Mario Pannunzio

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Mario Pannunzio (Lucca, 5 marzo 1910Roma, 10 febbraio 1968) è stato un giornalista e politico italiano. Fu tra i fondatori del Partito liberale italiano e poi del Partito Radicale.

Indice

Biografia [modifica]

La giovinezza [modifica]

Figlio di un avvocato abruzzese e di una nobildonna lucchese, nato a Lucca e trasferitosi a Roma, Pannunzio fin da ragazzo si dedicò all'attività giornalistica e culturale, e fu uno dei frequentatori del caffè Aragno, il locale di via del Corso (al civico 180) presso il quale si raccoglievano gli intellettuali capitolini degli anni trenta.

Il 21 maggio 1933 fondò a Roma, insieme a Antonio Delfini, Eurialo De Michelis, Guglielmo Serafini e Elio Talarico, Oggi[1], "settimanale di lettere ed arti" (poi "rassegna mensile"), una piccola rivista culturale che dovette chiudere dopo pochi numeri per motivi di opportunità politica, avendo assunto una linea editoriale sgradita al regime. Nello stesso anno conobbe Arrigo Benedetti, anch'egli lucchese di nascita. Tra i due nacque una solida amicizia. L'anno seguente, oltre a laurearsi in giurisprudenza, fondò insieme ad Alberto Moravia la rivista La Corrente.

Negli anni successivi diversificò i suoi interessi, sperimentandosi nella sceneggiatura cinematografica e nella pittura (espose anche un ritratto della sorella Sandra alla Quadriennale di arte nazionale di Roma),

I rotocalchi [modifica]

Pannunzio tornò al giornalismo nel 1937, chiamato, insieme ad Arrigo Benedetti, da Leo Longanesi alla redazione di Omnibus. Edito da Rizzoli, il settimanale era prodotto con l'allora innovativa tecnica del rotocalco. Per questa testata tenne una rubrica di critica cinematografica. Nel febbraio 1939 Omnibus fu chiuso per un provvedimento del Minculpop.

Considerato uno dei migliori allievi di Longanesi, Pannunzio fu chiamato da Rizzoli a Milano, che intendeva lanciare una nuova rivista in rotocalco. Con Benedetti cercò allora di ricostituire un riferimento per gli intellettuali dissidenti e, riprendendo il nome della sua prima testata, lo chiamò Oggi. Anche questa testata non ebbe vita lunga e nel 1942 fu chiusa, sempre per motivi politici. Successivamente Pannunzio tornò a Roma.

Scrisse, assieme a Leo Longanesi e Arrigo Benedetti, l'articolo di fondo del 26-27 luglio 1943 sul Messaggero in cui si celebrava il ritorno alla libertà.
Dopo il Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943 iniziò a collaborare al periodico, Risorgimento Liberale, fondato da Leone Cattani e Nicolò Carandini, pubblicato in clandestinità. Mentre si trovava nella tipografia del giornale, Pannunzio fu arrestato dai nazisti; trascorse alcuni mesi, alla fine del 1943, a Regina Coeli.

Dopo la liberazione della capitale (4 giugno 1944), Pannunzio fu nominato direttore di Risorgimento Liberale, divenuto organo ufficiale del ricostituio Partito Liberale Italiano. Pannunzio rimase alla direzione sino al novembre 1947, quando il congresso del partito sancì la vittoria dell'ala destra. Pannunzio uscì dal partito e, conseguentemente, lasciò la direzione del quotidiano.

«Il Mondo» [modifica]

Nel 1948 passò a L'Europeo, diretto da Benedetti, e nel 1949, ancora una volta riprendendo una testata del passato, fondò Il Mondo, settimanale che avrebbe diretto sino alla chiusura (1966).

Il Mondo si distinse subito, grazie al consolidato prestigio del suo fondatore, come una rivista idonea a fungere da centro di aggregazione e di trasmissione delle istanze intellettuali del periodo. Numero e qualità dei collaboratori e dei temi affrontati lo resero di fatto un soggetto politico informale, che dall'esterno delle istituzioni si pose come interlocutore privilegiato, fornendo un valido esempio al Paese (almeno in una forma che ne consentisse influenza) di "giornalismo d'opinione" [2]. Successivamente, Pannunzio accettò di rientrare nel Partito Liberale.

Il Partito Radicale [modifica]

Non volendo rimanere compresso e ristretto nei limiti della comunicazione editoriale, l'insieme delle istanze promosse da collaboratori e sostenitori del Mondo (che in breve furono definiti e cominciarono ad aggregarsi sotto la denominazione di "Amici del Mondo") si tradusse nelle forme aggregative esterne che trovarono spazio di sviluppo e modo di coinvolgimento nei «Convegni del Mondo».

Dai convegni nacque la scissione dal Partito Liberale che avrebbe condotto alla fondazione del nuovo Partito Radicale, cui nel 1955 Pannunzio prese parte insieme a, fra gli altri, Leopoldo Piccardi, Ernesto Rossi, Leo Valiani, Guido Calogero, Giovanni Ferrara, Paolo Ungari, Eugenio Scalfari, Marco Pannella; del comitato esecutivo provvisorio del partito Pannunzio fu anche, insieme a Valiani, uno dei principali esponenti.

Il Mondo avrebbe in seguito sostenuto le prime battaglie dei radicali, ad esempio quella contro la speculazione edilizia e gli intrecci fra imprenditoria e politica (in particolare tra il mondo democristiano e la Federconsorzi), corroborato dall'analogo supporto che Arrigo Benedetti assicurava con il suo settimanale L'Espresso.

È scomparso nel 1968 all'età di 57 anni a causa di una fibrosi polmonare[3].

Nel 1968 è stata fondata in suo onore, a Torino, l'associazione culturale «Centro Pannunzio».

Filmografia (Sceneggiature) [modifica]

Bibliografia su Mario Pannunzio [modifica]

Sono stati pubblicati molti libri per ricordare la figura di Mario Pannunzio. Nel 2010, in occasione del centenario della nascita, sono usciti i volumi:

Note [modifica]

  1. ^ Oggi. Settimanale di Lettere ed Arti (direttore Mario Pannunzio) anno primo num. uno (21 maggio 1933), Roma, Tipografia La Speranza, 1933
  2. ^ Negli anni Duemila, a seguito della disponibilità delle molte migliaia di lettere scritte e ricevute da Pannunzio, è stato possibile ricostruire nel dettaglio l'evoluzione del giornalismo culturale e politico interpretato dall'artefice del Mondo. Si veda in particolare: Antonio Cardini, Mario Pannunzio, giornalismo e liberalismo, Napoliti, Edizioni Scientifiche Italiane, 2011.
  3. ^ Morto ieri Mario Pannunzio fondatore e direttore di "Il Mondo" Archiviolastampa.it

Collegamenti esterni [modifica]

Predecessore Direttore di Risorgimento Liberale Successore
... giugno 1944 - novembre 1947 Manlio Lupinacci e Vittorio Zincone
Predecessore Direttore de Il Mondo Successore
// 19 febbraio 1949 - 8 marzo 1966 //
Predecessore Segretario del Partito Radicale Successore
// 1956 - 1959 Leopoldo Piccardi, Arrigo Olivetti e Franco Libonati

Voci correlate [modifica]