Senilità (romanzo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Senilità
La Trieste de Magris al CCCB (33) - Italo Svevo- Senilità.jpg
Prima edizione di Senilità
Autore Italo Svevo
1ª ed. originale 1898
Genere Romanzo
Lingua originale italiano
Ambientazione Trieste, fine Ottocento
Protagonisti Emilio Brentani
Coprotagonisti Amalia Brentani
Altri personaggi Angiolina Zarri
Stefano Balli

Senilità è il secondo romanzo di Italo Svevo, pubblicato nel 1898. Il protagonista del romanzo è Emilio Brentani, uomo inetto diviso tra la brama di amore e piacere e il rimpianto per non averli goduti.

Nel romanzo, Svevo affronta il problema dell'inettitudine, dell'incapacità da parte del protagonista di gestire la propria vita interiore e sentimentale. L'indecisione e l'inerzia con cui Emilio affronta le vicende della sua vita lo portano a chiudersi nei suoi ricordi, in uno stato di vecchiaia spirituale (da cui il titolo "Senilità").

Nel 1962 ne è stato tratto l'omonimo film diretto da Mauro Bolognini.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Emilio Brentani, 35 anni, è un intellettuale triestino fallito, perso nel ricordo della piccola gloria di aver scritto un romanzo. Lavora come impiegato in una compagnia di assicurazioni. Si tratta di una persona spesso poco conscia dei propri limiti, costretta dal destino ad accettare un ruolo inferiore a quello desiderato. La sua indolenza, da definire come inettitudine, lo colloca continuamente dalla parte dei perdenti.
  • Amalia, sorella di Emilio, ne rispecchia in tutto e per tutto mali e debolezze; del resto, il suo nome si trova in rapporto di consonanza con quello del fratello (aMaLIa vs. eMiLIo).
  • Stefano Balli, scultore: a detta di Emilio di cui è il migliore amico, si tratta di un suo alter ego, di un altro io. È vero che i due passano molto tempo insieme, ma in realtà Balli è una persona assai diversa da Emilio: di personalità forte, Stefano si distingue chiaramente dal suo amico per la sua efficienza ed energia.
  • Angiolina Zarri: Angiolina, l'amante di Emilio, è una persona esuberante con una vita sentimentale movimentata. Tra tutti i personaggi, è l'unico capace di realizzare un vero e proprio sviluppo senza porsi troppi scrupoli. Si tratta però di uno sviluppo percepito soprattutto dalla prospettiva del Brentani nella sua inettitudine. Insieme al Balli, costituisce il polo "sano" del quartetto di protagonisti.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Emilio conduce una modesta esistenza in un appartamento condiviso con la sorella Amalia la quale, non avendo molti rapporti con il mondo esterno, si limita principalmente ad accudirlo.

Accade un giorno che Emilio conosce Angiolina, di cui si innamora, e ciò lo porta a trascurare la sorella e l'amico Stefano Balli, che compensa i pochi riconoscimenti artistici con i successi con le donne. Emilio tenta di fare capire ad Angiolina che la relazione tra i due sarà subordinata ai doveri di lui, come quello nei confronti della propria famiglia. Non è in grado di rendersi conto che in realtà sarà Angiolina ad avere il coltello dalla parte del manico, ad investire meno sentimenti e a soffrire di meno a causa di questa relazione non ufficiale.

Stefano non crede nell'amore, e cerca di convincere Emilio a divertirsi con Angiolina, che ha del resto una pessima fama a Trieste. Emilio finisce invece per aprire il cuore a questa donna, arrivando anche a trascurare gli indizi degli amici che cercano invano di avvertirlo: infatti, Angiolina inizia a mostrare un certo interesse per un ombrellaio e per lo stesso Stefano Balli. Del resto, come indicato nell'incipit del romanzo, l'accordo desiderato dal Brentani era quello di un legame senza impegni.

Stefano, dal canto suo, comincia a frequentare casa Brentani con maggiore assiduità. Per ironia del destino Amalia finisce per innamorarsene. Il suo fascino maschile fa quindi colpo su entrambe le protagoniste femminili. Emilio, geloso della sorella, allontana Stefano, mentre Amalia comincia a stordirsi con l'etere, finché non si ammala di polmonite (questo atteggiamento di Amalia nei confronti della vita si avvicina decisamente al suicidio di Alfonso Nitti, protagonista del romanzo d'esordio, Una vita). La malattia la condurrà alla morte.

Trieste alla fine del secolo

Emilio smette di frequentare Angiolina, pur amandola, e si allontana da Stefano Balli. Viene poi a sapere che Angiolina è fuggita con il cassiere di una banca per poi recarsi nella capitale dell'Impero, Vienna. Il romanzo si conclude con un'immagine significativa: anni dopo, nel ricordo, Emilio vede le due donne idealizzate secondo i propri desideri e fuse in una singola persona, con l'aspetto dell'amata e il carattere della sorella.

Lettura del romanzo[modifica | modifica sorgente]

Molto apprezzato da James Joyce, che si prodigò per una buona riuscita della seconda edizione, il romanzo si avvicina allo stile dello scrittore irlandese dato che è essenzialmente introspettivo e mira a mettere in luce la vita interiore di Emilio.

È percorso da una certa ironia dell'autore nei confronti della figura principale, Brentani, nel quale Svevo in parte identifica la sua personalità. L'inettitudine di Brentani è infatti spietatamente messa a nudo dal narratore, che considera il protagonista come persona in un certo senso malata e, infine, anche senile. Il lettore viene coinvolto in questa complicità con il narratore, e riconosce subito i limiti e l'inadeguatezza di Emilio. Un vero e proprio controesempio alla figura fallita del Brentani è quello di Angiolina: lungi da riflessioni esistenziali e da scrupoli di qualsiasi natura, Angiolina sfrutta le occasioni che le si pongono per progredire e godere di vantaggi sempre nuovi. La sua figura si evolve negli occhi di Brentani, il quale cerca dapprima di considerarla come un angelo, cercando di darle l'improbabile soprannome di "Ange"; più tardi, la ragazza verrà però chiamata addirittura "Giolona" dal Balli a causa della sua statura. Il cambio di nome del personaggio ne mette bene in evidenza la graduale affermazione. Vale il discorso opposto per Amalia, il vero e proprio alter ego di Emilio, votato a consumarsi lentamente.

La morte della sorella lascia intuire che l'esistenza del protagonista è in pericolo e che è necessaria una presa di coscienza per evitarne un decadimento dei più vergognosi come quello riservato al protagonista del romanzo precedente (la morte); un destino cui Emilio finisce per sottrarsi, seppure a stento. La presa di coscienza di cui si avverte la mancanza in Senilità verrà esaurientemente descritta nel romanzo successivo, La coscienza di Zeno.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Italo Svevo, Senilità, Italo Svevo, Romanzi, collana I Meridiani, a c. di Pietro Sarzana, introd. di Franco Gavazzeni, Arnoldo Mondadori, 1985, pp. 1232, LII.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pietro Sarzana, Senilità, Classici Italiani Commentati, Milano, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 1995
  • Cristina Benussi, Rosalba Trevisani, Senilità, ristampa anastatica con note autografe di Italo Svevo, Empoli, Ibiskos Editrice Risolo, 2005

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura