Anna Maria Ortese

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Anna Maria Ortese (Roma, 13 giugno 1914Rapallo, 9 marzo 1998) è stata una scrittrice italiana. È ritenuta tra le più grandi scrittrici del XX secolo.[1] [collegamento interrotto]

Indice

[modifica] Biografia

« Si scrive perché si cerca compagnia, poi si pubblica perché gli editori danno un po' di denaro. »

Nel gennaio del 1933 muore alla Martinìca, dove si trovava con la sua nave, il fratello Emanuele, marinaio. La perdita dell'amato fratello le lascia un dolore cupo, uno smarrimento che la porta a scrivere poesie. Pubblicate dopo alcuni mesi dalla rivista La Fiera Letteraria le valgono qualche elogio e il primo incoraggiamento a scrivere. L'anno successivo, sempre per la stessa rivista, scrive il suo primo racconto, Pellerossa, «dove è adombrato un tema fondamentale della mia vita: lo sgomento delle grandi masse umane, della civiltà senza più spazi e innocenza, dei grandi recinti dove saranno condotti gli uomini comuni».
Nel 1937 la Bompiani consigliata da Massimo Bontempelli pubblica i racconti Angelici dolori, i quali sono accolti con molto favore, ma anche con violente critiche da Falqui e Vigorelli.

Dopo quest'inizio abbastanza promettente, l'ispirazione artistica si affievolisce. La giovane Ortese incomincia a spostarsi in varie città dell'Italia settentrionale, Firenze e Trieste, nel 1939 è a Venezia, dove trova un impiego come correttrice di bozze al Gazzettino.

[modifica] Anna Maria Ortese e Napoli

« Ho abitato a lungo in una città veramente eccezionale. Qui, (...) tutte le cose, il bene e il male, la salute e lo spasimo, la felicità più cantante e il dolore più lacerato, (...) tutte queste voci erano così saldamente strette, confuse, amalgate tra loro, che il forestiero che giungeva in questa città ne aveva (...) una impressione stranissima, come di una orchestra i cui istrumenti, composti di anime umane, non obbedissero più alla bacchetta intelligente del Maestro, ma si esprimessero ciascuno per proprio conto suscitando effetti di meravigliosa confusione... »
(Anna Maria Ortese [2] )

Allo scoppio della seconda guerra mondiale ritorna a Napoli, e in questa città per lei quasi magica, l'ispirazione e l'immaginazione della scrittrice trovano presto un correlativo oggettivo per manifestarsi appieno. Nel primo dopoguerra collabora alla rivista Sud, diretta da Pasquale Prunas dove, tra gli altri, collaborano giovani scrittori come Luigi Compagnone e Raffaele La Capria.

Il suo secondo libro di racconti L'infanta Sepolta arriva nel 1950, e nel 1953 pubblica la raccolta di novelle II mare non bagna Napoli, alla quale viene assegnato il Premio speciale per la narrativa all'edizione 1953 Premio Viareggio[3]. Quest'ultima consiste in cinque capitoli, aventi come oggetto le squallide condizioni della Napoli del dopoguerra, caratterizzata da disperazione e senso di rovina. Dal primo racconto della raccolta, Un paio di occhiali, è stato tratto nel 2001 un film (regia di Carlo Damasco) presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Ma è soprattutto l'ultimo racconto, II silenzio della ragione, dedicato agli scrittori napoletani, che suscita in città violente opposizioni, tanto che l'Ortese avrà difficoltà a tornare a Napoli, almeno fisicamente, perché la sua mente non finirà mai di ricordare la città, come testimoniano i due libri scritti molti anni più tardi: II porto di Toledo (1975) e II Cardillo addolorato (1993). Inizia per la scrittrice un periodo molto sofferto e problematico, d'emarginazione e di strisciante ostracismo, a causa delle sue posizioni critiche nei confronti del mondo intellettuale e culturale dell'Italia dell'epoca.

In uno dei suoi trasferimenti a Milano scrive alcuni racconti che sono raccolti e pubblicati nel 1958 dalla casa editrice Laterza con il titolo Silenzio a Milano. Riprende a viaggiare sia in Italia sia all'estero (Londra, Mosca) scrivendo ottimi reportages. Nel 1963 scrive L'iguana romanzo pubblicato dalla Vallecchi due anni dopo. Di nuovo a Milano nel 1967 pubblica Poveri e semplici che vince nello stesso anno il Premio Strega, libro che avrà un seguito ne Il capello piumato (1979). Tra 1967 e il 1969 va collocata la stesura del testo teatrale Il vento passa, come ha dimostrato Pasquale Sabbatino. Sono gli anni della contestazione giovanile, da destra e da sinistra, tutta la cultura è sotto accusa. L'Ortese, nonostante il suo carattere individualista, ha a cuore la comunità ma reagisce a suo modo, rifugiandosi nei ricordi dei primi racconti, e così le ritorna alla mente l'adolescenza, la Napoli che non aveva capito o veduto, tutt'altro che letteraria o angelica. La situazione non felice della città e della famiglia, la madre impazzita, la tragica morte dei fratelli e gli eventi grandiosi e disgreganti delle guerre, portano la scrittrice a scrivere Il Porto di Toledo, pubblicato nel 1975 da Rizzoli. La prima edizione del libro per disavventure editoriali viene portata al macero e la scrittrice con grande ostinazione e abnegazione continuerà a lavorarci fino alla fine dei suoi giorni.

Anna Maria Ortese, alla metà degli anni settanta, accentuando sempre più il suo isolamento culturale e umano, si trasferisce definitivamente con la sorella a Rapallo. A partire dagli anni '80, inizia una corrispondenza con Beppe Costa che la spinge a pubblicare prima Il treno russo (con il quale viene premiata a Rapallo) e successivamente Estivi terrori. Usufruisce della Legge Bacchelli grazie alla raccolta di firme ed interventi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri organizzata dallo stesso Costa insieme a Dario Bellezza e alla giornalista Adele Cambria. Lo stesso Costa la convince ad accettare la proposta del direttore della casa editrice Adelphi, Roberto Calasso, di ristampare le vecchie opere. Tra queste L'iguana, che nel 1988 viene tradotta in francese da Gallimard ottenendo un discreto successo anche in Francia. Durante gli ultimi anni spezza l'isolamento trascorrendo brevi periodi a Milano, ospite di Adelphi. Nei suoi ultimi libri, Il cardillo addolorato (1993), ambientato in una magica Napoli settecentesca, e Alonso e i visionari (1997), torna a parlare di sé anche se in modo velato. La morte la coglie nella sua casa di Rapallo il 10 marzo 1998.

[modifica] Note

  1. ^ uebs.it
  2. ^ Mosaico Italiano
  3. ^ Albo d'oro del Premio Viareggio, pagina consultata il 12 maggio 2009.

[modifica] Bibliografia

  • Angelici dolori, Milano: Bompiani, 1937 - racconti
  • L'infanta sepolta, Milano: Milano sera, 1950; Adelphi 2000 - racconti
  • Il mare non bagna Napoli, Torino: Einaudi, 1953; Milano: Rizzoli BUR, 1988 (con introduzione di Giulio Cattaneo); Milano: Adelphi, 1994 - novelle e cronache - Premio Viareggio
  • Silenzio a Milano, Bari: Laterza, 1958; Milano: La Tartaruga, 1986 - cronache
  • I giorni del cielo, Milano: Mondadori, 1958 - racconti
  • L'iguana, Firenze: Vallecchi, 1965; Milano: Rizzoli BUR, 1978 (con introduzione di Dario Bellezza); Adelphi 1986 - romanzo
  • Poveri e semplici, Firenze: Vallecchi, 1967; Milano: Rizzoli BUR, 1974 (con introduzione di Alfonso Gatto); Torino: Utet, 2006 (con prefazione di Elisabetta Rasy) - romanzo - Premio Strega
  • La luna sul muro, Firenze: Vallecchi, 1968 - racconti
  • L'alone grigio, Firenze: Vallecchi, 1969 - racconti
  • Il porto di Toledo, Milano: Rizzoli, 1975; BUR, 1985; Adelphi 1998 - romanzo
  • Il cappello piumato, Milano: Mondadori, 1979 - romanzo
  • Il treno russo, a cura di Riccardo Reim, postfazione di Gualtiero De Santi, Catania: Pellicanolibri, 1983; II ed. Roma 1987 - cronache
  • Il mormorio di Parigi, Roma-Napoli: Theoria, 1986 - cronache
  • Estivi terrori, postfazione di Adele Cambria, Catania: Pellicanolibri, 1987 - racconti
  • La morte del Folletto, Roma: Empiria, 1987 - racconto (con disegni di Ulla Kampmann)
  • In sonno e in veglia, Milano: Adelphi, 1987 - racconti
  • La lente scura, a cura di Luca Clerici, Milano: Marcos y Marcos, 1991; Adelphi, 2004 - scritti di viaggio
  • Il cardillo addolorato, Milano: Adelphi, 1993 - romanzo
  • Le giacchette grigie della Nunziatella (fascicolo della ristampa anastatica del giornale di cultura «Sud» 1945-47), a cura di Giuseppe Di Costanzo, Bari: Palomar, 1994 - racconto
  • Alonso e i visionari, Milano: Adelphi, 1996 - romanzo
  • Il mio paese è la notte, Roma: Empiria, 1996 - poesie
  • Corpo celeste, Milano: Adelphi, 1997 - testi e interviste
  • La luna che trascorre, a cura di Giacinto Spagnoletti, Roma: Empiria, 1998 - poesie
  • Il monaciello di Napoli - Il fantasma, a cura di Giuseppe Iannaccone, Milano: Adelphi, 2001
  • Romanzi I, a cura di Monica Farnetti, Milano: Adelphi (collana La Nave Argo), 2002 (comprende Poveri e semplici, Il porto di Toledo e Il cappello piumato)
  • Romanzi II, a cura di Monica Farnetti, Milano: Adelphi (collana La Nave Argo), 2005 (comprende L'iguana, Il cardillo addolorato e Alonso e i visionari)
  • L'archivio di Anna Maria Ortese, inventario a cura di Rossana Spadaccini, Linda Iacuzio e Claudia Marilyn Cuminale, Napoli: Archivio di Stato di Napoli - Associazione Culturale Sebezia, 2006
  • Alla luce del Sud: lettere a Pasquale Prunas, a cura di Renata Prunas e Giuseppe Di Costanzo, Milano: Archinto, 2006
  • Il vento passa, introduzione di Giorgio Patrizi, con un testo di Giacinto Spagnoletti, Roma: Empiria, 2008
  • Anna Maria Ortese le carte. Atti del Convegno di studi, Archivio di Stato di Napoli, 7-8 novembre 2006, a cura di Raffaella Nicodemo e Rossana Spadaccini, Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici - Archivio di Stato di Napoli, 2009
  • Mistero doloroso, Milano: Adelphi, 2010

[modifica] Studi

  • Matilde Tortora, Anna Maria Ortese. Cinema. Con sue lettere inedite, Avellino, Mephite, 2010
  • Monica Farnetti, Anna Maria Ortese, Milano: Bruno Mondadori, 1998
  • Gabriella Fiori, Anna Maria Ortese o dell'indipendenza poetica, Torino: Bollati Boringhieri, 2002
  • Luca Clerici, Apparizione e visione, Milano: Mondadori, 2002 - biografia
  • Giuseppe Iannaccone, La scrittrice reazionaria. Il giornalismo militante di Anna Maria Ortese, Napoli: Liguori, 2003
  • Adelia Battista, Ortese segreta, Roma: Minimum fax, 2008.
  • Pasquale Sabbatino, La scrittura teatrale di Anna Maria Ortese, in "Rivista di letteratura teatrale", 1, 2008, pp. 141–150, ISSN 1973-7602.

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