Alberto Moravia

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« Soprattutto quando ero bambino, la noia assumeva forme del tutto oscure a me stesso e agli altri, che io ero incapace di spiegare e che gli altri, nel caso di mia madre, attribuivano a disturbi della salute o altre simili cause. »
(Alberto Moravia, La noia, 1960)
Alberto Moravia

Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle (Roma, 28 novembre 1907Roma, 26 settembre 1990), è stato uno scrittore, giornalista, saggista, reporter di viaggio e drammaturgo italiano. Considerato uno dei più importanti romanzieri del XX secolo, ha esplorato nelle sue opere i temi della sessualità moderna, dell'alienazione sociale e dell'esistenzialismo.

Salì alla ribalta nel 1929 con il romanzo Gli indifferenti, e pubblicò nella sua lunga carriera più di trenta romanzi. I temi centrali dell'opera di Moravia sono l'aridità morale, l'ipocrisia della vita contemporanea e la sostanziale incapacità degli uomini di raggiungere la felicità nei modi tradizionali. La sua scrittura è rinomata per lo stile semplice e austero, caratterizzato dall'uso di un vocabolario comune inserito in una sintassi elegante ed elaborata.

Con Elsa Morante a Capri negli anni quaranta

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Pincherle (Moravia è il cognome della nonna paterna) nacque a Roma, nel quartiere Pinciano, in via Giovanni Sgambati, il 28 novembre del 1907 da un'abbiente famiglia borghese. Il padre, Carlo Pincherle, era un architetto e pittore veneziano di origine ebraica, mentre la madre, Teresa Iginia De Marsanich, detta Gina, era un'anconetana di religione cattolica e di origini dalmate. Interessanti sono gli intrecci familiari, che ben descrivono la temperie culturale nella quale si formò il giovane Moravia:

Alberto fu il secondo di quattro figli, nato dopo la sorella Adriana (1905-1996), pittrice, e prima dall'altra sorella, Elena (1909-2006), moglie dell'ambasciatore Carlo Cimino, e del più piccolo Gastone (1914-1941), caduto in combattimento a Tobruk, in Libia. Trascorse, assieme alla famiglia, un'infanzia "normale, benché grave e solitaria" nel villino di via Gaetano Donizetti 6, progettato dal padre.

Studi e malattia[modifica | modifica wikitesto]

Moravia non riuscì a compiere studi regolari perché nel 1916, all'età di nove anni, venne colpito da una seria forma di tubercolosi ossea che lo costrinse a letto per ben cinque anni, tre dei quali trascorsi a casa e due presso il sanatorio Codivilla di Cortina d'Ampezzo. Come i fratelli, frequenta per un anno il liceo Tasso conseguendo "a mala pena" la licenza ginnasiale, che costituirà il suo unico titolo di studio. Dotato di viva intelligenza, non potendo condurre la vita dei ragazzi della sua età, Alberto ebbe molto tempo per la lettura, alla quale si dedicò con fervido impegno e profonda passione, formandosi così una solida base letteraria allargata alle più significative tendenze della cultura europea. Tra i suoi autori preferiti vi furono Dostoevskij, Joyce, Goldoni, Shakespeare, Molière, Mallarmé e molti altri. Imparò con facilità il francese e il tedesco e iniziò a scrivere versi in francese e in italiano.

Prime opere e prime conoscenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1925, lasciato il sanatorio e recatosi a Bressanone per la convalescenza, cominciò a scrivere Gli indifferenti. Conobbe in quel periodo Corrado Alvaro e Massimo Bontempelli e nel 1927 iniziò a collaborare alla rivista Novecento dove pubblicò i suoi primi racconti tra i quali la Cortigiana stanca, che uscì in francese (Lassitude de courtisane) nel 1927, il Delitto al circolo del tennis del 1928, Il ladro curioso e Apparizione nel 1929.

Primo romanzo: Gli indifferenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1929, dopo non poche difficoltà, riuscì a pubblicare a sue spese (5.000 lire dell'epoca) presso l'editore milanese Alpes il suo primo romanzo, Gli indifferenti, che ottenne subito da parte della critica buoni consensi e venne considerato uno degli esperimenti più interessanti di narrativa italiana di quel tempo. Al romanzo italiano, in crisi e in cerca di nuove soluzioni, si offriva un solido impianto romanzesco tradizionale. La struttura teatrale 'in blocchi' del romanzo era molto in linea con il gusto letterario francese dell'epoca; Moravia infatti puntava alla Tragedia, ma di fatto era impossibile trasportare le mediocri e meschine vicende dei personaggi della vicenda nel più sublime ed elevato dei generi della tradizione. La decadenza e lo sfacelo della borghesia italiana, durante il regime fascista, vengono rappresentati senza un intenzionale presupposto di critica (come dirà Moravia anni dopo) ma evidentemente ciò era congeniale al suo spirito; di fatto però ci troviamo di fronte al primo romanzo esistenzialista, che partecipa al nascente clima esistenzialista europeo in una vicenda concreta e radicata in un contesto storico reale ed attuale.

Il romanzo narra la storia di una famiglia i cui componenti, legati da una vicenda di corruzione e di viltà, sono fondamentalmente dei vinti, vinti dalla loro apatia, dalla assenza totale di orgoglio e dignità morale. Il secondo romanzo, Le ambizioni sbagliate, un misto di giallo poliziesco e romanzo introspettivo alla Dostoevskij, avrà meno fortuna.

Collaborazione ai giornali e il regime fascista[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1930 iniziò a collaborare con La Stampa, allora diretta da Curzio Malaparte e nel 1933 fondò, insieme a Mario Pannunzio, la rivista "Caratteri", che vedrà la luce per soli quattro numeri. Collaborò poi alla rivista Oggi (sulle cui pagine uscirà, nel 1940, Cosma e i briganti). Sempre nel 1933 iniziò a collaborare con la "Gazzetta del Popolo", ma il regime fascista avversò la sua opera vietando le recensioni a Le ambizioni sbagliate, sequestrando La mascherata e vietando la pubblicazione di Agostino.

Viaggio in America[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1935 si recò in America dove, invitato da Giuseppe Prezzolini, allora direttore della Casa Italiana della Columbia University di New York, tenne alcune conferenze sul romanzo italiano.

Ritorno in Italia e la censura del regime[modifica | modifica wikitesto]

Ritornato in Italia scrisse un libro di racconti lunghi intitolato L'imbroglio che verrà pubblicato da Bompiani nel 1937. Per evitare la censura del regime Moravia scriverà negli anni del fascismo racconti allegorici e surreali, tra i quali I sogni del pigro pubblicato nel 1940 e nel 1941 il romanzo La mascherata che però verrà sequestrato in occasione della seconda edizione. Da questo momento sarà costretto a pubblicare i suoi articoli sui giornali e sulle riviste sotto pseudonimo. La mascherata è una violenta satira che prende di mira il regime fascista indirettamente parlando di una inventata dittatura sudamericana.

Matrimonio con Elsa Morante[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Moravia negli anni cinquanta.

Nel 1941 si sposò in chiesa con la scrittrice Elsa Morante che aveva conosciuto nel 1936. Il rito religioso fu officiato dal gesuita padre Pietro Tacchi Venturi[1]. Moravia visse con la Morante per un lungo periodo a Capri, dove scriverà il romanzo Agostino. Si separarono poi nel 1962.

Alberto Moravia era ateo: cfr. l'articolo di Carmelo R. Viola: "Alberto Moravia o del «realismo borghese»" nel numero speciale - 203/1991 - della rivista "Fermenti" a lui dedicato.

La ciociara[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli avvenimenti dell'8 settembre del 1943 si rifugiò con la moglie a Sant'Agata (nel territorio di Fondi, a nord della frazione San Magno), un villaggio montano di pastori provenienti da Vallecorsa (Ciociaria) presso la famiglia Marrocco-Mirabella, da questa esperienza e dal rapporto con questa famiglia nascerà il romanzo La ciociara. Il romanzo fu scritto in due epoche diverse: le prime pagine le scrisse nel 1944 sospinto dal nuovo incontro con il popolo, liberato della dominante retorica e dei falsi obiettivi del regime, mentre il corpo centrale dell'opera lo sviluppò tredici anni dopo, in un momento di crisi della sua narrativa. La ciociara risulterà opera alta e pietosa; attraverso la maturazione del personaggio di Cesira lo scrittore intese descrivere tutta la confusa e disperata realtà italiana di quel periodo della seconda guerra mondiale. Nel 1944 vennero pubblicati i racconti de L'epidemia e il saggio La Speranza, ovvero Cristianesimo e Comunismo.

Liberazione e ritorno all'attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Con l'annuncio della Liberazione lo scrittore ritornò a Roma e riprese la sua attività letteraria e giornalistica collaborando con Corrado Alvaro a Il Popolo di Roma, a Il Mondo, all'Europeo e soprattutto al Corriere della Sera dove sarà presente fino alla morte con i suoi réportages, le sue riflessioni critiche e i suoi racconti. Gli anni che seguono il dopoguerra vedranno aumentare la fortuna letteraria e cinematografica dello scrittore, che pubblicò La romana (1947), i racconti La disubbidienza (1948), L'amore coniugale e altri racconti (1949) e il romanzo Il conformista (1951).

La romana[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua uscita venne definito dalla critica come uno dei migliori dell'ultima narrativa. Descrive impeccabilmente un ambiente corrotto, vacuo, frequentato da protagonisti che conducono un'esistenza priva di vere e integre ragioni morali. Al centro della vicenda emerge la figura di Adriana, donna di malcostume, ma meno colpevole e squallida di coloro che la circondano.

Premio Strega e l'attività cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1952 gli venne assegnato il premio Strega per I racconti e iniziarono le traduzioni dei suoi romanzi all'estero e i film tratti dai suoi racconti e romanzi. Sarà del 1953 il soggetto de La provinciale con la regia di Mario Soldati, La romana del 1954 con la regia di Luigi Zampa, nel 1955 collaborerà alla sceneggiatura di Racconti romani di Gianni Franciolini.

Critica radiofonica RAI[modifica | modifica wikitesto]

  • Cinema, cronache settimanali, a cura di Alberto Moravia, rete rossa i venerdì 1949 - 1950, ore 14,53.

La fondazione della rivista Nuovi Argomenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1953 fondò con Alberto Carocci la rivista Nuovi Argomenti, della quale divenne redattore e collaboratore l'amico Pier Paolo Pasolini.

Premio Marzotto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954, in seguito alla pubblicazione dell'opera Racconti romani, gli sarà assegnato il Premio Marzotto. Scriverà intanto il romanzo Il disprezzo e sulla rivista Nuovi Argomenti il saggio L'uomo come fine.

Scrisse inoltre alcune importanti prefazioni, come quella ai Cento sonetti del Belli, al Paolo il caldo di Brancati e a Passeggiate romane di Stendhal.

Collaborazione con L'Espresso[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1957 iniziò a collaborare a L'espresso tenendo un'accurata rubrica di critica cinematografica, le cui recensioni verranno pubblicate nel 1975 in un volume intitolato Al cinema.

La noia e il premio Viareggio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 con la pubblicazione La noia gli verrà assegnato il premio Viareggio e nel 1960 Vittorio De Sica realizzerà il film La ciociara, tratto dall'omonimo libro.

Separazione da Elsa Morante e unione con Dacia Maraini[modifica | modifica wikitesto]

Separatosi da Elsa Morante nel 1962 andò a vivere con la scrittrice Dacia Maraini, di circa trent'anni più giovane. Verrà intanto realizzato il film diretto da Mauro Bolognini Agostino nel 1962 e nel 1963 Il disprezzo dal regista Jean-Luc Godard, La noia con la regia di Damiano Damiani a cui seguiranno nel 1964 Gli indifferenti di Francesco Maselli.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Moravia, nel frattempo, si occupò sempre più di teatro e a partire dal 1966 fondò con Dacia Maraini ed Enzo Siciliano una compagnia teatrale che porta il nome del "Porcospino". Con essa verrà rappresentata L'intervista di Moravia, La famiglia normale della Maraini, Tazza di Enzo Siciliano e alcune opere di Carlo Emilio Gadda, Goffredo Parise a altri autori. e la causa folgorante della chiusura dell'attività fu la mancanza di fondi

Corrispondente all'estero e il sessantotto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 si recò in Cina, in Giappone e in Corea, insieme alla compagna Maraini, come corrispondente, ed i suoi articoli verranno raccolti nel 1968 in un volume intitolato La rivoluzione culturale in Cina. Nello stesso anno, scoppiata la Contestazione, fu uno dei pochi intellettuali a cercare di venire incontro ai giovani "ribelli"; proprio per questo motivo, tentò di tenere una conferenza alla Sapienza di Roma, ma venne malamente respinto dagli studenti ("Mao sì, Moravia no!").

Viaggio in Africa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 vennero pubblicati il romanzo Io e lui e il saggio Poesia e romanzo. Nel 1972 lo scrittore compì un viaggio in Africa dal quale trasse ispirazione per l'opera A quale tribù appartieni? che uscì nello stesso anno.

Altri scritti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973 raccolse in un libro alcuni dei racconti apparsi precedentemente sul Corriere della Sera, pubblicazione, questa, seguita nel 1976 da un'altra raccolta. Uscirà, intanto, nel 1978 il romanzo al quale aveva lavorato per molti anni, La vita interiore. Negli anni seguenti Moravia continuò a scrivere e a pubblicare racconti e saggi e a collaborare attivamente con Il Corriere della Sera

Soggiorno a Mosca[modifica | modifica wikitesto]

Presso la sede di Mosca della "Pravda" dividerà la stanza con lo scrittore Nikolaj Sanvelian che verso la metà degli anni ottanta, con l'avvio della glasnost e della perestrojka gorbaceviane, assieme a Giancarlo Pallavicini, consulente per la perestrojka del Governo sovietico e russo, ed a Mario Rigoni Stern, che ha partecipato alla campagna di Russia, lo coinvolgerà nella creazione dell'Associazione internazionale degli intellettuali e creativi Myr Cultura, voluta a Mosca per riunire l'intellighenzia ufficiale a quella emarginata ed aprirsi all'Europa ed al mondo. Vi parteciperanno, tra gli altri, Dmitry Likhachev e Sergej Averintsev, filologi, gli scrittori più noti dell'area russa ed altri esponenti della cultura sovietica e di numerosi Paesi occidentali.[2]

Viaggio ad Hiroshima[modifica | modifica wikitesto]

Il viaggio compiuto nel 1982 in Giappone e la sosta a Hiroshima gli faranno scrivere tre inchieste, che pubblicherà per l'Espresso, sulla bomba atomica, tema che sarà poi al centro del romanzo L'uomo che guarda del 1985, ma soprattutto del particolare saggio L'inverno Nucleare strutturato lungo interviste che l'autore pone a studiosi scientifici e politici del tempo, dalle cui pagine traspaiono anche la precarietà e l'aridità umana che il periodo successivo alla bomba atomica inevitabilmente ha lasciato.

Nuova compagna[modifica | modifica wikitesto]

La seguente raccolta di racconti dal titolo La cosa, sarà dedicata dallo scrittore alla sua nuova compagna Carmen Llera, che sposerà in Campidoglio nel 1986 e che susciterà un certo scandalo per il fatto d'essere di quarantacinque anni più giovane di Moravia.

Elezione a deputato europeo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 verrà eletto deputato europeo nelle liste del PCI, mandato che coprirà per cinque anni. Nel 1985 gli venne conferito il titolo di "personalità europea"[3].

Ultimi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

Da Strasburgo dove si recò come inviato del Corriere della Sera lo scrittore inizierà nel 1984 la corrispondenza Il Diario europeo e nel 1986 verrà pubblicato un volume dal titolo L'angelo nucleare e altri scritti teatrali curato da Renzo Paris e il primo volume delle Opere (1927-1947) curato da Geno Pampaloni. Nel 1989 uscirà, a cura di Enzo Siciliano, il secondo volume delle Opere (1948-1968). Nel settembre 1990 Moravia venne trovato morto nel bagno del suo appartamento in Lungotevere della Vittoria, sempre a Roma. Nello stesso anno uscirà la sua autobiografia, scritta insieme ad Alain Elkann, ed edita da Bompiani: Vita di Moravia. È sepolto nel cimitero del Verano.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alberto Moravia (Opere e poetica).

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

Testi teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Diari di viaggio[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista e sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Contributi principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Eurialo De Michelis, Introduzione a Moravia, La Nuova Italia ed. 1954
  • Fulvio Longobardi, Moravia, Firenze, La Nuova Italia, 1969
  • Edoardo Sanguineti, Alberto Moravia, Mursia, Milano, 1962
  • Sergio Saviane, Moravia desnudo, Milano, SugarCo, 1976
  • Sergio Saviane, Il nuovo Moravia desnudo, Milano, Gei, 1986
  • Cristina Benussi, Il punto su Moravia, Laterza, Bari, 1987
  • Enzo Siciliano, Alberto Moravia, Marzorati, Milano, 1990
  • Renzo Paris, Alberto Moravia, La Nuova Italia, Scandicci, 1991
  • Pasquale Voza Moravia, Palumbo, Palermo, 1997
  • Raffaele Manica, Moravia, Einaudi, Torino 2004
  • Valentina Mascaretti, La speranza violenta: Alberto Moravia e il romanzo di formazione, Gedit, Bologna, 2006
  • "Io avevo indubbiamente molte cose da dire". Alberto Moravia 1907-2007, a cura di V. Mascaretti, Mucchi, Modena, 2008
  • René de Ceccatty, Alberto Moravia, Paris, Flammarion, 2010 (trad. it., Milano, Bompiani, 2010)

Film tratti dalle sue opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elsa Morante, in Dizionario biografico degli italiani
  2. ^ "The World of Culture in this Caracters", Myr Cultura, Moscow, 1989;"Myr Cultura", in "Russia-Italia Ieri, Oggi, Domani" nei "40 Anni della Camera di Commercio Italo-Russa", Mosca, 2004, edizione in cirillico, pag. 60-61
  3. ^ Il premio "Personalità europea" viene assegnato a persone distintesi nel mondo della cultura, arte, spettacolo e sport durante la "Giornata d’Europa", nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. La manifestazione è promossa dal Centro Europeo per il Turismo, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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