Antieroe

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Lo stereotipo dell'antieroe: Don Chisciotte.

L'antieroe[1] (al femminile antieroina)[2] è un personaggio protagonista in diverse opere narrative nei media che manca di alcune delle tradizionali qualità dell'eroe,[3][4] come altruismo, idealismo,[5] coraggio,[5] nobiltà[6] e forza d'animo,[7] bontà,[8] oppure dimostra qualità opposte.[9]

Mentre il classico eroe mostra qualità superiori a quelle comuni, gli antieroi sono tipicamente inferiori al lettore come intelligenza, dinamismo o motivazione sociale:[10] tanto che Robbe-Grillet parla di "questi eroi senza naturalezza e senza identità".[11]

Il termine è talvolta usato in senso più ampio per comprendere l'eroe imperfetto o parzialmente cattivo, nella tradizione letteraria dell'eroe byroniano.[12][13][14]

L'antieroe è perlopiù inteso dall'autore come oggetto della simpatia e dell'immedesimazione del pubblico, poiché, nonostante sia solitamente portatore di tratti negativi e quindi possa assumere il ruolo di personaggio negativo e/o cattivo, non è mai realmente o completamente malvagio, ma si è opposto al bene per altre ragioni, mascherando una personalità originariamente positiva. Dunque l'antieroe, anche quando riveste il ruolo di antagonista, si distingue dal cattivo che si oppone al protagonista nella vicenda per scopi puramente malvagi. Può anche ricoprire un ruolo meno importante e quindi secondario, ad esempio nelle figure di Tersite e Dolone nell'Iliade.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Precursori[modifica | modifica wikitesto]

L'archetipo antieroico è rintracciabile almeno fino ai tempi del Tersite di Omero;[15] ed è stato identificato nel teatro greco classico, come pure nella satira latina e nella letteratura rinascimentale,[16] come nel Don Chisciotte[17] o la canaglia picaresca.[18]

Queste figure sono tuttavia servite principalmente da antagonisti per l'eroe - o per il genere eroico - e solo poco a poco l'antieroe è giunto alla ribalta a pieno diritto, seguendo il processo che Northrop Frye chiama il centro immaginario "di gravità" che lentamente discende dall'aristocratico feudale al democratico urbano, spostando di conseguenza la letteratura dal poema epico all'ironico.[10]

Nell'accezione contemporanea il termine "antieroe" è databile al 1714;[1] e la fine del XVIII secolo ha visto un fine esempio del tipo ne Il nipote di Rameau,[19] un dialogo satirico di Diderot, anche se qui il protagonista resta ancora posizionato in dialogo con un rappresentante normativo della posizione autoriale.

Il romanticismo ottocentesco, con la sua critica sociale, ha visto l'antieroe diventare ancora più importante, spesso nella forma del doppio gotico, fino a quando il personaggio principale di Memorie dal sottosuolo di Fëdor Dostoevskij ha portato la figura alla fioritura e all'indipendenza.[20]

Apogeo[modifica | modifica wikitesto]

Basandosi su Dostoevskij, la prima metà del XX secolo ha visto l'apogeo dell'antieroe, prima in figure come K di Kafka, quindi negli scritti degli esistenzialisti francesi,[21] come ne Lo straniero di Camus (1942) o La nausea di Sartre (1938) con i personaggi centrali senza radici e indecisi alla deriva attraverso le loro vite.[22]

Un decennio più tardi, l'antieroe raggiunse la letteratura americana, per dominarla fino a metà degli anni sessanta come una figura solitaria alienata, incapace di comunicare[23] - seppure più proattivo in genere del suo omologo francese - nelle opere di Jack Kerouac e Norman Mailer e di molti altri.[24] L'equivalente britannico apparve nelle opere dei cosiddetti "Giovani arrabbiati" (Angry young men) degli anni settanta.[25]

Le proteste collettive della controcultura degli anni sessanta (Il Sessantotto) videro gradualmente eclissarsi dal risalto nella narrativa l'antieroe solitario,[26] benché non senza successive riprese in forma letteraria o cinematografica.[27]

Nel contesto videoludico[modifica | modifica wikitesto]

A causa del ricco numero di trame nell'ambito videoludico venutosi a costituire nel corso del tempo, vi è un numero di antieroi piuttosto elevato appartenenti a diversi videogiochi. Alcuni sono diventati delle vere e proprie icone nel contesto videoludico: tra questi Kratos di God of War, Duke Nukem, Max Payne, l'Agente 47 di Hitman e Cole MacGrath di Infamous.[28]

Antoeroi nel lessico sportivo[modifica | modifica wikitesto]

L'antieroe nello sport non è tipicamente un giocatore di squadra; sfida la burocrazia, imposta il suo profitto finanziario oltre la fedeltà al club, eppure acquisisce ancora un grande seguito di fan,[29] per mezzo della sua attualizzazione dell'archetipo del ribelle.[30]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Approfondimenti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Antihero - Definition and More from the Free Merriam-Webster Dictionary, Merriam-webster.com, 31 agosto 2012. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  2. ^ Antiheroine - Definition and More from the Free Merriam-Webster Dictionary, Merriam-webster.com, 31 agosto 2012. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  3. ^ anti-hero: definition of anti-hero in Oxford dictionary (British & World English), Oxforddictionaries.com. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  4. ^ Gioia, Dana (editor), Definition of antihero | Collins American English Dictionary, Collinsdictionary.com. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  5. ^ a b American Heritage Dictionary Entry: antihero, Ahdictionary.com, 9 gennaio 2013. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  6. ^ Antihero | Define Antihero at Dictionary.com, Dictionary.reference.com. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  7. ^ Gale - Free Resources - Glossary - Home, Gale.cengage.com. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  8. ^ anti-hero - definition of anti-hero by Macmillan Dictionary, Macmillandictionary.com. URL consultato il 4 ottobre 2013.
  9. ^ Antieroe nel vocabolario Treccani online, URL consultato il 23 gennaio 2014.
  10. ^ a b Northrop Frye, Anatomy of Criticism (1971) p. 34
  11. ^ "These heroes without naturalness as without identity", citato in E. D. Ermath, Sequel to History (1992) p. 71.
  12. ^ Childe Harold's Pilgrimage (1812-1818)
  13. ^ The Giaour (1813)
  14. ^ Literary Terms and Definitions B, Web.cn.edu. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  15. ^ George Steiner, Tolstoy or Dostoevsky (1967) p. 197
  16. ^ George Steiner, Tolstoy or Dostoevsky (1967) p. 197-8
  17. ^ Literary Terms and Definitions A, Web.cn.edu. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  18. ^ M. Halliwell, American Culture on the 1950s (2007) p. 60
  19. ^ George Steiner, Tolstoy or Dostoevsky (1967) p. 199-200
  20. ^ George Steiner, Tolstoy or Dostoevsky (1967) p. 201-7
  21. ^ J. E. Barnhart ed., Dostoevsky's Polyphonic Talent (2005) p. 181
  22. ^ G. Brereton, A Short History of French Literature (1954) p. 254-5
  23. ^ M/ Hardt/K. Weeks eds., The Jameson Reader (2000) p. 294-5
  24. ^ A. Edelson, Everybody is Sitting on the Curb (1996) p. 18
  25. ^ I. Ousby ed., The Cambridge Guide to Literature in English (1995) p. 27
  26. ^ A. Edelson, Everybody is Sitting on the Curb (1996) p. 1
  27. ^ M/ Hardt/K. Weeks eds., The Jameson Reader (2000) p. 295
  28. ^ IGN - Gaming's Most Notorious Anti-Heroes
  29. ^ T. Delaney/T. Madigan, The Sociology of Sports (2009) p. 72 and p. 284
  30. ^ R. Skynner/J. Cleese, Families and how to survive them (1994) p. 202-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Opere

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Nella cultura di massa