Fantasy

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Svipdagr trasformato in drago, illustrazione del 1911 dello svedese John Bauer. Il genere fantasy affonda le sue radici nel folclore e nel mito.

Il fantasy (termine mutuato dalla lingua inglese) è un genere letterario nato nell'ottocento, i cui elementi dominanti sono il mito, la fiaba, il soprannaturale, l'immaginazione, l'allegoria, la metafora e il simbolo. In questo filone rientrano quelle storie di letteratura fantastica dove gli elementi fantastici non vengono spiegati in maniera scientifica.

Dalla letteratura il fantasy si è presto esteso agli altri mass media, anzitutto il cinema, i giochi di ruolo, quindi i fumetti, i librogame, la televisione, la radio ed i videogiochi. Nelle arti figurative è rappresentata soprattutto dall'illustrazione fantasy legata al mercato editoriale.

Quale genere, il fantasy viene di volta in volta associato o contrapposto agli altri sottogeneri della letteratura fantastica, ossia fantascienza e horror. Vari scrittori e critici anglosassoni preferiscono usare il termine cumulativo di speculative fiction (narrativa speculativa) a causa della sempre più frequente contaminazione tra i generi.

Indice

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia del fantasy.
La morte di Artù, illustrazione di Aubrey Beardsley.

La letteratura fantasy molto spesso parla di magia, creature mitologiche e avventure. Come tale ha una lunga storia e nasce, ovviamente, dal mito: la mitologia classica, greca e romana (famosi esempi sono l'Iliade e l'Odissea di Omero); la mitologia mesopotamica come l'epopea di Gilgamesh; le saghe epiche medievali e i testi di mitologia scandinava, quali Edda di Snorri, Edda Poetica e Beowulf e le raccolte dei miti celtici come il Mabinogion. Posto altrettanto importante ebbero i cicli romanzi normanni e francesi come il ciclo bretone o arturiano (re Artù e i cavalieri della tavola rotonda), specialmente ad opera di autori quali Chretien de Troyes e Wolfram von Eschenbach. Attualmente il fantasy usa tutte le mitologie, anche quelle non europee come quella giapponese, quella azteca e quella egizia.

Al ciclo arturiano e carolingio si ispirarono le epopee letterarie del Cinquecento italiano come l' Orlando furioso (1516) di Ludovico Ariosto e Gerusalemme liberata (1559) di Torquato Tasso ma prima di esse anche la tradizione dei poemi cavallereschi tra i quali è da citare l'Orlando Innamorato (1495) di Matteo Maria Boiardo.

Il XIX secolo vede la nascita della letteratura fantasy contemporanea, che deve tutto al romanticismo europeo.

In questo stesso periodo (tra Ottocento e Novecento) nasce il fantasy per l'infanzia, che muove i primi passi dalla fiaba popolare, ma più rapportandosi pro o contro la pedagogia del tempo che per rivolta antimodernista. Tra gli esempi sgargianti di questo periodo ci sono i capolavori Il meraviglioso mago di Oz di Lyman Frank Baum o le avventure di Peter Pan di James Matthew Barrie. In Italia Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi.

Costituiranno una base imprescindibile del fantasy anche opere come Un americano alla corte di re Artù di Mark Twain, Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò di Lewis Carroll, Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde e Gormenghast di Mervyn Peake.

Nell'Inghilterra in preda alla Rivoluzione industriale e ad una fede nell'efficienza e nella modernità, nasce in risposta polemica un movimento che celebra la società medievale corporativa come risposta "a misura d'uomo" rispetto al caos modernista in cui l'uomo cade succube della macchina. Ispirato dal filosofo John Ruskin, il neogotico ha come protagonisti artisti del movimento dei Preraffaelliti, nonché uno dei maggiori scrittori ed architetti dell'Ottocento, William Morris.

Altro esponente fondamentale fu lo scrittore e drammaturgo irlandese Lord Dunsany, che incoraggiato da William Butler Yeats scrisse molte opere ad ambientazione fantasy come The Gods of Pegana (prima creazione contemporanea di mondi con mitologie e cosmogonie definite) e The King of Elfland's Daughter.

Da Lord Dunsany dei Gods of Pegana e da Edgar Allan Poe fu ispirato lo statunitense Howard Phillips Lovecraft nella creazione dei miti di Cthulhu. Queste storie costituiranno un importantissimo pilastro della letteratura fantasy e horror. Lovecraft fu il portabandiera di tutta una schiera di scrittori in equilibrio tra il commerciale e il letterario che riempirono per tutta la prima metà del novecento le riviste Pulp americane (Pulp magazine). Tra le pagine di queste riviste vede la luce il personaggio di Conan il Cimmero, protagonista dal 1932 di una serie di racconti e romanzi nati dalla mente dello scrittore statunitense Robert Ervin Howard e dei suoi continuatori. Questi racconti fonderanno il sottogenere dell'heroic fantasy.

Intanto ad Oxford un professore inizia ad inventare le lingue di popoli fantastici: J. R. R. Tolkien, con Lo Hobbit (1936) e Il Signore degli Anelli (1954-1955), porta all'apice la visione contemporanea della letteratura epica medievale, aggiungendovi la propria profonda etica cristiana cattolica di ispirazione agostiniana e antimodernista. Tolkien viene spesso considerato il padre del fantasy, ma in realtà ciò non è corretto. Tolkien è in realtà il padre esclusivamente dell'high fantasy, che è solo uno degli innumerevoli sottogeneri del fantasy. Ciò nonostante, Tolkien ha dato grande visibilità al fantasy tutto.

Il drago Smaug precipita nel lago di Esgaroth, da Lo Hobbit di J. R. R. Tolkien. Illustrazione di Zsófia Ziaja.

Sulla scorta della grande popolarità raggiunta dalle opere di Tolkien, il fantasy ha vissuto una sorta di rinascita e molti autori (tra i più popolari Marion Zimmer Bradley, Terry Brooks e Terry Pratchett) si sono dedicati a questo genere, dando origine ad un vero e proprio filone commerciale, con innumerevoli romanzi fortemente ispirati dai luoghi comuni e dai cliché dell'immaginario Tolkieniano.

Su un piano opposto anche Stephen King ha contribuito al fantasy con il ciclo de La torre nera. King è inoltre considerato uno degli antesignani del sottogenere new weird, insieme a Lewis Carroll, Howard Phillips Lovecraft e Mervyn Peake.

Un discorso a parte merita la poetica fantasy di Neil Gaiman: se il fantasy classico alla Tolkien parla in qualche modo del "crepuscolo del mito" di fronte all'avanzata della modernità, Gaiman nei suoi cicli di romanzi e fumetti, parla di un fantastico mitologico che coabita con la modernità e le sue forme. Gaiman in questo modo spinge il genere fantasy verso nuove frontiere letterarie dandogli nuova linfa.

Dalla seconda metà degli anni novanta in poi parte della letteratura fantasy ha avuto come target gli adolescenti, tra i quali hanno avuto grande successo la serie di romanzi di Harry Potter, dell'autrice britannica J. K. Rowling, le Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi ed il Ciclo dell'eredità di Christopher Paolini; per quanto riguarda la frangia più cruda e realistica del filone letterario, è di notevole importanza la saga di successo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco dell'americano George Raymond Richard Martin. Altri autori che hanno proposto un approccio maturo al genere sono Steven Erikson e Ursula K. Le Guin.

Nel frattempo, si è andata a sviluppare una notevole sperimentazione nel fantasy, volta a liberare il genere dai suoi cliché. Si sono sviluppato così sottogeneri come il new weird, il dark fantasy, il fantasy orientale, lo steamfantasy, la bizarro fiction, il mythpunk, il dieselfantasy, il clockpunk, lo urban fantasy, l'atomfantasy, lo slipstream, il cyberfantasy e il science fantasy.
Addirittura molti scrittori nel "nuovo fantasy" hanno più volte osteggiato con violenza il lavoro di Tolkien e dei tanti autori da lui ispirati, considerati colpevoli di aver fossilizzato il genere nei suoi cliché fino a ridurlo in agonia. Esponenti di spicco del "nuovo fantasy" sono China Miéville, Jeff VanderMeer, Stephen King, Michael Swanwick, Lian Hearn, Mary Gentle, Michael John Harrison, Michael Moorcock, Neil Gaiman, Clive Barker, Andrzej Sapkowski, Carlton Mellick III e Steph Swainston. È rilevante anche il caso di Ana Marìa Matute, candidata tre volte al Nobel per la letteratura.

[modifica] Sottogeneri

[modifica] Il fantasy italiano

Questo genere, tipicamente anglosassone ha avuto poca ricettività in Italia, dove, forse anche per l'enorme influenza dell'estetica di Benedetto Croce, è stato eretto un muro tra la letteratura "alta" e quella "di genere" per buona parte del Novecento. Qualche esempio di letteratura ispirata da Poe e Lovecraft c'è stato grazie al movimento della Scapigliatura; tuttavia, il gusto degli adulti italiani ha per lungo tempo rifiutato la letteratura fantastica.

Un netto cambiamento è avvenuto con il boom della fantascienza negli anni sessanta e settanta (con pubblicazioni come Urania). Attraverso questa via, molto lentamente, si è sviluppato anche il fantasy.

Tra i pochi autori che, passando per il racconto popolare, hanno creduto già anni addietro nell'importanza del linguaggio fantastico nella letteratura italiana citiamo Dino Buzzati e Italo Calvino. Fra gli autori più popolari si possono elencare Valerio Evangelisti, Mariangela Cerrino, Luca Tarenzi, Francesco Dimitri, Fabiana Redivo, Alan D. Altieri, Cecilia Randall, Luca Granzotto, Francesca Angelinelli, Andrea D'Angelo, Marco Davide, Laura Iuorio, Gianluigi Zuddas, Fabrizio Valenza e Anna Vivarelli. Nella letteratura fantastica per ragazzi si sono distinti Moony Witcher, Licia Troisi, Francesco Falconi, Virginia De Winter, Egle Rizzo, Paola Zannoner e Pierdomenico Baccalario.

Non v'è dubbio che il grande successo internazionale negli anni 2000 di un romanzo, comunque da tempo sulla breccia, come Il Signore degli Anelli e del nuovo fenomeno letterario Harry Potter abbiano risvegliato anche in Italia la passione per il Fantasy (seppur in misura inferiore rispetto ad altre nazioni), specialmente nel campo della narrativa per ragazzi.

Molto attivo è il mondo degli autori emergenti del genere, spesso caratterizzato da esperienze di scrittura collettiva che prendono spunto dalle innumerevoli Community Fantasy presenti in rete. Alcuni di essi si limitano a riprodurre gli schemi che altri autori hanno reso famosi, ma altri riescono a coinvolgere per l'originalità delle trovate narrative, per la scorrevolezza nello stile e talvolta anche per un certo spessore narrativo che ha risvolti allegorici che rimandano al vivere quotidiano e/o alla denuncia sociale rivisitata in chiave fantastica.

[modifica] I giochi di ruolo

Il fantasy è stata, negli anni 1970 l'ambientazione dei primi giochi di ruolo come il celebre Dungeons & Dragons e continua ad esserne uno dei generi principali; anche molti wargame tridimensionali come Warhammer Fantasy hanno ambientazioni di genere fantasy. Questi, a loro volta, hanno spesso dato origine a nuovi cicli narrativi (come nel caso del ciclo di romanzi ambientato in Dragonlance, scritti principalmente da Margaret Weis e Tracy Hickman, o in quelli ambientati nei Forgotten Realms da R. A. Salvatore) ed anche ai primi videogiochi testuali (detti adventure), oggi evolutisi in giochi di ruolo online (MUD e MMORPG). Dai romanzi di Andrzej Sapkowski vengono invece tratti anche i videogame The Witcher e The Witcher 2: Assassins of Kings.

Le nuove strade del fantasy, come il new weird e lo steamfantasy, si sono poi riversati anche in videogiochi come Fable III, la saga di Final Fantasy, American McGee's Alice e Alice: Madness Returns.

I giochi di ruolo, assieme ai romanzi, hanno contribuito ad alimentare la popolarità del genere. Giungiamo quindi ai film fantasy (come le versioni cinematografiche dei libri di Tolkien, La Compagnia dell'Anello e successivi), che in Italia rientrano nel più vasto genere cinematografico del cinema fantastico.

[modifica] Voci correlate

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