Antieroe

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In letteratura e in generale nelle arti narrative, l'antieroe è un personaggio tipo dotato di caratteristiche antitetiche a quelle dell'eroe, ma che tuttavia svolge il ruolo di protagonista, essendo inteso dall'autore come oggetto della simpatia e dell'immedesimazione del pubblico, poiché, nonostante sia solitamente portatore di tratti negativi e quindi possa assumere il ruolo di personaggio negativo e/o cattivo, non è mai realmente malvagio, ma si è opposto al bene per altre ragioni, mascherando una personalità originariamente positiva. L'antieroe si distingue dall'antagonista, che si oppone al protagonista nella vicenda per scopi puramente malvagi. Può anche ricoprire un ruolo meno importante e quindi secondario, ad esempio le figure di Tersite e Dolone nell'Iliade.

Indice

[modifica] Nel romanzo e nel cinema

Nel romanzo esistenziale e d'analisi del Novecento, troviamo un esempio di antieroe che può anche essere un protagonista buono, privo delle caratteristiche dell'eroe per mancanza di connotati, per insuccesso nel raggiungere gli obiettivi prefissati e per disarmonia interiore. Un esempio può essere Corrado di La casa in collina (romanzo esistenziale di Cesare Pavese), dominato dalla paura, dal disimpegno e dalla continua fuga dai pericoli. Sono, qui, mostrate quindi tutte le debolezze del personaggio che può anche rendersi conto di ciò e pentirsi, facendo assumere al romanzo i tratti di un esame di coscienza. In Il fu Mattia Pascal, Mattia, invece, si rivela antieroe, perché è in totale balia del destino ed in un completo disagio interiore. Un altro romanzo in cui si può trovare l'antieroe nel protagonista è " La coscienza di Zeno di Italo Svevo, dove Zeno, sfogandosi nel suo diario usato per la psicanalisi, racconta gli episodi della sua vita cercando giustificazioni in tutte le cose che ha fatto o che gli sono state fatte. Anche nel cinema e nelle serie televisive l'antieroe svolge ruolo simili tranne nelle serie tratte da fumetti. Un antieroe può porsi spesso anche in maniera negativa contro i buoni, ma in genere per perseguire uno scopo utile.

[modifica] Nei fumetti

Nei fumetti l'antieroe può essere un personaggio con poteri usati per scopi personali, negativi oppure a fin di bene, ma si distingue dal supereroe per la ferocia e la crudeltà con cui combatte i cattivi. L'antieroe può credere ad un tipo di giustizia che non necessariamente è a servizio del bene, poiché a lui non importa se questa è giusta o sbagliata, è la sua giustizia, la sua idea, quell'idea che potrà spingerlo ad usare i propri poteri per quello che pare a lui, per le sue ragioni ed i suoi ideali personali. In molti casi, la figura dell'antieroe in generale ma soprattutto nei fumetti, può servire a mettere in luce ed approfondire alcuni aspetti della personalità e della mente umana che ne l'eroe, il quale perdendo la sua positività non sarebbe più tale, ne l'antagonista-cattivo, a causa della sua indiscussa malvagità, possono rappresentare: l'antieroe infatti può o può essere stato una persona buona e pacifica, oltre a possedere altre qualità tipiche del personaggio positivo, ma che al tempo stesso potrebbe assumere un comportamento freddo, egoista, violento, confuso, incomprensibile, aggressivo, insicuro, corrotto, spietato, meschino, presuntuoso, orgoglioso o, in ogni caso, irriconoscibile. Questi aspetti vengono fuori, portati anche all'estremo, quando il personaggio si trova di fronte a qualcosa che teme, che lo turba o ne cambia lo stato d'animo, qualcosa che lui non riesce ad affrontare, accettare o controllare; solitamente ciò può avvenire quando esso viene messo davanti alle sue più grosse fobie o paranoie, oppure ad una cosa della quale è totalmente ossessionato, ad una paura, ad un cambiamento, ad un ricordo di qualcosa o qualcuno che gli provoca dolore, rabbia o sofferenza, al voler ottenere a tutti i costi, anche con la violenza, quello che vuole, pur di raggiungere il suo scopo-obiettivo, e così via; una cosa per lui talmente grande, importante oppure irrinunciabile da spingerlo progressivamente a cambiare, perdendo il controllo e la lucidità, per poi, nei casi più estremi, trasformarsi in un antagonista quasi a tutti gli effetti, seppur infondo, non essendo mai stato completamente crudele e senza cuore, potrebbe anche tornare a provare sentimenti positivi e quindi ritrovare la ragione pentendosi, ricredendosi o semplicemente sconfiggendo il suo "lato oscuro" e, di conseguenza, facendo una crescita interiore.

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