India

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India
India – Bandiera India - Stemma
(dettagli) (dettagli)
सत्य की हमेशा विजय होती है
(
Solo la verità vince)
India - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica dell'India
Nome ufficiale Republic of India
भारत गणराज्य
Bhārat Juktarashtra
Lingue ufficiali hindi, inglese, sanscrito e altre 21 lingue a livello regionale
Capitale Nuova Delhi  (21.753.486 ab. / 2011)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare[1] federale
Capo di Stato Pranab Mukherjee
Capo di Governo Narendra Modi
Indipendenza dal Regno Unito avvenuta il 15 agosto 1947
Ingresso nell'ONU 30 ottobre 1945 1
Superficie
Totale 3.287.263 km² ()
 % delle acque 9.6 %
Popolazione
Totale 1.210.193.422 ab. (2011) ()
Densità 372,5 ab./km² (33º)
Tasso di crescita 1,312% (2012)[2]
Geografia
Continente Asia
Confini Pakistan, Cina, Nepal, Bhutan, Bangladesh, Birmania
Fuso orario UTC +5:30 (vedi nota)
Economia
Valuta Rupia indiana
PIL (nominale) 1 841 717[3] milioni di $ (2012) (10º)
PIL pro capite (nominale) 1 501 $ (2012) (142º)
PIL (PPA) 4 715 602 milioni di $ (2012) ()
PIL pro capite (PPA) 3 843 $ (2012) (132º)
ISU (2012) 0,554 (medio) (136º)
Fecondità 2,6 (2011)[4]
Varie
Codici ISO 3166 IN, IND, 356
TLD .in
Prefisso tel. +91
Sigla autom. IND
Inno nazionale Jana Gana Mana[5]
Festa nazionale 26 gennaio
India - Mappa
È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all'ONU nel 1945.
Evoluzione storica
Stato precedente India Dominion dell'India

(Regno Unito Regno Unito)

 

Coordinate: 21°N 78°E / 21°N 78°E21; 78

« Ogni persona al mondo è nata in India in almeno una delle sue vite precedenti. »
(Gregory David Roberts, Shantaram[6])

L'India (hindi: भारत Bhārat), ufficialmente Repubblica dell'India (Hindi: भारत गणराज्य Bhārat Gaṇarājya), è uno Stato dell'Asia meridionale, con capitale Nuova Delhi. È il settimo paese per estensione geografica al mondo (3.287.263 km²) e il secondo più popolato, con 1.175 000 000 abitanti (censimento 2012)[7]. È bagnato dall'oceano Indiano a sud, dal mar Arabico a ovest e dal golfo del Bengala a est. Possiede una linea costiera che si snoda per 7.517 km.[8] Confina con il Pakistan a ovest,[9] Cina, Nepal e Bhutan a nord-est, e Bangladesh e Birmania ad est. I suoi vicini prossimi, separati dell'oceano Indiano, sono lo Sri Lanka a sud-est e le Maldive a sud-ovest.

Sede della civiltà della valle dell'Indo e regione di rotte commerciali storiche e di vasti imperi, il subcontinente indiano è stato identificato con il suo commercio e la ricchezza culturale per gran parte della sua lunga storia.[10] Quattro grandi religioni del mondo, l'Induismo, il Buddismo, il Giainismo e il Sikhismo, sono nate qui, mentre lo Zoroastrismo, l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam arrivarono entro il primo millennio d.C. dando forma nella regione a una grandissima diversità culturale. Gradualmente annessa alla Compagnia britannica delle Indie Orientali dai primi decenni del XVIII secolo e colonizzata dal Regno Unito dalla metà del XIX secolo, l'India è diventata un moderno Stato nazionale nel 1947, dopo una lotta per l'indipendenza che è stata caratterizzata da una diffusa resistenza non violenta guidata da Gandhi.

L'India è la dodicesima più grande economia del mondo in termini nominali, e la quarta in termini di potere d'acquisto. Riforme economiche hanno trasformato il paese nella seconda economia a più rapida crescita[11] (è uno dei quattro Paesi a cui ci si riferisce con l'acronimo BRIC[12]), ma nonostante ciò il Paese soffre ancora di alti livelli di povertà, analfabetismo e malnutrizione.[13] Società pluralistica, multilingue e multietnica, l'India è altresì ricca sul piano naturale, con un'ampia diversità di fauna selvatica e di habitat protetti.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Dipinto delle grotte di Ajanta risalente all'epoca Gupta.

Il nome India deriva da Indo, che deriva dalla parola persiana Indù, dal sanscrito Sindhu, la storica denominazione locale per il fiume Indo.[14] Gli antichi Greci si riferivano agli indiani con il termine Indoi (Ινδοί), il popolo dell'Indo.[15] Nella Costituzione indiana, e anche nell'uso comune di varie lingue indiane, ci si riferisce all'India anche con il termine di Bharat, anch'esso nome ufficiale con pari status.[16] L'Hindustan, che in persiano significa "Terra degli indù", storicamente è in riferimento al nord dell'India, ma saltuariamente è usato come sinonimo per l'intero paese.[17]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'India.
L'Impero Moghul al suo apogeo.

Le più antiche testimonianze note di vita umana in India sono rifugi dell'età della pietra dipinti a Bhimbetka, nel Madhya Pradesh. I primi insediamenti permanenti conosciuti apparvero oltre 9000 anni fa e si svilupparono gradualmente nella Civiltà della valle dell'Indo[18], che risale al 3300 a.C. Seguì il periodo vedico, che gettò le fondamenta dell'induismo e di altri aspetti culturali che caratterizzarono gli albori della società indiana, e si concluse intorno al 500 a.C. A partire dal 550 a.C. si svilupparono nuove forme di aggregazione e, sorsero in buona parte del paese un discreto numero di regni e repubbliche indipendenti note con il nome di Mahajanapadas[19]. La più importante di queste, che sarà egemone nelle vaste regioni orientali, sarà il regno del Magadha.

Nel terzo secolo a.C. la maggior parte dell'Asia meridionale venne unita sotto la guida dell'Impero Maurya del sovrano Chandragupta Maurya. Questo vastissimo impero, il primo ad unificare quasi l'intero subcontinente indiano, fiorì sotto l'imperatore Aśoka, una delle figure preminenti della storia antica dell'India.[20] L'impresa di unificare un territorio così vasto sarà emulata solo parecchi secoli dopo la caduta dell'Impero Maurya da un altro grande impero: l'Impero Gupta nel terzo secolo d.C., in un periodo definito come "l'età d'oro dell'India antica".[21][22] In quei secoli vi furono continui contatti commerciali con l'Impero Romano[23]. Con la caduta dell'Impero Gupta sorsero nuovi regni, soprattutto a meridione dove presero forma nuovi imperi, tra cui i principali furono quello delle dinastie Chalukya, Rashtrakuta, Hoysala, Pallava, Pandya, e Chola. Nell'epoca dei grandi imperi dell'antichità, la scienza, l'ingegneria, l'arte, la letteratura, l'astronomia e la filosofia fioriranno sotto il patrocinio dei vari re ed imperatori.

In seguito alle invasioni provenienti dall'Asia centrale tra il X e il XII secolo, gran parte del nord India passò sotto il dominio del Sultanato di Delhi prima, e del più vasto Impero Moghul poi. Sotto il regno di Akbar il Grande l'India conobbe un periodo di armonia religiosa, e di fervore culturale ed economico.[24][25] Gli imperatori Moghul estesero gradualmente i loro regni fino a coprire gran parte del subcontinente. Tuttavia diversi regni indigeni, come ad esempio l'Impero di Vijayanagara hindù resistettero in particolare nel sud, oltre al Regno Ahom nel nord-est. Tra il XVII e il XVIII secolo, la supremazia dei Moghul diminuì e l'Impero Maratha divenne la potenza dominante.[26] Dal XVI secolo diversi paesi europei, tra cui Portogallo, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito, iniziarono ad arrivare inizialmente come commercianti, ma approfittando poi delle spaccature fra i vari regni, si andarono imponendo con le loro colonie. Nel 1856 la maggior parte dell'India era sotto il controllo della Compagnia Inglese delle Indie Orientali.[27] Un anno più tardi un'insurrezione a livello nazionale chiamata Prima guerra di indipendenza indiana mise in serio pericolo il dominio della società britannica, ma alla fine la rivolta venne sedata. Come conseguenza, l'India passò interamente sotto il governo diretto della Corona britannica come colonia dell'Impero Britannico.

Mahatma Gandhi (destra) con Jawaharlal Nehru, 1937. Nehru sarebbe diventato il 1° Primo Ministro indiano nel 1947.

Nella prima metà del XX secolo fu lanciata una lotta per l'indipendenza a livello nazionale dal Congresso Nazionale Indiano e da altre organizzazioni politiche. Negli anni venti e trenta con il movimento guidato dal Mahatma Gandhi, milioni di persone furono impegnate in una campagna di disobbedienza civile di massa.[28] Il 15 agosto 1947 l'India ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna, ma venne divisa in due governi indipendenti tra il Dominion dell'India e il Dominion del Pakistan in conformità alla volontà della Lega musulmana.[29] Tre anni più tardi, il 26 gennaio 1950, l'India divenne una repubblica ed entrò in vigore una nuova costituzione.[30]

Dopo l'indipendenza furono portate avanti lotte di religione e fra le caste e insurrezioni in varie parti del paese, ma che si fu in grado di arginare attraverso la tolleranza e le riforme costituzionali.
Il terrorismo in India costituisce un importante problema di sicurezza, in particolare nel Jammu e Kashmir, nel nord-est dell'India e negli ultimi anni anche nelle grandi città come Delhi e Mumbai. L'attacco del 2001 al Parlamento indiano rimane l'attentato più grave.
L'India ha sospeso le controversie territoriali con la Cina, che nel 1962 portò alla guerra sino-indiana, e con il Pakistan, che portò a delle guerre nel 1947, 1965, 1971 e 1999.
L'India è un membro fondatore del Movimento dei Non-Allineati e delle Nazioni Unite (all'epoca come facente parte dell'India britannica).
Nel 1974 l'India ha condotto un test nucleare sotterraneo,[31] a cui hanno fatto seguito altri cinque test nel 1998, rendendo l'India una potenza dotata di bomba atomica.[31] A partire dal 1991 importanti riforme economiche hanno trasformato l'India in uno dei paesi con tassi di crescita economica fra i più alti del mondo,[32] che hanno contribuito, tanto a livello regionale che globale, ad aumentare il peso specifico.[33]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Geograficamente rappresenta la maggior parte del subcontinente indiano, ed è poggiata sopra la placca indiana, che a sua volta fa parte della placca indo-australiana.[34]

La geografia dell'India odierna deriva da processi geologici iniziati 75 milioni di anni fa, quando il subcontinente indiano, allora parte della sponda meridionale del supercontinente Gondwana, iniziò una deriva in direzione nord-est durata 50 milioni di anni, attraversando tutto l'Oceano Indiano (il quale era ancora in via di formazione).[34] La collisione del subcontinente con la placca eurasiatica e la successiva subduzione sotto ad essa, ha dato forma all'Himalaya (che culmina limitatamente al territorio indiano nel Kanchenjonga con i suoi 8.586 metri), la più alta catena montuosa del pianeta, che ora cinge l'India a nord e a nord-est.[34] Negli antichi fondali marini immediatamente a sud delle emergenti cime himalayane, il movimento tettonico creò un vasto avvallamento, che successivamente venne progressivamente riempito con i sedimenti dei fiumi,[35] dando vita all'odierna pianura Indo-Gangetica.[36] A ovest di questa pianura, separata dai monti Aravalli, si trova il deserto di Thar.[37] La pianura originaria del subcontinente continua a sopravvivere nella parte peninsulare dell'India, nella regione più antica e geologicamente più stabile che si estende dal nord fino ai monti Satpura e Vindhya nell'India centrale. Queste catene corrono parallelamente al Mar Arabico nella costa del Gujarat, e più a sud si trova un ampio territorio che prende il nome di altopiano del Deccan, fiancheggiato a occidente dalle catene costiere dei Ghati Occidentali, e a oriente dai Ghati orientali.[38] L'altopiano del Deccan contiene alcune delle rocce indiane di più antica formazione (anche più di un miliardo di anni).

L'India si trova a nord dell'equatore, compresa tra il 6°44' e il 35°30' di latitudine nord e il 68°7' e il 97°25' di longitudine est.

La costa indiana si estende per 7.517 km di lunghezza; 5.423 km dei quali corrono lungo la penisola, mentre 2.094 km appartengono alle isole Andamane, Nicobare, e Laccadive. Secondo le carte idrografiche navali dell'India, la costa è costituita per il 43% da spiagge di sabbia, l'11% da costa rocciosa e scogliere, e il 46% da distese fangose o paludose.

La catena himalayana dà origine a grandi fiumi che attraverso il nord dell'India, tra cui il Gange e il Brahmaputra, si gettano nel Golfo del Bengala.[39] Importanti affluenti del Gange includono lo Yamuna e il Kosi, la cui bassa pendenza dei territori che attraversa è causa di disastrose inondazioni ogni anno. I grandi fiumi della penisola comprendono il Godavari, il Mahanadi, il Kaveri, e la Krishna, che si gettano nel Golfo del Bengala;[40] e il Narmada e il Tapti, che si gettano nel Mar Arabico.[41] Tra le più caratteristiche coste indiane si segnalano le paludose Rann di Kutch nell'India occidentale, e il delta alluvionale Sundarbans, condiviso con il vicino Bangladesh.[42] L'India ha due arcipelaghi: le Laccadive, atolli corallini vicino alla costa sud-occidentale e le Andamane e Nicobare, di origine vulcanica situate nel mar delle Andamane.[43]

Il clima indiano è fortemente influenzato dall'Himalaya e dal deserto di Thar, che guida i monsoni. L'Himalaya frena i venti freddi dell'Asia centrale, mantenendo la maggior parte del subcontinente ad una temperatura più alta di regioni poste a simili latitudini.[44][45] Il deserto di Thar svolge un ruolo fondamentale per attrarre i venti del monsone estivo, con un alto tasso di umidità, tra giugno e ottobre, che fornisce la maggior parte delle piogge nel corso dell'anno. Quattro grandi raggruppamenti climatici predominano nel paese: tropicale umido, tropicale secco, subtropicale umido, e montano.[46]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima dell'India.
Aree climatiche, basate sul sistema di Köppen:

██ Clima alpino

E (ETh)

██ Subtropicale umido

C (Cfa)

██ Tropicale umido e secco

A (Aw)

██ Tropicale umido

A (Am)

██ Semi-arido

B (BSh)

██ Arido

B (BWh)
Media annua delle temperature in India:

██ Sotto i 20,0°C.

██ 20,0-22,5°C.

██ 22,5-25,0°C.

██ 25,0-27,5°C.

██ Al di sopra dei 27,5°C.

L'India comprende una vasta gamma di condizioni meteorologiche e climatiche, fortemente influenzate sia dalla scala geografica, che dalla varietà topografica. Analizzati secondo il sistema Köppen, l'India ospita sei principali sottotipi climatici, che vanno dal desertico a ovest, alpino e glaciale a nord, tropicale umido e tropicale secco delle regioni del sud-ovest e delle isole, al subtropicale, all'arido. Da qui si innestano tutta una serie di microclimi regionali. Il subcontinente ha quattro stagioni: inverno (gennaio e febbraio), estate (da marzo a maggio), la stagione del monsone (da giugno a settembre), e un periodo post-monsone (ottobre-dicembre).

L'unicità geografica e geologica dell'India ne influenza fortemente il clima; questo è particolarmente vero per l'Himalaya e le montagne dell'Hindu Kush che agiscono come un ostacolo ai venti freddi provenienti dall'Asia centrale.[47] Ciò contribuisce a tenere più elevate le temperature rispetto a regioni poste alle stesse latitudini. Pertanto, anche se il Tropico del Cancro (il confine tra aree tropicali e subtropicali) passa attraverso il centro dell'India, l'intero Paese è tendenzialmente considerato come tropicale. Contemporaneamente, il Deserto di Thar svolge un ruolo importante nell'attrarre l'umidità dei venti che spirano da sud-ovest carichi del monsone estivo, che tra giugno e ottobre forniscono la maggior parte delle precipitazioni.[47][48]

Un clima tropicale piovoso caratterizza regioni in cui persistono alte temperature, che normalmente non scendono al di sotto dei 18 °C. L'India ospita due sottotipi climatici che rientrano nell'ambito di questo gruppo. Il clima monsonico delle regioni tropicali copre le pianure del sud-ovest lungo la Costa di Malabar, i Ghati Occidentali, l'Assam meridionale, le isole Laccadive e le Isole Andamane e Nicobare. La pioggia ha carattere stagionale, in genere al di sopra dei 2.000 mm annui. La maggior parte delle precipitazioni si verifica tra maggio e novembre. Il clima tropicale umido e secco è più comune. Significativamente più asciutto delle zone umide tropicali, prevale sulla maggior parte dell'entroterra peninsulare indiano. L'inverno è caratterizzato da periodi di siccità con temperature medie al di sopra dei 18 °C. L'estate è eccezionalmente calda con temperature che possono superare i 50 °C nel mese di maggio, e con ondate di calore che annualmente uccidono centinaia di indiani. La stagione delle piogge dura da giugno a settembre; le precipitazioni annue medie sono nell'ordine dei 750–1500 mm.

Un clima tropicale arido e semi-arido predomina in ampie regioni a sud del Tropico del Cancro e ad est dei Ghati Occidentali, tra Karnataka, Tamil Nadu, Andhra Pradesh occidentale, e Maharashtra centrale, dove le precipitazioni sono tra i 400 e i 750 millimetri all'anno. Dicembre è il mese più freddo, con temperature ancora tra i 20-24 °C. I mesi tra marzo e maggio sono caldi e asciutti; la media mensile delle temperature è di 32 °C.

La maggior parte delle regioni settentrionali e del nord-est dell'India è soggetta ad un clima subtropicale-umido. Anche se presenta estati calde, le temperature nei mesi più freddi può scendere al livello degli 0 °C. A causa delle ampie piogge monsoniche, l'India ha un solo sottotipo di questo clima, il CFA (sotto il sistema Köppen).[49] La maggior parte di questa regione si caratterizza per scarse precipitazioni durante l'inverno. Le precipitazioni annue variano da meno di 1.000 mm ad occidente, fino agli oltre 2.500 mm delle regioni nord-orientali.

Le regioni settentrionali situata nell'Himalaya sono soggette al clima alpino. Qui la temperatura scende di 5,1 °C ogni mille metri di altitudine (tasso di decadenza adiabatico).[50] L'area situata ad altitudini tra i 1.100-2.300 metri riceve abbondanti piogge, che scendono rapidamente al di sopra di questi limiti. Sopra i 5.000 metri non piove mai, tutte le precipitazioni sono sotto forma di neve.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Stati e territori dell'India (XIV censimento, marzo 2001)[51]
# Stato Popolazione
1 Uttar Pradesh 166.197.921
2 Maharashtra 96.878.627
3 Bihar 82.998.509
4 Bengala Occidentale 80.176.197
5 Andhra Pradesh 76.210.007
6 Tamil Nadu 62.405.679
7 Madhya Pradesh 60.348.023
8 Rajasthan 56.507.188
9 Karnataka 52.850.562
10 Gujarat 50.671.017
11 Orissa 36.804.660
12 Kerala 31.841.374
13 Jharkhand 26.945.829
14 Assam 26.655.528
15 Punjab 24.358.999
16 Haryana 21.144.564
17 Chhattisgarh 20.833.803
18 Delhi (Territorio) 13.850.507
19 Jammu e Kashmir 10.143.700
20 Uttarakhand 8.489.349
21 Himachal Pradesh 6.856.509
22 Altri 14 Stati/Territori 16.220.385
Totale 1.027.015.247
Crescita demografica dal 1961 al 2003.

Con una popolazione stimata in circa 1,21 miliardi di persone[7], che rappresenta il 17% della popolazione mondiale, l'India è il secondo paese più popoloso del pianeta (dopo la Cina) e, secondo alcune statistiche, potrebbe divenire il primo intorno al 2030[52]. L'aspettativa di vita è di 63,9 anni, e il tasso di crescita della popolazione dell'1,38% annuo; ci sono 22,01 nascite ogni 1.000 abitanti all'anno. Il rapporto nazionale donne/uomini è pari a 944 donne per 1.000 uomini.

Densità della popolazione.

Quasi il 70% degli indiani risiedono nelle zone rurali, anche se negli ultimi decenni[quando?] la migrazione verso le città più grandi ha portato a un repentino aumento nel paese della popolazione urbana. Le più grandi città sono Bombay (Mumbai), Delhi, Calcutta (Kolkata), Madras (Chennai), Bangalore (Bengaluru), Hyderabad e Ahmedabad.[53]

Il tasso di alfabetizzazione è del 64,8% (53,7% per le donne e 75,3% per gli uomini). Lo Stato del Kerala ha il più alto tasso di alfabetizzazione (91%);[54] Bihar il più basso (47%).[55]

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Cremazione a Varanasi.
La statua di Shiva a Rishikesh lungo le rive del Gange.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Religioni in India, Induismo e Cristianesimo in India.

In base ai dati del censimento del 2001, la popolazione indiana è a grande maggioranza di religione induista (80,45%, corrispondente a circa 800 milioni di indiani), compresi gli ayyavazhi che sono considerati una setta induista e sono presenti soprattutto nell'India meridionale; la seconda comunità religiosa della nazione è quella dei musulmani che assommano al 13,43% della popolazione totale dell'India (è la seconda comunità musulmana mondiale dopo l'Indonesia).[56] Sono presenti inoltre altre minoranze religiose: cristiani 2,34%, sikh 1,87%, buddhisti 0,77%, giainisti 0,41% e altre comunità religiose 0,65% (religioni tradizionali tribali, bahai, ebrei e parsi).[56] In India ci sono anche 36.319 testimoni di Geova.[57]

I musulmani costituiscono la maggioranza nel Jammu e Kashmir e nelle Laccadive, mentre formano grosse minoranze negli Stati di Uttar Pradesh (30 milioni, circa un quinto della popolazione), Bihar (13 milioni e mezzo, un: sesto della popolazione), Bengala Occidentale (un quarto della popolazione), Assam (poco meno di un terzo) e Kerala (un quarto).

I sikh costituiscono la maggioranza in Punjab e formano significative minoranze nel territorio di Delhi (mezzo milione) e nell'Haryana (oltre un milione). I buddhisti formano la maggioranza nello Stato del Sikkim e nella regione del Ladakh e sono diffusi tra i paria grazie alle conversioni di massa iniziate dal dr. Ambedkar negli anni cinquanta. I giainisti si trovano soprattutto negli Stati di Rajasthan (650.000), Gujarat (525.000), Maharashtra (1.300.000) e Karnataka (400.000), i parsi sono concentrati a Bombay.[58]

Gli ebrei, ora molto ridotti, erano presenti storicamente con le comunità di Cochin, del Maharashtra (Bene Israel), di Bombay (Baghdadi), nel Mizoram (Bnei Menashe, indiani convertiti) e nell'Andhra Pradesh (Bene Ephraim, anch'essi indiani convertiti).

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Lingue indoarie e dravidiche nel sub-continente indiano.

L'India è la seconda entità geografica per diversità culturale, linguistica e genetica dopo l'Africa.[53]

L'India è la patria di due grandi famiglie linguistiche: indoariana (parlata da circa il 74% della popolazione) e dravidica (parlata da circa il 24%). Altre lingue parlate appartengono alle famiglie austroasiatiche e tibeto-birmana.

La Costituzione non riconosce una lingua nazionale, ma diverse lingue ufficiali: l'hindi è lingua ufficiale del governo (art.343) e da una a tre lingue sono designate come lingue ufficiali dei singoli stati (art.345). In India si parlano ben 179 lingue diverse. L'hindi è la lingua più parlata[59] oltre ad essere la lingua ufficiale dell'Unione.[60]

L'inglese, che viene ampiamente utilizzato in economia e nelle gestioni aziendali, ha lo status di "lingua ufficiale sussidiaria".[61]

La Costituzione riconosce inoltre altre 21 lingue che vengono abbondantemente parlate e utilizzate nei documenti pubblici dei vari stati, fra cui l'assamese (Assam), il bengalese (Bengala Occidentale), il gujarati (Gujarat), il kannada (Karnataka), il malayalam (Kerala), il marathi (Maharashtra), l'oriya (Orissa), il panjabi (Punjab, Haryana), il tamil (Tamil Nadu), il telugu (Andhra Pradesh). Kannada, malayalam, tamil e telugu sono lingue dravidiche, le altre indoarie.

Il numero di dialetti in India è di ben 1.652.[62]

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni dell'India e Stati federati e territori dell'India.

L'India è una federazione di stati con parlamenti e governi autonomi. Ci sono 28 stati federati e 7 territori, fra cui quello della capitale, Nuova Delhi, e ognuno di essi è suddiviso in distretti;[63] in alcuni stati federati i distretti sono riuniti in divisioni, che rappresentano così il secondo livello amministrativo di questi stati. Nel 1956, sotto States Reorganisation Act gli stati vennero formati su base linguistica.[64] Da ricordare che alcuni stati e distretti sono dotati di Maragià (Maharaja, "grande re"), tradizionale titolo dei sovrani indiani. Questi sono dotati di poteri eminentemente rappresentativi e simbolici. Da segnalare altresì la particolarità strutturale dei Territori, sovente caratterizzati da una storia peculiare. Tra questi sono da ricordare Pondicherry, dalla tipica caratterizzazione francese, e le Isole Andamane, popolate in gran parte da bianchi anglosassoni e genti indigene molto particolari, caratterizzate da statura bassa, i quali continuano a vivere secondo usi e costumi risalenti a migliaia di anni fa e tramandati dai loro antenati. La divisione amministrativa dell'India consiste in:

28 stati federati

  1. Andhra Pradesh
  2. Arunachal Pradesh
  3. Assam
  4. Bihar
  5. Chhattisgarh
  6. Goa
  7. Gujarat
  8. Haryana
  9. Himachal Pradesh
  10. Jammu e Kashmir
  11. Jharkhand
  12. Karnataka
  13. Kerala
  14. Madhya Pradesh
  1. Maharashtra
  2. Manipur
  3. Meghalaya
  4. Mizoram
  5. Nagaland
  6. Orissa
  7. Punjab
  8. Rajasthan
  9. Sikkim
  10. Tamil Nadu
  11. Tripura
  12. Uttar Pradesh
  13. Uttaranchal
  14. Bengala Occidentale

6 Territori dell'Unione

A. Andamane e Nicobare
B. Chandigarh
C. Dadra e Nagar Haveli
D. Daman e Diu
E. Laccadive
G. Pondicherry

1 Territorio della capitale nazionale

F. Delhi

La maggior parte degli stati federati seguono nei loro confini le frontiere linguistiche; alcuni di questi sono stati creati nel 2001. Certe regioni rivendicano invece l'autonomia come nuove entità statali federate.

Città principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Città dell'India.
Visione aerea di Jaipur.
Principali città dell'India (stime 2008)[65]
# Città Stato Popolazione
1 Mumbai Maharashtra 13.662.885
2 Delhi Delhi 11.954.217
3 Chennai Tamil Nadu 5.180.533
4 Calcutta Bengala Occidentale 5.021.458
5 Bangalore Karnataka 4.562.843
6 Hyderabad Andhra Pradesh 3.980.938
7 Ahmedabad Gujarat 3.867.336
8 Pune Maharashtra 3.230.322
9 Surat Gujarat 3.124.249
10 Kanpur Uttar Pradesh 3.067.663
11 Jaipur Rajasthan 2.997.114
12 Lucknow Uttar Pradesh 2.621.063
13 Nagpur Maharashtra 2.359.331
14 Indore Madhya Pradesh 1.768.303
15 Patna Bihar 1.753.543
16 Bhopal Madhya Pradesh 1.712.355
17 Thane Maharashtra 1.673.465
18 Ludhiana Punjab 1.662.325
19 Agra Uttar Pradesh 1.590.073
20 Vadodara Gujarat 1.487.956

Assetto istituzionale[modifica | modifica sorgente]

La Costituzione indiana è lunghissima ed esauriente ed è entrata in vigore il 26 gennaio 1950.[66] Essa consta, in certe edizioni, di quasi 500 pagine (contro la settantina di quella italiana). Il preambolo della Costituzione definisce l'India come una repubblica sovrana, socialista, laica, e democratica.[67] L'India ha una forma di governo quasi-federale ed è dotata di un parlamento bicamerale plasmato sul modello parlamentare Westminster, con la classica tripartizione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario.

Il Presidente dell'India è il capo di Stato, con compiti di mera rappresentanza[68], eletto indirettamente da un collegio elettorale,[69] con un mandato di cinque anni.[70][71] Il potere esecutivo è esercitato dal Primo Ministro che è il capo del governo.[68] Il Primo Ministro è nominato dal Presidente e, per convenzione, è il candidato sostenuto dal partito o dall'alleanza politica che detiene la maggioranza dei seggi nella Camera bassa del Parlamento.[68] Il governo è composto dal Presidente, dal Vicepresidente, e dal Consiglio dei ministri guidato dal Primo Ministro. Qualsiasi ministro in possesso di un portafoglio deve essere membro di una delle due case del parlamento.

Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento bicamerale, che consiste in una camera alta chiamato Rajya Sabha (Consiglio degli Stati) e in una camera bassa chiamato Lok Sabha (Casa del Popolo).[72] Il Rajya Sabha è un organismo composto da 245 membri in carica sei anni.[73] La maggior parte sono eletti indirettamente dalle legislature degli stati e territori in proporzione alla loro popolazione.[73] I 543 membri dei 545 della Lok Sabha sono eletti direttamente dal voto popolare a rappresentanza dei singoli collegi elettorali e restano in carica cinque anni.[73] Gli altri due membri sono nominati dal Presidente della comunità anglo-indiana se, a suo parere, la comunità non sia adeguatamente rappresentata.[73]

Come in tutti i sistemi parlamentari, anche in quello indiano il potere esecutivo è subordinato al potere legislativo, con il Primo Ministro e il suo Consiglio direttamente responsabile, ma solo innanzi alla camera bassa del Parlamento.[74]

L'India ha tre livelli della magistratura, costituito dalla Corte suprema, presieduto dal Chief Justice of India, 21 membri dell'Alta Corte, e un gran numero di magistrati.[75] La Corte suprema ha giurisdizione su casi che riguardano diritti fondamentali e controversie tra gli Stati e il Centro, e casi di appello dell'Alta Corte.[76] È indipendente da ogni altro potere[75] e può sciogliere i governi statali, nonché di dichiarare incostituzionali leggi dei vari stati.[77] Il ruolo come ultimo interprete della Costituzione è una delle più importanti funzioni della Suprema Corte.[78]

Ordinamento scolastico[modifica | modifica sorgente]

Il tasso di alfabetizzazione in India è del 61% per la popolazione con più di 15 anni di età, con una punta del 73,4% fra gli uomini e del 47,8% fra le donne. Si stima che la spesa per l'educazione sia nell'ordine del 3,2% del PIL. Ci sono sostanzialmente quattro fasi della formazione scolastica in India, ossia primaria, primaria superiore, secondaria e secondaria superiore (o scuola superiore). Nel complesso il ciclo scolastico dura 12 anni, in seguito al "modello 10+2". Tuttavia vi sono notevoli differenze tra i vari Stati indiani in termini di modelli organizzativi all'interno di questi primi 10 anni di scolarizzazione. Il governo si è impegnato a garantire l'istruzione elementare universale (primaria e primaria superiore) con un'istruzione per tutti i bambini di età compresa tra 6-14 anni di età. Alla scuola primaria accedono i bambini di età tra i 6 e gli 11 anni, organizzati in classi dalla prima alla quinta. La scuola elementare superiore e secondaria è per gli alunni di età compresa tra i 11 e 15 anni, organizzati in classi dalla sesta alla decima, e la scuola secondaria superiore è per gli studenti di età tra 16 e 17 anni iscritti nelle classi tra l'undicesima e dodicesima. In alcune regioni c'è un concetto aggiuntivo, quello chiamato della scuola primaria medio/superiore per le classi tra la sesta e l'ottava. In tali casi le classi nona e decima sono classificate sotto la categoria di scuola superiore. Livelli più elevati del percorso formativo e scolastico in India offrono l'opportunità di specializzazione in un settore e comprendono le scuole tecniche (come Indian Institutes of Technology e Indian Institutes of Information Technology,Design & Manufacturing), e università.

Sistema sanitario[modifica | modifica sorgente]

L'All India Institute of Medical Sciences (AIIMS) di Delhi, fondato nel 1956, è considerato il miglior college di medicina e ospedale pubblico del paese.[79]

Secondo stime del 2008, la speranza di vita in India è di 61 anni, 59 per gli uomini e 63 per le donne. La mortalità infantile è di 78 ogni 1000 bambini nati. Si calcola che 5,1 milioni di persone (dati del 2001) convivano con l'AIDS, malattia che nel 2001 ha causato 301.000 decessi.

I servizi sanitari sono responsabilità dei singoli stati indiani. La costituzione delega agli stati "l'aumento del livello di nutrizione e del tenore di vita della propria popolazione e il miglioramento della salute pubblica in quanto tra i suoi doveri primari". Vi è inoltre una politica sanitaria nazionale, approvata dal Parlamento nel 1983.

Gli sforzi del governo centrale sono concentrati su piani quinquennali, su una pianificazione coordinata con gli Stati, e nel finanziamento dei principali programmi sanitari. La spesa sanitaria è congiuntamente condivisa dal governo centrale e dai governi dei singoli stati. A livello centrale la sanità è gestita dal Ministero della Salute e benessere familiare, che fornisce sia servizi amministrativi che tecnici, e gestisce l'istruzione medica.

Gli sforzi dei vari piani quinquennali si sono concentrati sul miglioramento dello stato di salute della popolazione rurale, su programmi di nutrizione e dell'aumento della fornitura di acqua potabile, sul controllo delle malattie trasmissibili, e sull'attenuazione degli squilibri regionali nella distribuzione delle risorse sanitarie.

Forze armate[modifica | modifica sorgente]

Carro armato dell'esercito indiano.

Nonostante le critiche e le sanzioni militari, l'India ha costantemente rifiutato di firmare il Trattato di bando complessivo dei test nucleari e il Trattato di non proliferazione nucleare, preferendo invece il mantenimento della propria sovranità sul programma nucleare. Le recenti aperture da parte del governo indiano hanno rafforzato le relazioni con Stati Uniti, Cina e Pakistan. In campo economico, l'India ha stretti rapporti con le altre nazioni in via di sviluppo di Sud America, Asia e Africa.

L'India mantiene la terza più grande forza militare del pianeta, la Bhāratīya Saśastra Sēnāēṃ è divisa tra Bhāratīya Thalsēnā (esercito), Bhāratīya Nāu Senā (marina militare), e Bhāratīya Vāyu Senā (aeronautica militare). Forze ausiliare quali le Forze Paramilitari indiane, la Guardia Costiera, e lo Strategic Forces Command sono altresì sotto la competenza militare. Il presidente dell'India è il comandante supremo delle forze armate indiane. L'India è diventata una potenza nucleare nel 1974 dopo lo svolgimento di un primo test nucleare (il cui successo fu annunciato con la frase in codice "Il Buddha sorride" perché avvenne il giorno dell'anniversario della nascita del Buddha).[80][81] Ulteriori test sotterranei sono stati svolti nel 1998, ed hanno portato a sanzioni internazionali, gradualmente ritirate dopo il settembre del 2000.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema politico dell'India.

Politica interna[modifica | modifica sorgente]

Il Secretariat Building, sede di alcuni dei più importanti ministeri del governo indiano.

L'India, a livello federale, è la più popolosa democrazia nel mondo,[82][83] una democrazia pluralista fondata sul multipartitismo.

La politica dell'India è dominata da trent'anni da due grandi partiti, sempre forti del 20%-30% dei voti ciascuno ma leggermente favoriti dal sistema elettorale uninominale:

Tuttavia, al fine di formare coalizioni di governo giocano un ruolo importante diversi altri partiti nazionali, da sinistra a destra (approssimativamente):

Un partito è riconosciuto nazionale dalla Commissione Elettorale dell'India (un organo costituzionale) quando rappresenta almeno quattro stati al parlamento federale (e spesso è al governo in almeno uno di questi).

Stati dell'India secondo il partito al governo (al 3 gennaio 2008).

Inoltre, vari partiti regionali hanno un ruolo anche a livello federale; i più importanti (spesso alleati del BJP) sono:

Per la maggior parte della sua storia democratica, il governo federale è stata guidato dall'INC. Dal 1950 al 1990, eccezion fatta per due brevi periodi, l'INC ha goduto della maggioranza parlamentare. L'INC venne escluso dal potere tra il 1977 e il 1980, quando il Janata Party vinse le elezioni a causa del malcontento pubblico in seguito all'"Emergency" dichiarata da parte dell'allora Primo ministro Indira Gandhi. Nel 1989, la coalizione Janata Dal e il National Front in alleanza con la coalizione del Left Front vinsero le elezioni, ma riuscirono a rimanere al potere solo per due anni.[84]

Gli anni 1996-1998 sono stati un periodo di turbolenze politiche, caratterizzati da alleanze di breve durata. I BJP formò un breve governo nel 1996, seguito dalla coalizione del Fronte Unito (United Front). Nel 1998, il BJP formò l'Alleanza Democratica Nazionale (National Democratic Alliance, NDA) con diversi partiti regionali e divenne il primo partito che non fosse stato il Congresso Nazionale Indiano a completare a pieno compimento il mandato di cinque anni.[85] Nel 2004 le elezioni indiane, vennero vinte dall'INC che guadagnò il maggior numero di seggi del Lok Sabha, formando un governo con una coalizione denominata Alleanza Progressista Unita (United Progressive Alliance, UPA), sostenuta da vari partiti di sinistra e da membri contrapposti al BJP.[86]

Politica estera[modifica | modifica sorgente]

Stretta di mano tra il Primo Ministro indiano Manmohan Singh e il Presidente americano George W. Bush nel marzo 2006.

Fin dalla sua indipendenza nel 1947, l'India ha mantenuto rapporti cordiali con la maggior parte delle nazioni del mondo. Ebbe un ruolo di primo piano negli anni '50, promuovendo l'indipendenza delle colonie europee in Africa e in Asia.[87] L'India è un membro fondatore del Movimento dei Paesi non allineati.[88] Dopo le guerre sino-indiane e la guerra indo-pakistana del 1965, l'India intensificò i rapporti con l'Unione Sovietica a scapito dei legami con gli Stati Uniti e tale situazione permase fino alla fine della Guerra Fredda. L'India ha combattuto tre guerre con il Pakistan, in primo luogo per via della regione contesa del Kashmir. Un'ulteriore guerra contro il Pakistan fu combattuta per la liberazione del Bangladesh nel 1971.[89]

L'India svolge un ruolo influente nell'ASEAN,[90] nel SAARC, e nel WTO.[91] L'India è un membro fondatore e sostenitore delle Nazioni Unite, con oltre 55.000 militari e poliziotti indiani che hanno servito in trentacinque operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite dispiegati in quattro continenti.[92]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Bombay-Stock-Exchange, la borsa valori principale del subcontinente.

Dopo l'indipendenza l'India ha adottato un sistema a economia mista, in cui accanto ai grandi gruppi privati come Tata (metalmeccanico) e Birla (cemento), alle piccole imprese artigianali e del commercio al dettaglio, vi erano molte imprese di proprietà pubblica e vi era un rigoroso controllo da parte del governo sulla partecipazione del settore privato, commercio estero e gli investimenti diretti all'estero.[93][94][95] Tuttavia, dal 1991, l'India ha progressivamente aperto i propri mercati attraverso le riforme economiche del governo e ha ridotto i controlli sul commercio estero e sugli investimenti.

Le riserve in valuta estera sono passate da 5,8 miliardi di dollari americani nel marzo 1991 a 308 miliardi il 4 luglio 2008,[96] mentre il deficit di bilancio statale e federale è andato progressivamente diminuendo.[97] La privatizzazione delle imprese di proprietà pubblica e l'apertura di alcuni settori privati alla partecipazione straniera ha animato il dibattito politico.[98] Con un tasso di crescita del PIL del 9,4% nel 2006-07, l'economia è tra quelle a più rapida crescita nel mondo.[99] Il PIL indiano nel 2012 in termini nominali è di 1.842 miliardi di $, il decimo a livello mondiale.[3] Se misurata in termini di parità del potere d'acquisto (PPP), l'India è la terza potenza con 4.716 miliardi di $. Il reddito pro capite (nominale) è di 1.501 $, mentre a parità di potere d'acquisto è di 3.843 $.

L'India possiede la seconda più grande forza lavoro del mondo, con 516,3 milioni di persone, il 60% dei quali sono impiegati nel settore agricolo e industrie connesse; 28% nei servizi e industrie connesse, e 12% nel settore industriale vero e proprio. Le principali colture agricole includono riso, frumento, semi oleosi, cotone, iuta, , canna da zucchero e patate.[100] Il settore agricolo rappresenta il 28% del PIL; servizio e settori industriali costituiscono il 54% e 18% rispettivamente. Le grandi industrie sono attive nel settore delle automobili, cemento, prodotti chimici, elettronica di consumo, trasformazione alimentare, macchinari, miniere, petrolio, prodotti farmaceutici, acciaio, mezzi di trasporto, e tessile. Di pari passo alla rapida crescita economica vi è la crescente domanda di energia. Secondo la Energy Information Administration, l'India è il sesto più grande consumatore di petrolio e il terzo più grande consumatore di carbone.[101]

La fiorente industria cinematografica di Bollywood.

Negli ultimi anni l'India è riuscita a capitalizzare l'istruzione in lingua inglese di molte persone, diventando un'importante meta di outsourcing per le società multinazionali e una popolare meta per il turismo medico. L'India è diventata anche grande esportatrice di software e finanza, ricerca e servizi tecnologici. Le sue risorse naturali comprendono seminativi, bauxite, cromite, carbone, diamanti, minerali di ferro, calcare, manganese, mica, gas naturale, petrolio, titanio.

Nel 2007 le esportazioni erano stimate in 140 miliardi di $ e le importazioni erano pari a 224,9 miliardi di $. Tessuti, gioielli, prodotti dell'ingegneria e software erano le principali voci dell'esportazione; mentre il petrolio greggio, macchinari, concimi, prodotti chimici lo erano fra le importazioni. I più importanti partner commerciali dell'India sono Stati Uniti, l'Unione Europea e la Cina.

Disuguaglianze sociali e problemi alimentari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bambini di strada in India e Questioni socio-economiche in India.

Anche se l'economia indiana è cresciuta costantemente nel corso degli ultimi due decenni, la sua crescita è stata irregolare e diseguale fra i diversi gruppi sociali, gruppi economici, regioni geografiche, e tra zone rurali e zone urbane.[102]

La disparità di reddito in India è relativamente piccola (coefficiente di Gini: 36,8 nel 2004), anche se è aumentata ultimamente. Ma la distribuzione della ricchezza è maggiore, con il 10% della popolazione che possiede il 33% della ricchezza. Malgrado i significativi progressi economici, un quarto della popolazione della nazione si trova sotto la soglia di povertà individuata dal governo in 0,40 $ al giorno. Nel 2004-2005, il 27,5% della popolazione viveva sotto tale soglia.

La percentuale di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà internazionale di 1,25 dollari al giorno è comunque diminuita dal 60% nel 1981, al 42% nel 2005.[103] L'85,7% della popolazione viveva con meno di 2,50 $ (PPP) al giorno nel 2005, rispetto al 80,5% dell'Africa sub-sahariana.[104]

In tutte le statistiche FAO non c'è nessun dato che faccia presumere che a questa massa di popolazione, specialmente quella sotto la soglia di povertà, corrisponda un analogo problema dal punto di vista dell'approvvigionamento alimentare. Ciononostante da parte di alcuni studiosi, in convegni dedicati allo specifico tema, si è avanzata l'ipotesi che i dati ufficiali siano reticenti e nascondano una realtà molto più grave di quanto asserito dal governo e comunicato alla FAO.[105]

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Targhe automobilistiche indiane.

Il settore dei trasporti costituisce una parte importante dell'economia nazionale. Nel 2005, oltre il 40% delle famiglie indiane disponeva di una bicicletta di proprietà, con percentuali che oscillavano dal 30% al 70% a livello dei singoli stati.[106] Circa il 10% delle famiglie possedeva una moto.[106] Le autovetture di proprietà sono a disposizione di pochi, pari a circa 0,7% dei nuclei familiari nel 2007, in crescita comunque rispetto allo 0,5% nel 2000.[107]

In generale il trasporto pubblico soffre di tecnologia obsoleta, incapacità di gestione, e bassa produttività del lavoro. Nonostante ciò l'India dispone della rete ferroviaria della Indian Railways, la più estesa del mondo e la quarta in termini di utilizzo.[108] Copre una superficie di 63.140 km[109], con 6 miliardi di passeggeri all'anno e 350 milioni di tonnellate di merci trasportate.[109] La crescita del commercio internazionale è supportata dalla rete dei porti.[110]

La domanda di infrastrutture di trasporto e dei servizi correlati ha tassi di crescita di circa il 10 per cento all'anno.[108]

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

L'India, che si trova all'interno dell'ecozona indomalese, presenta un'accentuata biodiversità. Questa caratteristica fa sì che il subcontinente indiano sia considerato uno dei diciassette paesi megadiversi (i paesi con la più elevata biodiversità), ed è patria del 7,6% di tutti i mammiferi del pianeta, il 12,6% di tutti gli uccelli, il 6,2% di tutti i rettili, del 4,4% di tutti gli anfibi, del 11,7% di tutti i pesci, e del 6.0% di tutte le specie di fiori.[111] Molte ecoregioni, come le foreste shola (foreste sempreverdi d'alta quota caratteristiche dell'India meridionale), presentano tassi estremamente elevati di endemicità; globalmente il 33% delle specie di piante dell'India sono endemiche.[112][113] La copertura forestale indiana è fortemente variegata e va dalla foresta pluviale tropicale delle isole Andamane, dei Ghati Occidentali e della regione Nord orientale del paese, alle conifere dell'Himalaya. Fra questi due estremi trovano spazio le foreste decidue delle regioni umide dell'India orientale, le foreste delle regioni più secche in cui domina il tek (India centrale e meridionale), le foreste del Deccan centrale e della pianura gangetica occidentale in cui domina l'Acacia nilotica.[114] All'interno della flora indiana merita ulteriore menzione la pianta medicinale del neem (Azadirachta indica), ampiamente utilizzato nelle zone rurali del paese nei rimedi erboristici.

Molte delle specie sono lontane discendenti delle specie anticamente presenti nel continente preistorico del Gondwana, cui apparteneva originariamente l'India. Il movimento successivo del subcontinente indiano che portò alla collisione contro la Laurasia interruppe lo scambio con queste specie che rimasero isolate, ma gli sconvolgimenti naturali, come il vulcanismo, e i cambiamenti climatici, 20 milioni di anni fa causarono l'estinzione di molte specie endemiche indiane.[115] Molti mammiferi di origine asiatica penetrarono nel subcontinente attraverso l'Himalaya.[114] In conseguenza, tra le svariate specie animali presenti in India, solo il 12,6% dei mammiferi e il 4,5% degli uccelli sono endemiche, contro il 45,8% dei rettili e il 55,8% degli anfibi.[111] Alcuni importanti esempi di endemismo sono il Trachypithecus johnii (una scimmia) e il Bufo beddomii (un rospo) dei Ghati Occidentali.

In India sono segnalate 172 (il 2,9%), della specie minacciate designate dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.[116] Queste includono il Leone asiatico, la tigre del Bengala, e il grifone del Bengala.

Negli ultimi decenni[quando?] la pressione demografica ha posto una minaccia ulteriore alla fauna selvatica; in risposta, il sistema dei parchi nazionali e delle aree protette è stato notevolmente ampliato. Nel 1972 veniva emanata una legge sulla protezione della fauna selvatica[117] e il Progetto Tigre per la salvaguardia dell'habitat di questo animale; inoltre, una legge sulla conservazione delle foreste venne promulgata nel 1980.[118] Insieme a più di cinquecento santuari della fauna selvatica, l'India ospita tredici riserve della biosfera, quattro delle quali fanno parte della Rete mondiale di riserve della biosfera.[119] Venticinque zone umide sono registrate ai sensi della Convenzione di Ramsar.[120]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cultura dell'India.
Il Taj Mahal ad Agra.

In campo culturale l'India è contrassegnata da un elevato grado di sincretismo[121] e pluralismo culturale.[122] Il subcontinente è riuscito a preservare le proprie antiche tradizioni, assorbendo nel frattempo nuovi costumi, tradizioni e idee portati da popoli invasori e immigrati, diffondendo la propria influenza culturale verso altre parti dell'Asia.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

L'architettura rappresenta la diversità della cultura indiana. Molti monumenti di rilievo, come ad esempio il Taj Mahal, o altri esempi di architettura dell'epoca Moghul o dell'India meridionale, si compongono di una miscela che assomma le antiche tradizioni locali e idee provenienti da diverse parti del paese e dall'estero. L'architettura vernacolare mostra al pari notevoli varianti regionali.

Letterature indiane[modifica | modifica sorgente]

L'India è un vero arcipelago di lingue e dialetti, alcuni dei quali hanno espresso letterature fiorenti e di assoluto valore artistico. Accanto alle lingue indiane principali (hindi, urdu, tamil, maratha ecc.) autori indiani, spesso bi o tri-lingui, hanno scritto sin dal medioevo in persiano; a partire dal XX secolo, è emersa pure una sempre più consistente letteratura indiana in lingua inglese. Per questo è fuorviante, e storicamente errato, parlare di "letteratura indiana" al singolare.

Le prime opere di letteratura indiana - strettamente legate alla cultura religiosa - sono state trasmesse per via orale e solo in epoca più tarda messe per iscritto. Si tratta di opere letterarie in lingua sanscrita come i Veda, le opere epiche del Mahabharata del Ramayana e dei Purana, che hanno il rango di Sacre Scritture; a queste si aggiunge poi il dramma, la poesia, il teatro e, soprattutto, una ricchissima trattatistica religiosa e filosofica alimentata dalle diverse scuole e dottrine in seno all'Induismo e al Buddismo, ma anche all'Islamismo, al Jainismo e alle altre fedi presenti nel subcontinente. Questa ampia letteratura filosofica e religiosa, che continua nel medioevo con i grandi maestri (Gaudapada, Shankara, Ramanuja e le loro scuole ecc.), ha conosciuto un crescente successo anche in Occidente a partire dagli studi degli orientalisti dell800 e, più di recente[quando?], in virtù di mode e tendenze culturali che guardano all'India come al serbatoio inesauribile di ogni saggezza.

Nel medioevo, a seguito della lunga dominazione musulmana (Sultanato di Delhi XIII-XV sec., quindi Impero dei Moghul) protrattasi fino a metà '800, la letteratura colta si espresse soprattutto in lingua urdu e in persiano, le lingue dell'intellighenzia musulmana che gravitava intorno alle corti. Esemplare è la figura di Amir Khusraw di Delhi (m. 1301), plurilingue prolifico autore di mathnawi (poemi di tono romanzesco o epico) che appartengono sia ai capolavori della letteratura persiana che a quelli della letteratura in lingue indiane. La letteratura religiosa medievale è quantomai varia. Oltre alla trattatistica su menzionata, si può citare la ricca tradizione poetica di ispirazione religiosa opera di santi induisti. Si va dagli Inni degli Alvar, dodici leggendari poeti-santi dei secoli VI-IX che vagavano di tempio in tempio nell'India meridionale e scrissero in lingua tamil, ai c.d. "Sant", poeti mistici dei secoli XIII-XVII che, scrivendo in lingua hindi o maratha, rielaborarono in chiave di eros mistico il patrimonio delle dottrine tradizionali. Si presentano inoltre interessanti casi di sincretismo religioso come ad esempio il Canzoniere del mistico Kabir di Benares vissuto nel XV sec., o il poema in lingua avadhi Padmavat definito "un immenso affresco... della luminosa civiltà hindu-musulmana" (G. Milanetti), opera di M.M. Jayasi della prima metà del XVI sec. - due autori che, superando le barriere etnico-religiose e linguistiche, anticipano il clima di "ecumenica tolleranza" religiosa dell'imperatore moghul Akbar (1542-1605) e si impongono all'ammirazione di tutti gli indiani sino ad oggi[quando?]. La letteratura in lingua hindi è gradualmente cresciuta nel subcontinente, soprattutto a partire dal periodo coloniale britannico e si è imposta definitivamente con la decolonizzazione dopo che l'urdu era divenuto la lingua ufficiale del Pakistan. Accanto ad essa ha continuato a svilupparsi la letteratura in lingua persiana, raggiungendo soprattutto in poesia con il grande Bidel (o Bedil, m. a Delhi 1721), notissimo anche in Asia Centrale, e con Ghalib (m. a Delhi 1869), poeta bilingue che apre la grande stagione moderna della lirica nella letteratura urdu, risultati estetici unanimemente ammirati.

Tra gli scrittori indiani moderni (attivi sia in lingue indiane, che in inglese) universalmente noto è Rabindranath Tagore, autore di poesie romanzi saggi e racconti, che vinse il Premio Nobel nel 1913; da ricordare anche Muhammad Iqbal (m. 1939), scrittore e riformista religioso, che scrisse poesia in urdu e in persiano, raggiungendo nelle rispettive letterature vertici di assoluto rilievo. A partire dal secondo dopoguerra sono emersi numerosi autori che esprimono l'incontro/scontro dell'India arcaica con la modernizzazione, come ad esempio il longevo R.K. Narayan (1906-2001) e la letterata, linguista, sociologa e scrittrice in lingua marathi Durga N. Bhagvat (1910 - 2002); a partire dagli anni ottanta hanno riscosso fama mondiale alcuni narratori di espressione inglese e di origini indiane come Anita Desai, H. Kureishi, Wikram Seth, Arundhati Roy e soprattutto Salman Rushdie e V.S. Naipaul (Premio Nobel 2001), perlopiù residenti in Occidente, che insieme hanno costruito quello che oggi[quando?] è definita "letteratura anglo-indiana", il ramo più consistente della letteratura post coloniale di area inglese.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Il teatro in India spesso incorpora elementi musicali e di danza, con dialoghi sia improvvisati che scritti. Spesso trova le sue basi nella mitologia induista, ma anche da romanzi medievali, e da notizie di interesse sociale ed eventi politici. Il teatro indiano comprende: bhavai dello Stato del Gujarat, jatra del Bengala Occidentale, nautanki e ramlila dell'India settentrionale, tamasha del Maharashtra, terukkuttu del Tamil Nadu, e yakshagana del Karnataka.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Shilpa Shetty, una famosa attrice del cinema di Bollywood.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cinema indiano.

L'industria cinematografica indiana è la più grande al mondo.[123] Bollywood, con sede nella città di Mumbay, possiede la più prolifica industria cinematografica del pianeta: secondo il Central Board of Film Certification of India - l'ufficio che si occupa di visionare e approvare i film - solo nel 2003 sono stati prodotti 877 film e 1177 cortometraggi.[124] Gran parte della produzione corrisponde al cinema regionale nelle varie lingue ufficiali dell'India. Tra il cinema regionale si evidenzia quello in lingua tamil prodotto a Chennai. Tuttavia, il cinema regionale ha scarsa rilevanza in tutto il paese, e i grandi successi sono generalmente filmati in lingua hindi, che costituisce un quinto della produzione totale.

Il 73% dei biglietti in Asia e zona del Pacifico è venduto in India, e sempre il Central Board of Film Certification of India dichiara che ogni tre mesi un miliardo di persone - cioè l'intera popolazione indiana - si reca al cinema.[125]

Musiche e danze[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musica classica indiana.

La musica indiana è un'altra componente culturale che copre una vasta gamma di tradizioni e stili regionali. La musica classica in gran parte comprende i due generi: al Nord la musica industani, al Sud la musica carnatica e le loro varie forma di musica folk regionale. Le forme regionali di musica popolare comprendono il filmi e la musica folk (di cui una forma nota è il baul).

Anche la danza indiana ha altresì esempi di forma folk e classica. Tra le principali danze folcloristiche vi è il bhangra del Punjab, bihu dell'Assam, chhau del Bengala Occidentale, Jharkhand e Orissa, e il ghoomar del Rajasthan. Otto forme di danza, con molte elementi narrativi e mitologici hanno ottenuto lo status di danza classica dal Sangeet Natak Akademi (l'Accademia Nazionale di Musica, Danza e Teatro), e alcune di queste sono: bharatanatyam dello Stato del Tamil Nadu, kathak in Uttar Pradesh, kathakali e mohiniyattam nel Kerala, kuchipudi dell'Andhra Pradesh.[126]

Sport[modifica | modifica sorgente]

In India lo sport è praticato soprattutto dalle classi ricche e dagli alti ceti della popolazione. Sono soprattutto sport di origine anglosassone i più praticati come il Cricket (ritenuto da molti sport nazionale), l'Hockey su prato, il Polo ed il Tennis. Di recente crescita anche il Rugby, mentre è scarsamente seguito il Calcio.

Risultati sportivi internazionali[modifica | modifica sorgente]

Una partita della Indian Premier League di Cricket (Madras-Calcutta) al M.A. Chidambaram Cricket Stadium.

L'India ha vinto il Campionato del Mondo di cricket nel 1983, in Inghilterra, sconfiggendo in finale la nazionale delle Indie Occidentali Britanniche. Si è piazzata seconda nell'edizione del 2003, in Sudafrica, dietro l'Australia. L'India ha anche ospitato i Campionati del Mondo di cricket nel 1987 (insieme al Pakistan) e nel 1996 (insieme a Pakistan e Sri Lanka). India, Sri Lanka e Bangladesh hanno ospitato, inoltre, l'edizione del 2011 India è stata campione del mondo sconfiggendo Sri Lanka alle finali. In campo femminile, la Nazionale indiana è giunta seconda ai Mondiali di Sudafrica 2005, dietro l'Australia. L'India ha anche ospitato i mondiali femminili nel 1977 e nel 1997. Nel 2011 ha conquistato la sua seconda Coppa del Mondo di Cricket sconfiggendo lo Sri Lanka.

L'India ha anche vinto il Campionato del Mondo di Hockey su prato nel 1975, in Malesia, battendo nella finale di Kuala Lumpur il Pakistan. È giunta seconda nell'edizione del 1973, in Olanda, dietro i padroni di casa, e terza nella prima edizione del torneo, Spagna 1971, dietro a Pakistan e Spagna. L'India ha anche ospitato l'edizione del 1982 in cui vinse il Pakistan, ed ha ospitato i mondiali del 2010.

Nella storia delle Olimpiadi, l'India detiene il record di medaglie d'oro nell'Hockey su prato maschile, vincendo 8 tornei: Amsterdam 1928, Los Angeles 1932, Berlino 1936, Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956, Tōkyō 1964 e Mosca 1980. È arrivata seconda a Roma 1960 dietro al Pakistan, e terza nelle edizioni di Città del Messico 1968 e Monaco di Baviera 1972.

Nella storia del wrestling, l'India ha Ranjin Singh e The Great Khali nella più grande federazione americana (WWE), ancora in attività e ex World Heavyweight Champion (Campione del mondo dei pesi massimi).

L'India può vantare numerosi tennisti specializzati soprattutto nel doppio, come Leander Paes (vincitore di tredici Slam tra doppio e doppio misto e della medaglia di Bronzo nel singolare alle Olimpiadi di Atlanta 1996), Mahesh Bhupathi (vincitore di dodici Slam tra doppio e doppio misto ed ex numero 1 al mondo di doppio proprio con Paes), Rohan Bopanna (attuale compagno di Bhupathi) e Sania Mirza (vincitrice insieme a Bhupathi dell'Australian Open 2009 e del Roland Garros 2012. Altro tennista degno di nota è Yuki Bhambri (classe 1992), capace di raggiungere la vetta della classifica mondiale giovanile vincendo l'Australian Open 2009 di categoria. Va inoltre ricordata la medaglia d'argento conquistata ai Giochi olimpici giovanili estivi 2010.

Nel mondo della Formula 1 l'India è tra le nazioni più influenti. È rappresentata da una scuderia, la Force India, e da un pilota, Narain Karthikeyan. Dal 2011 si corre annualmente il Gran Premio d'India sul Buddh International Circuit di Greater Noida, a 50 km da Delhi. Il vincitore della prima edizione fu il tedesco Sebastian Vettel.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina indiana.

La cucina indiana è caratterizzata da una grande varietà di stili regionali e sofisticati, con uso di erbe e spezie, ad esempio il garam masala. I prodotti alimentari di base sono il riso (in particolare nel sud e nell'est) e il frumento (soprattutto nel nord).[127] Tra le spezie originarie del subcontinente indiano ed ora consumate in tutto il mondo si segnala il pepe nero.

Un esempio di dolce tipico a base di yogurt è lo shrikhand.

Moda[modifica | modifica sorgente]

Gli abiti tradizionali indiani variano nelle diverse regioni per colori e stili, e sono influenzati da vari fattori, tra cui il clima. Tra gli abiti popolari si includono il sari per le donne e il dhoti per gli uomini; tra gli abiti cuciti vi è il salwar kameez per le donne e il kurta-pyjama per gli uomini, oltre naturalmente agli abiti di origine occidentale.

Festività[modifica | modifica sorgente]

Molte delle feste indiane sono di origine religiosa, anche se molte sono celebrate a prescindere dalla casta e dal credo. Tra le principali vi sono Diwali, Thai Pongal, Holi, Onam, Vijayadasami, Durga Puja, Eid ul-Fitr, Bakr-Id, Natale, Buddha Jayanti e Vaisakhi.[128] L'India ha tre festività nazionali. Altre festività, che variano tra le nove e le dodici, sono ufficialmente osservate nei singoli Stati. Le pratiche religiose sono parte integrante della vita quotidiana.

Note[modifica | modifica sorgente]

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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Bibliografia in italiano[modifica | modifica sorgente]

Letteratura
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  • V. Chandra, Giochi Sacri, narrativa gialla mafia e altro, Milano 200

Bibliografia in inglese[modifica | modifica sorgente]

Storia
Geografia
Flora e fauna
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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Capo Verde 134º posto Ghana