Legge Bacchelli

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La cosiddetta Legge Bacchelli (legge n. 440 dell'8 agosto 1985) è una legge dello stato italiano che prevede l'erogazione di un assegno straordinario vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza.

Riccardo Bacchelli, scrittore che fu il primo a beneficiare della legge n. 440 dell'8 agosto 1985.

Il nome con cui la legge è nota al pubblico si deve alla prima persona che ne beneficiò e la cui vicenda contribuì alla sua istituzione, lo scrittore Riccardo Bacchelli[1].

Il vitalizio viene assegnato dal Consiglio dei ministri e ne hanno beneficiato, tra gli altri, gli scrittori Anna Maria Ortese, Aldo Braibanti e Gavino Ledda, la poetessa Alda Merini, il poeta Dario Bellezza, i cantanti Umberto Bindi, Ernesto Bonino e Joe Sentieri, le attrici Alida Valli, Diana Torrieri, Tina Lattanzi e Dria Paola, il pugile Duilio Loi, gli attori Salvo Randone e Franco Citti, la prima annunciatrice della Rai Fulvia Colombo, l'eroe di guerra Giorgio Perlasca, il pittore Guido Borgianni e il poeta andreano Federico Tavan, lo storico del cinema Josè Pantieri, il soprano Anita Cerquetti, il compositore Guido Turchi, il campione di sci Zeno Colò, il filosofo Guido Ceronetti[2], lo scrittore Saverio Strati[3] e l'autore, critico e regista teatrale Antonino Colli.

[modifica] Note

  1. ^ Da Califano a Jimmy ‘il fenomeno’: i questuanti della legge Bacchelli
  2. ^ L'attrice del Piccolo teatro Enrica Corti (deceduta nel 2010)A Guido Ceronetti l' aiuto della legge Bacchelli
  3. ^ Soddisfazione del Sindaco di Scandicci per la concessione della legge Bacchelli allo scrittore Saverio Strati

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