Luigi Manconi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
sen. Luigi Manconi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Sassari
Data nascita 21 febbraio 1948
Titolo di studio laurea in Scienze politiche
Professione Docente universitario, giornalista, sociologo, critico musicale
Partito Verdi (1994-2001), DS (2005-2007), PD (dal 2013)
Legislatura XII, XIII, XVII
Gruppo Progressisti-Verdi-La Rete (1994-1996), Verdi-L'Ulivo (1996-2001), PD (dal 2013)
Coalizione AdP (1994), L'Ulivo (1996), Italia. Bene Comune (2013)
Circoscrizione Marche (1994, 1996), Sardegna (2013)
Collegio 1 Ascoli Piceno, 3 Macerata
Incarichi parlamentari


  • Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia)
  • Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani
Pagina istituzionale

Luigi Manconi, anche noto con lo pseudonimo di Simone Dessì (Sassari, 21 febbraio 1948), è un politico, sociologo e critico musicale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia e inizi come docente universitario[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giangiacomo Manconi, dirigente dei Laureati cattolici dell'Azione cattolica italiana,[1], si laureò in Scienze politiche presso l'Università Statale di Milano, poi dedicandosi all'insegnamento universitario, prima presso l'Università di Palermo e, successivamente, nella Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano, dove è professore associato di Sociologia dei fenomeni politici (s.s.d. SPS/11).

Impegno in Lotta Continua e critico di cinema, lettere e musica[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1969 e il 1975 ha militato in Lotta Continua. Negli stessi anni e fino al 1980 ha scritto sulla rivista Ombre rosse, diretta da Goffredo Fofi, come critico cinematografico e letterario, diventandone poi condirettore.

Nella seconda metà degli anni settanta, con lo pseudonimo di Simone Dessì, collaborò a riviste musicali come Muzak e partecipò alla stesura di articoli e volumi sulla musica popolare e sulla musica leggera.

Nel corso dell'attività di critico musicale, è rimasto celebre il suo attacco a Fabrizio de André per l'album Storia di un impiegato, nel quale affermava «è un disco tremendo: il tentativo, clamorosamente fallito, di dare un contenuto "politico" a un impianto musicale, culturale e linguistico assolutamente tradizionale, privo di qualunque sforzo di rinnovamento e di qualunque ripensamento autocritico: la canzone Il bombarolo è un esempio magistrale di insipienza culturale e politica».[2]

Nota anche la sua difesa, contro Giaime Pintor, di Buonanotte Fiorellino di Francesco de Gregori.

Carriera da scrittore e giornalista[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980, pubblicò per Mondadori il romanzo poliziesco, Lavoro ai Fianchi, scritto con Marco Lombardo Radice.

Negli anni ottanta ha fondato e diretto, con Massimo Cacciari e Rossana Rossanda, la rivista Antigone. È stato editorialista e commentatore delle più importanti testate italiane, come Il Messaggero, il Corriere della Sera, La Stampa e La Repubblica; attualmente è editorialista de Il Messaggero.

La tesi sociologica di Manconi e di Raimondo Catanzaro, espressa nell'opera Storie di lotta armata, che definisce la violenza del terrorismo di destra come "fatto estetico spettacolare" e "processo di catarsi", al contrario di quella del terrorismo di sinistra che praticherebbe una "violenza razionale-strumentale", sollevò forti polemiche nel mondo accademico.[3]

Nel 1991 il suo rapporto di collaborazione con la Rai fu bruscamente interrotto e Manconi fu licenziato a seguito di un editoriale assai critico nei confronti dell'allora ministro del Bilancio, Paolo Cirino Pomicino, nel corso della trasmissione di Rai 3 Girone all'italiana, condotta da Andrea Barbato.[4]

Negli anni novanta è stato consulente delle trasmissioni televisive di Rai 3 "Profondo Nord" e Milano, Italia, ideate e condotte da Gad Lerner.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Senatore nei Verdi (1994-2001) e loro portavoce[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, da indipendente, fu eletto senatore nelle liste dei Verdi, e nuovamente eletto nella successiva legislatura (19962001). Partecipò ai lavori di numerose commissioni sulle tematiche che, da sempre, connotano la sua militanza e le sue attività di ricerca: la giustizia e il garantismo, le libertà individuali e le garanzie sociali, l'autonomia della persona e le “questioni di vita e di morte” (dalla libertà di cura al testamento biologico).

Dal novembre del 1996 al giugno del 1999 è stato portavoce nazionale dei Verdi, impostando il programma del movimento sulla combinazione tra tematiche ambientali e diritti civili. Dopo la sconfitta alle elezioni europee 1999, diede immediatamente le dimissioni da portavoce nazionale e venne sostituito da Grazia Francescato; due anni dopo ha tuttavia polemizzato con l'allora leadership dei Verdi.[5]

Nel 2003 è stato nominato dal sindaco Walter Veltroni "garante dei diritti delle persone private della libertà" presso l'amministrazione comunale di Roma.

Iscrizione ai DS e Sottosegretario nel secondo governo Prodi (2006-2008)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 si è iscritto ai Democratici di Sinistra, per i quali è stato responsabile del dipartimento nazionale Diritti Civili e membro della direzione nazionale. È stato sottosegretario di Stato alla Giustizia, nel secondo governo Prodi, dal 2006 al 2008.

Senatore del PD (2013-)[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 febbraio 2013 è stato eletto senatore della Repubblica tra le file del Partito Democratico in Sardegna.[6]

Attività umanitaria[modifica | modifica wikitesto]

È iscritto ad Amnesty International e alla International Antiprohibitionist League. Con Laura Balbo ha promosso l'associazione “Italia-razzismo”. È presidente di "A buon diritto Onlus".

Dal 2008 dirige i siti abuondiritto.it, innocentievasioni.net dedicato ai luoghi e alle procedure di privazione della libertà, e italiarazzismo.it, dedicato al rapporto tra immigrazione straniera e società italiana.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È padre di tre figli: Davide, Giacomo e Giulia. Vive con la giornalista Bianca Berlinguer. Dal 2007 è affetto da una grave forma di ipovisione causata dal sommarsi di più fattori, tra i quali: glaucoma, distacco della retina e forte miopia[7].

Incarichi politici ricoperti[modifica | modifica wikitesto]

  • Segretario della Presidenza del Senato dal 5 giugno 1996 al 29 maggio 2001.
  • Membro della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) dal 25 novembre 1998 al 1º maggio 2000.
  • Membro della 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) dal 24 luglio 1996 al 25 febbraio 1997 e dal 2 maggio 2000 al 29 maggio 2001.
  • Membro della 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) dal 30 maggio 1996 al 24 luglio 1996 e dal 25 febbraio 1997 al 24 novembre 1998.
  • Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia) dal 7 maggio 2013
  • Membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani dal 20 maggio 2013 al 20 maggio 2013
  • Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani dal 21 maggio 2013

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Cercando un altro Egitto, canzonettiere ad uso delle giovani e giovanissime generazioni, Savelli, Roma, 1976
  • C'era una volta una gatta, i cantautori degli anni '60 : testi, Savelli, Roma, 1977
  • La Chitarra e il potere, gli autori della canzone politica contemporanea, Savelli, Roma, 1977
  • Lucio Dalla, il futuro dell'automobile, dell'anidride solforosa e di altre cose, Savelli, Roma, 1977
  • Uno strano movimento di strani studenti : composizione, politica e cultura dei non garantiti, (con Gad Lerner e Marino Sinibaldi), Feltrinelli, Milano, 1978
  • Un uomo solo. Vita e opere di Fausto Coppi, (con Giorgio Casadio), Più Libri, Milano, 1979
  • Lavoro ai Fianchi, (con Marco Lombardo Radice), Mondadori, Milano, 1980 - Il Maestrale, Milano, 2010
  • Vivere con il terrorismo, Mondadori, Milano, 1980
  • I razzismi possibili,(con Laura Balbo), Feltrinelli, Milano 1990
  • Solidarietà, egoismo : buone azioni, movimenti incerti, nuovi conflitti, Il Mulino, Bologna, 1990
  • Il nemico assoluto. Antifascismo e contropotere nella fase aurorale del terrorismo di sinistra, (con Raimondo Catanzaro), Il Mulino, Bologna, 1990
  • Legalizzare la droga : una ragionevole proposta di sperimentazione, (con Giancarlo Arnao), Feltrinelli, Milano, 1991
  • I razzismi reali, (con Laura Balbo), Feltrinelli, Milano, 1992
  • Razzismi. Un vocabolario, (con Laura Balbo), Feltrinelli, Milano, 1993
  • Storie di lotta armata, (con Raimondo Catanzaro), Il Mulino, Bologna, 1995
  • Dignità nel morire, (con Roberta Dameno), Guerini Associati, Milano, 2003
  • Quando hanno aperto la cella era già tardi perché..." Suicidio e autolesionismo in carcere (con Andrea Boraschi), Rassegna Italiana di Sociologia, n.1/2006, pp. 117-150
  • Il dolore e la politica. Accanimento terapeutico, testamento biologico, libertà di cura, (con Andrea Boraschi), Paravia Bruno Mondadori, Genova, 2007
  • Terroristi Italiani. Le Brigate Rosse e la guerra totale 1970-2008", Rizzoli, Milano 2008
  • Un'anima per il Pd. La sinistra e le passioni tristi, Nutrimenti, Roma, 2009
  • con Marco Lombardo Radice, Lavoro ai fianchi. Alcuni giorni nella vita del commissario Luigi Longo, Il Maestrale, 2010, ristampa, ISBN 9788864290058
  • con Valentina Calderone, Quando hanno aperto la cella. Stefano Cucchi e gli altri, Il Saggiatore, 2011 ISBN 9788842816768
  • con Valentina Brinis, La musica è leggera. Racconto su mezzo secolo di canzoni, Il Saggiatore, 2012, ISBN 9788842816294

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guido Rombi, Chiesa e società a Sassari dal 1931 al 1961, Vita e Pensiero - Università cattolica, Milano, 2000, pag. 102
  2. ^ Recensione di Simone Dessì pubblicata su Muzak e ristampata poi nel volume C'Era una volta una gatta, edizioni Savelli-Il pane e le rose, Roma, 1977, pag. 44
  3. ^ Alberto Berardi, Il diritto e il terrore: alle radici teoriche della finalità di terrorismo, Wolters Kluwer Italia, Padova, 2008, pag. 180
  4. ^ Beniamino Placido, La Repubblica, 5 novembre 1991: "Chi erano i fessi nell'anno sessantotto?".
  5. ^ Corriere della sera Manconi: congresso truffa, usano il partito come una ditta di famiglia
  6. ^ Senato [1]
  7. ^ Carlo Verdelli, Luigi Manconi: io, quasi cieco e la mia vita tra le ombre, La Repubblica, 14 giugno 2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianfranco Salvatore, Mogol-Battisti: l'alchimia del verso cantato, Castelvecchi, Roma, 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente Verdi Successore
Carlo Ripa di Meana 1996 - 1999 Grazia Francescato