Eboli

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Eboli
comune
Eboli – Stemma
Il centro storico di Eboli
Il centro storico di Eboli
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Sindaco Martino Melchionda (centrosinistra) dal 2010
Territorio
Coordinate 40°37′01″N 15°03′23″E / 40.616944°N 15.056389°E40.616944; 15.056389 (Eboli)Coordinate: 40°37′01″N 15°03′23″E / 40.616944°N 15.056389°E40.616944; 15.056389 (Eboli)
Altitudine 145 m s.l.m.
Superficie 137,47 km²
Abitanti 38 415[1] (31-01-2013)
Densità 279,44 ab./km²
Frazioni Cioffi, Corno d'Oro, Santa Cecilia
Comuni confinanti Albanella, Battipaglia, Campagna, Capaccio-Paestum, Olevano sul Tusciano, Serre
Altre informazioni
Cod. postale 84025, 84020
Prefisso 0828
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065050
Cod. catastale D390
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ebolitani
Patrono san Vito
Giorno festivo 15 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Eboli
Posizione del comune di Eboli all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Eboli all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Eboli (Jevule in dialetto ebolitano) è un comune italiano di 38.415 abitanti della provincia di Salerno in Campania. Eboli è, per territorio, una delle città più estese della Campania. Eboli è conosciuta principalmente grazie al libro di Carlo Levi, Cristo si è fermato ad Eboli, in cui l'autore denunciava l'arretratezza e l'isolamento delle popolazioni lucane dopo essere stato confinato in Basilicata perché oppositore del regime fascista. In città è inoltre presente il PalaSele, uno dei più grandi palazzetti sportivi al chiuso di tutta la regione.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La città è sorta sulle pendici del Montedoro, un contrafforte del gruppo montuoso Monte Raione - Monte Ripalta. Il territorio è per il 90% pianeggiante composto dalla pianura alluvionale del fiume Sele, che ne delimita il territorio a sud. La restante parte, collinare-montuosa, ricade nel Parco regionale Monti Picentini. Oltre al Montedoro comprende la zona collinare Monti di Eboli suddivisa fra il comune di Olevano sul Tusciano e quello di Battipaglia.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Eboli possiede una stazione meteorologica. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +9,0 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,6 °C.

Le precipitazioni medie annue sfiorano i 1.000 mm, distribuite mediamente in 84 giorni, e presentano un minimo estivo ed un picco in autunno-inverno[2].

EBOLI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,2 14,0 16,1 18,6 22,9 26,7 29,1 29,5 27,0 22,8 18,1 14,2 13,8 19,2 28,4 22,6 21,0
T. min. mediaC) 4,9 5,2 6,5 8,4 11,7 15,1 17,5 17,8 15,9 12,6 8,7 6,0 5,4 8,9 16,8 12,4 10,9
Precipitazioni (mm) 121 99 94 78 45 27 14 43 64 111 158 134 354 217 84 333 988
Giorni di pioggia 10 9 9 9 5 4 2 3 5 7 11 10 29 23 9 23 84
Vento (direzione-m/s) N
5,1
N
5,3
E
5,1
E
4,5
E
4,4
E
4,1
E
4,1
E
4,1
E
4,8
E
5,6
E
5,1
E
5,7
5,4 4,7 4,1 5,2 4,8

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Eboli.
Le origini del nome

Il nome Eboli potrebbe derivare da Eu bòlos (ευ βώλος) buona zolla, o da un mitico fondatore: Ebalo, figlio della ninfa Sebeti e di Telone, re di Capri, menzionato da Virgilio alla fine del settimo libro dell'Eneide, dove dice: Oebale quem generasse Telon Sebetide Nympha. Si tratta, tuttavia, di ipotesi, non documentate da fonti scritte. Quando i Greci arrivarono ad Ebhura (trascrizione indoeuropea), trovando il nome simile a quello di numerose località pelasgiche della Grecia, la indicarono come "Efiùra katà Kampànian" (Εφύρα κατὰ Καμπάνιαν). Difatti, il nome "Efiùra" (Εφύρα), è l'antico nome di Corinto, "Efira". Un'ulteriore origine del nome potrebbe derivare da "Ευ πόλις", ossia "Buona città": la π, tramite un processo linguistico di labiovelarizzazione seconda, si sarebbe trasformata nella labiovelare β, dando origine a "Ευ βόλις", che sarebbe sfociato poi nella variante del Latino Medioevale "Ebolus", dunque "Evoli" e poi, infine, "Eboli".

Il territorio fu frequentato sin dalla preistoria, come testimonia il ritrovamento di una mummia neolitica in località Corno d'Oro.

Ricca di reperti archeologici rinvenuti in diversi siti dislocati sulle colline (numerosi sono i ritrovamenti corredi funerari risalenti all'eneolitico e all'età del bronzo, ritrovati su Montedoro), in Eboli risulta consolidata nei secoli successivi la presenza della Civiltà villanoviana. A partire dalla fine del V secolo a.C. fiorenti saranno i rapporti commerciali tra le popolazioni etrusche a nord e quelle greche a sud, tanto che Eboli divenne un centro di riferimento importante per le tribù lucane dell'entroterra, come testimoniato dalle numerose necropoli sparse lungo il perimetro del centro storico. Con l'arrivo dei romani e la costruzione della via Popilia (che congiungeva Capua a Reggio Calabria) Eburum divenne un importante e fiorente centro artigianale e commerciale, come dimostrano i resti di un antico quartiere artigianale (datato III-II secolo a.C.) dedito alla produzione di ceramica,grazie alla presenza di tre fornaci romane (uno piccola,una media e una grande) ubicate a pochi passi dal santuario dei SS. Cosma e Damiano. “…Terra antiqua, potens armis atque ubere glebae,…” così ne parla Virgilio nell'Eneide. Del IV secolo d.C. è la villa romana rinvenuta in località Fontanelle, distante meno di un chilometro dal centro. A testimonianza della grande vitalità di questo centro i romani concessero ad Eburum lo status giuridico di Municipium, ossia i suoi cittadini erano a tutti gli effetti cives romani ma mantenevano il diritto a governarsi con leggi proprie, come dimostra la stele eburina (oggi conservata presso il Museo archeologico della media valle del Sele). Il piedistallo di una statua al tempo dedicata al console Tito Flavio Silvano, ritrovata nel basamento dell'antica chiesa di S.Maria ad Intra nel centro storico, riporta in calce un'iscrizione in latino (un latino non perfetto, o forse già frammisto ad elementi di volgare) che definisce "Eburum, municipium romano".

Resti di acquedotto romano sui Monti di Eboli.

Con la caduta dell'Impero romano Eboli fu distrutta una prima volta da Alarico nel 410 d.C. e successivamente saccheggiata e devastata dai saraceni nel IX e X secolo. Ma gli insediamenti su Montedoro sopravvissero fino a quando giunsero in queste terre i Longobardi. Nel Medioevo fu identificata con il nome Evoli(nel dialetto locale ancora oggi persiste la forma Jévule, evidente eredità del nome medievale). La città in questo periodo storico diventa un caposaldo del sistema difensivo del Principato di Salerno con il suo imponente Castello, eretto da Roberto il Guiscardo, circondato da mura e dalle sue cinque porte. Numerosi furono gli interventi di recupero di antiche chiese e complessi monumentali attuati dai Normanni, ne è un esempio ancora tangibile la Badia di San Pietro alli Marmi, oggi sede del convento dei frati Cappuccini.

Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Per l'epoca delle lotte per l'Unità d'Italia, nel centro storico della città una targa ricorda ancora l'ospitalità che una famiglia locale concesse a Giuseppe Garibaldi, (alcuni accenni sparsi raccontano anche che proprio a Eboli trovarono rifugio alcuni membri della spedizione organizzata da Carlo Pisacane, sopravvissuti all'eccidio di Sapri).

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Campagna.

Fondamentale fu la bonifica effettuata sotto il fascismo, che sottrasse agli acquitrini e alle paludi vaste aree di territorio coltivabile, e che diede il via al definitivo sviluppo del centro abitato verso la pianura, che ancora allora aveva il suo centro alle pendici della zona collinare, sito dell'antico borgo medievale. La città è inoltre nota per essere stata la sede di un discorso bellicoso di Benito Mussolini poco prima dell'inizio della Guerra d'Etiopia (discorso che il dittatore stesso ricorderà all'inizio della campagna italiana di Grecia).

Nel 1980, il terribile terremoto dell'Irpinia non risparmiò la città con il crollo di palazzi e il danneggiamento di scuole, la cui ricostruzione è stata completata solo al fine degli anni '90. Durante il sisma due ebolitani persero la vita.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— 8 aprile 1999

[3].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Martucci (XV secolo).
  • Palazzo de Consulibus (XVI secolo).
  • Palazzo Paladino La Francesca (XV secolo).
  • Palazzo Romano Cesareo (XII secolo).
  • Palazzo Campagna (XVI secolo).
  • Palazzo Romano (XIX secolo).
  • Palazzo Novella (XV secolo).
  • Palazzo Corcione (XV secolo).

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Castello Colonna (XI secolo).o Castello Normanno

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Badia di San Pietro alli Marmi (1076).
  • Santuario dei Santi Cosma e Damiano (Eboli) (XX secolo).
  • Chiesa di SS. Cosma e Damiano (1771).
  • Monastero di Sant'Antonio Abate (XIV secolo).
  • Chiesa di San Biagio (XIV secolo).
  • Chiesa di Santa Maria della Pietà (XII secolo).
  • Chiesa di San Nicola de Schola Graeca (XII secolo).
  • Chiesa della S.S. Trinità - Santuario di Sant'Antonio di Padova (XII secolo).
  • Complesso Monumentale di San Francesco (XIII secolo).
  • Parrocchia di San Bartolomeo (1179).
  • Chiesa di San Vito al Sele.
  • Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù.
  • Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.
  • Monastero di Sant'Antonio Abate o di Vienne, prima di Santa Caterina.
  • Chiesa di Santa Maria del Castello.
  • Chiesa di Santa Maria a Mare.
  • Chiesa della Madonna della Catena.
  • Chiesa di Santa Maria di Monte Suevo.
  • Chiesa di Santa Maria di Loreto.
  • Chiesa di Santa Maria ad Intra.
  • Chiesa di Santa Maria del Soccorso.
  • Chiesa dello Spirito Santo.
  • Chiesa del Camposanto (1931).
  • Chiesa di Sant'Anna.
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie.
  • Monastero Delle Monache Benedettine Di Clausura.
  • Parrocchia di S. Maria del Carmine e S. Eustachio in S. Francesco.
  • Chiesa di S. Giovanni Gerosolimitano.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento ai caduti in piazza della Repubblica (1924)
  • Leoni di piazza della Repubblica (1872)
  • Monumento a Vincenzo Giudice, maresciallo della Guardia di Finanza, vittima della rappresaglia nazi-fascista
  • Chiostro di San Francesco.
  • Monumento a Carlo Levi lungo il viale Amendola.
  • Monumento al barone Matteo Ripa, missionario e sinologo.
  • Monumento al colonnello Calò.

Aree archeologiche[modifica | modifica sorgente]

  • Villa romana di epoca imperiale in località Paterno.
  • Due tratti di cinta muraria del IV secolo a.C.
  • Area artigianale del IV-II secolo a.C. in zona SS. Cosma e Damiano.
  • Acquedotto romano sul Montedoro.
  • Fornaci romane

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Riserva naturale Foce Sele - Tanagro, sito di Interesse Comunitario IT 8050010 comprendente le fasce litoranee a destra e sinistra del fiume Sele e parte del litorale tirrenico.
  • Area Protetta Dunale Legambiente Silaris, comprendente parte della Riserva naturale Foce Sele - Tanagro.[4]
  • Area naturale di San Miele
  • Parco naturale comunale di San Donato

Sentieri nauralistici[modifica | modifica sorgente]

  • Percorso dei mulini: percorso naturalistico e archeologico lungo 358 m così chiamato per la presenza di mulini e frantoi[5].
  • Percorso dell'acropoli: percorso naturalistico lungo 1190 m.[5].
  • Sentiero San Donato[5].

Grotte[modifica | modifica sorgente]

Elenco delle cavità naturali presenti nel territorio comunale[6]:

  • Grotta Cozzolino
  • Grotta Tiranna
  • Grotta dei Morti
  • Grottone di Eboli
  • Grotta di Giacobbe
  • Caverna dei Tre Ingressi

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Immigrazione straniera[modifica | modifica sorgente]

Al 1º gennaio 2011 a Eboli risultano residenti 2904 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[8]

Paese di nascita Popolazione (2007)
Marocco Marocco 834
Ucraina Ucraina 326
Albania Albania 109
Algeria Algeria 107
Polonia Polonia 90
Bulgaria Bulgaria 66
India India 60

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Ospedale Maria Santissima Addolorata
  • Campolongo Hospital
  • Piano di Zona S5
  • Croce Rossa Italiana, sede di S.Cecilia

Religione[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Cattolica[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica[9]; il comune appartiene alla forania omonima dell'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, suddivisa in sette parrocchie:

  • San Bartolomeo
  • Sacro Cuore di Gesù
  • Santa Maria ad Intra
  • Santa Maria del Carmine e Sant'Eustachio in San Francesco
  • Santa Maria della Pietà
  • Santa Maria delle Grazie
  • San Nicola in San Vito al Sele

Chiesa Evangelica[modifica | modifica sorgente]

L'altra confessione cristiana presente è quella protestante[10] con una comunità:

  • Chiesa pentecostale Chiese evangeliche nella Valle del Sele[11].

Altri culti[modifica | modifica sorgente]

Fra gli altri culti sono presenti i Testimoni di Geova, con una sala del Regno[12].

A seguito dell'immigrazione, gli stranieri sono in maggioranza musulmani, originari del Marocco, dell'Algeria e dell'Albania; sono presenti anche ortodossi (Ucraina, Bulgaria) e induisti (India).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Arte[modifica | modifica sorgente]

Ad Eboli, nel 1954, è stato ritrovato l'eccezionale quadro del Caravaggio il "Martirio di Sant'Orsola".

Il comune di Eboli è proprietario di due eccezionali opere di Roberto d'Oderisio :"Incoronazione della Vergine" e "La crocefissione di Eboli", entrambi esposti al museo diocesano di Salerno. Questi dipinti sono ritenuti i maggiori dell'età Angioina.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

  • "Il Saggio, mensile di cultura"
  • "Il Saggio, libri, poesia, arte"
  • "Dialogo"
  • "L'eco del Santuralio dei Ss. Cosma e Damiano"

Musei[modifica | modifica sorgente]

Cristo si è fermato a Eboli[modifica | modifica sorgente]

L'elemento di maggiore notorietà della cittadina resta comunque l'essere citata nel titolo del libro di Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli; con questa frase intendeva che era l'ultimo avamposto della civiltà, dato che ad Eboli si interrompeva la ferrovia, prima di una zona dimenticata da Dio (la Basilicata).

Nel 1984 è stato intitolato a Carlo Levi il Liceo Artistico di Eboli e una piazzetta lungo il viale.

Persone legate a Eboli[modifica | modifica sorgente]

  • Pietro da Eboli (XII secolo), Nato a Eboli nel XII sec fu monaco, poeta, medico, giudice imperiale alla corte sveva. Studiò medicina presso la Scuola Medica Salernitana.Scrisse:- Liber ad honorem Augusti in cui celebrò la conquista della Sicilia da parte dell’imperatore Enrico VI- Carmen de Rebus Siculis (sempre in onore di Enrico VI)- De Balneis Puteolanis (o De Balneis Terrae Laboris) dedicato all’imperatore Federico II.
  • Giovanni Luce, pittore del XVI sec.
  • Matteo Ripa. Nacque ad Eboli il 29 marzo 1682 da famiglia baronale, morì a Napoli il 29 marzo 1746. Missionario nelle terre dell'Estremo Oriente cinese, istituì a Napoli il Collegio dei Cinesi, nucleo del successivo Regio Istituto Orientale, poi Istituto Universitario Orientale, attuale Università degli studi di Napoli "L'Orientale".Fu pittore, incisore, fondatore della scuola d’incisione a Pechino.
  • Gherardo degli Angioli poeta e religioso. Nacque a Eboli il 16 dicembre 1705; morì a Napoli il 2 giugno 1783.Fu proposto quale “poeta cesareo” alla corte di Vienna, ma rifiutò. Il suo posto fu assunto da Pietro Metastasio.Le sue opere ispirarono Giacomo Leopardi
  • Guglielmo Vacca (Eboli, 21/10/1849 - Roma, 01/02/1916), magistrato e Senatore del Regno d'Italia durante la XXIII Legislatura.
  • Giacinto Romano (Eboli 1854,Milano 1920), storico e professore universitario.
  • Umberto Nobile. Nacque a Lauro (Av) nel 1885, da genitori ebolitani. Fu ingegnere, professore presso l'Università di Napoli, direttore dello Stabilimento di Costruzioni Aeronautiche di Roma, progettista di materiale aeronautico, in particolare di dirigibili, tra cui il Norge N 1 con cui venne realizzata la prima trasvolata del Polo Nord. Partecipò quale comandante alla tragica spedizione del dirigibile Italia del 1928, che egli stesso racconterà in diversi scritti. Deputato dell'Assemblea Costituente dal 1946 al 1948, venne nominato Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana nel 1966. Morì a Roma nel 1978.
  • Vincenzo Giudice nacque ad Eboli nel 1891 e fu maresciallo della Guardia di Finanza. Durante l'ultimo conflitto mondiale, nel 1944, fu protagonista eroico e martire di una rappresaglia nazifascista. Per tale motivo fu successivamente insignito di una medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
  • Gaetano Genovese architetto dei più importanti palazzi di Napoli, oltre che ad alcune sale della Reggia di Caserta.
  • Ferrante Vincenzo Gonzaga.
  • Bernardo Silvano geografo ed umanista.
  • Ludovico Ludovici vescovo e militare.
  • Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato
  • Luigi Gallotta fotografo.
  • Donato Vestuti giornalista e fondatore della prima squadra di calcio di Salerno.
  • Armando Massarenti filosofo e epistemologo.
  • Vincenzo Aita politico
  • Giulia Guarino Nacque ad Eboli nel 1867 e morì a Montevideo nel 1985. Fu la prima donna architetto di tutto il Sud America. L'Uruguay le "dedicò" un francobollo.
  • Carmine Benincasa è un critico d'arte, storico dell'arte e teologo.
  • Antonio Giudice politico.
  • Antonio Giordano, Direttore Generale Azienda Sanitaria "DEI COLLI: ex-Monaldi, Cotugno CTO-Napoli)
  • Vito Pompeo Pindozzi, Giornalista RAI Capo Redattore Scientifico
  • Mario Vignola, politico. Senatore della Repubblica.
  • Giuseppe Vignola, dirigente sindacale. Senatore della Repubblica.
  • La principessa di Eboli, signora di Pastrana e di Eboli e moglie di Ruy Gomez de Silva,uomo fidato del re di Spagna e uno dei principali artefici della pace di Cateau-Cambrésis del 1559.
  • Alessia Petraglia, senatrice.
  • Abdon Alinovi, politico
  • Camillo Romano Avezzana, diplomatico e politico.
  • Giuseppe Barra (storico) nato ad Eboli il 12 ottobre 1957.

Scuole di Eboli[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

La città ha usufruito nel tempo di diversi piani regolatori:

Il Genovese, elabora un piano di ampliamento per l'intera città, come "dono che si facea da un patrio artista" per la sua "diletta terra natìa", costituente il primo passo verso il risanamento del nucleo originario, in modo da consentire all'esterno dell'abitato la preventiva sistemazione delle famiglie che avrebbero perso la propria casa per le demolizioni da operarsi all'interno: "ne conseguitava adottar si dovesse lo espediente primiero, come punto di partenza, d'avere un piano generale riordinatore dello esterno della Città coordinato all'interno, e con il maggior numero possibile di punti d'attacco, antiponendo forse alla bellezza inopportuna e superflua le vedute igieniche e di relazioni sociali con quanti ne stanno d'attorno in contatto o lontani" 8[13]. Infatti, altra considerazione del Genovese era quella che Eboli, per il recente passaggio della ferrovia nel suo territorio, veniva acquistando un'importanza sempre più considerevole per lo smistamento dei traffici dalla strada ferrata alle vie secondarie di comunicazione verso l'interno. Il 10 ottobre 1870, la progettazione viene abbandonata e sostituita da quella dell'architetto Francesco Paolo d'Urso, fratello dell'allora sindaco Raffaele[14].

  • Il Piano di Risanamento ed Ampliamento, dell'ingegnere Adolfo Giambarba, 1885.

Giambarba si limita a espandere l'abitato su tutti i lati per la profondità di un unico lotto, ad eccezione della zona della Ripa e di quella nei pressi di S. Maria della Pietà, in cui le condizioni orografiche (i fortissimi dislivelli per la prima e il fiume per la seconda) rappresentano delle soglie da superare non facilmente anche dal punto di vista dei costi di realizzazione. L'unica zona in cui l'ampliamento è più consistente e prevede la realizzazione di un nuovo schema stradale a scacchiera è quella che dal Borgo arriva al ponte di S. Biagio, estendendosi verso la collina di S. Antonio[15].

  • Il Piano Regolatore degli Orti Comunali, dell'ingegnere Diego Genovese, 1891.

Con deliberazione del 29 maggio 1890, il Consiglio comunale nominò per la formazione del piano l'ing. Diego Genovese, figlio del più illustre Gaetano. Dalla planimetria risulta che tutto il territorio di cui si è studiato il piano regolatore è di superficie circa metri quadrati 50.000. Tolte le strade da aprirsi, le piazze da crearsi, ecc. la restante zona è stata ripartita in nº 17 suoli, cioè 10 di prima classe e 7 di seconda, i quali tutti insieme rappresentano una superficie di metri quadrati 30.820, distinti in metri quadrati 19.923 di prima classe e metri quadrati 10.907 di seconda[16].

  • Il progetto delle scuole elementari del 1906 e il piano per la regolarizzazione e la vendita dei suoli edificatori di proprietà comunale del 1912, dell'Ingegnere Antonio Storniello.

Viene elaborato nel 1906 e poi approvato dal Ministero della Pubblica Istruzione il 7 gennaio 1910 il progetto per la "Nuova Casa della Scuola in Eboli". Si trattava, inizialmente, di un grande edificio ad U, per maschi e femmine, delimitante verso nord la Piazza dei leoni con un imponente prospetto lungo ben 90 metri, più un'ulteriore "Palazzina per asilo d'infanzia". In seguito, poiché così dimensionato avrebbe "sbarrato la prospettiva dello Stradone", fu scisso in due fabbricati identici, uno per le scuole maschili e l'altro per quelle femminili. Scrive lo stesso autore nella Relazione del progetto, a pag. 5: «Il motivo architettonico è in istile fiorentino, semplificato per i prospetti interni, nei quali sono incise le regolamentari finestre delle verie classi». I lavori per la realizzazione di questi edifici, che nel 1912 sono ancora in costruzione, rendono improrogabile la realizzazione di un piano che regolamenti, ma soprattutto incentivi, lo sviluppo urbano dell'area ad essi sottostante, di circa 95000 metri quadrati, limitati a sud dalla "rotabile provinciale per le Calabrie, ad est dalla Via Madonna delle Grazie, a nord dalla villetta pubblica e ad ovest dalla via S. Bernardino". Messo da parte quello prima esposto, opera di Diego Genovese, l'incarico viene affidato allo stesso autore delle scuole in costruzione, aspettandosi un lavoro "informato a criteri edilizi, igienici ed economici". Più che il risultato formale ottenuto dallo Storniello, in cui ancora una volta è riscontrabile l'influenza della prima pianificazione di Gaetano Genovese - la maglia ortogonale, la forma romboidale dell'incrocio delle due vie principali - , quello che caratterizza questo piano sono le funzioni a cui vengono destinate le due grandi aree a sud-est e a sud-ovest: rispettivamente assegnate alla fiera e alle industrie. Pertanto quella che doveva essere essenzialmente una zona di espansione residenziale acquista connotazioni legate anche allo sviluppo produttivo dell'intera città. Inoltre le strade vengono suddivise, per stimare il differente valore dei lotti, in quelle appartenenti alla prima categoria (lo Stradone, la sua mediana, i due assi obliqui), alla seconda (le vie discendenti parallelamente allo Stradone, ai fianchi degli edifici scolastici) e alla terza (i rimanenti percorsi). Ma probabilmente i tempi non erano ancora maturi, se alle ottimistiche disposizioni contenute nel Capitolato, tra cui "Qualora per un dato lotto vi siano più richieste, si aprirà fra i richiedenti una gara a norma delle vigenti leggi", seguirà dopo ben 9 anni, un avviso affisso per le strade di Eboli in cui il Sindaco rendeva noto che coloro i quali avessero desiderato "suoli gratuiti per l'edificazione di case popolari (coloniche ed operaie), avrebbero potuto presentare domanda e progetto, oppure scegliere tra i due depositati presso il Comune, compilati dall'ing. Storniello, per i due tipi di case.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

In base al 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni[17], i centri abitati principali sono:

Località:

  • Campolongo I: 100 abitanti 2 m s.l.m., situata lungo la SP 175, dista 17,89 km dal medesimo Comune di Eboli
  • Campolongo II: 185 abitanti 3 m s.l.m., situata lungo la SP 175, dista 17,64 km dal medesimo Comune di Eboli
  • Casarsa: 235 abitanti 92 m s.l.m., situata lungo la SS 19, dista 4,01 km dal medesimo Comune di Eboli
  • Fiocche
  • Tavernanova: 53 abitanti 15 m s.l.m., dista 11,61 km dal medesimo Comune di Eboli

Turismo ed economia[modifica | modifica sorgente]

Viene prodotta in zona la mozzarella di bufala campana, per lo più da piccoli caseifici a conduzione familiare e ogni anno si svolge la "Grande Bufala", sagra a livello nazionale ed internazionale, per ricordare questa perla bianca dell'allevamento. Altre aziende sono presenti nella produzione della pasta (Pezzullo appartenente al gruppo Newlat), dei mangimi e dei gelati. Molto recentemente ha aperto al pubblico il centro commerciale "Le Bolle" che ha un bacino di persone che comprende le città limitrofe. Apertura recente anche per l'outlet a San Nicola Varco, sempre nel territorio ebolitano, denominato "Outlet Village Cilento" (Eboli però non è geograficamente compresa nel Cilento), l'outlet più grande del Sud Italia. Ha un bacino di 6.000.000 di persone nell'arco di 90 minuti in macchina.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

  • Uscita autostradale di Eboli sull'A3 Salerno-Reggio Calabria;
  • Strada statale 18 Tirrena Inferiore, asse viario che attraversando le frazioni Corno d'Oro, Cioffi e Santa Cecilia, collega il territorio al Cilento;
  • Strada statale 19 delle Calabrie, principale collegamento con Battipaglia e gli Alburni;
  • Strada statale 91 della Valle del Sele, asse viario che inizia in località Epitaffio e la collega con Campagna;
  • Strada Provinciale 30, Innesto SP 175-Quadrivio S.Cecilia-Innesto SS18-Bivio SP 308-Eboli, principale collegamento tra Eboli e la litoranea;
  • Strada Provinciale 350, Innesto SP 29/a-Eboli, collegamento tra Eboli e Olevano sul Tusciano;
  • Strada Provinciale 175a, Fuorni-SP 30-fino all'inizio del viadotto sul fiume Sele, strada parallela al litorale;
  • Strada Provinciale 195, Innesto SS 18-Innesto SP 30;
  • Strada Provinciale 204, Innesto SP 195-Innesto SP 308-Innesto SS 18;
  • Strada Provinciale 262, Innesto SS 18-Innesto SP 175;
  • Strada Provinciale 308, Innesto SP 204-Innesto SP 30;
  • Strada Provinciale 312, Innesto SS 18-Innesto SP 8-Innesto SP 417-Innesto SP 175;
  • Strada Provinciale 412, Acqua dei Pioppi;
  • Strada Provinciale 413, Innesto SP 417-Innesto SP 175;
  • Strada Provinciale 416, Innesto SP 417-Innesto SS 18(Eboli);
  • Strada Provinciale 417, Innesto SP 275(loc. Picciola)-Bivio SP 262(loc. Campolongo)-fino Innesto SP 30(Eboli);
  • Strada Provinciale 426, Serracapilli.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

La mobilità è affidata, per quanto riguarda i trasporti extraurbani, alla società Sicurezza e Trasporti Autolinee - Sita Sud S.r.l. e alla Società Consortile Salernitana Trasporti.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele e all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Per quel che riguarda la gestione dell'irrigazione e del miglioramento fondiario, l'ente competente è il Consorzio di bonifica in Destra del fiume Sele.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Stadio José Guimarães Dirceu

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio José Guimarães Dirceu.

Inaugurato nel 2001, con una capienza di 15.000 posti[18], ed intitolato al calciatore brasiliano Dirceu, scomparso nel 1995, che dal 1989 al 1991 aveva militato nell'Ebolitana.

Palazzetti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palasele.

Ad Eboli è presente uno dei più grandi palazzetti dello sport al chiuso della Campania, il Palasele che ha una capacità di 8.000 posti a sedere.

Vicino a questo grande palazzetto dello sport ne è presente un altro più piccolo, il PalaDirceu che ospita solitamente partite di hockey, calcio a 5 o pallamano.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.C. Ebolitana 1925 che attualmente milita nel girone G di Prima Categoria. L'altra squadra di calcio della città è l' A.S.C.D. Evoli che milita nel girone G di Prima Categoria.

Tennis[modifica | modifica sorgente]

L'associazione tennistica di Eboli - con sede in via Majoli n. 1, presso la struttura della Polisportiva Feldi -, il Tennis Club Eboli, ha una storia recente ma già piena di risultati sportivi rilevanti, sia in ambito giovanile che senior. Dotata di 6 insegnanti tra maestri, preparatori fisici e psicologi, è l'unica associazione sportiva in Italia a curare in maniera specifica l'aspetto psicologico nei tennisti. La squadra principale maschile disputa la serie C con tutti ragazzi del vivaio. Anche la squadra femminile è composta esclusivamente da ragazze del vivaio e, attualmente, disputa il campionato di serie D1. L'associazione dedica estrema attenzione alla formazione dei giovani tennisti attraverso una metodologia di insegnamento - quella del minitennis - all'avanguardia ed organizzando continue manifestazioni, promozionali e federali, finalizzate a garantire ai suoi allievi il miglior percorso formativo possibile. A conferma della bontà del lavoro svolto, nel 2010 entrambe le squadre under 12 hanno raggiunto la final four nel rispettivo campionato regionale di categoria.

Hockey[modifica | modifica sorgente]

La città di Eboli è nota anche per la squadra di hockey su pista, la CRESH Eboli (Circolo rotellistico ebolitana sporting hockey), che attualmente milita in serie A2.

Personalità sportive legate a Eboli[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Alibia gruppo formatosi alla fine degli anni '90 ad Eboli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ erg7118.casaccia.enea.it/profili/tabelle/516%20%5BBattipaglia%5D%20capoluogo.Txt Tabella climatica
  3. ^ DPR 08.04.1999, Statuto del Comune di Eboli, art. 3
  4. ^ LEGAMBIENTE EBOLI » Proteggiamo la natura!
  5. ^ a b c Sic Fiume Sele - Itinerario ambientale
  6. ^ Grotte naturali della Campania, elenco catastale completo
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dati Istat
  9. ^ Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno
  10. ^ Le Chiese Cristiane Evangeliche nella Valle del Sele, di Romolo RICCIARDIELLO
  11. ^ dal 1950 circa http://www.fiumedivita.it/operavds.php
  12. ^ Comune di Eboli: Altre confessioni religiose
  13. ^ GAETANO GENOVESE, Documenti contestanti la corrispondenza tenuta per opere di pubblico interesse nella Città di Eboli, p.4-5 Tip. All'insegna del Diogene, Napoli, 1872.
  14. ^ GAETANO GENOVESE, Documenti contestanti la corrispondenza tenuta per opere di pubblico interesse nella Città di Eboli, p.24-25 Tip. All'insegna del Diogene, Napoli, 1872.
  15. ^ Archivio Storico del Comune di Eboli.
  16. ^ Archivio Storico del Comune di Eboli; Delibera di Consiglio Comunale nº50 del 29 maggio 1890, p. 17.
  17. ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/4/2009
  18. ^ al momento omologati solo 10.000 posti

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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