Roberto Rossellini

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« Roberto mi ha insegnato che il soggetto di un film è più importante dell'originalità dei titoli di testa, che una buona sceneggiatura deve stare in dodici pagine, che bisogna filmare i bambini con maggior rispetto di qualsiasi altra cosa, che la macchina da presa non ha più importanza di una forchetta e che bisogna potersi dire, prima di ogni ripresa: "O faccio questo film o crepo". »
(François Truffaut)
Roberto Rossellini
Leone d'oro Leone d'oro al miglior film 1959

Roberto Gastone Zeffiro Rossellini[1] (Roma, 8 maggio 1906Roma, 3 giugno 1977) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.

È stato uno dei più importanti registi della storia del cinema italiano, che ha contribuito a rendere noto al mondo con pellicole quali Roma città aperta (1945), Paisà (1946), Germania anno zero (1948) e Il generale Della Rovere (1959).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Roma dal costruttore Angiolo Giuseppe Rossellini, la cui famiglia era originaria di Pisa[2] e da Elettra Bellan, nata a Rovigo da una famiglia di lontane origini francesi, i cui avi si trasferirono in Italia durante le guerre napoleoniche.[3] Visse in via Ludovisi, dove si trovava il primo hotel in cui risiedette Benito Mussolini, nel 1922, quando il Fascismo prese il potere.

Il padre di Rossellini costruì la prima sala cinematografica di Roma, il Barberini (in pratica, un teatro nel quale si potevano proiettare film)[4], garantendo a Roberto un accesso illimitato; Rossellini iniziò a frequentare il cinema in giovanissima età. Quando suo padre morì, lavorò come montatore, e per un certo periodo sperimentò tutti i lavori accessori legati alla creazione dei film, guadagnandosi la competenza in ogni campo[5].

Nel 1936 sposò Marcella de Marchis, scenografa e costumista, con la quale collaborò a lungo anche dopo la rottura del matrimonio[6]. Da questa unione nacque Romano, morto nel 1946 a soli 9 anni, poi nel 1941 il figlio Renzo jr.[6]. Nel 1938 realizzò il suo primo documentario, Prélude à l'aprés-midi d'un faune. Dopo questa uscita, venne chiamato ad assistere Goffredo Alessandrini nella realizzazione di Luciano Serra pilota, uno dei film italiani di maggior successo della prima metà del XX secolo.[7]

Nel 1940 venne chiamato ad assistere Francesco De Robertis in Uomini sul fondo. La sua stretta amicizia con Vittorio Mussolini, figlio del Duce e responsabile per il cinema, è stata interpretata come una ragione possibile del perché venne preferito ad altri apprendisti[8]. Da segnalare Fantasia sottomarina il corto sperimentale girato nel 1939 per la Genepesca utilizzando solo due acquari nella sua casa di Ladispoli.

Gli anni della guerra[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni autori descrivono la prima parte della sua carriera come una sequenza di trilogie.[senza fonte] Il suo primo film da regista, La nave bianca (1941) venne sponsorizzato dal centro per la propaganda audiovisiva del Dipartimento della Regia Marina, ed è il primo lavoro della cosiddetta Trilogia della guerra fascista di Rossellini, assieme a Un pilota ritorna (1942) e L'uomo dalla croce (1943). A questo periodo risale l'amicizia e la collaborazione con Federico Fellini e Aldo Fabrizi. Frequenta la trattoria Fratelli Menghi punto d’incontro per pittori, poeti, ma soprattutto giovani registi e sceneggiatori come Ugo Pirro, Franco Solinas e Giuseppe De Santis.[senza fonte]

Con la fine del regime fascista nel 1943, a soli due mesi dalla liberazione di Roma, Rossellini stava già preparando Roma città aperta su un soggetto di Sergio Amidei (con Fellini che lo assisteva alla sceneggiatura e Fabrizi che recitava nella parte del sacerdote). Questo film drammatico non ebbe un successo immediato in Italia, anzi fu un successo di ritorno dagli Stati Uniti e dalla Francia. Rossellini aveva così iniziato la sua cosiddetta "Trilogia della guerra antifascista", il secondo titolo della quale fu Paisà, girato in sei episodi con attori non-professionisti tra Napoli, Maiori in Costiera Amalfitana, un convento sull'Appennino e il Delta del Po. Terzo film della Trilogia Neorealista fu Germania anno zero (1946), sponsorizzato da un produttore francese[senza fonte] e girato nel settore francese di Berlino.

Anche qui, Rossellini preferì degli attori non-professionisti, ma non fu in grado di trovare una faccia che ritenesse "interessante". Rossellini posizionò una cinepresa nel centro di una piazza, come aveva già fatto per Paisà, ma fu sorpreso del fatto che nessuno si avvicinasse per guardare.[senza fonte] Come dichiarò in un'intervista: "Al fine di creare realmente il personaggio che uno ha in mente, è necessario che il regista si impegni in una battaglia con i suoi attori, che normalmente finisce con la sottomissione ai loro desideri. Siccome non voglio sprecare le mie energie in questo tipo di battaglia, io uso attori professionisti solo occasionalmente"[9].

Si è supposto che uno dei motivi del suo successo, sia il fatto che Rossellini riscrisse i copioni in base ai sentimenti e alle storie degli attori non-professionisti. L'accento regionale, il dialetto, e i costumi, venivano mostrati nel film come se fossero nella vita reale. Dopo la Trilogia Neorealista, Rossellini produsse due film oggi classificati come "di transizione": L'Amore (con Anna Magnani) e La macchina ammazzacattivi entrambi girati a Maiori in Costiera Amalfitana, sulla capacità del cinema di ritrarre realtà e verità (che richiama alla Commedia dell'Arte).

Ingrid Bergman e la Nouvelle Vague[modifica | modifica wikitesto]

Il 1948 è l'anno dell'amore: Rossellini riceve una lettera da una attrice straniera che gli si propone per lavorare con lui:

« Caro Signor Rossellini,

ho visto i suoi film Roma città aperta e Paisà e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un'attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo 'ti amo', sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei.
Ingrid Bergman »

Con questa famosa lettera ebbe inizio una delle più popolari storie d'amore del mondo del cinema, fra Ingrid Bergman e Rossellini, entrambi all'apice della loro popolarità. Iniziarono a lavorare assieme l'anno seguente in Stromboli terra di Dio (girato sull'isola di Stromboli, il cui vulcano eruttò durante le riprese), e nel 1950 in Europa '51. Nel 1953 il film Viaggio in Italia, aspramente attaccato dalla critica italiana, gli diede l'occasione di entrare in contatto con i giovani cinefili francesi che avrebbero poi dato vita alla Nouvelle Vague. Fu proprio François Truffaut a contattare Rossellini informandolo che in Francia il film era distribuito in una versione completamente rimaneggiata;[senza fonte] a partire da quel primo contatto Rossellini strinse profonde relazioni con i vari François Truffaut, Jean-Luc Godard, Jacques Rivette, Claude Chabrol e Eric Rohmer, allora tutti critici della rivista Cahiers du cinéma e la sua influenza fu fondamentale nel loro passaggio dietro la macchina da presa.

Questa relazione causò grande scandalo nell'ambiente del cinema (Rossellini e la Bergman erano entrambi sposati con altre persone); in particolare Hollywood non perdonava al regista italiano di aver sottratto all'industria cinematografica americana la sua più grande diva[10]. Lo scandalo si intensificò alla nascita del loro primo figlio, Robertino, e in seguito delle due gemelle (Isabella e Isotta).

Il passaggio dal cinema alla televisione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1965, Rossellini, spiega il suo passaggio dal cinema alla televisione sostenendo che quest'ultimo essendo un medium freddo e rivolto ad un pubblico di massa potesse comunicare meglio con lo spettatore rispetto al cinema, considerato un medium caldo e regressivo. Paragonò il cinema al ventre materno, impediva l'esperienza ed era troppo protettivo con lo spettatore. Pensa alla televisione come mezzo didattico, come modo per comunicare la storia, perché la scuola e i libri spiegano gli argomenti in maniera troppo noiosa e l'aiuto delle immagini può far comprendere meglio la cultura.

Inizia il suo progetto enciclopedico con la geografia per poi passare alla storia: quest'ultima era fondamentale per Rossellini perché ci spiegava il nostro essere, il nostro passato, presente e futuro. L'uomo è fatto di storia. Le sue opere per la televisione si possono dividere in:

1. Ritratti di personaggi (Socrate, Cartesio, Pascal, Agostino d'Ippona, Luigi XIV)

2. Ritratti d'epoca (L'età di Cosimo de' Medici, Gli atti degli Apostoli).

I ritratti d'epoca differiscono dai primi perché molto più lunghi e specifici mentre i ritratti dei personaggi seguono un'idea. Ad eccezione di Socrate e di Cosimo le vicende dei personaggi si svolgono in un arco di tempo di 20-30 anni.

I suoi film televisivi possono essere considerati parte di un progetto enciclopedico, quasi che i film facessero parte della stessa opera. La presa di potere di Luigi XIV è l'unico film televisivo proiettato anche nelle sale cinematografiche ed è l'unico film non doppiato. Tutti i film, ad eccezione di quest'ultimo, sono doppiati. Questo processo era tipico del secondo dopoguerra e Rossellini lo applica per scarnificare l'attore, lo fa parlare con un libro, lo priva di sentimenti. Nei film televisivi inizia a fare uso dello zoom ed è sempre presente come costante il piano sequenza.

Umanesimo, didattica ed enciclopedismo[modifica | modifica wikitesto]

Il tumultuoso matrimonio con Ingrid Bergman si concluse nel 1957, anno in cui Rossellini compì un lungo viaggio in India su invito di Jawaharlal Nehru, primo ministro indiano, dal quale tornò con un film per il cinema, India Matri Bhumi, un documentario per la televisione, L'India vista da Rossellini, e una nuova compagna, Sonali Das Gupta. In seguito Rossellini adottò il figlio di Sonali, Gil Rossellini (23 ottobre 1956 - 3 ottobre 2008). Gil in seguito lavorò con Martin Scorsese e Sergio Leone e divenne un apprezzato documentarista. Rossellini e Sonali ebbero insieme un'altra figlia: Raffaella Rossellini (1958-).

Nel periodo immediatamente successivo al viaggio in India Rossellini ritornò sui temi della seconda guerra mondiale con i film Il generale Della Rovere (grazie al quale si aggiudicò il Leone d'Oro al miglior film al Festival di Venezia ex aequo con La grande guerra di Mario Monicelli) ed Era notte a Roma. Ma gli interessi dell'autore in quegli anni si erano definitivamente focalizzati: Rossellini iniziò infatti a concepire un grande progetto didattico-umanistico per l'utilizzo dei mass media audiovisivi. Ne è un esempio in embrione Viva l'Italia!, film sulla Spedizione dei Mille girato nel 1960, in cui Rossellini si sforzava di raccontare la storia in modo obiettivo, con la massima aderenza ai documenti.

Roberto Rossellini durante le riprese de Il generale Della Rovere 1959

In quegli anni l'autore giunse a formalizzare il suo progetto alla cui realizzazione avrebbe dedicato il resto della sua carriera e della sua vita: un'enciclopedia di stampo scientifico e didattico costruita sfruttando le potenzialità offerte dallo sviluppo tecnologico, in particolare le capacità narrative dei mezzi audiovisivi e il potenziale comunicativo del broadcast televisivo. Il suo progetto enciclopedico si fondava sugli studi vastissimi che Rossellini aveva compiuto e continuò a compiere su autori, filosofi e scienziati come Leon Battista Alberti, Socrate, Cartesio, Comenio, che negli anni sarebbero stati i personaggi che avrebbe messo in scena nei suoi film.

Il primo vero esperimento nella realizzazione del suo progetto didattico fu L'età del ferro, serie televisiva in sei puntate mandata in onda dalla RAI nel 1964. Dopo questa prima esperienza Rossellini faticò a trovare finanziatori fino al 1966, anno in cui venne chiamato dalla televisione francese a dirigere La prise de pouvoir par Louis XIV, film che riscosse un ampio quanto sorprendente successo di pubblico e di critica.

Fra il 1968 e il 1974 Rossellini fu impegnatissimo nel portare il più avanti possibile il suo progetto didattico e realizzò una serie impressionante di film cercando di coprire in modo enciclopedico i momenti chiave della storia dell'evoluzione della civiltà occidentale attraverso il racconto delle idee e degli uomini che la hanno guidata. La grande esperienza di regista e il suo inimitabile metodo di lavoro permisero a Rossellini in soli cinque anni di realizzare per la televisione (dal 1969 al 1974, anno di uscita di Cartesius) film per una durata complessiva di oltre trenta ore. I suoi ultimi due film (anch'essi facenti parte del progetto enciclopedico) tornò a realizzarli per il cinema.

La passione e la dedizione con la quale Rossellini si impegnò alla realizzazione di questo imponente progetto umanistico lo portarono a cercare metodi alternativi nella produzione e nella distribuzione dei film, a perfezionare il suo metodo di lavoro nella direzione degli attori e nella messa in scena e persino ad ideare e sperimentare nuovi soluzioni tecniche per la realizzazione dei film (come l'utilizzo dello "Shuftan Shot" o del Pancinor) e per la loro diffusione (arrivò a brevettare nei primi anni settanta un sistema ottico di videoriproduzione a cassetta precursore del videoregistratore).

Autore di vocazione multimediale (ripeteva ostinatamente di non essere un cineasta, sia per prendere le distanze dall'industria cinematografica in cui mai era stato a suo agio, sia per non venire incasellato in una categoria) oltre che per il cinema e la televisione diresse alcuni spettacoli per il teatro e scrisse diversi libri di stampo saggistico. Morì a Roma il 3 giugno 1977 in seguito ad un attacco cardiaco[4]. Alle esequie, filmate dalla RAI con telecamera in bianco e nero, erano presenti autorità istituzionali, tra le quali il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. È sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Sulla filmografia completa di Rossellini il dibattito tra gli studiosi è ancora aperto: quella riportata di seguito è una delle filmografie ritenute più attendibili.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Soggetti e sceneggiature[modifica | modifica wikitesto]

  • La fossa degli angeli (non accreditato, 1937)
  • Luciano Serra pilota (1938)
  • Fantasia sottomarina (1940) (soggetto)
  • Un pilota ritorna (1942) (sceneggiatura)
  • La nave bianca (1942) (sceneggiatura)
  • L'uomo dalla croce (1943) (sceneggiatura)
  • Roma, città aperta (non accreditato, 1945)
  • Desiderio (1946) (sceneggiatura)
  • Paisà (1946)
  • Germania anno zero (1948)
  • L'amore, episodi Una voce umana e Il miracolo (1948) (sceneggiatura)
  • L'invasore (1949) (adattamento)
  • Stromboli terra di Dio (1950) (soggetto)
  • Francesco, giullare di Dio (1950) (soggetto)
  • Invidia (episodio de I sette peccati capitali, 1952)
  • La macchina ammazzacattivi (1952)
  • Europa '51 (1952) (story)
  • Medico condotto (1952)
  • Viaggio in Italia (1953)
  • Napoli '43 (episodio di Amori di mezzo secolo, 1954) (sceneggiatura)
  • Dov'è la libertà...? (1954)
  • La paura (non accreditato, 1954)
  • Giovanna d'Arco al rogo (1954)
  • India (1959) (also story)
  • Il generale della Rovere (1959)
  • Era notte a Roma (1960)
  • Viva l'Italia! (1961)
  • Vanina Vanini (1961)
  • Anima nera (1962) (sceneggiatura)
  • Illibatezza (episodio di RoGoPaG, 1963)
  • Les carabiniers (1963)
  • L'età del ferro (TV, 1964)
  • Idea di un'isola (TV, 1967)
  • Atti degli apostoli (miniserie TV, 1969)
  • La lotta dell'uomo per la sua sopravvivenza (Documentario TV in dodici episodi, 1970)
  • Socrate (TV, 1970)
  • Blaise Pascal (TV, 1971)
  • Agostino d'Ippona (1972)
  • L'età di Cosimo de Medici (TV, 1973)
  • Anno uno (1974)
  • Cartesius (TV, 1974)
  • Il messia (1975)
  • Io, Caligola (trattamento, non accreditato, 1979)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ Il cognome originario era Rosellini. Il nonno Zeffiro Rosellini si trasferì a Roma intorno al 1870. Tag Gallagher, The Adventures of Roberto Rossellini, New York Times, 7 febbraio 1999
  3. ^ The Adventures of Roberto Rossellini, New York Times, 1998
  4. ^ a b Roberto Rossellini, biografia sull'Internet Movie Database
  5. ^ Biografia di Roberto Rossellini (Roma, 1906 - Roma, 1977)
  6. ^ a b “Marcellina” De Marchis Rossellini, la prima moglie
  7. ^ Un film al giorno: «Luciano Serra pilota» di G. Alessandrini (1938)
  8. ^ Nel nome del padre
  9. ^ "Pagine corsare"
  10. ^ Filmcritica, Roberto Rossellini, n. 264-265, maggio-giugno 1976, pag. 8

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Giammusso, Vita di Rossellini, Elle U Multimedia, 2004
  • Elena Dagrada, Le varianti trasparenti. I film con Ingrid Bergman di Roberto Rossellini, LED Edizioni Universitarie, 2005
  • Tullio Kezich, Cari centenari... Rossellini, Soldati, Visconti, Falsopiano, 2006
  • Crescenzo Paliotta, Ladispoli. Immagini e racconti da Caravaggio a Rossellini, Edizioni Interculturali Uno, 2006
  • Adriano Aprà (a cura di), Dibattito su Rossellini, Diabasis, 2009
  • Luca Caminati, Roberto Rossellini documentarista. Una cultura della realtà, Carocci, 2012

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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