Carlo Azeglio Ciampi

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Carlo Azeglio Ciampi
Ciampi ritratto.jpg

10º Presidente della Repubblica Italiana
Durata mandato 18 maggio 1999 –
15 maggio 2006
Primo ministro Massimo D'Alema
Giuliano Amato
Silvio Berlusconi
Predecessore Oscar Luigi Scalfaro
Successore Giorgio Napolitano

Presidente del Consiglio dei Ministri
Durata mandato 28 aprile 1993 –
10 maggio 1994
Presidente Oscar Luigi Scalfaro
Predecessore Giuliano Amato
Successore Silvio Berlusconi

Governatore della Banca d'Italia
Durata mandato ottobre 1979 –
aprile 1993
Predecessore Paolo Baffi
Successore Antonio Fazio

Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica
Durata mandato 17 maggio 1996 –
13 maggio 1999
Presidente Romano Prodi,
Massimo D'Alema
Predecessore Lamberto Dini (Tesoro);
Mario Arcelli (Bilancio)
Successore Giuliano Amato

Dati generali
Partito politico Partito d'Azione (1943–1947)
Indipendente (dal 1947)[1]
Alma mater Normale di Pisa
sen. Carlo Azeglio Ciampi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Livorno
Data nascita 9 dicembre 1920 (93 anni)
Titolo di studio Lauree in Lettere e Giurisprudenza[2]
Professione Economista, politico
Legislatura XV, XVI, XVII
Gruppo gruppo misto[3]
Senatore a vita
Investitura Senatore di diritto
Data 15 maggio 2006
Pagina istituzionale

Carlo Azeglio Ciampi (Livorno, 9 dicembre 1920) è un economista e politico italiano, Presidente emerito della Repubblica Italiana, essendo stato il decimo presidente della Repubblica dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006.

È stato governatore della Banca d'Italia dal 1979 al 1993, presidente del Consiglio dei ministri e ministro del turismo e dello spettacolo ad interim (1993-1994) e ministro del tesoro e del bilancio (1996-1999). Con la fine del suo mandato presidenziale è diventato senatore a vita. Primo presidente del Consiglio e primo capo dello Stato non parlamentare nella storia della Repubblica, Ciampi fu anche il secondo presidente eletto dopo essere stato governatore della Banca d'Italia preceduto da Luigi Einaudi nel 1948. Governatore onorario della Banca d'Italia.

Dopo una militanza giovanile nel Partito d'Azione, Ciampi non ha più aderito ad alcun partito.[1][4] Come Capo dello Stato ha conferito l'incarico a tre Presidenti del Consiglio: Massimo D'Alema (del quale ha respinto le dimissioni di cortesia presentate nel 1999), Giuliano Amato (2000-2001) e Silvio Berlusconi (2001-2006); ha nominato cinque senatori a vita: Rita Levi-Montalcini nel 2001, Emilio Colombo nel 2003, Mario Luzi nel 2004, Giorgio Napolitano e Sergio Pininfarina nel 2005; ha infine nominato cinque Giudici della Corte costituzionale: nel 2000 Giovanni Maria Flick, nel 2004 Franco Gallo e nel 2005 Sabino Cassese, Maria Rita Saulle e Giuseppe Tesauro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Pietro Ciampi e di Maria Masino, quest'ultima nata a Pisa da famiglia di Cuneo[5], frequentò l'Istituto San Francesco Saverio, retto dai Gesuiti, dalla terza elementare al liceo. Saltò la quinta elementare e la terza liceo per gli ottimi voti conseguiti nelle classi precedenti. Dopo la maturità, concorse alla Scuola normale superiore di Pisa per un posto nel corso di laurea in lettere: nella prova scritta di italiano del concorso trattò di Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro e nella prova orale è esaminato da Giovanni Gentile; supera il concorso classificandosi undicesimo insieme a Scevola Mariotti.

Durante il suo percorso di studi, compì diversi soggiorni all'estero, in particolare all'Università di Lipsia. Conseguì la laurea in Lettere nel 1941, discutendo una tesi in filologia classica e letteratura greca intitolata Favorino d'Arelate e la consolazione Περὶ φυγῆς[6] (relatore Augusto Mancini) alla Scuola normale superiore di Pisa, dove aveva frequentato, rimanendone affascinato, le lezioni del filosofo Guido Calogero[7] e dove aveva conosciuto anche Franca Pilla, futura moglie. Fu chiamato alle armi nello stesso anno con il grado di sottotenente nel corpo automobilistico e inviato in Albania.

Durante la Resistenza[modifica | modifica wikitesto]

Quando fu siglato l'armistizio dell'8 settembre 1943, Ciampi, che si trovava in Italia con un permesso, rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e si rifugiò a Scanno, in Abruzzo, dove trovò il suo Maestro Guido Calogero, condannato al  confino per le sue idee antifasciste, esponente di primo piano del pensiero liberalsocialista e vicino al Partito d'Azione. Il 24 marzo 1944 Ciampi, con un gruppo di una sessantina di persone, fra cui lo stesso Calogero, altri antifascisti, prigionieri sfuggiti alla Wehrmacht e con l'aiuto della guida locale Alberto Pietrorazio,[8] partendo da Sulmona si mise in marcia per raggiungere gli Alleati, attraversando il massiccio della Majella.

Si trattava di un viaggio difficile e pericoloso, in mezzo alla neve e a temperature molto basse, lungo un percorso che toccava Campo di Giove ed attraversava le linee tedesche passando per il Guado di Coccia:

« Si progredisce molto lentamente in alcuni punti, dovendo camminare quasi a quattro gambe perché i soli piedi non fanno presa (specie io che non ho i chiodi)

(...) Qualcuno comincia a scoppiare, cerco di aiutare insieme ad un altro un prigioniero che non ce la fa più: avvertiamo Alberto, ma questo dice che non può rallentare la marcia in quanto che si deve giungere al Guado di Coccia prima dell'alba, pena la sicurezza della spedizione (...) Alle quattro ormai del 25 marzo siamo al Guado[9] »

L'itinerario, passando per Taranta Peligna, condusse infine i sopravvissuti a Casoli. Il gruppo, che perde una decina di componenti, stremati dal freddo e dalla fatica, incontra per primo i Patrioti della Brigata Maiella.[10] Ciampi riesce quindi ad arrivare a Bari, dove consegna a Tommaso Fiore il testo manoscritto del «catechismo liberalsocialista del Partito d'azione» datogli da Calogero, si arruola nel rifondato esercito italiano e si iscrive al Partito d'Azione.

Il diario personale sulla traversata è stato donato da Ciampi stesso al liceo scientifico di Sulmona , in occasione della sua visita a Sulmona per l’inaugurazione de "Il sentiero della libertà".

Banca d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Banca d'Italia.

Nel 1946 sposa Franca Pilla (nata il 19 dicembre 1920), consegue la seconda laurea in giurisprudenza presso l'Università di Pisa e partecipa al concorso che lo fa entrare come impiegato in Banca d'Italia, dove rimarrà per 47 anni (14 da governatore), dopo aver abbandonato l'insegnamento, che era, per sua stessa ammissione, la vera grande passione.[11]

Dopo la laurea in Lettere aveva infatti ottenuto una cattedra di Lettere Italiane e Latine al Liceo Classico "Niccolini e Guerrazzi" di Livorno, dove sono ancora conservati i documenti che attestano il suo passaggio dalla Scuola alla Banca d'Italia. Nello stesso anno si iscrive anche alla CGIL e ne conserva la tessera fino al 1980. Nel 1960 fu chiamato all'amministrazione centrale della Banca. Nel 1973 diventò Segretario generale, Vice direttore generale nel 1976 e Direttore generale nel 1978.

Nell'ottobre del 1979 fu nominato Governatore della Banca d'Italia e presidente dell'Ufficio italiano dei cambi nel pieno della bufera che aveva travolto l'istituzione dopo il crack di Michele Sindona e gli arresti del Governatore Paolo Baffi e del Vicedirettore Mario Sarcinelli (entrambi poi scagionati da ogni accusa). Ciampi ha dichiarato che «Appena nominato Governatore andai a rendere omaggio al Capo dello Stato e dissi chiaramente che se Mario Sarcinelli avesse dovuto lasciare la Banca d'Italia, mi dovevano considerare dimissionario»[12]. Ricoprì l'incarico fino al 1993. Ha ricevuto, il 11 dicembre 1991, la laurea magistrale honoris causa in Economia e commercio dall'Università degli Studi di Pavia.

Incarichi di governo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo Ciampi.

Dall'aprile 1993 al maggio 1994 fu il presidente del Consiglio di un governo tecnico di transizione, il primo presidente del Consiglio non parlamentare della storia della Repubblica. Non sono mancate anche in tal senso polemiche, che, sebbene minoritarie, vedono una carenza di rappresentatività popolare negli organi costituzionali, non avendo egli mai ricoperto cariche elettive. Nel giugno 1994 fu chiamato a ricoprire la carica di vicepresidente della Banca dei Regolamenti Internazionali,[13] ruolo che detenne fino al maggio 1996.

Governo Prodi e D'Alema[modifica | modifica wikitesto]

In seguito è stato ministro del tesoro (dall'aprile 1996 al maggio 1999) nei governi Prodi I e D'Alema I. In questo periodo, la sua opera è stata caratterizzata dalla riduzione del debito pubblico italiano in vista degli obblighi imposti dal trattato di Maastricht, per garantire l'accesso dell'Italia alla moneta unica europea. Ha avviato il processo di privatizzazione delle Poste italiane. È autore di alcuni libri, tra i quali si ricordano: Considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia dal 1979 al 1993, finito di stampare nel 1994; Sfida alla disoccupazione: promuovere la competitività europea e Un metodo per governare, entrambi del 1996.

Presidente della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente Ciampi durante il messaggio per la Festa del Tricolore del 2003.

La sua candidatura venne avanzata da un vasto schieramento parlamentare e in particolare dall'allora Presidente del Consiglio D'Alema che ottenne, durante le trattative, il benestare dell'opposizione di centro-destra, anche se Ciampi, che non era iscritto in alcun partito, era molto vicino all'Ulivo. Considerato come figura fondamentale per l'adozione dell'euro e come uno dei ministri più popolari del governo godette anche dell'appoggio del mondo economico e finanziario oltre che della stima dei dirigenti dell'Unione europea.

Il 13 maggio 1999 venne eletto alla prima votazione, con una larga maggioranza (707 voti su 1010), decimo presidente della Repubblica. In questa veste, egli ha cercato di trasmettere agli italiani quel patriottico sentimento nazionale che deriva dalle imprese del Risorgimento e della Resistenza e che si manifesta nell'Inno di Mameli e nella bandiera tricolore.

Ciampi è stato un Presidente che, come avvenuto con Sandro Pertini, ebbe sempre un alto indice di gradimento popolare nei sondaggi fatti dai vari Istituti italiani, con una media oscillante tra il 70 e l'80% (il minimo si registrò con il 67% nel nord-est del Paese), rimanendo sempre, perciò, una delle figure nelle quali gli italiani riponevano la loro fiducia e rafforzando con la sua figura istituzionale lo stesso ruolo del Presidente della Repubblica.

Come Pertini, anche Ciampi ha assistito ad una finale calcistica dell'Italia; infatti il 2 luglio 2000 come Capo dello Stato era presente allo Stadio De Kuip di Rotterdam nella sfortunata Finale di Euro 2000 persa dagli azzurri ai supplementari per 2-1 contro la Francia. Ha ricevuto, nel 2005, il premio Carlo Magno dalla città tedesca di Aquisgrana per il suo impegno volto a garantire l'idea di Europa unita e pacifica;[14] sempre nel 2005, ha anche ricevuto honoris causa il David di Donatello per la sua volontà di rilanciare il cinema italiano.

Carlo Azeglio Ciampi nel 2002 alla parata del 2 giugno

In un intervento al Parlamento europeo è stato vivacemente contestato da alcuni europarlamentari della Lega, tra cui Mario Borghezio, scontenti per l'ingresso dell'Italia nella Moneta comune europea, l'Euro, citato nel discorso del Presidente della repubblica. Durante il settennato Ciampi e la sua Signora hanno posto la loro residenza presso il palazzo del Quirinale.

La consorte del Presidente, come raramente era accaduto in passato, è stata spesso presente agli incontri che il marito ebbe in Italia e all'estero; "donna Franca", come è stata chiamata, ha fatto alcune dichiarazioni "fuori dal protocollo": hanno fatto discutere le sue esternazioni riguardo alla "TV deficiente", alla bontà e all'affetto dei napoletani ("La gente del sud è più buona e intelligente"). Da più parti a Ciampi è stato chiesto di rimanere Capo dello Stato per un secondo mandato ma, per addotte ragioni anagrafiche e di opportunità istituzionale, ha deciso di escludere l'ipotesi di un Ciampi bis al Quirinale. Sia il centro destra, sia il centro sinistra, lo hanno ringraziato per il suo operato super partes e come garante istituzionale.

Il 10 febbraio 2006 ha aperto, come da protocollo, i Giochi olimpici invernali di Torino 2006. Il 3 maggio 2006 con una nota ufficiale dal Quirinale Ciampi ha confermato la sua indisponibilità ad un settennato-bis: i motivi che l'hanno spinto a questa decisione sono l'età avanzata e la convinzione che "il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato".[15]

Nomine Presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Azeglio Ciampi con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush nel 2005

Governi

Giudici della Corte costituzionale:

Senatori a vita

Senatore a vita[modifica | modifica wikitesto]

Napolitano subentra al Presidente Ciampi

Ciampi si è dimesso il 15 maggio 2006, stesso giorno in cui il suo successore (nominato da Ciampi senatore a vita pochi mesi prima) Giorgio Napolitano ha prestato giuramento. Il suo primo atto da senatore a vita è stato quello di votare la fiducia al secondo governo Prodi,[16] esprimendosi favorevolmente riguardo al nuovo esecutivo. Ciò ha provocato l'accesa reazione, manifestata durante la votazione con fischi e grida, di numerosi esponenti della Casa delle Libertà.

Un mese dopo le sue dimissioni ha annunciato che avrebbe votato no al referendum confermativo sulle riforme istituzionali, motivando questa scelta in coerenza con il suo costante impegno a difesa della Costituzione: tale posizione è stata criticata dal centro destra ed apprezzata dal centro sinistra dalla componente dei costituzionalisti che ad esso si ispira. Dal 2007, pur non avendo mai accettato di aderirvi ufficialmente, è considerato vicino al Partito Democratico che lo ha nominato componente di diritto del Coordinamento Nazionale, come membro onorario[4][17][1].

Designato presidente del comitato organizzativo delle manifestazioni per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia nel 2011, è costretto a dimettersi dall'incarico nell'aprile 2010 per un peggioramento delle sue condizioni fisiche dovuto all'età e per la scarsa collaborazione ottenuta dalle forze politiche. A succedergli nell'incarico è stato Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio. Il 31 dicembre 2012, nonostante le precarie condizioni di salute, rende omaggio alla camera ardente di Rita Levi Montalcini, da lui nominata senatrice a vita.

Dal 24 giugno 2013, data del decesso di Emilio Colombo, è il più anziano senatore in carica[18]. Il 22 agosto 2013 è reso noto che il presidente emerito Ciampi è stato ricoverato in un clinica privata di Bolzano per essere sottoposto a un intervento di artroprotesi all'anca il cui esito è stato positivo[19]. L'11 luglio 2014 viene ricoverato d'urgenza a Bolzano, trasportato con l'elicottero da Siusi dove si trovava in vacanza, in seguito ad un'embolia polmonare[20]. Viene dimesso dall'ospedale e fa rientro a Roma il 18 agosto 2014, in seguito al miglioramento delle sue condizioni di salute.[21]

Militanza massonica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il giornalista Ferruccio Pinotti, Carlo Azeglio Ciampi è affiliato, già da giovane, alla Loggia massonica Hermes di Livorno, appartenente all'obbedienza massonica del Grande Oriente d'Italia.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Scritti e conferenze di Carlo Azeglio Ciampi, 6 voll., s.l., Banca d'Italia, 1983-1993.
  • Sfida alla disoccupazione. Rafforzare la competitività europea, a cura di, Roma-Bari, Laterza, 1996. ISBN 88-420-5092-X
  • Mercati finanziari in evoluzione: riflessi per il governo della moneta e del credito, Un. Bocconi, Milano, dicembre 1989
  • Un metodo per governare, Bologna, Il mulino, 1996. ISBN 88-15-05228-3
  • Viaggio in Italia. Discorsi e interventi del presidente Carlo Azeglio Ciampi, 6 voll., Roma, a cura dell'Ufficio stampa e informazione della Presidenza della Repubblica, 2003-2006.
  • Dall'Europa all'euro, dall'euro all'Europa, Roma, Treves, 2004. ISBN 88-8463-001-0
  • Dalla crisi al risanamento, Roma, Treves, 2004. ISBN 88-8463-016-9
  • Dizionario della Democrazia, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2005. ISBN 88-215-5544-5
  • La libertà delle minoranze religiose, Bologna, Il mulino, 2009. ISBN 978-88-15-13148-5
  • Da Livorno al Quirinale. Storia di un italiano, di Arrigo Levi - Ciampi C. Azeglio, Bologna, Il mulino, 2010. ISBN 978-88-15-13793-7
  • Non è il paese che sognavo. Taccuino laico per i 150 anni dell'Unità d'Italia, colloquio con Alberto Orioli, Il Saggiatore, 2010
  • Favorino d'Arelate la consolazione Περὶ φυγῆς, ristampa anastatica a cura di Franco Montanari, introduzione di Salvatore Settis, Editore Scuola Normale superiore di Pisa, 2011 ISBN ISBN 978-88-7642-411-3
  • A un giovane italiano, di Ciampi C. Azeglio, edito da RCS libri, 2012 ISBN 978-88-17-05676-2

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua qualità di Presidente della Repubblica italiana è stato, dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006:

Capo dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Capo dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Capo dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Capo dell'Ordine militare d'Italia
Capo dell'Ordine al merito del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Capo dell'Ordine al merito del lavoro
Capo dell'Ordine della stella della solidarietà italiana - nastrino per uniforme ordinaria Capo dell'Ordine della stella della solidarietà italiana
Capo dell'Ordine di Vittorio Veneto - nastrino per uniforme ordinaria Capo dell'Ordine di Vittorio Veneto

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 1985
Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 22 febbraio 2002
Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
— 2002
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)
Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Tomislavo (Croazia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Tomislavo (Croazia)
«Per l'eccezionale contributo alla promozione dell'amicizia e della cooperazione allo sviluppo tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica italiana.»
— Zagabria, 19 ottobre 2001[22]
Collare dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia)
— 2004
Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia)
Compagno d'Onore Onorario con Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno d'Onore Onorario con Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 20 gennaio 2004
Membro Onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Membro Onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika (Malta)
— 19 maggio 2005
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Carlo (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Carlo (Monaco)
— 13 dicembre 2005[23]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
— 2001
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia)
— 10 marzo 2000
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
— 16 ottobre 2000[24]
Collare dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 2003
Cavaliere di Collare dell'Ordine Piano (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Collare dell'Ordine Piano (Santa Sede)
— [25]
Membro di I Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia)
— 2002
Balì di Gran Croce di Onore e Devozione del Sacro Militare Ordine di Malta (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Balì di Gran Croce di Onore e Devozione del Sacro Militare Ordine di Malta (SMOM)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Marzio Breda, «Pd avvilente ma eviti scissioni. Sì a Bersani, vero rifondatore», Corriere della Sera, 15 luglio 2009. URL consultato il 9 settembre 2013.
    «La mia ultima tessera [...] è stata quella del Partito d'azione, e altre non ne ho mai più volute. Una fedeltà di coscienza».
  2. ^ Il presidente Carlo Azeglio Ciampi su camera.it
  3. ^ Fonte: http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00000594.htm
  4. ^ a b "Walter occasione di speranza e ora basta vecchi in politica", Massimo Giannini, La Repubblica, 29 giugno 2007.
  5. ^ Carlo Azeglio Ciampi, Da Livorno al Quirinale. Storia di un italiano. Conversazione con Arrigo Levi, Bologna 2010, pp. 9-10.
  6. ^ La tesi è stata ripubblicata dalla Normale di Pisa nel 2011, con ristampa anastatica curata da Franco Montanari e con introduzione di Salvatore Settis (ISBN 978-88-7642-411-3)
  7. ^ F. Padovani, Recensione a C. A. Ciampi, “Da Livorno al Quirinale-Storia di un italiano” in Periodico semestrale dell’Associazione Normalisti, nº 1, dicembre 2011, p. 42.
  8. ^ Giancarlo Guzzardi, Il Sentiero della Libertà in La rivista del C.A.I., CXXIII, 2/2004, gennaio/febbraio 2004, pp. 46-51.
  9. ^ Liceo Scientifico Statale Fermi di Sulmona, AA.VV., Il sentiero della libertà. Un libro della memoria con Carlo Azeglio Ciampi, Roma-Bari, Laterza, 2003.
  10. ^ Nel 2001, nella prima edizione del Freedom Trail, il Sentiero della Libertà, una marcia escursionistica che ripercorre lo stesso tracciato seguito da Ciampi e dai prigionieri di guerra fuggiti dal campo di prigionia di Fonte d'Amore, l'allora Presidente fu presente all'inaugurazione della manifestazione.
  11. ^ Eugenio Scalfari, Ciampi, le tre vite del presidente; autoritratto di un servitore dello Stato in Repubblica.it, 17 giugno 2010. URL consultato il 26 aprile 2012.
  12. ^ La Storia siamo noi - puntata "Qualunque cosa succeda" dedicata a Giorgio Ambrosoli
  13. ^ Former members of the Board of Directors
  14. ^ Il premio Carlo Magno all'europeista Ciampi, La Repubblica — 19 dicembre 2004
  15. ^ Colle, no definitivo di Ciampi, Corriere della Sera - 3 maggio 2006
  16. ^ Senato, Prodi ottiene la fiducia, Corriere della Sera — 5 maggio 2006
  17. ^ Partito Democratico, il Coordinamento Nazionale | Partito Democratico
  18. ^ [http://www.corriere.it/politica/13_giugno_24/colombo-morto-costituente_1062b5ce-dd15-11e2-98cd-c1e6834d0493.shtml Morto Emilio Colombo, l'ultimo costituente, Il Corriere della Sera, 24 giugno 2013
  19. ^ Ciampi sottoposto ad un intervento all'anca, Il Corriere della Sera, 24 giugno 2013
  20. ^ Carlo Azeglio Ciampi ricoverato a Bolzano, La Stampa, 11 luglio 2014
  21. ^ Carlo Azeglio Ciampi dimesso dall'ospedale di Bolzano
  22. ^ (HR) Odluka o odlikovanju Njegove Ekscelencije Carla Azeglio Ciampia, Narodne novine, 19 ottobre 2001. URL consultato il 6 novembre 2010.
  23. ^ n° 331 of 13th December 2005
  24. ^ fotografia del Presidente Ciampi
  25. ^ ImageShack - Image Hosting :: grandiimmagini26975vi.jpg

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Vespa, Il superpresidente. Che cosa cambia in Italia con Ciampi al Quirinale, Roma-Milano, RAI-ERI-Mondadori, 1999. ISBN 88-04-47159-X
  • Liceo scientifico statale Fermi, Sulmona, AA.VV., Il sentiero della libertà. Un tratto di strada con Carlo Azeglio Ciampi, 1943-44, Torre dei Nolfi, Qualevita, 2001.
  • Massimo Giannini, Ciampi. Sette anni di un tecnico al Quirinale, Torino, Einaudi, 2006. ISBN 88-06-18267-6
  • Alberto Spampinato, La lezione di Ciampi, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2006. ISBN 88-498-1445-3
  • Simona Colarizi e Giovanni Sabbatucci (a cura di), I presidenti. Da Enrico De Nicola a Carlo Azeglio Ciampi, Novara, De Agostini, 2006. ISBN 88-418-3187-1
  • Paolo Peluffo, Carlo Azeglio Ciampi. L'uomo e il presidente, Milano, Rizzoli, 2007. ISBN 978-88-17-01159-4
  • Da Livorno al Quirinale. Storia di un italiano, di Arrigo Levi - Ciampi C. Azeglio, Bologna, Il mulino, 2010. ISBN 978-88-15-13148-5
  • Ciampi C. Azeglio; Andreella F. (a cura di), Io sono italiano, siatelo anche voi!, Vicenza, Edizioni Il Punto d'Incontro, 2006. ISBN 978-88-8093-518-6
  • Rosario Forlenza, La Repubblica del Presidente. Gli anni di Carlo Azeglio Ciampi 1999-2006 (brossura), 1ª ed., Reggio Emilia, Diabasis, aprile 2011, p. 168, ISBN 978-88-8103-747-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Repubblica Italiana Successore Presidential flag of Italy.svg
Oscar Luigi Scalfaro 18 maggio 1999 - 15 maggio 2006 Giorgio Napolitano
Predecessore Ministro del Tesoro della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Lamberto Dini dal 18 maggio 1996 al 13 maggio 1999 (Governi Prodi I e D'Alema I) Giuliano Amato
Predecessore Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Successore Flag of prime minister of Italy.svg
Giuliano Amato 1993 - 1994 Silvio Berlusconi
Predecessore Ministro del Turismo e dello Spettacolo Successore Emblem of Italy.svg
Margherita Boniver dal 1993 al 1994

ad interim

ministero soppresso
Predecessore Governatore della Banca d'Italia Successore BancaItalia.jpg
Paolo Baffi 1979 - 1993 Antonio Fazio
Predecessore Direttore Generale della Banca d'Italia Successore BancaItalia.jpg
Mario Ercolani 1978 - 1979 Lamberto Dini

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