Accademia della Crusca
| Accademia della Crusca | |
|---|---|
| Accademia della Crusca | |
| Villa medicea di Castello, sede dell'Accademia | |
| Fondazione | 1583 |
| Fondatore | Giovan Battista Deti Anton Francesco Grazzini Bernardo Canigiani Bernardo Zanchini Bastiano de' Rossi Leonardo Salviati |
| Scopo | Tutela e diffusione della lingua italiana |
| Sede | |
| Presidente | |
| Lingua ufficiale | italiano |
| Motto | Il più bel fior ne coglie |
| Sito web | |
L'Accademia della Crusca è un'istituzione italiana che raccoglie studiosi ed esperti di linguistica e filologia della lingua italiana. Rappresenta la più prestigiosa istituzione linguistica d'Italia.
Sorta a Firenze nel 1583, l'Accademia della Crusca è la più antica accademia linguistica del mondo. Nei suoi oltre quattro secoli di attività si è sempre distinta per lo strenuo impegno a mantenere "pura" la lingua italiana originale, pubblicando, già nel 1612, la prima edizione del Vocabolario della lingua italiana, che servì da esempio lessicografico anche per le lingue francese, spagnola, tedesca e inglese.
È stata invitata a far parte della Federazione Europea delle Istituzioni Linguistiche Nazionali il cui compito è di elaborare una linea comune di protezione di tutte le lingue nazionali europee. Per l'Italia partecipano alla Federazione l'Accademia della Crusca e l'Opera del Vocabolario Italiano del CNR (iniziativa avviata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, peraltro, proprio in collaborazione con l'Accademia della Crusca).[1]
Negli anni 2010-11 fu varie volte ventilata l'abolizione dell'istituto, sia per motivi economici in seguito alla crisi finanziaria che investì il paese, sia per la presunta «inutilità» dell'ente stesso.[2]
Indice |
[modifica] La storia
[modifica] Le origini e i fondatori
L'origine di questa istituzione ha un prologo del tutto anti-accademico: i suoi fondatori si erano chiamati inizialmente la brigata dei Crusconi e costituivano una sorta di circolo i cui soci – poeti, letterati, uomini di diritto – erano soliti radunarsi in allegre occasioni conviviali, durante le quali recitavano per gioco cruscate, ossia discorsi dallo stile giocoso e scherzoso, senza capo né coda. L'intenzione dichiarata, che già si evince dalla scelta del nome, è di distaccarsi dalle pedanterie dell'Accademia fiorentina, protetta dal granduca Cosimo I de' Medici, e di contrapporsi al suo stile severo e classicista. I crusconi combattevano contro la pedanteria classicista anche con l'umorismo, la satira, e l'ironia, senza che questo compromettesse l'intenzione primaria del gruppo, prettamente letteraria, ed esplicata spesso in dispute letterarie di alto livello.
I fondatori della Crusca si identificano tradizionalmente in: Giovan Battista Deti, il Sollo; Anton Francesco Grazzini, il Lasca; Bernardo Canigiani, il Gramolato; Bernardo Zanchini, il Macerato; Bastiano de' Rossi, l'Inferigno, cui si aggiunse nell'ottobre 1582 Leonardo Salviati, l’Infarinato (1540-1589)[3]. Sotto la spinta e con il determinante contributo di quest'ultimo, finalmente, a partire dal 1583, l'Accademia prende nuova forma, indirizzandosi coerentemente al fine che gli Accademici si proponevano: mostrare e conservare la bellezza del volgare fiorentino, modellato sugli autori del Trecento.
L'Accademia, dunque, abbandona l'impronta ludica e giocosa, per sposare il ruolo normativo che da quel momento in poi avrebbe assunto. Anche il significato del termine mutò: gli Accademici della Crusca lavorarono per distinguere la parte buona e pura della lingua (la farina) dalla parte cattiva ed impura (appunto, la crusca). Da qui la simbologia e l'apparato: lo stemma è un frullone o buratto con il motto petrarchesco Il più bel fior ne coglie come insegna. I membri si chiamarono Infarinato, Trito, Gramolato, Impastato eccetera e furono usati seggi dalla forma della cesta del pane mentre lo schienale fu una pala da forno.
L'Accademia della Crusca portò avanti la sua attività con alti e bassi fino al 1783, quando Pietro Leopoldo la sciolse insieme ad altre Accademie e la riunì nella Accademia Fiorentina (seconda). Nel 1808, però, venne fondata la terza Accademia Fiorentina e con decreto del 19 gennaio 1811, firmato da Napoleone, fu ripristinata la Crusca con la sua autonomia, statuti e finalità antiche.
[modifica] La rinascita dell'Accademia
Il 3 marzo 1809 il trono di Toscana venne assegnato a Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte, la quale però non aveva la facoltà di modificare o emettere nuove leggi, competenza esclusiva del fratello. Tutte le leggi, i proclami, le lettere, i manifesti, gli editti, ecc. erano scritti in lingua francese; tuttavia Napoleone il 9 aprile 1809 concesse ai Fiorentini di poter parlare la propria lingua con l'emanazione di un decreto emesso dal Palazzo delle Tuileries.
In tale decreto si affermava che «La lingua italiana potrà essere impiegata in Toscana a concorrenza colla lingua francese, nei tribunali, negli atti passati davanti notari e nelle scritture private.» Inoltre, per far sfoggio della benevolenza francese, si aggiungeva: «Noi abbiamo fondato e fondiamo col presente decreto un premio annuale di 500 napoleoni, i di cui fondi saranno fatti dalla nostra lista civile e che verrà dato secondo il rapporto che ci sarà fatto, agli autori le cui opere contribuiranno con maggiore efficacia a mantenere la lingua italiana in tutta la sua purezza.»
Con il successivo decreto del 9 gennaio 1811 fu rifondata l'antica Accademia della Crusca «particolarmente incaricata della revisione del dizionario della lingua italiana, e della conservazione della purità della lingua medesima.» Per gli accademici fu fissato un assegno annuo di 500 franchi; di 1000 franchi agli incaricati della compilazione del dizionario; e di 1200 al segretario.
[modifica] Il XX secolo
Nel Novecento il decreto legge dell'11 marzo 1923 mutò la sua composizione e il suo indirizzo; la compilazione del Vocabolario fu sostituita con quella di testi filologici e il Vocabolario preso in carico da una società privata di studiosi. Nel 1955, però, si tornò a parlare di una ripresa dell'opera su iniziativa di Bruno Migliorini e di altri.
Nel 1965 fu sancita la separazione dell'Accademia dal progetto del Vocabolario.
[modifica] Simbolo e motto
Il simbolo dell’Accademia è il "frullone" che serviva per separare la farina dalla crusca, e come motto l'accademia utilizza il verso del Petrarca "Il più bel fior ne coglie".
[modifica] Attuali obiettivi e finalità
L'Accademia attualmente persegue le seguenti finalità principali:
- sostenere, attraverso i suoi Centri specializzati e in rapporto di collaborazione e integrazione con le Università, l'attività scientifica e la formazione di nuovi ricercatori nel campo della linguistica e della filologia italiana;
- acquisire e diffondere, nella società italiana e in particolare nella scuola, la conoscenza storica della nostra lingua e la coscienza critica della sua evoluzione attuale, nel quadro degli scambi interlinguistici del mondo contemporaneo;
- collaborare con le principali istituzioni affini di Paesi esteri e con le istituzioni governative italiane e dell'Unione Europea per la politica a favore del plurilinguismo del nostro continente.
[modifica] I membri attuali dell'Accademia
Sono attualmente membri dell'Accademia della Crusca:
- Maria Luisa Altieri Biagi (emerita), Bologna
- Paola Barocchi (emerita), Firenze
- Gian Luigi Beccaria (emerito), Torino
- Pietro Beltrami, Pisa
- Rosanna Bettarini (emerita), Firenze
- Francesco Bruni, Venezia
- Vittorio Coletti, Genova
- Maurizio Dardano, Roma
- Tullio De Mauro, Roma
- Piero Fiorelli (emerito), Firenze
- Lino Leonardi, Firenze
- Giulio Lepschy, Reading
- Nicoletta Maraschio, Firenze
- Carlo Alberto Mastrelli (emerito), Firenze
- Pier Vincenzo Mengaldo (emerito), Padova
- Aldo Menichetti, Fribourg
- Silvia Morgana, Milano
- Bice Mortara Garavelli (emerita), Torino
- Teresa Poggi Salani (emerita), Firenze
- Ornella Pollidori Castellani (emerita), Firenze
- Lorenzo Renzi, Padova
- Francesco Sabatini (emerito), Roma
- Cesare Segre (emerito), Milano
- Luca Serianni, Roma
- Angelo Stella (emerito), Pavia
- Alfredo Stussi (emerito), Pisa
- Alberto Varvaro (emerito), Napoli
- Ugo Vignuzzi, Roma
- Maurizio Vitale (emerito), Milano
Accademico honoris causa è inoltre l'ex Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi.
L'Accademia della Crusca ha anche tredici soci corrispondenti nelle persone di:
- Luciano Agostiniani, Firenze
- Rosario Coluccia, Lecce
- Paolo D'Achille, Roma
- Massimo Luca Fanfani, Firenze
- Vittorio Formentin, Padova
- Giuseppe Frasso, Milano
- Rita Librandi, Napoli
- Paola Manni, Firenze
- Claudio Marazzini, Torino
- Alberto Nocentini, Firenze
- Lorenzo Renzi, Padova
- Leonardo Maria Savoia, Firenze
- Mirko Tavoni, Pisa
[modifica] Critiche
- Nel 1612 Paolo Beni costituì a Padova una Anticrusca, a sostegno della superiorità dei Cinquecentisti sugli scrittori fiorentini del Trecento e iniziando una virulenta polemica. Nel 1717 si ribellò Girolamo Gigli a sostegno del dialetto senese; fu espulso, i suoi libri bruciati in Piazza della Signoria, e riammesso dopo la ritrattazione. Altri critici dell'Accademia della Crusca furono Giuseppe Baretti (Frusta Letteraria), Giovanni Battista Capitani (1846), il Fanfulla di Roma (1878) e Pietro Fanfani.
- Attualmente il dizionario italiano gestito dell'Accademia della Crusca è un dizionario storico relativo all'italiano del 1612. Sebbene preziosissimo per lo studio dell'italiano antico, il dizionario ha una sua limitazione implicita, essendo basato solo sull'italiano letterario e ignorando fonti scritte antiche di altra natura (libri di memorie, trattati, ricettari, libri contabili, statuti, documenti di vario genere, eccetera).
- Il purismo della Crusca trovò la contrapposizione dei fratelli Verri e di Cesare Beccaria, fondatori del periodico Il Caffè. Alberto Arbasino, parlando delle influenze di Carlo Emilio Gadda, definisce i Verri e Beccaria «impeccabili» e ricorda come furono «risoluti a insultare programmaticamente la Crusca in nome di Galileo e di Newton, cioè a sviluppare una cultura extraletteraria cosmopolita e un pensiero intellettuale «assolutamente moderno» a dispetto della grammatica arcaica dei Pedanti, trasgredendo al purismo imbecille che caldeggia l'impiego di qualsiasi grulleria del Piovano Arlotto per definire prodotti e nozioni del nostro tempo; e approva l'uso del greco antico per indicare un qualche cosa che non c’è (il nettare, l'ambrosia), mentre respinge qualunque termine inglese moderno relativo invece a qualche cosa che c’è (come il gin-and-tonic), senza avvedersi che qualunque parola poteva suonare scandalosamente moderna quando venne usata per la prima volta da un Autore Classico poi approvato dal Tommaseo-Bellini».[4]
[modifica] Note
- ^ Europa plurilingue. URL consultato il 16-10-2009.
- ^ Appello a Napolitano per la Crusca. Ha meno di 70 dipendenti, potrebbe chiudere. URL consultato il 14-08-2011.
- ^ Primordi e fondazione, dal sito dell'Accademia della Crusca
- ^ Alberto Arbasino. (IT) Genius Loci in ed.ac.uk. URL consultato il 30-03-2011.
[modifica] Bibliografia
- Bartolommeo Gamba, Serie dei testi di lingua usati a stampa nel Vocabolario degli accademici della Crusca. Con aggiunte di altre edizioni da accreditati scrittori molto pregiate, e di osservazioni critico-bibliografiche, Bassano, Remondini, 1805.
- Alberto Arbasino, Genius Loci (1977), pubblicato da The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS) ISSN: [http://worldcat.org/issn/1476-9859 1476-9859. Pubblicato precedentemente in Certi romanzi (Torino: Einaudi, 1977)]
- Severina Parodi, Quattro secoli di Crusca : 1583-1983, Firenze, presso l' Accademia, 1983.
- Roberto Paolo Ciardi e Lucia Tongiorgi Tomasi, Le pale della Crusca : cultura e simbologia, Firenze, presso l'Accademia, 1983.
- Umberto Caldora, in Grande Dizionario Enciclopedico, VI, UTET, Torino, 1993, alla voce.
- Amedeo Benedetti, L'Accademia della Crusca e la sua biblioteca, in Biblioteche Oggi, n. 9, novembre 2007, pp. 43-48.
- La Crusca nell'Ottocento a cura di Elisabetta Bennucci, Andrea Dardi, Massimo Fanfani, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2003.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito dell'Accademia della Crusca
- Lessicografia della Crusca in rete: Vocabolari degli Accademici della Crusca
- Prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca in rete