Giovanni Comisso

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Giovanni Comisso

Giovanni Comisso (Treviso, 3 ottobre 1895Treviso, 21 gennaio 1969) è stato uno scrittore italiano.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Era figlio di Antonio, rappresentante di commercio in granaglie, e di Claudia Salsa, proveniente da un'illustre famiglia decaduta durante il Risorgimento.

L'impresa di Fiume[modifica | modifica sorgente]

Giovane dal carattere eccentrico, volitivo e sognatore, dopo aver completato gli studi classici a Treviso partecipò volontario alla prima guerra mondiale in quanto interventista convinto. Concluso il conflitto, a partire dal gennaio 1919 fu presente a Fiume con il proprio reparto integrato nelle truppe interalleate[1], ritenendo come la maggior parte dei volontari che i nuovi assetti geopolitici fossero stati formulati con accordi di vertice, senza consenso popolare, prese parte il 12 settembre 1919 all'impresa di Fiume al seguito di Gabriele D'Annunzio e dei suoi legionari.

« Adesso mi trovo con le truppe di D'Annunzio in Fiume. Non abbiate paura perché quello che dicono sono tutte sciocchezze. Noi saremo presto anzi giudicati i migliori soldati dell'esercito. »
(Giovanni Comisso nella lettera inviata ai genitori il 20 settembre 1919[2])

A Fiume fu assegnato ad una compagnia telegrafisti[3] partecipando tra il 26 e il 27 gennaio 1920 al sequestro del generale Nigra dopo che lo stesso Comisso ne aveva intercettato le telefonate[4]. In questo periodo a Fiume entrò in contatto con il letterato genovese Mario Maria Martini che gli propose di scrivere sulla rivista "Le opere e i giorni" che aveva intenzione di fondare al termine dell'avventura fiumana. Entrò in contatto anche con Guido Keller, aviatore ed eccentrico uomo d'azione, Henry Furst e Leone Kochnitzky[5]. L'impresa di Fiume ebbe termine con gli scontri del cosiddetto "Natale di sangue" cui Comisso prese parte.

Il periodo genovese[modifica | modifica sorgente]

"Accanto alla lanterna del porto guardavo la quantità di velieri e di piroscafi ancorati"[6]

Al termine dell'esperienza fiumana ritornò a Treviso dove cominciò a frequentare l'Università di Padova. Il 28 febbraio 1921 partì per Genova dove rientrò in contatto con Mario Maria Martini che oltre ad offrirgli una collaborazione alla sua rivista non ancora nata gli prospetta una carriera vera e propria di giornalista sulla stessa[7]. Si trasferì quindi all'Università di Genova. Grazie a Martini il giovane Comisso entrò in contatto con "tutta la migliore società genovese"[8].

Nel maggio 1921 Comisso perse le speranze di poter collaborare alla rivista "Le opere e i giorni"[9] risolvendosi nel lasciare Genova. La rivista vide poi la luce solo nel marzo 1922. Rimasto molto legato alla città di Genova, nel marzo 1922 Comisso pubblicò un lungo articolo su "Il Risorgimento" di Treviso con una dettagliata descrizione della città e il 6 dicembre 1923 sulla rivista "Camicia Nera" scrisse una recensione in cui stroncava l'impostazione artistica de "Le opere e i giorni"[10]. Nel 1926 Comisso terminò di scrivere il romanzo "Il delitto di Fausto Diamante" che sarà poi pubblicato nel 1933 in cui Comisso raccontò buona parte della propria esperienza del 1921 a Genova.

Le prime opere[modifica | modifica sorgente]

La casa di Treviso, dove lo scrittore trascorse gli ultimi anni della sua vita

Dopo essersi laureato in legge all'Università di Siena, inizia un brevissima attività di avvocato, ma attratto dalla letteratura si dà presto ad esperienze sempre diverse. Abbandona dunque la carriera legale per dedicarsi a svariati mestieri: è libraio a Milano, commerciante d'arte a Parigi. Ebbe nella sua lunga vita avventurosa un lungo sodalizio con il pittore De Pisis e con lo scultore Arturo Martini. Il suo primo romanzo Il porto dell'amore (1924), edizione definitiva con il titolo Al vento dell'Adriatico (1928), risente degli influssi dannunziani.

Comisso collabora alle riviste Solaria, L'Italiano, al settimanale Il Mondo. Persona dotata di grande vitalità e curiosità, grazie alla sua memoria visiva e ad una buona propensione di sintesi descrittiva nello scrivere romanzi, diventa corrispondente e inviato speciale della Gazzetta del Popolo e poi del Corriere della Sera. Viaggia molto in Europa e in Oriente, scrivendo interessanti resoconti: Cina-Giappone, (1932) L'italiano errante per l'Italia, (1937) che poi nella stesura finale diventa La favorita, (1945).

Comisso come autore di romanzi ha raggiunto i suoi risultati più perfetti nelle prose di memoria Le mie stagioni (1951), Giorni di guerra (1930), La mia casa di campagna (1958), Mio sodalizio con De Pisis (1954), La virtù leggendaria (1957). Con alcuni di essi ha vinto anche prestigiosi premi, come nel caso di Gente di mare (1928) Premio Bagutta, tradotto in francese da Valery Larbaud, che rimane a tutt'oggi l'opera più fortunata di Comisso, e Capricci italiani (1952) a cui va il Premio Viareggio la saggistica, e infine Un gatto attraversa la strada (1955), vincitore del Premio Strega.

Dopo il felice esordio de Il porto dell'amore (1924), fino ad arrivare a Cribol (1964), romanzo non troppo gradito sia al pubblico sia alla critica, Comisso conclude la sua attività letteraria con una stesura riveduta del libro La mia casa di campagna, databile ad appena un anno prima della scomparsa. Comisso, dopo una vita vissuta con vitalità e senso di meraviglia visiva[11], il 21 gennaio 1969 muore serenamente nella sua Treviso, città che nel 1979 gli intitolerà il Premio letterario "Giovanni Comisso - Città di Treviso" e nel 2000 l'opera "L'ombra di Comisso e il naufragio della Bronsa" dell'artista Mario Martinelli.

La scrittura[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Comisso è stato il più estroso e il più irregolare di tutti gli scrittori vicini alla rivista Solaria; i suoi scritti combaciano in modo sorprendente con la sua vita irregolare, densa e profonda di uomo di mondo, e la seguono quasi in modo parallelo. Ciò è anche dovuto al fatto che, come per molti autori del tempo, gran parte delle pagine stampate derivano da corrispondenze, articoli giornalistici e anche da racconti che allora si usava pubblicare regolarmente nella Terza pagina dei quotidiani.

Alcune sue opere nascono da osservazioni e divagazioni, dove l'erotismo ha una parte considerevole; altri rievocano personaggi conosciuti; altri ancora sono impressioni di mare e di campagna, di città illustri e di paesi sconosciuti, ricordi di viaggi compiuti in Italia, in Europa, in Africa e in Oriente La Favorita, Amori d'oriente, Questa è Parigi. Tutto questo gli dà modo di riflettere su certi avvenimenti, specie quando da essi l'autore viene toccato direttamente. Egocentrico e sensuale, Comisso ha sempre amato viaggiare per aver poi il piacere di raccontare.

Tutte insieme le centinaia di pagine scritte formano un catalogo delle sue preferenze in fatto di vita come l'ozio, la libertà, il vagabondaggio, il gusto di fantasticare. Comisso, definitosi "Uomo di mare, di commerci" o anche un "italiano errante per l'Italia", saggia con mano leggera diversi generi letterari: la prosa di viaggio, il racconto, il romanzo, l'autobiografia, il saggio, partendo da una sempre più arricchita esperienza umana, come si può notare nel suo Giorni di guerra e in Il porto dell'amore. In seguito la sua curiosità e il suo estro, sostenuti da una prosa evocativa, sono stati pronti ad accogliere ogni eco della vita e in particolare della sua vita, delle proprie avventure terrene.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Romanzi e racconti[modifica | modifica sorgente]

  • Il porto dell'amore, Antonio Vianello, Treviso, 1924; ripubblicato come Al vento dell'Adriatico, Ribet, Torino 1928; Ed. di Treviso, Treviso 1953; Longanesi, Milano 1959 (nuovamente con il titolo Il porto dell'amore); Oscar Mondadori, 1983 (con introduzione di Carlo della Corte); Longanesi, Milano 2011 (con prefazione di Nico Naldini)
  • Gente di mare, Treves, Milano 1928 (Premio Bagutta); Ed. di Treviso, Treviso 1953; Longanesi, Milano 1966 (Opere, 9); Neri Pozza, Vicenza 1994 (con prefazione di Nico Naldini)
  • Giorni di guerra, Mondadori, 1930; Longanesi, Milano 1960 (Opere, 1); Oscar Mondadori, 1980 (con introduzione di Mario Isnenghi)
  • Il delitto di Fausto Diamante, Ceschina, Milano 1933; Sodalizio del libro, Venezia 1958; Longanesi, Milano 1963 (con Storia di un patrimonio in Opere, 4); Neri Pozza, Vicenza 1995
  • Storia di un patrimonio, Treves, Milano 1933; Mondadori, Milano 1956; Longanesi, Milano 1963 (Opere, 4); Neri Pozza, Vicenza 1995 (con Il delitto di Fausto Diamante)
  • Avventure terrene, Vallecchi, Firenze 1935
  • I due compagni, Mondadori, Milano 1936; Longanesi, Milano 1973 (Opere, 13)
  • L'italiano errante per l'Italia, Parenti, Firenze 1937
  • Felicità dopo la noia, Mondadori, Milano 1940
  • Un inganno d'amore, Mondadori, Milano 1942 (contiene anche La ricchezza di Mario); come Un inganno d'amore e alcuni racconti, ivi 1953
  • La favorita, Mondadori, Milano 1945; Longanesi, Milano 1965 (Opere, 7)
  • I sentimenti nell'arte, Il tridente, Venezia 1945
  • La terra e i contadini e altri racconti, illustrati da Filippo de Pisis, Vallecchi, Firenze 1946; Galleria Pegaso, Forte dei Marmi 1993
  • Capriccio e illusione, Mondadori, Milano 1947
  • Amori d'oriente, Longanesi, Milano 1949; 1965 (Opere, 6); Fabbri, Milano 2006 (con presentazione di Mario Monti)
  • Gioventù che muore, Milano-Sera, Milano 1949; Roma, Gherardo Casini, 1965; Longanesi, Milano 1971
  • Viaggi felici, Garzanti, Milano 1949; Longanesi, Milano 1966 (Opere, 8)
  • Le mie stagioni, Garzanti, Milano 1951; Longanesi, Milano 1963 (Opere, 3); ivi 1985 (con Viaggi felici e Donne gentili) (autobiografico)
  • Un gatto attraversa la strada, Mondadori, Milano 1954 (Premio Strega); Club degli editori, Milano 1969 (con prefazione di Guido Piovene); Utet, Torino 2006
  • La mia casa di campagna, Longanesi, Milano 1958; 1968 (Opere, 10); 2008 (con introduzione di Paolo Mauri)
  • Satire italiane, Longanesi, Milano 1960 (Opere, 2); 2008 (con introduzione di Ernesto Ferrero)
  • La donna del lago, Longanesi, Milano 1962; 1968 (Opere, 12); Guanda, Parma 1993 (con Cribol)
  • Cribol, Longanesi, Milano 1964; 1968 (con La donna del lago in Opere, 12); Guanda, Parma 1993 (con La donna del lago)
  • Il grande ozio, Longanesi, Milano 1964 (Opere, 5); Libri Scheiwiller, Milano 1987 (a cura di Nico Naldini)
  • Pesca notturna e altre pagine, a cura di Silvio Guarnieri e Marino Buffoni, Mursia, Milano 1964
  • Gioco d'infanzia, Longanesi, Milano 1965 (con Amori d'oriente, in Opere, 6); Guanda, Parma 1994 (con un'appendice a cura di Nico Naldini)
  • Busta chiusa, presentazione di Ruggero Jacobbi, Nuova Accademia, Milano 1965
  • Attraverso il tempo, Longanesi, Milano 1968 (Opere, 11)
  • Diario 1951-1964, con un ricordo di Goffredo Parise, Longanesi, Milano 1969 (postumo)
  • Il sereno dopo la nebbia, a cura di Silvio Guarnieri e Giancarlo Bertoncini, Longanesi, Milano 1974 (Opere, 14) (postumo)
  • Storie di una vita. Trent'anni al Gazzettino, a cura di Alberto Frasson, Edizioni del Gazzettino, Mestre 1982
  • Caro Toni, a cura di Gian Antonio Cibotto, Longanesi, Milano 1983
  • Veneto felice. Itinerari e racconti, a cura di Nico Naldini, Longanesi, Milano 1984; n. ed. 2005
  • Al sud, a cura di Nico Naldini, prefazione di Raffaele La Capria, Neri Pozza, Vicenza 1995
  • Una donna al giorno, presentazione di Gian Antonio Cibotto, Neri Pozza, Vicenza 1996
  • Opere, a cura di Rolando Damiani e Nico Naldini, I Meridiani Mondadori, Milano 2002 (contiene: Il porto dell'amore - Gente di mare - Giorni di guerra - Storia di un patrimonio - Un inganno d'amore - Gioco d'infanzia - Racconti - Amori d'Oriente - Le mie stagioni - La mia casa di campagna - La virtù leggendaria)

Poesie[modifica | modifica sorgente]

  • Poesie, Longo e Zoppelli, Treviso 1916; Canova, Treviso 1995 (ristampa anastatica, a cura di Emilio Lippi)
  • Bassa marea, Libreria Editrice Canova, Treviso 1946

Saggi e lettere[modifica | modifica sorgente]

  • Le più belle pagine di Baldassare Castiglione scelte da Giovanni Comisso, Treves, Milano 1929
  • Questa è Parigi, con illustrazioni di Filippo De Pisis, Ceschina, Milano 1931
  • Cina-Giappone, Treves-Treccani-Tumminelli, Milano-Roma 1932
  • prefazione a Diario di guerra del granatiere Giuriati Giuseppe, con disegni di Juti Ravenna, Sezione provinciale dell'Ass. Nazionale Granatieri, Treviso 1935
  • Il generale Tommaso Salsa e le sue campagne coloniali: lettere e documenti (con Emilio Canevari), Mondadori, Milano 1935
  • prefazione a Storia di Antonia di Giuseppe Mesirca, Primi piani, Milano 1939
  • Agenti segreti veneziani nel '700 (1705-97) (a cura di), Bompiani, Milano 1941; Longanesi, Milano 1963 (come Agenti segreti di Venezia, 1705-1797); Neri Pozza, Vicenza 1994
  • prefazione a Raccolta d'arte moderna di Mario Rimoldi, Aget, Cortina D'ampezzo 1941
  • prefazione a Una notte d'agosto di Wanda Bontà, Mondadori, Milano 1942
  • prefazione a Finestre di Guido Bottegal, Guanda, Modena 1944
  • Sciltian, catalogo di opere di Gregorio Sciltian, Hoepli, Milano 1944
  • postfazione a Gino Rossi: pittore, a cura di Benno Geiger, Le Tre Vennezie, Padova 1949
  • Sculture di Antonio Benetton, Longo & Zoppelli, Treviso 1950 (mostra della Galleria del libraio, Treviso, 27 maggio-3 giugno 1950)
  • Capricci italiani, Vallecchi, Firenze 1952
  • Sicilia, con 97 fotografie di Rudolf Pestalozzi, Cailler, Ginevra 1953
  • Approdo in Grecia, Leonardo da Vinci ed., Bari 1954; Biblioteca del vascello, Roma 1995
  • Carlo Guarienti, Martello, Milano 1954
  • Giappone, con fotografie di Werner Bischof, Garzanti, Milano 1954
  • Lettere di Arturo Martini raccolte da Giovanni Comisso, Ed. di Treviso, Treviso, 1954
  • Mio sodalizio con De Pisis, Garzanti, Milano 1954; Neri Pozza, Vicenza 1993 (a cura di Nico Naldini)
  • prefazione a Ornati a fresco di case trivigiane. Secoli XIII di Mario Botter, Canova, Treviso 1955; poi in Affreschi decorativi di antiche case trivigiane dal XIII al XV secolo, Canova, Treviso 1979
  • prefazione a Momenti di Antonio Bassetto, Rebellato, Padova 1956
  • Antonio Benetton, presentazione della mostra della Galleria d'arte Cairola, Milano, 18-29 aprile 1957
  • La virtù leggendaria, Rebellato, Padova 1957
  • traduzione di Giacomo Casanova di Seingalt, La mia vita, 4 voll., Longanesi, Milano 1958; ed. parziale con il titolo Tre amori di Casanova (a cura di), ivi 1966; ed. parziale con il titolo Il Casanova di Casanova, ivi, 1976
  • Donne gentili, Longanesi, Milano 1958 (memorie di viaggi)
  • La terra, le genti, i prodotti, i mercati e le feste delle provincie di Padova e di Treviso, con 32 fotografie di L. Scattola, Banca popolare di Padova e Treviso, Padova 1959 (ed. fuori commercio)
  • Gli ambasciatori veneti (1525-1792): relazioni di viaggio e di missione (a cura di), Longanesi, Milano 1960
  • Nota a Gian Piero Bona, Il liuto pellegrino, All'insegna del pesce d'oro, Milano 1960
  • Mancinotti, presentazione di una mostra di Bruno Mancinotti alla Galleria "Le Jardin des Arts" di Roma dal 13 al 23 febbraio 1960
  • Tono Zancanaro, Galleria d'arte Il bragozzo, Cesenatico 1961; anche in occasione della mostra dall'11 al 31 marzo 1967, Arte al Borgo, Palermo 1967
  • prefazione a Mangiar friulano di Giuseppina Perusini Antonini, Neri Pozza, Vicenza 1963; Franco Angeli, Milano 1984 (come Mangiare e ber friulano)
  • introduzione a Veneto, Touring club italiano, Milano 1964
  • presentazione di Più che immagini di Vito Giaquinta, con un disegno di Rosario Murabito, All'insegna del pesce d'oro, Milano 1965
  • introduzione a I fiori di Luciano Albertinim Edizioni d'Arte Ghelfi, Milano-Verona 1966
  • prefazione a Arturo Martini, Le lettere 1909-1947, a cura di Natale Mazzola e Giuseppe Mazzotti, Vallecchi, Firenze 1967; Charta, Milano 1992 (con altri testi di Mario De Micheli e Claudia Gian Ferrari)
  • introduzione a Prima della prima guerra di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna, La Cittadella, Trieste 1968
  • Saba, Svevo, Comisso: lettere inedite, a cura di Mario Sutor, presentazione di Giorgio Pullini, Gruppo di lettere moderne, Padova 1969 (postumo)
  • Trecento lettere di Giovanni Comisso a Maria e Natale Mazzolà, 1925-1968, a cura di Enzo Dematté, Editrice trevigiana, Treviso 1972 (postumo) (ed. fuori commercio)
  • Lettere da Fiume, introduzione e note di Sandro Zanotto, con tre incisioni di Walter Piacesim Edizioni dell'istmo, Padova 1975
  • Lettere ad Olga Signorelli 1929-1967, prefazione di Patrizia Veroli, Marcello Ferri, L'Aquila 1984 (con un ricordo di Maria Signorelli)
  • Il giovane Comisso e le sue lettere a casa 1914-1920, a cura di Luigi Urettini, prefazione di Silvio Guarnieri, Francisci, Abano Terme 1985
  • Divino Giovanni... lettere a Comisso, 1919-1951 di Filippo de Pisis, a cura di Bona de Pisis e Sandro Zanotto, Marsilio, Venezia 1988
  • Vita nel tempo. Lettere, 1905-1968', a cura di Nico Naldini, Longanesi, Milano 1989
  • Lettere a Enzo Ferrieri 1926-1936, a cura di Mariarosa Bricchi, Manni, Lecce 1992
  • Album Comisso, a cura di Nico Naldini, con la collaborazione di Cino Boccazzi, introduzione di Carlo Bo, Neri Pozza, Vicenza 1995 (con inediti)
  • Lettere a Giovanni Comisso di Goffredo Parise, prefazione e cura di Luigi Urettini, disegni di Giosetta Fioroni, due note di Raffaele Manica e Silvio Perrella, Ediz. del Bradipo, Lugo 1995
  • Solstizio metafisico, a cura di Annalisa Colusso, prefazione di Ricciarda Ricorda, Il poligrafo, Padova 1999
  • Quaderni ritrovati, a cura di Nico Naldini, Telecom Italia, Milano 2005

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stefano Giordanelli, Il dannunziano GIovanni Comisso tra Fiume e Genova, Nuova Storia Contemporanea, N°3 maggio-giugno 2012, pag 75
  2. ^ Luigi Urettini, Il giovane Comisso e le sue lettere a casa (1919-1920), Abano Terme, Francisci, 1985, pp.195-196)
  3. ^ Stefano Giordanelli, Il dannunziano GIovanni Comisso tra Fiume e Genova, Nuova Storia Contemporanea, N°3 maggio-giugno 2012, pag 76
  4. ^ Stefano Giordanelli, Il dannunziano GIovanni Comisso tra Fiume e Genova, Nuova Storia Contemporanea, N°3 maggio-giugno 2012, pag 82
  5. ^ Stefano Giordanelli, Il dannunziano GIovanni Comisso tra Fiume e Genova, Nuova Storia Contemporanea, N°3 maggio-giugno 2012, pag 77
  6. ^ Giovanni Comisso, Solstizio metafisico, conservato nella Biblioteca comunale di Treviso (archivio Giovanni Comisso, ms.9,II) secondo quaderno
  7. ^ Stefano Giordanelli, Il dannunziano GIovanni Comisso tra Fiume e Genova, Nuova Storia Contemporanea, N°3 maggio-giugno 2012, pag 78-79
  8. ^ Biblioteca comunale di Treviso, Fondo Comisso, ms II: Lettera di Comisso ai genitori (1919-1954), cartella II, Abano Terme, Francisci, 1985, pp.195-196)
  9. ^ Stefano Giordanelli, Il dannunziano Giovanni Comisso tra Fiume e Genova, Nuova Storia Contemporanea, N°3 maggio-giugno 2012, pag 84
  10. ^ Stefano Giordanelli, Il dannunziano Giovanni Comisso tra Fiume e Genova, Nuova Storia Contemporanea, N°3 maggio-giugno 2012, pag 88
  11. ^ Eugenio Montale, colpito in modo positivo della sua vitalità, affermava che il mondo di Comisso fu "tutta una meraviglia visiva"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Pullini, Giovanni Comisso', "il Castoro" n. 28, La Nuova Italia, Firenze 1969; 1974
  • Carlo Bo, Giovanni Comisso scrittore trevigiano, Ed. trevigiana, Treviso 1971
  • Aurelia Accame Bobbio, Giovanni Comisso, Mursia, Milano 1973
  • Giovanni Comisso, a cura di Giorgio Pullini, Leo S. Olschki, Firenze 1983 (atti del convegno tenuto a Venezia nel 1982)
  • Nico Naldini, Vita di Giovanni Comisso, Einaudi, Torino 1985; L'Ancora del Mediterraneo, Napoli 2002
  • Adriano Madaro, L' ultimo Comisso, Matteo, Treviso 1989
  • Comisso contemporaneo (atti del convegno tenutosi a Treviso, 29-30 settembre 1989), Edizioni del "Premio Commisso", Treviso 1990
  • Rossana Esposito, Invito alla lettura di Comisso, Mursia, Milano 1990
  • Goffredo Parise, Un sogno improbabile: Comisso, Gadda, Piovene, Libri Scheiwiller, Milano 1991
  • Francesca Demattè, Il gioco del teatro in Giovanni Comisso. La riscoperta della drammaturgia comissiana, Atheneum, Firenze 1991 (contiene Verso la terra)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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