San Valentino Torio

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San Valentino Torio
comune
San Valentino Torio – Stemma
San Valentino Torio – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Sindaco Felice Luminello (lista civica) dal 05/04/2005
Territorio
Coordinate 40°47′00″N 14°36′00″E / 40.783333°N 14.6°E40.783333; 14.6 (San Valentino Torio)Coordinate: 40°47′00″N 14°36′00″E / 40.783333°N 14.6°E40.783333; 14.6 (San Valentino Torio)
Altitudine 22 m s.l.m.
Superficie 9 km²
Abitanti 10 313[1] (31-12-2010)
Densità 1 145,89 ab./km²
Comuni confinanti Nocera Inferiore, Pagani, Poggiomarino (NA), San Marzano sul Sarno, Sarno, Scafati, Striano (NA)
Altre informazioni
Cod. postale 84010
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065132
Cod. catastale I377
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti valentinesi
Patrono san Valentino
Giorno festivo 14 febbraio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
San Valentino Torio
Posizione del comune di San Valentino Torio all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di San Valentino Torio all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

San Valentino Torio è un comune italiano di 10.182 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

San Valentino è un territorio prevalentemente agricolo situato all'interno dell'agro nocerino-sarnese e dunque della Valle del Sarno, e dista circa 25 km dal capoluogo di provincia Salerno e circa 41 km dal capoluogo di regione Napoli. Il paese confina a nord con Sarno, a sud con San Marzano sul Sarno, Pagani, Nocera Inferiore, ad ovest con Striano (NA), Poggiomarino (NA) e Scafati. La parte nord-ovest di San Valentino Torio è inoltre bagnata dal fiume Sarno, quella nord-orientale dal Rio San Marino, quella meridionale dal Fosso Imperatore.[2]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

San Valentino Torio, come recita lo statuto comunale, ha due frazioni: Casatori e Sciulia. Quest'ultima è composta da una sola strada molto grande, e per tale peculiarità assume l'aspetto di una contrada.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

La parte sud orientale della pianura campana presenta le prime tracce di presenza umana tra il IX e il VI secolo a.C., epoca a cui risalgono numerose necropoli con circa 1.400 tombe a fossa, attribuite alla popolazione dei Sarrastri. La valle del Sarno infatti era abitata dai Sarrastri sotto la dominazione dei Greci e degli Etruschi, mentre a partire dal 421 a.C. il territorio fu invaso dai Sanniti. Successivamente gran parte della popolazione si trasferì nei nuovi centri di Nuceria, Pompei e Stabia, tutti appartenenti al territorio della valle del Sarno.

Dall'800 agli anni 1000[modifica | modifica sorgente]

La prima menzione di San Valentino risale ad un documento dell'868, conservato nel Codex Diplomaticus Cavensis dell'abbazia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni, nel quale la località è menzionata come Balentino. Nel 987 l'atto di fitto di un terreno menziona la località tuttora esistente di Cesina.

Dal 1200 al 1800[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di San Valentino ebbe diversi feudatari, a partire dal primo attestato nel 1269, Bertrando del Balzo, che i Registri angioini citano come possessore dei casali di San Valentino e di Casatori. Il territorio fu in possesso di diverse famiglie fino a giungere nel 1459 ai Capece Minutolo (famiglia napoletana), che lo mantennero fino all'abolizione dei diritti feudali nel XIX secolo. Il villaggio Balentino fu università autonoma alla metà del XVI secolo[3], cambiando la denominazione in Castello di Valentino. La comunità fu in conflitto con il feudatario, Giovan Battista Capece Minutolo (morto nel 1586). Il primo sindaco dell'università di cui si conosce il nome fu Francesco Martorelli (1599-1600). La località venne per la prima volta citata con il toponimo odierno di San Valentino in un atto del 1681. Alla fine del secolo Francesco Capece Minutolo ottenne il titolo di duca di San Valentino.

1806-1863: Comune del Regno delle Due Sicilie[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'abolizione dei diritti feudali nel 1806, l'università di San Valentino divenne comune del Regno delle Due Sicilie nel 1809. Alcuni abitanti del paese presero parte ai moti carbonari del 1820[4]

Dall'Unità d'Italia ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1863, dopo il passaggio al Regno d'Italia, San Valentino assunse la denominazione attuale: divenne, cioè, San Valentino Torio. L'aggiunta della parola "Torio" venne sancita per regio decreto (RDL del 22 gennaio 1863) su proposta del consiglio comunale per distinguere il comune dalla città abruzzese di San Valentino in Abruzzo Citeriore.

Alla fine del XIX secolo il comune di San Valentino partecipò finanziariamente alla costruzione della ferrovia Circumvesuviana e tra la fine del 1899 e l'inizio del 1900 fu approvato il progetto della nuova stazione di San Valentino, inaugurata nel 1904.

Nel 1936 grazie all'allora vescovo della Diocesi Sarno-Cava, il mons. Pasquale dell'Isola, la città di San Valentino Torio detiene alcune reliquie del Santo Patrono degli Innamorati, ed è a partire da questa data che San Valentino viene proclamato Santo Patrono del Comune di San Valentino Torio.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di San Giacomo Apostolo
  • Chiesa di San Giacomo Apostolo (1511)[5], probabilmente a servizio dei due casali di Valentino e di Casatorio, nella zona detta Starza di San Giacomo. La chiesa venne realizzata a tre navate ed ospitava sull'altare maggiore, dedicato a san Giacomo apostolo un polittico, datato all'anno di fondazione dell'edificio, dipinto dal pittore Andrea Sabatini, detto Andrea da Salerno, su commissione di un certo dominus Carolus Paulilli.

Una nuova chiesa a cui venne trasferito il titolo di San Giacomo Apostolo venne eretta nel 1758 nella piazza del paese, dopo aver demolito un più antico edificio sacro dedicato a San Sebastiano[6]. Il nuovo edificio venne costruito per volontà dell'università su un terreno offerto dal duca Capece Minutolo. Davanti alla chiesa venne eretta tra il 1804 e il 1813 una gradinata in blocchi di piperno disposti a coda di pavone.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Il grafico sottostante riporta l'evoluzione demografica del Comune di San Valentino Torio (compresi i territori di Casatori e Sciulia).

Abitanti censiti[7]

Parlata locale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetti campani.
Mappa dei dialetti meridionali italiani. La cartina dimostra come la lingua napoletana investa non solo il territorio di San Valentino Torio ma anche buona parte della provincia di Salerno settentrionale

Il vernacolo parlato dagli abitanti di San Valentino Torio corrisponde alla lingua napoletana, e si distingue dal vernacolo parlato nel capoluogo Salerno per la cadenza e per l'uso di articoli determinativi differenti, che risultano essere gli stessi utilizzati a Napoli:

  • "Il" e "Lo" nel dialetto valentinese, come in quello napoletano, diventano 'O (es.: o scarrafone, tradotto: "lo scarafaggio", oppure o pummarulino, tradotto: "il pomodorino"), mentre nel dialetto salernitano diventano "'U" ('u pummarulino, 'u scarrafone);
  • "Gli", "I" e "Le" nel dialetto valentinese, come in quello napoletano, diventano "'E" (es.: e percoche, tradotto: "le pesche", e puparuole, tradotto: "i peperoni"), mentre nel dialetto salernitano diventano "'I" ('i percoche, 'i puparuole...).

Ad ogni modo le differenze che contraddistinguono il vernacolo valentinese da quello salernitano sono talmente irrisorie da non causare, in nessun modo, problemi di incomprensione tra salernitani e valentinesi (anche quando entrambe le parti adoperano un dialetto stretto), perché la maggior parte dei termini e delle espressioni di uso colloquiale sono praticamente identiche (cambiano, appunto, soltanto gli articoli determinativi).

Religione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica[8]; il comune appartiene alla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

A San Valentino Torio è possibile trovare ogni genere di prodotto agroalimentare della Campania, come ad esempio la mozzarella di bufala, il babà, la pizza napoletana, la pastiera, la sfogliatella, 'O pere e 'o musso. È possibile trovare anche prodotti a diffusione limitata in alcune aree specifiche della Campania, come:

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Paese natale del commediografo salernitano Franco Pastore, autore, tra l'altro, de' La moglie dell'oste e L'Arechi secondo, Sichelgaita, la battaglia della Carnale, Guaimario IV e Roberto D'Altavilla. Membro dell'Accademia delle Scienze di Roma.

Paese natale dell'ex-calciatore Giovanni Vastola

Paese natale dell'ex coordinatore federale della F.I.G.C Campania settore giovanile e scolastico Salvatore Amatrudo, scomparso a Genova il 24/10/2012 a causa di una grave malattia.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del paese si basa sulla sua produzione agricola (ortaggi e pomodoro San Marzano), che viene esportata in tutto il territorio. Esistono anche realtà industriali di conserve di pomodoro. È il paese a più alta concentrazione di tir per autotrasporto su gomma,con importanti officine legate al settore.Altro importante segmento dell'economia locale è legato alla trasformazione degli ortaggi freschi con numerose aziende che lavorano questi prodotti dell'agricoltura locale immettendola sui mercati nazionali.

Una parte della stazione di San Valentino Torio
Il ponte sul fiume Sarno

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

San Valentino si trova a metà strada tra Salerno e Napoli, e per tale motivo è coperto sia dalla rete ferroviaria della Circumvesuviana che consente di raggiungere buona parte delle città della confinante provincia di Napoli, sia dalla linee 74-79-80 del servizio autobus della rete CSTP[9], la quale permette ai valentinesi di raggiungere alcuni territori del hinterland salernitano come Sarno, San Marzano, Pagani, e la Stazione di Nocera Inferiore. Dalle fermate di Pagani e Nocera è possibile inoltre usufruire di ulteriori linee CSTP per raggiungere altri luoghi del salernitano (per esempio da lì si ferma la linea 4 che permette di raggiungere la Costiera Amalfitana e la città di Salerno[10]).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di San Valentino Torio.

La stazione di San Valentino Torio è stata inaugurata nel 1904, ed è composta da due binari situati sulla Linea principale Napoli-Ottaviano-Sarno. Questa stazione consente di raggiungere Napoli in meno di un'ora.

Principali arterie stradali[modifica | modifica sorgente]

  • Strada Regionale 367 Italia.svg Strada Regionale 367/a Innesto SS 18-S.Marzano-S.Valentino Torio.
  • Strada Provinciale 6 Italia.svg Strada Provinciale 6 Nocera Inferiore-Sarno.
  • Strada Provinciale 102 Italia.svg Strada Provinciale 102 San Valentino Torio-Casatori.
  • Strada Provinciale 152 Italia.svg Strada Provinciale 152 S.Valentino Torio-confine di Striano.
  • Strada Provinciale 298 Italia.svg Strada Provinciale 298 Casatori-Ponte Migliaro.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'ATO 3 Sarnese Vesuviano.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La cittadina di San Valentino Torio conta alcune società sportive dilettantistiche come:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Profilo Comune, comune.sanvalentinotorio.sa.it.
  3. ^ La prima menzione dell'università risale ad un atto del notaio Virgilio Tortora del 23 marzo 1553, intitolato Instrumentum pro Universitate castri Valentini.
  4. ^ Gli abitanti di San Valentino che parteciparono ai moti del 1820 furono Francesco D’Ambrosio, Antonio Giudice, Andrea e Carlo D’Ambrosio, Aniello Vastola, Giuseppe, Carlo e Marzio Giudice, Aniello Sarno, Biagio Capozucca e Luigi Ferrara. Nella successiva repressione Andrea D’Ambrosi fu mandato in esilio a L’Aquila.
  5. ^ La datazione dell'edificio è riportata in un atto del notaio Francesco Antonio Viscardi.
  6. ^ La data di fondazione della nuova chiesa è riportata in un atto del notaio Francesco Pacello, che cita il sindaco dell'epoca Carmine Maria Pacello e i due "eletti" Clemente Martorelli e Costantino Vastola.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno
  9. ^ http://www.cstp.it/orarioasp/suburbunico.asp?numero=80&direzione=andata
  10. ^ http://www.cstp.it/orarioasp/suburbunico.asp?numero=4&direzione=andata
  11. ^ Fijlkam : : I campioni d'Italia 2010

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Salvatore Silvestri, Dal Balentino del Codex Diplomaticus Cavensis al San Valentino Torio del Decreto di Vittorio Emanuele II, Editrice Gaia 2006, ISBN 88-89821-14-0
  • Franco Pastore, San Marzano nella Pianura Campana , pag.24, Editrice Palladio, Salerno 1983

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]