Enrico Pea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
« Non può chiamarla per nome, perché il nome di lei è composto con lettere fuggite dall'alfabeto »
(Enrico Pea, Moscardino, 1922)
Enrico Pea

Enrico Pea (Seravezza, 29 ottobre 1881Forte dei Marmi, 11 agosto 1958) è stato un poeta, scrittore e impresario teatrale italiano.

La produzione letteraria di Pea si può racchiudere in due periodi: il primo è quello di Moscardino (1922) e di altre opere in cui, pur nei suoi tormenti religiosi, è stato impareggiabile nel descrivere scene di vita popolaresca in una disordinata estasi di raccontare tra sospiri e grida, memorie di lutti paesani, glorie e trionfi della superstizione e del sesso, oscure vicende di chi viaggia e di chi torna.
Però nel suo rammentare c'è anche la saggezza di chi ha visto e sentito.

Il secondo periodo inizia con La Figlioccia (1931), dove la sua prosa prende un andamento diverso, più delicato e modulato; aver insistito con questa prosa pacata, tuttavia, forse è costato a Enrico Pea un oblio non si sa quanto meritato dei lettori del suo tempo.

Indice

[modifica] Biografia

Dopo un'infanzia non facile, vissuta con il nonno, persona violenta e generosa, saggia e crudele insieme, entra in un convento di frati vicino a Pisa, ma a causa di un difetto alla vista non viene ammesso; a sedici anni s’imbarca come mozzo e raggiunge l'Egitto. Nella città di Alessandria intraprende commerci vari e fonda la "Baracca rossa", trasformando la sua soffitta in un luogo in cui si ritrovava con gli amici, che in quel periodo erano Ungaretti ed i fratelli Thuile in particolar modo. Fu lì che imparò a leggere e a scrivere grazie anche al ritrovamento della Bibbia di Diodati (Bibbia protestante e non cattolica e per questo censurata).
Nella prima decade del secolo, conosce il giovane Ungaretti, suo conterraneo, e lo ospita nella sua baracca, assieme a ogni sorta di amici transfughi della vita, bulgari, francesi, greci e italiani, di tendenze socialiste e anarchiche. È grazie a Ungaretti se Pea si avvicina alla letteratura.

È proprio il poeta Ungaretti a far stampare il suo primo libro – Fole, racconti di vita marinara – a un editore italiano, e in seguito a farlo conoscere ai suoi amici della rivista La Voce. Il sodalizio con Ungaretti dura molto a lungo e lo porta a ricordarlo con l'opera Vita in Egitto del 1947, evocando gli anni vissuti nella baracca rossa. Dopo la Grande Guerra, torna in Italia e si stabilisce definitivamente a Viareggio, dove dirige per molti anni il teatro Politeama da lui stesso ideato; nella sua intensa attività d'impresario riattiva la tradizione dei Maggi toscani e allestisce un suo Giuda, che scandalizza per il contenuto blasfemo. Avvicinatosi alla fede cristiana, tenta in seguito di dar vita a un nuovo genere di dramma sacro, La passione di Cristo.

Nel 1954, con un gruppo di intellettuali, tra cui Marco Carpena e Enrico Righetti, dette vita al "Premio Lerici" per un'opera di poesia edita. Nel 1958, alla morte del fondatore, il premio venne chiamato "Premio Lerici-Pea" e con questo nome è tuttora assegnato ogni anno nella città ligure sul mare.

La vera vocazione di Pea rimane la narrativa, come dimostrano il suo primo racconto – Moscardino (1922), rievocazione dell'infanzia sullo sfondo della sua terra toscana – e la Maremmana (1938, premio Viareggio), dove emergono dei sentimenti rappresentati con una singolare forza espressiva. Nel 2008 è stata in Italia ristampata gran parte della produzione dell'Autore, dopo anni di carenza.

[modifica] Curiosità

Nel 1954, Enrico Pea interpreta il ruolo di un vecchio naturalista nel film Gli orizzonti del sole, diretto da Giovanni Paolucci.

[modifica] Opere

[modifica] Narrativa

  • Fole, Industrie grafiche, Pescara, 1910.
  • Moscardino, Treves, Milano 1922.
  • Il Volto Santo, Vallecchi, Firenze 1924.
  • Il Servitore del Diavolo, Treves, Milano, 1931.
  • Forestiero, Vallecchi, Firenze, 1937.
  • La Maremmana, Vallecchi, 1937; poi ibid. 1938 (vincitore Premio Viareggio).
  • Il Trenino dei Sassi, Vallecchi, Firenze, 1940.
  • Il Solaio, Sansoni, Firenze, 1941.
  • Magoometto, Garzanti, Milano, 1942.
  • L'acquapazza, Le Monnier, Firenze, 1942.
  • Lisetta, Mondadori, Milano, 1946.
  • Malaria di guerra, Garzanti, Milano, 1947.
  • Vita in Egitto, 1949.
  • Zitina, Vallecchi, Firenze, 1949.
  • Peccati in piazza, Sansoni, Firenze, 1956.
  • Memorie e fughe (1926-1958), Edizioni ETS.

[modifica] Poesia

  • Montignoso, Puccini, Ancona, 1912.
  • Lo Spaventacchio, Edizione de La Voce, 1914.
  • Arie Bifolchine, 1943.

[modifica] Teatro

  • Giuda, Diana, Napoli, 1918.
  • Prime piogge d'ottobre, Diana, Napoli, 1919.
  • Rosa di Sion, Diana, Napoli, 1920.
  • La Passione di Cristo, Pezzini, Viareggio, 1923.

[modifica] Voci correlate

  • Premio Viareggio
  • Giuseppe Ungaretti
  • (Vita in Egitto): Romanzo autobiografico di Pea in cui l'Autore descrive gli anni trascorsi ad Alessandria d'Egitto, dove conobbe anche il poeta lucchese Giuseppe Ungaretti. Il romanzo è una rivisitazione di quegli anni, vissuti nell'ambiente cosmopolita della "Baracca Rossa", un magazzino di merci che costituì presto anche uno straordinario punto di incontro per tutti i ribelli e gli anarchici che si trovavano ad Alessandria.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue