Arnaldo Di Benedetto

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Arnaldo Di Benedetto (Malles Venosta, 19 settembre 1940) è un accademico e critico letterario italiano.

Biografia e interessi culturali[modifica | modifica wikitesto]

Ha studiato presso l'Università Statale di Milano, laureandosi con Mario Fubini con una tesi sulle Rime di Torquato Tasso, e presso la Scuola Normale Superiore di Pisa (diploma di perfezionamento con una tesi sull'Ultimo Tasso). E a Torquato Tasso è dedicata una parte dei suoi primi scritti critici; i suoi primi studi d'argomento tassiano sono Le rime «eteree» e Una lettura del Tasso lirico, pubblicati su «Studi Tassiani» nel 1966.

Dal 1969 al 2010 ha insegnato Letteratura italiana presso l'Università degli Studi di Torino, dapprima come professore incaricato, poi come professore ordinario. Ha inoltre insegnato presso le università di Berna, di Paris-Sorbonne, di Chambéry, e all'École Normale Supérieure di Lione. È direttore responsabile del «Giornale storico della letteratura italiana», e ha collaborato e collabora a numerose riviste letterarie italiane e estere. È nel comitato scientifico di «Critica letteraria». Dal 2012 è professore emerito dell'Università degli Studi di Torino.

Negli anni trascorsi a Merano ha studiato privatamente violino. Diciottenne, ha pubblicato, col nome di Aldo Di Benedetto, un volume di racconti: Esistenze (1959). Ha inoltre pubblicato poesie su «Galleria» (rivista diretta da Leonardo Sciascia), con presentazione di Luciano Erba, e nell'Almanacco dello Specchio della Mondadori con presentazione di Sergio Solmi[1]. Alla fine degli anni cinquanta ha frequentato quella che è stata definita “l'ultima bohème": gli artisti (Lucio Fontana, Gianni Dova, Edoardo Franceschini, Piero Manzoni, Uliano Lucas e altri) e gli scrittori (tra questi ultimi, Luciano Bianciardi, Mario Schettini, Camillo Pennati, Nanni Balestrini ecc.) che s'incontravano al Bar Jamaica[2] in via Brera a Milano. Esperienza importante anche per la sua formazione di critico. Fra l'altro, da quegli artisti ha imparato a prestare attenzione ai problemi e alle «soluzioni» (parola da loro usatissima) formali. Una più complessa esperienza è stata per lui la successiva frequentazione dello scultore e, soprattutto negli ultimi anni, pittore Gastone Panciera.

Suoi campi prevalenti di studio sono: Dante, la letteratura rinascimentale italiana, Torquato Tasso, la letteratura settecentesca italiana, Vittorio Alfieri, il vescovo Michele Natale, il Romanticismo italiano, Manzoni, Leopardi, D'Azeglio, Nievo, Verga, D'Annunzio, Benedetto Croce, Pirandello, Ezra Pound, Umberto Saba, Emilio Lussu, Eugenio Montale, Sergio Solmi, Luciano Erba, Giovanni Giudici, Rodolfo Quadrelli, e i narratori tirolesi Franz Tumler e Joseph Zoderer. È inoltre interessato ai problemi teorici, metodologici e storici della critica letteraria. Alcuni suoi scritti hanno, non a caso, un carattere comparatistico – Gustavo Costa ha sottolineato la sua formazione culturale «europea». Un altro suo interesse è quello per le arti figurative, e si è occupato fra l'altro del disegnatore tirolese Paul Flora.

È socio nazionale dell'Accademia delle Scienze di Torino e dell'Accademia dell'Arcadia, socio corrispondente dell'Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Bergamo, socio dell'Accademia di studi italo-tedeschi / Akademie deutsch-italienischer Studien di Merano e del Centro italo-tedesco / Deutsch-Italienisches Zentrum «Villa Vigoni» di Menaggio. È membro del consiglio scientifico del Centro di studi tassiani di Bergamo. È stato per molti anni, fino al 2014, membro del consiglio scientifico della Fondazione Centro nazionale studi manzoniani di Milano. Dal 1989 al 1999 è stato presidente del Centro nazionale di studi alfieriani di Asti. È presidente del comitato per l'edizione nazionale delle opere di Ugo Foscolo. Gli sono stati assegnati il «Premio Tasso» del Centro di studi tassiani di Bergamo (1965 e 1968), il Premio «Corrado Alvaro» per la critica letteraria (2002) e il Premio «Messori Roncaglia e Mari» dell'Accademia nazionale dei Lincei (2003). Nel 2007 l'Università di Atene gli ha conferito la laurea honoris causa.

Opere in volume[modifica | modifica wikitesto]

  • Esistenze, racconti, Milano, Edizioni del Cavalluccio, 1959.
  • Nievo e la letteratura campagnola, in Letteratura italiana Laterza, diretta da Carlo Muscetta, Bari-Roma, Laterza, 1975
  • Tra Sette e Ottocento. Poesia, letteratura e politica, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 1991.
  • Verga, D'Annunzio, Pirandello. Studi e frammenti critici, Torino, Fògola, 1994.
  • Le passioni e il limite. Un'interpretazione di Vittorio Alfieri, Napoli, Liguori, 19942.
  • Con e intorno a Torquato Tasso, Napoli, Liguori, 19963.
  • Ippolito Nievo e altro Ottocento, Napoli, Liguori, 1996.
  • Poesia e critica del Novecento, Napoli, Liguori, 1999.
  • Dal tramonto dei Lumi al Romanticismo, Modena, Mucchi, 2000.
  • Poesia e comportamento. Da Lorenzo il Magnifico a Campanella, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2002.
  • Il dandy e il sublime. Nuovi studi su Vittorio Alfieri, Firenze, Olschki, 2003.
  • Sekundärliteratur. Critici, eruditi, letterati, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2005.
  • Tra Rinascimento e Barocco. Dal petrarchismo a Torquato Tasso, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2007.
  • Fra Germania e Italia. Studi e flashes letterari, Firenze, Olschki, 2008.
  • Dante e Manzoni. Studi e letture, Battipaglia, Laveglia&Carlone, 20093.
  • I libri che hanno fatto (e disfatto) gli italiani, Torino, Aragno, 2012.
  • Con e intorno a Vittorio Alfieri, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2013.
  • Alfieri, Roma, Salerno Editrice, 2014 (con Vincenza Perdichizzi).

Curatele[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ora leggibile nel tomo II del volume III delle Opere di Solmi edite dalla Adelphi, 1998, pp. 486-89.
  2. ^ Il Bar Jamaica ha festeggiato nel 2011 i 100 anni dalla sua fondazione.