Ian McKellen

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Sir Ian Murray McKellen (Burnley, 25 maggio 1939) è un attore britannico, che vanta al suo attivo più di 50 film. Grande interprete shakespeariano, tra i maggiori viventi, è noto al grande pubblico soprattutto per il ruolo di Gandalf nelle trilogie cinematografiche de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit dirette da Peter Jackson.

È inoltre conosciuto per aver rappresentato al cinema il personaggio della Marvel Comics Magneto, nella saga dedicata agli X-Men nei film X-Men (2000), X-Men 2 (2003), X-Men - Giorni di un futuro passato (2014) diretti da Bryan Singer, X-Men - Conflitto finale (2006) diretto da Brett Ratner e Wolverine - L'immortale (2013) diretto da James Mangold.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ian McKellen nasce in Inghilterra settentrionale, a Burnley, secondogenito di Denis McKellen, ingegnere civile e Margery Lois Sutcliffe. Nel settembre del 1939 la famiglia Mckellen si trasferì nella città di Wigan, permettendo a Ian di assistere per la prima volta a rappresentazioni di Shakespeare, e poi nel 1951 a seguito della promozione del padre si trasferirono nella città di Bolton.

Fu nella scuola a Bolton che iniziò a recitare, coltivando così la sua passione di tutta una vita,[1] per poi decidere di proseguire gli studi.

All'età di diciotto anni vinse una borsa di studio presso la prestigiosa Università di Cambridge, dove frequentò il St. Catharine's College, laureandosi in letteratura inglese.

Il suo debutto teatrale avvenne nel 1961 al Belgrade Theatre di Coventry. I suoi studi teatrali proseguirono per alcuni anni, in piccole compagnie teatrali, fino al 1964, quando venne chiamato da Laurence Olivier alla National Theatre Company dell'Old Vic.

Ottenne un enorme successo al festival di Edimburgo nel 1969, venendo poi considerato come il miglior attore classico della sua generazione. Nel 1972 fu uno dei fondatori dell'Actors' Company.

A cavallo tra il 1974 ed il 1978, lavorando con la Royal Shakespeare Company di Londra, interpretò la maggior parte dei ruoli shakespeariani. Da allora iniziò a dedicarsi a fondo al teatro, saltuariamente collaborando con la tv, sino a che nel 1985 non partecipò al suo primo film di successo, per poi avere un continuo rapporto con il cinema, benché lontano dall'essere frequente, senza tuttavia lasciare il teatro, nel quale lavora tuttora.

Dal grande pubblico è ricordato soprattutto per il ruolo di Gandalf, seguito da tutti i fan de Il Signore degli Anelli, e la trasposizione cinematografica del fumetto della Marvel, X-Men, in cui interpreta il carismatico personaggio di Magneto.

Oltre ai suoi impegni di lavoro, si batté con forza per i diritti degli omosessuali, dedicandovi gran parte della sua attività sociale.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Ian McKellen nel 2013

I suoi primi passi nel mondo dello spettacolo cominciano nei campi estivi organizzati dalla scuola presso Stratford-upon-Avon, città natale di Shakespeare, dove, in occasione delle celebrazioni in onore del Bardo, ha la possibilità di assistere alle performance di grandi come Laurence Olivier, John Gielgud, Ralph David Richardson.

A tredici anni interpreta il suo primo ruolo (Malvolio ne La dodicesima notte).[2] Continua a recitare durante il periodo dell'università, tra gli anni anni cinquanta e gli anni sessanta.

Dopo aver recitato in varie compagnie regionali debutta sulla scena londinese nel 1964 nella tragicommedia Il profumo dei fiori di James Saunders. Nello stesso anno viene chiamato da Sir Laurence Olivier a far parte della National Theatre Company dell'Old Vic. Negli anni immediatamente successivi interpreta numerose parti da protagonista.

Lavora per la Prospect Theatre Company alla fine degli anni sessanta, apparendo nel Riccardo II di Shakespeare e nell'Edoardo II di Marlowe. Nel 1974 si unisce alla Royal Shakespeare Company (RSC) e al fianco di Judi Dench recita con grande successo in Macbeth, nelle Tre sorelle di Cechov e ancora in La dodicesima notte.

Nel 1980 è a New York per la produzione di Amadeus di Peter Shaffer, nel ruolo di Salieri. Dal 1984 torna al National Theatre e interpreta Coriolano nella straordinaria produzione di Peter Hall.

Negli anni novanta con la regia di Richard Eyre è Riccardo III, Kent in Re Lear, recita in Napoli milionaria (1991) di Eduardo De Filippo, in una versione di Peter Tinniswood, e nel ruolo principale dello Zio Vanja (1992) di Cechov.

Dal 2013 è in scena insieme all'amico Patrick Stewart con due opere: Aspettando Godot di Samuel Beckett e Terra di nessuno di Harold Pinter.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

L'impronta delle mani di Ian McKellen sulla placca di Demoni e dei

Al cinema arriva tardi, come molti altri attori inglesi, dopo almeno dieci anni di teatro. L'interpretazione del personaggio di James Whale, regista degli anni trenta al centro del film Demoni e dei (1999) di Bill Condon, gli vale la sua prima candidatura all'Oscar come miglior attore protagonista.

Nel 1988 gira a Brežice, in Slovenia, il video musicale Heart (brano che giunge alla posizione numero 1 in Regno Unito) del duo Pet Shop Boys, nel ruolo del vampiro.

Viene scelto dal regista Peter Jackson per interpretare Gandalf nella trilogia de Il Signore degli Anelli. McKellen ha dichiarato di aver recitato ispirandosi al modo di parlare di Tolkien stesso (come fece lo scrittore per la parlata di Barbalbero, si dice ispirata a C.S. Lewis).[3] Per La Compagnia dell'Anello, l'attore ottiene la seconda nomination, stavolta come attore non protagonista. Per il ruolo di Gandalf era stato avvicinato dalla produzione anche Sean Connery, però l'attore scozzese ha rifiutato la parte perché non intendeva stare diciotto mesi in Nuova Zelanda anche perché lui stesso ha affermato di non essere mai riuscito a capire i romanzi di J.R.R. Tolkien.[4] Inoltre ha prestato la voce a Gandalf anche in alcuni videogiochi dedicati alla trilogia cinematografica.[5]

Nel 2012 è tornato nel ruolo di Gandalf nella trilogia di film dedicati a Lo Hobbit: Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato e nei due sequel, Lo Hobbit - La desolazione di Smaug del 2013 e Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate nel 2014.[6]

Vita privata, impegno e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

McKellen è vegetariano e laburista. Dal 1988, anno in cui si è dichiarato pubblicamente omosessuale, ha iniziato il suo impegno nella lotta contro le discriminazioni. Celebre la sua battaglia, dai microfoni della BBC, contro la clause 28 del governo di Margaret Thatcher. In quello stesso anno si dichiara ateo[7].

Ha ottenuto il titolo di Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico conferitogli dalla Regina Elisabetta II nel 1979, seguito nel 1990 dall'ordine di Cavaliere delle Arti dell'Impero Britannico, come massimo riconoscimento per la sua splendida e luminosa carriera.[8]

McKellen è stato compagno di Brian Taylor, un professore di storia di Bolton. I due hanno iniziato la loro relazione nel 1964 ed è terminata nel 1972. Convivevano a Londra, dove McKellen ha continuato a perseguire la sua carriera come attore. Successivamente, nel 1978 ha iniziato una relazione con, Sean Mathias, conosciuto al Festival di Edimburgo. Questo rapporto è durato fino al 1988. Secondo quanto dichiarato da Mathias, la storia d'amore è stata molto movimentata, per via del successo di McKellen. Anni dopo, nel 2009, Mathias ha diretto McKellen e Patrick Stewart in Aspettando Godot.

Ha un tatuaggio raffigurante il numero nove in Elfico sulla spalla, in riferimento al suo coinvolgimento nella saga de Il Signore degli Anelli infatti il suo personaggio era uno dei nove membri della Compagnia dell'Anello. Gli altri attori membri della compagnia (Elijah Wood, Sean Astin, Orlando Bloom, Billy Boyd, Sean Bean, Dominic Monaghan e Viggo Mortensen) hanno lo stesso tatuaggio.[9]

Nel 2012 ha dichiarato che nel 2006 gli è stato diagnosticato un cancro alla prostata.[10]

Il 18 giugno 2014 gli viene conferita una laurea honoris causa in Lettere dall'Università di Cambridge.[11]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Ian McKellen alla prima del film Il Ritorno del Re a Wellington, Nuova Zelanda (2003)

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Doppiatore[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Ian McKellen insieme a Billy Crudup e a Patrick Stewart (2013)

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Premio Oscar[modifica | modifica sorgente]

Golden Globe[modifica | modifica sorgente]

Premio Emmy[modifica | modifica sorgente]

  • 1994 - Nomination al miglior attore non protagonista in una mini-serie o film per la televisione per Guerra al virus
  • 1996 - Nomination al miglior attore non protagonista in una mini-serie o film per la televisione per Rasputin - Il demone nero
  • 2007 - Nomination al miglior attore Guest in una serie comica per Extras
  • 2009 - Nomination al miglior attore in una mini-serie o film per la televisione per King Lear
  • 2010 - Nomination al miglior attore in una mini-serie o film per la televisione per The Prisoner

Tony Award[modifica | modifica sorgente]

Drama Desk Award[modifica | modifica sorgente]

  • 1974 - Outstanding Performance per The Wood Demon e Re Lear
  • 1981 - Outstanding Actor in a Play per Amadeus
  • 1984 - Outstanding Solo Performance per Ian McKellen: Acting Shakespeare
  • 1987 - Nomination Outstanding Actor in a Play per Wild Honey

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1979
Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1990
Compagno dell'Order of the Companions of Honour - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Order of the Companions of Honour
— 2008

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Ian McKellen è stato doppiato da:

Da doppiatore è sostituito da:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Famous Old Boltonians, Bolton School. URL consultato il 14 giugno 2009.
  2. ^ Nick Curtis, Panto's grandest Dame in Evening Standard (London), 9 dicembre 2005. URL consultato il 7 febbraio 2010.
  3. ^ "la compagnia dell'anello" edizione estesa (4 DVD)
  4. ^ Daniel Saney, 'Idiots' force Connery to quit acting in Digital Spy, 1º agosto 2005. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  5. ^ 2000's, Ian McKellen. URL consultato il 25 aprile 2008.
  6. ^ Josh Rottenberg, Hobbit' scoop: Ian McKellen and Andy Serkis on board, Insidemovies.ew.com, 10 gennaio 2011. URL consultato il 18 luglio 2011.
  7. ^ Famous atheists and their beliefs, edition.cnn.com, 25 maggio 2013. URL consultato il 1º agosto 2014.
  8. ^ Sir Ian McKellen, Cinema.com. URL consultato il 18 luglio 2011.
  9. ^ Patrick Lee, The stars of The Lord of the Rings trilogy reach their journey's end, scifi.com. URL consultato il 21 aprile 2014.
  10. ^ Ian McKellen: Combatto il cancro alla prostata da 6 anni, ma sto bene, lapresse.it, 11 dicembre 2012. URL consultato il 14 aprile 2014.
  11. ^ "Honorary degrees 2014"Cambridge University Alumni News. Retrieved 19 June 2014.
  12. ^ Nelle scene aggiunte la voce è di Manlio De Angelis

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 84227912 LCCN: n84033818