Guelfo Civinini
Guelfo Civinini (Livorno, 1 agosto 1873 – Roma, 10 aprile 1954) è stato uno scrittore e giornalista italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
I genitori Francesco e Quintilia Lazzerini, di origine pistoiese, risiedevano a Grosseto, dove Civinini trascorse gran parte dell'infanzia. D'estate, per sfuggire al periodo più pericoloso per la malaria che ancora affliggeva la Maremma, erano soliti spostarsi a Livorno, dove lo scrittore nacque[1][2]. Dopo la morte precoce del padre e il secondo matrimonio della madre Civinini si trasferì con la famiglia a Roma[3].
Terminati successivamente gli studi liceali ad Arezzo[3], tornò a Roma, dove, col fratello Ricciotto Pietro, iniziò a frequentare l'ambiente letterario romano[4] che si riuniva nella storica Terza Saletta del Caffè Aragno[5]. Dal 1895 in poi cominciò a collaborare con articoli di cronaca e di critica letteraria e d'arte a vari quotidiani come "La Riforma", "La Tribuna", "Il Travaso delle Idee", "La Patria" e l'"Avanti! della Domenica"[3]. La sua produzione letteraria iniziò con due raccolte di poesie d'intonazione crepuscolare, L'urna, e I sentieri e le nuvole, e con alcune opere teatrali. Nel 1908 sostituì Carlo Zangarini nella stesura del libretto de La fanciulla del West, musicato da Giacomo Puccini e tratto dal dramma The Girl of the Golden West dello statunitense David Belasco.
Assunto nel 1907 al "Corriere della Sera" fu inviato speciale di guerra in Libia nel 1911, in Grecia e in Svezia nel 1915 (Viaggio intorno alla guerra - Dall'Egeo al Baltico), e poi al fronte italiano, dal 1916 al 1918. Pur non essendo ufficialmente combattente, sia in Libia che al fronte la sua partecipazione ad alcune azioni belliche e ad attività di collegamento gli fece guadagnare quattro medaglie di bronzo[3].
Nell'immediato dopoguerra seguì l'impresa di Fiume di d'Annunzio[2].Già fervente nazionalista, aderì quindi al fascismo e fu tra i firmatari del "Manifesto degli intellettuali fascisti" nel 1925. Dopo le leggi razziali e il "Patto d'Acciaio" con la Germania, si distaccò però dal partito fascista e dall'ideologia mussoliniana, tanto che nel 1944 il governo di Salò vietò la vendita dei suoi libri in quanto di scrittore "non gradito" al governo stesso[2].
Negli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale Civinini alternò una produzione letteraria basata soprattutto su raccolte di novelle, spesso di ispirazione autobiografica, con alcuni viaggi in Africa orientale. In seguito ad una spedizione organizzata nel 1923, dall'Eritrea fino al lago Tana, realizzò il documentario cinematografico Aethiopia per conto dell'Istituto Luce e nel 1926 organizzò un'altra spedizione, da Addis Abeba a Kartum, alla vana ricerca dei resti dell'esploratore Vittorio Bottego, ucciso nel 1897[3]. .
Negli anni trenta, morta la figlia Giuliana, Civinini si trasferì da Roma a Firenze con la moglie Giuseppina Mazzara Bridgtower[3]. Nel 1934 comprò dal Demanio la Torre di Santa Liberata sull'Argentario, riadattandola ad abitazione e compiendo anche degli scavi nel terreno sottostante che portarono alla luce i resti di una villa romana degli Enobarbi[6]. Dal 1930 aveva ripreso a collaborare da esterno al "Corriere della Sera". Sono di questo periodo i libri che raccolgono racconti di ricordi d'infanzia (Odor d'erbe buone, Pantaloni lunghi) e d'Africa (Sotto le piogge equatoriali, Ricordi di carovana, Tropico e dintorni, Vecchie storie d'oltremare) e novelle ambientate in Maremma (Trattoria di paese, Gesummorto). Nel 1933 ricevette il "premio Mussolini" per la letteratura, nel 1937 il "premio Viareggio". Nel 1936 partecipò alla guerra d'Etiopia, guadagnando la quinta medaglia di bronzo[3]. Fu nominato Accademico d'Italia nel 1939[3].
Morta la prima moglie, nel 1941 si risposò ed ebbe ancora una bambina, Annalena[2]. Nel secondo dopoguerra scrisse vari articoli per la terza pagina di numerosi quotidiani e altre raccolte di ricordi e fantasie, ricevendo anche due "premi Marzotto"[3].
In seguito ad un ictus si spense a Roma nel 1954.
L'opera letteraria di Civinini, secondo un giudizio dello scrittore e giornalista Massimo Grillandi, dopo aver pagato inizialmente con le poesie un tributo all'atmosfera "crepuscolare" del primo novecento, è piuttosto da collocare nell'ambito di un "verismo" rinnovato nel disegno e nella realizzazione da un senso della misura tutto personale[3]. E Indro Montanelli definisce la sua penna "una delle più caste, e chiare, e pulite, e ricche d'ombre e venature che abbia avuto la nostra terza pagina"[7].
[modifica] Opere
[modifica] Poesia
- L'Urna, 1900
- I sentieri e le nuvole, 1911
- Cantilene, 1920 (per bambini)
[modifica] Prosa
- Viaggio intorno alla guerra, 1917
- La stella confidente, 1918
- Giorni del mondo di prima, 1926
- Sotto le piogge equatoriali, 1930
- Odor d'erbe buone, 1931
- Ricordi di carovana, 1932
- Pantaloni lunghi, 1933
- Poi ci si ferma, 1934
- Tropico e dintorni, 1935
- Trattoria di paese, 1937, premio Viareggio
- Scricciolo & C., 1937 (per ragazzi)
- Gesummorto, 1938
- Vecchie storie d'oltremare, 1940
- Alì moretto d'occasione, 1942 (per ragazzi)
- Libro dei sogni, 1949
- Racconti di ieri, 1951, premio minore Marzotto
- Quand'ero re, 1951
- Lungo la mia strada, 1953, premio Marzotto
[modifica] Teatro
- La casa riconsacrata, 1904
- Il Signor Dabbene, 1906
- Notturno, 1907
- La regina, 1910
- Il sangue, 1922
- Rottami, 1929
- Rancore, 1948
[modifica] Note
- ^ Guelfo Civinini, Odor d'erbe buone, Mondadori, 1931.
- ^ a b c d Roberto Malfatti. Guelfo Civinini. URL consultato il 23-04-2010.
- ^ a b c d e f g h i j Massimo Grillandi, La casa dei sette pini, Edizioni Scolastiche Mondadori, 1966.
- ^ Lucio D'Ambra, La partenza a gonfie vele, Corbaccio, 1928.
- ^ Adone Nosari, La saletta d'Aragno, Sapientia, 1928.
- ^ Guelfo Civinini, Il microbo della storia in: Lungo la mia strada, Mondadori, 1953.
- ^ Indro Montanelli, Facce di bronzo, Milano, Longanesi, 1955.
[modifica] Collegamenti esterni
- Guelfo Civinini su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Guelfo Civinini")
- Roberto Malfatti. Guelfo Civinini. URL consultato il 23-04-2010.
- dizionario biografico Treccani