Anna Maria Ortese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Anna Maria Ortese

Anna Maria Ortese (Roma, 13 giugno 1914Rapallo, 9 marzo 1998) è stata una scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Anna Maria Ortese [1] nacque a Roma il 13 giugno del 1914, figlia di Oreste Ortese, originario di Caltanissetta, un funzionario di Prefettura, e di Beatrice Vaccà, originaria di Napoli, una discendente da una famiglia di scultori originari di Lunigiana. La scrittrice ha cinque fratelli e una sorella, Maria, con la quale conviverà per tutta la vita.

Nel 1915, con l'entrata dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale, il padre è richiamato nell'esercito e la moglie, i figli, e la nonna materna lasciano la capitale e si trasferiscono in Puglia e poi in Campania, a Portici.

Nel 1919, alla fine del conflitto, la famiglia si riunisce a Potenza, nuova sede di lavoro del padre, e vi soggiorna fino al 1924. Qui la Ortese frequenta le prime classi della scuola elementare che riprende dal 1925 al 1928 in Libia, dove la famiglia va a risiedere per tre anni.

Nel 1928 ritorna in Italia, a Napoli dove frequenta per un breve periodo una scuola commerciale. I suoi studi sono irregolari e la sua formazione sarà quella di un'autodidatta.

Nel gennaio del 1933 muore alla Martinica, dove si trovava con la sua nave, il fratello Emanuele, marinaio. La perdita dell'amato fratello le lascia un dolore cupo, uno smarrimento che la porta a scrivere.

Pubblica dopo alcuni mesi sulla rivista L'Italia letteraria alcune poesie che le valgono qualche elogio e il primo incoraggiamento a scrivere. L'anno successivo, sempre per la stessa rivista, scrive il suo primo racconto, Pellerossa, "...dove è adombrato un tema fondamentale della mia vita: lo sgomento delle grandi masse umane, della civiltà senza più spazi e innocenza, dei grandi recinti dove saranno condotti gli uomini comuni".

Nel 1937 la Bompiani, consigliata da Massimo Bontempelli, pubblica i racconti Angelici dolori, i quali sono accolti con molto favore, ma anche con violente critiche da Enrico Falqui e Giancarlo Vigorelli.

Sempre nel 1937 un altro grave lutto colpisce la scrittrice: muore in Albania il fratello gemello Antonio, marinaio come Emanuele.[2]

Dal 1938, insieme alla famiglia, la giovane Ortese incomincia a spostarsi in varie città dell'Italia settentrionale, Firenze e Trieste, nel 1939 è a Venezia, dove trova un impiego come correttrice di bozze al Gazzettino.

Nel 1939 si reca a Trieste e partecipa ai Littoriali Femminili, vincendoli: ciò le consente di collaborare con importanti riviste come Belvedere, L’Ateneo veneto, Il Mattino, Il Messaggero e Il Corriere della sera.

Anna Maria Ortese e Napoli[modifica | modifica wikitesto]

« Ho abitato a lungo in una città veramente eccezionale. Qui, (...) tutte le cose, il bene e il male, la salute e lo spasimo, la felicità più cantante e il dolore più lacerato, (...) tutte queste voci erano così saldamente strette, confuse, amalgamate tra loro, che il forestiero che giungeva in questa città ne aveva (...) una impressione stranissima, come di una orchestra i cui istrumenti, composti di anime umane, non obbedissero più alla bacchetta intelligente del Maestro, ma si esprimessero ciascuno per proprio conto suscitando effetti di meravigliosa confusione... »
(Anna Maria Ortese, L’Infanta sepolta, Adelphi, Milano 1994, p. 17.[3])

Nel 1945 ritorna a Napoli, e in questa città per lei quasi magica, l'ispirazione e l'immaginazione della scrittrice trovano presto un correlativo oggettivo per manifestarsi appieno.

Nel dopoguerra collabora alla rivista Sud, diretta da Pasquale Prunas accanto a giovani scrittori come Luigi Compagnone e Raffaele La Capria.

Il suo secondo libro di racconti L'Infanta sepolta arriva nel 1950, e nel 1953 pubblica la raccolta di novelle II mare non bagna Napoli, alla quale viene assegnato il Premio speciale per la narrativa all'edizione 1953 Premio Viareggio[4].

Il mare non bagna Napoli consiste di cinque capitoli, aventi come oggetto le squallide condizioni della Napoli del dopoguerra, caratterizzata da disperazione e senso di rovina. Dal primo racconto della raccolta, Un paio di occhiali, è stato tratto nel 2001 un film (regia di Carlo Damasco) presentato alla Biennale di Venezia dello stesso anno. Ma è soprattutto l'ultimo racconto, II silenzio della ragione, dedicato agli scrittori napoletani, che suscita in città violente opposizioni, tanto che l'Ortese avrà difficoltà a tornare a Napoli, almeno fisicamente, perché la sua mente non finirà mai di ricordare la città, come testimonieranno due libri scritti molti anni più tardi: II porto di Toledo (1975) e II Cardillo addolorato (1993). Dopo la raccolta del 1953, inizia dunque per la scrittrice un periodo molto sofferto e problematico, d'emarginazione e di strisciante ostracismo, a causa delle sue posizioni critiche nei confronti del mondo intellettuale e culturale dell'Italia dell'epoca.

Milano[modifica | modifica wikitesto]

In uno dei suoi trasferimenti a Milano scrive alcuni racconti che sono raccolti e pubblicati nel 1958 dalla casa editrice Laterza con il titolo Silenzio a Milano.

Da un racconto di questo libro, I ragazzi di Arese fu realizzato un documentario cinematografico trasmesso nell'ultimo numero di RT di Enzo Biagi, per la regia di Gianni Serra.

La Ortese riprende a viaggiare sia in Italia sia all'estero (Londra, Mosca) scrivendo ottimi reportage. Nel 1963 scrive L'iguana romanzo pubblicato dalla Vallecchi due anni dopo.

Di nuovo a Milano nel 1967 pubblica Poveri e semplici che vince nello stesso anno il Premio Strega, libro che avrà un seguito ne Il capello piumato (1979).

Tra 1967 e il 1969 va collocata la stesura del testo teatrale Il vento passa, come ha dimostrato Pasquale Sabbatino.

L'Ortese, nonostante il suo carattere individualista, ha a cuore la comunità ma reagisce a suo modo, rifugiandosi nei ricordi dei primi racconti, e così le ritorna alla mente l'adolescenza, la Napoli che non aveva capito o veduto, tutt'altro che letteraria o angelica. La situazione non felice della città e della famiglia, la madre impazzita, la tragica morte dei fratelli e gli eventi grandiosi e disgreganti delle guerre, portano la scrittrice a scrivere Il Porto di Toledo, pubblicato nel 1975 da Rizzoli. La prima edizione del libro per disavventure editoriali viene portata al macero e la scrittrice con grande ostinazione e abnegazione continuerà a lavorarci fino alla fine dei suoi giorni.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Anna Maria Ortese nel 1975 si trasferisce con la sorella a Rapallo.

A partire dagli anni ottanta, inizia una corrispondenza con Beppe Costa che la spinge a pubblicare prima Il treno russo, con il quale viene premiata a Rapallo, e successivamente Estivi terrori.

Usufruisce della Legge Bacchelli grazie alla raccolta di firme ed interventi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri organizzata dallo stesso Costa insieme a Dario Bellezza e alla giornalista Adele Cambria.

Lo stesso Costa la convince ad accettare la proposta del direttore della casa editrice Adelphi, Roberto Calasso, di ristampare le vecchie opere. Tra queste L'iguana, che nel 1988 viene tradotta in francese da Gallimard ottenendo un discreto successo anche in Francia.

Durante gli ultimi anni spezza l'isolamento trascorrendo brevi periodi a Milano, ospite di Adelphi.

Sono pubblicati Il cardillo addolorato (1993), ambientato in una magica Napoli settecentesca, e Alonso e i visionari (1997), nei quali torna a parlare di sé, anche se in modo velato. Nel 1997 la giuria del Campiello le assegna il premio alla carriera.

La casa editrice Empirìa pubblica due raccolte poetiche Il mio paese è la notte (Roma 1996) e La luna che trascorre (Roma 1998).

La morte la coglie nella sua casa di Rapallo il 9 marzo 1998.

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni giudizi critici:

"Anna Maria Ortese muove dal "realismo magico" di Bontempelli, dei suoi primi racconti, all'invenzione fantastica di tipo surrealistico, all'argomentazione saggistica, alla documentazione neorealistica nei romanzi del dopoguerra, sino alla polemica morale delle ultime opere".[5]

"Alcuni elementi tematici ritornano ossessivamente nelle opere della Ortese, richiamandosi a volte a distanza: ad esempio il motivo della "casa" come rifugio mitico e luogo di sentimenti estremi quali la felicità e l'angoscia. Ma tutto, luoghi e oggetti, assume...una carica simbolica e lirica con cui contrasta il realismo di reportages giornalistici come Il mare non bagna Napoli".[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le notizie biografiche sono tratte dal volume di Monica Farnetti, Anna Maria Ortese, Bruno Mondadori Editore, Milano 1998.
  2. ^ Dacia Maraini, Ventisei interviste sull'infanzia, p. 22.
  3. ^ Mosaico Italiano
  4. ^ Albo d'oro del Premio Viareggio, pagina consultata il 12 maggio 2009.
  5. ^ Luperini-Cataldi-Marchiani-Marchese, La scrittura e l'interpretazione, in Dal Naturalismo al postmoderno, Edizioni Palumbo, Palermo 1998, p. 338.
  6. ^ Segre-Martignoni, Testi nella storia. Il Novecento, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Milano 1992. pp. 1518-1519.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelici dolori, Milano: Bompiani, 1937 - racconti
  • L'Infanta sepolta, Milano: Milano sera, 1950; Adelphi 2000 - racconti
  • Il mare non bagna Napoli, Torino: Einaudi, 1953; Milano: Rizzoli BUR, 1988 (con introduzione di Giulio Cattaneo); Milano: Adelphi, 1994 - novelle e cronache - Premio Viareggio, 1953.
  • Silenzio a Milano, Bari: Laterza, 1958; Milano: La Tartaruga, 1986 - cronache
  • I giorni del cielo, Milano: Arnoldo Mondadori Editore, 1958 - racconti
  • L'iguana, Firenze: Vallecchi, 1965; Milano: Rizzoli BUR, 1978 (con introduzione di Dario Bellezza); Adelphi 1986 - romanzo
  • Poveri e semplici, Firenze: Vallecchi, 1967; Milano: Rizzoli BUR, 1974 (con introduzione di Alfonso Gatto); Torino: Utet, 2006 (con prefazione di Elisabetta Rasy) - romanzo - Premio Strega
  • La luna sul muro, Firenze: Vallecchi, 1968 - racconti
  • L'alone grigio, Firenze: Vallecchi, 1969 - racconti
  • Il porto di Toledo, Milano: Rizzoli, 1975; BUR, 1985; Adelphi 1998 - romanzo
  • Il cappello piumato, Milano: Mondadori, 1979 - romanzo
  • Il treno russo, a cura di Riccardo Reim, postfazione di Gualtiero De Santi, Catania: Pellicanolibri, 1983; II ed. Roma 1987 - cronache
  • Il mormorio di Parigi, Roma-Napoli: Theoria, 1986 - cronache
  • Estivi terrori, postfazione di Adele Cambria, Catania: Pellicanolibri, 1987 - racconti
  • La morte del Folletto, Roma: Empiria, 1987 - racconto (con disegni di Ulla Kampmann)
  • In sonno e in veglia, Milano: Adelphi, 1987 - racconti
  • La lente scura, a cura di Luca Clerici, Milano: Marcos y Marcos, 1991; Adelphi, 2004 - scritti di viaggio
  • Il cardillo addolorato, Milano: Adelphi, 1993 - romanzo
  • Le giacchette grigie della Nunziatella (fascicolo della ristampa anastatica del giornale di cultura «Sud» 1945-47), a cura di Giuseppe Di Costanzo, Bari: Palomar, 1994 - racconto
  • Alonso e i visionari, Milano: Adelphi, 1996 - romanzo
  • Il mio paese è la notte, Roma: Empiria, 1996 - poesie
  • Corpo celeste, Milano: Adelphi, 1997 - testi e interviste
  • La luna che trascorre, a cura di Giacinto Spagnoletti, Roma: Empiria, 1998 - poesie
  • Il monaciello di Napoli - Il fantasma, a cura di Giuseppe Iannaccone, Milano: Adelphi, 2001
  • Romanzi I, a cura di Monica Farnetti, Milano: Adelphi (collana La Nave Argo), 2002 (comprende Poveri e semplici, Il porto di Toledo e Il cappello piumato)
  • Romanzi II, a cura di Monica Farnetti, Milano: Adelphi (collana La Nave Argo), 2005 (comprende L'iguana, Il cardillo addolorato e Alonso e i visionari)
  • L'archivio di Anna Maria Ortese, inventario a cura di Rossana Spadaccini, Linda Iacuzio e Claudia Marilyn Cuminale, Napoli: Archivio di Stato di Napoli - Associazione Culturale Sebezia, 2006
  • Alla luce del Sud: lettere a Pasquale Prunas, a cura di Renata Prunas e Giuseppe Di Costanzo, Milano: Archinto, 2006
  • Il vento passa, introduzione di Giorgio Patrizi, con un testo di Giacinto Spagnoletti, Roma: Empiria, 2008
  • Mistero doloroso, Milano: Adelphi, 2010
  • Bellezza, addio, Lettere di Anna Maria Ortese a Dario Bellezza 1972/1992, a cura di Adelia Battista, Milano, Archinto, 2011
  • Da Moby Dick all'Orsa Bianca, Milano: Adelphi, 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ines Scaramucci, Anna Maria Ortese, in Letteratura italiana, I contemporanei, vol. V, Marzorati, Milano 1970, pp. 887–903.
  • Dacia Maraini, Ventisei interviste sull’infanzia, Milano 1973, pp. 21–34;
  • Luce D'Eramo, L’Ortese a Toledo, in "Nuovi Argonmenti", gennaio-marzo 1976;
  • Dario Bellezza, Fra incanto e furore, Introduzione a Anna Maria Ortese, L’iguana, Rizzoli, Milano 1978;
  • Sandra Petrignani, Le signore della scrittura, La Tartaruga, Milano 1984.
  • Giancarlo Borri, Invito alla lettura di Anna Maria Ortese, Milano 1988;
  • Rosario Contarino, Napoli, in Letteratura italiana, diretta da Alberto Asor Rosa, 7° vol., 3, Storia e geografia. L'età contemporanea, Torino 1989, pp. 653–710;
  • Enzo Giannelli, L'inquieto gabbiano celeste - Avventura nel pianeta Anna Maria Ortese, in "Segni e disegni", Roma, Don Chisciotte, 1989, pp. 23–40
  • Giorgio Barberi Squarotti, Gianna Manzini e Anna Maria Ortese, in Storia della civiltà letteraria italiana, diretta da G. Bàrberi Squarotti, 5° vol., 2, Il secondo Ottocento e il Novecento, Torino 1996, pp. 1214–15;
  • Giacinto Spagnoletti, Introduzione, in A.M. Ortese, La luna che trascorre,Roma 1998.
  • Goffredo Fofi, Anna Maria Ortese, in Strade maestre. Ritratti di scrittori italiani, Roma 1996, pp. 201–212;
  • Monica Farnetti, Anna Maria Ortese, Milano, Bruno Mondadori, 1998
  • Paola Azzolini, La donna Iguana, in Il cielo vuoto dell’eroina. Scrittura e identità femminile nel Novecento italiano, Roma 2001, pp. 209–236;
  • Gabriella Fiori, Anna Maria Ortese o dell'indipendenza poetica, Torino, Bollati Boringhieri, 2002
  • Luca Clerici, Apparizione e visione, Milano, Mondadori, 2002
  • Giuseppe Iannaccone, La scrittrice reazionaria. Il giornalismo militante di Anna Maria Ortese, Napoli, Liguori, 2003
  • Gabriella Sica, Biografia di una passione (su Anna Maria Ortese), in "La colpa di scrivere" (numero monografico dedicato a Anna Maria Ortese), n. 6, aprile-giugno, 2006 (pagg. 14-24).
  • Adelia Battista, Ortese segreta, Roma, Minimumfax, 2008
  • Pasquale Sabbatino, La scrittura teatrale di Anna Maria Ortese, in "Rivista di letteratura teatrale", 1, 2008, pp. 141–150, ISSN 1973-7602.
  • Anna Maria Ortese le carte. Atti del Convegno di studi, Archivio di Stato di Napoli, 7-8 novembre 2006, a cura di Raffaella Nicodemo e Rossana Spadaccini, Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici - Archivio di Stato di Napoli, 2009
  • Matilde Tortora, Anna Maria Ortese. Cinema. Con sue lettere inedite, Avellino, Mephite, 2010
  • Pizzurro, Je suis fille de personne. La traduzione francese de "Il porto di Toledo", in "Esperienze Letterarie", a. XXXVI, 2011, n. 2, pp. 107–114
  • Rosamaria Scarfò, Dall'otherness all'altro negli scritti di Anna Maria Ortese, collana di ricerche e studi universitari «Gli Allori», Reggio Calabria, Leonida, 2012
  • Adelia Battista, La ragazza che voleva scrivere, Roma, Lozzi Publishing, 2013

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]