Magneto

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(EN)
« Stupid humans, sending an army of metal against me, the lord of magnetism! »
(IT)
« Stupidi umani, mandare un esercito di metallo contro di me, il signore del magnetismo! »
(Magneto)
Magneto
Magneto, disegnato da Clay Mann
Magneto, disegnato da Clay Mann
Universo Universo Marvel
Lingua orig. Inglese
Alter ego
  • Max Eisenhardt
  • Erik Magnus Lehnsherr
Soprannome
  • Signore del magnetismo
  • Erik il Rosso
  • Re Bianco
  • Re Grigio
  • Prigioniero n. 214782
Autori
Editore Marvel Comics
1ª app. settembre 1963
1ª app. in X-Men n. 1 – I serie
Editore it. Editoriale Corno
app. it. 24 aprile 1973
app. it. in Capitan America n. 1 – I serie
Sesso Maschio
Abilità
  • Forza, velocità ed agilità sovrumane
  • Controllo dei campi magnetici
  • Creazione di campi di forza magnetici immuni a forze solari, plasmatiche e concrete
  • Controllo sui metalli
  • Controllo sul geomagnetismo e sul ferro sanguigno
  • Creazione di scariche elettriche e raggi di plasma
  • Controllo sulla gravità, sul calore, sulla luce, sui raggi ultravioletti e sulle radiazioni gamma
  • Capacità di volare
Parenti
  • Magda (moglie, presunta deceduta)
  • Anya (figlia, deceduta)
  • Pietro Maximoff, Quicksilver (figlio)
  • Wanda Maximoff, Scarlet (figlia)
  • Lorna Dane, Polaris (figlia)
  • Luna Maximoff (nipote)
  • Billy Kaplan-Maximoff, Wiccan (nipote)
  • Tommy Shepherd-Maximoff, Speed (nipote)

Magneto, il cui vero nome è Max Eisenhardt anche conosciuto come Erik Magnus Lehnsherr, è un personaggio del fumetti creato da Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni), pubblicato dalla Marvel Comics. Apparso per la prima volta sulle pagine di X-Men n. 1 (settembre 1963) e noto anche come Signore del magnetismo (The Master of Magnetism), è un mutante in grado di generare e controllare campi magnetici e attraverso di essi controllare e manipolare i metalli, soprattutto ferrosi. Tra i più potenti ed influenti mutanti della Terra, nella sua storia editoriale ha ricoperto diversi ruoli: inizialmente un supercriminale che è stato la principale nemesi degli X-Men, successivamente è diventato un loro membro ed un supereroe; ultimamente ricopre la figura di antieroe assieme a Ciclope (l'ex leader degli X-Men, diventato nel frattempo un ricercato dalle autorità).

Storia editoriale[modifica | modifica sorgente]

Apparso per la prima volta su X-Men n. 1 (settembre 1963), Magneto fece la sua comparsa come primo e principale avversario del team di giovani mutanti che davano il titolo alla testata. Benché sia stato quasi sempre presente all'interno dei vari titoli dedicati ai mutanti, la prima miserie a lui dedicata intitolata Magneto (novembre 1996 - febbraio 1997), scritta da Peter Milligan e Jorge Gonzalez e disegnata da Kelley Jones, raccontava del periodo in cui si credeva che fosse stato ringiovanito e soffrisse di amnesia, facendosi chiamare Joseph; fu poi rivelato che questi era un clone. Nel periodo in cui ottenne la sovranità dell'isola di Genosha vennero pubblicate altre due miniserie dal titolo Magneto Rex (scritta da Joe Pruett e disegnata da Brandon Peterson) e Magneto: Dark Seduction (scritta da Fabian Nicieza e disegnata da Roger Cruz). L'ultima, in ordino cronologico, è stata X-Men: Magneto Testament, scritta da Greg Pak e disegnata da Carmine Di Giandomenico, con la quale si mettevano finalmente in chiaro le origini ebree e l'esperienza dell'olocausto del Signore del magnetismo e veniva rivelato il suo vero nome.

Biografia del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Max Eisenhardt nacque in Germania verso la fine del 1920. Sopravvissuto alla Notte dei cristalli, all'ascesa al potere dei Nazisti e all'emanazione delle leggi di Norimberga nel 1939 la famiglia fuggì in Polonia dove venne catturata durante l'invasione tedesca e confinata nel ghetto di Varsavia, dal quale riuscì infine a scappare. Rintracciata la famiglia, i nazisti uccisero il padre, la madre e la sorella, ma Max riuscì a salvarsi, forse grazie al primo manifestarsi dei suoi poteri, ed a fuggire per poi, successivamente, essere catturato ed inviato ad Auschwitz, dove divenne un Sonderkommando e si riunì al suo amore adolescenziale, la rom Magda, con la quale fuggì durante la rivolta del 7 ottobre 1944. I due si spostarono quindi nella città ucraina di Vinnytsia dove Max assunse l'identità di "Magnus" ed ebbe una figlia assieme alla moglie. Tempo dopo i poteri di Magnus si manifestarono pienamente quando un gruppo di mafiosi ucraini bruciò la sua casa con dentro la figlia Anya. Terrorizzata dalla rabbia del marito e dagli omicidi degli ucraini da lui commessi, Magda si rifugiò in Transia dove diede alla luce i mutanti gemelli Quicksilver e Scarlet prima di morire. Ricercato dalle autorità, Magnus comprò e assunse l'identità di Erik Lehnsherr. Trasferitosi in Israele, conobbe e strinse amicizia con Charles Xavier a cui non rivelò l'esistenza dei propri poteri (Xavier fece altrettanto) fino a quando non si scontrarono con il Barone Strucker e l'HYDRA. Al termine, Erik si rese conto che le visioni sue e di Xavier concernenti il genere mutante e la coesistenza con gli umani erano inconciliabili e decise di andarsene.

Ascesa[modifica | modifica sorgente]

Determinato ad impedire che odio e violenza da lui vissuti nei campi di concentramento potessero ripetersi nei confronti dei mutanti (Homo superior), e convinto che essi avrebbero infine ereditato il controllo del pianeta diventandone la razza dominante, Magneto non esitò a ricorrere alla forza pur di proteggere i suoi simili. La sua prima azione criminale avvenne quando attaccò la base americana di Cape Citadel, rubando alcuni missili e pianificando di utilizzarli contro gli umani, prima di venire sconfitto dagli X-Men di Charles Xavier. In seguito Magneto, creato l'Asteroide M, base orbitante in cui accogliere i mutanti per allontanarli dagli umani, fondò la Confraternita dei mutanti, la cui prima incarnazione consisteva in Mastermind, Toad, ed i suoi due figli gemelli (fatto di cui allora non era a conoscenza) Quicksilver e Scarlet. Dopo innumerevoli sconfitte da parte degli X-Men, venne catturato dall'entità aliena Straniero che lo portò sul proprio mondo d'origine facendo sciogliere la Confraternita. Poi fuggì dall'asteroide e ritornò sulla Terra, dove rimise insieme la Confraternita prima di venire sconfitto dai Vendicatori aiutati da un ribelle Toad.

Creati i primi mutati all'interno dei confini della Terra selvaggia, si scontrò con Ka-Zar e gli X-Men; in seguito, dopo aver attaccato New York City assieme a Namor, combatté contro gli Inumani e di nuovo con i Vendicatori, prima di riorganizzare una nuova Confraternita sconfitta dal Professor X e i Difensori. Tempo dopo, utilizzando un'avanzata quanto antica tecnologia recuperata vicino al nucleo della Terra diede vita ad un umanoide artificiale chiamato Alpha. Ribellatosi contro il proprio creatore, Alpha utilizzò i propri poteri per farlo regredire fisicamente all'infanzia; deciso a proteggere l'amico, Xavier lo affidò alle cure di Moira MacTaggert sull'isola Muir. Ritornato adulto, Magneto decide di fermare il proprio processo di crescita anni prima della sua precedente età così da guadagnare una seconda giovinezza. Rimessa insieme la Confraternita affrontò Capitan America e si oppose alla conquista del mondo da parte di Destino.

Redenzione[modifica | modifica sorgente]

Venuto a conoscenza che Scarlet e Quicksilver erano i figli di cui Magda era in attesa quando lo abbandonò, Magneto cercò di riconciliarsi con loro nel periodo in cui sposarono rispettivamente Visione e Crystal solo per vedersi rifiutato a causa delle azioni compiute in passato che spinsero la loro madre ad abbandonarli. Tempo dopo, assieme a Xavier, alcuni X-Men e Vendicatori e numerosi supercriminali venne rapito dall'entità aliena Arcano e portati sul pianeta Battleworld con lo scopo di combattere fra loro in quelle che più tardi vennero definite Guerre Segrete. Durante questo periodo, fra la sorpresa di molti che lo ritenevano un criminale Magneto combatté a fianco degli eroi venendo difeso anche da Capitan America e Wasp, che sviluppò nei suoi confronti dei sentimenti temperati però dal ricordo delle sue passate azioni. Ritornato sulla Terra, l'arrivo di Warlock sul pianeta distrusse l'Asteroide M sul quale risiedeva facendolo precipitare nell'Oceano Atlantico dove fu soccorso e curato dal capitano Lee Forrester con la quale condivise una breve relazione. Combattuto nuovamente a fianco degli X-Men contro l'Arcano, decise di rimanere con loro e consegnarsi alla giustizia: organizzato un tribunale speciale con lo scopo di giudicarne i passati crimini, il processo venne interrotto dall'attacco dei Fenris, gemelli figli del Barone Wolfgang von Strucker che ferirono gravemente Xavier prima di essere da lui sconfitti. Incaricato dall'amico di gestire la scuola e gli X-Men in sua assenza, Magneto e i Nuovi Mutanti furono vittime dell'Arcano che uccise e riportò in vita gli studenti traumatizzandoli profondamente e preparando così l'entrata in scena di Emma Frost, direttrice della concorrente Massachusetts Academy e Regina Bianca del Club infernale, che con il pretesto di aiutarli li manipolò per farli scontrare con i Vendicatori. Riportato in tribunale, utilizzò uno strumento recuperato dai rottami dell'Asteroide M per far sì che il giudice lo scagionasse da tutte le accuse assolvendolo anche dai suoi passati crimini, cosa che infiammò il malcontento dell'opinione pubblica contro i mutanti in generale. Venuto a conoscenza del massacro dei Morlock nelle fogne di New York City, assieme a Tempesta decise di prendere il comando del Club infernale come Re Bianco. Incapace di prevenire la fuga di Sunspot e Warlock dalla scuola e la morte di Cypher, Magneto vide sempre più crescere la distanza con i suoi studenti accentuata dopo gli eventi di Inferno e l'apparente morte in diretta TV degli X-Men. Contemporaneamente impegnato nella scalata del Club, rivelò al Re Nero Sebastian Shaw il suo piano per preparare un esercito per il prossimo conflitto fra umani e mutanti prima di cacciarlo ed assumere il titolo di Re Grigio. Dopo che i Nuovi Mutanti decisero tagliare i ponti, Magneto si installò nella Terra Selvaggia dove assieme a Nick Fury, Ka-Zar e Rogue, con la quale intrecciò una breve relazione, cercò di restaurare la pace prima di uccidere la sacerdotessa Zaladane (sorellastra malvagia di un'altra figlia di Magneto, Lorna Dane conosciuta come Polaris) rinunciando così a seguire il sogno di Xavier.

Avalon e Genosha[modifica | modifica sorgente]

Stanco dello stato di costante conflitto con i governi umani e i vari gruppi di supereroi, Magneto costruì un secondo Asteroide M chiamato Avalon posizionandolo in orbita attorno alla Terra dove sperava di trascorrere una vita tranquilla. Visto come un punto di riferimento attorno al quale raccogliersi per portare avanti la sua dottrina, Magneto fu avvicinato da un gruppo di mutanti noti come Accoliti guidati da Fabian Cortez che lo ammaliò con i suoi poteri facendo in modo che proclamasse Avalon rifugio per tutti i mutanti puntando dei missili nucleari sovietici verso la Terra per garantire la sicurezza di quanti a bordo. Scoperto che durante il periodo in cui era stato riportato all'infanzia e preso in custodia da Moira MacTaggert aveva subito delle modificazioni genetiche, rapì la genetista con lo scopo di vendicarsi riuscendo perfino a torturarla prima che gli X-Men raggiungessero Avalon per liberarla quasi in contemporanea con l'attivazione di un satellite russo che distrusse la base orbitante. Tradito ed abbandonato da Cortez, rifiutò la proposta di Xavier di mettersi in salvo ed assieme agli Accoliti sembrò morire nell'esplosione. Si scoprì poi che sopravvisse grazie all'aiuto dell'accolita Chrome che lo protesse utilizzando i suoi poteri.

In risposta all'ennesima salita al potere di Magneto ed alla costruzione e messa in orbita di un nuovo Avalon, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite attivò i "Protocolli Magneto" consistenti in una rete di satelliti in orbita attorno alla Terra con il compito di impedirgli di utilizzare i suoi poteri; in risposta, Magneto generò un impulso elettromagnetico che non solo mise fuori uso la rete ma anche tutti i dispositivi elettronici del pianeta per qualche minuto costringendo gli X-Men ad intervenire assaltando Avalon e risultando in uno scontro nel quale Magneto strappò l'adamantio dallo scheletro di Wolverine, costringendo così Xavier a lobotomizzarlo lasciandolo in uno stato di coma. Le azioni di Xavier portarono poi alla creazione dell'onnipotente Onslaught, amalgama dei poteri del signore del magnetismo e del leader degli X-Men. Rimasto a bordo di Avalon ormai sotto il controllo del mutante Exodus, Magneto venne accudito da Colosso fino alla distruzione della base orbitante ad opera di Olocausto fuggito dall'era di Apocalisse. Messo a bordo di una capsula di salvataggio diretta verso la Terra venne però intercettato dall'antica nemica Astra la quale lo clonò riportandolo in uno stato cosciente, fallendo nel tentativo di ucciderlo. Sconfitto il clone, che sopravvisse però senza memoria diventando per tutti Magneto ed entrando a far parte degli X-Men, il vero Magneto assunse l'identità di Erik il Rosso rivelando la parte avuta da Gambit nel massacro dei Morlock facendolo così espellere dal gruppo e uccidendo l'uomo che creò l'identità di "Erik Lehnsherr" impedendo a Sabra e Garielle Haller di scoprire quella vera. A seguito, Magneto costruì una macchina per amplificare i suoi poteri minacciando il mondo di invertire i poli se non gli fosse stata concessa una nazione in cui la sua specie avrebbe potuto vivere in pace. Benché l'intervento degli X-Men e il sacrificio del clone Joseph per ripristinare il campo magnetico abbia portato alla sua ennesima sconfitta, l'O.N.U. dietro proposta di Alda Huxley concesse a Magneto di governare l'isola di Genosha senza però riconoscerla ufficialmente. Governando l'isola con l'aiuto degli Accoliti, fece iniziare una guerra civile con gli umani che in passato avevano brutalizzato la sua specie fino a quando sconfitte le opposizioni cominciò a radunare un esercito di mutanti con il quale sottomettere l'umanità. Catturato Xavier per utilizzarlo come simbolo del fallito ideale di coesistenza pacifica, Magneto fu in ultimo nuovamente sconfitto dagli X-Men e ferito gravemente da Wolverine.

Xorn[modifica | modifica sorgente]

Costretto su una sedia a rotelle ed in via di guarigione per le ferite riportate, Magneto e i 16 milioni di abitanti di Genosha vennero sterminati dalle Megasentinelle inviate da Cassandra Nova, perduta gemella di Xavier. Occupato a registrare in una scatola nera gli ultimi momenti di vita dei genoshani per farli così vivere per sempre nell'etere, Magneto viene confermato tra le numerose vittime della tragedia da Polaris che proprio in quel periodo aveva avuto la conferma di essere sua figlia biologica.

A questo punto la biografia è soggetta a controversie: secondo lo scrittore Grant Morrison, all'epoca autore della testata X-Men (seconda serie), Magneto sopravvisse alla distruzione dell'isola e si diresse in Cina dove creò l'identità del mutante Xorn (guaritore con al posto della testa una stella ed obbligato quindi ad indossare un elmetto speciale per contenerla; si è poi scoperto che l'elmetto bloccava l'uso della telepatia). Imprigionato dalle forze governative, venne poi venduto agli U-Mani e soccorso dagli X-Men che gli offrirono un posto da insegnante allo Xavier Institute dove li aiutò a sconfiggere un'infezione da Nanosentinelle e riparare il danno alla spina dorsale di Xavier permettendogli di camminare di nuovo. Impegnato ad istruire una classe di mutanti "speciali" e mostrare il proprio supporto per il sogno della coesistenza pacifica, mentre la morte di Magneto l'aveva consacrato a martire per la causa mutante, il coincidere della rivolta dell'open day nella quale Sophie perse la vita, l'omicidio di Emma Frost, il malcontento dei suoi studenti, l'alleanza con la Naiade Esme e Toad e l'assunzione della droga "Kick" (forma virale con la quale Sublime infettava e controllava i suoi ospiti) funsero da catalizzatore alla rivelazione del sua messa in scena. Durante gli eventi di Pianeta X, distrusse quindi l'istituto, catturò Xavier, conquistò Manhattan uccidendo centinaia di umani e venendo infine decapitato da Wolverine non prima però di aver convogliato tutta la sua energia in Jean Grey causandone la morte.

Non volendo dipingere il personaggio di Magneto come un genocida la Marvel decise di ricorrere all'espediente del retconning per spiegare le azioni di quest'ultimo: nella serie Excalibur Magneto incontrò Xavier fra le rovine di Genosha raccontandogli di come fosse sopravvissuto alla distruzione e di come fosse poi rimasto nascosto sull'isola, proclamando che quel "Magneto" altri non era che un impostore. Questa tesi è poi stata rafforzata prima dall'apparizione di un secondo Xorn, gemello del primo, che affermava la colpevolezza del fratello per le azioni compiute e poi da un incontro ravvicinato tra Xorn, in forma di pura energia, e lo stesso Magneto.

House of M[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi House of M.

Tormentata da visioni riguardanti due bambini, Scarlet cadde preda di un terribile crollo mentale quando ricordò la scomparsa dei suoi figli ed inavvertitamente cominciò a modificare la realtà portano alla dissoluzione dei Vendicatori. Posta in uno stato di coma dal Dr. Strange, venne presa in custodia da Magneto (che rivelò così a tutti di essere vivo) e portata a Genosha cosicché Xavier potesse aiutarla anche se con il trascorrere dei mesi lo stato di salute psichico della donna non accennava a migliorare. Riuniti X-Men e Vendicatori, Xavier chiese consiglio su come gestire la situazione e si mostrò sorpreso quando alcuni di essi proposero di ucciderla per impedire che i suoi poteri distruggano la realtà alimentati dalla sua follia. Deciso a salvare la sorella, dopo aver spiato la conversazione, Quicksilver pregò il padre di intervenire prima di chiedere alla sorella di modificare la realtà dando vita ad House of M: in questa, tutti i desideri più intimi dei supereroi di Terra-616 furono avverati ed i mutanti divennero la specie dominante guidati dalla Casata di M, ovvero Magneto e i suoi figli. A lungo andare, grazie Wolverine (unico a ricordare il mondo come era prima a causa del suo desiderio di ricordare tutto il proprio passato) le memorie degli eroi vennero ristorate dalla giovane Layla Miller, che prese anche parte alla spedizione diretta a Genosha per liberare Xavier e riportare tutto come era prima. Durante la battaglia Layla riuscì a ristorare la memoria di Magneto che immediatamente si confrontò col figlio accusandolo di aver fatto tutto questo usando il suo nome e i poteri della sorella; in preda all'ira nei confronti del padre, Quicksilver affermò che lui avrebbe lasciato morire Scarlet. Furioso, Magneto uccise il figlio che venne però riportato in vita da Scarlet che accusò il genitore di aver sempre messo davanti a loro la sua guerra contro gli umani. Decidendo che non ci sarebbero stati più mutanti, prima di ripristinare la realtà pronuncia un incantesimo che estirpa il gene-X dal 98% dei loro simili. Ritornati a Genosha, gli X-Men scoprirono che Magneto non possedeva più i suoi poteri e Wolverine decise di risparmiarlo punendolo con una vita da "sapien".

Il Collettivo[modifica | modifica sorgente]

Attaccato dall'energia mutante residua derivata dall'incantesimo di Scarlet che prese possesso del mutante Michael Pointer, Magneto venne soccorso in battaglia da Iron Man, Ms. Marvel, Sentry e Daisy Johnson. Scoperto che l'energia era sotto il controllo di Xorn, che in qualche modo riuscì a sopravvivere alla distruzione del suo corpo fisico, Sentry la estirpò dai corpi di Michael e Magneto spedendola sul sole. Arrestato dallo S.H.I.E.L.D., l'elicottero su cui Magneto venne fatto salire non fece in tempo a decollare che esplose colpito da un razzo.

Divisi resistiamo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Messiah Complex e Divisi resistiamo.

Ritornato in scena al termine di Messiah Complex senza poteri, dietro richiesta di Exodus partecipò alla riparazione della mente di Xavier colpita da un proiettile sparatogli contro da Alfiere. Attaccato da Frenzy, riuscì a metterla fuori gioco grazie all'utilizzo di un laser chirurgico diretto in uno dei suoi occhi con il quale le recise alcune connessioni nervose. Infuriato per la menomazione di uno dei suoi sottoposti Exodus cominciò a soffocarlo con la sua telecinesi prima di essere interrotto da Xavier che lo impegnò in un combattimento sul piano astrale.

Apparso a San Francisco durante i festeggiamenti per il trasferimento degli X-Men nella metropoli californiana, Magneto con indosso il suo vecchio costume fece mostra dei suoi poteri attivando un gruppo di Sentinelle da esposizione con lo scopo di distrarre gli X-Men mentre l'Alto Evoluzionario lobotomizzava il Celestiale del Golden Gate Park. Scopertosi che in realtà Magneto utilizzava un avanzato esoscheletro per mimare quelli che erano i suoi poteri, gli X-Men arrivarono troppo tardi per fermare l'Evoluzionario che riuscì a fuggire. Tempo dopo, in orbita attorno alla Terra i due sperimentano il potere del Celestiale creando una macchina che permise a Magneto di riacquistare definitivamente i suoi poteri benché non sia chiaro se il suo gene-X sia stato riattivato nel processo.

Nazione X[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nazione X , Necrosha e Secondo avvento (fumetto).

Conscio che il suo tempo e quello di Xavier sono ormai passati, Magneto decise di far visita ad Utopia chiedendo a Ciclope di ammetterlo fra gli X-Men e comunicandogli tutta la sua stima per essere riuscito a compiere quello che lui non ha potuto, ovvero riunire tutto il genere mutante sotto un'unica bandiera. Attaccati improvvisamente da un gruppo di Predatori X, Magneto ne sconfisse uno prima di cadere preda della spossatezza per l'uso prolungato dei suoi poteri. Ricoverato presso l'infermeria, accettò la proposta dell'X-Club di fungere da dinamo per i motori dell'isola in modo da non farla affondare, convincendo poi Namor a costruire sotto di essa un pilastro che potesse sostenerla ed attorno al quale gli atlantidei potessero ricostruire la loro civiltà. Venuto a conoscenza delle sue azioni, Ciclope gli rinfacciò di non aver seguito la catena di comando e che non avrebbe mai avuto la sua fiducia; amareggiato, Magneto si recò sul monte Tamalpais dove cominciò a meditare per riportare sulla Terra il missile all'interno del quale Kitty Pryde era intrappolata vagando per l'universo. Riuscito nella sua faticosa impresa fra lo stupore generale degli X-Men, cadde in uno stato di coma.

Durante la lunga notte di Necrosha, Magneto assieme a Rogue e ad un manipolo di X-Men vennero inviati sull'isola Muir dove furono attaccati da un risorto Proteus fra le rovine del laboratorio di Moira MacTaggert. Dopo una spossante battaglia, Magneto riuscì a frammentare l'energia vitale del nemico dichiarando però di non averlo distrutto definitivamente. Al ritorno su Utopia, mostrò ancora di provare dei sentimenti per Rogue e i due si scambiarono un bacio (frutto del feedback dell'attrazione che Rogue provava nei suoi confronti) durante il periodo in cui la ragazza fungeva da contenitore per i poteri telepatici delle Naiadi.

Risvegliatosi dal coma all'arrivo della messia Hope Summers su Utopia, Magneto non assistette al funerale di Nightcrawler perché ricoverato in infermeria. Ripresosi abbastanza, partecipò allo scontro con i Nimrod provenienti dal futuro impegnati a distruggere l'isola riuscendo così a difendere gli altri degenti.

Avengers vs X-Men[modifica | modifica sorgente]

Con il ritorno dell'entità Fenice sulla Terra per possedere Hope Summers, Magneto fu tra gli X-Men che impegnarono subito i Vendicatori, scontrandosi con Iron Man; quando i Vendicatori usarono un congegno per distruggere Fenice, che però fallì dividendo la sua energia tra 5 mutanti (Ciclope, Emma Frost, Namor, Colosso e Magik), Magneto fu inizialmente contento della creazione di Utopia, ma vide molto presto che Ciclope stava seguendo la sua stessa strada; sollecitato dalla richiesta di Xavier (e convinto definitivamente dalla sua morte per mano di Ciclope), passò con gli altri X-Men dalla parte dei Vendicatori contro i Cinque Fenice. Sconfitto Ciclope, Magneto trovò il modo di comunicare con lui tramite una manciata di minerale ferroso che Ciclope nascondeva in un calzino; insieme a Psylocke ed altri, Magneto lo fece evadere e essi crearono una nuova formazione di X-Men, in un mondo in cui i mutanti stavano riaffacciandosi a causa del potere di Fenice: un mondo in cui i mutanti erano temuti ed odiati, come agli inizi.

Poteri e abilità[modifica | modifica sorgente]

Mutante di classe quattro, è tra i più potenti della Terra. Il suo potere principale consiste nel poter manipolare i campi elettromagnetici, e dunque primariamente i metalli. Il massimo quantitativo di materia che può manipolare contemporaneamente è sconosciuto. Più volte è stato in grado di spostare degli enormi asteroidi, e ha fatto levitare senza sforzo un sottomarino nucleare di 30 000 tonnellate. Le sue abilità si estendono fino al livello atomico, cosa che gli permette di manipolare le strutture chimiche e di riorganizzare la materia, anche se questo è spesso un compito per lui faticoso. Magneto può manipolare un gran numero di singoli oggetti contemporaneamente e con i suoi poteri è stato in grado di assemblare macchinari complessi. In misura minore può influenzare anche oggetti non metallici e non magnetici, e può far levitare se stesso e gli altri (sempre tramite il controllo dei campi elettromagnetici). Può inoltre generare degli impulsi elettromagnetici di grande forza e generare e manipolare l'energia elettromagnetica fino al livello dei fotoni. Può diventare invisibile curvando la luce intorno al suo corpo.[1] Un altro modo in cui Magneto usa spesso il suo potere è la proiezione di campi di forza che possono bloccare selettivamente materia ed energia. Questi campi sono abbastanza forti da resistere alla detonazione di molteplici armi termonucleari, per cui Magneto è invulnerabile a molti danni quando circondato dal suo scudo e grazie a esso può sopravvivere temporaneamente nello spazio profondo. Egli può anche incanalare i suoi poteri attraverso il proprio corpo per aumentare la sua resistenza e durata ben oltre i limiti umani e ha un tempo di reazione di base quindici volte più breve di quello degli esseri umani normali. In un'occasione egli ha alterato il comportamento dei campi gravitazionali attorno a lui, cosa che viene attribuita all'esistenza di un campo unificato che egli può manipolare. Ha dimostrato la capacità di produrre wormhole e di teletrasportare in sicurezza se stesso ed altri attraverso il wormhole.[2]

Magneto è stato spesso descritto come in grado di resistere ai più forti o più inaspettati attacchi telepatici. Sono state proposte varie spiegazioni per la sua insolitamente forte resistenza alla telepatia, tra cui: (a) gli viene conferita tramite la tecnologia cablata nel suo casco (spiegazione fornita anche nella serie di film sugli X-Men), (b) qualche aspetto fisico dei suoi poteri elettromagnetici possono interferire con la telepatia (una volta ha usato il campo magnetico della Terra per smorzare i poteri di tutti i telepati alla sua portata), (c) ha dei poteri telepatici latenti o (d) resiste grazie alla sua pura forza di volontà (cfr. X-Men Vol. 2 #2). Il tema dei poteri telepatici latenti è stato esplorato in una serie di storie, tra cui quella delle Guerre segrete. In alcune delle sue prime apparizioni, Magneto è stato descritto come capace di impegnarsi nella proiezione astrale (similmente a quanto possono fare i mutanti telepati). Ha anche, in rare occasioni, dimostrato la capacità di leggere i sogni di altri, di inviare comandi telepatici, e di sondare le menti altrui.[3] Ha dimostrato la capacità di proteggere la sua mente tramite intensa meditazione, così completamente che persino Emma Frost non è stata in grado di leggere i suoi pensieri, pur essendo direttamente di fronte a lui e tentando attivamente di farlo.[4]

In aggiunta ai suoi poteri, Magneto ha molte altre abilità. È dotato di grande intelletto, con competenze in vari campi della scienza avanzata, soprattutto nella manipolazione genetica, fisica delle particelle, ingegneria, e in altri campi della tecnologia. Ha progettato armi avanzate, stazioni spaziali, forme di vita umanoidi dotate di superpoteri, dispositivi che generano vulcani e terremoti, dispositivi che bloccano la telepatia, e dispositivi in ​​grado di vanificare tutti i poteri mutanti tranne che il proprio. Ha ricostruito dei dispositivi computerizzati basandosi unicamente sulla sua memoria. Parla correntemente molte lingue umane e una volta ha da solo decifrato la lingua sconosciuta di una civiltà perduta.[5] Possiede una straordinaria abilità nel "leggere" le microespressioni sui volti altrui rilevando cosa stanno pensando e provando.[6] È anche un maestro stratega e tattico con una vasta esperienza di combattimento, e spesso ha avuto successo in combattimento da singolo contro interi gruppi di avversari sovrumani. Benché sia - quindi - abile nel combattimento corpo-a-corpo, preferisce comunque fare uso dei suoi poteri.

Altre versioni[modifica | modifica sorgente]

Ultimate[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ultimate Magneto e Ultimatum (Marvel Comics).

La versione Ultimate di Magneto ha aspetto e poteri simili alla sua controparte classica ed è anch'esso a capo della Confraternita dei mutanti, tuttavia ha un retroscena narrativo diverso e contraddittorio: è subito consapevole del suo legame di parentela con Quicksilver e Scarlet, la moglie deceduta si chiama Isabel (e non Magda), ha collaborato con Xavier alla creazione della Terra selvaggia, dichiara di aver perduto la famiglia durante l'Olocausto. Inoltre, è lui il responsabile della paralisi di Xavier. Anche il carattere del personaggio differisce sostanzialmente, poiché è assai più tenebroso e cinico non facendosi scrupoli ad usare metodi terroristici per raggiungere il suo scopo. Il suo odio per gli umani è così profondo da pianificare più volte il loro genocidio vedendo in loro nient'altro se non insetti.

Durante il crossover Ultimatum, la morte dei figli lo spinge a dare vita ai suoi piani ed utilizzando il martello di Thor assieme ai suoi poteri causa catastrofi su scala mondiale come l'inondazione di New York City, il blizzard del regno di Destino e della maggior parte dell'Europa, terremoti ed eruzioni vulcaniche; grazie all'aiuto di Lorelei e il condizionamento di Madrox utilizza i doppi prodotti per fare esplodere le sedi del potere. Gli Ultimates e gli X-Men sopravvissuti si imbarcano in un viaggio per porre fine alla sua minaccia e raggiunta la sua fortezza volante danno il via ad un combattimento che costa la vita a Wolverine. Grazie all'arrivo di Nick Fury ed a Jean Grey Magneto scopre la vera origine dei mutanti, ovvero la loro creazione accidentale per mano del governo e non la naturale evoluzione dell'uomo, e viene decapitato dai raggi ottici di Ciclope.

Era di Apocalisse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi L'era di Apocalisse.

Dopo l'accidentale morte di Charles Xavier per mano del suo stesso figlio, che viaggiò indietro nel tempo con lo scopo di uccidere Magneto, il signore del magnetismo fondò gli X-Men con lo scopo di opporsi al sempre crescente potere di Apocalisse riuscito infine ad impadronirsi nel Nord America. Sposato con Rogue e padre del piccolo Charles, Magneto venne catturato da Apocalisse in persona e soccorso dagli X-Men durante la battaglia finale nella quale utilizzando il Cristallo M'Kraan Alfiere riuscì a tornare indietro nel tempo per impedire l'omicidio di Xavier. Con le sue ultime forze Magneto squarcia a metà Apocalisse e stringendo a sé la moglie e il figlio assiste alla caduta di milioni di bombe nucleari sul Nord America. Nello stupore generale, una misteriosa forza impedisce l'esplosione delle testate e l'opinione pubblica presume sia opera del leader degli X-Men che con riluttanza decide di non svelare la verità. Diventato capo dell'ufficio per gli Affari Mutanti, riceve la visita di Sinistro che lo informa del ruolo svolto da Jean Grey nel fermare le testate e gli propone di mantenere segreto il fatto che la giovane sia ancora in vita a patto che non cerchino di liberarla. In seguito a numerosi attacchi da parte di X-Men presunti deceduti durante la battaglia finale con Apocalisse, Magneto è costretto a rivelare la verità alla sua squadra e permettere che questi si scontrino con i Sinistri Sei guidati da Sinistro in persona. Usciti vittoriosi dallo scontro gli X-Men vengono affidati alla guida di Jean Grey mentre Magneto si consegna alle autorità governative.

Marvel Zombi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marvel Zombi.

In questa realtà dove quasi tutti gli eroi sono stati infettati da un virus alieno che li rende simili a zombi, Magneto è uno dei pochi superesseri ad essere scampato al contagio. Rifugiatosi con un piccolo gruppo di umani nei tunnel della metropolitana di NYC, incontra Mr. Fantastic e lo salva dall'attacco degli zombi. Insieme i due riescono a portare i superstiti al portale dimensionale che conduce all'Universo Ultimate e mentre gli altri lo attraversano lui rimane indietro poiché consapevole di essere l'unico in grado di distruggerlo impedendo agli zombi di infettare un'altra dimensione. Svolto il suo compito, viene contattato dagli Accoliti che si offrono di inviare uno shuttle a prelevarlo ma per paura di estendere il contagio anche all'Asteroide M (in orbita attorno alla Terra ed unico luogo sicuro) rifiuta affermando che troverà un modo per arrivarvi. Tuttavia, viene preso alla sprovvista da un gruppo di zombi e riesce a decapitare Occhio di Falco e staccare la parte superiore del cranio di Colonnello America prima di essere morso da Wasp e fatto a pezzi da Thor e Hulk.

Amalgam[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amalgam Comics e Personaggi Amalgam Comics.

Il Magneto dell'universo Amalgam è un eroe che per combattere il malvagio fratello Will Magnus ha creato i Magnetic Men (i Metal Men della DC fusi alla Confraternita dei mutanti malvagi della Marvel) robot completamente composti da metallo che hanno le caratteristiche e i poteri dei mutanti uccisi dal fratello Will.

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Cartoni animati[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio appare nelle seguenti serie animate:

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film sugli X-Men.
Magneto interpretato da Ian McKellen

Ian McKellen ha interpretato il personaggio nei film X-Men, X-Men 2, X-Men - Conflitto finale, Wolverine - L'immortale e X-Men: Giorni di un futuro passato.

Michael Fassbender interpreta un giovane Magneto in X-Men - L'inizio; nello stesso film appare anche Bill Milner che interpreta il personaggio da bambino. Anche questa versione comparirà nuovamente in X-Men: Giorni di un futuro passato.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio è apparso nei seguenti videogiochi:

  • The Uncanny X-Men
  • X-Men: Madness in Murderworld
  • X-Men
  • X-Men II: Clone Wars
  • X-Men: Children of the Atom
  • Marvel Super Heroes
  • Marvel vs. Street Fighter
  • X-Men: The Ravages of Apocalypse
  • Marvel: Clash of Super Heroes
  • Marvel vs. Capcom 2: New Age of Heroes
  • X2: Wolverine's Revenge
  • X-Men Legends
  • X-Men Legends II: Rise of Apocalypse
  • Marvel Nemesis: l'ascesa degli Imperfetti
  • Marvel: La Grande Alleanza
  • Marvel: La Grande Alleanza 2
  • Marvel Super Hero Squad
  • Marvel Super Hero Squad: The Infinity Gauntlet
  • Marvel vs. Capcom 3: Fate Of Two Worlds

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Magneto, assieme a Titanium Man e Dinamo Cremisi, viene citato nella canzone di Paul McCartney intitolata Magneto and Titanium Man, comparsa nel 1975 sul disco Venus and Mars accreditato ai Wings.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vision and the Scarlet Witch #4 (February 1983)
  2. ^ Excalibur v.3, #8 (February 2005)
  3. ^ The X-Men, v.1, #5-7 (May–September 1964), New Mutants Vol. 1 #38 (1986), X-Men vs. Avengers miniseries (1987), Marvel Fanfare #33 (1987)
  4. ^ Uncanny X-Men #521
  5. ^ Defenders #15 (September 1974)
  6. ^ Avengers Academy #6 (January 2011)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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