Giovanni Verga

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Giovanni Verga
Giovanni Verga
Autografo Verga, da lettera del 1890 a Francesco Paolo Frontini
Autografo Verga, da lettera del 1890 a Francesco Paolo Frontini

Giovanni Carmelo Verga (Catania2 settembre 1840 – Catania27 gennaio 1922) è stato uno scrittore italiano, considerato il maggior esponente della corrente letteraria del verismo.

Indice

[modifica] Biografia

Giovanni Verga nacque il 2 settembre del 1840 a Catania. Il padre, Giovanni Battista, era di Vizzini, dove la famiglia Verga aveva delle proprietà, e discendeva dal ramo cadetto di una famiglia alla quale appartenevano i baroni di Fontanablanca; la madre si chiamava Caterina Mauro e apparteneva ad una famiglia borghese di Catania. Il piccolo Giovanni fu registrato all'anagrafe di Catania, tuttavia alcuni sostengono che sia nato in contrada Tiepidi, nel territorio di Licodia Eubea nei pressi di Vizzini, dove la famiglia si trovava per evitare l'epidemia di peste che affliggeva Catania[1].

[modifica] Gli studi e la prima formazione

Verga ricevette una buona istruzione: compiuti gli studi primari e medi i genitori si iscrisse alla scuola di Antonino Abbate, scrittore, fervente patriota e repubblicano, dal quale assorbì il gusto letterario romantico ed il Patriottismo.

Abbate faceva leggere ai suoi allievi le opere di Dante, Petrarca, Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Vincenzo Monti, Manzoni e pagine dell'Estetica di Hegel; inoltre proponeva anche il romanzo storico-patriottico I tre dell'assedio di Torino (scritto nel 1847) del poeta catanese Domenico Castorina, che era lontano parente di Verga.

La Casa-Museo di Verga a Catania
La Casa-Museo di Verga a Catania

[modifica] I primi romanzi storico-patriottici

La formazione del Verga narratore avvenne sulle pagine di Castorina e su "Il Progresso e la Morte dell'Abbate" e a soli quindici anni, tra il 1856 ed il 1857, Verga scrisse il suo primo romanzo d'ispirazione risorgimentale "Amore e patria" rimasto inedito.

I suoi studi superiori non furono regolari. Iscrittosi nel 1858 alla Facoltà di legge all'Università di Catania, non terminò i corsi, preferendo dedicarsi all'attività letteraria e al giornalismo politico.

Con il denaro datogli dal padre per concludere gli studi, il giovane pubblicò a sue spese il romanzo "I carbonari della montagna" (1861- 1862), un romanzo storico che si ispira alle imprese della Carboneria calabrese contro il dispotismo napoleonico di Murat.

Con l'arrivo di Garibaldi a Catania veniva istituita la Guardia Nazionale e il Verga si arruolava prestando servizio per circa quattro anni, ma non avendo inclinazioni per la disciplina militare se ne liberò con un versamento di 3100 lire (equivalenti a circa 12700 euro attuali) alla Tesoreria Provinciale.

Nel 1863 pubblicò a puntate sulle appendici della rivista fiorentina "La nuova Europa" il suo terzo romanzo, "Sulle lagune", nel periodo in cui, ottenuta ormai l'Italia l'indipendenza, Venezia è ancora sotto la potenza austriaca.

Il romanzo narra la vicenda sentimentale di un ufficiale austriaco con una giovane veneziana in uno stile severo e privo di retorica.

[modifica] Opere e Poetica

Francobollo per il cinquantenario della morte di Verga.
Francobollo per il cinquantenario della morte di Verga.
Francobollo per il cinquantenario della morte di Verga.
Francobollo per il cinquantenario della morte di Verga.

L'attività letteraria del Verga, dopo le prime opere giovanili e senza rilievo, può essere divisa in due fasi: una prima dove egli studiò l'alta società e gli ambienti artistici, unendo residui romantici e modi scapigliati con la tendenza generica a una letteratura "vera" e "sociale" e una seconda che può propriamente essere definita quella verista.

Per approfondire, vedi la voce Giovanni Verga (opere e poetica).

[modifica] Bibliografia

[modifica] Romanzi

[modifica] Novelle

Primavera e altri racconti (1877)

  • Primavera
  • La coda del diavolo
  • X
  • Certi argomenti
  • Le storie del castello di Trezza

Vita dei campi (1880)

  • Cavalleria rusticana
  • Pentolaccia
  • Guerra di santi
  • L'amante di Gramigna
  • Rosso Malpelo
  • Jeli il pastore
  • Fantasticheria
  • La Lupa
  • Il come, il quando ed il perché

Novelle rusticane (1883)

  • Di là del mare
  • Libertà
  • I galantuomini
  • Pane nero
  • Storia dell'asino di S. Giuseppe
  • La roba
  • Gli orfani
  • Malaria
  • Il mistero
  • Don Licciu Papa
  • Cos'è il Re
  • Il reverendo

Per le vie (1883)

  • L'ultima giornata
  • Conforti
  • Via crucis
  • Camerati
  • Gelosia
  • L'osteria dei «Buoni Amici»
  • Semplice storia
  • Amore senza benda
  • Il canarino del n. 15
  • Al veglione
  • In piazza della Scala
  • Il Bastione di Monforte

Drammi intimi (1884)

  • I drammi ignoti
  • La Barberina di Marcantonio
  • Tentazione!
  • La chiave d'oro
  • L'ultima visita

Vagabondaggio (1887)

  • Vagabondaggio
  • Il maestro dei ragazzi
  • Un processo
  • La festa dei morti
  • Artisti da strapazzo
  • Il segno d'amore
  • L'agonia di un villaggio
  • ...E chi vive si dà pace
  • Il bell'Armando
  • Nanni Volpe
  • Quelli del colèra
  • Lacrymae Rerum

I ricordi del Capitano D'Arce (1891)

  • I ricordi del Capitano d'Arce
  • Giuramenti di marinaio
  • Commedia da salotto
  • Né mai, né sempre!
  • Carmen
  • Prima e poi
  • Ciò ch'è in fondo al bicchiere
  • Dramma intimo
  • Ultima visita
  • Bollettino sanitario

Don Candeloro e C. (1894)

  • Don Candeloro e C.
  • Le marionette parlanti
  • Paggio Fernando
  • La serata della diva
  • Il tramonto di Venere
  • Papa Sisto
  • Epopea spicciola
  • L'opera del Divino Amore
  • Il peccato di donna Santa
  • La vocazione di suor Agnese
  • Gli innamorati
  • Fra le scene della vita

Racconti e bozzetti (1880-1922)

  • Un'altra inondazione
  • Casamicciola
  • I dintorni di Milano
  • Nella stalla (inondazione)
  • Passato! (Ricordi)
  • - Il Carnevale fallo con chi vuoi; - Pasqua e Natale falli con i tuoi -
  • Carne venduta (frammento I)
  • Olocausto
  • La caccia al lupo
  • Frammento II
  • «Nel carrozzone dei profughi» (frammento III)
  • Frammento IV
  • Una capanna e il tuo cuore

[modifica] Saggi

[modifica] Opere e trasposizioni teatrali

[modifica] Verga al cinema

  • Rosso Malpelo diretto da Pasquale Scimeca, ispirato alla novella omonima di Giovanni Verga.

[modifica] Note

  1. ^ Alfredo Mazzone, Polemiche verghiane
  2. ^ Digitami

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Giovanni Verga (1840 - 1922)
Opere: Storia di una capinera - Rosso Malpelo (esempi di straniamento) - Ciclo dei Vinti: I Malavoglia (esempi di straniamento) - Mastro-don Gesualdo (tecniche narrative)
Corrente letteraria e pensiero: Naturalismo - Verismo (confronto tra le due correnti) - Mito dell'ostrica - Darwinismo sociale
Tecniche narrative: Discorso indiretto libero - Straniamento - Impersonalità dell'autore - Verismo dello spazio
Strumenti personali