Amalfi

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Amalfi
comune
Amalfi – Stemma Amalfi – Bandiera
Veduta della città dal mare
Veduta della città dal mare
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Alfonso Del Pizzo (Amalfi da vivere) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°38′00″N 14°36′10″E / 40.633333°N 14.602778°E40.633333; 14.602778 (Amalfi)Coordinate: 40°38′00″N 14°36′10″E / 40.633333°N 14.602778°E40.633333; 14.602778 (Amalfi)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 5,7 km²
Abitanti 5 173[1] (31-12-2012)
Densità 907,54 ab./km²
Frazioni Lone, Pàstena, Pogèrola, Tòvere, Véttica Minore
Comuni confinanti Agerola (NA), Atrani, Conca dei Marini, Furore, Scala
Altre informazioni
Cod. postale 84011
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065006
Cod. catastale A251
Targa SA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 954 GG[2]
Nome abitanti amalfitani
Patrono sant'Andrea Apostolo
Giorno festivo 30 novembre (festa) - 27 giugno (miracolo) - 8 maggio (traslazione delle Reliquie) - Pasqua e Lunedì in Albis - 28 gennaio (festa della Reliquia)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Amalfi
Posizione del comune di Amalfi all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Amalfi all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Amalfi è un comune italiano di 5.173 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Comprende cinque frazioni: Vettica Minore, Tovere, Pogerola, Lone, Pastena.

Dal 1997, la Costiera amalfitana, che prende nome da Amalfi, è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Antica repubblica marinara, dà il nome all'omonimo tratto della penisola su cui sorge, la costiera amalfitana.

Amalfi per la sua connotazione geografica unica si propone al turista come luogo incantato e di difficile fruizione. Tutte le spiagge, fatto salvo quelle ubicate nel fronte cittadino, sono raggiungibili attraverso lunghe scalinate o via mare. In entrambi i casi si tratta di una esperienza unica dove il punto di contatto è la natura. Le principali spiagge che fanno parte del territorio amalfitano sono:

  • Marina Grande (situata proprio a pochi metri dal centro di Amalfi);
  • Spiaggetta del porto di Amalfi;
  • Spiaggia del Lido delle Sirene (retrostante la zona del porto);
  • Duoglie-Lido degli Artisti (distante 1,7 km dal centro e raggiungibile attraverso una lunga scalinata oppure via mare);
  • Santa Croce (distante 2 km da Amalfi e raggiungibile solo via mare, è situata nella frazione di Vettica Minore);
  • La Marinella (situata nella frazione di Vettica Minore, poco prima del confine con il comune di Conca dei Marini, è raggiungibile solo via mare).

L'ultima spiaggia del comune di Amalfi è "la vite", a 4 chilometri dal centro città. Raggiungibile via mare o attraverso una scala insidiosa, confina con il borgo di Conca dei Marini.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Amalfi.

Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati moderatamente calde, assolate e quasi mai afose.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +10,7 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,8 °C.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è di sicura origine romana ma con due ipotesi: a) derivazione da Melfi, città lucana, i cui transfughi giunsero sulla costiera fondando la città; b) derivazione dalla gens romana Amarfia (I secolo d.C.)[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Amalfi e Ducato di Amalfi.

La sua fondazione viene fatta risalire ai Romani (il suo stemma reca la scritta Descendit ex patribus romanorum). A partire dal IX secolo, prima (in ordine cronologico) fra le repubbliche marinare, rivaleggiò con Pisa, Venezia e Genova per il controllo del Mar Mediterraneo.

Il Codice Marittimo di Amalfi, meglio noto col nome di Tavole amalfitane, ebbe una grande influenza fino al XVII secolo.

Amalfi raggiunse il proprio massimo splendore nell'XI secolo, dopodiché iniziò una rapida decadenza: nel 1131 fu conquistata dai Normanni e nel 1135 e 1137 saccheggiata dai pisani. Nel 1343, poi, una tempesta con conseguente maremoto distrusse gran parte della città.

Per tradizione, ogni anno un equipaggio di vogatori amalfitani partecipa alla Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando gli armi delle città di Genova, Pisa e Venezia.

Per un errore di interpretazione di un testo latino, che riferiva invece che l'invenzione della bussola era attribuita dallo storico Flavio Biondo agli Amalfitani, il filologo Giambattista Pio sostenne che la bussola fosse stata inventata dall'amalfitano Flavio Gioia. Nel testo in questione (Amalphi in Campania veteri magnetis usus inventus a Flavio traditur), tuttavia, non bisogna intendere Flavio come l'inventore della bussola, ma solo come colui che ha riportato la notizia: appunto Flavio Biondo[4]. Tuttavia i navigatori amalfitani potrebbero essere stati tra i primi ad usare quello strumento. "Un’antica tradizione amalfitana si riferisce, invece, ad un certo Giovanni Gioia quale inventore dello strumento marinaro"[5].

Particolarmente fiorente nella storia della città, e tuttora viva solo in due cartiere residue sulle molte presenti ed ormai in rovina, è l'industria cartaria, legata alla produzione della pregiata carta di Amalfi. In città infatti è possibile visitare il Museo della Carta di Amalfi.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Amalfi-Gonfalone.png

Stemma:

« Lo stemma è composto da uno scudo diviso in tre parti: la prima in alto a sinistra di forma quadrata, fondo azzurro con una banda obliqua di colore rosso; la seconda, in alto a destra di forma quadrata riportante la bandiera della Repubblica marinara di Amalfi; la terza parte in basso, di forma rettangolare con il mare, il cielo e al centro una bussola sostenuta da quattro ali dorate e alla sommità una cometa »

.

Motto: Descendit ex patribvs romanorvm

Gonfalone:

« drappo di rosso. »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Antico diritto[6]»

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Amalfi panorama I.jpg

Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Amalfi.
Il busto argenteo di Sant'Andrea all'interno del Duomo

Il più celebre monumento di Amalfi è certamente il Duomo in stile arabo-siciliano ed attualmente dedicato a Sant'Andrea, patrono della città. Infatti più che di Duomo si dovrebbe parlare di complesso Cattedrale, poiché l'attuale edificio risulta da sovrapposizioni ed affiancamenti di varie chiese di varie epoche. Il primo edificio dedicato al culto cristiano, fu una chiesa paleocristiana risalente al VI secolo d.C., che, come in molti casi analoghi in tutta Italia, probabilmente sostituiva un tempio dedicato a divinità romane. Tra il VI ed il IX secolo d.C., la prima Cattedrale eretta sulla precedente paleocristiana, fu dedicata alla Santissima Maria Assunta, prima protettrice di Amalfi. La Chiesa attuale dedicata a Sant'Andrea risale al IX secolo d.C., fu costruita a fianco della precedente e comunicante con la stessa, su commissione del duca Mansone I; ad essa furono fatte aggiunte successive in epoca medievale e barocca (come il Campanile; l'altare di Sant'Andrea, con due statue del Bernini; il Chiostro del Paradiso, eretto dal vescovo Filippo Augustariccio e dove vi era il sarcofago che rappresentava ad altorilievo "le nozze di Peleo e Teti" sulla superficie laterale e "Romolo e Remo allattati dalla lupa" ad uno dei capi, con l'iscrizione medioevale "Cesarius de Alaneo (Alagno) de Amalfi.... MCCLXIII", "CESAREUS ALANEO IACET ARCHIDIACONUS ISTE IURIBUS ORNATUS CUI PRESTES COELIVA CRISTE ELECTUS FUERAT SALERNI MORTE QUIEVIT PROVIDUS ET LARGUS PER FAMAM SUAM CREVIT"; il suo sigillo è conservato nel Museo Diocesano di Salerno. I portali in bronzo con 4 formelle di argento raffigurante il Cristo, la Madonna, Sant'Andrea e San Pietro, realizzati nel 1066 a Costantinopoli, su commissione del Nobile Pantaleone de Comite Maurone; il soffitto a cassettoni rivestito in oro zecchino).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente nel Comune era di 138 persone. La nazionalità maggiormente rappresentata con l'1,34% sul totale della popolazione, era quella Ucraina con 71 stranieri residenti.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenenti all'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro di Cultura e Storia Amalfitana

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede di diversi musei:

Persone legate ad Amalfi[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte dei terreni ad uso agricolo è destinato alla produzione del Limone Costa d'Amalfi (IGP)[9].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è a prevalente economia turistica[10][11].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada statale 163 Amalfitana, principale asse viario di accesso al territorio comunale.
  • Strada Regionale 366 (di Agerola)Innesto SS 163 fino al confine della provincia.
  • Strada Provinciale 252 SS Agerolina-Bivio Acquarola-Tovere di Amalfi, principale accesso alle frazioni di Vettica, Pogerola, Pastena e Lone.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Porto turistico di Amalfi con collegamenti giornalieri per Salerno e Sorrento.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti interurbani sono gestiti dalla società Sita Sud.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha fatto parte della Comunità Montana Penisola Amalfitana fino al 2008, anno della soppressione dell'ente[12].

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'ATO 2 Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.C.S.D. Costa d'Amalfi che, per la stagione 2014-2015, milita per la prima volta nel campionato regionale di Promozione girone B dopo la fusione fra le società AC Amalfi, US InterCostiera e Comprensorio Valcalore. Con un passato in Serie D, la società punta forte ad una storica Promozione in Eccellenza.

Canoa[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di canoa polo del Circolo Canottieri Antonio Offredi A.S.D. nel 2008 è stata promossa per la prima volta nella sua storia nel campionato nazionale di serie A (dove milita attualmente), ottenendo grande visibilità su scala nazionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Prof. Giuseppe Gargano - Origini e storia di Amalfi: Le origini (sul sito del comune di Amalfi)
  4. ^ Chiara Frugoni Medioevo sul Naso
  5. ^ Prof. Giuseppe Gargano - Origini e storia di Amalfi: La marineria (sul sito del comune di Amalfi)
  6. ^ Lo stemma del comune ha una corona a cinque punte, simbolo utilizzabile solo dalle città
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Sito ufficiale del museo
  9. ^ Gal Colline Salernitane
  10. ^ Art. 19 della L.R. n. 01/2000
  11. ^ http://www.sito.regione.campania.it/turismo/rapporto_turismo/parte1.pdf
  12. ^ Legge Regionale N. 20 dell'11 dicembre 2008 della Regione Campania

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]