Edoardo Sanguineti

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« La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina. »
(Edoardo Sanguineti[1])
Il poeta e critico Edoardo Sanguineti ad una conferenza a Genova su lessico e pubblicazioni Open Source

Edoardo Sanguineti (Genova, 9 dicembre 1930Genova, 18 maggio 2010) è stato un poeta e scrittore italiano, che ha fatto parte del Gruppo 63.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

on. Edoardo Sanguineti
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Genova
Data nascita 9 dicembre 1930
Titolo di studio Laurea in Lettere
Professione docente
Partito indipendente nel Partito Comunista Italiano
Legislatura VIII
Gruppo PCI
Coalizione opposizione

Figlio unico di Giovanni, impiegato di banca nato a Chiavari, e di Giuseppina Cocchi, torinese, si trasferì all'età di quattro anni a Torino, città nella quale il padre aveva trovato un nuovo impiego come amministratore cassiere presso la tipografia Doyen & Marchisio. Era ancora bambino quando, durante una normale visita di controllo, gli venne diagnosticata una grave malattia cardiaca. La diagnosi si rivelò in seguito errata ma questo episodio ha condizionato per lungo tempo lo stile di vita del poeta.[2]

A Torino abita uno zio di Edoardo, Luigi Cocchi, musicista e musicologo, che aveva conosciuto Gobetti e Gramsci e aveva collaborato alla rivista L'Ordine Nuovo e che sarà il primo punto di riferimento per la formazione del giovane. A Bordighera, dove il giovane trascorre le vacanze estive, Edoardo frequenta il cugino Angelo Cervetto, appassionato di musica che gli trasmette la passione per il jazz, e Guido Seborga, che lo inizia alla lettura di Artaud.

Nel frattempo, in seguito alla pertosse che aveva contratto, il giovanissimo Edoardo viene visitato da uno specialista che individua l'errore diagnostico del quale era stato vittima. Edoardo è sanissimo e da quel momento deve fare intensi esercizi fisici per recuperare il tono muscolare. Ginnastica, bicicletta, tennis saranno da quel momento gli sport che dovrà intensamente affiancare allo studio, anche se deve rinunciare alla sua primaria ispirazione: quella di dedicarsi alla danza.

1946-1955: studi, elaborazione di Laborintus, primi contatti culturali[modifica | modifica sorgente]

Nel 1946 Edoardo si iscrive al Liceo classico Massimo d'Azeglio e ha come insegnante di italiano Luigi Vigliani. A lui dedicherà il saggio su Gozzano e gli farà leggere alcune poesie che saranno in seguito parte di Laborintus.

In terza liceo, Sanguineti avrà come docente di storia e filosofia Albino Galvano, pittore, critico, storico d'arte, filosofo amante della psicanalisi e interessato alle avanguardie. Successivamente si iscrive alla facoltà di Lettere dell'Università di Torino.

In questi anni il giovane frequenta il mondo "culturale" torinese, si reca a mostre, ascolta concerti, conosce la pittrice dell'avanguardia Carol Rama, il filologo classico Vincenzo Ciaffi, lo studioso di lingue e culture germaniche Vittorio Amoretti e il romanziere Seborga che frequentava anche a Bordighera e che lo indirizzerà alle letture di Artaud.

Nel 1951 Sanguineti inizia a scrivere l'opera che si chiamerà "Laborintus" e, come egli stesso dice nei Santi Anarchici, scrive per una piccola comunità di lettori: "Eravamo in cinque. E i miei quattro lettori erano una ragazza, un aspirante filologo classico e due altri studenti, uno di farmacia e l'altro di medicina".

Conosce intanto Enrico Baj che crea il manifesto della pittura nucleare e dà vita al Nuclearismo.

Il 1953 è l'anno della morte della madre ma anche quello dell'incontro con Luciana che sposerà il 30 settembre del 1954. Sempre nel 1954, in occasione della recensione di Sanguineti sulla rivista torinese "Galleria" dell'Antologia critica del Novecento, conosce Luciano Anceschi che, dopo aver letto Laborintus decide di darlo alle stampe.

Alcune poesie di Laborintus erano intanto apparse su "Numero", una rivista fiorentina diretta da Fiamma Vigo, alla quale era stato invitato a collaborare da Gianni Bertini, un pittore pisano incontrato da Sanguineti nello studio di Albino Galvano.

Nel 1955 nasce il primo figlio dello scrittore: Federico.

1956-1960: pubblicazione di Laborintus, laurea e carriera universitaria[modifica | modifica sorgente]

Il 1956 è l'anno della pubblicazione, a cura di Luciano Anceschi, di Laborintus ed anche l'anno della laurea. Sanguineti il 30 ottobre discute una tesi su Dante con il professor Giovanni Getto, tesi che verrà pubblicata nel 1961 con il titolo Interpretazione di Malebolge.

Nasce in quel periodo «Il Verri» redatto da Pagliarani e da Porta al quale Sanguineti collabora intensamente.

Il 1º novembre 1957 Sanguineti si offre come assistente volontario presso la cattedra di Getto, insegnando contemporaneamente italiano nel triennio del liceo classico di un istituto privato diretto da suore domenicane.

Nel 1958 nasce il suo secondo figlio: Alessandro.

1961-1965: i Novissimi e la libera docenza[modifica | modifica sorgente]

Prefazione ai Novissimi

"Non soltanto è arcaico il voler usare un linguaggio contemplativo che pretende di conservare non già il valore e la possibilità della contemplazione, ma la sua reale sintassi; bensì è storicamente posto fuori luogo anche quel linguaggio argomentante che è stato nella lirica italiana una delle grandi invenzioni di Leopardi. Due aspetti delle nostre poesie vorrei far notare particolarmente: una reale "riduzione dell'io" quale produttore di significati e una corrispondente versificazione priva di edonismo, libera da quella ambizione pseudo-rituale che è propria della ormai degradata versificazione sillabica e dei suoi moderni camuffamenti. (...) Il nostro compito è di trattare la lingua comune con la stessa intensità che se fosse la lingua poetica della tradizione e di portare quest'ultima a misurarsi con la vita contemporanea. Si intravede qui un'indefinita possibilità di superare la spuria antinomia tra il cosiddetto monolinguismo, che degenera nella restaurazione classicistica, e quella "mescolanza degli stili" o plurilinguismo, che finisce in una mescolanza degli stili. (…)"[3]

Risale al 1961 la conoscenza da parte del poeta di Luciano Berio che gli chiede di collaborare per la Piccola Scala con una anti-opera. Nascerà da questa collaborazione Passaggio che verrà rappresentato nel 1963.

Sempre nel 1961 esce l'antologia dei Novissimi con prefazione di Giuliani che comprende le opere di Giuliani stesso, di Sanguineti, di Pagliarani, di Balestrini e di Porta.

Nasce nel 1962 il terzo figlio, Michele e nel 1963 si istituisce il Gruppo 63 a Palermo che sarà "il risultato dei legami e dei contatti culturali maturati nei precedenti anni".[2]

Nel frattempo Sanguineti, che era diventato assistente incaricato e in seguito assistente ordinario del professor Giovanni Getto, nel 1963 consegue la libera docenza e ha come presidente di commissione Mario Fubini.

In questo periodo frequenterà, in tre occasioni, anche le Décades di Cerisy: la prima volta invitato da Ungaretti, al quale era dedicato il convegno, la seconda volta invitato dal gruppo di Tel Quel, per il romanzo sperimentale e, alla fine degli anni sessanta, per il cinema.

Nel 1965 otterrà una cattedra di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso la facoltà di lettere dell'università di Torino.

1968-1974: cambiamenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1968 si scioglie il Gruppo 63 (e nel '69 termineranno anche le pubblicazioni della rivista "Quindici"). Nello stesso anno Sanguineti si candida alle elezioni per la Camera nelle liste del PCI ma deve trasferirsi a Salerno con la famiglia come incaricato all'università.

A Salerno Sanguineti terrà due corsi, quello di Letteratura italiana generale e quello di Letteratura italiana contemporanea e nel 1970 diventerà professore straordinario.

Nel 1971 il poeta vive per sei mesi a Berlino con la famiglia, nel 1972 muore il padre, nel 1973 nasce la figlia Giulia e diventa, sempre a Salerno, professore ordinario.

Nello stesso anno inizia la collaborazione a "Paese Sera".

Nel 1974 ottiene una cattedra di Letteratura italiana presso l'Università di Genova, per stare accanto ai compagni proletari si trasferisce al CIGE del Begato con la famiglia e nel 1975 inizia a collaborare con il "Giorno".

1976-1980: gli anni dell'impegno politico[modifica | modifica sorgente]

Nel 1976 Sanguineti inizia a collaborare con l'Unità, e nel 1980 con Il Lavoro di Genova. Sono questi anni di grande impegno politico: viene infatti eletto consigliere comunale a Genova (1976 - 1981) e deputato della Camera (1979 - 1983), come indipendente nelle liste del PCI.

1981-2005: i viaggi, gli onori[modifica | modifica sorgente]

Dal 1981 al 1983 dirige la prestigiosa rivista Cervo Volante assieme ad Achille Bonito Oliva. In redazioni ha giovanissimi poeti di talento come Valerio Magrelli e Gian Ruggero Manzoni.

Nel 1990 fonda, con Nadia Cavalera, la Rivista internazionale "Bollettario. Quadrimestrale di scrittura e critica". La dirigerà per vent'anni, fino alla sua morte (nel 2010).In redazione Filippo Bettini, Francesco Muzzioli, Marcello Frixione, e Tommaso Ottonieri. Collaboratori i maggiori autori del tempo.

Numerosi sono i viaggi fatti in questo periodo sia in Europa che fuori dell'Europa (Unione Sovietica, Georgia e Uzbekistan, Tunisia, Cina, Stati Uniti, Canada, Messico, Colombia, Argentina, Perù, Giappone, India).

Nel 1996 viene nominato dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di gran merito della Repubblica Italiana.

Sanguineti, che ha lasciato nel 2000 l'Università e ha ricevuto numerosi premi letterari tra i quali la Corona d'oro di Struga, il Premio Capri dell'Enigma (1998), è membro e fondatore della "Accadémie Européenne de poésie"[4] (Lussemburgo) e membro consulente del "Poetry International" (Rotterdam). Precedentemente Faraone poetico dell'Istituto Patafisico di Milano, dal 2001 è Satrapo Trascendentale, Gran Maestro O.G.G. (Parigi) e presidente dell'OpLePo.

2006-2010: Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

- Nel 2006, nel corso di un suo intervento al Festival dei Saperi di Pavia ebbe a dire che "quaranta ragazzetti innamorati del mito occidentale e assetati di Coca-Cola hanno fatto più rumore di migliaia di operai massacrati in Cile" e che "non si sa esattamente quanta gente sia stata uccisa dalle forze del governo e dei militari durante i 17 anni durante i quali Pinochet rimase al potere, ma la Commissione Rettig elencò 2.095 morti e 1.102 "scomparsi"[senza fonte].

Sanguineti - a cui il 5 giugno 2006 è stato assegnato il Premio Librex Montale[5] - è diventato presidente onorario dell'associazione politica Unione a Sinistra[6] ed è stato candidato alle primarie dell'Unione per l'elezione del sindaco di Genova, tenutesi il 4 febbraio 2007, sostenuto da: Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista e Unione a Sinistra, ottenne il 14% dei voti. Le primarie sono state vinte da Marta Vincenzi, candidata de L'Ulivo (60%). Secondo è arrivato Stefano Zara.

Il 18 maggio 2010 è stato ricoverato d'urgenza a causa di un aneurisma che provocava da diversi giorni fitte all'addome[5]. Alle 13:30 Sanguineti muore, all'età di 79 anni, ancora in sala operatoria[5]. La procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti[5].

Il 22 maggio è stato sepolto nel pantheon del cimitero monumentale di Staglieno, accanto alla tomba in cui riposa il capo-partigiano Aldo Gastaldi "Bisagno"[7]. Edoardo Sanguineti era ateo: cfr. intervista a IGN - Adnkronos del 14/04/2003.

Il poeta[modifica | modifica sorgente]

Laborintus: sperimentalismo e disgregazione del linguaggio[modifica | modifica sorgente]

La prima pubblicazione di Laborintus, nel 1956, nella collezione "Oggetto e simbolo" diretta da Luciano Anceschi per la casa editrice Magenta, passa quasi inosservata. Le sue poesie, ritenute così difficili da interpretare, sarebbero divenute, solo un decennio dopo, norma per le sperimentazioni linguistiche-poetiche degli anni sessanta. Il titolo, nato dall'utilizzo di uno schema labirintico, deriva secondo Risso anche dalla "complessità della realtà atomica di quegli anni, i cui esiti potevano davvero essere benjaminianamente catastrofici"[8]

Pasolini in un articolo su "Il Punto" definisce la raccolta Laborintus "un tipico prodotto del neo-realismo post-ermetico" al quale Sanguineti replica sul n. 11 di "Officina" nel novembre del 1957 con un articolo intitolato Una polemica in prosa ironizzando su le giuste distanze che Pasolini metteva tra il proprio "sperimentalismo" e quello "non puro sperimentalismo sanguinetiano".

La questione verrà ripresa da Luciano Anceschi sulla rivista Il Verri nel 1960 con questa affermazione:"Accade in questi anni - e vogliamo mettere come data di inizio del movimento il 1956? - nel nostro paese qualche cosa di naturale, di prevedibile, di necessario: nasce probabilmente una nuova generazione letteraria"'.

Laborintus è infatti un testo di riferimento centrale per lo sperimentalismo degli anni sessanta soprattutto se confrontato con la poesia del suo tempo. Esso infatti si presenta come qualcosa di nuovo che apre soluzioni linguistiche e formali sconosciute a quella poesia che, nella seconda metà degli anni cinquanta, dopo lo spegnersi del neorealismo si stava orientando verso l'antinovecentismo introdotto all'interno della rivista "Officina".

Sanguineti, nel programma della neoavanguardia, è figura centrale per il suo poundismo, per i richiami psicoanalitici dei suoi testi, per il suo plurilinguismo e per quel verso pronto a dilatarsi in "un recitativo drammatico dove la soluzione metrica è rigorosamente atonale e, si potrebbe dire, gestuale", come scriveva Alfredo Giuliani.

La poesia di Laborintus sembra, con la sua accentuata disgregazione dei linguaggi, rifarsi alle esperienze musicali di Luciano Berio o di John Cage e, nell'ambito pittorico, all'informale Jackson Pollock, Jean Fautrier o Mark Rothko.

La tecnica dell'assemblage[modifica | modifica sorgente]

La tecnica dell'assemblage, utilizzata nella poesia di Sanguineti, è presa dall'ambito pittorico e gli oggetti - segni, tolti dallo spazio in cui erano collocati, acquistano improvvisamente la loro piena autonomia, ingrandendosi a dismisura.

Dall'intellettualismo alla concretezza della quotidianità[modifica | modifica sorgente]

Sanguineti prosegue, dopo Laborintus, con lo stesso stile ipercolto e scrive, tra il 1956 e il 1959 le poesie di tema erotico che vanno sotto il nome Erotopaegnia, poi, tra il 1960 e il 1963, Purgatorio de l'Inferno e nel 1964 raccoglie, sotto il titolo di Triperuno, le precedenti sequenze precedute da Laborintus.

Ma in queste poesie già si possono notare dei movimenti verso una scrittura che si sposta dall'intellettualismo dei primi esordi alla concretezza delle cose quotidiane e che, in alcuni punti, si aprono al diarismo dei successivi libri.

Nuove raccolte[modifica | modifica sorgente]

Nella seconda raccolta del 1972, Wirrwarr (confusione) che si compone di due parti, "Testo di appercezione tematica" (1966 - 1968) e "Reisebilder" (immagini di viaggio) (1971), il poeta pur continuando l'opera di destrutturazione del linguaggio che aveva iniziato con Triperuno, cerca di recuperare le cose autentiche del reale e del vissuto.

Lo stile si fa più discorsivo e comunicativo, carattere questo che si ritrova nelle sue seguenti raccolte Postkarten (cartoline postali) del 1978, Stracciafoglio del 1980 e Scartabello del 1981 dove si impone un linguaggio più articolato che gioca su un registro parodico-ironico e si applica alle piccole cose della vita quotidiana.

In queste raccolte l'avanguardia di Sanguineti, pur senza contraddirsi o negarsi, non appare, paradossalmente, lontana da situazioni come quelle di Giudici o Montale in opere come La vita in versi e Satura.

La periodicità delle raccolte[modifica | modifica sorgente]

Periodicamente Sanguineti raccoglie i suoi versi in volumi riassuntivi, come Catamerone del 1974, ripreso nel 1982 in Segnalibro dove la sperimentazione si riappropria dell'uso della forma tradizionale per approdare, nel 1986, a Novissimum Testamentum, poi incluso in Senzatitolo nel 1992.

In queste opere il poeta si impegna, confermando così la sua attenta ricerca metrica, sull'ottava, sulla canzonetta, sul sonetto intervallandoli con componimenti dal tipico verso extra-lungo che sembra scivolare via e "frantumarsi".

Nel 1987 esce la raccolta Bisbidis che costituisce un capitolo aggiuntivo nella linea iniziata con Wirrwarr.
Il titolo, che è ripreso da una frottola del poeta Immanuel Romano (contemporaneo di Dante), è una voce onomatopeica che indica il chiacchierio di gente e appare come poesia di carattere colloquiale quasi crepuscolare che conferma quella linea poetica iniziata negli anni Settanta.

Del 2002 è la raccolta Gatto Lupesco che contiene Bisbidis, Senzatitolo, Corollario, la versione definitiva di Cose, e una sezione di poesie intitolate Poesie fuggitive.

Cinquant'anni di poesia[modifica | modifica sorgente]

Un bilancio

"In cinquant'anni molte cose sono profondamente cambiate, la poesia è cambiata, ma non è cambiato il compito dei poeti, quello di disegnare il profilo ideologico di un'epoca. L'ideologia non è una professione di fede, è una visione del mondo che, con il mondo, quindi cambia. Prendiamo ad esempio il concetto di bello: il suo valore è tra i più instabili della storia dell'umanità."[9]

Del 2004 è la raccolta antologica Mikrokosmos Poesie 1951-2004 che si presenta divisa in due parti.
La prima parte comprende una scelta di Laborintus, di Erotopaegnia, di Purgatorio de l'Inferno, di T.A.T., di Reisebilder, di Postkarten, di Stracciafoglio, di Scartabello, di Cataletto, di Codicillo, di Rebus, di Glosse, di Corollario e di Cose.

La seconda parte comprende una selezione da Fuori Catalogo, da L'ultima passeggiata, omaggio a Pascoli, da Alfabeto apocalittico, da Novissimum Testamentum, da Ecfrasi, da Mauritshuis, da Ballate, da Fanerografie, da Omaggio a Catullo, da Stravaganze, da Poesie fuggitive, da Varie ed eventuali.

Il narratore[modifica | modifica sorgente]

Anche nel romanzo Sanguineti dedica molta attenzione al trattamento del linguaggio, tanto sul piano lessicale quanto su quello sintattico e sia nel romanzo Capriccio italiano, pubblicato nel 1963, e Il gioco dell'Oca del 1967 si avverte il piacere ludico della parola. La sua produzione narrativa è stata raccolta in "Smorfie", contenente i due romanzi oltre ad altri testi in prosa.

Ed è con Capriccio italiano che lo scrittore si fa portavoce del romanzo sperimentale mostrando la crisi del romanzo tradizionale giocando sui motivi dell'inconscio, dell'onirico e del biologico - sessuale.
Il tema centrale del romanzo si basa sulla gravidanza della moglie del narratore e l'attesa del figlio ed è trattato non in modo naturalistico ma come una prova che, attraverso brevi episodi simili ad un sogno, smuovono gli strati dell'inconscio.

Il critico[modifica | modifica sorgente]

L'attività critica di Sanguineti si è svolta inizialmente all'interno dell'ambito accademico: a lui si devono brillanti lavori su Dante ("Dante reazionario") ed un'articolata analisi sui nessi tra poesia crepuscolare e liberty, in cui si rintraccia l'origine della poesia italiana del novecento nella reazione ironica operata dai poeti crepuscolari ai danni dell'estetizzazione liberty, a partire dalla necessità, poi riconosciuta da Eugenio Montale, di "attraversare D'Annunzio". Esemplificazione e concretizzazione di tale linea critica è l'antologia Poesia italiana del Novecento, la cui agile premessa mostra la rispondenza tra connotazione stilistico-linguistica e connotazione ideologico-psicologica degli autori. (Ideologia e linguaggio sono interfacce di solito coerentemente operanti, come Sanguineti chiarisce più dettagliatamente nello studio Ideologia e linguaggio). L'antologia è, dunque, già per sé stessa, saggio critico, per la scelta degli autori e soprattutto dei singoli testi, con attenzione a quelli significativi di posizioni ideologiche e di sperimentalismo linguistico.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Poesie[modifica | modifica sorgente]

Romanzi e racconti[modifica | modifica sorgente]

Teatro, testi per musica, travestimenti[modifica | modifica sorgente]

  • K., in "Il Verri", anno IV, n. 2, 1960, pp. 69–82
  • K e altre cose, Scheiwiller, Milano, 1962 (contiene K., alcune poesie e interventi critici).
  • Passaggio, per la musica di Luciano Berio, Universal, London-Milano, 1963 (e in "Sipario", n. 224, pp. 62–70
  • Traumdeutung, in "Menabò", n. 8, 1965, pp. 37–49
  • Teatro, Feltrinelli, Milano, 1969
  • Laborintus II, per la musica di Luciano Berio, in "Manteia", XIV-XV, 1972, pp. 14–28
  • Marinettiana, in Giuseppe Bertolucci, Il gesto futurista, Bulzoni, Roma, 1969, pp. 73–77
  • Orlando Furioso (travestimento dell'Ariosto in collaborazione con Luca Ronconi), Bulzoni, Roma, 1970
  • Storie naturali, Feltrinelli, Milano, 1971
  • Interviste impossibili: Francesca da Rimini, in AA.VV., Le nuove interviste impossibili, Bompiani, Milano, 1976
  • C'ero anch'io: la prima dell'Edipo Re, inedito, 1978
  • Carrousel, per la musica di Vinko Globokar, parziale in "Musica e realtà", n. 4, 1981, pp. 21–41
  • Faust. Un travestimento, Costa & Nolan, Genova, 1985 (da Goethe, trasformato poi da Luca Lombardi in opera musicale)
  • Commedia dell'Inferno (da Dante), Costa & Nolan, Genova, 1989
  • Per Musica, Ricordi Mucchi, Modena, 1993 (contiene con Passaggio e Laborintus II, le opere Carrousel, L'armonia drammatica per la musica di Vinko Globokar, l'Antigone, adattamento per le musiche di scena di Mendelssohn, 1986, correlato dalla nota introduttiva, con il titolo Il complesso di Antigone e tutti i testi con destinazione musicale)
  • Tracce, Grin, Roma, 1995 (contiene Tracce, Storie naturali, Satyricon, in collaborazione musicale)
  • Rap, LibriARENA fuoriTHEMA, Bologna, 1996
  • Il mio amore è come una febbre e mi rovescio, Bompiani, Milano, 1998 contiene Rap e Sonetto, (entrambi per la musica di Andrea Liberovici)
  • Dialogo, in "Allegoria", anno II, n. 5, 1990, e poi in "Passaggi", anno II, n. 3, giugno 1998, pp. 71–76
  • Sei personaggi.com, un travestimento pirandelliano (con musiche di scena di Andrea Liberovici), il Melangolo, Genova, 2001
  • L'amore delle tre melarance, un travestimento fiabesco dal canovaccio di Carlo Gozzi, il Melangolo, Genova, 2001

Saggi e studi[modifica | modifica sorgente]

  • Interpretazione di Malebolge, Olschki, Firenze, 1961
  • Tre studi danteschi, Le Monnier, Firenze, 1961
  • Tra liberty e crepuscolarismo, Mursia, Milano, 1961
  • Alberto Moravia, Mursia, Milano, 1962
  • Ideologia e linguaggio, Feltrinelli, Milano, 1965
  • Guido Gozzano. Indagini e letture, Einaudi, Torino, 1966
  • Il realismo di Dante, Sansoni, Firenze, 1966
  • Antonio Bueno, Feltrinelli, Milano, 1975
  • La missione del critico, Marinetti, Genova, 1987
  • Lettura del Decameron, a cura di Emma Grimaldi, Edizioni 10/17, Salerno, 1989
  • Dante reazionario, Editori Riuniti, Roma, 1992
  • Per una critica dell'avanguardia poetica in Italia e in Francia, Bollati Boringhieri, Torino, 1995 (con un saggio di Jean Burgos e due testimonianze di Pierre Dhainaut e Jacqueline Risset)
  • Il chierico organico, a cura di Erminio Risso, Feltrinelli, Milano, 2000
  • Ideologia e linguaggio, nuova edizione accresciuta, Feltrinelli, Milano, 2001
  • Verdi in technicolor, il melangolo, Genova, 2001
  • Atlante del Novecento italiano, a cura di Erminio Risso, con fotografie di Giovanni Giovannetti, Manni, Lecce, 2001
  • Carol Rama, Masoero Edizioni, Torino 2002
  • La letteratura italiana di Edoardo Sanguineti, Rai Educational, 2000
  • Cultura e realtà, a cura di Erminio Risso, Milano, Feltrinelli, 2010

Raccolte di articoli[modifica | modifica sorgente]

  • Giornalino, Einaudi, Torino, 1976
  • Giornalino secondo, Einaudi, Torino, 1979
  • Scribilli, Feltrinelli, Milano, 1985
  • Ghirigori, Marietti, Genova, 1988
  • Gazzettini, Editori Riuniti, Roma, 1993
  • Taccuini (12 prose comparse originariamente su "Rinascita" tra il 1984 e il 1987), in "Poetiche", n. 3/ 2007, Modena, Mucchi editore, a cura e con introduzione di L. Weber, pp. 413–475
  • l'altruista Gli ultimi articoli del poeta su Gli Altri, Roma, I edizione Gli Altri, maggio 2011. ISBN 9-772037-222458. Venduto esclusivamente in abbinamento al settimanale Gli Altri in edicola. Postfazione di Fausto Bertinotti.

Traduzioni[modifica | modifica sorgente]

  • J. Joyce, Poesie, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1961
  • Salmi: preghiera e canto della Chiesa, a cura di J. Gelineau, U. Wernst, E. Sanguineti, D. Stefani, L. Borello, Elle Di Ci, Torino, 1966
  • Euripide. Le Baccanti, Feltrinelli, Milano, 1968
  • Seneca, Fedra, Einaudi, Torino, 1969
  • Petronio, Il Satyricon, Aldo Palazzi Editore, Roma, 1969
  • Euripide, Le Troiane, Einaudi, Torino, 1974
  • Eschilo, Le Coefore, il Saggiatore, Milano, 1978
  • Sofocle. Edipo tiranno, Cappelli, Bologna, 1980
  • Sofocle, Antigone, adattamento per le musiche di scena di Felix Mendelssohn, 1986
  • Eschilo. I sette contro Tebe, Sipario, Milano, 1992
  • W. Shakespeare, Macbeth Remix (con musiche di scena di Andrea Liberovici), Spoleto, 1998
  • Molière, Don Giovanni, il Melangolo, Genova, 2000
  • Aristofane, La festa delle Donne, il melangolo, Genova, 2001
  • B. Brecht, Il cerchio di gesso del Caucaso, il melangolo, Genova, 2003
  • Omaggio a Shakespeare. Nove sonetti, illustrati da Mario Persico, con un saggio di Niva Lorenzini, Manni, Lecce, 2004
  • Pierre Corneille. L'illusione comica, il Melangolo, Genova, 2005
  • Teatro antico. Traduzioni e ricordi, a cura di Federico Condello e Claudio Longhi, BUR, Milano, 2006
  • Quaderno di traduzioni. Lucrezio Shakespeare Goethe, Einaudi, Torino, 2006
  • W. Shakespeare La tragedia di Re Lear, il Melangolo, Genova, 2008
  • Fedra (Ippolito portatore di corona) di Euripide, per l'Istituto nazionale del dramma antico INDA 2009

Antologie[modifica | modifica sorgente]

Interviste[modifica | modifica sorgente]

  • Fabio Gambaro, Colloquio con Edoardo Sanguineti, Anabasi, Milano 1993
  • Erminio Risso (a cura di), Atlante del Novecento italiano. La cultura letteraria, con fotografie di Giovanni Giovannetti, Manni, Lecce 2001 (le schede di 74 scrittori, con un'intervista di Erminio Risso a Edoardo Sanguineti)
  • Giuliano Galletta, Sanguineti/Novecento. Conversazioni sulla cultura del ventesimo secolo, il melangolo, Genova 2005
  • Antonio Gnoli, Sanguineti's Song. Conversazioni immorali, Feltrinelli, Milano 2006
  • (a cura di Roberto Iovino), Conversazioni musicali, il melangolo, Genova 2011

Epistolari[modifica | modifica sorgente]

  • Fausto Curi, La poesia italiana d'avanguardia. Modi e tecniche. Con un'appendice di documenti e di testi editi e inediti, Liguori, Napoli 2001
  • Ciro Vitiello, Due lettere, un dialogo critico, in Album Sanguineti, a cura di Niva Lorenzini ed Erminio Risso, Manni, Lecce 2002
  • Tommaso Lisa (a cura di), Pretesti ecfrastici. Edoardo Sanguineti e alcuni artisti italiani con un'intervista inedita, Società Editrice Fiorentina, Firenze 2004 (contiene il carteggio Sanguineti-Bueno)
  • Niva Lorenzini (a cura di), Lettere dagli anni Cinquanta, De Ferrari editore, Genova 2009 (contiene le lettere di Sanguineti a Luciano Anceschi)

Opere di lessicografia[modifica | modifica sorgente]

  • Schede gramsciane, Utet, Torino 2004
  • direzione del volume di supplemento 2004 (integrazioni e aggiornamenti) del Grande dizionario della lingua italiana, Utet, Torino 2004
  • consulenza e collaborazione per il GRADIT – Grande dizionario italiano dell'uso ideato e diretto da Tullio De Mauro, sei volumi e un CD-rom, Utet, Torino 1999, a cui seguono un volume VII (Nuove parole italiane dell'uso, con un CD-rom), Utet, Torino 2003, e un volume VIII (Nuove parole italiane dell'uso, con una chiave USB), Utet, Torino 2007

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ansano Giannarelli: Non ho tempo, 1973, bianco e nero, 104 min. (la versione televisiva è in 3 puntate di un'ora ciascuna). Con Mario Garriba (Evariste Galois), Franco Agostini, Lucio Lombardo Radice, Marisa Fabbri, Fernando Birri. Sanguineti ne scrive la sceneggiatura insieme a Giannarelli e con la consulenza scientifica di Lucio Lombardo Radice. Il film è girato nel 1971-72 ma presentato alle “Settimane della critica” del Festival di Cannes del 1973. Il film presentato a Cannes durava 150 minuti.
  • Luca Ronconi:Orlando Furioso , 1974. Sceneggiato televisivo di 293 minuti in cinque puntate, mandato in onda ogni domenica alle 20, 45 dal 16 febbraio 1975 in bianco e nero. Proiettato nelle sale cinematografiche in un'edizione di 113 minuti (2º e 5º episodio, dal dicembre 1974). Derivato dallo spettacolo messo in scena da Ronconi nel 1969 su testo di Sanguineti. Scene e costumi: Pierluigi Pizzi, fotografia: Vittorio Storaro e Arturo Zavattini, musiche: Giancarlo Chiaramello. Con Mariangela Melato (Olimpia), Ottavia Piccolo (Angelica), Massimo Foschi (Orlando), Guido Mannari (Bireno), Cesare Gelli (Cimosco), Michele Placido (Agramante), Paolo Bonetti (Dardinello), Yorgo Voyagis (Cloridano), Alessio Orano (Medoro), Marzio Margine (Zerbino), Luigi Diberti (Ruggiero), Paolo Turco (il pastore), Giacomo Piperno (Sacripante), Germano Longo (Oberto), Vittorio Sanipoli (Sobrino), Hiram Keller (Brandimarte), Erika Dario (la figlia di Cimosco), Rodolfo Bandini (Guidon Selvaggio), Carla Tatò (la vedova parigina), Ettore Manni (Carlo Magno), Carlo Valli (Ferraù), Edmonda Aldini (Bradamante)
  • Ennio De Dominicis: Niente stasera, 1993, colore, 72 min. Interpretazione
  • Michael Muschner: Truck Stop, mediometraggio, 1996. Scrittura di una poesia per il film e sua interpretazione
  • Felipe Guerriero: Medellìn, 1999. Interpretazione
  • Ugo Nespolo: Film-a-To, 2001, Betacam colore, 12 min. Lettura di alcune poesie sul cinema scritte appositamente per il film
  • Andrea Liberovici Work in regress - la fabbrica nel cinema, 2006, video-installazione, 30 min. Lettura delle didascalie scritte per il film (esistono due versioni del titolo: Work in regress/ la fabbrica del cinema e Work in regress/ una catena di montaggi)
  • Mimmo Paladino: Quijote, 2006, HD colore, 75 min. Lettura di un testo poetico, Invenzione di Don Chisciotte, del 1949
  • Ugo Nespolo: Superglance, 2007, colore, 35 mm., 7 min. Scrittura e dizione dei testi

Inoltre Sanguineti avrebbe dovuto interpretare una parte in un film di Evgenij Aleksandrovič Evtušenko ma infine decise di non partecipare: una sua testimonianza è nell'intervista concessa a Piero Chiambretti nel programma televisivo Il laureato bis, puntata del 5 febbraio 1996. Probabilmente si trattava del mai realizzato

  • Konec Musketery (La fine dei tre moschettieri)

Su Film-a-to si può vedere

  • Ugo Nespolo, Film-a-to, Allemandi, Torino 2002 (30 ill. a colori e 50 bn)

Sul film di Paladino si può vedere

  • Mimmo Paladino, Quijote. Una mostra, un film, un libro, edizioni Electa, Milano 2005

Video e televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Match, serie di incontri moderati da Alberto Arbasino, puntata con Sanguineti e Moravia, 1978
  • La letteratura italiana di Edoardo Sanguineti, 14 puntate video della durata di circa 59 minuti ciascuna per Rai Educational, 2000. Regia di Lorenzo Gigliotti. Direttore della fotografia Alessandro Macci. A cura di Marco Sabatini. Oggi in 14 DVD della durata di circa 59 minuti ciascuno: Dalla latinità al volgare / Il Duecento / Dante / Petrarca / Boccaccio / L'Umanesimo / Ariosto e Tasso (oggi compresi nel cofanetto Storia della letteratura italiana di Edoardo Sanguineti. Dalle origini al Cinquecento, Rai, La Rai per la cultura, codice UDOC); Il Cinquecento / Il Seicento / Il Settecento / L'Ottocento. Foscolo e Leopardi / L'Ottocento: Manzoni / Il Novecento: prosa / Il Novecento: poesia (oggi compresi nel cofanetto Storia della letteratura italiana di Edoardo Sanguineti. Età moderna e contemporanea, Rai, La Rai per la cultura, codice UEMC)
  • abecedario di edoado sanguineti, a cura di Rossana Campo, video-intervista in 2 DVD, regia Uliano Paolozzi Balestrino, DeriveApprodi, Roma maggio 2006
  • Sanguineti e Inge Feltrinelli sugli anni ’60 , intervista registrata alla libreria Feltrinelli di Mantova nel settembre 2006
  • Alfabeto Apocalittico, di e con Edoardo Sanguineti e Stefano Scodanibbio, immagini di Enrico Baj. Ripresa televisiva dello spettacolo con regia di Massimo Puliani, in occasione della consegna a Sanguineti del titolo accademico Honoris Causa all'Accademia di Belle Arti, Macerata, 4 maggio 2006

Eventi, mostre, installazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Magazzino Sanguineti, mostra (spezzoni di film, frammenti sonori, riproduzioni fotografiche, diapositive che proiettano versi), a cura di Erminio Risso, Palazzo Ducale, Loggia degli Abati, 23 maggio-27 giugno 2004
  • Ritratto del Novecento alla Sala Borse di Bologna, regia di Giuseppe Bertolucci, 12-16 dicembre 2005 (ora le schede sono pubblicate in Ritratto del Novecento, a cura di Niva Lorenzini, Manni, Lecce 2009)
  • Marcel Duchamp e il cinema, giornata sul cinema duchampiano, installazione Rotorilievi (telecamera e stampante, in una stanza, con al centro un divano), 8 giugno 2006. A cura di Valter Scelsi, Marta Oddone, Francesco Frassinelli, Davide Perfetti, Erminio Risso (nel corso della mostra “Marcel Duchamp: una collezione italiana”, allestimento a cura di Massimiliano Fuksas, 11 maggio-16 luglio, Genova, Museo di Villa Croce)
  • C'era una volta il pc – un quarto di secolo di personal computer, ologramma per la mostra “Hi Tech! Festival dell'innovazione”, Roma, complesso mussale dell'Ara Pacis, dal 7 al 10 giugno 2007

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gabriella Sica, Edoardo Sanguineti, La Nuova Italia, Firenze, 1975
  • Walter Siti, Il realismo dell'avanguardia, Einaudi, Torino, 1975
  • Niva Lorenzini, Il laboratorio della poesia, Bulzoni, Roma, 1978
  • Francesco Muzzioli, Teoria e critica della letteratura nelle avanguardie italiane degli anni Sessanta, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma, 1982
  • Ciro Vitiello, Teoria e tecnica dell'avanguardia, Mursia, Milano, 1984
  • Aa.Vv. Edoardo Sanguineti: Ideologia e linguaggio, Atti del convegno internazionale di Salerno, Metafora Edizioni, Salerno, 1991
  • Fausto Curi, Struttura del risveglio. Sade, Sanguineti e la modernità letteraria, Il Mulino, Bologna, 1991
  • Antonio Pietropaoli, Unità e trinità di Edoardo Sanguineti, ESI, Napoli, 1991
  • Lucio Vetri, Letteratura e Caos, Mursia, Milano, 1991
  • Niva Lorenzini, Il presente della poesia 1960-1990, il Mulino, Bologna, 1991
  • Aa.Vv. Edoardo Sanguineti: Opere e introduzione critica, Anterem, Verona, 1993
  • Fabio Gambaro, Colloquio con Edoardo Sanguineti, Anabasi, Milano, 1993
  • Pier Luigi Ferro,Rebus, enigmi e cartigli fatati: corollario a Sanguineti, in Pier Luigi Ferro,Attestature. Letteratura Italiana tra Novecento e nuovo millennio, Il Ponte Editore, Firenze, 1992, pp. 81–88.
  • Aa.Vv. Per Edoardo Sanguineti: good luck (and look), a cura di A. Pietropaoli, ESI, Napoli, 2002
  • Elisabetta Baccarani, La poesia nel labirinto. Razionalismo e istanza antiletteraria nell'opera e nella cultura di Edoardo Sanguineti, Il Mulino, Bologna, 2002
  • Maria Dolores Pesce, Edoardo Sanguineti e il teatro, Edizioni dell'Orso, Alessandria, 2003
  • Niva Lorenzini, La poesia: tecniche di ascolto: Ungaretti, Rosselli, Sereni, Porta, Zanzotto, Sanguineti, Manni editori, Lecce, 2003
  • F. Frassinelli, M. Oddone, D. Perfetti, E. Risso, V. Scelsi, "Magazzino Sanguineti", volume stampato in occasione della mostra Magazzino Sanguineti (Palazzo Ducale, Genova) e contenuto, con nove cartoline, in una scatola prodotta in mille esemplari numerati, Genova, maggio 2004.
  • Luigi Weber, Usando gli utensili di utopia. Traduzione, parodia e riscrittura in Edoardo Sanguineti, Gedit, Bologna, 2004
  • Tommaso Lisa, Pretesti ecfrastici: Edoardo Sanguineti e alcuni artisti italiani, Società Editrice Fiorentina, Firenze, 2004
  • Angelo Petrella, Ritratto critico di Edoardo Sanguineti, in Belfagor, n. 359, 2005
  • Aa.Vv. Sanguineti, la parola, la scena, Atti del convegno internazionale di Bologna per i 75 anni del poeta, a cura di L. Weber e F. Carbognin, Mucchi editore, Modena, 2006
  • Erminio Risso, (a cura di) Laborintus di Edoardo Sanguineti. Testo e commento, Manni, Lecce, 2006
  • Andrea Cortellessa, La fisica del senso. Saggi e interventi su poeti italiani dal 1940 a oggi, Fazi, Roma, 2006
  • Manuela Manfredini, Dal labirinto al mosaico. Sulle prose di Edoardo Sanguineti poeta, in "istmi", n. 19-20, 2007
  • Mariafrancesca Venturo, Parola e travestimento nella poetica teatrale di Edoardo Sanguineti, Fermenti, 2007
  • Gilda Policastro, Sanguineti, Palumbo, Palermo, 2009
  • Franco Vazzoler, Il chierico e la scena. Cinque capitoli su Sanguineti e il Teatro, il Melangolo, Genova, 2009
  • Luigi Weber, "Un salutare difetto ottico". Edoardo Sanguineti pubblicista e recensore, in C. Serafini (a cura di), Parola di scrittore. Letteratura e giornalismo nel Novecento, Roma, Bulzoni, 2010, pp. 645–662.
  • Roberto Iovino (a cura di), "Edoardo sanguineti. Conversazioni musicali", il Melangolo, Genova, 2011.
  • Tania Lorandi e Sandro Montalto, "Temperamento Sanguineti", Edizioni Joker, Novi Ligure 2011 (+DVD)
  • Alberto Godioli, "Giudiziosamente delirando". Sulla retorica della follia in Laborintus, in Atti di INCONTROTESTO. Ciclo di incontri su e con scrittori del Novecento e contemporanei, Siena, ottobre-novembre 2011, Pisa, Pacini editore, 2011, pp. 105–111. [1]
  • Antonio Pietropaoli, Sanguinetiana: la lotta al poetese, in Id., Le strutture dell'anti-poesia. Saggi su Sanguineti Pasolini Montale Arbasino Villa, Guida, Napoli 2013, pp. 11-89.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Se d'amore si vive, siamo vivi: Omaggio a Edoardo Sanguineti, 7 giugno 2010, Salerno, presso Atelier-Libreria Liberis. Reading a cura di Mario Fresa, inserito all'interno della Rassegna di incontri SalernoPoetica. Hanno ricordato Sanguineti, leggendo i suoi versi, alcuni poeti e critici: Giancarlo Cavallo, Stelvio Di Spigno, Mario Fresa, Carlangelo Mauro, Marcello Napoli, Paolo Romano, Federico Sanguineti, Ciro Vitiello.
  • Reading Sanguineti, 9 giugno 2010, Genova, Biblioteca Universitaria. Erminio Risso e Massimo Bacigalupo hanno sinteticamente ricordato le linee distintive della poetica e del lessico di Sanguineti. Letture di Alberto Nocerino, Laura Accerboni, Adriana Bolfo.
  • Dedicato a Edoardo Sanguineti. Festival di poesia (13 dicembre 2011 Teatro di Ateneo Università degli Studi di Salerno - organizzato da Antonio Pietropaoli, con i poeti: Antonio Pietropaoli, Silvia Cassioli, Tommaso Ottonieri, Mariano Baino, Milli Graffi, Gabriele Frasca, Gilda Policastro, Ferdinando Tricarico, Rosaria Lo Russo, Rino Mele, Marco Berisso, Guido Caserza, Marcello Frixione, Paolo Gentiluomo, Federico Sanguineti).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Citato in Antonio Troiano, I poeti alla corte di Irene, Corriere della Sera, 19 febbraio 1995, pp. 10. URL consultato il 22 maggio 2010.
  2. ^ a b Nota biografica in: Erminio Risso, Mikrokosmos: poesie 1951-2004, Collana: Universale economica, Milano, Feltrinelli Editore, 2004, p. 329-331 (di 336), ISBN 88-07-81823-X..
    Anteprima limitata (Google Libri): Mikrokosmos: poesie 1951-2004, Feltrinelli Editore. URL consultato il 22 maggio 2010.
  3. ^ Alfredo Giuliani, introduzione a I Novissimi, Einaudi, Torino 1965.
  4. ^ Académie Européenne de poésie - Members. URL consultato il 22 ottobre 2009.
  5. ^ a b c d È morto lo scrittore e poeta Edoardo Sanguineti, ANSA, 19 maggio 2010. URL consultato il 22 maggio 2010.
  6. ^ Il Presidente onorario, Associazione Unione a Sinistra. URL consultato il 23 maggio 2010.
  7. ^ Fonte: Edoardo Sanguineti riposerà al fianco del Partigiano Bisagno, Cittadigenova.com, 22 maggio 2010. URL consultato il 23 maggio 2010.
  8. ^ Erminio Risso, Laborintus di Edoardo Sanguineti, Manni 2006, p.13
  9. ^ Adriana Vianello, Inseguendo una cangiante lirica bellezza, NewYorkCityVenezia, gennaio/febbraio – 2007. URL consultato il 22 maggio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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