Ricigliano

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Ricigliano
comune
Ricigliano – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Turturiello Francesco (lista civica La colomba) dal 25/05/2014 (1º mandato)
Territorio
Coordinate 40°40′00″N 15°29′00″E / 40.666667°N 15.483333°E40.666667; 15.483333 (Ricigliano)Coordinate: 40°40′00″N 15°29′00″E / 40.666667°N 15.483333°E40.666667; 15.483333 (Ricigliano)
Altitudine 560 m s.l.m.
Superficie 27,92 km²
Abitanti 1 241[1] (31-12-2010)
Densità 44,45 ab./km²
Comuni confinanti Balvano (PZ), Muro Lucano (PZ), Romagnano al Monte, San Gregorio Magno
Altre informazioni
Cod. postale 84020
Prefisso 0828
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065105
Cod. catastale H277
Targa SA
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti riciglianesi
Patrono san Cristoforo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ricigliano
Posizione del comune di Ricigliano all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Ricigliano all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Ricigliano è un comune italiano di 1.279 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Disteso sulle falde dell'Appennino campano-lucano a destra della valle del fiume Platano, il territorio di Ricigliano sovrasta la profonda forra di Romagnano al Monte, mentre a nord guarda i massicci montuosi di Marzano (1.530 metri), si trova ai limiti della provincia di Salerno, tra la Campania e la Basilicata e sorge in amena posizione su d'un colle.

I comuni limitrofi della Campania sono San Gregorio Magno e Romagnano al Monte; quelli della Basilicata Balvano e Muro Lucano (la cui frazione più vicina è Casale San Giuliano).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ricigliano ha un'origine molto antica: i primi insediameneti risalgono all'epoca preistorica, come attestano i vari reperti rinvenuti sul territorio del comune. Di particolare interesse sono alcune tombe a fossa rinvenute nella contrada Cutruzzone o Cutruzzole.

Fu edificato dai greci, i quali dalla città di Tegna nel Peloponneso vennero in epoca remotissima a popolare la Lucania, di cui ne fece sempre parte. In tempi storici Ricigliano fu un vicus della vicina Volcei (oggi Buccino). Sotto i Romani era una città piuttosto importante a giudicare dal fatto che essa fu eretta a colonia latina. Tra i reperti di questo periodo è da segnalare, in località Santa Maria, la presenza di resti di una villa rustica romana.

Alarico re dei Goti distrusse dalle fondamenta l'antica Ricigliano e disfece i sette suoi casali che portavano il nome di S. Elia, S. Calogero, S. Jorio, S. Janni, S. Leucio, S. Pietro e San Zaccheria; i quali non furono più riedificati, il suo territorio venne affidato a Tancredi di San Fele. Nel secolo successivo l'imperatore Federico II indicò anche Ricigliano tra i borghi che dovevano contribuire a riparare il Castello di Buccino.

Dopo essere stato appannaggio di Pandolfo di Fasanella e di altri feudatari, Ricigliano passò ai D'Alemagna e in seguito alla famiglia Caracciolo con Giacomo, marchese di Brienza.

Intorno alla fine del XVII secolo, a seguito di un'asta bandita dal Sacro Regio Consiglio, divenne feudataria del paese la famiglia De Marinis, alla quale il territorio rimase fino all'ultimo titolare, Michele.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Buccino, appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Buccino, appartenente al Circondario di Campagna.

1861 - Brigantaggio. Il 24 novembre 1861 Carmine Crocco e José Borjès, raggiunsero Ricigliano. Come a Balvano, furono accolti dal clero e dalla popolazione: “a suon di musica e coi preti in commissione di ricevimento”.[2] Malgrado ciò il paese fu saccheggiato in maniera così devastante che il Borjès non si sentì di trascriverne i particolari nel suo diario.[3]

Le origini del nome

Completamente priva di fondamento la tradizione secondo la quale il nome del paese deriverebbe da un recinctum Iani, ossia da un luogo recintato sacro a Giano, in quanto la parola recinctum in latino ha tutt'altro significato e anche per il fatto che in quella e in tutta la zona circostante non fu mai riscontrata traccia alcuna di un culto prestato a tale divinità . Il toponimo, molto più verosimilmente, deriva dal nomen latino Ricilius, che dovette appartenere alla gens che in epoca romana ebbe il possesso di un fundus posto allora in agro del municipium di Volcei (attuale Buccino), l'estensione del quale corrispondeva, grosso modo, a quella dell'attuale territorio del comune di Ricigliano[4].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— Terremoto dell'Irpinia 23 novembre 1980

[1]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Ricigliano-Stemma.png
Stemma

Lo stemma di Ricigliano è stato rinvenuto ed estratto dall'Archivio di Stato di Napoli “Fondo Regia Camera della Sommaria”, Catasti Onciari, Vol.4.186, fol.6 V, come da documento autenticato dal Direttore dell'Istituto Statale stesso che si acclude.

Ha la seguente blasonatura: D'argento, a San Cristoforo, Patrono di Ricigliano, di carnagione, col viso di tre quarti, con mantello di rosso, sostenente sulla spalla sinistra il Divino Figliolo, di carnagione, con il braccio destro levato al cielo, entrambi aureolati d'oro, impugnante in sbarra alzata una palma naturale, fogliata, attraversante un fiume di azzurro.

Gonfalone

Il gonfalone ha un drappo troncato di azzurro e di rosso caricato dell'Arma sopra descritta ed ornato di ricchi fregi d'argento.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Significativi sono alcuni reperti archeologici della zona, tra cui un'ara funeraria databile intorno al III secolo e i già ricordati resti di una Villa romana, distante circa due chilometri dal centro dell'odierna Ricigliano. Dell'edificio sono ancora visibili alcuni pavimenti a mosaico di pregevole fattura; si possono inoltre ammirare un atrio tetrastile con impluvium, consistenti resti di ambienti termali, pavimenti a opus spicatum e vari altri manufatti risalenti al II secolo a.C.

Sul fiume Platano vi è un antico ponte in pietra che è comunemente chiamato Ponte di Annibale, per via della tradizione che vuole sia stato costruito da Annibale in discesa verso il Sud.

Ponte di Annibale

Su parte dell'area della villa romana sono resti della Chiesa della Madonna Incoronata, che il sisma del 23-11-1980 ha ridotto quasi ad un rudere. La sua fondazione è di probabile ascendenza basiliana, giacché l'edificio era al centro di un'area in cui il culto di santi orientali era notevolmente diffuso. Come tutte le chiese basiliane, aveva anch'essa un orientamento est-ovest.

Nel centro del paese sorge invece la Parrocchiale di San Pietro Apostolo, a tre navate. Di particolare interesse è la Cappella di San Vito, distante 500 metri circa dal centro abitato, ove da oltre un millennio, il 15 giugno di ogni anno si svolge l'antica e tradizionale Turniata di San Vito.

Del periodo medioevale assai poco rimane, avendo il terremoto del 1980 distrutto buona parte del paese: si segnalano i resti dell'antico Castello e dell'ex Convento di Santa Caterina o San Salvatore.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Il rapido decremento della popolazione riciglianese è sintomo dell'emigrazione in America che colpi soprattutto il Sud-Italia alla fine dell'Ottocento fino all'inizio del Novecento. Da allora Ricigliano ha avuto un lieve incremento di popolazione che non ha mai superato la soglia dei 1500 abitanti.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[6]; il comune appartiene alla forania di Buccino dell'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fiorente è l'allevamento ovino, caprino e suino: assai ricercate sono le carni d'agnello, i formaggi e i prosciutti. Per quanto riguarda la produzione agricola, ottimi sono i vini e l'olio d'oliva. Il suolo molto fertile contribuisce all'ottima produzione di cereali, legumi e frutta saporitissima. Non manca la selvaggina (cinghiali, lupi, tassi, puzzole)

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Provinciale 10 Italia.svg Strada Provinciale 10/b Innesto SP37-Buccino-San Gregorio Magno-Stazione di Balvano;
  • Strada Provinciale 34 Italia.svg Strada Provinciale 34 Ponte dei corvi-Innesto Ricigliano;
  • Strada Provinciale 393 Italia.svg Strada Provinciale 393 Innesto SP10-San Gregorio Magno.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Autobus La mobilità è affidata, per i trasporti extraurbani, alla società SITA e Buonotourist.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Tanagro - Alto e Medio Sele.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Si narra una antica leggenda che ha come protagonista Gesù Cristo, il quale si trovò a calpestare il suolo di Ricigliano quando contava 1500 abitanti. Esausto per il suo lungo viaggio chiese un po' d'acqua e un riparo bussando alla porta di alcune abitazioni, in cui, però, non fu accolto. Comprensibilmente sfinito si avviò per una via molto ripida lungo la quale trovò una fontana dove si poté dissetare. Placata la sete, profondamente deluso dagli abitanti che gli avevano negato ausilio, disse:

" Funduana nun puozz mai s ccà, pais nùn puozz mai aumndà!"

" Fontana che la tua acqua possa sempre sgorgare, ma la popolazione del paese non dovrà mai aumentare più di tanto!"

Questa leggendaria fontana è ancora presente lungo la "discesa della fratta", il suo nome è fontana della fica per la presenza di un albero di fico sopra di essa, la sua acqua sgorga ancora e Ricigliano da più di un secolo non ha mai superato i 1500 abitanti.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo di calcio comunale[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Io, Brigante – supplemento a “Il Mattino” - Capone Editore/Edizioni del Grifo
  3. ^ Da Frà Diavolo a Borjès – Con il diario del generale spagnolo - supplemento a “La Sicilia” – Capone Editore/Edizioni del Grifo
  4. ^ G. Salimbene, Le famiglie di Ricigliano nell'anno 1754, Buccino, Vicariato Foraneo, 2005, p. 13
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno
  7. ^ Teseogiovani - Rete Informagiovani della Provincia di Salerno

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]