghia; gli permette inoltre di controllare il clima e viaggiare nel tempo e in altre dimensioni.

Il legame tra Thor e la Terra è sancito dalla sua discendenza da Gea, sua madre, che è lo spirito del nostro pianeta. Il dualismo di Thor tra Asgard e la Terra, negli anni, gli è costato non pochi problemi: sempre diviso tra i due mondi che chiama casa, egli non è mai stato in grado di decidere definitivamente quale occupasse il posto definitivo nel suo cuore. Ciò ha provocato litigi e incomprensioni con i suoi compagni asgardiani, i quali non condividevano affatto il suo amore per la Terra e ribadivano che il suo posto e la sua responsabilità è Asgard soltanto. A causa di ciò, nelle varie occasioni in cui ve ne era la necessità, Thor ha spesso rifiutato il trono del padre Odino. Nonostante Thor abbia abbandonato l'identità umana di Donald Blake molti anni fa, una parte di lui sarà sempre "umana".

Il suo arcinemico è Loki, che è anche suo fratello adottivo. Reclamando di essere il legittimo erede al trono di Asgard, e geloso delle attenzioni e della superiorità del fratello che egli invece non ha mai ricevuto, Loki ha perseguitato Thor per tutta la vita: e se Thor è gentile, Loki è ingannatore. Se Thor è nobile, Loki è il dio del male. Il signore degli inganni ha tormentato Thor con ogni genere di piano (lo ha trasformato in una rana addirittura), ma Thor non è mai riuscito a odiarlo veramente, e in cuor suo è sempre stato triste del destino riservato ai due figli di Odino.[3]

Per salvare il nostro pianeta dai folli piani di conquista del fratellastro Loki, sempre pronto a tramare nell'ombra accordandosi con i demoni e i Troll, Thor si produce in epici combattimenti, spesso con Lady Sif e Balder al suo fianco. Sif è la donna amata da Thor, che lui conobbe quando lui era già adulto e lei solo una bambina. Fu amore a prima vista per la giovane dea, sebbene Thor all'epoca non potesse ricambiarla. Divenuta adulta, Sif non aveva mai dimenticato il dio che occupava i suoi sogni e Thor fu felice di ricambiarla, anche perché era divenuta tanto bella quanto forte e valorosa.

Tra le sue sfide alcune risultano particolarmente significative: una di questa è contro il terribile Mangog, un essere dalla potenza sovrumana che un giorno è apparso per distruggere Asgard. Mangog ha piedi e mani a 3 dita, una bocca enorme dalla potente dentatura e una coda robusta, pur essendo bipede. Egli è stato creato da Odino e nel suo corpo mostruoso sono stati imprigionati i componenti di un'intera popolazione, come punizione: si tratta di miliardi di persone e Mangog ha la forza di tutti loro messa insieme. Può pertanto superare qualunque avversario, Thor incluso. Tutto sembra perduto. Ad un certo punto Thor, impotente contro l'avanzata del mostro, che lo irride chiedendogli se abbia paura, gli risponde: «Solo un pazzo non ha mai conosciuto la parola paura!» ma continua a battersi per impedirgli di arrivare alla camera dove Odino sta riposando (come spesso gli accade, viene colto da un improvviso sonno che lascia spazio ai cospiratori). Alla fine della lotta Odino si risveglia quando il Mangog è a pochi metri da lui, e con il suo scettro scioglie l'incantesimo: Mangog viene dissolto e al suo posto riappaiono, nel loro pianeta d'origine, le innumerevoli persone che erano state riunite nel suo corpo.

Celebri sono anche altri incontri, per esempio con Galactus, creatura capace di disintegrare interi mondi per ricavarne energia vitale, come anche la dea Hela, la signora della Morte. Vi sono innumerevoli battaglie in cui la fantasia degli autori si sbizzarrisce con scene grandiose, spazi e distruzioni su scala cosmica, combattimenti violentissimi e incontri con esseri dai poteri straordinari e armature e strutture d'ogni tipo. Vi sono anche personaggi misteriosi, come il Registratore, una macchina umanoide inviata da un lontano mondo per registrare ogni evento e che è praticamente invulnerabile, ma non interviene mai nei fenomeni che osserva, battaglie incluse.

Con il Registratore, Thor affronterà anche un viaggio tra i più straordinari: quello verso Ego, il Pianeta Vivente. Esso è un intero pianeta che ha preso coscienza e che costituisce una minaccia per l'Universo. Thor lo attacca e penetra al suo interno, dove praticamente si ritrova dentro una sorta di corpo umano, con vene grandi come caverne. Come Il Registratore ha notato, se è un corpo, vi devono essere anche anticorpi, che infatti arrivano: sono grandi come persone e con corpi umanoidi. Segue una battaglia tremenda. Nel frattempo Ego combatte anche contro Galactus, ma alla fine dell'avventura Ego viene ridotto alla ragione.

Tra i nemici di Thor, non mancano personaggi ripresi dalle più antiche leggende nordiche come Surtur, il demone del fuoco destinato a portare l'Apocalisse universale; Fenrir, il lupo cosmico temuto, così come il demoniaco e colossale cane Garm, perfino dagli dei, o il serpente Jormungand, altrimenti detto Midgardhsorm, che la leggenda destina ad uccidere il dio del tuono. Partendo dalla mitologia, sono stati creati anche personaggi originali come l'elfo oscuro Malekith o il troll Ulik. Non di rado, Thor si ritrova a combattere nemici umani che in qualche modo sono entrati in possesso (o desiderano farlo) dei poteri degli dei, come l'Uomo Assorbente o la Squadra di Demolizione. Sono presenti anche storie con connotazioni fantascientifiche come quelle contro i Colonizzatori Spaziali o Ego il Pianeta Vivente. Stan Lee ha dichiarato che l'aspetto più difficile dello scrivere le storie di Thor era trovare nemici abbastanza forti da dare grattacapi al dio del tuono.[4]

Ad un certo punto della sua storia, il Dio del Tuono si unisce con altri supereroi Marvel e forma il supergruppo dei Vendicatori: questo avvenne quando il suo fratellastro Loki cercò di mettere l'incredibile Hulk contro di lui. Durante la battaglia si unirono al dio del tuono anche Iron Man, Ant-Man e la sua bella partner Wasp, e alla fine decisero di formare una squadra; Thor ne è stato a lungo un fiero membro, alternando i suoi doveri ad Asgard con quelli di Vendicatore.

Grazie al coraggio dimostrato, successivamente Thor viene liberato dall'incantesimo del padre e diviene il protettore della Terra (chiamata Midgard dagli dei). Gradualmente l'alter ego del dottor Blake verrà abbandonato, dal momento che Thor scoprirà molti anni dopo che il timido medico era solo una figura fittizia, creata attraverso falsi ricordi da Odino stesso per insegnare al figlio l'umiltà.

Per un certo periodo Thor, che sembrava avesse ucciso il fratello Loki, fu esiliato da Odino ed il posto di Dio del tuono fu dato a Eric Masterson, un architetto di New York che Odino ritenne degno di impugnare Mjolnir e che, battendo il martello, assumeva un aspetto e i poteri simili a quelli di Thor. Masterson scoprì presto che in realtà il vero Odino era stato imprigionato nel regno di Mefisto e che Loki ne aveva assunto le sembianze; una volta liberato, Thor riprese il suo posto ad Asgard mentre Odino, in segno di gratitudine, forgiò per Masterson un nuovo martello con poteri simili a quelli di Mjolnir e divenne l'eroe noto come Thunderstrike.

Thor venne "fuso" una terza volta con un essere umano quando, durante una battaglia tra il Distruttore e i Vendicatori, l'infermiere Jake Olson morì mentre prestava soccorso ad un civile. Sentendosi in colpa per la morte del ragazzo, Thor fece un patto con Hela, la dea della morte Asgardiana, e col misterioso Marnot, una creatura extra - dimensionale: fondendosi col mortale, Thor ne avrebbe condiviso esperienze e ricordi (oltre la capacità di esprimersi nel "linguaggio di Midgard"), continuando a vivere la vita di Olson e tornando ad essere Thor battendo il pugno in terra, proprio come faceva anni prima nei panni di Blake o di Masterson.

Thor fu costretto a battersi contro gli dei oscuri (che avevano distrutto Asgard e nascosto gli dei) e contro gli Incantatori, vecchi nemici che tornavano allo sbaraglio.

Quando Odino morì e Thor ne ereditò l'immenso potere, i due si separarono definitivamente e Olson venne resuscitato, tornando dai suoi cari. Thor ereditò gli incredibili poteri del padre e per lui iniziò una nuova vita: entrò in possesso della magica forza conosciuta come Potere di Odino che lo rese virtualmente onnipotente e lo trasformò nel Re di Asgard. Dopo l'incoronazione, Thor prese la decisione di collegare insieme il mondo divino di Asgard a quello umano, così che gli umani potessero usufruire della guida e della saggezza degli dei. Ma i newyorkesi (compreso l'Uomo Ragno) non ne furono molto entusiasti, e dopo che l'esercito lanciò una bomba atomica su Asgard (che però Thor contenette), il Re degli Dei decise di dividere nuovamente i due mondi.

Thor: Ragnarok[modifica | modifica sorgente]

In questo ciclo di storie scritto da Mike Oeming per Asgard è giunta la fine. Loki dall'alto del trono onniveggente spiava tutti i mondi cercando qualcosa da usare per imporre il suo dominio. La voce era giunta ai tre nani fabbri, coloro che avevano forgiato Mjolnir, il martello di Thor, un'arma molto potente. Mjolnir era stato forgiato dal cuore di una stella ed era stato benedetto dal potere di Odino, ma il suo stampo, ancora intatto, poteva essere usato per creare armi simili a Mjolnir ma meno potenti se prive della benedizione di Odino.

Così i tre fratelli vollero custodire lo stampo: quando la notizia giunse a Loki i tre decisero di gettare lo stampo nel Ginnungagap, il buco primordiale dove tutto veniva risucchiato, anche la vita. Quando giunsero sul ponte, questo crollò sotto il peso dello stampo, il fiume sottostante evaporò e i tre morirono. Loki vide quello che era successo e rise di gioia, tremarono i monti, tremarono gli animali e tremò Asgard. Thor assieme all'incantatrice Amora, Sif, Balder, Hogun, Volstagg, andò sull'isola dei nani per onorare la morte dei tre mastri nani.

A un certo punto la montagna, la casa dei nani, tremò e crollò. Loki, assieme al figlio Fenrir il re dei Troll ed al gigante figlio di Ymir, distrusse la montagna sulla nave dei morti. Thor ingaggiò battaglia ma Loki aveva dato ai suoi alleati martelli creati da Surtur, il signore dei demoni, con lo stampo di Mjolnir. Mjolnir venne distrutto e Loki, con la potenza del suo martello, distrusse l'isola dei nani lasciando annegare Thor. Questi, distrutto dalla morte dei suoi amici, sprofondò ma nell'ultimo istante, quando il serpente di Asgard stava per ucciderlo, si teletrasportò a Migdard dai suoi amici Iron Man e Capitan America. Assieme ai due sconfisse Loki. Dopo averli fatti tornare sulla terra assieme al suo popolo, combatté le orde di Surtur e di Loki. Thor iniziò così un viaggio alla ricerca della saggezza di Odino: ciò lo portò a Yggdrasill, l'albero universale, e lì, sacrificando i suoi occhi, bevve l'acqua di Mimir e si appese, come fece suo padre, a Yggdrasil per imparare le Rune.

Sull'orlo della morte invocò Odino per salvarsi da Hel, la signora dei morti, e venne portato in un altro piano della realtà dove vi erano gli dei oscuri. Questi esseri prendevano potere dalla vita degli Asgardiani. Thor, per fermare tutto questo, acquisì il Potere di Odino e ricreò Mjolnir. Dopo aver salvato Beta Ray Bill, distrusse definitivamente gli dei oscuri e uccise in successione il Serpente di Midgard, Loki e Surtur. Poi, per spezzare il ciclo del Ragnarok una volta per tutte, distrusse egli stesso Asgard e il suo popolo.

Al termine della saga, l'Asgardiano si sacrificò per salvare l'universo dal giorno del giudizio. Il suo posto venne preso dall'alieno Beta Ray Bill, amico di lunga data del Dio del Tuono e uno dei pochi in grado di sollevare il sacro martello incantato Mjolnir.

Civil War[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Civil War (fumetto).

Durante Civil War, il Ragnarok si era ormai compiuto e quindi Thor era morto. Ciononostante Iron Man crea con la collaborazione di Mister Fantastic un clone cyborg di Thor usando un capello del Dio del Tuono conservato da Tony Stark fin dalla prima riunione dei Vendicatori. Tuttavia non si trattava solo di una copia genetica: per replicare i poteri di Thor, gli installarono parti bioniche, rendendolo quindi un cyborg che si attivava tramite comando vocale. Questa copia è molto potente (anche se non quanto il vero Thor) e riesce quasi a sconfiggere il gruppo dei ribelli di Capitan America, anche se maggiormente per il timore che la figura del dio incute in tutti gli avversari. Il clone/cyborg è tuttavia completamente diverso dall'originale per la completa assenza di sentimenti, il che fa sì che questo clone uccida Bill Foster (Golia Nero) con un raggio di energia; tuttavia viene sconfitto nella battaglia finale da Tempesta ed Ercole, che lo distruggono utilizzando la sua copia di Mjolnir.

Il ritorno del Dio del tuono[modifica | modifica sorgente]

Thor nella versione di Olivier Coipel

Thor è tornato in vita (in una nuova serie scritta da J. Michael Straczynski, iniziata nel luglio 2007 negli Stati Uniti d'America) tornando a fondersi con Donald Blake proprio come tanti anni fa; sembra che, alla morte di Odino e degli dei di Asgard, Blake sia misteriosamente tornato ad esistere in uno sconosciuto piano astrale (essendosi annullati gli effetti dell'incantesimo del "Padre degli dei") e unendosi misticamente a Thor entrambi siano ritornati in vita su Midgard. Blake si è stabilito in Oklahoma dove continua a praticare la professione di medico.

Dopo aver fatto risorgere Asgard sulla Terra (sopra un terreno legalmente acquistato) Thor è andato alla ricerca dei propri fratelli asgardiani, nascosti nell'animo di alcuni terrestri; a New Orleans trova Heimdall, guardiano del ponte Bifrost, rifugiatosi nell'animo di un senzatetto, e grazie al suo martello, lo risveglia; poco prima di far ciò però Thor viene rintracciato da Iron Man, che lo invita a registrarsi e a lavorare per il governo.

Ma il dio del tuono, furioso per le azioni perpetrate da Stark durante la guerra civile (soprattutto l'averlo clonato) lo abbatte con una scarica di fulmini. I due ex amici riescono infine a trovare un compromesso: Thor rimarrà neutrale, non appoggiando nessuna fazione e Iron Man tratterà Asgard alla stregua di un'ambasciata straniera, con tanto di immunità diplomatica per chi vi abita.

Si tratta comunque di una tregua momentanea; un giorno il dio del tuono tornerà per far scontare a Stark tutti i suoi peccati. Poiché l'armatura di Iron Man è stata distrutta dalla furia di Thor, Tony Stark si dirige a piedi all'elivelivolo dello S.H.I.E.L.D.

Successivamente, dopo essersi unito a Medici senza frontiere, Blake trova in Africa i Tre guerrieri, i cui spiriti sono rinchiusi nei corpi di tre soldati di diversa nazionalità riuniti lì dal caso; Thor li risveglia e, insieme a loro, decide di accelerare la ricerca degli asgardiani scomparsi.

Grazie ai poteri di Heimdall, scopre che qualcuno ha catturato tutti i potenziali asgardiani e rinchiuso in una base militare abbandonata nel deserto; il rapitore è il suo amico Balder, che per l'occasione ha indossato l'armatura divina del Distruttore. Dopo aver sconfitto il rivale, Thor fa un'incredibile scoperta: tra gli dei liberati vi è una donna che non è la sua amata Lady Sif ma il suo fratellastro Loki, tornato a nuova vita con delle sembianze femminili. A insaputa di Thor, la "nuova" Loki ha stretto un'alleanza col Dottor Destino, che sembra nutrire un forte interesse per gli dei asgardiani.

Dopo aver risvegliato molti dei suoi fratelli asgardiani, Thor prende il posto del padre come signore di Asgard. Gli Asgardiani cominciano ad ambientarsi nella loro nuova patria, e Thor vorrebbe assicurare ai suoi sudditi un futuro più radioso, distante dalle antiche e severe leggi di Odino. Tuttavia incombe la minaccia che gli dei non risvegliati possano passare dalla parte del male, perciò il signore delle tempeste è costretto a risvegliare tutti gli dei restanti, compresi i suoi nemici. Thor è intenzionato a risvegliarli tutti in una volta e per non perdere altro tempo vola oltre l'atmosfera del pianeta scatenando una violenta tempesta: l'incantesimo sembra andare a buon fine in quanto si vede che da ogni parte del mondo gli dei cominciano a risvegliarsi, ma il tremendo sforzo gli fa perdere i sensi e una volta precipitato sulla terra giace sul suolo apparentemente morto.

Lo sforzo costringe Thor a rigenerarsi attraverso il Sonno Rigeneratore, durante il quale, per evitare che il suo corpo diventi vulnerabile come succedeva a suo padre, la sua forma divina addormentata viene sostituita da Donald Blake.

Trovandosi in uno stato in sospeso tra vita e morte, Thor raggiunge un luogo dove scopre che vi sono suo padre Odino e il demone del fuoco Surtur. Il dio del tuono chiede al padre il perché di tutto questo e Odino gli narra tutta la storia:

Il padre di Odino, Bor, era morto in battaglia a causa del maleficio di uno stregone. Benché Bor avesse chiesto al figlio di cercare uno stregone che lo liberasse, Odino si convinse della morte del padre e preferì lasciare che egli riposasse in pace. Il fantasma di Bor, tuttavia, tornò a perseguitare il figlio e lo spinse ad adottare Loki, che, in seguito, come predetto da Bor, sarà la causa della caduta di Odino. Essendo morto prima dell'ultimo Ragnarok, Odino non è riuscito a scampare alla maledizione degli dei oscuri e a causa di ciò vive insieme a Surtur in una sorta di Ragnarok, che costringe i due a battersi ogni giorno uccidendosi a vicenda.

Thor decide dunque di resuscitare anche il padre, ma Odino rifiuta perché sa che liberando lui, libererebbe Surtur che scatenerebbe di nuovo il ciclo del Ragnarok. Prima di andarsene, però, Thor uccide Surtur facendo sì che per quel giorno Odino non debba morire e poi resuscitare. Poi se ne va, promettendo però che un giorno tornerà e libererà il padre.

Nel giorno dell'anniversario della morte di Capitan America, Thor ha evocato lo spirito del suo vecchio alleato, per chiedergli se desiderasse vendetta per il suo omicidio. Cap rifiuta, dicendo di non avere rimpianti o conti in sospeso. In suo onore il dio del Tuono, con i suoi poteri, ha spento tutti i media elettronici in America per esattamente sessanta secondi, concedendogli un minuto di silenzio.

Thor, detentore di parte del potere di Odino, ha anche affrontato in battaglia l'Hulk Rosso, venendo in un primo momento battuto, sorpreso dal fatto che il mostro sia riuscito ad impugnare Mjolnir (sfruttando la gravità 0). In un secondo scontro, Thor lo ha poi messo alle corde, lasciando però all'Hulk verde il compito di finirlo. Infine, Thor ha stretto la mano al Gigante di Giada, concedendogli la sua amicizia.

Secret Invasion[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Secret Invasion.

Durante l'invasione Skrull, anche Asgard è attaccata, ma grazie a Beta-Ray Bill e i tre Guerrieri gli Skrull vengono respinti. Thor allora si reca a New York e si unisce ai Vendicatori, all'Iniziativa e alla Squadra di Nick Fury per combattere contro gli invasori nella Battaglia di Central Park. Durante i combattimenti Wasp si trasforma in un'arma biologica, e Thor è costretto a ucciderla, giurando di vendicarla. Dopo la sconfitta degli alieni, Tony Stark cerca nuovamente di far pace con lui, ma il Dio del Tuono reagisce dicendogli che disprezza quello che è diventato e che è sua la colpa dell'invasione.

Dark Reign[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dark Reign.

I piani di Loki non tardano ad aver ripercussioni sul dio del tuono: la "dea" dell'inganno riesce a resuscitare Bor, il padre di Odino e primo re di Asgard. Don Blake riceve una telefonata da Jane Foster, la quale lo avvisa che uno strano essere sta devastando la città e pensa che si possa trattare di un asgardiano. Thor accorre sul posto e scopre che è Bor la causa del disastro e ingaggia un violentissimo scontro con lui, nel quale lo stesso Dio del Tuono afferma che se non fosse per i poteri di Odino sarebbe morto per via dei colpi del nonno.
Thor si trova costretto a chiamare i Vendicatori in suo aiuto ma sul posto arrivano Norman Osborn e i suoi Vendicatori (ciò provoca grande sgomento nel figlio di Odino poiché essi non sono i Vendicatori), i quali ingaggiano battaglia con entrambi gli asgardiani. Thor è costretto ad uccidere Bor per evitare che la situazione possa sfuggire al suo controllo. Nello scontro il martello Mjolnir viene seriamente danneggiato.
A causa della morte di un membro della famiglia reale, il neo re di Asgard Balder si vede costretto ad esiliare Thor da Asgard[5].

Mentre Loki convince Balder a trasferire Asgard a Latveria, Thor invece è costretto, grazie al Dottor Strange, a rinunciare al potere di Odino per riparare Mjolnir, grazie al quale può finalmente resuscitare la sua ex amante Lady Sif.

In questo periodo il Dottor Destino, d'accordo con Loki, lo fa attaccare da suoi androidi, che feriscono Donald Blake azzoppandolo (riportandolo alla condizione in cui si trovava quando Thor fu bandito sulla Terra da Odino); intanto Destino fa esperimenti sugli asgardiani per scoprire i loro segreti, ingannando anche Loki; Balder lo scopre e ingaggia battaglia; Thor arriva e riesce a sconfiggere Destino dentro una copia dell'armatura del Distruttore.

Assedio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assedio (fumetto).

Mentre gli Asgardiani tornano in Oklahoma, Loki elabora con Norman Osborn un piano per toglierli di mezzo; con alcuni criminali di Hood, gli U-Foes, mettono in scena una sorta di replica dell'incidente di Stanford che innescò la Guerra Civile tra supereroi; il capro espiatorio è Volstagg il Voluminoso, che provoca involontariamente una strage nello stadio Soldier Field di Chicago. Osborn lancia un attacco contro Asgard (non autorizzato dal Presidente) ma la notizia mette in allarme il redivivo Steve Rogers che assembla un gruppo di supereroi, tra cui alcuni gruppi di Vendicatori, per aiutare il loro compagno di un tempo.

Giunto sul campo di battaglia per aiutare i suoi fratelli, Thor viene dapprima messo al tappeto da Sentry, che viene respinto dal suo martello. Prima che riesca a rialzarsi, il Dio del Tuono viene colpito da Iron Patriot e dagli U-Foes, che lo attaccano con tutta la loro forza mettendolo fuori combattimento.

Grazie all'intervento di Maria Hill, che spara un missile contro Osborn, Thor riesce a ripararsi in città; viene trovato poco dopo da Daken, che finisce fulminato, ma riesce comunque a rilevare la sua posizione, in modo che Sentry posso attaccarlo. Intanto, sulla scena irrompono Capitan America e i Vendicatori, che attaccano l'esercito di Osborn. Dopo essere stato sconfitto da Cap e la sua armatura disattivata da Stark, Osborn da l'ordine a Sentry di scatenarsi. Asgard viene quindi rasa al suolo da Void. In seguito a tale evento tutti i supereroi "illegali" cercano di fermare l'amico Sentry che agisce sotto il completo controllo di Void ma nulla possono contro il potere di mille soli che esplodono. Solo il tempestivo intervento di un pentito Loki (artefice dell'assedio alla sua patria) dona la possibilità (grazie all'ausilio delle Pietre delle Norne) agli eroi di impegnare Void abbastanza a lungo da permettere ad Ironman di scagliargli l'elivelivolo Hammer contro. Tornato momentaneamente in sé Bob chiede a Thor di ucciderlo, prima che riappaia Void. Thor, furioso e addolorato per la distruzione del suo regno e la morte di suo fratello (Loki, fatto a pezzi da Void), inizialmente rifiuta a Bob quella "scappatoia". È allora che Bob inizia di nuovo a trasformarsi in Void e viene incenerito da un fulmine di Thor. Di Sentry resta solo lo scheletro, che Thor avvolge nel mantello e trasporta nello spazio, per poi lasciarlo andare verso il sole.

Età degli eroi[modifica | modifica sorgente]

Prima della caduta di Asgard, Loki informò Hela dell'esistenza delle Dìsir (le divoratrici di anime), che ora erano libere di divorare i caduti durante la guerra contro Osborn. Per proteggere le anime, Hela e Loki convincono Mefisto a cedere un pezzo di inferno agli asgardiani. In cambio di questa intercessione Hela fece sì che il nome di Loki venisse cancellato dal libro di Hel, liberandolo una volta per tutte dal ciclo del Ragnarok. All'insaputa di Hela, Loki controllava le Dìsir forte dell'unica arma in grado di ucciderle, la spada Eir-Gram, e fu in cambio di questo potere che Mefisto si convinse a cedere parte del suo impero a Hela.

Mefisto allora lascia le sue "valchirie" libere di attaccare le anime asgardiane, per placare i loro appetiti, e Hela si trova assediata. La Dea contatta allora Balder, che manda Thor e Tyr in suo aiuto. Una volta all'inferno, il dio della guerra protegge le anime rimaste mentre il dio del tuono va alla ricerca di Eir-Gram. Durante la sua ricerca nel regno di Mefisto, Thor scopre che sua madre, Gaia, è rimasta anch'essa intrappolata, per poi capire in seguito che in quanto dea dell' intera Terra è logico che una parte di lei si trovi anche negli Inferi, e che la cosa non le crea più disturbo della puntura di un insetto. Riesce a trovare la spada, ma essa è conficcata nel terreno e può essere estratta "solo da colei che ce la mise". Per prendere tempo ed evitare che le valchirie cadute depredino Hel, Thor pronuncia allora il nome delle Disir, la cui maledizione le costringe a rispondere alla chiamata. Alcune di essere rimangono però ad Hel, ed è solo l'aiuto di Tyr che permette alla dea dei morti di non cadere loro preda. Alla fine, Thor riesce ad estrarre la spada pregando la madre Gea di far sì che la terra, suo dominio, respinga la lama. Con i nuovi poteri acquisiti, riesce facilmente a smembrare le Valchirie cadute di Bor. Sotto la minaccia della morte, riesce a convincere una delle Dysir ad ammettere di essere una spergiura (per aver attaccato Hel malgrado la maledizione che imponeva loro di non farlo). Questo fa sì che ne vengano tutte ricacciate all'istante. Hela si risveglia, ringraziando il dio del tuono per il suo aiuto, permettendogli di ritornare ad Asgard tramite un portale. Prima di tornare, Thor chiede ad Hela di parlare con il fratello, Loki. Hela è costretta allora a rivelargli che Loki non si trova ad Hel, essendosi fatto cancellare dal libro dei morti. Thor è molto scosso dalla notizia, perché le anime vaganti, non protette dal terreno sacro di Hel, corrono il rischio di finire nella pancia delle Dysir. Hela commenta che forse era proprio ciò che voleva Loki: la libertà assoluta, la cancellazione totale. Thor non può crederlo, ma la discussione viene brutalmente interrotta dall'illuminarsi della spada Eir-Gram, che spinge Thor a precipitarsi nuovamente ad Asgard. Là Balder sta per essere avvelenato da Kelda, che lo ritiene responsabile della morte del suo amato Bill. Thor irrompe nella sala del banchetto e trafigge la fanciulla con Eir-Gram. La spada non le causa alcun danno ma viene assorbita dal suo corpo, e in quello stesso momento un ricordo si risveglia nella mente di Kelda: Loki, nel ridarle il suo cuore, aveva preso parte della sua anima pura per forgiare Eir-Gram, fatto che aveva mutato il carattere della fanciulla.

Nel frattempo, Mefisto guarda con gioia tutti gli eventi spiacevoli attorno a lui. Il fatto che le Disir siano morte all'inferno infatti gli permette di tenerle per sé oltre il limite imposto dal patto con Loki, che non è comunque più in vita per reclamarle.

L'attacco dei divoratori di mondi[modifica | modifica sorgente]

Con la minaccia di Loki eliminata completamente e Asgard pronta ad essere ricostruita, qualcosa turba ancora Thor: sebbene suo fratello avesse cercato continuamente di ucciderlo, qualcosa gli diceva che c'era ancora del buono in lui, in quanto nella loro giovinezza erano cresciuti come veri e propri fratelli, ignorando le loro differenti origini. Sia Balder che Sif che il suo alter-ego mortale Blake cercano di distogliere Thor da quei pensieri. Thor però non riesce a immaginare la propria vita senza Loki al proprio fianco, e dopo aver usato i suoi poteri per riportarlo in vita parte alla sua ricerca, trovandolo nei panni di un ladruncolo di strada francese. Nel frattempo, il guardiano Heimdall intravede cose terribili. Altrove, un eccentrico fisico di nome Eric Selvig spiega a Volstagg come, per un semplice principio d'ordine, i nove mondi posti su Yggdrasill dovevano rimanere sempre nove, così come Asgard doveva rimanere sempre dov'era; in caso contrario, difatti, qualcosa di sconosciuto l'avrebbe rimpiazzata scatenando una vera e propria infezione cosmica. E le cose stavano andando proprio così, perché in un universo parallelo in fase di implosione, una temuta razza aliena del pianeta Ano-Athox, era riuscita a trovare uno squarcio spazio-temporale che avrebbe permesso loro di entrare nell'universo 616, guidata da Uthana Thoth, il cui aspetto ricorda vagamente Odino stesso, e suo figlio Thane, erede al trono. Il primo regno a soccombere è Alfheim, la terra degli elfi azzurri, che vengono brutalmente uccisi senza alcuna resistenza, mentre i nani più deboli di Nidavellir, che non possono uscire a causa della luce solare, letale per loro, sono i secondi a morire. Le creature degli altri sei mondi, di conseguenza, migrano verso l'unico luogo sicuro di Yggradsill:la Terra. Mescolandosi fra la popolazione terrestre, le bizzarre creature dei miti nordici vanno verso Asgard, dove un loro rappresentante spiega a Balder, re dopo la morte di Odino nel Ragnarok, della minaccia in arrivo. In cambio della loro protezione, loro avrebbero temporaneamente soggiornato ad Asgard. Ma il giovane sovrano rifiuta tale proposta e solo l'arrivo tempestivo di Thor (e Loki) evita un massiccio assedio. Come rimedio, fa una cosa che non avrebbe mai dovuto fare dopo il Ragnarok stesso: far tornare Odino nel mondo dei vivi, che nel frattempo stava combattendo il mostruoso demone di fuoco Surtur e un mastino infernale. Grazie alla sua saggezza, il Padre di Tutto calma gli animi e racconta davanti a tutti gli abitanti dei mondi come sua padre Bor trovò eoni prima un seme, vagando per i mondi alla ricerca di una casa. Piantandolo, crebbe e diventò il grande albero su cui poggiano tutti e nove i mondi della cosmologia norrena. Loki cerca di intervenire, commentando che non capisce dove sia il problema, dato che dove ci sono gli asgardiani c'è Asgard. Ma Odino nel vederlo è furibondo e gli urla contro che quanto avvenuto è solo colpa sua. Spaventato, Loki scappa via dal congresso e da Asgard, a bordo dell'auto di Eric Selvig, che nel frattempo era riuscito a contattare anche l'ex-amante di Thor, Jane Foster. Nel frattempo Thor, sta per avere di nuovo un'accesa discussione con suo padre quando l'urlo straziante di Heimdall risuona nell'aria: mentre il cielo assume una tonalità rossastra, il Dio Bianco sviene per i terribili eventi che accadranno. Balder e Tyr si offrono per combattere eroicamente gli invasori e si dirigono a Svarthalfeim, il pianeta dove un tempo abitavano gli Elfi Neri. Muoiono eroicamente, ma non prima di aver ucciso Thane, che ha abbassato la guardia nel furore della battaglia. Poco prima che Uthana Toth e i suoi arrivino, Odino utilizza uno speciale incantesimo per preparare i suoi alla battaglia: facendoli entrare in uno stato di trance, trasferisce le loro anime a dei grandi golem d'argilla, rendendoli virtualmente indistruttibili a mani mortali. La battaglia comincia: Odino ha la meglio sulla sua controparte di Ano-athox, ma in quanto lotta da solo contro di lui, viene sopraffatto dai suoi inferiori, che lo trafiggono con una spada speciale. Indebolito, Odino dà a Thor al possibilità di usare la Megaspada di Asgard nell'unico tentativo possibile per scacciare gli invasori: tagliare, Yggrasill, così che si fosse purificato e che quindi avrebbe assorbito tutto ciò che non è originario dell'universo 616. La forza di Odino ha la meglio e Thor riesce a ferire il grande albero di frassino, facendo svanire nel nulla i Mangiatori di Mondi. In quanto a Uthana Toth, Phanto (il suo consigliere) e la consorte del re si ritrovano senza poteri dentro Yggrasill stesso, alla mercé di Balder e Tyr, pronti a vendicarsi e fare giustizia.

Il seme di Galactus[modifica | modifica sorgente]

Con Yggdrasill tagliato in due, si è creata una grande spaccatura nello spazio e nel tempo e Odino ordina immediatamente ai suoi inferiori di guarire il grande frassino, prendendo il suo seme posto alla base del tronco. Thor, Sif, e successivamente Loki, vanno al suo interno e riescono a prendere il suo seme, rimasto intatto da quando Borr lo piantò. Nel frattempo Silver Surfer arriva sulla Terra, cercando di avvertire gli umani sull'arrivo di Galactus, ma senza successo. Thor, accorgendosi della sua presenza, lo colpisce violentemente con Mjolnir e lo avverte del fatto che il suo padrone non mangerà due mondi in uno. Ne segue una battaglia dove però il Surfista d'Argento cerca di mostrarsi il più diplomatico possibile, raccontando di come il seme di Yggdrasill nasconda un potere talmente grande da sfamare Galactus per l'eternità. Odino, onnisciente, riconosce il gesto di questi come un mero tentativo nel divenire eterno e quindi immortale, rifiutando quindi la proposta di Silver Surfer. Quando la notizia giunge a Galactus, non si meraviglia di ciò e conclude che gli umani e i loro stessi dei hanno entrambi un carattere barbaro. Difatti, Odino e i suoi più potenti servitori decidono di cacciare una volta per tutte il Divoratore di Mondi e si dirigono verso la Luna, dove aveva trovato posto per meditare sul da farsi. Galactus, a differenza degli scontri precedenti, è ben visto dagli Aesir, e Odino, conoscendo le sue origini, decide di fargli ricordare eventi spiacevoli per bloccarlo temporaneamente, il tutto mentre Thor attacca Silver Surfer. Nella battaglia, anche il Padre di Tutti è colpito da un trauma infantile (nel quale si vede suo fratello Cul, meglio noto come "Il Serpente"), ma non prima di aver stordito con efficacia il Divoratore di Mondi. Senza protezione, Silver Surfer impatta su Marte. Dopo un'equa colluttazione Odino e Galactus smettono di lottare per l'eccessivo consumo di energia e, cadendo sulla Terra, perdono gran parte delle loro forze; ma il Divoratore di Mondi decide di farla finita e tenta di prendere il seme, solo per venire intimorito dal Distruttore, comandato da Loki, che nel frattempo era riuscito a disperdere l'oggetto mistico all'interno di Yggdrasill permanentemente. L'indomani un patto viene stabilito fra le due fazioni: Surfer sarebbe rimasto con gli asgardiani a vigilare sul seme, in cambio Galactus avrebbe risparmiato sia la Terra che Asgard, portandosi con sé un prete testimone della battaglia e trasformandolo in Praeter, un araldo dall'aura dorata.

Fear Itself[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fear Itself (fumetto).

Sotto consiglio dei Vendicatori riuniti, Thor accetta l'offerta di Tony Stark nell'assumere un grande gruppo di disoccupati per costruire Asgard, nel tentativo di dare un lavoro, seppur temporaneo, alla gente che ha perso il denaro e la propria casa durante la crisi. Riuniti tutti nella grande sala di Asgard, tutto sembra pronto, ma Odino, isolato dal resto della fiduciosa squadra, deduce dall'arrivo dell'Osservatore che qualcosa di ancora più infido dei Mangiatori di Mondi sta arrivando. Poco tempo dopo, avverte la liberazione del Serpente e ordina a tutti i suoi dei e figli di tornare nella "vera" casa degli Aesir, posta sulla cima di Yggdrasill. Thor non capisce il comportamento del padre, che si rifiuta di aiutare gli uomini e ne nasce un violento combattimento in cui perde l'uso di Mjolnir e viene portato con la forza, dove verrà messo in catene pur di non destare ribellioni interne. Loki riesce ad eludere le guardie utilizzando il suo ingegno e libera suo fratello, conducendolo dai suoi alleati (i tre guerrieri, Sif e Hermod) rimasti fedeli alla sua missione. Prima però di cominciare una discussione, Odino irrompe nella sala, rimproverando suo figlio di essere fin troppo testardo. Capendo comunque i suoi ideali, decide di lasciarlo libero, rendendolo allo stesso tempo degno di sollevare Mjolnir, unica arma con cui si sarebbe difeso nella Terra, devastata dai Valorosi. Arrivando sulla Terra si ritrova a Broxton, dove scopre a malincuore che gli abitanti del posto siano ormai stufi della presenza degli asgardiani. Accetta di andarsene come chiesto da loro e saluta un'ultima volta la folla. Raggiunge poco dopo i Vendicatori, organizzandosi assieme ad Iron Man e Steve Rogers sul come gestire l'emergenza: Stark si sarebbe diretto in Oklahoma per parlare con Odino, Steve avrebbe guidato l'assalto dei supereroi contro Sin, mentre il Tonante sarebbe andato dritto dal Serpente, in Antartide. Lo affronta, e scopre di essere suo nipote, ma viene subito spazzato via dal martello magico di Cul e finisce a New York, dove Angrir e Nul lo attaccano subito. Riesce a difendersi con onore e a trafiggere Benjamin, ma Nul, in quanto avente il corpo di Hulk, è fisicamente invincibile e resiste ad ogni attacco. Decide quindi di sbarazzarsene temporaneamente scagliandolo in orbita, utilizzando così tanta energia da svenire poco dopo. Dopo un po' di tempo viene trovato da Cap e i suoi eroi, che lo scortano ad Asgard, dove Odino lo cura nel miglior modo possibile. Al figlio permette di battersi in battaglia col Serpente e gli dona l'armatura con cui lo sconfisse millenni prima, più una spada magica di nome Ragnarok, l'unica arma asgardiana abbastanza potente da uccidere un Aesir di tale forza. Tornando quindi sulla Terra, assiste alla trasformazione dello zio in un mostruoso drago serpentino, che lo affronta subito in battaglia. In quanto tale forma richiede un'energia mostruosa, Cul non ha difficoltà nell'affrontare Thor, ma sottovaluta il potere di Ragnarok e, come predetto in una profezia, entrambi si uccidono a vicenda. Thor riesce però a rimanere in vita almeno per abbracciare suo padre, per poi morire dopo nove passi. Il giorno successivo tutti gli abitanti dei nove mondi assistono al suo funerale e le sue tre madri (Gea, Frigga/Freiya e Idunn[6]) si accordano con Odino per sostituirlo, in quanto il vecchio re ha deciso di vigilare il corpo di suo fratello fino alla fine dei tempi. Viene innalzata una pira, e mentre il suo corpo brucia, qualcosa di straordinario avviene: dalle ceneri del suo corpo nasce un altro dio del tuono, più massiccio e dal lungo bastone a due punte. Si fa chiamare Tanarus (nome del dio celtico del tuono) e nella mente di tutti la sua immagine si sovrappone a quella di Thor. Tutti, dai Vendicatori a Sif alle Madri di Tutti, sono convinti che Tanarus sia il salvatore di Yggdrasill e il figlio prediletto d'Odino. L'unico a capire che Tanarus è in realtà un impostore è Loki, ma nessuno da ascolto alle sue parole.

Il potente Tanarus[modifica | modifica sorgente]

Le Madri di Tutti succedono ad Odino e proclamano l'istituzione di una repubblica chiamata "Asgardia". Tanarus ha preso il posto di Thor in tutto e per tutto. Nessuno sembra essersi accorto dello scambio, nessuno tranne il giovane Loki, cui nessuno da ascolto. Dopo aver cercato di ottenere la verità da Tanarus stesso, Loki fugge e incontra Kelda, divenuta una delle tre sorelle magiche del deserto dopo gli eventi de "L'attacco del divoratore di mondi" nella speranza di resuscitare il suo amore Bill. Convinto che Kelda sappia cosa sta accadendo, Loki la minaccia con un coltello e viola il suo circolo magico. Kelda lo respinge con un fulmine, che fa tornare in mente a Loki il nome del suo vero fratello: Thor. Loki si reca allora da Donald Blake, ex alter ego mortale di Thor prima della sua scomparsa e sostituzione, ma dopo aver appurato che neppure il medico si ricorda di Thor, abbandona furibondo lo studio portando con sé il bastone di Blake. Nel frattempo, Thor sta per finire nella pancia del Demogorgone, il divoratore di dei, insieme ad altre due divinità. Loki incontra Silver Surfer, che "sente" nel bastone la presenza del martello di Thor, su cui è inciso il nome del dio del tuono. Di nuovo memore del proprio ruolo, Thor evoca il martello e riesce a sfuggire alle fauci del Demorgogone portando con sé i suoi compagni di prigionia. Nel frattempo, Heimdall nutre dei sospetti nei confronti di Tanarus, sparito misteriosamente dalla sua vista. Tanarus è in realtà il troll Ulik, trasmutato dalla magia di Karnilla e assoldato per uccidere le Madri di Tutti e rovesciare il governo di Asgardia. Kelda scopre di essere stata ingannata dalla vecchia strega Crone, in realtà Karnilla sotto mentite spoglie. Karnilla la uccide colpendola alla testa con uno spuntone di roccia, e proprio in quel momento arrivano Loki e Silver Surfer, decisi a scoprire l'inganno dietro la comparsa di Tanarus. L'assassinio delle Madri di Tutti viene frenato appena in tempo da Heimdall; si scatena una furiosa battaglia che ha termine con l'arrivo di Thor, il cui ricordo si risveglia finalmente nelle menti di tutti. Loki racconta quest'avventura ai figli di Volstagg, intimando poi loro di andare a dormire prima di essere presi a sassate in testa. Una delle bambine è preoccupata per la sorte di Kelda, ma Loki la rassicura dicendole che adesso la giovane si è ricongiunta al suo amato Bill nel Vahalla.

La seduzione di Don Blake[modifica | modifica sorgente]

Thor, da poco rientrato nel suo ruolo, viene convocato dal rappresentante dei nani di Nihdavellir a causa di un sigillo imposto da Odino che impedisce loro di proseguire i lavori di scavo. Thor decreta che gli editti di Odino non hanno più valore ora che l'anziano re non è più tra loro, e infrange il sigillo con il suo martello. Così facendo libera le Cavalle, una razza di creature che comunicano attraverso i sogni, che sentendosi minacciate fanno sprofondare il dio del tuono e Asgardia tutta in un incubo profondo. Altrove, Donald Blake - ormai separato dal corpo del dio del tuono - risente del fatto di non avere una vita propria, in quanto nato solo per far da vessillo a Thor. Si mette allora in contatto con Amora l'Incantatrice, proponendole uno scambio: la sua anima in cambio di una magia che lo renda un dio. Nel frattempo, un giovane chiamato Jeff, vittima di bullismo e di un padre violento, fugge di casa. Le cavalle hanno ormai invaso anche Broxton però, e il ragazzo viene attaccato, cosicché la sua mente raggiunge l'incubo in cui si trovano Thor e gli altri. Thor è impegnato a combattere contro una versione mostruosa di Odino, generata dalle sue paure. Con la sua immaginazione, il ragazzo riesce a potenziare Thor trasformandolo nel Deconsecrator, un personaggio inventato dal giovane Jeff stesso per la copertina del primo album del suo gruppo metal. Il Deconsecrator è spaventosamente forte ma non fa differenza tra amici e nemici, limitandosi a distruggere tutto. L'intervento delle Madri di Tutti riesce a frenare la sua furia e a farlo tornare in sé. Thor riesce poi a svegliarsi, seguendo il proprio martello che sente ancora nelle sue mani nella realtà. Amora, una nuova creatura creata dal sangue di Don Blake e la testa di Don Blake (decapitato per il rituale), si recano ad Asgard, dove tutti sono ormai in potere delle Cavalle. Giunti alla sala del trono, trovano Thor - sveglio - attenderli furibondo. Nel frattempo, nel mondo dei sogni, il giovane Jeff riesce a contrastare le cavalle grazie al potere della sua mente e della sua immaginazione. Thor e le madri di tutti ricacciano Amora e il suo nuovo amante, ma resta un ultimo problema da risolvere: Don Blake (o meglio, ciò che ne rimane) che reclama il suo diritto ad una esistenza. Thor riesce a risolvere la questione stringendo un patto con le cavalle, che in cambio di un luogo in cui vivere offriranno a Blake un sogno infinito ove trascorrere una esistenza felice.

Il mondo brucia[modifica | modifica sorgente]

Sulla Terra iniziano a verificarsi strani fenomeni: nugoli di gazze che cadono al suolo morte bruciate, incendi che non si riesce a spegnere neanche richiamando tempeste e nevicate. Si tratta della tecnologia degli dei di Manchester alimentata dal fuoco eterno di Surtur, che minaccia di dare fuoco all'albero del mondo e tutti i nove regni. Comprendendo che sono state le sue azioni, indirettamente, a rendere possibile questa situazione, Loki si confida con il fratellastro Thor, ma prima che i due possano andare a chiedere aiuto alle madri di tutti, scoprono che ad Asgardia è scoppiata una rivolta. Qualcuno, infatti, ha fatto avere a Volstagg un tablet dove sono videoregistrati non solo gli accordi presi da Loki con Surtur ai tempi della guerra del serpente, ma anche le azioni eseguite in segreto per ordine delle madri di tutti, come la violazione del patto di non interferenza nella disputa con gli dei di Manchester. Questo, unito al fatto che la sorella di Freiya ha deciso di dare il suo supporto a Surtur nella guerra, porta i guerrieri di Asgardia a decidere di destituire le tre Madri di Tutti, cosa che fa infuriare Thor. Loki cerca infruttuosamente di calmarlo, e quando Volstagg propone di mettere anche il giovane dio dell'inganno sotto chiave per "calmare gli animi", il dio del tuono non esita ad impugnare le armi contro i suoi compagni di sempre, dicendo al fratello di scappare. L'attacco di Surtur interrompe la battaglia tra Thor e gli altri guerrieri. Thor parte alla ricerca di Loki, che si sta nascondendo in una grotta in mezzo alla neve, mentre i tre guerrieri tirano a sorte per decidere a chi spetta il compito di guidare Asgardia in assenza di Odino. Il vincitore è Volstagg. Altrove, Loki e Thor cercano un modo di sconfiggere Surtur. Loki cerca inutilmente aiuto a Hel, e poi si intrufola nella camera da letto di Volstagg per recuperare il tablet e provare a rintracciarne la fonte. Ciò lo guida fino a Mullspehein, dove trova ad attenderlo... Leah, o meglio la ragazza modellata su Leah che Loki aveva creato scrivendone la storia nei ricordi del Serpente (per creare la debolezza che poi avrebbe consentito a Thor di ucciderlo). La ragazza vuole vendetta su Loki, colpevole ai suoi occhi di averla creata e poi dimenticata, senza pensare che quelle poche righe sbiadite l'avrebbero resa un personaggio vuoto, senza un senso, incapace di evolversi. Loki le chiede scusa e poi sorride, dicendo che la situazione presente è quanto di meglio potesse sperare.

Poteri e abilità[modifica | modifica sorgente]

Dotato di una forza fisica superiore a quella di un semplice dio asgardiano e di notevole resistenza alle offese fisiche. Facendo a braccio di ferro con Ercole ha infatti distrutto intere montagne e mandato fuori orbita il pianeta[7], un'altra volta scaraventò una sonda con tanta forza da lanciarla fuori dal sistema solare[8].Con la sua forza Thor è riuscito a sollevare milioni di tonnellate di roccia[9], chiudere crepacci[10], trainare isole[11], abbattere montagne con un colpo, sollevare un serpente tre volte più grande della Terra e una volta ha sconfitto l'Abominio con un solo pugno[12].[7]. Le armi convenzionali come i proiettili sono inutili contro di lui[13][14], e ha sopportato le temperature del nucleo del Sole[15]. Data la sua natura di origine asgardiana, è estremamente longevo ed è immune alle malattie, nonché all'invecchiamento e alla morte naturale[16][17]. La sua forza è tale che ha spezzato corde fatte di adamantio[18], un suo clone ha anche distrutto una porta di adamantio/titanio[19]. Inoltre è estremamente veloce tanto che, in un'occasione, Adam Warlock lo ha definito "veloce come il fulmine che controlla". In un'occasione recente, combattendo contro Tutinax, si muoveva così veloce da apparire in più punti contemporaneamente nonostante fossero in una stanza dove perfino la velocità della luce veniva rallentata[20]. Non è invulnerabile ma possiede una grande resistenza, infatti già da giovane venne colpito da un masso scagliato con tanta forza magica da pesare quanto la Terra e riuscì a sopravvivere[21] ed è uscito indenne dai raggi repulsori a piena forza di Iron Man[22] e dall'energia di un sole che esplode[23]

Thor è il dio del tuono ed è quindi dotato della capacità di controllare il tempo, che molti credono sia conferita dal martello Mjolnir. Si tratta, invece, di una sua caratteristica innata, poiché figlio di Gea. Può infatti controllare i fenomeni atmosferici, quali i fulmimi, tempeste, uragani e piogge. Il suo controllo del tempo meteorologico è stato dimostrato essere superiore a quello di Tempesta. Thor può emettere dal proprio corpo fulmini con una potenza di gran lunga superiore a quella dei fulmini presenti in natura. Ha poi dimostrato di essere in grado di usare l'elettricità per eseguire la defibrillazione. I fulmini di Thor furono in grado anche di vincere un raggio capace di distruggere un pianeta[24] mentre una volta scatenò tifoni che si ripercuotevano da Asgard fino alla Terra distruggendo montagne e intere città[25].

Addestrato nel combattimento fin da quando è piccolo, ed avendo migliaia di anni d'esperienza, è probabilmente tra i più abili guerrieri dell'universo Marvel: in grado di maneggiare qualsiasi tipo di arma ha sconfitto Sif (una delle più abili guerriere di Asgard) in un duello e conosce alla perfezione ogni stile di lotta mai creato sulla Terra[26]. Inoltre, possiede un grande intelletto, giacché nelle vesti di Donald Blake fu in grado di creare un sofisticatissimo androide in grado di parlare, muoversi senza bisogno di telecomandi, pensare e con una pelle così resistente da non sentire il martello di Thor. E il droide aveva un quoziente intellettivo pari a 375, il doppio del più intelligente essere umano[27].

Marchio di fabbrica di Thor è il leggendario martello Mjolnir, arma virtualmente indistruttibile che si fa impugnare solo dai puri di cuore e che possiede diversi poteri magici tra cui:controllare gli agenti atmosferici in particolare i fulmini,creare vortici capaci di teletrasportare se stesso o altri individui a sua scelta attraverso lo spazio o in altre dimensioni[28], assorbire enormi quantità di energia che possono anche essere rilasciate 100 volte più forti di quanto erano in origine[29] una volta ha assorbito anche una quantità tale di energia da distruggere un'intera galassia[30], manipolare la materia,la materia oscura e l'antimateria e creare campi di forza. Può usarlo anche per difendersi, facendolo girare vorticosamente e impugnandolo per la cinta, in modo da deviare i colpi. Il colpo più potente del Mjolnir è senza dubbio un devastante colpo di energia chiamato God-blast che è stato in grado di danneggiare esseri dal potere immenso come Galactus, Exitar lo Sterminatore, Surtur e Ymir.

Dopo la morte di Odino (in seguito resuscitato), ereditò i grandi poteri del padre, divenendo Re degli Dei e Signore di Asgard, praticamente onnipotente(tuttavia dopo la resurrezione del padre, Thor ha perso ogni potere conferitogli). In seguito partì alla ricerca della saggezza di Odino, il suo potere più grande, e dopo aver interrotto finalmente il Ragnarok, un eterno ciclo di morte e rinascita, riuscì anche ad ottenere la magia delle Rune ottenendo una conoscenza e un potere perfino superiore a quella del padre; con essa era in grado di vedere la struttura quantica dell'universo e osservando un albero poteva vedere il destino di ogni singola foglia. Divenne talmente potente da spezzare il destino e distruggere Coloro che Siedono nell'Ombra, che da sempre manipolavano gli asgardiani per il loro crudele diletto.

Altre versioni[modifica | modifica sorgente]

Red Norvell[modifica | modifica sorgente]

Roger "Red" Norvell, conosciuto anche come Thor II, è stato creato da Roy Thomas (testi) e John Buscema (disegni). È apparso la prima volta in The Mighty Thor (Vol.1[1]) n. 273 (luglio 1978), mentre Thor II è apparso la prima volta in The Mighty Thor (Vol.1[1]) n. 276 (ottobre 1978), pubblicata dalla Marvel Comics.

Mentre stava partecipando ad una spedizione in Asgard, organizzata da Loki, Red Norvell si innamorò della dea Sif, compagna di Thor. In cerca di rivalsa dopo essere stato da questa rifiutato, Red accettò di ricevere da Loki poteri simili a quelli di Thor, ma contemporaneamente perse la ragione. Egli arrivò a sfidare Thor e riuscì a sconfiggerlo: pur di salvare la vita dell'amato, Sif accettò di seguire Red. Fortunatamente, la dea riuscì a far ragionare l'uomo e i due ritornarono ad Asgard. Poiché un'antica profezia diceva che Thor sarebbe morto combattendo contro il Serpente di Midgard, Red decise di fare ammenda per le sue azioni prendendo il posto dell'eroe nello scontro e, una volta spirato, la sua anima salì al Valhalla. Quando Thor, dopo una lite con Odino, lasciò Asgard, il re degli dei resuscitò Red e gli restituì i poteri, nominandolo protettore del regno.

Avendo appreso che Seth, il Dio egiziano della morte, aveva intenzione di scatenare il Ragnarok ed uccidere tutti gli Asgardiani, Odino li privò dei poteri e dei ricordi e li inviò sulla Terra come comuni mortali, sperando in questo modo che non fossero mai individuati. Red riuscì comunque a mantenere i suoi ricordi e ben presto riacquistò anche i propri poteri; con l'aiuto di Thor cominciò a cercare gli altri Asgardiani. Dopo che Thor fu creduto morto in uno scontro con il malvagio Onslaught, Red fu ucciso e raggiunse il regno di Seth, a cui dovette sottomettersi. Seth inviò quindi Red sulla Terra per ristabilire l'identità degli Asgardiani, in modo da poterli poi uccidere.

Quando, però, gli dei riguadagnarono la propria essenza divina, lo stesso successe anche a Red, che riuscì pertanto a liberarsi dal dominio di Seth. Quest'ultimo fu ucciso da Odino ma, subito dopo, Asgard fu di nuovo sotto attacco, questa volta da parte degli Dei Oscuri (Dark Gods) extraterrestri. In un primo tempo gli Asgardiani furono catturati, ma grazie all'intervento di Thor gli Dei Oscuri furono sconfitti.

Non si sa quale destino abbia incontrato Red dopo il Ragnarok.

Dargo Ktor[modifica | modifica sorgente]

Dargo Ktor, conosciuto anche come Thor III, è stato creato da Tom DeFalco (testi) e Ron Frenz (disegni). È apparso la prima volta in The Mighty Thor (prima serie) n. 384 (ottobre 1987), pubblicata dalla Marvel Comics.

In una Terra alternativa del futuro (Terra-8710), oppressa dalla dispotica Corporazione, un gruppo chiamato il Culto del Martello ancora nutriva la speranza della venuta di un erede di Thor, che si sarebbe rivelato estraendo dalla roccia Mjolnir, il martello di Thor. Temendo il ritorno del fratello, esiliato in un'altra dimensione, Loki si alleò con la Corporazione ed inviò le sue truppe per schiacciare i ribelli proprio durante una loro cerimonia segreta nella quale diversi candidati dovevano cercare di estrarre Mjolnir. Tra questi vi era anche Dargo Ktor, accompagnato dalla fidanzata Salla. Quando i convenuti furono attaccati, Dargo afferrò Mjolnir e riuscì a estrarlo dalla roccia, trasformandosi in un avatar di Thor. Irritato dalla sconfitta, Loki decise di distruggere la base della Corporazione e porre termine al loro dominio. Dargo sentì che Mjolnir veniva attirato verso il vero Thor e lo inviò quindi attraverso un portale dimensionale. In seguito, per ragioni non chiare, il martello ritornò a Dargo ed egli rivestì nuovamente i panni di Thor.

Tra le diverse avventure che si susseguirono, di particolare rilievo è quella che vide Dargo ingannato da Zarkko, l'uomo del domani e rimandato indietro nel tempo a Terra-616 per uccidere Eric Masterson, l'avatar di Thor dell'epoca contemporanea, accusato di avere rubato e poi perso Mjolnir. Dargo combatté contro Eric fino a quando Beta Ray Bill, un altro avatar di Thor, gli rivelò l'inganno di Zarkko, che voleva in realtà usare la forza dei martelli di Dargo ed Eric per attivare il Radical Time Stabilizer e far collassare tutte le dimensioni in un'unica linea temporale. I tre Thor insieme riuscirono ad avere la meglio su Zarkko ed i suoi alleati: Cobra, Demonstaff, Esecutore, Gargoyle, Loki, Mercurio, Shatterfist, Tyros (Troll) e Uroc (Rock Trolls).

In seguito Dargo fu nuovamente affiancato da Eric Masterson (che aveva assunto il nome di Thunderstrike) e Beta Ray Bill quando Demonstaff rapì Salla e impose a Dargo di viaggiare nel tempo per andare a salvare sua moglie Ellene. La donna in realtà non aveva bisogno di alcun aiuto, essendosi alleata a Kagul, signore del regno in cui si trovava. Insieme, Dargo, Eric e Beta Ray riuscirono a evocare il vero Thor e a sconfiggere Demonstaff. Dargo e Salla ritornarono quindi nel loro tempo. Si pensa che Salla sia stata in seguito uccisa da Loki e che Dargo, in cerca di vendetta, si sia unito a una nuova incarnazione dei Vendicatori a Minneapolis. Tuttavia non è certo se si trattasse di Dargo di Terra-8710 o di un Dargo di un'altra dimensione.

Amalgam[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amalgam Comics e Personaggi Amalgam Comics.

Nell'universo Amalgam Thor viene fuso col personaggio DC Comics Orion dei Nuovi Dei dando vita a Thorion. Viene fuso anche con Superman, creando Thor-El[31].

Ultimate[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ultimate Thor.

Di Thor esiste anche la versione Ultimate creata da Mark Millar sulle pagine della serie Ultimates. In questa sua incarnazione il dio del tuono è un no global dalle tendenze hippie che crede nella cospirazione del governo per creare un Nuovo Ordine Mondiale. Ha il potere di volare, evocare tuoni ed ha esibito doti di onniscienza.

Inizialmente non era chiaro se fosse veramente il figlio di Odino esiliato sulla Terra oppure un mutante dotato di armi non di origine magica bensì tecnologica, ma in seguito le circostanze sembrerebbero averlo dimostrato inconfutabilmente.

Si scoprirà in seguito che Ultimate Thor è veramente un dio di Asgard: all'inizio si crederà che sia l'unico asgardiano rimasto a causa del Ragnarok avvenuto per colpa di Loki e dei nazisti, in seguito si scoprirà che si trattava di falsi ricordi e che era stato esiliato sulla Terra e reso mortale come la sua controparte classica, per poi essere sottoposto a una variante del programma del supersoldato in Norvegia ed equipaggiato con una cintura e un martello ipertecnologici. In seguito, recupererà i poteri di un dio e modificherà anche il suo aspetto divenendo più simile al Thor classico (impugnerà anche un martello uguale al classico al contrario di quello originale Ultimate che era metà ascia metà maglio).

In seguito, Ultimate Thor tornerà mortale quando l'Ultimate Reed Richards e i suoi Figli del Domani distruggeranno Asgard e Thor tornerà al vecchio assetto di poteri tecnologico.

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

Le avventure di Thor in italiano sono state inizialmente pubblicate dall'Editoriale Corno nell'omonima rivista, durata 243 numeri. Dopo il fallimento dell'azienda, i diritti sono passati alla Play Press, che lo ha prima pubblicato su Silver Surfer, e quindi in una rivista a lui dedicata, per 60 numeri più alcuni speciali. Con l'avvento di Marvel Italia, Thor è stato pubblicato come comprimario di Capitan America in Capitan America & Thor, poi in Thor, in seguito rinominato Thor & i Nuovi Vendicatori, tuttora in vendita.

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Cartoni animati[modifica | modifica sorgente]

Una serie animata dedicata a Thor fu progettata nel 2010 e le bozze che furono pubblicate online mostravano che lo stile di disegno era lo stesso della serie Avengers: Earth Mightiest Heroes. In effetti, molte delle idee e delle trame proposte per gli episodi divennero parte di tale serie.[33]

Chris Hemsworth interpreta Thor nei film: Thor (2011), The Avengers (2012) e Thor: The Dark World (2013)

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Thor (film), The Avengers (film 2012), Thor: The Dark World, Avengers: Age of Ultron e Thor 3.

Prima ancora di dirigere la trilogia dei primi film su Spider-Man, Sam Raimi era interessato a fare un film su Thor nel 1990. Il suo progetto aveva ricevuto l'approvazione di Stan Lee ma non riuscì a trovare un accordo con la Fox, che all'epoca deteneva i diritti cinematografici del personaggio, poiché questi temeva che il film sarebbe stato troppo simile alla famosa serie televisiva di Hercules dello stesso Raimi.[34] Fu considerato Tyler Mane per il ruolo di Thor, lo stesso attore che interpreterà Sabretooth nel primo film degli X-Men.[35]

In una sequenza dopo i titoli di coda del film Iron Man 2 (2010) appare Mjolnir, il martello di Thor.

Al personaggio è dedicato il film Thor (2011) diretto da Kenneth Branagh e interpretato da Anthony Hopkins (Odino), Natalie Portman (Jane Foster) e Chris Hemsworth (Thor). L'attore australiano ha ripreso il ruolo di Thor nel film The Avengers. Nel 2013 invece ritornerà nel sequel che vede di nuovo come protagonista Thor intitolato Thor: The Dark World. La versione cinematografica di Thor si ispira per aspetto al redesigne di Oliver Coipel a partire dalla terza rinascita di Thor e non presenta l'elmo alato. Nella presentazione del secondo film viene detto che è il più forte degli Avengers[36][37].

Home Video[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Thor: Tales of Asgard, Ultimate Avengers, Ultimate Avengers 2, Next Avengers: eroi di domani, Planet Hulk (film), Hulk Vs. e Dottor Strange - Il mago supremo.

Il personaggio è uno dei protagonisti di Ultimate Avengers e il suo seguito Ultimate Avengers 2, due film a cartoni animati prodotti dai Marvel Studios e distribuiti direttamente in home video.

Il personaggio è comparso, in dei camei, anche nei film animati Planet Hulk e Next Avengers: eroi di domani; inoltre è protagonista di uno dei due cortometraggi contenuti in Hulk Vs..

Viene menzionato anche in Dottor Strange - Il mago supremo.

È inoltre il protagonista del film animato Thor: Tales of Asgard, basato sulla gioventù di Thor.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio comparve inoltre nel film La rivincita dell'incredibile Hulk del 1988, il primo dei tre film per la televisione girati a conclusione della serie televisiva L'incredibile Hulk. Nel film tv è interpretato da Eric Allan Kramer ma differisce molto dal fumetto, perché anziché figlio di Odino e dio del tuono, è un antico e potente guerriero vichingo che è stato condannato a vivere sulla Terra in uno stato di morte vivente finché non si sarà riscattato dalla sua vita di arroganza. Il suo martello emette comunque elettricità quando colpisce anche se su scala ridotta rispetto al fumetto. Sempre diversamente dal fumetto, in tale film Donald Blake e Thor sono due esseri separati, legati solo perché fu Blake a trovare il martello (che non viene mai chiamato Mjolnir) ed è lui ad invocare Thor.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marvel: La Grande Alleanza e Marvel: La Grande Alleanza 2.

Thor è uno dei personaggi principali di Marvel: La Grande Alleanza ed il suo clone è giocabile nel seguito Marvel: La Grande Alleanza 2. Inoltre è uno dei personaggi giocabili in Marvel Super Hero Squad e nel suo seguito Marvel Super Hero Squad: The Infinity Gauntlet.

Il personaggio è apparso anche nel videogioco Marvel vs. Capcom: Clash of Superheroes e sarà uno dei personaggi principali di Marvel vs. Capcom 3: Fate of Two World. Appare brevemente anche nel videogioco Marvel Super Heroes.

Nel 2011 è uscito il videogioco Thor - God of Thunder basato sul film e prodotto da SEGA.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Il termine volume è usato in lingua inglese, in questo contesto, per indicare le serie, pertanto Vol. 1 sta per prima serie, Vol. 2 per seconda serie e così via.
  2. ^ ImageShack - Online Photo and Video Hosting
  3. ^ ImageShack - Online Photo and Video Hosting
  4. ^ Marvel Collection: Il Mitico Thor 4 di 4, introduzione ad opera di Stan Lee
  5. ^ Thor, n. 600
  6. ^ Madri poiché la prima è quella naturale, la seconda lo adottò fin dalla sua nascita, la terza permise invece a Odino, tramite le sue mele magiche, di essere abbastanza giovane da avere un figlio.
  7. ^ a b http://i6.photobucket.com/albums/y226/jjschm20/Hercules/Thorvs.jpg
  8. ^ http://img600.imageshack.us/img600/7416/journeyintomystery09012.jpg
  9. ^ Journey into Mystery #119
  10. ^ West Coast Avangers #55
  11. ^ Avangers #301
  12. ^ http://i388.photobucket.com/albums/oo326/OneDumbG0/Thor%20Stats/ThorStrength17178.jpg
  13. ^ http://img11.imageshack.us/img11/528/msmk50.jpg
  14. ^ http://i388.photobucket.com/albums/oo326/OneDumbG0/Thor%20Stats/ThorDurability23-Projectile315.jpg
  15. ^ Thor Annual #14
  16. ^ http://s38.beta.photobucket.com/user/RageOfTheGod/media/Thor/Thorimmortality.jpg.html http://s38.beta.photobucket.com/user/RageOfTheGod/media/Thor/Thorimmortality2.jpg.html
  17. ^ ImageShack - Online Photo and Video Hosting
  18. ^ http://s118.photobucket.com/user/bigbran1/media/Thor_1981_309_15-1.jpg.html http://s118.photobucket.com/user/bigbran1/media/Thor_1981_309_16-1.jpg.html
  19. ^ http://img171.imageshack.us/img171/7060/126509217avengersprime3.png
  20. ^ http://img812.imageshack.us/img812/9735/57434981.png http://static.comicvine.com/uploads/original/11/114312/2558466-2339257_2116620_thor_vs_tutinax_2.jpg
  21. ^ http://s989.photobucket.com/user/RageOfOlympus/media/Thor/WithstandsWeightofEarth1.jpg.html http://s989.photobucket.com/user/RageOfOlympus/media/Thor/WithstandsWeightofEarth2.jpg.html
  22. ^ http://img39.imageshack.us/img39/6644/thorvsironman07.jpg
  23. ^ ThorDurability03-EnergyJIM103.jpg Photo by OneDumbG0 | Photobucket
  24. ^ ThorMjolnir190-StormsAnnual22.jpg Photo by OneDumbG0 | Photobucket
  25. ^ http://www.universomarvel.com.aq/Thor/Thor_Tormenta.jpg
  26. ^ ThorSkill09aAvengers25.jpg Photo by OneDumbG0 | Photobucket
  27. ^ http://s989.photobucket.com/user/RageOfOlympus/media/Thor/InventsAndroid1.jpg.html http://s989.photobucket.com/user/RageOfOlympus/media/Thor/InventsAndroid2.jpg.html http://s989.photobucket.com/user/RageOfOlympus/media/Thor/InventsAndroid3.jpg.html
  28. ^ http://s388.photobucket.com/user/OneDumbG0/media/Thor%20Mjolnir/ThorMjolnir155-TeleportationFF338.jpg.html http://s388.photobucket.com/user/OneDumbG0/media/Thor%20Mjolnir/ThorMjolnir27-Teleportation.jpg.html http://s388.photobucket.com/user/OneDumbG0/media/Thor%20Mjolnir/ThorMjolnir61-Teleportation070.jpg.html
  29. ^ ThorMjolnir184-EnergyAbsorptionv222.jpg Photo by OneDumbG0 | Photobucket
  30. ^ ThorMjolnir149-EnergyAbsorption.jpg Photo by OneDumbG0 | Photobucket
  31. ^ THOR-EL (from Amalgam)
  32. ^ Avengers Animated in Newsarama, 02 giugno 2010. URL consultato il 02-06-2010.
  33. ^ http://marvelanimated.wikia.com/wiki/Thor_(TV_Series)
  34. ^ Raimi well-suited for fantastic feats | Variety
  35. ^ Thor's Hammer to Drop on the Big Screen? - Mania.com
  36. ^ Thor The Dark World nuove foto di Thor, Odino e Loki | Cinefilos.it
  37. ^ Natalie Portman parla di Thor The Dark World | Cinefilos.it

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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