Laura Antonelli

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« Forse non ero tagliata per fare l'attrice. Non ero preparata ad affrontare quella carriera, il successo, la popolarità, quell'ambiente, con le illusioni e le delusioni. Sono sempre stata una persona semplice, timida. »
(Laura Antonelli)
Laura Antonelli (Sessomatto, 1973)

Laura Antonelli, nome d'arte di Laura Antonaz (Pola, 28 novembre 1941Ladispoli, 22 giugno 2015[1]), è stata un'attrice italiana. Raggiunse l'apice del successo negli anni settanta e ottanta percorrendo diversi generi cinematografici, dalla commedia leggera erotica al dramma, al cinema d'evasione e al film d'autore. Ottenne notorietà e successo come protagonista sensuale nel film cult[2] Malizia di Salvatore Samperi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laura Antonelli in una scena del film Le malizie di Venere.
Laura Antonelli in una scena del film Malizia.
Laura Antonelli e Turi Ferro in una scena del film Malizia.
Laura Antonelli e Alessandro Momo in una scena del film Malizia.
Laura Antonelli e i quattro membri della famiglia La Brocca in una scena del film Malizia.
Laura Antonelli nel film Sessomatto.
Laura Antonelli nel film Sessomatto.
Laura Antonelli nel film Mio Dio come sono caduta in basso!.
Laura Antonelli nel film Divina creatura.

Dall'Istria a Roma[modifica | modifica wikitesto]

Laura Antonelli nacque a Pola, città istriana all'epoca italiana. Insieme alle attrici Femi Benussi, Alida Valli e Sylva Koscina fu una delle componenti del gruppo definito "delle bellissime quattro" dalmato-istriane[3]. Profuga durante l'esodo istriano in seguito alla sconfitta italiana nella seconda guerra mondiale e alla conseguente perdita dell'Istria, la Antonelli si trasferì con la famiglia a Napoli dove, dopo aver frequentato le scuole superiori, si diplomò presso l'Istituto Superiore Pareggiato di Educazione Fisica. Trasferitasi a Roma, fu insegnante di Educazione fisica al liceo artistico di via Ripetta prima di approdare all'attività di attrice.

A 24 anni si sposò con l'antiquario Enrico Piacentini, ma il matrimonio ebbe breve durata e fu senza figli. Dopo una relazione con l'umorista Mario Marenco, collega di Renzo Arbore nella trasmissione radiofonica Alto gradimento, visse un'intensa storia d'amore, durata otto anni (dal 1972 al 1980), con il divo francese Jean-Paul Belmondo.

Gli esordi artistici[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver girato alcuni Caroselli per la Coca Cola e posato per numerosi fotoromanzi diffusi anche all'estero, la Antonelli esordì nel cinema con piccoli ruoli in vari film, a cominciare da Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli del 1964 e Le sedicenni di Luigi Petrini del 1965.

La prima parte recitativa importante le venne offerta nel 1969 dal regista Massimo Dallamano che la selezionò come protagonista di Venere in pelliccia, film ispirato al romanzo di Leopold von Sacher-Masoch, ma l'occasione sfumò per via dell'applicazione di una severa censura che bloccò l'uscita del film, che verrà riproposto sei anni più tardi con il titolo Le malizie di Venere.[4]

La vera notorietà e il successo vennero nel 1971 quando la Antonelli recitò la parte della moglie del violoncellista ne Il merlo maschio, il primo di molti film erotici in cui l'attrice lavorò, interpretato al fianco di Lando Buzzanca e diretto da Pasquale Festa Campanile.

Il successo di Malizia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973 interpretò il ruolo di una sensuale cameriera in Malizia di Salvatore Samperi, accanto a Turi Ferro ed al giovane Alessandro Momo. Il film, che incassò la cifra di 6 miliardi di lire, divenne un vero cult movie, entrando nell'immaginario erotico degli spettatori e innalzando l'attrice a "icona sexy" italiana: con la sua partecipazione al film la Antonelli ottenne il Nastro d'Argento alla migliore attrice protagonista, conferitole dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e il Globo d'oro alla miglior attrice rivelazione, premio della stampa estera.

« Sono bassina, un po' tondetta e ho le gambe piuttosto corte: chissà perché piaccio? »
(Laura Antonelli[4])

Per Laura Antonelli si spalancarono quindi le porte della notorietà e della ricchezza con un cachet che passò da 4 a 100 milioni di lire per film[5].

In seguito la Antonelli alternò interpretazioni in film d'autore come Trappola per un lupo di Claude Chabrol, sul cui set conobbe Jean-Paul Belmondo con il quale ebbe una travagliata relazione, Sessomatto di Dino Risi e Mio Dio, come sono caduta in basso! di Luigi Comencini (per il quale vinse un secondo Globo d'oro), a film interamente scritti per la sua figura di attrice come Peccato veniale, sempre di Salvatore Samperi, o Divina creatura di Giuseppe Patroni Griffi nel quale la Antonelli interpretò una scena di nudo integrale della durata di ben sette minuti, un vero record per l'epoca.

Dal 1976 lavorò con registi che disvelarono il lato personale dell'attrice fino ad allora nascosto dalla sua prorompente fisicità: si ricordino L'innocente di Luchino Visconti, nel 1977, Gran bollito di Mauro Bolognini e Passione d'amore di Ettore Scola del 1981, per il quale ricevette una candidatura al David di Donatello per la migliore attrice non protagonista.

In seguito la Antonelli lavorò principalmente in commedie come Il Malato immaginario e L'Avaro, entrambi di Tonino Cervi con Alberto Sordi protagonista alternando altre interpretazioni nel filone erotico, sempre diretta da Samperi, in Casta e pura (1981), al fianco di Massimo Ranieri.

Anni ottanta: Grandi Magazzini[modifica | modifica wikitesto]

Per tutti gli anni ottanta lavorò in pellicole comiche o erotiche: fu insieme ad altri attori famosi nel cast di Grandi magazzini di Castellano e Pipolo e al fianco di Diego Abatantuono in Viuuulentemente mia di Carlo Vanzina. Nel 1985 interpretò La Venexiana, pellicola ispirata all'omonima commedia del '500, accanto a Monica Guerritore e al figlio dell'attore scozzese Sean Connery, Jason. Sul finire del decennio approdò sul piccolo schermo con due mini serie televisive che riscossero un discreto gradimento del pubblico: Gli indifferenti (1988) e Disperatamente Giulia (1989), dirette rispettivamente da Mauro Bolognini ed Enrico Maria Salerno.

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

La parabola ascendente di Laura Antonelli si interrompe a causa dell'uso di droghe e ad un'operazione chirurgica non riuscita che le deteriora i lineamenti.

Nella notte del 27 aprile 1991, quando nella sua lussuosa villa "Trovarsi" di Cerveteri vengono trovati 36 grammi di cocaina, l'attrice è arrestata dai carabinieri della locale stazione e associata alla casa circondariale di Rebibbia (Roma), dove però resta solo sei giorni, a seguito della concessione degli arresti domiciliari. È condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti.

Nove anni dopo, nel 2000, è invece assolta dalla Corte d'appello di Roma, che la riconosce consumatrice abituale di stupefacenti, ma non spacciatrice. La legge italiana sulla droga è nel frattempo cambiata e l'assunzione di sostanze stupefacenti per uso personale, entro i limiti stabiliti dalla legge, non è più considerata reato. Ciò determina il proscioglimento di Laura Antonelli dalle accuse formulate nei suoi confronti e la non punibilità per i reati a lei ascritti.

Il desiderio di rivedere Laura Antonelli sul grande schermo, dopo le disavventure personali e giudiziarie per i fatti di droga, si concretizza nella realizzazione nel 1991 di Malizia 2000, séguito della pellicola che l'aveva resa famosa quasi venti anni prima. Il film è ancora una volta diretto da Salvatore Samperi e prodotto da Silvio Clementelli. Il commento musicale è di nuovo affidato a Fred Bongusto. L'operazione commerciale, però, non sortisce l'effetto sperato ed il film si rivela un insuccesso a seguito del quale, anche per via di alcune operazioni chirurgiche che le deturparono i lineamenti (dando luogo a episodiche crisi allergiche chiamate edema di Quincke) la Antonelli abbandonò definitivamente il mondo dello spettacolo.

Le ripercussioni del processo per droga e il protrarsi di quest'ultimo fanno scivolare Laura Antonelli in una condizione di profonda sofferenza psichica, che ne determina il ricovero presso il centro d'igiene mentale di Civitavecchia in più di un'occasione. Ciò spinge i legali dell'attrice a citare in giudizio il Ministero di Grazia e Giustizia, chiedendo un adeguato risarcimento. Nel 2003, a Laura Antonelli viene riconosciuto in primo grado un risarcimento di diecimila euro, ritenuto inadeguato a risarcire i danni di salute e di immagine patiti dall'attrice. Dopo il ricorso in appello, nel 2006 la cifra è elevata a 108.000 euro più gli interessi. La sentenza è confermata in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel 2007.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni 2000 l'attrice attraversò una profonda crisi sia economica che psicologica che l'indusse a rifiutare anche l'aiuto degli amici come di Simone Cristicchi che nel 2013 voleva portare al Festival di Sanremo la canzone Laura, dedicata alla sua vita dimenticata, ma visto il suo desiderio di rimanere nell'oblio rinunciò.

Nel 2009 per iniziativa del comune di Ladispoli, per tutelarla dagli approfittatori venne interdetta e seguita da un avvocato con le funzioni di tutore, da un'assistente sociale e da una badante.

Il 3 giugno 2010 l'attore ed amico Lino Banfi lanciò un appello dalle pagine del Corriere della Sera all'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi e al ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, in cui chiedeva sostegno economico per l'Antonelli la quale viveva con appena cinquecento euro al mese di pensione.[6] Sebbene il Ministro avesse accolto la richiesta auspicando l'applicazione della legge Bacchelli a sostegno degli artisti, l'attrice rifiutò l'aiuto sostenendo di non essere interessata alla vita terrena e che preferiva invece essere dimenticata.[7][8][9][10][11][12][13][14][15][16][17] Concesse tuttavia un'ultima intervista al periodico locale free-press L'Ortica nel marzo del 2012, nella quale diceva di considerare "frivolo e privo di valori il mondo dello spettacolo" oltre che "diseducativo per i giovani".

La Antonelli è morta nella sua abitazione di Ladispoli la mattina del 22 giugno 2015 all'età di 73 anni, vittima di un infarto.[18] I funerali si sono celebrati il 26 giugno nella chiesa di Santa Maria del Rosario, che la Antonelli, che da tempo aveva riscoperto la fede e la pratica religiosa, frequentava assiduamente da parrocchiana, e hanno visto la partecipazione di centinaia di persone tra cui gli amici Lino Banfi, Claudia Koll, Simone Cristicchi e Tony Scarf. È sepolta nel cimitero cittadino.[19]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Con Johnny Dorelli in Mi faccio la barca

Premi e candidature[modifica | modifica wikitesto]

David di Donatello
Anno Titolo Categoria Risultato
1981 Passione d'amore Migliore attrice non protagonista Candidatura
Nastro d'argento
Anno Titolo Categoria Risultato
1974 Malizia Migliore attrice protagonista Vinto
Globo d'oro
Anno Titolo Categoria Risultato
1974 Malizia Migliore attrice rivelazione Vinto
1975 Mio Dio come sono caduta in basso! Migliore attrice Vinto
Grolla d'oro
Anno Titolo Categoria Risultato
1974 Malizia Miglior attrice Vinto

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È morta Laura Antonelli, Il Post, 22 giugno 2015. URL consultato il 22 giugno 2015.
  2. ^ Marco Giusti. Dizionario dei film italiani stracult. Milano, Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 8820029197 p. 433
  3. ^ Che fine ha fatto Laura Antonelli?, internationalwebpost.org. URL consultato il 23 giugno 2015.
  4. ^ a b Enrico Giacovelli, La commedia all'italiana, Gremese Editore, Roma, 1995, pag.228
  5. ^ Pino Corrias, Laura Antonelli, solitudine di una stella caduta in Corriere della Sera, 28 aprile 2003. URL consultato il 1 giugno 2009.
  6. ^ L'appello di Lino Banfi: aiutiamo Laura Antonelli, dimenticata da tutti
  7. ^ Laura Antonelli, cocaina con malizia, Repubblica.it, 28 aprile 1991.
  8. ^ La Antonelli schiava per droga, Corriere.it, 19 febbraio 1993.
  9. ^ Laura Antonelli apre la villa di Cerveteri agli emarginati, Corriere.it, 22 aprile 1993.
  10. ^ Antonelli, in aula muore una stella, Corriere.it, 7 maggio 1993.
  11. ^ Dal set alla follia - Il viale del tramonto di Laura Antonelli, Repubblica.it, 31 ottobre 1996.
  12. ^ Crisi di nervi: Laura Antonelli in ospedale, sempre più sola, Corriere.it, 31 ottobre 1996.
  13. ^ «Processo lungo» Risarcimento per Laura Antonelli, Corriere.it, 26 ottobre 2007.
  14. ^ I titoli dei film di Laura Antonelli sembrano i capitoli della sua vita, Il Tempo.it, 15 agosto 2008.
  15. ^ Laura Antonelli: dimenticatevi di me, Corriere.it, 3 giugno 2010.
  16. ^ Laura Antonelli: dimenticatemi "Voglio solo vivere serena", Repubblica.it, 3 giugno 2010.
  17. ^ Laura Antonelli, la sua vita diventa un film, Il Messaggero.it, 30 gennaio 2011.
  18. ^ Morta Laura Antonelli, diva tormentata, Corriere della Sera.it, 22 giugno 2015. URL consultato il 22 giugno 2015.
  19. ^ Laura Antonelli, i funerali a Ladispoli: folla e applausi in ricordo dell'attrice, Il Mattino.it, 26 giugno 2015. URL consultato il 26 giugno 2015.

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