Esperienze extracorporee
L'espressione esperienza extracorporea, nota anche con gli acronimi O.B.E e talvolta O.O.B.E. (dall'inglese out-of-body experience), sta ad indicare tutte quelle controverse "esperienze" nelle quali una persona ritiene di essere "uscita" dal proprio corpo fisico.
Più stringatamente sta ad indicare quella sensazione che taluni provano come se stessero fluttuando all'esterno del proprio corpo e, in taluni casi, percependo la presenza del proprio corpo da un punto esterno ad esso (autoscopia).
Circa una persona su dieci ritiene di aver avuto qualche volta nella vita una di queste esperienze[1].
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[modifica] Probabili genesi delle esperienze extracorporee
In medicina sono descritti alcuni disturbi della coscienza ("disturbi della coscienza dell'Io" chiamati "depersonalizzazione") che possono essere alla base dell'OBE[2]. Tali disturbi possono derivare da affaticamento o alterazioni organiche[2].
La sensazione di trovarsi fuori dal corpo è stata riferite durante:
- Sonno ipnagogico o ipnopompico (le fasi che precedono immediatamente l'addormentamento o il risveglio)[3]
- Crisi epilettiche[3]
- Intossicazione da droghe[4]
- Fasi di psicosi acuta[3]
Ciò che si osserva durante le OBE, dunque, appare non essere altro che il frutto della propria mente e la conseguenza di una temporanea iperattività anomala di alcune regioni del cervello[2].
[modifica] Viaggio astrale e sogno
Un'ipotesi formulata in ambienti mistici è che alcuni sogni sarebbero presunti viaggi fuori dal corpo, mentre all'inverso talune esperienze che sembrerebbero viaggi astrali invece sarebbero soltanto dei sogni o rientrerebbero in quell'altra categoria di fenomeni denominata "onironautica".
[modifica] Esperimenti scientifici
Uno studio condotto da Bigna Lenggenhager, della Scuola Politecnica Federale di Losanna e da Henrik Ehrsson dell'University College di Londra, primo in assoluto del suo genere, sono descritte in due articoli pubblicati su Science.
Nell'esperimento i partecipanti hanno indossato speciali occhiali utilizzati in visioni tridimensionali attraverso i quali hanno visto, proiettata a una distanza di due metri, la propria immagine mentre la stessa era simultaneamente ripresa da una telecamera posta dietro di loro. Durante le proiezioni, la loro schiena veniva toccata diverse volte con un bastoncino, così che essi hanno potuto osservare ciò che accadeva "in diretta" sull'immagine virtuale. Quando poi ai partecipanti è stato chiesto in quale punto si trovassero della stanza, quasi tutti hanno indicato la posizione virtuale. Gran parte dei volontari, quindi ha avvertito la dissociazione dal proprio corpo.
Secondo gli autori questo studio fornisce una possibile spiegazione scientifica del fenomeno delle esperienze fuori dal corpo, alla base del quale "potrebbe esserci una disconnessione fra i circuiti del cervello che elaborano le informazioni sensoriali". Questo esperimento, ha commentato Peter Brugger, dell'University Hospital di Zurigo, dimostra che la coordinazione dei sensi e la prospettiva visuale e visione sono importanti per la sensazione di trovarsi all'interno del proprio corpo.
I ricercatori hanno quindi dedotto che la percezione che una persona ha di se stessa può essere manipolata usando una serie di stimoli multisensoriali in quanto l'unità spaziale e la coscienza del corpo dipendono dai meccanismi del cervello.[5]
[modifica] Note
- ^ [1] ScienceDaily (Aug. 24, 2007) First Out-of-body Experience Induced In Laboratory Setting
- ^ a b c Viaggi fuori dal corpo sul sito del CICAP
- ^ a b c Smeraldi E Competenze psichiatriche nella formazione medica Editeam ISBN 8886023839
- ^ Hofmann A Percezioni di realtà ISBN 887226118X
- ^ [2] Quotidiano La Repubblica del 23-8-2007
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Robert A. Monroe. I miei viaggi fuori dal corpo.
- William Buhlman. Avventure fuori dal corpo, Macro Edizioni, 2002 (pag. 264)
- Gastone De Boni. L'uomo alla conquista dell'anima, Milano, Armenia editore, 1975 (pagg. 203-533)
- Giorgio di Simone. Esperienze fuori del corpo (O.B.E.), Roma, edizioni Mediterranee, 1984
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