Goffredo Parise
| « L'arte è come una farfalla, senza eredi e capricciosa, si posa dove e quando vuole lei. » |
| (da Quando la fantasia ballava il «boogie», a cura di Silvio Perrella, Adelphi, 2005) |
Goffredo Parise (Vicenza, 8 dicembre 1929 – Treviso, 31 agosto 1986) è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, saggista e poeta italiano.
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La vita [modifica]
Goffredo Parise nasce a Vicenza l'8 dicembre del 1929; la mamma Ida Wanda Bertoli, ragazza madre, cerca con grandi sacrifici di riempire il vuoto della mancanza del padre. Nel 1937 muore il nonno e la madre sposa il giornalista Osvaldo Parise, direttore del «Giornale di Vicenza»; il piccolo Goffredo, sempre alla ricerca di una figura paterna, gli si affeziona ed è ricambiato e Parise dopo otto anni lo riconosce come figlio.
Goffredo appena quindicenne partecipa alla resistenza in provincia di Vicenza; finita la guerra frequenta il liceo e in seguito si iscrive a vari indirizzi universitari senza arrivare mai ad una laurea (sarà laureato «ad honorem» solo nel 1986 dall'Università di Padova).
Tramite alcune conoscenze il padre adottivo lo introduce al mondo della carta stampata. Goffredo incomincia a scrivere per quotidiani come «l'Alto Adige» di Bolzano, «l'Arena» di Verona e il «Corriere della Sera» e in questo periodo il giovane capisce la sua vera passione: l'inclinazione a scrivere storie. Parise nel 1950 si trasferisce a Venezia e in una stanza in affitto scrive il suo primo libro, il «cubista» Il ragazzo morto e le comete, pubblicato dall'amico Neri Pozza (il quale però suggerisce cambiamenti che Parise si rifiuta di fare).
Dopo un'iniziale stroncatura sia dalla critica sia dal pubblico, Parise pubblica nel 1953 il libro La grande vacanza, con una lusinghiera recensione sul «Corriere della sera» di Eugenio Montale: «...affascinato dall'abilità di Parise e dal suo calarsi nell'infanzia senza modi nostalgici e crepuscolari»; questo libro viene definito nel 1968 da Carlo Bo autentica poesia.
Nel 1953 si trasferisce a Milano, dove lavora alla casa editrice di Livio Garzanti, e dove conosce Leo Longanesi che lo incoraggia a continuare a scrivere. Con il romanzo Il prete bello (1954), lo scrittore acquisisce grande notorietà non solo in Italia, ma, con decine di traduzioni, anche all'estero. Intanto, è diventato amico di Eugenio Montale e Nico Naldini; si sposa il 29 agosto 1957 con Mariolina Sperotti, detta «Mariola», giovane vicentina. Testimone di nozze è l'amico Giovanni Comisso.
Cominciano gli anni di spostamenti e viaggi. Tornando a Vicenza, incontra Guido Piovene, del quale diventa amico, scoprendo però di non voler più tornare nella sua città. Dopo una vacanza a Capri, è indeciso se tornare a Milano o a Venezia o andare a Roma, dove vive un altro amico, Carlo Emilio Gadda, del quale diventerà nel 1964 vicino di casa (in via della Camilluccia). Nel 1956 pubblica Il fidanzamento e nel 1959 Amore e fervore (che poi verrà intitolato Atti impuri). Nel 1961 fa un lungo viaggio in America, dove Dino De Laurentiis vorrebbe che scrivesse un film per il regista Gian Luigi Polidoro. È insieme colpito e deluso da New York, ma soprattutto è affascinato dai viaggi e, appena uscito Il padrone (1965), visita la Cina, il Laos, il Vietnam, la Malesia, e di nuovo New York, Londra, Parigi, Giacarta, Tokio, Mosca (reportage in parte raccolti postumi in Lontano).
È ormai uno scrittore affermato e frequenta intellettuali, scrittori, registi e pittori nella Roma degli anni Sessanta. Ma i suoi punti di riferimento sono Gadda e Moravia, e poi nel 1963 ha incontrato Giosetta Fioroni che considera la sua nuova compagna (con la moglie il matrimonio è naufragato da tempo). In occasione de Il padrone è passato da Garzanti a Feltrinelli, e qui pubblica anche Il crematorio di Vienna (1969). Gira con una decapottabile rossa, fa scherzi, va a sciare, o al mare, e gli piace stare in giro. Intanto ha scoperto una casa nel bosco di Salgareda, nel trevigiano, e riesce a trovare il modo per comprarla. Escono I sillabari, il primo volume nel 1972 presso Einaudi e il secondo nella collana «Medusa» di Arnoldo Mondadori Editore, che raramente pubblica italiani, ma nella quale Parise voleva essere incluso perché vi aveva letto i suoi amati Ernest Hemingway e William Somerset Maugham, che con Yasunari Kawabata e Truman Capote (ma anche Lev Tolstoj e Charles Darwin) sono i suoi principali riferimenti non italiani.
Nel 1986, dopo aver lasciato L'odore del sangue da pubblicare postumo, scopertosi malato, senza più forze per scrivere, detta una trentina di poesie a Omaira Rorato (un'amica che vive a Ponte di Piave, dove Parise passa gli ultimi giorni) e a Giosetta Fioroni.
Morte [modifica]
Negli ultimi anni la salute di Parise diventava sempre più critica. Sofferente di un'arteriopatia diffusa, gli vennero impiantati quattro by-pass aortocoronarici ed iniziò un ciclo di dialisi che durò sei anni. Ricoverato all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, alle 9 di mattina del 31 agosto 1986, Parise non riusciva a muoversi né respirare, gli infermieri cercano di metterlo in una posizione più comoda. Risultati vani i tentativi, Parise li ferma dicendo "Non ne vale la pena" e muore.
La scrittura [modifica]
Il suo lavoro di scrittore inizia con la prosa sperimentale de I movimenti remoti (1948), un'opera scritta a mano su settanta fogli numerati riapparsi, per merito di Claudio Altarocca, nel 1972 e ricomposti definitivamente nel 2005. Il manoscritto, dato per disperso per oltre cinquant'anni è stato pubblicato da Fandango Libri nel 2007 in un'edizione a cura di Emanuele Trevi. Questa prosa, scritta all'età di diciotto anni, preannuncia il romanzo surreale Il ragazzo morto e le comete (1951) seguito da La grande vacanza (1953). La sua opera prosegue con il realismo della trilogia veneta costituita dai romanzi Il prete bello (1954), Il fidanzamento (1956) e Atti impuri (1959, pubblicato originariamente col titolo Amore e fervore per volontà della casa editrice, nel 1973 col titolo scelto dall'autore).
La lingua riesce a rendere tutte le sfaccettature della realtà quotidiana, la sua ripetitività, ma ne fa emergere, al tempo stesso, gli aspetti più insoliti, gli esiti più inattesi. Questo connubio di realismo e tendenza alla deformazione grottesca trova un esito significativo nel romanzo Il padrone (1965), parabola di un impiegato che finisce per essere plagiato dalla personalità del suo capoufficio (pare che Garzanti vi si riconoscesse), all'insegna di un paradossale contatto di Parise col filone della letteratura industriale che in quegli anni vedeva impegnati autori come Ottiero Ottieri e Paolo Volponi.
Seguirono i racconti di Il crematorio di Vienna (1969) e l'opera di teatro L'assoluto naturale (1967). In Sillabario n. 1 (1972) e Sillabario n. 2 (1982), con cui si aggiudica il premio Strega, lo scrittore dedica un breve racconto ad ogni sentimento, in ordine rigorosamente alfabetico, riscoprendo in questo modo, dopo tanti viaggi e tante esperienze, il valore più autentico delle emozioni. In quest'ottica va interpretato anche l'ultimo, discusso romanzo L'odore del sangue, tanto sensuale e violento quanto affascinante, apparso postumo nel 1997.
La grande bravura del Parise giornalista emerge da alcuni vivacissimi reportages di viaggio, come Cara Cina (1966), Due o tre cose sul Vietnam (1967) e il libro dedicato al Giappone L'eleganza è frigida (1982). A confermare la grande curiosità di Parise, la sua disponibilità a confrontarsi con codici espressivi diversi sono anche alcune collaborazioni cinematografiche, in qualità di sceneggiatore per i registi Mauro Bolognini, Gianni Puccini, Luciano Salce e Tonino Cervi.
Legato a una tradizione letteraria vicentina che parte da Antonio Fogazzaro e arriva a Guido Piovene di cui fu grande amico, Parise è riuscito a raccontare la realtà in cui fin dall'infanzia, come figlio illegittimo (fu riconosciuto a 8 anni dal giornalista che aveva sposato in seconde nozze la madre), si è trovato a vivere: una realtà fatta spesso di pregiudizi, di piccole e grandi viltà che i suoi personaggi affrontano con un feroce (spesso dolceamaro) sarcasmo e una tenace, insensata e meravigliosa voglia di vivere.
Opere principali [modifica]
Narrativa [modifica]
- Il ragazzo morto e le comete, Venezia: Neri Pozza, 1951; Torino: Einaudi, 1972; Milano: Adelphi, 2006 (a cura di Silvio Perrella)
- La grande vacanza, Venezia: Neri Pozza, 1953
- Il prete bello, Milano: Garzanti, 1954; Milano: Rizzoli, 2001
- Il fidanzamento, Milano: Garzanti, 1956; Torino: Einaudi, 1972
- Amore e fervore, Milano: Garzanti, 1959, dal 1973 con il titolo Atti impuri
- II padrone, Milano: Feltrinelli, 1965; Premio Viareggio; Milano: Adelphi, 2011
- Gli americani a Vicenza e altri racconti, Milano: Scheiwiller 1966 e Mondadori 1987, con una nota di Cesare Garboli
- L'assoluto naturale, Milano: Feltrinelli, 1967
- Il crematorio di Vienna, Milano: Feltrinelli, 1969; Premio Campiello
- Sillabario n. 1, Torino: Einaudi, 1972
- Sillabario n. 2, Milano: Mondadori, 1982, con postfazione di Natalia Ginzburg; Premio Strega
- Arsenico, Oderzo: Becco giallo, 1986
- L'odore del sangue (1979) pubblicato postumo, Milano: Rizzoli, 1997 e 2004, a cura di Cesare Garboli e Giacomo Magrini
- I movimenti remoti (1948) pubblicato postumo, Roma: Fandango libri, 2007, con introduzione di Emanuele Trevi
Saggistica [modifica]
- Cara Cina, Milano: Longanesi, 1966
- Due o tre cose sul Vietnam, Milano: Feltrinelli, 1967
- Biafra, Milano: Feltrinelli, 1968
- Guerre politiche: Vietnam, Biafra, Laos, Cile, Torino: Einaudi, 1976; Milano: Adelphi, 2007
- L'eleganza è frigida, Milano: Mondadori, 1982; Milano: Adelphi, 2008
- New York, Venezia: Ruzante, 1977
- Un sogno improbabile: Comisso, Gadda, Piovene, Milano: Scheiwiller, 1991
- Verba volant. Profezie civili di un anticonformista, Firenze: Liberal libri, 1998
- Quando la fantasia ballava il «boogie», Milano: Adelphi, 2005
- Lontano, Milano: Adelphi, 2009, postfazione di Silvio Perrella
Opere raccolte [modifica]
- Sillabari, Milano: Mondadori «Oscar», 1984; Milano: Adelphi, 2004 e 2009
- Opere, 2 voll., Milano: Mondadori «Meridiani», 1987-1989, a cura di Bruno Gallagher e Mauro Portello, con introduzione di Andrea Zanzotto
- Poesie, a cura di Silvio Perrella, Milano: Rizzoli, 1998
Lettere [modifica]
- Goffredo Parise e Neri Pozza, Lettere, a cura di Fernando Bandini, Vicenza: Erripiduevento, 1995
- Luigi Urettini (a cura di), Lettere a Giovanni Comisso, Lugo: Edizioni del Bradipo, 1995
- Caro Duddù, due lettere a Raffaele La Capria, Milano: Exit e Lugo: Edizioni del Bradipo, 1999
Cinema [modifica]
- co-sceneggiatore con Bruno Baratti, Elio Bartolini, Tonino Guerra, Pier Paolo Pasolini, Elio Petri, Giulio Questi, Gianni Puccini e Rodolfo Sonego de Il carro armato dell'8 settembre (1960), regia di Gianni Puccini
- co-sceneggiatore con Alberto Bevilacqua, Carlo Romano, Luciano Salce e Luciano Vincenzoni de La cuccagna (1962), regia di Luciano Salce
- co-sceneggiatore con Mauro Bolognini e Alberto Moravia di Agostino (1962), tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia, regia di Mauro Bolognini
- co-sceneggiatore con Ennio Flaiano, Federico Fellini, Tullio Pinelli e Brunello Rondi de Le tentazioni del dottor Antonio, regia di Federico Fellini, episodio del film collettivo Boccaccio '70 (1962)
- co-sceneggiatore con Mauro Bolognini e Tullio Pinelli di Senilità (1962), tratto dal romanzo di Italo Svevo, regia di Mauro Bolognini
- idea di base per il film Una storia moderna: l'ape regina (1963), regia di Marco Ferreri, sceneggiatura di Rafael Azcona e Marco Ferreri, con la collaborazione di Diego Fabbri, Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa
- co-sceneggiatore con Rodolfo Sonego de I miei cari, tratto da un proprio racconto, regia di Mauro Bolognini, episodio del film collettivo La mia signora (1964)
- co-sceneggiatore con Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tonino Guerra e Giorgio Salvioni de La balena bianca, regia di Mauro Bolognini, episodio del film a episodi filmati e animati La donna è una cosa meravigliosa (1964)
- co-sceneggiatore con Franco Castellano, Giuseppe Moccia e Luciano Salce de La moglie bionda, regia di Luciano Salce, episodio del film collettivo Oggi, domani, dopodomani (1965)
- scrittura teatrale riadattata allo schermo da Mauro Bolognini, Ottavio Jemma e Vittorio Schiraldi de L'assoluto naturale (1969), regia di Mauro Bolognini
- scrittura del romanzo adattato allo schermo da Giovanni Grimaldi de Il fidanzamento (1975), regia di Giovanni Grimaldi
- co-sceneggiatore con Tonino Cervi e Cesare Frugoni di Ritratto di borghesia in nero, tratto dal racconto La maestra di piano di Roger Peyrefitte per la regia (1977) di Tonino Cervi
- scrittura del romanzo adattato allo schermo da Franco Bernini, Mirco Garrone, Carlo Mazzacurati e Enzo Monteleone de Il prete bello (1989), regia di Carlo Mazzacurati
- scrittura del romanzo adattato allo schermo da Mario Martone de L'odore del sangue (2004), regia di Mario Martone
Bibliografia critica essenziale [modifica]
- Claudio Altarocca, Goffredo Parise, Firenze: La nuova Italia, 1972
- Paolo Petroni, Invito alla lettura di Goffredo Parise, Milano: Mursia, 1975
- Nico Naldini (a cura di), Con Goffredo Parise, atti del convegno di Treviso del 19 settembre 1987, s.i. 1988 (contributi di Fernando Bandini, Gianfranco Folena, Clelia Martignoni, Alberto Moravia, Nico Naldini e Andrea Zanzotto)
- Mario Quesada (a cura di), Goffredo Parise (1929-1986), Roma: De Luca, 1989
- Nico Naldini, Il solo fratello, Milano: Rosellina Archinto, 1989
- Raffaele La Capria e Silvio Perrella (a cura di), I «Sillabari» di Goffredo Parise, Napoli: Guida, 1994 (contributi di Raffaele Manica, Elisabetta Rasy, Carla Benedetti, Ernesto Ferrero, Enzo Siciliano, Mario Quesnada, Erri De Luca, Nico Naldini, Andrea Zanzotto, Raffaele La Capria, Cesare Garboli, Mario Fortunato, Claudio Piersanti e Silvio Perrella)
- Goffredo Parise tra Vicenza e il mondo a cura di Fernando Bandini, Giosetta Fioroni e Vanni Scheiwiller, Milano: Scheiwiller, 1995
- Omaggio a Parise, numero speciale di «Nuovi Argomenti», quarta serie, n. 9, ottobre-dicembre 1996 (contributi di Andrea Zanzotto, Igor Man, Raffaele Manica, Sandro Onofri, Aurelio Picca, Claudio Piersanti, Luca Doninelli, Antonio Franchini, Giulio Mozzi, Giuseppe Montesano, Clio Pizzingrilli e Rocco Carbone)
- Ilaria Crotti (a cura di), Goffredo Parise, Firenze: Olschki, 1997 (contributi di Giorgio Bàrberi Squarotti, Emanuele Trevi, Franco Marcoaldi, Giovanni Raboni, Mario Brunetta e altri)
- Dossier Parise, a cura di Gabriele Pedullà, in «Il Caffè illustrato», n. 3, novembre-dicembre 2001
- Ilaria Crotti (a cura di), 1955: Goffredo Parise reporter a Parigi, con due racconti, Padova: Il poligrafo, 2002
- Silvio Perrella, Fino a Salgareda. La scrittura nomade di Goffredo Parise, Milano: Rizzoli, 2003
- Maria Ida Gaeta e Giosetta Fioroni, Goffredo Parise: Movimenti remoti, catalogo della mostra, Roma: s.i., 2004
- Raffaele La Capria, Caro Goffredo: dedicato a Goffredo Parise, Roma: Minimum fax, 2005
- Andrea Gialloreto, La parola trasparente: il sillabario narrativo di Goffredo Parise, Roma: Bulzoni, 2006
- Claudio Rorato (a cura di), La casa di Goffredo Parise a Salgareda: 1970-2006, Argelato: Minerva, 2006
- Pino Dato, Vicentinità - Il manoscritto ritrovato, Goffredo Parise, gli Americani a Vicenza, Vicenza: Dedalus, 2006
- Vito Santoro, L'odore della vita: studi su Goffredo Parise, Macerata: Quodlibert, 2009
- Pino Dato, L'ultimo anti-americano - Goffredo Parise e gli Usa, dal mito al conflitto, Roma: Aracne, 2009
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su Goffredo Parise
Collegamenti esterni [modifica]
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