Franco Califano

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Franco Califano
Fotografia di Franco Califano
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica d'autore
Pop
Periodo di attività 1960-2013
Etichetta Sony, Ariston Records, CGD, Dischi Ricordi, Lupus
Album pubblicati 32
Studio 27
Live 4
Raccolte 5
Sito web
« Un'estate fa non c'eri che tu,
ma l'estate assomiglia a un gioco,
è stupenda ma dura poco. »
(Franco Califano, Un'estate fa, 1992)

Francesco Califano, più noto come Franco,er Califfo o il Maestro (Tripoli, 14 settembre 1938Roma, 30 marzo 2013), è stato un cantautore, paroliere, produttore discografico,poeta,scrittore e attore italiano.e come lui stesso amava essere ricordato,uomoartista.In quanto riteneva che spesso il suo personaggio aveva prevalso a scapito dell'uomo e dell'artista. Considerato uno dei cantautori più originali del panorama musicale italiano, durante la sua carriera ha pubblicato 32 album e scritto complessivamente tra poesie e canzoni oltre 1.000 opere[1], oltre a numerosi testi per altri artisti[2], molti dei quali diventati vere e proprie hit piazzate in vetta alle classifiche italiane e internazionali.

Negli anni settanta/ ottanta è stato oggetto di numerose polemiche e critiche a causa del suo stile di vita lussuoso e sregolato caratterizzato da donne, droga, cattive compagnie che lo hanno portato anno dopo anno a dilapidare il suo intero patrimonio e per i numerosi problemi con la legge[3][4]. Franco Califano era da sempre amato dal pubblico giovanile per il suo carattere da ragazzaccio e per le innumerevoli conquiste di cui faceva vanto.

È tra gli artisti italiani che hanno venduto il maggior numero di dischi con oltre 20 milioni di copie. Nella sua carriera ha collaborato con numerosi artisti come Mina, Mia Martini, Ornella Vanoni, Edoardo Vianello, Wilma Goich, Peppino di Capri, Ricchi e poveri, Stefano Rosso, Jo Chiarello, Loretta Goggi, Caterina Caselli, Donatella Rettore, E.J. Wright, Carla Vistarini, Umberto Bindi, Giampiero Artegiani, Michele Pecora, Francesco Nuti, Pippo Franco, Gabriella Ferri e Federico Zampaglione dei Tiromancino.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

« Sono sempre andato a letto cinque minuti più tardi degli altri, per avere cinque minuti in più da raccontare »

Franco Califano nasce il 14 settembre 1938 nella capitale libica Tripoli, dove il papà Salvatore (di Pagani), che era in servizio nell'Esercito Italiano, e la mamma Jolanda Ianniello (di Nocera Inferiore) risiedevano da alcuni mesi, avendo già una figlia (Liliana). Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale la famiglia rientrò a Nocera dove risiedette alcuni anni. In seguito, a guerra conclusa, la famiglia si trasferì a Roma, dove nacque Guido, l'ultimo figlio e dove poco tempo dopo il padre Salvatore morì prematuramente.

Dopo le scuole dell'obbligo passate prevalentemente in collegi ecclesiastici per volere dei suoi genitori, tra i quali il Collegio Sant'Andrea ad Amalfi si iscrisse ad un corso serale di ragioneria presso l'ITCG Ludovico Ariosto perché "rapito" dalla vita notturna non riesce ad essere puntuale ai corsi mattutini. Contemporaneamente agli studi, inizia a scrivere poesie entrando nel mondo della musica non come cantante o come autore bensì come vero e proprio poeta ma, dopo aver preso coscienza che scrivere versi non gli avrebbe fruttato il guadagno sperato cominciò a scrivere testi di canzoni e la sua crescente fame di novità lo portò a sperimentare differenti generi musicali, dalle ballate popolari sino agli standard americani.

Nello stesso tempo esordì nei fotoromanzi trasferendosi da Roma a Milano con la convinzione che nel capoluogo lombardo sarebbe arrivato al successo più rapidamente. Rientrò comunque nella capitale qualche anno dopo e a 19 anni si sposò con Rita Di Tommaso: da questa relazione nacque la figlia Silvia[5], dalla quale avrebbe avuto la nipote Francesca.

Il successo come autore[modifica | modifica sorgente]

Le sue frequentazioni in ambito artistico lo portano a collaborare con diversi artisti allora in voga che apprezzano il suo stile disincantato e trasgressivo. I suoi primi testi di successo sono E la chiamano estate scritta nel 1965 insieme a Laura Zanin per Bruno Martino che la presentò al Festival delle Rose 1965 e La musica è finita scritta nel 1967 insieme a Nicola Salerno e musicata da Umberto Bindi per Ornella Vanoni che divenne presto uno dei brani di maggior successo dell'artista lombarda e un classico della musica italiana. Curiosamente la Vanoni interpretò una cover di E la chiamano estate seguita da Mina con la quale Califano collaborò successivamente (nel 1973 scrivendo Amanti di valore e nel 1993 quando la cantante fece una cover di Un'estate fa portata al successo dal Califfo un anno prima.

Nel 1970 grazie all'ottima fama acquisita come autore, firma un contratto con la CGD e nel 1972 esce il suo primo album 'N bastardo venuto dar sud (chiaramente autobiografico che riporta alle sue origini) che contiene il brano Semo gente de borgata, cantato da Edoardo Vianello. Nello stesso anno però viene arrestato per possesso di stupefacenti, caso in cui fu coinvolto anche Walter Chiari (assolto con formula piena). Inizia così una serie di problemi legali che lo accompagneranno nei successivi due decenni e che diventeranno parte integrante del suo personaggio.

Nel 1973 compone un brano destinato a diventare pietra miliare della musica italiana e vero e proprio cavallo di battaglia per l'interprete. Si tratta di Minuetto scritto insieme a Dario Baldan Bembo per Mia Martini. Il brano diventa il 45 giri più venduto di quell'anno e della carriera della cantante restando nelle classifiche italiane per 22 settimane consecutive raggiungendo la seconda posizione. Mia Martini di questo brano scrisse una cover in spagnolo ed una in francese. Nel medesimo anno compone Un grande amore e niente più per Peppino di Capri insieme a E.J. Wright e Giuseppe Faiella che vince il Festival di Sanremo 1973.

Il successo come cantante[modifica | modifica sorgente]

Mentre l'attività di autore per i colleghi prosegue a gonfie vele quella di cantante non ottiene lo stesso successo fino al 1976 quando esce l'album Tutto il resto è noia. Il disco vende oltre 1.000.000 di copie[6] e resta in classifica per 7 settimane. Inoltre i brani Tutto il resto è noia, Me 'nnammoro de te e Bimba Mia, contenuti nell'album, diventeranno tre dei suoi più clamorosi successi. Dopo questo inaspettato trionfo Califano inizia a bruciare le tappe anche come cantante grazie al suo carattere eccentrico e alla sua estrosa comunicativa; tra i suoi irresitibili monologhi L'avventura con un travestito è forse il più conosciuto. Il talento genuino e l'insolita schiettezza gli valsero l'appellativo di Pasolini della canzone.

Inoltre Califano inizia ad avere un impressionante numero di giovani fan, attratti dalle tematiche dei suoi testi e affascinati dalla fama di cui godeva presso il pubblico femminile. All'attività di cantautore si aggiungono quelle di attore dal 1979 in poi con i film Gardenia, il giustiziere della mala (1979), Due strani papà (1983) con Pippo Franco che insieme firmeranno musica e testi della colonna sonora, Viola bacia tutti (1998) e Questa notte è ancora nostra (2008), di personaggio televisivo, di scrittore e saggista con la pubblicazione di alcuni libri: Ti perdo - Diario di un uomo da strada, Il cuore nel sesso, Sesso e sentimento e Calisutra - Storie di vita e casi dell'amore raccontati dal maestro.

Califano tenta anche la strada di produttore discografico riscuotendo molto successo con artisti sotto contratto come Ricchi e poveri, Jo Chiarello, Stefano Rosso, Gino Santercole, Donatella Rettore, Pippo Franco, Gabriella Ferri e Giampiero Artegiani. Nel 1980 esce l'album ...tuo Califano contenente il brano Ce stanno altre cose, cantato anche da Loretta Goggi che lo proporrà in alcune delle sue apparizioni televisive. Nel 1981 pubblica l'album La mia libertà la cui medesima canzone resta in classifica per 10 settimane arrivando al terzo posto.

Nel 1983 Califano viene arrestato dai Carabinieri che irrompono nella sua villa ad Acilia con l'accusa di porto abusivo di armi e traffico di stupefacenti non a scopo di lucro. Finisce in carcere insieme al noto conduttore televisivo Enzo Tortora (assolto con formula piena e caso emblematico di mala giustizia). Durante quest'ultima esperienza carceraria compone l'album Impronte digitali, che si basa soprattutto su esperienze di quel periodo. Nel processo è stato infine assolto "perché il fatto non sussiste". Califano lo ricorderà ripetutamente nei suoi libri e nelle sue interviste. Nel 1989 partecipa al matrimonio dell'amico Diego Armando Maradona, allora giocatore del Napoli, a cui in seguito manderà il suo libro autobiografico in cambio di una maglietta autografata.[7].

Nel 1992 reinterpreta Un'estate fa, cover di Une belle historie del cantante francese Michel Fugain con il testo italiano di Califano che inizialmente fu incisa dagli Homo Sapiens nel 1972 e poi da Mina che la incluse nel suo album Ti conosco mascherina. Nel 2000 gli Homo Sapiens l'hanno reincisa con un arrangiamento più moderno. Nel 2005 è stata reinterpretata dai Delta V con la voce di Gi Kalweit, come anticipazione dal loro terzo album Monaco '74. Il singolo ottiene un discreto successo estivo e porta il gruppo ad esibirsi al Festivalbar. Il videoclip della canzone segna l'inizio della collaborazione tra i Delta V e il regista Lorenzo Vignolo.

Gli anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Franco Califano in concerto a Roma nel 2011

Nel 2006 partecipò alla terza edizione del programma realtà Music Farm, condotto da Simona Ventura.

Nel 2007 e nel 2010 partecipa a due puntate di Ciao Darwin con Paolo Bonolis. Nel 2010, a causa del suo stato precario di salute, dovuto alla rottura di tre vertebre in seguito a una caduta dalle scale, non poté, per un periodo, continuare a fare le serate e, non bastandogli i soldi percepiti dalla SIAE come diritti d'autore, invocò la legge Bacchelli per gli artisti che versano in situazione di grave indigenza[8].

Nel 2008 pubblica l'autobiografia Senza manette, scritta a quattro mani con Pierluigi Diaco.

Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, lo incontrò e decise di coinvolgerlo negli eventi della regione[9]. Il 20 febbraio 2012 si è esibito in concerto al Teatro Sistina, per l'occasione pieno in ogni ordine di posti. Il 3 agosto 2012 oltre 5000 persone hanno assistito a un suo concerto in piazza San Giovanni in Laterano a Roma nell'ambito del San Giovanni Summer Village. Sempre nello stesso anno incide con Simone Cristicchi e il coro dei ragazzi del carcere minorile di Nisida la canzone Sto a cercà lavoro, pubblicata su CD singolo, il cui ricavato viene versato in beneficenza[10].

Ha partecipato come ospite alla seconda puntata della seconda stagione di Tale e Quale Show. Il 14 ottobre è stato ospite, con l'amico Edoardo Vianello, a Domenica In da Lorella Cuccarini[11], mentre il 9 dicembre ha preso parte alla trasmissione Domenica Live da Barbara D'Urso[12], in cui ha ripercorso le tappe della sua carriera; in entrambi i casi è apparso in condizioni di salute visibilmente preoccupanti. L'ultima sua intervista, infine, è stata rilasciata l'8 marzo all'emittente televisiva romana T9[13]. Il 18 marzo 2013 Califano si è esibito al Teatro Sistina di Roma[14]; tre giorni dopo ha tenuto il suo ultimo concerto al Club Ueffilo di Gioia del Colle[15]. Morì il 30 marzo 2013[16].

Califano si è sempre presentato come un disincantato amante latino, un po' cinico, un po' romantico, vantando migliaia di conquiste femminili: lui stesso ha raccontato di aver avuto il suo primo rapporto, con la madre di un amico, in età preadolescenziale[17] (in interviste diverse, l'età varia dagli 8 ai 13 anni). Califano aveva tatuato, sull’anulare della mano destra, le due lettere "F" per Franco e "B" per il nome del suo cane Birillo e, sull'avambraccio destro, la sua celebre frase "Tutto il resto è noia"[18]. Viene citato anche nella serie televisiva Romanzo criminale partecipando al matrimonio di uno dei componenti della banda.

I suoi ammiratori lo chiamavano Califfo o anche maestro; venne imitato da molti artisti. L'imitazione più celebre fu quella di Fiorello, proposta nel suo programma del 2001 Stasera pago io e che divenne ben presto il momento clou di ogni puntata dello show. Nell'imitazione, Fiorello imitando il cantautore diceva di essersi svegliato alle 4:00 (l'orario è sempre lo stesso in ogni storia) nel letto non trovando la donna con cui aveva passato la notte precedente, di essersi avvicinato al frigorifero con un imponente senso di fame e aprendolo, di avervi trovato sempre cibi inadatti e all'insegna dell'estremo (un pulcino vivo, gli Oscar di Dustin Hoffman, un formaggio scaduto da anni ecc.). Lo stesso Califano è stato ospite nella quinta puntata narrando simpaticamente gli stessi fatti[19]. Tra gli imitatori di Califano sono da annoverare anche i comici Max Tortora, Gianfranco Butinar e Andrea Perroni. Era un grande tifoso interista.[18]

Autore di canzoni e poeta[modifica | modifica sorgente]

Da sempre autore di testi e poesie, era famoso per canzoni spesso cantate in proprio, ma molto più frequentemente scritte per altri artisti:

Come cantautore sono da annoverare tra i suoi grandi successi:

Franco Califano fu anche autore di molte composizioni poetiche, spesso in forma di sonetto. Da ricordare Secondo me l'amore, che dà il titolo a uno dei suoi album, Il gigante de casa, Beata te, te dormi, Nun me portà a casa.

Restano famose alcune poesie umoristiche e licenziose come:

  • Pasquale l'infermiere (gravidanza illegittima);
  • Cesira (ossessione della perfezione e donna-oggetto);
  • Avventura con un travestito
  • La seconda (moglie quasi ninfomane).

Come musicista, Califano firmò alcune colonne sonore: da ricordare Due strani papà, film di cui fu anche protagonista con Pippo Franco.

Produttore discografico[modifica | modifica sorgente]

Califano è stato anche un produttore discografico, scoprendo e lanciando tra gli altri i Ricchi e Poveri. La band venne presa in simpatia dal Califfo, suggerendo loro di adottare il nome che tuttora portano, il motivo è semplice: "Siete ricchi di idee e poveri di soldi", disse[20][21]. Così, decise di diventare il loro produttore e creò per loro un nuovo look, che comprendeva un taglio maschile per i capelli di Angela Brambati ed un'ossigenata a quelli di Angelo Sotgiu e Marina Occhiena.

Nel 1981 fondò, con alcuni soci, la Lupus[22], etichetta con cui lancia tra gli altri Jo Chiarello e Giampiero Artegiani.

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica sorgente]

La sua prima apparizione a Festival di Sanremo risale al 1988, con Io per le strade di quartiere, scritta insieme a Toto Cutugno che l'ha musicata. Vi tornò nel 1994 con Napoli scritta con Alberto Laurenti e Antonio Gaudino e nel 2005 con Non escludo il ritorno, scritta assieme ai Tiromancino.

Anno e Categoria
Brano
Interprete
Autori
Piazzamento
Festival di Sanremo 1988 Io (per le strade di quartiere) Franco Califano Franco Califano e Toto Cutugno 13
Festival di Sanremo 1994 Napoli Franco Califano Franco Califano, Alberto Laurenti e Antonio Gaudino Non finalista
Festival di Sanremo 2005 Non escludo il ritorno Franco Califano Franco Califano e Federico Zampaglione Non finalista

Partecipazioni come autore[modifica | modifica sorgente]

Anno e Categoria
Brano
Interprete
Autori
Piazzamento
Festival di Sanremo 1973 Un grande amore e niente più Peppino di Capri E.J. Wright, Giuseppe Faiella e Franco Califano Vincitrice
Festival di Sanremo 1990 La nevicata del '56 Mia Martini Franco Califano, Carla Vistarini, Massimo Cantini e Luigi Lopez 5

Politica[modifica | modifica sorgente]

Quando fu arrestato nel 1983 scrisse una lettera per chiedere aiuto e sostegno a Bettino Craxi: il leader socialista gli fu vicino e, dopo questo episodio, i due divennero amici[23]. Alle elezioni politiche del 1992 si è candidato con il PSDI, senza però essere eletto[24]. Nel 2008, in occasione del suo settantesimo compleanno festeggiato a piazza Navona, ha affermato: "Io sono liberale, anticomunista. Ho chiesto al sindaco Alemanno, mio caro amico, di poter cantare in qualche bella piazza. E lui mi ha fatto un meraviglioso regalo. Per 5 anni mi hanno impedito di cantare perché mi hanno bollato come uno di destra. Conoscevo bene sia Rutelli sia Veltroni: il primo si è sempre comportato bene, il secondo mi ha ignorato. E non so perché...".[25]

La morte[modifica | modifica sorgente]

È morto nella sua villa di Acilia, quartiere periferico di Roma, per arresto cardiaco[26], il 30 marzo 2013, all'età di 74 anni. La camera ardente è stata allestita in Campidoglio a Roma, il 1º aprile, presso la quale molte persone si sono recate, fra queste Fiorello e Maurizio Mattioli. Fra le sue frasi inerenti alla morte: "Mi accorgerò di essere vecchio solo cinque minuti prima di morire". Tra le sue ultime volontà, quella di essere sepolto nel cimitero di Ardea[27] vicino al fratello Guido (26/09/1943 - 01/09/1994) e al nipote Fabrizio (07/04/1969 -17/05/1994) figlio del fratello.Volontà ritardate per mesi a causa di ostacoli burocratici.[28] Nella stessa città, all'interno degli spazi del futuro Museo Archeologico di Ardea, è oggi presente una sala-museo dedicata alla vita e all'arte di Califano curata da Donatella Diana, sua collaboratrice ed amica.[29]

Sulla sua lapide, per sua richiesta, è stata apposta la frase "Non escludo il ritorno", titolo dell'omonima canzone con cui prese parte al Festival di Sanremo 2005[30].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Franco Califano.

Album[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1965 - Ti raggiungerò/Amica malinconia (Ariston Records, AR-086)
  • 1966 - Non voglio vederti/Triste così (Ariston Records)
  • 1973 - Ma che piagni a ffa'/Beata te...te dormi (CGD, 1470)
  • 1975 - Io me m'briaco/È la malinconia (CGD, 3409)
  • 1976 - Tutto il resto è noia/Tutto il resto è noia (Ricordi, SRL-10832)
  • 1976 - Me'nnamoro de te/Tutto il resto è noia (Ricordi, SRL-10832)
  • 1977 - Io non piango/Tac...! (Ricordi, SRL-10859)
  • 1981 - La mia libertà/Non so fare di più (Ricordi, SRL-10935)
  • 1983 - Io per amarti.../Quando comincia la notte (Lupus, LUN 4947)
  • 1988 - Io (per le strade di quartiere)/Non puoi dire A (Ricordi,SRL-11071)
  • 2003 - Cammino in centro/Un'estate fa (EMI, 5 47625)

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • Ti perdo. Diario segreto di un uomo da strada, Milano, Davoli, 1979.
  • Monologhi e poesie romanesche, Roma, Califfo, 1991.
  • Il cuore nel sesso. Libro sull'erotismo, il corteggiamento e l'amore scritto da uno pratico, Roma, Castelvecchi, 2000. ISBN 88-8210-228-9.
  • Sesso e sentimento, Santarcangelo di Romagna, Keybook, 2004.
  • Il Calisutra. Storie di vita e casi dell'amore raccontati dal maestro, Roma, Castelvecchi, 2006. ISBN 88-7615-136-2.
  • Senza manette, intervista con Pierluigi Diaco, Milano, Mondadori, 2008. ISBN 978-88-04-57327-2.
  • Un attimo di vita, a cura di Antonio Gaudino e Paolo Silvestrini, Milano, Mondadori 2014. ISBN 978-88-370-9970-1.
  • Franco Califano. Non escludo il ritorno, di Salvatore Coccoluto, Roma, Imprimatur, 2014. ISBN 978-8868301811

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Testi di Franco Califano, testimania.com. URL consultato il 1 aprile 2014.
  2. ^ Artisti: Franco Califano, Radio Italia. URL consultato il 1 aprile 2014.
  3. ^ Francesco D. Caridi, Intervista a “Er Califfo” – Franco Califano arrestato nel 1984 per le false accuse di un “pentito”, dituttounblog.com, 3 aprile 2013. URL consultato il 1 aprile 2014.
  4. ^ Vita sregolata e opere raffinate del «Califfo de Roma», Il Sole 24 ORE, 31 marzo 2013. URL consultato il 1 aprile 2014.
  5. ^ Guglielmina Costi, Una sera con Franco Califano in Stampa Sera n° 188, 24 agosto 1977, p. 17.
  6. ^ Italica - Califano Franco: Biografia
  7. ^ Morte Califano, Maradona lo ricorda: "Era presente il giorno del mio matrimonio" in gazzetta.it, 1º aprile 2013.
  8. ^ Califano, la musica è finita: «Sono povero, chiedo il sussidio statale» in ilmessaggero.it, 08 novembre 2010. URL consultato il 09 aprile 2013.
  9. ^ Polverini in aiuto di Califano e Bondi avvia l'iter per la Bacchelli in romatoday.it, 10 novembre 2010. URL consultato il 09 aprile 2013.
  10. ^ “Sto a cerca’ lavoro”, la nuova canzone di Califano e Cristicchi in tgcom24.it, 02 luglio 2012. URL consultato il 16 maggio 2013.
    Califano duetta con Cristicchi: «Una canzone per chi cerca lavoro» in ilmessaggero.it, 29 giugno 2012. URL consultato il 16 maggio 2013.
  11. ^  ercubanoromano. (IT) Amicizia Romana - Franco Califano e Edoardo Vianello, a 07:32. YouTube, 15 ottobre 2012. URL consultato in data 9 aprile 2013.
  12. ^  Domenica Live. (IT) Franco Califano: i grandi successi del Califfo, a 09:23. Mediaset, 9 dicembre 2012. URL consultato in data 9 aprile 2013.
  13. ^  Emanuele Carioti. (IT) Franco Califano, La Sua Ultima Intervista Tg9, a 06:39. YouTube, 8 marzo 2013. URL consultato in data 9 aprile 2013.
  14. ^ Addio a Franco Califano in rainews24.rai.it. URL consultato il 30 marzo 2013.
  15. ^  Ueffilo MusicClub. (IT) Franco Califano, L'ultimo concerto del Califfo al Ueffilo Gioia Del Colle, a 04:12. YouTube, 27 marzo 2013. URL consultato in data 9 aprile 2013.
  16. ^ È morto Franco Califano in lastampa.it. URL consultato il 30 marzo 2013.
  17. ^ Stefano Lorenzetto, Tutto il resto è SESSO" (PDF) in Panorama, 09 marzo 2006. URL consultato l'11 aprile 2013.
  18. ^ a b Franco Califano: noi concepiti a Capodanno nasciamo folli e un po’ artisti in gioia.it, 18 novembre 2011. URL consultato l'11 aprile 2013.
  19. ^  Franco Califano ospite d'onore "Stasera pago io" (parte 1). YouTube, 24 gennaio 2008. URL consultato in data 1 aprile 2014.
  20. ^ Il nome "Ricchi e Poveri" scelto da Califano dal sito ufficiale
  21. ^ RICCHI E POVERI biografia da corriere.it
  22. ^ r.g., Cantare per gli handicappati in La Stampa n° 298, 22 dicembre 1981, p. 17. URL consultato il 9 aprile 2013.
  23. ^ Gino Castaldo, Califano si racconta: "Così Craxi mi aiutò a uscire dal carcere" in repubblica.it, 26 ottobre 2011. URL consultato il 09 aprile 2013.
  24. ^ PSDI: rinunce illustri ma c'è Califano in Corriere della Sera, 3 marzo 1992, p. 3. URL consultato il 9 aprile 2013.
  25. ^ Califano, 70 anni in piazza Navona: grazie al sindaco, Veltroni mi ignorava in Corriere della Sera, 13 settembre 2008, p. 11. URL consultato il 9 aprile 2013.
  26. ^ Califano tradito dal cuore, il medico: «Non è morto di stenti» in ilmessaggero.it. URL consultato il 09 aprile 2013.
  27. ^ Ardea ricorda Franco Califano, Il Caffè, 31 marzo 2014. URL consultato il 30 luglio 2014.
  28. ^ Califano senza tomba a 4 mesi dalla morte: «Problemi burocratici con il comune di Ardea» in Il Messaggero, 31 luglio 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  29. ^ Apertura della sala-museo dedicata a Califano, Il Caffè, 29 aprile 2014. URL consultato il 30 luglio 2014.
  30. ^ Franco Califano verrà seppellito ad Ardea in latina.laprovinciaquotidiano.it. URL consultato il 09 aprile 2013.
  31. ^ Lillo e Greg, serata al sapor di «Latte» in iltempo.it, 09 luglio 2005. URL consultato il 09 aprile 2013.
  32. ^ Biografia di Franco Califano, Corriere della Sera, 22 novembre 2013. URL consultato il 1 aprile 2014.

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