Maiori

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Maiori
comune
Maiori – Stemma
Maiori – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Antonio Della Pietra (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 40°38′55″N 14°38′20″E / 40.648611°N 14.638889°E40.648611; 14.638889 (Maiori)Coordinate: 40°38′55″N 14°38′20″E / 40.648611°N 14.638889°E40.648611; 14.638889 (Maiori)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 16,67 km²
Abitanti 5 626[1] (31-12-2010)
Densità 337,49 ab./km²
Frazioni Erchie, Ponteprimario, San Pietro, Santa Maria delle Grazie, Vecite
Comuni confinanti Cava de' Tirreni, Cetara, Minori, Ravello, Tramonti, Vietri sul Mare
Altre informazioni
Cod. postale 84010
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065066
Cod. catastale E839
Targa SA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 977 GG[2]
Nome abitanti maioresi
Patrono santa Maria a Mare
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Maiori
Posizione del comune di Maiori all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Maiori all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale
« Non ho veduto luoghi più graziosi. Il primo che si incontra è Maiori.. Le strade ed i sentieri solitari e tranquilli si addentrano nei monti dai quali scaturiscono acque limpide e fresche. Tanta solitudine romantica ricrea l'animo e fa nascere il desiderio di vivere colà tranquilli, o almeno di trascorrervi un'estate »
(Ferdinand Gregorovius)

Maiori (Majùrë in campano[3]) è un comune italiano di 5.626 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

L'Unesco ha dichiarato dal 1997 Maiori, assieme alla Costiera amalfitana, Patrimonio dell'Umanità.

Le origini della città risalgono al periodo degli etruschi. Dal secondo dopoguerra Maiori ha registrato una notevole espansione urbanistica e vanta uno dei migliori tenori di vita della Campania. La cittadina è principalmente una località turistica e può contare – oltre ad una vista mirabile – anche sulla spiaggia più lunga di questo tratto di costa della penisola amalfitana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato sul Golfo di Salerno, a metà strada tra Amalfi e Salerno, Maiori è un piccolo e caratteristico centro situato sulla Costiera amalfitana, all'imbocco della valle di Tramonti. Gode di un clima piacevole, con poche precipitazioni. Comprende la frazione di Erchie, piccolo e suggestivo borgo marinaro situato a 8,5 km verso Salerno.

Panorama di Maiori dalla spiaggia

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La stazione meteorologica più vicina è quella di Ravello. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,3 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,4 °C. Ma con l'aumentare della temperatura a luglio può raggiungere e superare i +40 °C[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ad oggi non si sa con certezza chi siano stati i veri fondatori di Maiori. Esistono le ipotesi più varie. Ci sono teorie che attribuiscono la fondazione della cittadina ai greci, agli etruschi, ai picentini, ai romani e finanche al principe dei longobardi Sicardo.

Il nome originario di Maiori era Rheginna Maior per distinguerlo dalla vicina cittadina Rheginna Minor (l'attuale Minori).

Inizialmente tutte le cittadine della costa vennero edificate dai conquistatori che si susseguivano, come per esempio gli etruschi ed i romani. Nel periodo della caduta dell'Impero romano d'Occidente vi furono altri insediamenti.

Intorno all'830 i luoghi della costa furono riuniti in una "Confederazione degli Stati Amalfitani". Fecero parte della Repubblica marinara di Amalfi le città tra Lettere e Tramonti e tra Cetara e Positano (come anche Capri). I loro abitanti, in maniera collettiva, vennero chiamati "Amalfitani". Ogni città in quel periodo mantenne il proprio nome e la propria autonomia amministrativa, svolgendo un ruolo specifico nella Confederazione.

Dopo l'anno mille Maiori (assieme ad Amalfi) passò a fare parte del Principato di Salerno e ne seguì le vicende storiche.

Nel 1343 una mareggiata distrusse gran parte del litorale di tutta la Costiera, che – tra l'altro – viene anche menzionata in una lettera di Francesco Petrarca al Cardinale Giovanni Colonna.

Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

I Sindaci DELLA CITTA’ DI MAIORI DAL 1861:

  • Beniamino Cimini 1861 – 1870;
  • Francesco Conforti fu Giuseppe 1870 – 1878;
  • Gaetano Cimini 1879 – 1886;
  • Gaetano d’Amato 1887 – 1893;
  • Pietro Pisacane 1894 – 1898;
  • Leopoldo Conforti 1898 – 1901;
  • Francesco Paolo d’Amato 1902;
  • Andrea d’Amato 1902 – 1905;
  • Angelantonio Confalone 1905;
  • Ernesto d’Amato 1906 – 1909;
  • Gaetano Cimini 1909 – 1912;
  • Salvatore d’Amato 1923 – 1926;
  • Salvatore d’Amato (Podestà) 1926 - 1932;
  • Carlo d’Amato (Podestà) 1932 – 1940;
  • Domenico Del Pizzo (Podestà) 1940;
  • Carlo d’Amato (Podestà) 1940 – 1943;
  • Salvatore Confalone 1944 – 1957;
  • Franco Ulderico Forcellino 1957 - 1960;
  • Gaetano Vitagliano 1960 – 1965;
  • Gaetano Vitagliano 1966 – 1968;
  • Giuseppe Della Pietra 1970 – 1972;
  • Gennaro Capone 1972 – 1975;
  • Giuseppe Della Pietra 1975 – 1978;
  • Francesco Di Martino 1978 - 1979;
  • Martino Apicella 1979 – 1980;
  • Mario Civale 1980;
  • Antonio Amatruda 1980 – 1982;
  • Martino Apicella 1982 - 1984;
  • Giuseppe Della Pietra 1984 – 1989;
  • Andrea Savastano 1989 - 1992;
  • Salvatore Della Pace 1992 – 1994;
  • Salvatore Della Pace 1994 - 1998;
  • Mario Civale 1998 – 1999;
  • Stefano Della Pietra 1999 – 2004;
  • Francesco Amato 2004 – 2005;
  • Stefano Della Pietra 2005 – 2010;
  • Antonio Della Pietra 2010 – in carica

Alcuni eventi storici[modifica | modifica wikitesto]

Corso Regina

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Maiori ha molti monumenti di interesse storico e artistico: tra essi il Palazzo Mezzacapo, la Collegiata di S.Maria a Mare, il Castello di S. Nicola de Thoro-Plano, il Complesso monastico di S.Maria Olearia.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Collegiata vista dal basso

Collegiata di Santa Maria a Mare[modifica | modifica wikitesto]

Collegiata di Santa Maria a Mare: si trova sul monte Torina e prende il suo nome dalla Statua che nel 1204 venne trovata sulla spiaggia di Maiori. La chiesa che originariamente era dedicata a S. Michele Arcangelo è di origine antichissima e fu oggetto di vari interventi di restauro e di ampliamento, in particolare negli anni 1529, 1748 e 1836. Nel 1505 riceve il titolo di Insigne Collegiata da parte del Papa Giulio II. Soppressa la prepositura da Benedetto XIII nel 1727, viene successivamente ripristinata con la bolla Romanus Pontifex di Papa Benedetto XIV del 2 aprile 1742, esecutoriata dalla Regia Corte il 18 maggio successivo. Il regio assenso prestato da Ferdinando IV di Borbone il 6 febbraio 1789 agli Statuti dell'Insigne Collegiata, attribuiva all'Università dei Cittadini il diritto di patronato e nomina delle principali dignità capitolari (Prevosto e Primicerio). Il soffitto a cassettoni, commissionato dalle famiglie Mezzacapo, Lanario e De Ponte, che copre la volta della navata centrale è stato eseguito nel 1529 dal pittore napoletano Alessandro de Fulco ed è una delle poche parti antiche che sono rimaste invariate. La sagrestia monumentale è stata edificata nel 1866 sul luogo ove un tempo sorgeva il palazzo prepositurale donato dalla Città al Prevosto pro tempore nel 1507. Nella cripta, il cui altare conserva le spoglie di San Clemente, martire Romano (giunte a Maiori nel 1785 grazie all'interessamento di monsignor Nicola Molinari, vescovo di Ravello e Scala) è allestito il museo d'arte sacra "Don Clemente Confalone". Il monumentale organo plurifonico della chiesa fu costruito da Zeno Fedeli di Foligno e collaudato dal maestro D. Lorenzo Perosi.

  • La chiesa di Santa Maria del Carmine si trova accanto alla Collegiata di Santa Maria a Mare.
  • Chiesa di San Giacomo
Immagine Santa Maria a Mare
  • La chiesa di San Rocco, che corrisponde all'antica Chiesa di San Sebastiano, si trova nella piazza Raffaele Amato. La Chiesa di S. Sebastiano fu distrutta durante le incursioni dei Pisani, successivamente ricostruita e quindi dedicata a San Rocco, il patrono delle pestilenze.
  • Chiesa e Convento del Santo Rosario: eretta e donata nel 1662 dal maiorese Leonardo Russo, fu chiusa a causa del terremoto 1980. Nota anche con il nome di chiesa di San Domenico.
  • Santuario di Santa Maria delle Grazie: è stato distrutto dall'alluvione nel 1910 e successivamente ricostruito. Di particolare interesse sono il dipinto "La Visitazione" del XIV secolo e la fonte battesimale del XIII secolo. Anche il campanile e la facciata del secolo XVII sono degni di nota.
  • La chiesa di San Martino si trova nella frazione Vecite. La sua struttura è di matrice romanica ed è trinavata, con colonne inglobate nei pilastri dopo i rifacimenti barocchi.
  • La chiesa di San Pietro in Posula si trova nella omonima frazione. Secondo Filippo Cerasuoli fu visitata dalla Regina di Napoli Giovanna II d'Angiò, durante il suo soggiorno in Maiori, ospite nel palazzo del nobiluomo Dario Carroccio al servizio del Boss Gaetano Civale
  • La chiesa di Santa Maria del Principio si trova nella frazione Ponteprimario. La prima edificazione della Chiesa risale al VII secolo, ma è stata ricostruita varie volte. Al suo interno si conserva una statua lignea della Madonna, opera di un pastore del XIII secolo. La statua andò perduta e fu poi miracolosamente rinvenuta da un contadino del luogo.
  • La chiesa di Santa Maria Assunta, ex Abbazia benedettina, si trova nella frazione Erchie. Nel suo interno si venera la Beata Vergine Maria Assunta in Cielo (14/08). Da notare la cornice del portale in tufo, le colonne originali del battistero, il capitello posto sopra il crocifisso e le due colonne originali dell'altare oltre all'altare stesso.
  • Complesso monastico di Santa Maria Olearia: questa abbazia è stata fondata nel 973 da monaci benedettini che in quel luogo ebbero un frantoio per la produzione di olio. Da ciò proviene anche il nome di "S. Maria Olearia". Al primo sguardo è difficile notare l'abbazia, perché è stata integrata in maniera molto armonica nel paesaggio. Santa Maria de Olearia è un antico insediamento rupestre risalente al X secolo interamente ricavato nella roccia, progressivamente ampliato fino a diventare un Monastero. Strutturato in tre cappelle sovrapposte al livello più basso troviamo la più antica, nota come "Cappella delle catacombe" o "Cripta". Sul muro orientale dell'anticamera della Cripta si trovano gli affreschi meglio conservati di tutto il complesso: la "Vergine coi Santi". A destra della Vergine un santo barbuto indossa una tunica bianca, con clavi rossi ed un mantello giallo; alla sinistra un santo in armi. Proseguendo nella Cripta si trovano tre figure con aureola, le cui teste sono state rimosse. Si presuppone le immagini fossero di Cristo con ai lati S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista. L'abside centrale della cripta presenta un Cristo, in piedi, vestito di una tunica bianca con un mantello d'oro con ai lati due arcangeli bizantini. Una rampa di scale conduce alla Cappella Principale. La Cappella Principale è costituita da un ambiente a volta a croce e spazi secondari con volta a botte. La volta a croce presenta una cornice centrale in cui, probabilmente, vi era una immagine di Cristo. Sono raffigurate nella Cappella: "L'Annunciazione", "La Visitazione", "L'adorazione dei Re Magi", "Il primo bagnetto di Gesù, con due levatrici" ed altre scene della vita di Cristo che si concludono con la Crocifissione. Dalla terrazza antistante la Cappella Principale si arriva alla Cappella di San Nicola. All'esterno di essa, sulla facciata che dà sul cortile principale, si può ammirare un medaglione con "La Mano di Dio" e verso il medaglione, due figure di "Angeli Osannati". Nell'abside della Cappella l'immagine della "Vergine Maria col Bambino", alla cui destra c'è "San Paolino" e a sinistra "San Nicola", ambedue identificati per una iscrizione. Entrambe le figure sono in abiti vescovili e portano un libro. Sull'arco dell'abside "San Giovanni Evangelista" e "San Giovanni Battista". Tra gli affreschi presenti: "Storia di mare" in cui S. Nicola salva tre uomini da una esecuzione; "San Nicola appare a Costantino" e "San Nicola appare ad Abalabio". Sia gli affreschi della Cappella principale sia quelli della Cappella di S. Nicola sono databili nell'XI secolo.
  • Convento di Santa Maria della Pietà e la chiesa delle Clarisse: la casa del Convento di Santa Maria della Pietà ebbe inizio in data 27 settembre 1515. In questa data il dottor Luca Staibano inserisce nel suo testamento il trasferimento di un casamento con giardino al Comune di Maiori che determinava che venisse fondato un monastero di monache clarisse. Circa quattro anni più tardi furono iniziati i lavori che terminarono attorno al 1530. Venne quindi fondato il Monasterium S. Luca seu Pitatis Ordini S. Francisci Obsrvantiae della Pietà. Donzelle nobili potettero entrare nel convento e nel 1661 il numero di esse era già salito a quindici. Tra di esse si possono trovare i nomi delle famiglie più note: de Ponte, Aurisicchio, Confalone. Nella piccola chiesa, ricca di opere artistiche, appartenente al convento sono, tra l'altro, presenti opere di Girolamo Cenatiempo e Nicola Vaccaro. A causa della soppressione dei patrimoni ecclesiastici nel 1866 il complesso passò allo Stato e poi al Comune di Maiori. In data 1º settembre 1932 il complesso passò alle Suore di Pompei.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Mezzacapo
La Torre dei Normanni
  • Il Palazzo Mezzacapo oggi è la sede degli uffici del comune e si trova al centro del Corso Reginna, la via "centrale" di Maiori. Esso è testimone del fiorente passato della città, perché un tempo era la residenza del Marchese Mezzacapo. Si accede al palazzo attraversando una porta in legno intagliata. Quando ci si trova nel cortile interno si vedono due scale marmoree che a destra e sinistra portano ai piani superiori del palazzo che è composto da numerosi vani, il più importante dei quali è la odierna sala consiliare di riunione con un ampio soffitto a volta. Il palazzo è stato costruito nella prima metà del XIX secolo ed è stato ristrutturato completamente dalla famiglia Mezzacapo. Durante una recente ristrutturazione i restauratori hanno rilevato che uno degli affreschi potrebbe essere stato eseguito da Ludwig Richter. Accanto al palazzo si trovano i giardini Mezzacapo la cui disposizione forma una Croce di Malta.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello di San Nicola
  • Castello di San Nicola de Thoro-Plano: il castello include una superficie di circa 7500 m². Citazione dal libro di Filippo Cerasuoli, 1865: ".. Ed un vasto castello da rifugio, pegli estremi casi di espugnazione del baluardo, venne costruito sulla prominenza della Posula, fralle contrade Accola e Carpineto, dirimpetto in distanza diritta un terzo miglio ai descritti fortilizii S. Angelo e S. Sebastiano; formato da un circuito di mura, che distendeasi, come vedesi tuttora, per 270 passi geometrici, o pressoché 550 metri linari, in una figura indefinibile, or più or. Meno a pendio, con nove torri semicircolari, a varie distanze, munito similmente di merli, feritoie, spladi e contrafforti; pieno di caserme, e di casolari ancora, capaci di alloggiar una forte guarnigione non meno, chè molte centinaia di cittadini; opportunamente provveduto di magazzini e cisterne, oltre una polla nella china di ovest; e fornito pure di una chiesa trinavata, con adiacent campanile, nella pendice meridionale, sotto il titolo di S. Nicola de Toro-plano, da cui prendeva nome il castello medesimo. Tali fortificazioni stettero salde a varie aggressioni, persino alla seconda dei Pisani, avvenuta nel 1137, quando due anni dopo la prima, avendo Amalfi capitolato, e gli altri castelli dessa Costiera resistito; vennero questi ad estremi sforzi espugnati e distrutti. Quei di Majori furono ristrutturati, e consta tuttora il ristauro: degli altri rimane poco più che una rimembranza. Del Castello de Toro-plano sussistono le mura, e le torri, bastantemente rispiarmiate dalla edacità del tempo. Fino a 40 anni addietro restava pure buona parte dei casolari e caserme: or' appena qualch avanzo. A quel tempo esistevano benanche le mura della chiesa col campanile benché soppressa fin dal 1593, allorché furono incamerate le rendit alla massa capitolare della insigne collegiata, di cui terremo discorso a suo luogo. Piucché il tempo, la improbità e la indolenza, non fanno essere in migliore stato questo monumento, che fino a po' fa gli straniri visitavano, d i paesani, nelle feste di Pasqua e di Pentcoste, ogni anno esilaravano; ed ora pur questo dalle politiche vicende interdetto, messo l'intorno a coltura del capitolo della collegiata predetta da cui si possiede."

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenenti all'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Maiori
  • Associazione culturale "La Feluca"

Persone legate a Maiori[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Erchie (frazione)[modifica | modifica wikitesto]

  • Louis Siciliano (1975), compositore, direttore d'orchestra e polistrumentista. Vincitore del nastro d'argento 2005.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Processione di Santa Maria a Mare
Corsa di S.Maria a Mare
Corsa di S.Maria a Mare

La principale festività di Maiori è la "festa patronale di Santa Maria a Mare", che coincide con il giorno di Ferragosto. La protettrice viene festeggiata anche la terza domenica di novembre; questa ricorrenza è ricordata dai Maioresi come "A Madonna è nott'" ("La Madonna di notte"), dal momento che la prima messa è celebrata alla luci dell'alba, quando gli abitanti della cittadina sono svegliati dallo sparo di mortaretti e dalla banda, che gira per le vie cittadine intonando una pastorale natalizia.

Le processioni di novembre e di Ferragosto si concludono sempre con la cosiddetta "corsa della Madonna": la statua della Vergine viene portata di corsa lungo i 127 gradini della scalinata che separa la piazza D'Amato dalla Collegiata. Questo rito rappresenta simbolicamente l'assunzione di Maria in anima e corpo in cielo. La Patrona, viene venerata anche l'8 dicembre, giorno della Solennità dell'Immacolata Concezione della B. V. Maria, quando al mattino, in Collegiata, viene aperto lo "stipo" che conserva la Statua processionale della Madonna, tanto cara ai maioresi, e alla quale i bambini offrono il loro omaggio floreale; lo "stipo" resta aperto tutta la giornata, fino a sera, quando dopo la S. Messa Vespertina in "Tono Pastorale" il dolce suono delle Zampogne e delle Ciaramelle, omaggia la Venerata Immagine, annunciando l'imminente arrivo del Natale.

Altri eventi sono:

Le feste natalizie si celebrano a Maiori con l'usanza popolare dell'allestimento del presepe napoletano

  • La festa di San Giacomo, il 25 luglio
  • La festa di San Pietro, il 29 giugno e il 22 febbraio, nell'omonima frazione
  • La festa della Madonna delle Grazie, il 2 luglio e il 24 ottobre, nell'omonima frazione
  • La festa di San Rocco (Maiori), il 16 agosto
  • La festa della Madonna del Principio, il 5 agosto e l'8 gennaio, nella frazione di Ponteprimario
  • La festa della Madonna della Libera, il lunedì in Albis e il 24 ottobre, quest'ultima in ricordo dell'alluvione del 1910
  • La festa della Madonna del Carmine, il 16 luglio
  • La festa della Madonna di Porto Salvo, il 12 settembre
  • La festa di Sant'Antonio, il 13 giugno
  • La festa della Madonna di Costantinopoli, il martedì dopo Pentecoste
  • La festività pasquali e natalizie
  • La festa di San Martino, l'11 novembre e l'ultima domenica di agosto, in frazione Vecite
  • La festa della Madonna Addolorata, il 15 settembre
  • La festa della Madonna del Riposo, in frazione Vecite, il 21 novembre

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada statale 163 Amalfitana, principale asse viario di accesso al territorio comunale.
  • Strada Provinciale 2/b Chiunzi-Polvica-Maiori.
  • Strada Provinciale 156 Innesto SS 163-Erchie.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

  • Porto turistico di Maiori

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Per le sue caratteristiche, Maiori nel Novecento è stata prescelta come location da parte di Roberto Rossellini per girare film come Paisà (1946), "Il Miracolo" ed il secondo episodio della pellicola Amore (1948), La macchina ammazzacattivi (1952) ed infine (1953). Divertente curiosità è quella che lega Maiori ad un'altra opera maestra del regista romano. Infatti anche l'episodio "siciliano" del film Paisà fu girato tra le mura della Torre Normanna di Maiori. Nello stesso film, lo scugnizzo protagonista dell'episodio "napoletano", fu interpretato da Alfonso Bovino, un maiorese doc, celebre per la sua frase: "Joe! Joe! Si tu ruorme io m'arrobbo 'i scarpe". Inoltre il convento nell'appennino tosco-emiliano non è altro che S. Francesco con tutti i frati dell'epoca, di cui alcuni di essi furono poi protagonisti di un altro film di Rossellini: Francesco giullare di Dio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 371.
  4. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT) in Archivio climatico DBT, ENEA.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Avellino, Mario Rosario. S. Maria della Pietà – Tra Storia ed Arte ed. 2006
  • Cerasuoli, Filippo. Scrutazioni storiche, archeologiche, topografiche con annotazione e documenti della Città di Maiori ed. 1865
  • Criscuolo, Vincenzo. Le Pergamene dell'archivio della Collegiata di Maiori con un'appendice di documenti dall'Archivio Segreto Vaticano. Amalfi, Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 2003
  • Di Martino, Crescenzo Paolo. "In vico ecclesiae Sancti Iohannis de Campulo". Origini e sviluppo di un casale in Costa d'Amalfi tra Medioevo ed Età Moderna: Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana 26 (2003)
  • Primicerio, Giuseppe. La città di Maiori origini ai tempi odierni ed. 1983

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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